venerdì 30 gennaio 2009

ACCORPAMENTO “CARLI” – “DA VINCI” NON SCONTATO

Lunedì audizione con il "Carli" in Provincia, OO.SS. contrarie alla proposta di accorpamento

“L’accorpamento “Carli” – “Da Vinci” non è scontato, vogliamo far luce sulle forti tensioni tra il Carli e l’assessore Adele Pino che, curiosamente, sponsorizza l’attribuzione di una direzione scolastica al Centro provinciale per gli adulti dove mi sembra abbia insegnato la stessa Pino e ove oggi insegna il capo gruppo del PD Monteleone”.

Lo annuncia in una nota Claudio Grizon, capo gruppo di Forza Italia a Palazzo Galatti, ricordando che “Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lista Dipiazza e Casa delle Libertà hanno chiesto un’audizione di una delegazione dell’Istituto Carli, guidata dalla preside Egle Brancia per ascoltare le loro ragioni in merito all’accorpamento che l’assessore Pino vorrebbe imporre a due Istituti storici della nostra provincia”.

“L’incontro si terrà lunedì mattina in Provincia – anticipa Grizon – ed è stato accolto all’unanimità da parte dei capi gruppo e si svolgerà in sede di terza commissione, integrata dai capi gruppo. Seguirà l’incontro con l’assessore Pino per fare luce su questa vicenda”.

“Speriamo che la scelta non sia politica – evidenzia Grizon a nome dell’opposizione – perché non si gestisce la programmazione scolastica con l’arroganza del potere, prescindendo dalle esigenze del corpo insegnante, degli studenti e delle organizzazioni sindacali che, come mi è stato riferito, si sono opposte all’ipotesi Pino”.

“Se non ci sarà chiarezza – conclude Grizon – lunedì scriveremo una lettera al presidente Renzo Tondo e all’assessore regionale all’istruzione Roberto Molinaro chiedendo loro di non recepire la proposta di accorpamento della Provincia di Trieste finché non ci sarà un pieno accordo tra le parti. Intanto abbiamo saputo che ieri la delibera in giunta provinciale ha subito diverse modifiche a significare che probabilmente non tutto era così tranquillo”.

giovedì 29 gennaio 2009

CONSIGLIO COMUNALE, NUOVO VICEPRESIDENTE

Avrebbero tutti qualche cosa da fare, anche se non fanno poi molto. A chi dare la vicepresidenza del Consiglio? L'unico a non avere incarichi consiliari è Fulvio Tomini, e gli ex assessori Veronese e Tull. La soluzione.... per me sarà Tomini, ma se qualcuno tira fuori il discorso delle pari opportunità la Tull. Mah tanto il vice serve solo quando il presidente deve andare al bagno....

Da Il Piccolo del 29 gennaio 2009 - Pagina 22 - Trieste


L’ELEZIONE DEL SOSTITUTO DI KOSIC FRA I PUNTI DELLA SEDUTA DI OGGI

MUGGIA - Da stasera Muggia avrà un nuovo vicepresidente del Consiglio comunale, al posto di Giorgio Kosic, indipendente eletto nelle file di Rifondazione comunista, entrato nella squadra di governo come assessore alle Politiche sociali.
E' prevista infatti oggi l'elezione del vicepresidente del Consiglio, nel corso della seduta che inizierà alle 18. Nessuna voce trapela sul nome del candidato. Prima della seduta si terrà un incontro della maggioranza per confrontarsi sulla lista dei papabili sostituti di Kosic.
Bocche cucite, però, da parte degli amministratori, e mentre la maggioranza fa quadrato attorno al primo cittadino che non anticipa alcun nome, l'opposizione per voce di Claudio Grizon chiede che la giunta elimini tale figura. «Questo balletto di nomine e dimissioni di assessori e presidenti di commissione non mi appassiona - commenta l’esponente forzista -. Ormai a tre anni dall'inizio del mandato, ci aspettiamo che la maggioranza metta mano allo statuto ed elimini la figura del presidente e del suo vice, come aveva promesso in campagna elettorale".
Ma sono molti gli argomenti all'ordine del giorno, a cominciare da una presumibile presa di posizione dell'aula contro il graffito antisemita scoperto ieri.
Si proseguirà poi con altri punti, tra cui l'approvazione del progetto per l'allargamento e rettifica della provinciale 15 delle Noghere e la contestuale approvazione della variante 24 al Piano regolatore, nonchè con l'approvazione della bozza di convenzione per la diffusione e lo sviluppo di processi di Agenda 21 tra i Comuni di San Dorligo della Valle e di Muggia e la Provincia di Trieste.
Per quanto attiene la variante, si va ad approvare lo strumento urbanistico necessario per procedere alla modifica del progetto - che ha già ottenuto il nulla osta paesaggistico della Regione - che prevede la realizzazione, da parte della Provincia, di una nuova rotatoria più grande rispetto a quella che attualmente sfocia in prossimità della provinciale 15 di Farnei e della 14 di Trieste. Si è dovuto dare luogo a questa modifica per poter cambiare, sia pure minimamente, il progetto originale, ridimensionando la rotatoria, spostandola lievemente e rimuovendo la viabilità di sovrappasso che la collegava ad altre strade comunali. (g.t.)

A TRIESTE NASCE L’ASSOCIAZIONE “SICUREZZA LAVORO – FVG”

Grizon (FI): vogliamo che la Provincia promuova iniziative di formazione per aiutare le piccole imprese



È nata a Trieste un’Associazione, la prima in regione, che si pone l’obiettivo di divulgare la cultura della sicurezza e dell’igiene sul lavoro nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori pubblici e privati, attraverso la ricerca, lo studio, la consulenza, l’informazione e la formazione e altre attività connesse.

Presidente e promotore di questa Associazione è il dott. Roberto Cason, consulente del lavoro di Trieste, perito ed esperto di sicurezza sul lavoro, docente in materia di sicurezza sul lavoro nonché responsabile dei servizi di prevenzione e protezione (Rspp) di alcune aziende: “Come docente Enaip, sono da anni in contatto con datori di lavoro e lavoratori, e seguo e vedo casi di incidenti sul lavoro. Quindi mi sono detto: bisogna fare qualcosa, bisogna fornire strumenti e informazione affinché questi incidenti si possano evitare. Ecco il perché di questa iniziativa. Purtroppo – ha affermato Cason - manca la cultura della sicurezza sul posto di lavoro”.

“Abbiamo voluto offrire all’Associazione – ha spiegato Claudio Grizon, capo gruppo di Forza Italia in Provincia – l’occasione per presentarsi ufficialmente in una sede istituzionale, consapevoli del valore sociale di questo progetto che, grazie all’entusiasmo ed alla sensibilità di alcuni professionisti, offrirà alle istituzioni un apporto prezioso per la divulgazione della cultura sulla sicurezza sul lavoro”.

