venerdì 31 luglio 2009

MUGGIA, SARA' LENTO IL RECUPERO DELLE AREE DEGLI EX DISTRIBUTORI

Da "Il Piccolo" del 31 luglio 2009 - pag. 18

Prima di vedere riqualificati gli spazi lasciati eventualmente liberi dai distributori di benzina all'ingresso di Muggia non passarà poco tempo. Come minimo un anno, senza contare i tempi tecnici necessari per realizzare dei progetti, appaltarli e attuarli. Sono chiusi solo da alcuni giorni i due impianti muggesani, ma già si pensa al loro futuro. Il rischio, lamentato da alcuni cittadini, è che gli impianti dismessi rimangano imperituramente là, monumenti alla crisi.
Ma il Comune di Muggia nega questa possibilità. Per parlare già di progetti di riuso però è ancora troppo presto. La normativa regionale lascia infatti un anno di tempo ai gestori per adeguarsi.
Prima di allora, l'amministrazione non ha facoltà di intervento. Conferma l'assessore allo Sviluppo Economico, Edmondo Bussani: «I proprietari degli impianti hanno un anno di tempo per adeguarsi. Per mantenere un impianto nei pressi del centro della cittadina oltre a quello di Aquilinia, contiamo sulla dichiarazione di interesse».
Il Comune ha individuato infatti un'area nell'ex cantiere Alto Adriatico dove poter realizzare un nuovo distributore conforme alla normativa e ha invitato i soggetti interessati (leggi le società petrolifere) a manifestare il proprio eventuale interesse.
Ma le buone intenzioni devono inevitabilmente fare i conti con la crisi, legata all'eliminazione dei carburanti agevolati e alla concorrenza slovena.
Se, come sembra però presumibile, non ci sarà interesse da parte delle compagnie a investire su un nuovo impianto in via di Trieste né sui due impianti esistenti per metterli a norma, alla scadenza la palla passerà al Comune.
«"Se dopo un anno non verrà effettuato l'adeguamento imposto - conclude Bussani - il Comune ha l'obbligo di ritirare l'autorizzazione». Sembra di capire dunque che solo dopo questo lasso di tempo previsto per legge verranno prese eventuali decisioni e studiati dei progetti per la dismissione e il recupero delle aree.
Che, almeno in un caso, quello dell'impianto di Largo Caduti della Libertà risulta interamente di proprietà comunale, mentre per l'impianto di via Battisti lo è solo in parte. In questo frangente, anzi, risulterebbero coinvolte anche altri enti, e segnatamente l'Autorità portuale e il demanio marittimo. Un particolare che non sembra certo andare in direzione di una dismissione veloce degli impianti abbandonati, anche se il Comune ci crede. «In questo caso - anticipa l'assessore ai Lavori pubblici, Franco Crevatin - le aree verranno riqualificate e saranno destinate ad altri usi, ancora da stabilire, restituendole in ogni caso alla fruizione della cittadinanza. Di certo, non lasceremo le pompe ad arrugginire». (g.t.)
LA NOTA
Stanno emergendo giorno dopo giorno le responsabilità dirette ed indirette sulla vicenda della chiusura dei distributori di carburante a Muggia.
Oltre al colpevole ritardo della giunta Nesladek nell'individuare formalmente l'area dell'ex Cantiere Alto Adriatico quale sito per collocare un nuovo impiano si aggiungono le conseguenze per il decoro urbano conseguenti alla chiusura dei due vecchi impianti che resteranno al loro posto ancora per lungo tempo: "monumenti" all'inefficenza di questa maggioranza.

