lunedì 23 novembre 2009

DIPIAZZA HA RAGIONE L’EZIT E’ UN ENTE INUTILE CHE VA CHIUSO

Grizon F.I. - PDL: il caso del binario abbandonato è solo un esempio dell'inutilità dell'Ezit

“Il sindaco Roberto Dipiazza ha ragione, finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire che l’Ezit è ormai un ente inutile”.


E’ questo il commento di Claudio Grizon, capo gruppo di Forza Italia in provincia e consigliere a Muggia, alle dichiarazioni del primo cittadino di Trieste sul ruolo dell’Ezit.

“L’amico Roberto ha finalmente detto quello che molti pensano da tempo – aggiunge Grizon – in quanto è impensabile che oggi l’Ezit mantenga ancora competenze urbanistiche, che dovrrebbero andare al Comune, di pianificazione che dovrebbero andare alla Provincia e autorizzative che potrebbero essere curate dalla Camera di Commercio, accanto a quelle della gestione del patrimonio immobiliare che potrebbe essere affidato a un’agenzia o a una società apposita e più snella”.


La vicenda del binario morto – prosegue il capo gruppo forzista - era prevedibile fin dalla sua realizzazione in quanto si tratta di una linea non elettrificata e senza fermate a servizio di un’area industriale che se non fosse per la presenza di Pasta Zara e dell’industria tessile assumerebbe piuttosto le caratteristiche di area artigianale e commerciale”.


“Quella del presidente Mauro Azzarita poi – sottolinea il consigliere – è una difesa d’ufficio di un ente che a suo tempo, complice Riccardo Illy presidente della Regione, si è messo in contrapposizione a Comune e Provincia anche sulla questione della gestione delle caratterizzazioni e del recupero delle aree da bonificare che, al di la dello scaricabarile del presidente, sono questioni ancora da risolvere”.


Quella linea ferroviaria oltretutto a binario unico – conclude Grizon - è nata dimensionata su uno sviluppo che non c’è stato e che probabilmente non ci sarà mai anche perché la questione della metropolitana leggera tanto cara alla Poropat è economicamente insostenibile”.


Quindi – esorta Grizon - invito il sindaco Dipiazza a non mollare la posizione che ha assunto e a sensibilizzare il presidente Renzo Tondo sull’opportunità di legiferare al fine di chiudere l’Ezit attribuendo alle istituzioni triestine le sue competenze”.

IL COMUNE SPERPERA 18.500 EURO

Dal sito dell'Associazione Impronta Muggia

Il Comune sperpera 18.500 Euro : terza, e definitiva, puntata.

Domenica 22 Novembre 2009 23:31

Si tratta di più di 30 milioni delle vecchie Lire. E se l’Amministrazione Comunale avesse destinato la somma alla nostra scuola elementare -inutile dire quanto ne abbia bisogno - attraverso l’indizione di un concorso di idee tra i nostri scolari ( che avrebbero sicuramente trovato qualcosa di intelligente e simpatico), avremmo potuto lasciar perdere. Soprassedere sulla inutilità e illegittimità della gara indetta dal Comune di Muggia, viziata dal fatto che è già in vigore un contratto che obbliga l’attuale gestore del servizio rifiuti a fornire gli identici servizi posti in gara.

Invece con l’idea “Muggy”, il principe della raccolta, la Domino s.r.l. di Udine ha destato l’entusiasmo dei funzionari del Comune di Muggia (sic) e ottenuto l’aggiudicazione della gara per “la realizzazione e la fornitura di strumenti per la campagna di comunicazione e sensibilizzazione per la riduzione dei rifiuti.” Che le nostre ripetute segnalazioni di questa estate avesse indotto l’Amministrazione Comunale a soprassedere alla gara risparmiando l’intero importo, si è dimostrata essere una pia illusione.

Non è servito a nulla l'aver ricordato all'assessore competente che è in vigore un contratto che obbliga l’attuale gestore del servizio rifiuti a fornire gli identici servizi posti in gara. Ripetere e ripetere che il nuovo servizio messo in gara è inutile essendo un doppione e, conseguentemente illegittimo. Niente da fare!