“Sicurezza Lavoro – FVG” è un’Associazione di promozione sociale, senza fini di lucro, apolitica e aperta a tutti che svilupperà la sua attività su tutto il territorio regionale. E’ un progetto che, oltre a dare impulso ad altre simili iniziative a livello nazionale, potrebbe rendere un valido contributo, ad alta utilità sociale, con l’unico obiettivo di ottenere una sensibile riduzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali nella regione Friuli Venezia Giulia.

“Ma alla base della volontà di far nascere questa Associazione – ha proseguito Cason - sta anche la considerazione che in regione c’è uno scarso recepimento, da parte dei datori di lavoro e dei lavoratori, della normativa in materia di sicurezza ed igiene sul lavoro. Mancano, inoltre, incentivi economici per l’adeguamento degli ambienti di lavoro alla normativa vigente e per la consulenza specifica in materia. Ma sono anche del tutto assenti, su base regionale, sportelli pubblici di consulenza ed informazione in materia di sicurezza ed igiene sul lavoro”.

“Spero che la mozione che abbiamo presentato – ha sottolineato il capo gruppo forzista – possa dare un contributo all’approfondimento dei temi legati alla sicurezza sul lavoro, in particolare le sanzioni per le imprese. Il Consiglio avrà la possibilità di definire alcuni obiettivi che potrebbero portare le Provincie ad acquisire competenze e risorse specifiche da parte della Regione per promuovere la formazione nelle piccole aziende”.

“A noi – ha spiegato il presidente Cason - potrà rivolgersi chiunque, da tutta la regione: il datore di lavoro, l’impiegato d’ufficio e l’operaio, per ottenere tutte le informazioni necessarie. E ognuno potrà anche associarsi, per contribuire a far crescere questa realtà”.

Dell’associazione fanno parte anche l’avv. Davor Blaskovic, che si occupa di materia antinfortunistica e malattie professionali, il dott. Paolo Polidori, imprenditore, ex presidente dell’Areran regionale e già consigliere ed assessore regionale, il dott. Maurizio Cannarozzo, medico specializzato in medicina del lavoro alla Wartsila e il dott. Alessandro Ginosa, esperto di comunicazione e di sistemi di gestione sicurezza lavoro. Con la nascita dell'associazione, prende anche il via lo "Sportello Sicurezza Lavoro", che risponderà ad un numero verde, ma anche all'indirizzo di posta elettronica (già attivo) assistenza@sicurezzalavorofvg.it. Il sito Internet è www.sicurezzalavorofvg.it.

domenica 25 gennaio 2009

CARTELLI BILINGUI

Da Il Piccolo del 25 gennaio 2009 – Segnalazioni - Pagina 29 – Trieste

INTERVENTO


Segnaletica bilingue? Egregio signor Claudio Grizon, proviamo a vedere la questione in altri termini: gli sloveni sono pochi e i cartelli inutili? Bene, ma di muggesani che lo sloveno non lo masticano ce ne sono tanti. Perché privarsi dell’opportunità di allargare le nostre conoscenze (e il nostro vocabolario)?
Marco Svevo


Gent.mo Sig. Svevo,

Lei ha ragione, anche se gli sloveni a Muggia sono pochi, perché non allargare le nostre conoscenze? Se fosse stato questo il proposito del sindaco Nesladek sarebbe bastato un corso di lingua slovena per gli interessati. Temo però che non l'abbia ancora promosso perché teme una scarsa affluenza. Il fatto è che se vado a Capodistria o a Lubiana, nei negozi, i giovani specialmente, si rivolgono a me in italiano oppure in inglese! Con la Slovenia in Europa, ed un confine che per fortuna non esiste più, questi cartelli bilingui per Muggia sarebbero anacronistici e non certo una priorità: paletti per segnalare una “riserva indiana” piuttosto che indicazioni turistiche.

Claudio Grizon

Coordinatore e Consigliere Comunale di Forza Italia a Muggia


IL PD: GRIZON FOMENTA TENSIONI GRATUITE

Da Il Piccolo del 25 gennaio 2009 - Pagina 25 – Trieste


La polemica sui cartelli bilingui a Muggia. Il forzista: «Tutela anacronistica»


MUGGIA «Il consigliere Claudio Grizon, quando parla di sensibilità particolare per non urtare la suscettibilità di una parte dei cittadini di Muggia, intende ridurre e limitare diritti consolidati di altri cittadini appartenenti alla minoranza slovena». Lo afferma il direttivo del circolo di Muggia del Partito Democratico, replicando alle considerazioni espresse dal coordinatore e consigliere comunale forzista sui cartelli bilingui nel comune di Muggia.


«A Muggia non sono state emesse neanche venti carte d'identità bilingui: con la Slovenia in Europa, questa tutela è costosa e anacronistica» ribatte l’esponente azzurro. Si riaccende dunque il dibattito attorno alla posa dei cartelli biligui nelle frazioni, stabilita da un decreto del presidente della Regione. «Grizon rappresenta uno spaccato di realtà che non corrisponde a quanto condiviso dalla stragrande maggioranza dei muggesani relativamente ai nuovi, positivi rapporti transfrontalieri consolidati dall'abbattimento dei confini e dall'entrata della Slovenia nell'Ue» proseguono gli esponenti del Pd Gianfranco Dragan e Fulvio Tomini. E aggiungono: «Il consigliere utilizza strumentalmente il numero delle preferenze del rappresentante della minoranza slovena in Consiglio comunale per tentare di dimostrare la scarsa rappresentatività e presenza sul territorio».


«Gli uffici comunali di Muggia hanno emesso all'inizio una decina, e poi due o tre carte bilingui l'anno: meno di venti su 13.500 abitanti. Ma, fermo il rispetto per chi si riconosce nella comunità slovena - continua Grizon - visto che neanche i 99 elettori che hanno eletto l'unico consigliere espresso dalla comunità slovena hanno ritenuto di richiedere il documento bilingue, si evidenzia che la questione non è di principio, bensì tutta politica. E' confermato dai numeri che quelle previste dalla legge di tutela sono spese imposte e non prioritarie».


«Nel 2009 – proseguono Dragan e Tomini – non possiamo accettare che ci sia qualcuno che strumentalmente si propone di fomentare tensioni gratuite, minacciando laceranti contrapposizioni politiche solo per interesse individuale».