ALTRE NOMINE, NEL DIRETTIVO PROVINCIALE ANCHE GRIZON E VASCOTTO

E Greco in giunta attacca Ravidà
Il ”titolare” della Cultura responsabile pidiellino degli enti locali


Se da un lato, nelle fila del Popolo delle Libertà a Trieste, si sta giocando la partita del coordinatore comunale, dall’altro se n’è appena chiusa un’altra: il coordinamento provinciale è fatto. I nomi dei componenti sono stati infatti decisi, si attende solo il via libera da Roma per renderli ufficiali. Lo aspettano il coordinatore Sandra Savino e il suo vice, Piero Tononi, già nominati da Silvio Berlusconi lo scorso aprile nei rispettivi ruoli. In questi mesi, hanno lavorato anche per assemblare al meglio il «loro» nuovo direttivo.
Nel muro di riserbo che avvolge l’elenco di nominativi, si è aperta nelle ultime ore qualche crepa. Lo statuto del Pdl, all’articolo 31, prevede che fra i componenti del coordinamento della provincia vi siano capogruppo e vicecapogruppo vicario del partito in Consiglio provinciale: a palazzo Galatti, come anche in Comune, però Forza Italia e Alleanza nazionale non si sono ancora fuse. Ergo, le indicazioni statutarie verranno in qualche modo soddisfatte con l’ingresso nel direttivo dei due capigruppo: Claudio Grizon (Fi) e Marco Vascotto (An).
Individuato pure il responsabile degli enti locali per Trieste, altro elemento chiave del coordinamento: toccherà al forzista Massimo Greco, oggi assessore alla Cultura in Municipio. Per il resto, buio fitto, ma non è escluso compaia, fra gli altri, anche il nome del vicesindaco Paris Lippi.
Un’altra colonna di quella giunta comunale che, proprio lo scorso lunedì, ha registrato un nuovo momento di tensione innescato da presunte invasioni di campo fra assessori. Protagonista della sfuriata proprio Greco, cui pare non sia andata giù la recente diffusione di dati sui musei cittadini da parte del collega Giovanni Battista Ravidà, detentore non solo della delega alle Finanze ma anche responsabile della pianificazione strategica. Una vibrante protesta che Greco presumibilmente bisserà, in nome di un rapporto corretto e diretto, al momento del rientro dalle vacanze di Ravidà.
Quest’ultimo, infatti, lunedì era assente e Greco vorrà certamente chiarire con lui di persona. Non è la prima volta che capita un episodio del genere in giunta: in molti rammenteranno per esempio lo scontro Lippi-Bandelli del gennaio scorso, siparietto che aveva fatto andare su tutte le furie Roberto Menia.
Fra i vari assessori comunali, è indubbio che nell’ultimo periodo, grazie anche agli incarichi di responsabilità ricevuti in serie (lo studio di fattibilità sul Parco del mare, il protocollo d’intesa con i sindacati confederali) proprio in nome della delega alla pianificazione strategica, lo stesso Giovanni Battista Ravidà abbia guadagnato visibilità. E, probabilmente, posizioni in vista del 2011: il suo nome era già stato inserito da tempo nella lista dei papabili per la designazione a futuro candidato sindaco del centrodestra. Il rapporto di fiducia sempre più stretto con Roberto Dipiazza potrebbe rappresentare un’ulteriore conferma di ciò. (m.u.)

LA PROVINCIA VUOLE LO STATUTO BILINGUE

Da Il Piccolo del 31 luglio 2009 - Pag. 14
An e Fi non ci stanno: «Faremo opposizione dura». Vascotto espulso dall’aula

