Dopo l’iniziativa di San Dorligo per il ripristino del vecchio toponimo
A Muggia Rifondazione riprende una raccolta di firme. Il sindaco: credo sia giusto
MUGGIA - Le due frazioni di Aquilinia unite, per tornare all’antica denominazione Zaule. Dopo l’annunciata iniziativa promossa dal Comitato dei cittadini di Zaule per ripristinare l’antico toponimo nella parte sandorlighese della frazione, anche nella più ampia area di Muggia è ritornata la volontà di recuperare la storia perduta.
La sezione locale di Rifondazione comunista ha deciso infatti di riprendere il discorso già aperto con le 200 firme raccolte nel 2007 da un Comitato promotore sorto proprio per abolire la denominazione Aquilinia. «Abbiamo deciso di presentare le firme al Comune, e se non dovessero bastare siamo pronti a continuare la raccolta perché riteniamo sia una cosa giusta ripristinare il nome Zaule», commenta il segretario rivierasco di Rifondazione Maurizio Coslovich.
Sull’argomento interviene anche il sindaco di Muggia, Nerio Nesladek: «Avendo il nostro territorio un’anima profondamente democratica, ben venga la proposta di Rifondazione comunista: ora spetterà alla maggioranza del Consiglio comunale decidere come comportarsi e come votare».
Eppure le firme sino ad ora raccolte sono piuttosto poche rispetto al numero dei residenti nella parte «muggesana» di Aquilinia: solo 200 su una popolazione di quasi 1.600 persone.
«La questione non è legata ad un discorso meramente numerico - replica Nesladek - ma alla domanda se sia giusto o meno ripristinare il vecchio toponimo di Zaule. A titolo strettamente personale, nel momento in cui a Muggia abbiamo una minoranza slovena importante credo che per giustizia sia corretto togliere definitivamente il nome di Aquilinia».
Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale di Forza Italia, Claudio Grizon: «Questi aspetti di vecchi e nuovi toponimi onestamente non mi appassionano più di tanto. Storicamente il nome di Aquilinia è nato in funzione della vecchia raffineria, e credo che molti ex lavoratori siano legati affettivamente a questa dicitura. Allo stesso tempo credo sia comunque condivisibile il fatto di richiamarsi al vecchio nome di Zaule. Credo dunque - conclude Grizon - che sia giusto rispettare chi si richiama alla storia più lontana sia a quella più recente, mantenendo il doppio nome di Aquilinia e Zaule».
Giorgio Jercog, consigliere comunale di San Dorligo della Valle (indipendente eletto nella lista civica di centrodestra Oltre il Polo Per San Dorligo), nonché uno dei promotori dell’analoga iniziativa nella parte di Aquilinia posta sotto l’amministrazione del Comune di San Dorligo, commenta così l’iniziativa di Rifondazione comunista: «La reazione di Muggia mi pare più che positiva. Inoltre credo che appellarsi al fatto che molti ex lavoratori siano affezionati alla denominazione di Aquilinia sia alquanto fuori luogo. L’ex Aquila ha sì dato molti posti di lavoro, ma ha anche creato una serie di problematiche ambientali tuttora esistenti. Inoltre credo – aggiunge – che i lavoratori in vita della raffineria Aquila siano decisamente pochi, dato che la maggior parte purtroppo è morta di cancro».
Cinque i contrari. Polemiche sull’area per il park in viale XXV Aprile
MUGGIA - Con 12 voti a favore e 5 contrari (quelli dell'opposizione) il consiglio comunale di Muggia ha approvato il bilancio di previsione. La votazione è avvenuta alle 18, al termine di una seduta iniziata alle 9.30. Quattordici i punti all'ordine del giorno e 21 gli emendamenti, dei quali quattro non ammissibili. Tutte le delibere collegate allo strumento programmatico sono state approvate con i voti della maggioranza. Contraria, in particolare su piano delle alienazioni e valorizzazioni imobiliari e sul piano delle opere pubbliche, o astenuta l'opposizione.
«Questa manovra che non condividiamo in molti punti - afferma il capogruppo di An, Paolo Prodan - è priva di progettualità a lungo termine». «Sulle opere pubbliche questa giunta ha fatto poco, a parte l’ordinaria amministrazione e manutenzione" aggiunge il forzista Grizon. Ribadita dall'opposizione la richiesta di dimissioni di Omero Leiter, che «da consigliere si era espresso a favore della riduzione dell'addizionale Irpef e da assessore al Bilancio, nonostante le maggiori entrate, toglie denaro ai cittadini». Grizon ha rinfacciato alla maggioranza di «perdere pezzi sul bilancio, essere incoerente e non rispettare gli impegni presi anche con l'opposizione».