Con la Determine 1132, sulla base di un’offerta di 15.800 Euro l’arch. Paolo Lusin, responsabile del Servizio Ambiente, e la dott.ssa Francesca Flora, responsabile del servizio forniture servizi del Comune di Muggia, bracci operativi dell'assessore al Servizio Rifiuti Edmondo Bussani, hanno affidato l’incarico alla Domino s.r.l. di Udine. Siccome si tratta di un importo non trascurabile, anzi per le casse del nostro Comune notevole, è utile cercare di indagare il perché di tanta ostinazione nel voler spendere così i nostri soldi. Qualcosa si capisce dalla lettura del verbale di gara. Delle tre società ammesse alla gara solo due, si legge, sono specializzate nel settore, una no. Attraverso l’assegnazione del massimo punteggio ammissibile al progetto operativo di una, stroncando gli altri due, a vincere è stata proprio quella non specializzata, la Domino s.r.l .

Si ripete così un copione già visto con altre gare del nostro Comune: partecipano le società specializzate, vincono quelle non specializzate. Che sia un indizio? Inutile, illeggittima, e non proprio limpida. Accanto al quadro amministrativo un'altra considerazione rende ancor più inaccettabile questo sperpero. Come può succede che nel privato si sia estremamente attenti e oculati, e vestiti i panni pubblici, quali novelli Jekill e Mister Hide si sia molto meno attenti al valore del denaro? Che sia perchè nel privato i soldi sono i propri mentre nel pubblico sono i nostri?


LA NOTA

Il tema sopra evidenziato l'ho già ovviamente trattato in consiglio comunale, con interrogazioni e interventi, criticando l'inopportunità della spesa, visto che la ditta Italspurghi, che sveva vinto la gara per la raccolta dei rifiuti dopo il fallimento della gestione di Ecoverde, su cui ci sono ancora cause legali in corso, si era impegnata a svolgere un'iniziativa analoga con le risorse dell'appalto.

L'assessore Bussani si era prodigato nel far intendere che si trattava di campagne promozionali diverse ma certo è che questa amministrazione in fatto di spese spesso inutili o quantomeno inopportune si è fatta ben conoscere. Gli amici dell'Associazione Impronta Muggia giustamente, a modo loro, criticano queste attività che denotano ancora una volta come anche sui temi ambientali, apparentemente tanto cari a Nesladek & Co., questa amministrazione ne combina di tutti i colori.

IL BINARIO MORTO DELLA ZONA INDUSTRIALE


Da Il Piccolo del 23 novembre 2009 – Pagina 1
IL BINARIO MORTO DELLA ZONA INDUSTRIALE
Sempre deserto lo scalo costato 50 miliardi di lire. Il sindaco: chiudiamo l’Ezit


Tosques a pagina 8

TRIESTE Un volume di traffico merci pressoché nullo al quale fanno ancora da eco investimenti di denaro pubblico per una cinquantina di miliardi di vecchie lire. Questa la situazione della rete ferroviaria presente nella zona industriale di Trieste, rete composta perlopiù da binari inutilizzati, rete sempre più fagocitata dallo spostamento su gomma, più impattante da un punto di vista ambientale, ma allo stesso tempo meno dispendioso da un punto economico. E Il sindaco Dipiazza attacca: «L'Ezit è un ente inutile costituito nel 1949 dagli americani ma oggi non ha più senso di esistere e che dovrebbe essere chiuso». La bordata arriva del sindaco non si presta a fraintendimenti: l'Ezit deve cessare la propria attività.


Da Il Piccolo del 23 novembre 2009 - Pagina 8 – Trieste

DOVEVA ESSERE UNO SBOCCO PER LA ZONA INDUSTRIALE, MA LE TARIFFE DI TRENITALIA SONO ALTE - LO SPRECO - LE STRATEGIE


Lo scalo ferroviario, costato circa 50 miliardi di lire, non viene sfruttato

De Alti: «Investimenti che facevano parte di un progetto a più ampio raggio poi mai realizzato»

