martedì 30 ottobre 2007

AL FESTIVAL “TEATRI A TEATRO” UNA MEDIA DI 100 SPETTATORI A SERATA

Dopo Luxuria il prossimo anno Bertinotti?

Ben 60 spettacoli in due mesi ma con solo 6.100 presenze: una media di 100 spettatori a serata!!! Vedremo quanti hanno pagato il biglietto, ma senz’altro la Presidente Poropat può esser lieta di aver promosso il festival più costoso mai realizzato al Teatro Romano!

Gli spettacoli programmati dal direttore artistico Furio Bordon invece facevano 600 posti a serata e spesso il tutto esaurito con meno di metà del budget di Pressburger e registrando il triplo delle presenze. La sinistra ha voluto il suo festival, che potremmo definire di teatro a leggio, che in realtà eccelle solo per i costi.

Da quasi due mesi attendevamo un cenno di risposta alla dettagliata interrogazione che abbiamo presentato a proposito del bilancio sul festival “Teatri a Teatro a Trieste e provincia” ma la Presidente, anziché rispondere ai consiglieri, predilige autocelebrarsi nelle conferenze stampa.

Per ora non entriamo nel merito delle entusiastiche dichiarazioni della Poropat ma ci limitiamo a chiederle ancora una volta di rispondere compiutamente al consiglio.

Il festival di quest’anno comunque sarà ricordato per la “straordinaria” ed onerosissima interpretazione di Vladimiro Guadagno, in arte Vladimir Luxuria, deputato di Rifondazione Comunista.

Il prossimo anno magari, dopo la particina che gli è stata affida nello spettacolo dedicato a Danilo Dolci, promosso dall’assessore Visioli, toccherà a Fausto Bertinotti che forse nel frattempo si sarà liberato dagli impegni della Camera dei Deputati.


Claudio Grizon
Consigliere della Provincia di Trieste
Capo Gruppo di Forza Italia


Paolo De Gavardo
Consigliere della Provincia di Trieste
Capo Gruppo Lista Dipiazza

venerdì 19 ottobre 2007

PRESENTATA LA MOZIONE DI SFIDUCIA PER L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE BARDUZZI

Ha solo criticato Dipiazza senza impegnarsi per approfondire i preoccupanti dati sull’inquinamento della Ferriera


E’ stata presentata oggi in Provincia la preannunciata mozione di sfiducia sull’operato dell’assessore provinciale all’ambiente Ondina Barduzzi in merito all’inquinamento delle Ferriera di Servola, che è stata firmata da tutti i consiglieri di Forza Italia, Lista Dipiazza, Alleanza Nazionale e Casa delle Libertà.

La Barduzzi si è limitata a criticare pesantemente il sindaco Dipiazza, attribuendogli ogni colpa e responsabilità, anziché collaborare costruttivamente sia con il Comune di Trieste che con quello di Muggia, altrettanto interessato dall’inquinamento, per svolgere indagini sulla qualità dell’aria.

Oggi il sindaco Dipiazza può contare sulla solidarietà o la collaborazione di Azienda Sanitaria, Ministero dell’Ambiente, ARPA, Regione e del pm Frezza ma la Provincia continua a dimostrare scarso impegno sulla vicenda.

Le significative competenze e responsabilità della Provincia in tema ambientale dovrebbero essere maggiormente spese e messe a disposizione del Comune e del Ministero che sta svolgendo le rilevazioni delle emissioni in atmosfera della Ferriera.



E’ ILLEGITTIMO L’ACCORDO DEL COMUNE CON TESECO, DEVE PASSARE IN CONSIGLIO COMUNALE

Grizon F.I.: nell’accordo non è nemmeno stato quantificato l’importo dei lavori per fare il campo in plastica per lo Zaule che saranno scomputati degli oneri di urbanizzazione dei piano particolareggiato della Teseco


Non c’è un importo neanche stimato sulla delibera con cui la giunta ha approvato l’accordo con Teseco per fare il nuovo campo in plastica di Aquilinia, e poi le convenzioni in materia di oneri urbanistici è competenza del consiglio comunale per cui per me la delibera può essere illegittima.

Visto che il sindaco Nesladek ha rinviato di un anno e mezzo, per ragioni ancora sconosciute, un accordo che era già stato definito nei contenuti a cura della precedente amministrazione mi chiedo per quali ragioni abbia deciso di non coinvolgere il consiglio comunale?