«Il fatto è - conclude Grizon - che la tutela della minoranza slovena non si limiterà alla posa di tabelle stradali, ma prevederà anche l'assunzione di personale bilingue, la traduzione di documenti e quella dei lavori del consiglio comunale. E' vero, come dice il sindaco, che i cittadini sono più avanti su queste cose, ma rispetto a lui. Con la Slovenia nell'Ue e un confine che non c'è più, la sua tutela di qualche decina di cittadini che si rifanno alla comunità slovena sembra un costo che la pubblica amministrazione potrebbe evitare». (g.t)

sabato 24 gennaio 2009

A MUGGIA NEANCHE 20 CARTE D’IDENTITA’ BILINGUI

Con la Slovenia in Europa tutela costosa e anacronistica


Una decina all’inizio e poi 2 o 3 all’anno”. “E’ stata questa la risposta degli uffici comunali – annuncia Claudio Grizon, coordinatore e consigliere comunale di Forza Italia - quando ho chiesto quante sono state le carte d’identità bilingui rilasciate dal Comune di Muggia: meno di 20 cittadini su 13.500 abitanti. A Trieste ameno le carte bilingui sono 1000 su 203 mila abitanti”.


“Quindi – continua Grizon – visto che neanche i 99 elettori che hanno eletto l’unico consigliere espresso dalla comunità slovena hanno ritenuto di richiedere al Comune il documento d’identità bilingue, mette in evidenza che la questione non è neanche di principio ma tutta politica”.


“Pertanto quanto dicevo a proposito della segnaletica stradale bilingue – ricorda Grizon – è vero ed anche confermato dai numeri: quelle previste dalla legge di tutela sono spese imposte e non prioritarie per ragioni politiche. Le priorità del Comune dovrebbero essere altre”.


“Il fatto è – spiega ancora Grizon – che la tutela della minoranza slovena anche a Muggia non si limiterà nella posa di tabelle stradali, che segneranno il territorio come si trattasse di riserve indiane, ma prevederà anche la traduzione di documenti, la traduzione simultanea dei lavori del consiglio comunale e l’assunzione di personale bilingue idoneo”.


“E’ vero, come dice il sindaco, che i cittadini sono più avanti su queste cose – commenta ancora Grizon – ma più avanti rispetto a lui, talmente avanti che ritengono che con la Slovenia nell’Unione Europea ed un confine dietro alle spalle che non esiste più, la sua tutela di qualche decina di cittadini che si rifanno alla comunità slovena sembra davvero inutile, anacronistica e perlopiù un costo che la pubblica amministrazione potrebbe davvero evitare”.


MUGGIA, E’ SCONTRO POLITICO SUL BAR MUNICIPIO

Da Il Piccolo di sabato 24 gennaio 2009 - Pagina 25 – Trieste

Forza Italia ne contesta la chiusura. Nesladek replica: «È ripristino del decoro» Lo spazio di piazza Marconi destinato a diventare sala pubblica comunale

MUGGIA «La demolizione dello storico bar Municipio decisa dall'attuale amministrazione per realizzare un'emeroteca priverà Muggia di un punto d'incontro storico. E significherà rinunciare a un introito duraturo (l'affitto di circa 20mila euro annui, ndr) spendendone nel frattempo altrettanti per i lavori. È una reale esigenza, dato che nella cittadina già esistono una biblioteca, una sala d'arte, un museo d'arte moderna e uno archeologico?». Sulla nuova destinazione, anzi «distruzione», così affermano, dell'ex Bar Municipio, tornano gli esponenti muggesani di Forza Italia.

Replica il sindaco, Nerio Nesladek: «Ricordo che non sarà solo un'emeroteca, ma ospiterà la sala d'arte Negrisin, una biblioteca, un punto Internet, un piccolo bar, un luogo di incontro a disposizione di tutti i cittadini. Sarà la vera sala pubblica del Comune». «Da pochi giorni - si legge in una nota del Coordinamento forzista a Muggia - sono iniziati i lavori per realizzare una collezione di giornali e riviste della quale i muggesani crediamo non avessero nessuna necessità, anche perché esistono luoghi ben attrezzati a tal fine. L'attuale amministrazione non ha voluto tenere conto delle richieste di più di 200 cittadini, senza dimenticare gli altri, che in una petizione chiedevano il ripristino di quel luogo d'incontro e prestigio per tutta la collettività.

Gli attuali amministratori non si sono accorti che con la chiusura del bar, Piazza Marconi ha assunto un aspetto triste e non esiste più un luogo adeguato ad accogliere degnamente un ospite o dove organizzare una cerimonia?».

«Rispettiamo i sentimenti dei 200 cittadini che hanno chiesto il ripristino del bar - ribatte Neslaek -, ma rispettiamo altrettanto quelli degli oltre 400 che hanno chiesto un utilizzo diverso: forse è Forza Italia che non ha questo rispetto. E poco rispetto dimostra pure nei confronti degli esercizi pubblici della piazza e dintorni che definisce "inadeguati" ad accogliere ospiti». Quanto alla richiesta azzurra di conoscere il costo previsto per la trasformazione e la fonte di finanziamento, Nesladek risponde che «il bar è fallito a causa di un contratto economicamente insostenibile e malamente onorato imposto dalla precedente amministrazione e pertanto si tratta di ripristino del decoro. Sarebbe meglio - conclude - che i forzisti si interrogassero sul buco lasciato dalla precedente gestione a causa delle clausole imposte dall'amministrazione di centrodestra».
Gianfranco Terzoli

UN CENTRO SOCIALE AL POSTO DELLO STORICO BAR MUNICIPIO

Da pochi giorni sono iniziati i lavori per la demolizione dello storico “Bar Municipio”. Una decisione presa dall’attuale amministrazione che priverà Muggia di un punto d’incontro storico per la cittadinanza per realizzare una “emeroteca” (collezione di giornali e riviste) della quale i cittadini di Muggia crediamo non ne avessero nessuna necessità, anche perché, da tempo, esistono nella nostra cittadina luoghi ben attrezzati e utilizzati per tale iniziativa.


Ciò porta ad alcune riflessioni. L’attuale amministrazione di sinistra non ha voluto tener conto minimamente delle richieste di più di duecento cittadini che tramite una petizione popolare avevano chiesto la riapertura dello storico bar, senza dimenticare gli altri cittadini che, pur non avendo aderito a tale petizione, chiedono il ripristino immediato di quel luogo di incontro, di aggregazione e di prestigio per tutta la collettività.


Come è possibile che gli attuali amministratori non si siano accorti che con la chiusura di quel bar Piazza Marconi ha assunto un aspetto triste se non privo di “vita”? Come non si sono accorti che non abbiamo più un luogo adeguato ad accogliere degnamente un qualsiasi ospite o nel quale organizzare, all’occorrenza, una cerimonia degna ditale nome?


Ma come é possibile che, quasi per capriccio, si voglia distruggere quanto realizzato dalle precedenti amministrazioni senza una motivazione logica o una effettiva utilità?


O l’attuale amministrazione ha avvertito la necessità di creare a Muggia un centro sociale tipo “Leoncavallo”? E per giunta nel luogo più prestigioso.


Nella nostra cittadina sono da tempo funzionanti una Biblioteca, una Sala d’arte, un Museo d’Arte Moderna, un Museo Archeologico, spesso non frequentati, già più che sufficienti per ospitare nuove iniziative e in grado di assorbire il grande flusso di visitatori che l’attuale Amministrazione “immagina” di avere per le iniziative culturali future.