A dieci anni dalla inaugurazione, pochi mesi fa spesi quasi 100 mila euro per una pensilina

di RICCARDO TOSQUES

Un volume di traffico merci pressoché nullo al quale fanno ancora da eco investimenti di denaro pubblico per una cinquantina di miliardi di vecchie lire. Questa la situazione della rete ferroviaria presente nella zona industriale di Trieste, rete composta perlopiù da binari inutilizzati, rete sempre più fagocitata dallo spostamento su gomma, più impattante da un punto di vista ambientale, ma allo stesso tempo meno dispendioso da quello economico.
STAZIONE DELLE NOGHERE. A pochi metri dal torrente Ospo un cancello verde sbarra l'ingresso ad un edificio in mattoni rossi le cui tapparelle sono tutte abbassate. Intorno il silenzio regna sovrano e la foschia di queste giornate d'autunno rendono l'atmosfera ancora più spettrale. Sono trascorsi poco più di 10 anni da quando venne inaugurata in pompa magna la stazione delle Noghere, l'ultimo dei tasselli di un mosaico mai realmente composto, un “gioiellino” inserito in un più ampio lotto costato oltre 6 miliardi delle vecchie lire. Era esattamente il giugno del 1999 quando da Campo Marzio un treno partì alla volta di Muggia percorrendo la parte Est della provincia di Trieste.
All'epoca la stazioncina - che qualcuno aveva già catalogato come una cattedrale nel deserto - era vista come un possibile punto di riferimento per il trasporto delle merci all'interno della zona industriale. Ma non solo. Il progetto della metropolitana leggera avrebbe potuto sicuramente contare su questa struttura anche per un eventuale trasporto persone. A 10 anni di distanza però la stazione giace chiusa ed inutilizzata. Eppure qualche mese fa, a pochi metri di distanza dall'edificio in questione, è stata realizzata una pensilina con banchina per carico e trasbordo merci gomma-rotaia. Costo dell'operazione? Quasi 100 mila euro.
INFRASTRUTTURE. Il collegamento ferroviario fra la stazione di Aquilinia e la Valle delle Noghere, la travata metallica sovrastante la via Flavia, lo scavo con la galleria suddivisa in due tronchi posta sotto Aquilinia, tutto l'armamento ferroviario che costituisce la linea a cielo aperto che percorre la valle delle Noghere e poi, dulcis in fundo, la stazioncina. Tra l'inizio degli anni '70 e la fine degli anni '90 l'area è stata al centro di uno sviluppo infrastrutturale decisamente imponente con l'obiettivo di creare un collegamento ferroviario in tutta la valle delle Noghere. Una vera e propria visione strategica portata avanti dall'Ezit a suon di denaro. «Credo che complessivamente siano state investite alcune decine di miliardi di lire», spiega l'attuale direttore generale dell'Ezit Paolo De Alti, «investimenti che facevano parte di un progetto ad ampio raggio che sicuramente non si è sviluppato come avrebbe dovuto, ma non certo per colpa nostra».
Attualmente però - come spiega De Alti - ad utilizzare la rete ferroviaria sono soltanto “Pasta Zara” che ha qualche collegamento con l'Europa dell'Est, ed “Italcementi” che proprio qualche mese fa, in aprile, ha fatto una sperimentazione per mandare del cemento in Romania. Insomma: decisamente troppo poco.
GOMMA BATTE BINARI. Il dg De Alti non ha dubbi: per quanto concerne il trasporto merci «la strategia dell'Ezit si è scontrata fortemente con la strategia di Trenitalia che ha deciso di mandare fuori mercato i raccordi ferroviari di questo tipo. Basti pensare - aggiunge De Alti - che proprio poco tempo fa Rfi ha chiesto alle singole ditte di adottare un canone medio annuo di 50 mila euro per le strutture ferroviarie esistenti, a ulteriore riprova di come non si voglia essere concorrenziali con il trasporto su gomma che di fatto ha oramai surclassato le ferrovie».
Quale il futuro di quest'area? De Alti si è congedato con una provocazione: «Se la stazione delle Noghere e tutti gli altri raccordi rimarranno ancora coperti di erbe, magari tra qualche anno nel piazzale davanti alla stazione faremo un nuovo stabilimento industriale».