Cosa c’è da nascondere signor sindaco? Quali sono gli altri termini dell’accordo con Teseco? Non mi dirà che il piano di spesa dell’opera da realizzare sul campo da gioco non è stato definito?

E’ davvero curioso lo stile di amministrare tra centro destra e centro sinistra: la CdL per un comodato gratuito con Teseco ha portato la delibera in consiglio, quando non era necessario, mentre questa giunta assume delibere che valgono alcune centinaia di migliaia di euro e che porteranno a altrettante minori entrate per il Comune in giunta scavalcando le norme urbanistiche.

Per assurdo, se il progetto di Teseco per Aquilinia venisse ridimensionato, con questa delibera la giunta potrebbe aver costituito un debito fuori bilancio in quanto, in questo caso, gli oneri da urbanizzazione da monetizzare per il Comune o da restituire alla collettività in opere pubbliche potrebbero essere inferiori al costo del campo in plastica.

Insomma, premettendo che sono favorevole ai lavori previsti, temo che la delibera sia illegittima per difetto di competenza.

Il Comune non può dire “che gli interventi posti in capo a Teseco S.p.A. relativi al rifacimento del manto erboso ed alla successiva cessione del Campo, potranno trovare adeguata definizione e riconoscimento nell’ambito della convenzione urbanistica connessa all’attuazione del piano particolareggiato” (dov’è questa convenzione?) bypassando il consiglio su temi di questa rilevanza con una deliberetta di giunta, che non definisce neanche la spesa prevista da scomputare sugli oneri, perché è urgente fare i lavori, in quanto il sindaco si è impegnato pubblicamente nei confronti della società e dei cittadini nel corso di un’assemblea pubblica.

Pertanto se il sindaco non revocherà la delibera di giunta per riproporla al consiglio, segnalerò il caso alla Corte dei Conti, affinché provveda a ristabilire ruoli e competenze nel Comune di Muggia.

E’ ILLEGITTIMO L’ACCORDO DEL COMUNE CON TESECO, DEVE PASSARE IN CONSIGLIO COMUNALE

Grizon F.I.: nell’accordo non è nemmeno stato quantificato l’importo dei lavori per fare il campo in plastica per lo Zaule che saranno scomputati degli oneri di urbanizzazione dei piano particolareggiato della Teseco

Non c’è un importo neanche stimato sulla delibera con cui la giunta ha approvato l’accordo con Teseco per fare il nuovo campo in plastica di Aquilinia, e poi le convenzioni in materia di oneri urbanistici è competenza del consiglio comunale per cui per me la delibera può essere illegittima.

Visto che il sindaco Nesladek ha rinviato di un anno e mezzo, per ragioni ancora sconosciute, un accordo che era già stato definito nei contenuti a cura della precedente amministrazione mi chiedo per quali ragioni abbia deciso di non coinvolgere il consiglio comunale?

Cosa c’è da nascondere signor sindaco? Quali sono gli altri termini dell’accordo con Teseco? Non mi dirà che il piano di spesa dell’opera da realizzare sul campo da gioco non è stato definito?

E’ davvero curioso lo stile di amministrare tra centro destra e centro sinistra: la CdL per un comodato gratuito con Teseco ha portato la delibera in consiglio, quando non era necessario, mentre questa giunta assume delibere che valgono alcune centinaia di migliaia di euro e che porteranno a altrettante minori entrate per il Comune in giunta scavalcando le norme urbanistiche.

Per assurdo, se il progetto di Teseco per Aquilinia venisse ridimensionato, con questa delibera la giunta potrebbe aver costituito un debito fuori bilancio in quanto, in questo caso, gli oneri da urbanizzazione da monetizzare per il Comune o da restituire alla collettività in opere pubbliche potrebbero essere inferiori al costo del campo in plastica.

Insomma, premettendo che sono favorevole ai lavori previsti, temo che la delibera sia illegittima per difetto di competenza.