La richiesta di dimissioni è stata rigettata dal sindaco Nesladek, che per la maggioranza parla di «percorso di intelligenza e unità» ed elogia Leiter che «da buon padre di famiglia, considerata la crisi, mette ogni cent a disposizione della fasce più deboli e di interventi nel sociale. Crediamo che le famiglie abbiano più bisogno di questi strumenti che dei 5 euro che avrebbero risparmiato».
Molto discussa la delibera che modifica la destinazione urbanistica dell'area su cui dovrebbe sorgere il parcheggio di viale XXV Aprile.Una decisione definita grave da Grizon: «Si afferma di voler limitare l'edificabilità nella zona, ma poi si permette di innalzare edifici fino a 13 metri». Italo Santoro parla di «speculazione edilizia da parte dell'amministrazione». «A cosa saranno destinati i proventi della vendita?» si chiede infine Prodan. L'assessore al patrimonio Moreno Valentich replica così: «Nel bando sarà fissato il progetto di area verde: giardino attorno alla cittadella sportiva, pista ciclabile e percorso natura». «Nessun introito né speculazione - aggiunge Nesladek - ma il guadagno di una serie di opere pubbliche da realizzarsi in quell'ambito». Approvati anche alcuni emendamenti, tra cui quelli che chiedevano una relazione sull'andamento della linea sperimentale «20 veloce» e l'aggiunta di dieci punti luce in via di Stramare e via Raffineria. (g.t.)
LA NOTA
Il bilancio è stato approvato con 12 voti: mancava il consigliere Piero Veronese, vicino alla nuova formazione Per la Sinistra. La maggioranza ha perso ufficialmente un pezzo. Andrea Mariucci, altro pezzo della coalizione, è stato critico, molto critico... ma alla fine per amor (?) di maggioranza oppure per mancanza di coraggio ha deciso di continuare a "barcamenarsi" come usa fare da tempo.
La terza voce critica della maggioranza, l'ex assessore Cristina Tull, è stata in aula per tutto il giorno a giocare con il computer e a navigare in internet. Alla fine però, dopo che tutti i suoi emendamenti erano stati ritirati per tempo, ha fatto un intervento critico sulla mancanza dei fondi per la commissione pari opportunità, dopo aver votato contro ad un mio emendamento che proponeva che venissero stanziati 5 mila euro per le sue attività.
Risultato: Nesladek gongola per lo scampato pericolo di ritornare alle urne in giugno e Muggia piange perchè teme di doverlo sopportare ancora per due anni.
Ennesimo spot della Provincia sul distretto Culturale “evoluto”. E’ ormai dal 2006 che la presidente Poropat spende decine di migliaia di euro per promuovere studi sul Distretto culturale, il primo dei quali con l’ Associazione Palacincka, del mancato candidato alla presidenza della Provincia Luca Visentini, e con l’Associazione Trieste Distretto CulturaleLuigiNacci. di
Ora veniamo a sapere che con le due associazioni non esisterebbe più alcun legame e che la Poropat ha deciso di affidare ad una società di Bologna l’organizzazione dell’ennesimo ciclo di incontri, per studiare le potenzialità del distretto culturale per i quali il bilancio 2009 ha stanziato quasi 50 mila euro.
Ma a che son serviti i precedenti studi, se oggi la Poropat sente l’esigenza di commissionare l’ennesima consulenza? Qual è stato il riscontro per il territorio delle precedenti consulenze visto che ne servono altre?
Ancora una volta la Provincia di Trieste si distingue nel promuovere iniziative che paiono rispondere soltanto alle aspettative di ambienti e associazioni ben note e a quella politica culturale di nicchia che ha prodotto l’ormai fallito festival al Teatro Romano di Pressburger, la Casa del Cinema, la Casa Internazionale delle Donne e il sostegno alle Case dei Teatri e della Letteratura.
Quella della Poropat è una cultura radical-chic e cultural-snob che marca la distanza politico-programmatica della sua coalizione, e del Pd in particolare, dal comune sentire dei cittadini di Trieste, non pago degli insuccessi elettorali che sta cumulando ad ogni appuntamento con gli elettori.