Altro aspetto interessante ed oscuro è quello economico-finanziario per la realizzazione di tale “scempio”. Sarebbe opportuno conoscere il costo previsto per tale trasformazione e la relativa fonte di finanziamento. Non va dimenticato inoltre che tale scelta priva il Comune di un introito certo e duraturo.


Le promesse fatte in campagna elettorale, che prevedevano il coinvolgimento dei cittadini nei progetti più importanti, così come i principi perseguiti con Agenda 21, in questa vicenda, come in altre, non sono state mantenute o sono già diventati carta straccia.


Tutto ciò conferma il detto, che potrebbe essere il motto dell’attuale Amministrazione: “passato lo punto, gabbato lo Santo”.


Il Coordinamento di Forza Italia di Muggia

martedì 20 gennaio 2009

ALLE PROVINCE LA FORMAZIONE SULLA SICUREZZA SUL LAVORO

"Alle Province deve essere concesso un ampliamento delle competenze nel settore del lavoro, affinché possano curare anche la formazione del personale in materia di sicurezza sul lavoro per le aziende del loro territorio".


Lo propone il consigliere e capogruppo di Forza Italia in consiglio provinciale, Claudio Grizon, che entra così nel dibattito politico che ha fatto seguito ai recenti incidenti sul lavoro.

Alle affermazioni della presidente provinciale Maria Teresa Bassa Poropat, secondo la quale è necessaria una formazione permanente del personale delle aziende per stare al passo con le innovazioni, Grizon aggiunge: “Le Province, grazie ad un provvedimento della precedente giunta regionale Tondo, ha già competenze sulle politiche del lavoro. Queste ora possono essere ampliate, con nuove competenze e finanziamenti regionali, affinché – ancora il consigliere forzista - siano le Province a promuovere corsi di formazione in materia di sicurezza sul lavoro nelle aziende del territorio. In questo potrebbe anche collaborare con l’Inail. La formazione professionale già esiste, ma lo sviluppo tecnologico ora richiede un’integrazione da parte degli enti pubblici”.

“Finché le aziende potranno sanare le loro inadempienze a rilevanza penale – conclude Grizon – con semplici e modeste sanzioni amministrative, per altro non parametrate alla loro dimensione, come succede oggi nel 90% dei casi, non avranno le motivazioni ad investire in formazione specifica e sicurezza. Sarebbe utile pertanto un adeguamento del quadro normativo accanto ad un intervento delle istituzioni locali come le Province”.


domenica 18 gennaio 2009

GRIZON: A MUGGIA POCHI GLI SLOVENI, LA CARTELLONISTICA NELLE FRAZIONI MUGGESANE SPESA IMPOSTA E NON PRIORITARIA

“Per Renzo Tondo la firma sul decreto del 18 dicembre e pubblicato sul BUR del 14 gennaio scorso era un atto dovuto, conseguente alle decisioni della Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena, ma per Muggia la cartellonistica in sloveno sarebbe solo una spesa imposta e non prioritaria”.

Con queste parole Claudio Grizon, coordinatore e consigliere comunale di Forza Italia a Muggia, ha commentato la firma del governatore Tondo sul decreto che da il via alla posa della segnaletica stradale anche in lingua slovena nelle frazioni periferiche di Muggia.

“Secondo il decreto – ricorda Grizon - a Muggia i cartelli in sloveno andrebbero installati nelle frazioni di Santa Barbara, Zaule, Rabuiese, Belpoggio, Stramare, Vignano, Noghere, Chiampore e Lazzaretto ma considerato che rispetto ai quasi 13.500 abitanti di Muggia le famiglie di lingua slovena sono poche decine, sarebbe una spesa finalizzata solo a porre delle “bandierine” ideologiche di cui la gran parte della popolazione non sente l’esigenza”.

“Per giustificare questa posizione – spiega il coordinatore forzista - basta ricordare infatti le sole 99 preferenze che l’unico esponente della comunità slovena, candidato nella lista “Uniti con Nesladek” ha avuto alle elezioni comunali dell’aprile 2006. Qualora fossero anche il triplo i cittadini di lingua slovena non so di quale utilità possano essere i cartelli stradali anche in sloveno. Credo che le priorità dell’amministrazione dovrebbero essere altre”.

“Al sindaco Nesladek – sottolinea il consigliere Grizon - voglio ora suggerire molta prudenza se deciderà di passare subito all’applicazione del DPGR n.346. Gli ricordo che, pur prevedendo l’art. 10 della legge n.38/2001 le norme sulle “Insegne pubbliche e toponomastica” per l’individuazione dei Comuni e delle frazioni in cui posarle, ci sono nella comunità muggesana sensibilità e ragioni diverse che devono essere tenute in considerazione per evitare laceranti contrapposizioni politiche”.

“Pur non condividendo l’utilità della spesa – conclude Grizon - se il sindaco dimostrerà di non avere posizioni precostituite, a prescindere da quanto previsto dal decreto, siamo a disposizione per cercare un dialogo che porti con l’equilibrio necessario i luoghi in cui porre le tabelle bilingui”.

martedì 13 gennaio 2009

SE LA PRESIDENTE POROPAT FOSSE VALUTATA PER GLI SPRECHI SULLA CULTURA FINIREBBE ALL’ULTIMO POSTO

“Premiata per sprecare i soldi pubblici, questa è la verità: se i cittadini sapessero davvero cosa fa o non fa la presidente Poropat l’avrebbero già mandata a casa”.

E’ questo il commento di Claudio Grizon, capo gruppo di Forza Italia a Palazzo Galatti, sul sondaggio pubblicato dal quotidiano economico Il Sole 24 ore ed in particolare sul 53,4% di consenso attribuito alla presidente Poropat.

“Non so che valore dare al sondaggio diffuso dal giornale degli industriali – prosegue Grizon - certo è che il sindaco Roberto Dipiazza si è affermato con la politica del fare e sa entusiasmare la gente mentre la presidente Poropat, eletta per sbaglio anche secondo la sua coalizione, si è fatta notare per gli sprechi nella cultura e per l’ordinaria amministrazione sul resto”.

“Bisogna avere una bella faccia tosta – sottolinea ancora il capo gruppo forzista – per prendersi i meriti come ha fatto la Poropat della gestione del trasporto pubblico di Trieste Trasporti, che la giunta Illy avrebbe smantellato”.

La Poropat – ironizza Grizon – si vanta di aver aperto uno Sportello lavoro all’Ezit ma dimentica di averne chiuso uno a Muggia e uno alle Torri d’Europa e di mantenerne uno in un luogo poco funzionale come Scala Cappuccini”.