Il Comune non può dire “che gli interventi posti in capo a Teseco S.p.A. relativi al rifacimento del manto erboso ed alla successiva cessione del Campo, potranno trovare adeguata definizione e riconoscimento nell’ambito della convenzione urbanistica connessa all’attuazione del piano particolareggiato” (dov’è questa convenzione?) bypassando il consiglio su temi di questa rilevanza con una deliberetta di giunta, che non definisce neanche la spesa prevista da scomputare sugli oneri, perché è urgente fare i lavori, in quanto il sindaco si è impegnato pubblicamente nei confronti della società e dei cittadini nel corso di un’assemblea pubblica.

Pertanto se il sindaco non revocherà la delibera di giunta per riproporla al consiglio, segnalerò il caso alla Corte dei Conti, affinché provveda a ristabilire ruoli e competenze nel Comune di Muggia.

martedì 16 ottobre 2007

A MUGGIA IL PARTITO DEMOCRATICO E’ SPOSTATO A SINISTRA


Grizon F.I.: Nesladek nell’assemblea regionale del PD con Zvech cambia gli equilibri nel partito a Muggia

Dopo essersi presentato come uomo della società civile, seppur militante in una Lega Ambiente notoriamente schierata a sinistra, il sindaco Nerio Nesladek, si è ben presto schierato con Zvech e con i DS e dopo la sua elezione nell’assemblea regionale del Partito Democratico sposterà a sinistra l’asse del nascente partito a Muggia.

Il PD a Muggia, infatti, oltre che sul sindaco, ora può contare sul vice sindaco Crevatin, sul fedelissimo assessore Valentich, sull’assessore cattolico Bussani e sull’assessore Rossi, quasi un monocolore che ci fa pensare ad una Muggia d’altri tempi, ammantata di bandiere rosse impreziosite di falci e martelli.

La poco significativa presenza in giunta del buon Veronese e della neo mamma Tull non fa altro che agganciare a sinistra una maggioranza in cui l’esuberante assessore Tarlao rischia di rappresentare il “centro” di una coalizione che a Muggia il centro moderato non è in grado di rappresentarlo.

Rispetto ai 3584 voti che dal collegio di Trieste-Muggia sono andati a Veltroni cosa sono i 675 della Bindi o i 655 del bravo Letta? E’ evidente che rispetto ai 109 voti di Barazza, ai 602 voti del mio amico Francesco Russo ed ai 1121 di Moretton la componente post comunista di Zvech, con i suoi 2838 voti, d’ora in poi continuerà a menare le danze anche a Muggia.

L’elettorato moderato muggesano, che ha votato Margherita alle scorse elezioni comunali, dopo queste primarie si troverà sicuramente disorientato e perplesso nel vedersi rappresentato sia a Roma che in regione e a Muggia da esponenti con una storia politica tutta a sinistra.

Credo che a seguito della nascita del PD anche il centro destra dovrà interpretare in modo nuovo le aspettative del suo elettorato, forte della consapevolezza di essere ancora maggioritario anche a Muggia: responsabile, concreto, innovatore e con un nuovo programma che sappia interpretare le sensibilità dei moderati delusi dal centro sinistra.

sabato 13 ottobre 2007

OGGI CONVEGNO DELL'ASSOCIAZIONE ESPOSTI AMIANTO

Questa mattina nella Sala Saturnia della Stazione Marittima di Trieste ho partecipato ad un interessante convegno dell'Associazione Esposti Amianto sul ruolo del volontariato nella prevenzione e nell'assistenza degli aderenti e sugli aspetti previdenziali e giuridici che condizionano la già difficile condizione di esposto o di ammalato a causa dell'amianto.

Padrone di casa il grande Aurelio Pischianz, presidente dell'AeA di Trieste, affiancato dal collega dell'AeA di Monfalcone. Buona la partecipazione (nonostante la Barcolana) e molto interessanti gli interventi che hanno catturato l'attenzione dei soci e delle autorità. Da segnalare una bella lettera di saluto dell'on. Renzo Tondo a Pischianz e agli organizzatori.

venerdì 12 ottobre 2007

PADOA SCHIOPPA SI FOTTE LE PENSIONI DEI GIULIANO-DALMATI

Comunicato Stampa della Presidenza Nazionale ANVGD

Che la sinistra non sappia nemmeno che cosa fa la sinistra è ormai il refrain di questo Governo. Ma che questo Governo trascinasse nella vergogna i suoi Funzionari e i suoi Ministri gettando nel cesso le loro solenni assicurazioni in una materia di denso significato sociale, questo bisognava ancora vederlo!