Garantire l’uso della lingua slovena, in modo da interpretare meglio il territorio. E’ questo l’aspetto più significativo delle modifiche allo Statuto dell’ente che la maggioranza di centrosinistra ha proposto ieri al consiglio provinciale. «Cambiare lo Statuto – ha spiegato la capogruppo del Partito democratico, Maria Monteleone – è uno degli obiettivi dichiarati all’atto dell’insediamento, perché riteniamo l’attuale documento superato dai tempi.
Il vecchio Statuto risale al 2000 – ha aggiunto – ed è arrivato il momento di rivederlo, per renderlo più adeguato alle funzioni proprie attribuite dallo Stato e dalla Regione e idonee a soddisfare gli interessi e le esigenze della comunità. Questa amministrazione vede il territorio come una risorsa e assicurare l’uso della lingua slovena è uno degli strumenti con cui tale politica può essere attuata».
Carla Melli, capogruppo dei Verdi, ha sottolineato: «Siamo contrari alla monocultura in tutte le sue espressioni – ha proseguito – e nella nostra bozza è contenuto anche l’impegno della Provincia alla salvaguardia dell’ambiente nella sua biodiversità, riconoscendo l’acqua come patrimonio dell’umanità. L’uso della lingua slovena – ha detto – è un arricchimento per l’intera comunità».
Elena Legisa, capogruppo di Rifondazione comunista, ha evidenziato la parte del nuovo Statuto che riguarda la partecipazione «concetto decisivo per tutti – ha sottolineato – perché chi governa un ente non è mai il detentore della verità, ma deve continuamente cercare l’aiuto delle associazioni e dell’intera comunità per migliorarsi e migliorare la Provincia».
Le tre rappresentanti della maggioranza di centrosinistra hanno insistito sul fatto che «nel tempo, Statuto e regolamento della Provincia si sono sovrapposti, intrecciandosi su determinati argomenti ed è indispensabile riportare ciascuno dei due documenti alla propria natura originaria, con funzioni ben separate».
Per arrivare all’approvazione del nuovo Statuto è necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi nella prima votazione, altrimenti nella seconda o nella terza è sufficiente la maggioranza semplice. «Faremo opposizione dura fin dall’inizio – ha annunciato il capogruppo di An, Marco Vascotto – perché riteniamo sbagliato arrivare all’approvazione di un documento così importante come lo Statuto a colpi di maggioranza». «La proposta della maggioranza – ha commentato Claudio Grizon, capogruppo di Forza Italia – è fortemente ideologica. Ci opporremo anche facendo ostruzionismo: lo Statuto è di tutti e non solo di chi governa».
Proprio Vascotto è stato espulso dall’aula del consiglio ieri sera, dopo aver subito due richiami dal presidente Boris Pangerc durante il suo intervento: «Volevano stabilire le modalità di discussione e presentazione degli emendamenti senza parlarne con l’opposizione», ha aggiunto Vascotto.
Ugo Salvini

giovedì 30 luglio 2009

UN ALBERO PER OGNI NATO

Da Il Piccolo del 30 luglio 2009 - Pag. 18

Gradimento unanime per la scelta muggesana


MUGGIA - Un albero piantato per ogni nuovo bambino nato. E' l'impegno assunto dall'amministrazione comunale di Muggia in seguito all'approvazione, avvenuta all'unanimità, da parte del consiglio comunale della mozione presentata dal consigliere di Forza Italia, Claudio Grizon, in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente.

L'amministrazione, riferisce Grizon, si è impegnata ad avviare l'iniziativa quanto prima, in collaborazione con le famiglie, individuando tra le aree pubbliche o gli spazi verdi comunali i siti adeguati per essere occupati dalle nuove piante allo scopo di valorizzare il verde urbano.

L'impegno prevede anche di programmare annualmente la messa a dimora di alberi o cespugli nei giardini e nelle aree verdi comunali, al fine di riqualificare gli spazi urbani e periferici e di promuovere delle iniziative di sensibilizzazione dei cittadini in occasione delle prossime Giornate Mondiali dell'Ambiente.

«E un'ottima iniziativa - conferma il sindaco, Nerio Nesladek -: c'è bisogno di verde e così si recepisce pure uno degli intendimenti contenuti da sempre nel programma elettorale».

Per quanto concerne il voto unanime, il sindaco non ha avuto difficoltà ad affermare che ne è «felice», »Mi farebbe anzi piacere – ha commentato – se anche su altre questioni ci fosse la stessa sintonia».

Più politica la replica di Grizon. «La mia mozione - ha spiegato ancora l’esponente di Forza Italia, esprimendo soddisfazione per il voto unamime - rappresenta un gesto simbolico, per sottolineare il fatto che nel programma elettorale del sindaco non abbia trovato una riga dedicata in particolare alle tematiche ambientali e proporre qualche iniziativa in linea con le più tradizionali politiche ambientali delle amministrazioni di sinistra».

«Il 5 giugno - continua Grizon - ricorreva la Giornata Mondiale dell'Ambiente, istituita dall'Onu per sensibilizzare gli stati, le istituzioni e le popolazioni del mondo in merito all'importanza della tutela dell'ambiente e della promozione di stili di vita e di una cultura che pongano, in particolare sull'agenda dei pubblici amministratori, l'ambiente al centro della loro sensibilità ed iniziative». (g.t.)