Anche quest'anno il bilancio toglie544 mila euro di addizionale IRPEFdalle tasche dei cittadini, nonostante una previsione di entrate straordinarie di quasi 2 milioni di euro derivanti dal recupero sull'evasione ICI (1.200.000 euro) sui terreni edificabili, dagli oneri di urbanizzazione (circa 350 mila euro) nonché dall'ICI del centro Freetime.
Pertanto, visto che in passato hanno chiesto con noi l'eliminazione o la riduzione dell'addizionale IRPEF, ci aspettiamo che Mariucci, Veronese e l'assessore al bilancio Leiter coerentemente non votino il bilancio e mandino assieme a noi a casa questa giunta inadeguata e inconcludente. Se così non sarà chiederemo le dimissioni di Leiter in quanto da consigliere proponeva l'abolizione dell'addizionale IRPEF mentre ora da assessore al bilancio conferma, a nome della maggioranza, il prelievo immotivato nelle tasche dei cittadini.
L’OPPOSIZIONE ATTACCA L’ATTUALE ORGANIZZAZIONE DEL CARNEVALE
MUGGIA - Il centrodestra muggesano è contrario al Carnevale «moderno». La presa di posizione ufficiale è emersa ieri, durante la conferenza stampa indetta nella sede di Forza Italia e Alleanza Nazionale sul tema “Il bilancio 2009 mette le mani nelle tasche dei cittadini”, presenti diversi esponenti dell’opposizione.
Nei giorni scorsi era stato presentato un emendamento (subito cassato) dai gruppi consiliari di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Insieme per Muggia per ridurre il budget di spesa (210 mila euro in tre anni) della manifestazione rivierasca.
La presa di posizione più netta è arrivata dal consigliere Italo Santoro (Insieme per Muggia): “Il Carnevale a Muggia procura solo danni, senza un ritorno economico: spiegatemi poi di che tradizione storica si sta parlando, se questa manifestazione si protrae da neanche 50 anni”. Santoro ha poi ricordato che “complessivamente vengono investiti tra fondi comunali e finanziamenti di altri enti qualcosa come 385 mila euro, una cifra spropositata che potrebbe tranquillamente essere investita altrove”.
A fargli da eco gli altri consiglieri, tra i quali Claudio Grizon (Fi), Paolo Prodan (An), Christian Gretti (An) e Denis Tarlao (Fi). Sulla stessa lunghezza d’onda anche la capogruppo di Forza Italia, Viviana Carboni, che ha lanciato una proposta all’amministrazione: “L’assegnazione dei fondi per il Carnevale venga destinata direttamente all’associazione delle Compagnie, che sicuramente potrà fare una gestione più oculata per una manifestazione che ormai non ha più il sapore di una volta”.
Presente anche il consigliere di Forza Italia, nonché presidente dell'associazione delle Compagnie del Carnevale, Massimo Santorelli, il quale si è però trincerato dietro un «no comment».
Durante la conferenza stampa sono emerse anche severe critiche al bilancio “che se non dovesse passare il 26 febbraio - ha spiegato Grizon - rischierebbe di comportare un commissariamento da parte della Direzione delle autonomie locali, dato l’ampio ritardo con il quale il Comune si sta accingendo a votarlo”.
La critica più rilevante da parte di Grizon ha riguardato la previsione della modifica di destinazione urbana inerente “un’ampia area nei pressi dello stadio comunale, acquistata da un privato al costo di 200 mila euro, per la creazione di parcheggi, ma che ora dovrebbe vedere la costruzione di una serie edifici alti 13 metri, con tanto di rivendita all’asta dell’area stessa”.
Il consigliere Prodan invece ha sottolineato che “la giunta non permette lo sviluppo delle attività commerciali ma solo l’aumento delle tasse, con tanti sprechi e l’apertura di cooperative, una delle quali dovrebbe prendere in gestione il bar sotto il municipio senza che ci sia più alcun reddito diretto per il Comune”.
Christian Gretti ha infine ricordato che “l’emendamento presentato per ridurre le spese del Carnevale aveva con sé anche altri punti fondamentali, tra i quali l’abbassamento dell’indennità del 10% di consiglieri e assessori, e la razionalizzazione delle spese in vari settori, ferma restando l’intoccabilità del settore sociale”. (r.t.)