L’Art. 61 del Disegno di Legge Finanziaria 2008 approvato dal Governo, introduce una nuova interpretazione sulla perequazione della maggiorazione alle pensioni Inps spettanti ai profughi giuliano-dalmati. Tale sconcertante interpretazione conferma sic et simpliciter quanto applicato dal 1985 ad oggi dall’Inps, condannata più volte per questo suo comportamento dalla Corte di Cassazione e soccombente in tutte le centinaia di sentenze della magistratura ordinaria, che hanno in maniera univoca ritenuto un abuso il calcolo della maggiorazione praticato dall’ente di previdenza.

Per di più, questo argomento è ancora sul Tavolo di Coordinamento Governo-Esuli, istituito presso la Presidenza del Consiglio il 21 febbraio scorso, che nell’incontro del 7 maggio ha accertato i termini della questione in un vertice Governo-Inps-Esuli, lasciando aperta la porta ad un successivo approfondimento. Il 10 luglio, inoltre, un sottosegretario di questo Governo aveva dato assicurazione alle Associazioni degli Esuli sullo studio in corso, da parte dell’Inps, in proposito al costo economico di una manovra di riconoscimento generale del diritto ai profughi, così come stabilito dalla magistratura di tutti i gradi di giudizio.

L’Art. 61 del Disegno di Legge trova sull’argomento una inusitata soluzione, contraria a qualsiasi forma di diritto, in contrasto con quanto interpretato per anni dalla magistratura e in spregio ad ogni forma di rispetto, morale e sostanziale, nei confronti di una trattativa ancora in corso.

Di fronte ad un così incomprensibile atteggiamento -se confermato nel varo definitivo della legge- la nostra Associazione non potrà che ritirare la propria delegazione dai molteplici Tavoli di trattativa col Governo, oltre ad attivare tutti i canali a sua disposizione per diffondere i contraddittori aspetti di questa vicenda, che infanga non solo il diritto di chi da 60 anni aspetta ancora giustizia, ma anche il diritto morale di chi ha sofferto per mantenere la propria identità italiana e oggi si vede discriminato, offeso e per l’ennesima volta considerato ultimo degli ultimi.

In sostanza, cosa ha pensato una qualche cricca di maramaldi: approfittare delle conversazioni avute con i rappresentanti degli Esuli per poi sfotterli bellamente, mancando in maniera flagrante alla parola data.
Cancellano la legge in forza della quale i tribunali avevano dato ragione ai pensionati.

Ma esiste ancora un senso minimo dell’onore, della solidarietà sociale, dell’amor di Patria e della cognizione di vivere in uno stato di diritto?

Dove si è visto mai uno stato che cambia una legge per fregare i portatori di diritti soggettivi che questa legge riconosce in forza di sentenze della Magistratura passate in giudicato?

La Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati è intervenuta anche direttamente sulla Presidenza della Repubblica per sollecitare un intervento a difesa dei diritti che oggi ai nostri pensionati si vogliono negare.

Roma, 12 ottobre 2008

La Presidenza Nazionale ANVGD

mercoledì 10 ottobre 2007

ILLY PAGA GLI SLOVENI CON LA COMUNITA' DEL CARSO

Il mio commento sul Blog di Renzo Tondo

Hai proprio ragione Renzo. La ricostituzione della Comunità Montana del Carso (divisa tra le province di Trieste e Gorizia) costituisce inoltre un impoverimento delle due Province che, fino ad oggi, hanno gestito con efficacia le competenze della disciolta Comunità montana, armonizzandole ed integrandole con le competenze che le Province hanno nel settore ambientale, nella tutela della flora e della fauna ed in generale dello sviluppo del territorio.

E' forse questo un primo passo per eliminare la Provincia di Trieste che dell'ex Comunità aveva il 67% del territorio? Se è così Illy lo dica e si assuma le sue responsabilità.Il fatto è che Illy e la sua corte di yes man non sanno cosa sia il principio di sussidiarietà, infatti altre dovrebbero essere le scelte nella devoluzione di competenze e risorse agli enti locali.

Oltre alla Comunità montana che dovrebbe rimanere in capo alle Province di Trieste e Gorizia altre potrebbero essere le semplificazioni di enti come l'eliminazione dell'EZIT dando le competenze dello sviluppo industriale alla Camera di Commercio, quelle immobiliari ad una agenzia dello stesso ente e quelle urbanistiche al Comune.