LA NOTA
La sintonia auspicata dal sindaco Nesladek, "anche su altre questioni", si crea solo per volontà unanime, ma fino ad oggi in lui e nella sua "maggioranza" questa disponibilità non l'abbiamo trovata. Ovviamente potrei fare tantissimi esempi. Attendiamo fiduciosi, ma neanche tanto.

mercoledì 29 luglio 2009

FURGONI E AUTO PER PORTARE GLI ANZIANI

Da Il Piccolo del 29 luglio 2009 - Pagina 18

VENTIDUE ADESIONI AL PROGETTO DELLA PROVINCIA
Molti non frequentano associazioni perché privi di mezzi di trasporto


Un progetto sperimentale per il coordinamento delle risorse di trasporto presenti sul territorio a favore degli anziani è stato avviato dall’assessorato alle Politiche sociali della Provincia. Spesso infatti, l’unico impedimento per gli anziani a frequentare associazioni è proprio la mancanza di un’autovettura o di un pulmino.

La Provincia si è rivolta di conseguenza a 326 associazioni sportive, ricreative e culturali inviando loro un questionario per verificare il possesso di un loro mezzo di trasporto e l’eventuale disponibilità per il progetto; dall’altro lato ha verificato la disponibilità di loro volontari (dotati di patente B) per guidare pulmini messi a disposizione da altre associazioni.

«Il 30 % delle associazioni da noi contattate – ha detto Marina Guglielmi, assessore alle politiche sociali - ha accettato la nostra proposta. Concretamente si tratta di 15 pulmini e 7 autovetture, un fuoristrada per le emergenze, un’ambulanza quale postazione di assistenza sanitaria per gli eventi più ”affollati”. Senza contare i 10 volontari che si sono resi disponibili per la guida». Ieri le 22 associazioni che hanno aderito al Progetto, hanno firmato insieme alla Provincia un’intesa programmatica e accordi individuali singoli. Da agosto fino a gennaio 2010 le nuove risorse saranno impegnate nella realizzazione di iniziative di socializzazione sul territorio provinciale: dalla gita in agriturismo alla passeggiata a Miramare.

La Fondazione CrTrieste ha inteso sostenere l’intero progetto perché ritiene sia un’iniziativa che contribuisca a sostenere il benessere sociale di una fascia di popolazione altrimenti debole e soggetta a rischio di isolamento. La Fondazione si è detta lieta del fatto che molte realtà beneficiarie degli automezzi donati dall’Ente nel corso degli ultimi dieci anni, attive non solo in ambito assistenziale, abbiano immediatamente accolto l’invito della Provincia di mettere a disposizione le proprie risorse di trasporto per favorire la mobilità degli anziani, dando così un ulteriore e meritorio senso alle donazioni stesse.

L’iniziativa è stata criticata dal capogruppo di Forza Italia Claudio Grizon: «Temo che i pullmini e le vetture - ha rilevato Grizon - raccoglieranno le richieste degli anziani che già gravitano nella rete dei servizi sociali o del volontariato. L’inziativa avrebbe invece dovuto privilegiare gli anziani dimenticati e in condizioni disagiate».



LA NOTA



Oltre a quanto ho già detto ieri nel comunicato stampa desidero ricordare l'apparente assenza dei Comuni in questa iniziativa.

Ricordo ai lettori, ma in particolare alla presidente Poropat e all'assessore Guglielmi che la precedente amministrazione di centro destra ha fornito in comodato gratuito ai Comuni capofila degli ambiti socio assistenziali di Trieste, Muggia e Duino Aurisina un pulmino attrezzato per il trasporto degli anziani e dei disabili spendendo ben 100.000 euro!

Dove sono finiti i pulmini? per quali finalità sono utilizzati? Perchè non sono coinvolti in questa iniziativa? Ovviamente presenteremo una interrogazione!

martedì 28 luglio 2009

PROVINCIA, IL PROGETTO MOBILITA’ DIMENTICA GLI ANZIANI SOLI

Grizon: iniziativa utile ma bisogna aiutare gli anziani dimenticati che i servizi sociali non riescono a raggiungere


“L’iniziativa di coordinamento tra i mezzi di trasporto dedicati agli anziani presentata oggi – interviene Claudio Grizon, già assessore alle politiche sociali della giunta Scoccimarro e oggi capo gruppo di Forza Italia in Provincia – è sicuramente utile ma l’obiettivo prioritario dovrebbe essere quello di raggiungere gli anziani soli e dimenticati che la rete dei servizi sociali spesso non conosce”.