“Sindaco Premolin dove sono finiti i 15 mila euro che avevo stanziato sul bilancio 2006 per fare un parco giochi per i bambini di Aquilinia?”
“A seguito di un incontro con il sindacoFulvia Premolin ed il consigliere Giorgio Jercog, tenutosi nel Municipio di San Dorligo il 10 novembre 2005 – ricorda Claudio Grizon, ex assessore alle politiche sociali e per la famiglia in Provincia ed ora capo gruppo di Forza Italia – avevo stanziato sul bilancio 2006 un importo di 15 mila euro per realizzare gli arredi del campo giochi. Dopo tre anni però del campo giochi è ancora da fare e non ho idea di dove sia finito quel contributo”.
Nel 2005 il Comune di San Dorligo della Valle si era impegnato ad acquistare alcuni terreni di proprietà dell’Ezit per realizzare un’area verde in Località Aquilinia, dedicata ai cittadini della zona, con un parco giochi per i bambini, parcheggi e un’area perla raccolta differenziata dei rifiuti.
Il progetto, recepito dal Consiglio Comunale di San Dorligo della Valle, era stato avanzato dal Consigliere Comunale Giorgio Jercog, il quale insieme al Vice Sindaco e assessore ai Servizi Sociali Maurizio Sigoni, aveva chiesto all’assessore Grizon il sostegno per l’iniziativa.
“E’ grave che l’amministrazione Premolin – commenta Grizon – non sia stata in grado di realizzare quell’intervento, capisco l’esigenza di predisporre i progetti e di ottenere le autorizzazioni ma tre anni sono davvero troppi: spero lo realizzino prima della campagna elettorale. O non sarà mica che quei soldi li avranno spesi per altro?”
Clamoroso fallimento del Pd in Sardegna. Veltroni molla la guida del partito. Cappellacci batte per quasi 10 punti l'antipatico Soru. Come a Muggia il centro sinistra sardo è alla frutta.
Interrogazione di Grizon (Fi) e Governa (An) alla Poropat
Dopo i 517 voti favorevoli allo sbarramento del 4% per le prossime elezioni europee, dagli amministratori di Rifondazione Comunista e Sinistra Democratica ci aspettiamo quegli atti conseguenti e già annunciati nelle amministrazioni locali in cui condividono responsabilità di governo con il Pd.
Per cui a quando le dimissioni dell’assessore rifondatore e mancato “muratore” Dennis Visioli dalla giunta Poropat? Quali posizioni assumeranno d’ora in poi le consigliere Elena Legisa e Liza Slavec rispetto alla maggioranza?
Sono questi i quesiti che abbiamo posto con un’interrogazione urgente alla presidente della Provincia in quanto non si possono prendere in giro i cittadini, dopo i fatti accaduti servono gesti di responsabilità e coerenza.
Non ci sembra corretto minacciare autosospensioni o, come accaduto alla Provincia di Gorizia, dimissioni e poi non assumersi le proprie responsabilità facendo finta che nulla sia accaduto per non perdere la poltrona.
Infatti, come ha recentemente asserito Fulvio Vallon, coordinatore regionale di Sinistra Democratica, “è difficile immaginare – in particolare (anche se non solo) in occasione delle prossime elezioni amministrative – che la sinistra sostenga candidati del Pd sapendo che quel partito ha deciso che la sinistra deve essere espulsa dalla politica italiana”.
Il lacrimevole tentativo dei giorni scorsi del segretario regionale del Pd Bruno Zvech, teso a far desistere Prc e Sinistra Democratica dalle autosospensioni o dalle dimissioni dei suoi amministratori, ha dato la misura della debolezza del Pd che, se da un lato con il voto allo sbarramento del 4% ha salvato la faccia a Veltroni, dall’altro ha acceso sul territorio una tensione tra Sd e Pd i cui esiti sono imprevedibili.