“Per le scuole quest’anno si faranno diversi mutui – conclude Grizon – ma il centro destra avrebbe fatto altrettanto: su questi temi non ci sono diversità programmatiche. E’ grave che la Poropat spenda invece più di 4 milioni di euro per la Casa del Cinema che interessa solo pochi suoi amici. Secondo noi le priorità della Provincia sono altre e se la presidente fosse valutata sugli sprechi per la cultura e su tanti altri fatti a qui la stampa non da eco finirebbe all’ultimo posto”.

venerdì 9 gennaio 2009

GLI SPRECHI DELLA PRESIDENTE POROPAT PER LA CULTURA D'ELITE DELLA PROVINCIA

725.655,38 euro, quasi un miliardo e mezzo delle vecchie lire, è costata l’edizione 2008 del Festival Teatri a Teatro promosso dalla Provincia di Trieste, nel 2007 invece ne aveva spesi ben 22.523,38 in meno.

Considerato che gli spettacoli a pagamento e gratuiti son passati da 50 a 23 e gli spettatori paganti da 3.031 a 2.218, il risultato ci sembra chiarissimo: un fallimento più grande ancora di quello dello scorso anno, anzi, usando un linguaggio più affine al mondo del teatro un vero fiasco!

Non ci sono argomenti che tengano davanti a questo spreco di denaro pubblico del quale la responsabilità va attribuita esclusivamente alla presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, al direttore artistico Giorgio Pressburgher e a tutta la variopinta maggioranza di sinistra che ha avallato scelte artistiche assurde in spregio alle difficoltà che i teatri cittadini e le principali istituzioni culturali provinciali debbono sopportare causa un periodo di difficoltà economiche di rilevanza nazionale.

Considerando i biglietti omaggio e quelli venduti lo scorso anno a Miramare siamo passati da un costo a spettatore 211 euro del 2007 a 321 euro nel 2008: una vera follia per un festival di teatro a leggio oltretutto sorretto dal concerto del cantautore Sergio Cammariere.

Ma quando la presidente Poropat cercherà di coprire questa vergogna dirà sicuramente che alla fin fine la Provincia quest’anno ha speso solo 99.655, 38 euro mentre il resto lo hanno messo altri enti ed istituzioni, dimenticando però che anche quelli sono fondi pubblici e quindi di tutti e non possono essere scialacquati.

Ma la vera chicca del Festival 2008 è stata la produzione Oedipus Rex che si è avvalsa dell’apporto dell’Orchestra Sinfonica del FVG, a cui hanno assistito 84 spettatori paganti e dove il costo complessivo è stato di 125.000,00 euro, 250.000 milioni delle vecchie lire: una vera vergogna, 1.488 euro per spettatore.

Ma in fin dei conti, si dirà, il Festival è stato ideato e diretto dal prof. Pressburgher per cui che sono 70.000 euro per qualche mese di direzione artistica , neanche il 10% del costo generale, quasi un gentile omaggio che il regista ha fatto alla città.

Ma come non ricordare poi l’ingenua, tenera e romantica carineria che il professore ha dedicato alla sua presidente lo scorso autunno dalle pagine del quotidiano locale: una vera elegia alla sua mentore, all’unico amministratore che ha capito la valenza del suo progetto culturale per Trieste.

Ma oltre al Festival ora c’è il Teatrino dell’ex OPP. Quindi a dicembre la presidente ha ben pensato di impegnare 66 mila euro dei bilanci 2009 e 2010 a favore dell’Ente Regionale Teatrale per la gestione del teatrino di san Giovanni dove già nel 2008 ha elargito alla solita Cooperativa Bonawentura 34 mila euro per un programma d’attività che ha coinvolto associazioni culturali in larga parte riconducibili ad ambienti di sinistra ed altri 19 mila euro per uno spettacolo in dialetto triestino dove ben più esperienza potrebbero vantare la Contrada e l’Associazione delle compagnie del dialetto triestino “L’Armonia”.

Sempre alla Bonawentura la Provincia ha concesso con un canone agevolato fino al giugno 2009 l’uso di alcuni locali al primo piano del palazzo di piazza Duca degli Abruzzi 3, mentre altri soggetti hanno dovuto andarsene.

Dalle attività culturali della Provincia, come da quelle sociali, traspaiono in particolare l’orientamento politico dell’amministrazione e lo stuolo di amici che in questo ambito si dilettano con maggiore o minor fortuna. Lo strumento adottato è quello dei contributi ai sensi dell’art. 10 del regolamento che prevede ad assoluta discrezionalità della giunta le ormai famose “convenzioni”.

A tal proposito merita ricordare alcuni recenti stanziamenti come i 15 mila euro per il progetto “Treno della Memoria” promosso dall’associazione “Tenda per la Pace e i Diritti” di Staranzano, i 4.400 euro per l’iniziativa “La Scienza si presenta”, i 7 mila per “Fest” e i 500 euro per “Space Art” della SISSA, diretta da quel Fantoni che mesi orsono si scagliò contro la Regione per il taglio dei finanziamenti al suo Fest e dove lavora il consigliere Paolo Salucci, e gli 8 mila euro per l’Open day alla grotta nera organizzato dal gruppo speleologico San Giusto.

Ma come negare ancora 3 mila euro a Fucine Mute per “Catodica”, 6 mila euro al Gruppo 78 per il “Festival Internazionale dell’arte elettronica”, oppure i 4 mila allo Studio Open Space per “Il viaggiatore smarrito” i 4 mila alla Casa dell’Arte per il convegno “Arte e Scienza”, i 6 mila euro a tale Fabio Fonda per “Art Science Digital Interaction” o ancora i 6 mila euro per Trieste Contemporanea e l’8° concorso internazionale di design.

Nella pletora di finanziamenti di fine anno spiccano poi i 2.700 euro ad Emergency onlus per lo spettacolo teatrale “Stupido Risiko”, i 3.500 euro alla sig.ra Giuliana Parisini per il progetto “Giovani per una moratoria universale della pena di morte”, i 10.300 euro alla sig.ra Patrizia Luciana Tabossi per il progetto “Essere cittadini consapevoli” ed ancora i 6.500 euro a “I Camini Aperti” per il “6°Festival delle Diversità” e gli 8.350 euro per ACIESSE e l’iniziativa “Sotto lo stesso cielo – Solidarietà e Convivenza - 7° edizione”.

Alla presidente Poropat sta molto a cuore l’edilizia e pertanto sta costruendo o sostenendo la costruzione di molte case. C’è la Casa del Cinema, la Casa Internazionale delle Donne, la Casa dei Teatri ma c’è anche la Casa della Letteratura alla quale non ha potuto negare 6 mila euro.