“A tal proposito la nostra amministrazione – prosegue Grizon – accanto al progetto Il Pane e la Rosa, che la giunta Poropat ha smantellato ma che tanto successo aveva riscontrato grazie ai volontari della Croce Rossa, aveva ideato il Taxi della Solidarietà che aveva riscontrato un buon consenso proprio tra gli anziani non raggiunti dai servizi e non legati ad associazioni”.

“Temo – conclude il forzista Grizon – che i pulmini e le vetture messe a disposizione dalle associazioni coinvolte, vista l’impostazione del progetto, raccoglieranno particolarmente le richieste degli anziani che già gravitano nella rete dei servizi sociali o del volontariato. L’iniziativa, invece, avrebbe dovuto privilegiare gli anziani dimenticati e in condizioni disagiate, come quelli che sostenevamo con Il Pane e la Rosa e che la giunta Poropat ha dimenticato”.

(nella foto in alto Claudio Grizon con i volontari della CRI per l'iniziativa Il Pane e la Rosa)

GRIZON:DETRITI SULLA STRADA

Da Il Piccolo del 28.07.2009 - Pagina 17

LACOTISCE - RABUIESE Grizon: detriti sulla strada

MUGGIA - L’estate è ormai inoltrata e la grande viabilità, dopo il completamento e l’apertura del tratto Lacotisce Rabuiese, fa scorrere velocemente il traffico dei vacanzieri verso la Slovenia e la Croazia. «Ma se la grande viabilità – interviene Claudio Grizon, capo gruppo di Forza Italia a Palazzo Galatti - ha sollevato finalmente dal traffico turistico e pesante il centro abitato di Aquilinia, e la zona industriale delle Noghere, non può però essere considerata, almeno nel tratto tra l’uscita della galleria che scende dal carso fino all’uscita per San Dorligo della Valle, un bel biglietto da visita per i turisti in transito».

«Infatti – spiega Grizon - gran parte dei giunti stradali dei cavalcavia sono scardinati, il guard raid in lunghi tratti è rotto a causa di vecchi incidenti e in vari punti l’asfalto è ceduto sotto il peso dei mezzi pesanti ed infine, al centro della strada, tra i guard raid, crescono erbacce ed arbusti che in alcuni casi superano il metro e mezzo e oscurano la visibilità». «Su questi temi – annuncia il capo gruppo – ho presentato un’interrogazione alla Presidente della Provincia Poropat, affinché si attivi nei confronti degli enti proprietari e gestori dei tratti stradali».

domenica 26 luglio 2009

LACOTISCE RABUIESE, GIUNTI ROTTI E ALBERI TRA I GUARD RAIL

Grizon: interrogazione alla presidente Poropat su degrado, segnaletica divelta e fondo stradale sconquassato


L’estate è ormai inoltrata e la grande viabilità, dopo il completamento e l’apertura del tratto Lacotisce Rabuiese, fa scorrere velocemente il traffico dei vacanzieri verso la Slovenia e la Croazia e purtroppo la provincia di Trieste, e Muggia in particolare, sono state in parte tagliate fuori dalle tappe di sosta in andata o in ritorno a causa della nuova viabilità.

“Ma se la grande viabilità – interviene Claudio Grizon, capo gruppo di Forza Italia a Palazzo Galatti - ha sollevato finalmente dal traffico turistico e pesante il centro abitato di Aquilinia, e la zona industriale delle Noghere, non può però essere considerata, almeno nel tratto tra l’uscita della galleria che scende dal carso fino all’uscita per San Dorligo della Valle, un bel biglietto da visita per i turisti in transito”.