Da Il Piccolo del 23 novembre 2009 - Pagina 8 - Trieste

DIPIAZZA: COLPA DELL’EZIT. È DA CHIUDERE
AZZARITA: RESPONSABILITA’ ANCHE SUE
SI SCATENA LA POLEMICA SULLE INFRASTRUTTURE INUTILI

«L'Ezit è un ente inutile costituito nel 1949 dagli americani ma oggi non ha più senso di esistere e dovrebbe essere chiuso». La bordata arriva dal sindaco Roberto Dipiazza, il quale non usa non usa mezzi termini. L'Ezit, secondo il suo pensiero, deve cessare la propria attività.
«L'esempio più lampante dell'inutilità di questo ente è la stazione ferroviaria di Muggia - prosegue Dipiazza - un monumento dedicato al nulla costato decine di miliardi delle vecchie lire, che quando ero sindaco di Muggia avevo criticato da subito tanto è vero che tale progetto in dieci anni di vita non ha mai visto arrivare un treno o un cliente».
Alle accuse mosse da Dipiazza la replica dell'Ente zona industriale di Trieste è arrivata da parte del presidente Mauro Azzarita: «Se l'Ezit è un ente inutile come sostiene il sindaco Dipiazza lo si deve anche a lui poiché quando era sindaco di Muggia non aveva sostenuto l'accordo di programma per la bonifica e la riqualificazione del Sito d'interesse nazionale che avrebbe consentito la crescita delle aziende con un conseguente ampliamento delle potenzialità dell'ente».
Azzarita ha poi aggiunto che «quando era primo cittadino di Muggia Dipiazza voleva che a pagare per la bonifica fossero le singole aziende e non un ente pubblico, un fatto che ha bloccato poi lo sviluppo di tutta l'area in questione».
Per quanto concerne la stazione ferroviaria di Noghere, invece, Azzarita ha sottolineato come essa «in futuro potrebbe essere seriamente impiegata, anche se in effetti l'utilizzo attuale della rete ferroviaria presente nella zona industriale non si può definire soddisfacente, anche se non è del tutto assente».
Come evidenziato anche dal direttore generale De Alti, il presidente Azzarita ha rimarcato che il problema «potrebbe essere risolto se la politica tariffaria imposta dalle Ferrovie italiane non fosse così proibitiva e poco concorrenziale come quella attuale che di fatto condanna il trasporto delle merci su binari favorendo quello su gomma». (r.t.)

martedì 17 novembre 2009

IL CENTRO DESTRA BLOCCA LA POROPAT SULLO STATUTO

Presentati oltre 500 emendamenti e discussi solo nove articoli su 60 in 6 sedute di consiglio provinciale

Non son serviti a nulla gli appelli alla ragionevolezza ed al buon senso che il centro destra ha più volte rivolto alla coalizione guidata dalla presidente Poropat che è alle prese con la revisione dello statuto dell'Ente fin dalla fine di luglio. Hanno voluto imporre a tutti i costi un testo caratterizzato da una visione molto ideologica sia sui principi che nelle finalità della Provincia che, ovviamente, ha trovato negli articoli che regolarenno l'uso della lingua slovena nell'Ente il vero piatto forte per la maggioranza.

Il centro destra, pertanto, non avendo altre armi di persuasione, ha di fatto bloccato il centro sinistra con una palude melmosa di oltre 500 emendamenti di cui, nell'arco di 6 sedute di consiglio, sono stati discussi solo quelli relativi ai primi 9 articoli sulla sessantina che costituiscono il documento complessivo.

Il centro sinistra ha contingentato anche i tempi del dibattito prevedendo per l'opposizione 20 ore complessive alle quali si aggiungono i tempi per la votazione che, vista la continua richiesta del centro destra del voto nominale su ogni emendamento o del voto per parti, evidentemente sta allungando di molto i tempi complessivi. Fino ad ora i consiglieri di Alleanza Nazionale, Forza Italia e Lista Dipiazza hanno accumulato circa 13 ore di discussione complessiva e, visto che all'inizio di dicembre inizierà l'iter di presentazione, discussione e approvazione del bilancio 2010, la discussione sullo statuto riprenderà soltanto nel mese di gennaio.

Purtroppo questo centro sinistra non ha compreso che un documento come lo statuto non si approva a colpi di maggioranza bensì con un consenso ampio e trasversale che non si è mai sognato di ricercare.