Ma è ai festival cinematografici che la Poropat dedica molte attenzioni: ben 45 mila euro divisi tra le associazioni Anno Uno, Alpe Adria, Il Nodo, Maremetraggio; Cappella Underground e al Cinema Latino Americano e la promessa di trovar presto casa nel palazzo di Piazza Duca degli Abruzzi dove sono previsti lavori per oltre 4 milioni di euro.
Certo nessuno nega la rilevanza di alcuni dei festival cinematografici ma le priorità culturali della Poropat non sono le nostre.

Ma ci sono altre chicche che merita ricordare come i 10 mila euro all’Unione Regionale Economica Slovena per “Sapori del Carso”, i 10 mila euro per un corso sull’assaggio degli oli vergini di oliva, 7 mila euro per un convegno su “Il sistema ricettivo, l’apporto dei Bed&Brekfast” destinati all’Associazione “Bed&Brekfast in Italy – Ospitalità in Friuli e in Italia” di Cividale e i 5 mila euro per il Circolo “Igo Gruden” di Aurisina, presieduto dalla consigliera Marisa Skerk, per la mostra “Il linguaggio della pietra”. Ma si pensi poi ai 70 mila euro spesi con la Electa per la pubblicazione commemorativa sull’ex OPP o agli oltre 60 mila per le celebrazioni svolte nel corso dell’anno.

Nel corso dell’anno però non sono mancati i contributi erogati ai sensi del regolamento provinciale dove la giunta elargisce come e quanto vuole ai richiedenti, complici criteri fatti su misura che premiano chi presenta iniziative che rispondono agli auspici dalle maggioranza.

Ma si sa la presidente Poropat, tanto attenta alla cultura d’elite, non può certo accontentare tutti per cui alle 180 associazioni che fiduciose avevano presentato domanda in base alle leggi regionali 68/81 e 49/83 la cui competenze la Regione ha trasferito alle Provincie sono finite le briciole: solo 144 mila euro frammentati in contributi da 500 ai 3.100 euro.

Ai teatri triestini però non è andata meglio. Mentre la presidente nel 2008 ha avuto a disposizione complessivamente per la cultura oltre 2 milioni e 208 mila euro, rispetto ai 420 euro del bilancio di previsione iniziale, e nel 2009 sono previsti oltre 752 mila euro, le istituzioni teatrali triestine, tanto care a parole alla sinistra e alla Poropat, si sono spartite appena 43 mila euro: dai 13 mila per il Teatro Rossetti (su 7 milioni di euro di bilancio), ove la Provincia con la prof.ssa Cristina Benussi siede anche nel cda, ai 5 mila euro per la Cooperativa Bonawentura che gestisce con un affitto agevolato, grazie alla giunta Poropat, il Teatro Miela, passando per i 10 mila del Teatro Verdi (neanche 1 euro per il Festival dell’Operetta), i 9 mila della Contrada ed i 6 mila euro del Teatro Sloveno: una goccia in un bilancio da lungo tempo notoriamente in rosso.

Ma a Natale la presidente Poropat ha pensato molto all’Associazione Alta Marea, presieduta da Rina Anna Rusconi, nota esponente del Pd triestino, in quanto solo a dicembre è stata beneficiata di 8.500 euro per Mosaico di Culture (The danzante al caffè San Marco) e di 5.000 euro per l’iniziativa “Giuliani nel Mondo”. Nel corso dell’anno è stata spesso oggetto d’attenzioni del vice presidente Godina per le sue passeggiate turistiche.

Ebbene con tutte i contributi generosamente elargiti dalla giunta Poropat nel 2008 a destra e a manca (ovviamente come si può notare molto più a manca) e gli sprechi fatti per la domanda presenta tata dall’Associazione “Triestina Club” in occasione dei festeggiamenti per il 90° anniversario della Triestina Calcio si sono trovati solo 1.500 euro, un’inezia se si pensa a tutti i contributi erogati a piè di lista per occasioni meno prestigiose o con minor impatto sui cittadini.

Ecco tutto questo, e tanto altro ancora che abbiamo dovuto tralasciare per ragioni di spazio, è il risultato delle scelte dell’amministrazione guidata dalla presidente Poropat nel settore culturale. Quella della Poropat è una cultura di parte, partigiana, schierata, d’elite, di nicchia che non da un vero riscontro sull’opinione pubblica e sullo sviluppo economico del territorio. Quella della Provincia è una cultura che celebra l’appartenenza politica, partitica o ad un area sociale. Autocelebrativa, chiusa in circoli e conventicole che non danno certo respiro e prospettiva al nostro territorio.

Claudio Grizon
Consigliere della Provincia di Trieste
Capo Gruppo di Forza Italia

Paolo de Gavardo
Consigliere della Provincia di Trieste
Capo Gruppo della Lista Dipiazza

giovedì 8 gennaio 2009

COSOLINI DIVIDE IL PD E DIFENDE L'INERZIA MENTRE L'ULTIMA DEGLI ILLYANI ANCORA UNA VOLTA TACE

“Manca solo la Provincia di Trieste, e la sua presidente Bassa Poropat, nel dibattito relativo al futuro del Porto giuliano e sulla mancata approvazione del piano regolatore datato ormai 2005”.

Lo dichiara il capogruppo di FI in Consiglio provinciale Claudio Grizon che interviene sul confronto aperto dal consigliere regionale del Pdl Maurizio Bucci circa l’inerzia dell’Autorità Portuale e del presidente Boniciolli nel rilancio dello scalo giuliano.

“In questi assistiamo – continua Grizon – ad offese personali e dichiarazioni prive di contenuti da parte degli esponenti di centrosinistra su quelle che dovrebbe essere le linee guida per il rilancio del nostro porto. Le dichiarazioni del segretario provinciale del PD Cosolini sono tese alla difesa delle rendite di posizione e alla difesa di un presidente dell’Autority conosciuto più per le infelici scelte adottate a suo tempo al porto turistico di Venezia che per i risultati ottenuti nei due anni e mezzo di mandato alla scalo giuliano. Non a caso l’inerzia di Boniciolli è stata sottolineata da Ettore Rosato che ha dimostrato di avere una visione più concreta del problema e distaccata dalle conventicole locali”.

“Dopo due anni e mezzo di mandato Boniciolli può vantarsi di non aver creato nessuna nuova linea nel nostro scalo, di aver ritardato i lavori alla Stazione Marittima e dei continui rinvii all’ultimazione del molo per i traghetti greci, tanto annunciati e mai ancora visti. Per non parlare poi della perdita di tutto il comparto crocieristico, acquisito con fatica negli ultimi anni da Bucci che forse ha avuto anche ripercussioni occupazionali sulla Compagnia Portuale ormai in liquidazione. Per quanto riguarda poi il Piano per il Porto Nuovo assistiamo ancora a continui rinvii. Questi sono fatti concreti che vanificano i roboanti programmi che Boniciolli annunciò all’inizio del suo mandato in un’audizione in consiglio provinciale”.