Trieste, 6 febbraio 2009
Claudio Grizon Consigliere della Provincia di Trieste Capo Gruppo di Forza Italia
Arturo Governa Consigliere della Provincia di Trieste Gruppo di Alleanza Nazionale
MUGGIA - Comune di Muggia a rischio commissariamento se il bilancio non vensisse approvato entro il 17 febbraio? «Non c'è questo rischio», assicura il sindaco, Nerio Nesladek. Per il capogruppo forzista Viviana Carboni e il coordinatore muggesano di Fi, Claudio Grizon, invece l'eventualità sussiste. «Se per non rischiare nostri ricorsi la maggioranza dovesse rinviare il voto sul bilancio a dopo il 17 febbraio - evidenziano i due consiglieri - potrebbe incorrere nella messa in mora da parte dell'assessore alle Autonomie locali. E se le cose dovessero precipitare, dopo i venti giorni previsti, vedrebbe nominato un commissario e avviato lo scioglimento del Consiglio comunale».
In base alla normativa, gli enti locali della regione devono approvare il bilancio di previsione entro il 17 febbraio. La comunicazione dell'approvazione deve pervenire al Servizio finanza locale della Regione entro cinque giorni. Trascorsi i quali, se non fosse predisposto dalla giunta il relativo schema di bilancio, l'assessore regionale alle Autonomie locali nominerebbe un commissario. Ma non è questo il caso di Muggia, perché lo schema del i bilancio di previsione 2009 è già stato adottato dalla giunta con la delibera 9 del 21 gennaio.
Qualora però il Consiglio non lo approvasse entro il 17 febbraio, l'assessore regionale alle Autonomie locali assegnerebbe al Consiglio, con lettera ai singoli consiglieri, un termine non superiore a venti giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituirebbe, mediante un commissario, all'amministrazione. Dalla data del provvedimento sostitutivo avrebbe inizio la procedura per lo scioglimento del Consiglio comunale che porterebbe al voto anticipato.Ma questa ipotesi, stando all'amministrazione muggesana, sarebbe più che remota.
Il Consiglio comunale di Muggia è chiamato infatti alla discussione sul bilancio nella seduta del 16 febbraio. Ma anche se la seduta per l'approvazione fosse fissata all'inizio di marzo, spiegano gli amministratori, l'iter di adozione del bilancio si concluderebbe in ogni caso con ampio margine rispetto ai tempi di un'eventuale azione della Regione. Il Consiglio intenderebbe approvare il bilancio il 26 febbraio, anche se la data dovrà essere ufficializzata nella conferenza dei capigruppo fissata per lunedì.
«Non siamo certissimi che il Consiglio voterà il bilancio il 16 febbraio come convenuto - spiega Grizon - perché la giunta ci ha consegnato le delibere "a rate" e alcune con un sospetto ritardo che verificheremo».
Grizon (FI): se il bilancio non sarà approvato entro il 17 febbraio ai consiglieri potrebbe arrivare la diffida della Regione
“Se il consiglio non dovesse approvare il bilancio 2009 entro il 17 febbraio – spiega Claudio Grizon, coordinatore e consigliere comunale di Forza Italia – la Regione potrebbe intimare ai consiglieri di approvarlo entro i successivi 20 giorni, pena il commissariamento e lo scioglimento del consiglio comunale”.
“Ad oggi non siamo certissimi che il consiglio voterà il bilancio il 16 febbraio come convenuto - spiega Grizon – perché questa giunta pasticciona ci ha consegnato le delibere “a rate” ed alcune con un sospetto ritardo che verificheremo”.
“Se la maggioranza dovesse rinviare il voto sul bilancio – evidenziano Claudio Grizon e Viviana Carboni, capo gruppo di Forza Italia – a dopo il 17 febbraio per non rischiare nostri ricorsi, rischierebbe la messa in mora da parte dell’Assessore alle Autonomie Locali e, se le cose dovessero precipitare, dopo i 20 giorni previsti, la nomina di un commissario e il contestuale avvio dello scioglimento del consiglio comunale che ci porterebbe al voto i prossimi 6 e 7 giugno”.
“Dopo le proteste del sindaco Nesladek contro Regione e Governo e la sua decisione di rinviare il bilancio al 2009 – ricorda il forzista Grizon – ora il Comune rischia di pagarne le conseguenze a causa di una maggioranza pasticciona e sconclusionata”.
“Certo è con tutti questi assessori e presidenti di commissione che vengono e che vanno – concludono Grizon e Carboni – questa maggioranza è più impegnata a distribuire incarichi con il bilancino che a governare Muggia. Qualcuno ha tentato goffamente di offrire all’opposizione l’incarico di vice presidente del consiglio ma alla fine hanno dovuto rinviare la nomina perché non avevano un accordo: magari ci penseranno dopo il commissariamento dell’ente”.