Neanche la presidente Poropat ne il vice presidente Godina (nella foto mentre sonnecchia durante l'ultima seduta) si sono impegnati nel responsabilizzare la loro variopinta coalizione, preoccupati solo di pagare con il nuovo statuto quelle obbligazioni politiche che la pattuglia di consiglieri sloveni che formano la loro coalizione si aspettavano. Peccato che in un momento di difficoltà economica nazionale ed internazionale che interessa il sistema delle autonomie della nostra regione forse le priorità dovrebbero essere altre...

sabato 14 novembre 2009

IL POPOLO DELLE LIBERTA' SCENDE IN PIAZZA PER DIFENDERE IL CROCIFISSO

Oggi sabato 14 novembre, dalle ore 10 alle 13, in Piazza Marconi il centrodestra muggesano raccoglierà le firme per la petizione popolare contro la sentenza della Corte europea per i diritti dell'uomo sul Crocifisso nelle scuole, rivolta al Presidente del Parlamento Europeo.

La petizione richiede la garanzia ed il rispetto della cultura e delle tradizioni tradizioni che affondano le proprie radici nel cristianesimo. “Si rischi altrimenti di percepire l’Europa soltanto come una organizzazione mercantile, senza anima e vuota di senso” .

Saranno presenti i dirigenti ed i consiglieri comunali di An, Fi e Insieme per Muggia che nei prossimi giorni presenteranno anche una mozione all’attenzione del Consiglio Comunale. In caso di maltempo la raccolta firme verrà fatta presso la sede di Corso Puccini.

IL PRENIO MASSIMINI ASSEGNATO A MASSIMILIANO PIRONTI

Da Il Piccolo del 14 novembre 2009 -Pagina 29 - Cultura e spettacoli

PERSONAGGIO. ANNUNCIO DELL’ASSOCIAZIONE DELL’OPERETTA Il ventottenne ballerino, attore e cantante romano protagonista del musical ”Peter Pan”


TRIESTE Massimiliano Pironti, 28 anni, da Colleferro (Roma), talento poliedrico che dalla pittura è passato al musical attraverso un’esperienza in operetta, è il vincitore dell’XI Premio Nazionale Sandro Massimini attribuito dall’Associazione internazionale dell’Operetta del Friuli Venezia Giulia a un artista giovane in grado di ricordare il beniamino del pubblico triestino e del Festival. L’annuncio è stato dato ieri al Rossetti dai vertici dell’associazione, Claudio Grizon, presidente, e Danilo Soli, presidente onorario. In rappresentanza della Fondazione del Teatro Verdi il direttore delle produzioni Alessandro Gilleri.

Il premio - una targa coniata espressamente da Sergio D’Osmo - a Pironti sarà consegnato nei primi mesi del 2010. «È in linea - rileva Grizon - con quelli che sono stati i premi che la commissione giudicatrice presieduta dall’assessore alla Cultura della Regione Roberto Molinaro ha indicato in questi ultimi anni». La personalità di Massimiliano Pironti, che in questa stagione è impegnato nel ruolo di Mangojerry in ”Cats” e che al Rossetti si è fatto apprezzare in musical di successo come ”Tre metri sopra il cielo” e ”Peter Pan”, «coniuga la tradizione della piccola lirica con quella del musical».

Per Danilo Soli «abbiamo chiuso un ciclo: nel 1997, dopo la scomparsa di Sandro Massimini, il premio fu attribuito a Manuel Frattini e gli fu consegnato nell’intervallo di una delle recite del ”Paese dei campanelli” in programma al Festival dell’operetta». Era una scommessa puntare su quel giovane che a Trieste si era affermato come partner di Raffaele Paganini in ”Cantando sotto la pioggia”. Ma è stata una scommessa vinta.

Curiosamente Massimiliano Pironti è l’artista che ha sostituito Manuel Frattini nell’acclamato ”Peter Pan” e che, con il suo talento, ottenendo un grande successo. «La sua fama - afferma Soli, - tra i giovanissimi, è molto consolidata». Nel musical di Edoardo Bennato ispirato a ”Peter Pan” Pironti, guidato dal regista Maurizio Colombi, si è affermato sfoderando grandi doti canore e interpretative e nulla facendo mancare al personaggio che non vuol crescere nell’Isola-che-non-c’è. Ed è proprio il suo ”Peter Pan” che appare nel dvd celebrativo dello spettacolo registrato a Milano e ora disponibile sul mercato con tanto di backstage, interviste e galleria fotografica.
Rino Alessi