Il silenzio della Provincia è lo stesso che la Poropat ha usato sulla questione Gnl dove Palazzo Galatti ha preferito non esprimersi per evitare di dividere la maggioranza. La verità è che non ci sono strategie, ma interessi diversi che Boniciolli, che osò sfidare Illy pochi mesi dopo il suo insediamento, sta gestendo a modo suo con risultati infruttuosi. Su tutto questo faremo un’interpellanza alla presidente Poropat per stanarla dal suo solito silenzio costringendola a prendere una posizione nel dibattito in atto e in Comitato Portuale al fine di conoscere qual è lo sviluppo del porto nella testa dell’ultima degli illyani”.

mercoledì 7 gennaio 2009

GRIZON:PIANO NEVE INEFFICACE, COMUNE TUTTO OK

Da "Il Piccolo" del 7 gennaio 2009

Come mai, nonostante il bollettino dell'Arpa emesso il 31 dicembre e la comunicazione fax inviata a Comune e Provincia che prevedevano per il 1.o gennaio il rischio di ghiaccio in pianura e sul Carso, non è stato svolto alcun intervento preventivo per evitare la formazione di ghiaccio sulla rete viaria del comune di Muggia? È quanto si chiede il coordinatore di Forza Italia a Muggia Claudio Grizon, che in merito ha presentato ieri un'interrogazione a risposta scritta e in aula. Replica il Comune: «La situazione era perfettamente sotto controllo e la cittadinanza può stare tranquilla».
Anche in vista delle previsioni meteo che non escludono neve e ghiaccio in questi giorni.Nelle prime ore del 2 gennaio la prima corsa della Linea 32 bus non è stata effettuata ma poi il servizio si è svolto regolarmente. «Il 2 gennaio - ricorda il consigliere d'opposizione nell'interrogazione - Muggia è stata colpita da un'eccezionale brinata e da ghiaccio sulle strade che ha compromesso sensibilmente la circolazione veicolare nelle zone d'ombra nonché sui marciapiedi di varie zone del centro. Ghiaccio sulla Provinciale per Lazzaretto, vicino la curva di San Rocco e sul lungomare Venezia; brina con disagi ai pedoni in centro e in altre zone periferiche. Tuttavia fino alle 9.30 non si sono visti né vigili urbani né Protezione civile ma solo la «Campagnola» dei vigili del fuoco che monitorava il territorio con carabinieri e Stradale».
«Il 31 pomeriggio solo nella zona di San Bartolomeo sono state notate alcune manciate di sale. Eppure - sottolinea Grizon - con la determina 1602 del 9 dicembre 2008, il responsabile Manutenzione reti del Comune di Muggia affidava alla Cooperativa sociale Euroservizi il servizio di messa in sicurezza stradale sul territorio in caso di neve e ghiaccio, impegnando 2000 euro e tale affidamento è stato previsto per "garantire la sicurezza anche nei periodi di assenza del personale operaio". Ma nel pomeriggio del 31 dicembre i pompieri avevano cercato invano, per mancanza di personale reperibile, di ottenere sale dai magazzini comunali».
Grizon chiede pertanto al sindaco di sapere «per quali ragioni, viste le condizioni meteo, non è stato svolto alcun intervento preventivo; se e quando è stato attivato l'intervento degli operai del Comune o di Euroservizi; se è stato predisposto un Piano neve».
«Intendo - ribatte il vice sindaco Franco Crevatin - tranquillizzare la cittadinanza: il personale comunale, le squadre della Euroservizi e il pronto intervento in ore notturne da parte di Italspurghi si sono sempre attivati e hanno operato come previsto. In più abbiamo potuto contare sulla collaborazione di Protezione civile, vigili del fuoco e carabinieri con il loro pattugliamento. Nella giornata di particolare brina tutte le risorse diponibili sono state impiegate fin dalle sette. Pertanto tutto quello che è possibile fare in caso di eventi eccezionali è stato fatto, come i cittadini hanno potuto constatare, tanto che alle prime ore del mattino la situazione si era completamente risolta. Grazie alla riconosciuta efficienza di Trieste Trasporti anche il servizio bus è stato regolarmente garantito. Se è vero che c'è stato qualche disagio, va anche detto che la circolazione è sempre avvenuta senza intoppi, sempre che si procedesse alla velocità moderata che il codice stradale impone e che la prudenza in caso di brina consiglia».
Gianfranco Terzoli

lunedì 5 gennaio 2009

MUGGIA SENZA IL PIANO NEVE MA PER NESLADEK TUTTO VA BENE

Al Presidente del Consiglio Comunale di Muggia
SEDE

Trieste, 5 gennaio 2009

Oggetto: interrogazione, con richiesta di risposta scritta e in aula, in merito alla presenza di ghiaccio sulle strade il 2 gennaio scorso.

CONSTATATO
che a seguito delle prevedibili condizioni meteorologiche (vedi bollettino ARPA allegato, emesso il 31.12.2008, e la comunicazione fax inviata al Comune e alla Provincia di Trieste) il 2 gennaio scorso Muggia è stata colpita da un’eccezionale brinata e dal ghiaccio sulle strade che ha compromesso sensibilmente la viabilità specie nelle zone d’ombra, sulle curve e in diversi tratti in salita nonché sui marciapiedi di varie zone del centro;
CONSIDERATO inoltre che sulla strada provinciale di Lazzaretto si è rivelata la scarsa qualità dell’asfaltatura in zona BOA a Punta Olmi, ove la modesta capacità di drenaggio dell’asfalto ha portato alla formazione di ghiaccio nonostante la vicinanza del mare e ad un incidente;
EVIDENZIATO che anche in prossimità della curva di San Rocco (zona Despar) il fondo stradale era parecchio scivoloso anche a bassa velocità e che tale situazione è stata riscontrata a San Rocco e sul Lungomare Venezia;
PRESO ATTO che, secondo le informazioni raccolte, in centro vaste chiazze di brina spesso creavano disagio ai pedoni e la situazione nelle altre zone periferiche (Borgo Fonderia, Viale XXV Aprile, Cerei e Pisciolon) non era migliore; SOTTOLINEATO che in presenza di tale situazione nella mattina del 2 gennaio fino alle ore 9.30 non si sono visti ne Vigili Urbani ne Protezione Civile ma solo la campagnola dei Vigili del Fuoco che monitorava il territorio con i Carabinieri e la Stradale;
RILEVATO che nel pomeriggio del 31.12.08 solo nella zona del valico di S.Bartolomeo è stata riscontrata la presenza di alcune manciate di sale dall’incrocio che porta al porticciolo e un po’ a chiazze fino all’entrata della Base Logistica;
RICORDATO che con determina n° 1602, dd. 9 dicembre 2008, il Responsabile Manutenzione Reti del Comune di Muggia affidava “alla Cooperativa Sociale Euroservizi il servizio di messa in sicurezza stradale sul territorio comunale in caso di presenza neve e ghiaccio secondo le prescrizioni che verranno impartite di volta in volta dall’Amministrazione” impegnando a tal fine 2.000,00 euro;
PRECISATO che tale affidamento è stato previsto anche per “garantire la sicurezza (…) anche durante i periodi di assenza del personale operaio”;