Ora gli sloveni, dopo aver ottenuto la carta d'identità bilingue a Trieste (così potremo finalmente contarli), hanno nuovamente la loro "riserva carsica", il loro "ghetto" con bende e prebende. Molti cittadini sarebbero scandalizzati di come i fondi pubblici venivano spesi dalla ex Comunità Montana...

Ora Illy vuole riportare Trieste al passato, alimentando indirettamente l'onda di protesta (forse montata ad arte) dei secessionisti del carso e rischiando di riproporre un inevitabile scontro etnico in una provincia piccola, oggi al crocevia di una nuova europa senza confini. Spero davvero che i nostri amici in Regione facciano le barricate su questo provvedimento antistorico e che farà gioire la casta della comunità slovena.

UN'OFFESA ALLA MONTAGNA E AL BUON SENSO

Dal Blog dell'On. Renzo Tondo - 9 ottobre 2007

La maggioranza regionale di centrosinistra che sostiene Illy, ieri ne ha fatta un'altra delle sue...... ha approvato la ricostituzione della Comunità Montana del Carso! da non credere, mentre Gianantonio Stella apre il suo libro "La casta" citando le comunità montane che arrivano fino al mare come esempio di moltiplicazione degli enti e dei posti e quindi di spesa pubblica, Illy e i suoi hanno pensato bene di rifare (rifare perchè la mia Giunta l'aveva abolita) la Comunità Montana del Carso.
Tutto ciò (lo conferma onestamente la consigliera comunista Zorzini) per "dare una forma di autogoverno agli sloveni del carso triestino", di fatto, quindi, per pagare un debito elettorale di Illy verso la comunità slovena in Italia che lo aveva apertamente sostenuto alle elezioni..Altro che i casini del buon Strassoldo!
Ma non basta, aggiungo io...... così si vanifica ancora una volta il concetto di "montanità" e a pagare sarà di nuovo la montagna vera che, vedendosi allargare i confini della propria peculiarità si troverà con minori risorse per gli interventi a favore di chi (Comuni, privati, imprese, famiglie.....), in quota ci vive davvero! Mi auguro che dai vari comuni montani , non solo dalla Carnia, parta immediatamente una forte protesta nei confronti della giunta e in particolare dell' assessore alla montagna Marsilio che ha accettato con la coda tra le gambe l'imposizione del governatore triestino.

Renzo Tondo

martedì 9 ottobre 2007

MUGGIA, IL COMUNE NON AIUTA I GIOVANI

Da Il Piccolo di lunedì 8 ottobre 2007
Pagina 20 – Trieste

L’esperienza di una ragazza che ha inutilmente presentato i suoi progetti


Sei giovane? Sei volenteroso? Vuoi partecipare attivamente alle iniziative del tuo comune? Hai dei progetti interessanti da presentare? Credi che il comune non ti rappresenti abbastanza? Dai non perdere nemmeno un minuto, il tempo è prezioso, chiama il tuo amico Comune e vedrai, costruiremo una nuova Muggia, una Muggia più vicina a te.

Recita così lo slogan che in quest’anno di nuovo «governo» della cittadina l’amministrazione ci ha propinato ovunque, soprattutto sul giornale, ma che non sarebbe andata in questo modo lo si è capito dall’inizio.

La scorsa estate l’assessore alle politiche giovanili Loredana Rossi assieme a quello del turismo Roberta Tarlao hanno invitato i giovani muggesani a una riunione dove gli si chiedeva di dare consigli, idee, presentare progetti e quant’altro perché quest’amministrazione sentiva forte le loro problematiche e aveva intenzione di renderli parte attiva nella vita della città.

L’iniziativa sembrava interessante e quindi decisi di partecipare. Ascoltai molto e capii subito che chi dirigeva la riunione non aveva idee e se c’erano erano ben confuse, mi resi conto che era solo politica e alla fine non si stava dicendo nulla e tantomeno non si spiegava nulla, e mi accorsi soprattutto che nonostante i miei 23 anni, non facessi più parte del loro mondo giovanile, perché alla mia domanda: «Ma per i giovani miei coetanei, cosa pensa di fare quest’amministrazione?», senza batter ciglio ebbi la risposta: «Beh voi siete grandi potete andare a Trieste» (mi sembra inutile dire quello che penso).