martedì 10 novembre 2009

MUGGIA, LE NOTTI INSONNI DEI RESIDENTI

Da Il Piccolo del 10 novembre 2009 - Pag. 19


Casi di ubriachezza sempre più frequenti, reiterati schiamazzi notturni, cittadini che non riescono più a chiudere occhio. Muggia è davvero diventata una città invivibile? La denuncia parte da alcuni residenti che, stufi di ciò che sta accadendo da troppi mesi nel comune rivierasco, chiedono un intervento deciso da parte del Comune e una maggiore presenza sul territorio delle forze dell'ordine. Appelli sino ad ora inascoltati.
LA DENUNCIA «In estate la situazione è stata tragica, il livello dei decibel è stato purtroppo come ogni anno estremamente elevato», spiega R.M. residente in piazza Marconi. «Per fortuna ora, con l'arrivo dell'autunno, la situazione sembra migliorata anche perché c'è meno gente e teniamo le finestre quasi sempre chiuse. In realtà, però, ultimamente le cose sembrano di nuovo peggiorate».
In piazza Marconi abita anche L.D.: «Purtroppo il centro da un paio di anni è invivibile per noi residenti. Gli schiamazzi notturni sono all'ordine del giorno, così come la presenza di persone ubriache, sempre di notte». Di fronte a questa situazione L.D. ha più volte chiesto l'intervento delle forze dell'ordine: «Ho chiamato i Carabinieri e non sono venuti. Evidentemente hanno cose più importanti da fare, ma resta il fatto che andare avanti in questo modo è sempre più difficile».
Nella zona del porto le cose non vanno certo meglio. «In estate le manifestazioni sono diminuite, ma al contempo il livello dei decibel è stato molto più assordante», spiega Daniela Frausin, la quale ricorda «le numerose telefonate fatte alle forze dell'ordine, che hanno espresso grande sensibilità senza però risolvere il problema». Problema che persiste tuttora «soprattutto di notte, con rumori provenienti dalla piazza».
La tensione è alta anche in corso Puccini: «C'è chi dal mattino a notte fonda riesce a riempirsi di vino, birra, liquori, sempre serviti da solerti gestori, anche alle persone non si reggono in piedi - afferma A.R. - che poi scaricano il "surplus" nel porticciolo, divertendosi a centrare le barche o sui muri delle case, con l'inseparabile bicchiere ben saldo in mano».
LE REAZIONI Dai banchi dell'opposizione il capogruppo consiliare di Forza Italia, Viviana Carboni, analizza così la vicenda: «Muggia, come ogni altra comunità più o meno grande, ha le sue problematiche legate agli schiamazzi notturni e all'alcolismo. Posso testimoniare in prima persona che di gente ubriaca ce n'è. Proprio sabato scorso stavo camminando con mia figlia alle 8 di sera e due persone alticce sono state praticamente buttare fuori da un locale. Al di là di questo indecoroso episodio - prosegue - credo vi siano due componenti fondamentali con le quali confrontarsi: chi ha deciso di vivere in piazza o nelle zone limitrofe deve avere un alto grado di tolleranza nei confronti degli altri e viceversa, ma soprattutto credo che per arginare questi problemi sia quanto meno necessaria una maggior presenza delle forze dell'ordine sul territorio».
Questa invece la presa di posizione dell'assessore alla Promozione della città di Muggia, Roberta Tarlao. «C'è una circolare del Comune - ricorda - che dal 15 ottobre sino a tutto aprile vieta ai locali di fare rumore al loro esterno: se questa norma non viene seguita, invito la gente a rivolgersi alle forze dell'ordine, l'organo preposto per far rispettare la legge».
La Tarlao aggiunge che «l'aggregazione è un fattore importante per Muggia, e che ci vuole più tolleranza da parte dei residenti anche perché il centro storico non è certo la campagna, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che questo può comportare».
Sul problema degli schiamazzi intervengono, con una nota, i Carabinieri della compagnia di Muggia: «Ad ogni segnalazione pervenutaci per schiamazzi notturni - si legge - siamo sempre puntualmente intervenuti, e nonostante le lamentele in estate siano sicuramente maggiori, la situazione generale è stata migliore rispetto agli anni scorsi. Ad ogni modo, ricordiamo che i gestori dei locali devono rispettare gli orari, pena la sanzione».