INTERROGO IL SINDACO

per sapere se:
- il sindaco era informato della situazione sopra descritta;
- per quali ragioni, viste le prevedibili condizioni meteo, non è stato svolto alcun intervento preventivo nella giornata del 1 gennaio, o nei giorni precedenti, per evitare la formazione di ghiaccio sulla rete viaria del comune;
- se, quando e da chi è stata attivato l’intervento degli operai del Comune o della cooperativa sociale Euroservizi;
- è stato predisposto dall’Amministrazione un Piano neve e ghiaccio (se esiste se ne richiede copia);
- la Provincia svolge un’attività di coordinamento ed informazione a seguito dei bollettini emessi dell’ARPA in particolare nei confronti dei comuni minori;
- è informato che nel pomeriggio del 31.12.2008 i VV.FF. cercavano invano di ottenere del sale dai magazzini comunali per mancanza di personale reperibile;
- se non ritiene che, a prescindere del ruolo e delle competenze degli altri enti, non dovrebbe essere opportuno che il sindaco o persona da lui delegata in presenza di particolari condizioni del tempo si preoccupi di promuovere interventi che prevengano la formazione di ghiaccio sulle strade;
- è informato che, probabilmente incurante o all’oscuro di tale situazione, il vice sindaco alle 9.30 leggeva tranquillamente il giornale in Mandracchio;
- a chi può essere attribuita, allo stato dell’organizzazione degli Uffici, la responsabilità tecnica sui fatti accaduti e quali iniziative intende assumere per evitare in futuro situazioni come quelle richiamate in premessa.

Claudio Grizon
Consigliere Comunale di Muggia
Gruppo di Forza Italia

domenica 4 gennaio 2009

CONTA ANCHE TONDO

Da Il Piccolo del 4 gennaio 2009 - Pag. 26

MUGGIA «Dopo averlo promesso quasi tre anni fa in campagna elettorale, dopo avere messo nel caos gli uffici, dopo avere fatto scoppiare il caso dell’Ici sui terreni edificabili e cambiato l’assessore all’Urbanistica, il sindaco Nesladek pensa di potere lasciare un segno concreto del suo mandato mettendo mano al Piano regolatore» commenta il consigliere d’opposizione forzista Claudio Grizon. «Se il sindaco e la sua maggioranza pensano di modificare il Piano regolatore brandendolo come una clava sullo sviluppo di Muggia - afferma - faremo le barricate. Comunque siamo certi che la sinistra vorrà dare al Piano regolatore un’impostazione ideologica: troppe le aspettative tra le loro fila, per cui ne vedremo delle belle. A Nesladek ricordiamo comunque che in Regione ora c’è la giunta Tondo e che la futura pianificazione del territorio di Muggia non può prescindere dal suo parere».

PIANO REGOLATORE TRANSFRONTALIERO

Da Il Piccolo del 4 gennaio 2009 - Pag. 26


«DIRITTO ALLA CASA MA PROGETTI ECOSOSTENIBILI»

Nesladek indica la filosofia d’intervento: accordi con Capodistria e ambiente

MUGGIA - Il sindaco di Muggia l’ha definito «dotato di una visione transfrontaliera» e se ne comincerà a discutere in aula già dalla prossima seduta consiliare in programma a inizio febbraio. Il nuovo Piano regolatore generale, che sarà anche al centro dei lavori della prima seduta di giunta del 2009, rappresenta per l'esecutivo il «cuore» della legislatura. Spiega il sindaco Nerio Nesladek: «Dobbiamo governare la decrescita dell'urbanizzazione selvaggia di questi ultimi decenni e riportare l'utilizzo del territorio a un rigido concetto di sostenibilità. Nel contempo dobbiamo garantire il diritto alla casa a chi ne ha bisogno e alle giovani coppie». Le linee guida della variante all'importante strumento urbanistico, che arriva al terzo dei cinque anni di mandato, sono già tracciate e ricalcano quanto espresso dal programma elettorale. Qualità, sostenibilità, partecipazione, risorse ambientali, sviluppo e competitività le parole d'ordine da utilizzare nell'elaborazione del piano. In primo piano viene posta la tutela ambientale e particolare attenzione è stata riservata alla sua visione transfrontaliera.
«Molto forte nel 2008 - ha ricordato Nesladek tracciando un bilancio dell'attività - è stata la collaborazione con la Slovenia: abbiamo avviato numerosi contatti con Capodistria, lavorando in comune su progetti europei e guardando alla prossima creazione di una consulta con gli amministratori locali sloveni». Chiara la finalità riguardo il Piano regolatore, data la contiguità dei due territori confinanti (Muggia e Capodistria). L'obiettivo è arrivare a coordinare gli strumenti urbanistici, uniformado le destinazioni d'uso delle aree limitrofe, scongiurando così il paradosso di progetti potenzialmente contrastanti tra loro che insistano sulla medesima porzione di terra, divisa ormai neppure dalle barre confinarie ma solo politicamente. «Con Capodistria e altri enti abbiamo presentato due progetti europei strategici (viabilità sui colli muggesani e realizzazione di strutture didattico-scientifiche ricettive per accogliere il turismo scolastico nella zona Ovest di Muggia e San Bartolomeo)».
All'interno del Piano regolatore generale si terranno in debito conto le esigenze espresse direttamente dalla cittadinanza, coinvolta con incontri pubblici e forum rionali grazie ai fondi del progetto Agenda 21.
«Con Agenda 21 - ricorda Nesladek - i cittadini hanno potuto decidere direttamente su alcune questioni e su come impiegare parte del bilancio. Gli obiettivi condivisi con i cittadini in tema di mobilità sostenibile costituiranno un fondamento su cui ragionare per Piano regolatore, Piano della viabilità sul territorio muggesano, Piano parcheggi». Secondo gli intendimenti della giunta muggesana, il nuovo Piano regolatore non si limita a essere un mero strumento urbanistico ma fornisce precise indicazioni per lo sviluppo di Muggia e del suo territorio.
«Le risorse naturali del territorio - osserva Nesladek - sono troppo importanti per consentirne uno sfruttamento che non sia regolato e soprattutto sostenibile. Questa consapevolezza dovrebbe essere ormai acquisita anche se qualche decisione del recente passato a Muggia poteva fare pensare il contrario». «Dobbiamo preservare l'ambiente - prosegue il sindaco - e proprio perciò il nuovo Piano regolatore dev'essere uno strumento d’indirizzo per lo sviluppo del nostro comune e non limitarsi esclusivamente a togliere o aggiungere aree edificabili».
Gianfranco Terzoli