Qualsiasi vocabolario della lingua italiana dà come definizione di giovane: «... che è tra l’adolescenza e la maturità...», io credo di rientrare perfettamente nella stessa e siccome caratterialmente non mi faccio abbattere decisi di presentare i miei progetti. Ci lavorai per giorni interi assieme ad un gruppo di miei coetanei, volevo solo che non si pensasse ai giovani sempre allo stesso modo come persone svogliate, senza ideali, senza personalità, credevo fosse apprezzabile trovare ragazzi motivati che vogliono puntare sul loro territorio e invece mi sbagliavo.

Presi molti appuntamenti (quindi giornate di permessi dal lavoro), parlai con vari assessori e con il sindaco, tutti elogiarono i miei progetti, le idee presentate facendo certamente ben sperare a ogni appuntamento, come se quello fosse il decisivo per realizzare qualcosa assieme.

I progetti erano diversi, indirizzati a tutti, riguardavano la cultura, il sociale, il turismo, la promozione della città. Le risposte, dopo numerosi solleciti, invece furono tutte uguali, rimandavano al nuovo anno perché c’era prima da rimettere in ordine i conti lasciati dalla vecchia amministrazione, i soldi erano pochi e il Comune aveva come prima esigenza finanziare le prime necessità (che dire poi quando leggi sul giornale dei 640mila euro d’avanzo!).

Decisi di non mollare se i progetti a detta dello stesso Comune erano molto interessanti. Nonostante i successivi appuntamenti ad un certo punto mi sono resa conto di lottare contro un mulino a vento e francamente a questo penso: che non si voglia fare niente, tantomeno per noi giovani. Siete sempre disposti a giudicarci come irresponsabili, immaturi, come una gioventù che cresce male, una gioventù a rischio, ma quando qualcuno prova a volare per dimostrare il contrario, gli tarpate le ali.

Scrivo perché sono delusa, volevo solo poter aiutare i «grandi» a vedere come i giovani vorrebbero la loro città. Probabilmente l’interesse non c’è ma avrei preferito saperlo, ora la mia domanda è una sola. Perché?

Isaura Argese

domenica 7 ottobre 2007

IN PROVINCIA MOZIONE DI SFIDUCIA PER LA BARDUZZI

Grizon (F.I.) e De Gavardo (Lista Dipiazza): Metz ha ragione a chiedere le dimissioni della Barduzzi, ha accusato il sindaco Dipiazza lavandosi le mani della questione Ferriera

Presenteremo una mozione di sfiducia per l’operato dell’assessore all’ambiente Ondina Barduzzi in merito all’inquinamento della Ferriera, facendo nostre le accuse che il consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz le ha rivolto”.

“Come ha giustamente asserito Metz la Barduzzi "abbia l’umiltà di leggere i dati, e poi agisca, o si dimette o risponde in modo adeguato, altrimenti fa vergognare l’intera giunta" e, aggiungiamo, la Provincia stessa che anche noi rappresentiamo”.

“Fin dal suo insediamento, sulla questione Ferriera, la Barduzzi si è limitata ad accusare pesantemente il sindaco Roberto Dipiazza, lavandosene le mani e lasciandolo solo a gestire questa delicata questione, ma oggi con vivo stupore apprendiamo che anche l’ing. Barduzzi si è accorta che "la salute è la cosa più importante, che sforare i limiti di legge significa incorrere in un reato, e che il reato va represso"”.

“Troppo impegnata nelle conferenze stampa sui progetti della metropolitana leggera, utili ma di difficile realizzazione, costati alla Provincia 20.000 euro, l’assessore Barduzzi non ha avuto il tempo per promuovere, come fortunatamente hanno fatto il pm Federico Frezza e lo stesso Comune, analisi specifiche sul territorio provinciale per misurare le immissioni in atmosfera della Ferriera, da Muggia a Piazza della Libertà”.

“Dopo la pubblicazione degli allarmanti dati del Cigra sulle emissioni dello stabilimento siderurgico, a cura del Circolo “Ercole Miani” - con cui la Barduzzi ha polemizzato durante l’audizione in consiglio provinciale -, riscontriamo con soddisfazione che al sindaco Dipiazza stanno arrivando inaspettati incoraggiamenti uniti all’esortazione ad intervenire per chiudere la Ferriera sia dal direttore generale dell’Azienda Sanitaria Franco Rotelli che dal ministro Pecoraro Scanio e da una imbarazzata presidente della Provincia, Maria Teresa Bassa Poropat, la quale scopre, seppur in ritardo, che "la salute è cosa assolutamente prioritaria per la città"”.

“La Barduzzi, comunque, non è la sola colpevole per aver sottovalutato la gravità della situazione. Anche la Regione, infatti, sulla vicenda ha sempre mantenuto una posizione palesemente ondivaga alternando, con il governatore Illy e il suo assessore Moretton, indicazioni orientate alla chiusura e altre tendenti ad un rinvio di quella decisione che avrebbe dovuto esser stata già assunta da tempo”.

“Come ricordato da Metz la letteratura scientifica evidenzia che produzioni come quelle della Ferriera producono inevitabilmente <> pertanto l’unica soluzione è chiudere e riconvertire lo stabilimento a fini portuali, attivando gli ammortizzatori sociali necessari”.


Claudio Grizon
Capo Gruppo di Forza Italia


Paolo De Gavardo
Capo Gruppo Lista Dipiazza

mercoledì 3 ottobre 2007

UNA PETIZIONE PER DEVIARE LA LINEA 20 SU VIA DI NOGHERE E VIA DI ZAULE

I proponenti Grizon e Calligaris: un servizio sociale per gli anziani ed i giovani che frequentano il palazzetto


Deviare uno dei quattro o cinque autobus che girano sulla linea 20 in salita su via di Noghere e in discesa lungo via di Zaule per proseguire poi verso Trieste e, se possibile, anche in senso inverso nel percorso Trieste – Muggia.

E’ questa in sintesi la richiesta contenuta in una petizione popolare indirizzata alla presidente della Provincia di Trieste Maria Teresa Bassa Poropat e per conoscenza al sindaco di Muggia Nerio Nesladek e alla Trieste Trasporti promossa a partire da domenica scorsa da un gruppo di residenti ad Aquilinia guidati da Claudio Grizon, Flavio Callegaris, Adriana Palcich e Giordano Gualandi.

I cittadini residenti in particolare nelle vie di Noghere, S. Giovanni, Monte d’Oro, Zaule, Stramare, chiedono che l’autobus 20, nel percorso Muggia - Trieste, dopo aver svoltato a sinistra, poco prima della galleria di Aquilinia, anziché percorrere la via Flavia di Stramare in direzione Zaule (passando davanti la vecchia casa cantoniera) faccia una deviazione di almeno un “treno” sui quattro o cinque che girano sulla linea 20 a destra, in salita, lungo via di Noghere e poi in discesa lungo via di Zaule per poi proseguire verso Trieste.

“L’auspicio – sottolineano per i promotori Claudio Grizon e Flavio Calligaris - che si possa modificare il percorso anche nel tragitto Trieste – Muggia, in salita su via di Zaule e poi in discesa lungo via di Noghere contando sulle recenti modifiche all’isola pedonale sull’incrocio tra via Flavia di Stramare e via di Zaule”.

Nel testo della petizione si Invita “l’Amministrazione Provinciale, in base alle sue competenze ai sensi degli artt. 6 e 7 della L.R. n.20/1997, a recepire la presente richiesta e a promuovere ogni atto o iniziativa utile nei confronti di Trieste Trasporti S.p.A. affinché possa essere attuata la modifica indicata”.

“La nostra richiesta – spiegano Grizon e Calligaris - è motivata esclusivamente dall’esigenza di offrire un servizio di carattere sociale ai numerosi residenti della zona (oltre 1500), molti dei quali anziani, con difficoltà di deambulazione, ed ai giovani del rione ed a quelli che frequentano il palazzetto, e non dovrebbe comportare costi aggiuntivi in quanto il percorso verrebbe leggermente accorciato”.

“Attualmente – si legge nella petizione – i residenti sono limitati nell’utilizzo del trasporto pubblico in quanto, per poter raggiungere le più vicine fermate dell’autobus della linea 20, sono costretti a scendere a piedi la via di Zaule, lungo marciapiedi sconnessi, per arrivare al posteggio dinanzi al distributore percorrendo fino a quasi 1 Km (partendo dalla via di Monte d’Oro alta), per poi risalire lungo lo stesso percorso”.

In alternativa i residenti devono “scendere a piedi la via di Noghere, lungo marciapiedi sconnessi e a tratti inesistenti, per arrivare all’intersezione con la via Flavia di Stramare dove è situata la fermata (percorrendo anche in questo caso poco meno di 1 Km), per poi risalire lungo lo stesso percorso oppure scendere lungo la via di Stramare, sprovvista di marciapiedi, per arrivare sulla via Flavia di Aquilinia e quindi alla fermata, posta sul bordo della strada dopo una cinquantina di metri dopo aver svoltato a destra in direzione Trieste, per poi rifare la stessa strada”.

I proponenti invitano i cittadini a sostenere la richiesta firmando i moduli disponibili nelle attività commerciali di Monte S.Giovanni o nella Chiesa di Aquilinia che fin d’ora si ringraziano per la collaborazione.

lunedì 1 ottobre 2007

SECESSIONE AD AQUILINIA, PRIME PERPLESSITA'

Da Il Piccolo di lunedì 1 ottobre 2007
Pagina 17 – Trieste

Si apre il dibattito sulla proposta di staccare la frazione dal controllo amministrativo di Muggia e S. Dorligo
Godina: «Non si risolvono così i problemi». Grizon: «Serve prudenza»

Walter Godina, vice presidente della Provincia di Trieste, liquida con una battuta l’ipotesi secessionista di Aquilinia, dove qualcuno vorrebbe creare un nuovo Comune autonomo. «Trieste è già nota a livello nazionale per essere la Provincia più piccola d’Italia per quanto concerne l’estensione territoriale – afferma l’esponente del centrosinistra che governa a palazzo Galatti – e non vorrei che a questo si aggiungesse anche l’elemento della città che annovera il Comune più piccolo».
Un’ironia composta e pacata quella del vice presidente della Provincia, originata dalla recenti pulsioni autonomiste di un piccolo centro, che recentemente è passato alle cronache anche per le scritte contrarie all’ipotesi del cambiamento di nome, che qualcuno vorrebbe tornasse a essere lo storico «Zavlje».
Passando a un ragionamento politico più completo, Godina non ha dubbi: «Credo che le problematiche che stanno alla base di questa volontà di modificare radicalmente l’attuale struttura amministrativa del territorio debbano essere risolte nelle sedi più opportune – aggiunge – che ci sono e nelle quali bisogna portare le istanze della gente».
Anche Claudio Grizon, coordinatore di Forza Italia a Muggia e consigliere comunale di opposizione nel consiglio comunale muggesano, è piuttosto esplicito nel commentare le recenti affermazioni di Giorgio Jercog, esponente di «Oltre il Polo», consigliere comunale di San Dorligo della Valle, e promotore dell’iniziativa secessionista. Quest’ultimo aveva parlato di «necessità della gente di Aquilinia di gestire autonomamente il territorio nel quale vive, troppo sfruttato».
«Credo che queste affermazioni – sottolinea Grizon – derivino da una certa latitanza dell’amministrazione comunale di San Dorligo della Valle, che divide con il Comune di Muggia le competenze su quella zona della Provincia di Trieste. C’è stata scarsa attenzione certamente e inoltre ho ravvisato alcune incomprensioni. Tutto questo – prosegue l’esponente del centrodestra – ha portato a un certo malcontento della popolazione, che sta sfociando in queste richieste di secessione, sulle quali comunque credo bisognerebbe fare estrema attenzione. È necessario essere prudenti – continua Grizon - quando si parla della creazione di nuove strutture amministrative, soprattutto in una fase storica nella quale si stanno cercando le soluzioni per ridurre le spese degli enti locali».
Si va nella direzione opposta alla realtà sembra affermare il coordinatore di Forza Italia a Muggia, che precisa questo concetto: «La strada è semmai quella della semplificazione amministrativa, e per centrare questo obiettivo credo che Aquilinia dovrebbe stare sotto un solo Comune, che potrebbe così offrire una risposta unitaria alle esigenze della popolazione. Credo che Muggia possa rappresentare in questo contesto l’interlocutore ideale per chi risiede ad Aquilinia. In ogni caso – conclude Grizon – in questa fase, ancora preliminare per qualsiasi discorso, rimango attento osservatore di quanto accade».
u. s.