“Infatti – spiega Grizon - gran parte dei giunti stradali dei cavalcavia sono scardinati, il guard raid in lunghi tratti è rotto a causa di vecchi incidenti e in vari punti l’asfalto è ceduto sotto il peso dei mezzi pesanti ed infine, al centro della strada, tra i guard raid, crescono erbacce ed arbusti che in alcuni casi superano il metro e mezzo e oscurano la visibilità”.

“Simili considerazioni – aggiunge il forzista - si possono fare per la zona del bivio ad H ove il fondo stradale è pericoloso e sconquassato dal traffico pesante mentre la segnaletica e il guard raid sono ormai distrutti dagli incidenti. Non un segno di intervento da parte dei gestori dei tratti stradali”.

“Su questi temi – annuncia il capo gruppo – ho presentato un’interrogazione alla Presidente della Provincia Poropat, affinché si attivi nei confronti degli enti proprietari e gestori dei tratti stradali sollecitando gli interventi necessari, in quanto non ci possiamo permettere che l’immagine della nostra provincia sia legata a una viabilità di questo tipo. Si è fatto tanto ma sono urgenti alcuni interventi di manutenzione”.

IL COMUNE ATTENDE LE MANIFESTAZIONI D'INTERESSE PER IL DISTRIBUTORE MA SI TIENE LE MANI LIBERE

Ecco il bando, che non è un bando: è solo l'annuncio per raccogliere manifestazioni d'interesse da parte delle società interessate a gestire un distributore. Intanto il Comune si tiene le mani libere ed i tempi per il nuovo distributore non sono affatto certi.

L'annuncio è firmato dal responsabile del Servizio Sviluppo Economico. All'inizio del 2008 ha ricevuto dal sindaco, con cui sono parenti, l'incarico di posizione organizzativa (circa 5.000 euro in più di paga all'anno). Lo stesso responsabile ha riconosciuto pubblicamente che una parte delle aree occupate da uno dei distributori appena chiusi è di proprietà di suo figlio (per la quale presumibilmente riscuoteva un affitto).

Non ci dicano ora che la colpa della chiusura dei distributori è dell'amministrazione precedente, sono trascorsi 3 anni e mezzo ma Nesladek & family nulla hanno fatto per risolvere i problemi.


23/07/2009


Muggia, 21.07.2009
Comune di Muggia
Provincia di Trieste
Servizio Sviluppo Economico - Sportello Unico per le Imprese
Ufficio Sviluppo Economico - Sportello Unico per le Imprese

Prot.n. 19954

Alle società interessate

Oggetto: Dichiarazione di interesse per la realizzazione di un impianto di distribuzione in area di proprietà comunale presso l'ex CAA di via di Trieste.

Al fine di verificare l'opportunità di predisporre gli atti urbanistici necessari a rendere un'area di proprietà comunale di circa 2.300 mq individuata nell'ex Cantieri alto Adriatico, lato monte in direzione Trieste, idonea per ospitare un impianto distribuzione di carburanti con le superfici e servizi conformi alle normative vigenti,

SI CHIEDE

ai possibili interessati di manifestare il proprio interesse a realizzare un distributore conforme alla normativa vigente, con le seguenti indicazioni di indirizzo di minima:
- Superficie minima di almeno 2.000 mq;
- Realizzazione corsie di entrata e uscita secondo le normative e con piantumazione alberi e fiori da concordare con l'Amministrazione;
- Numero minimo di 2 colonne di erogazione con i prodotti correnti previsti ( benzina, gasolio) e 16 pistole;
- Almeno una colonnina erogante prodotti ecocompatibili;
- Servizi accessori quali lavaggio, gommista, ristoro, ecc.;
- Numero parcheggi adeguato con area di sosta attrezzata.

I lavori dovranno concludersi entro e non oltre 9 mesi dalla consegna formale dell'area.
La società dovrà disporre tutta la documentazione urbanistica e tecnica il conseguimento di tutte le autorizzazioni necessarie.
Nel caso di prolungamento dei tempi per cause imputabili ad iter amministrativi obbligatori, potranno essere accordate le proroghe equivalenti alla tempistica non prevista.
L'area potrà essere assegnata in concessione pluriennale adeguata, oppure in vendita diretta.
L'autorizzazione all'esercizio sarà rilasciata dopo l'ottenimento di tutti gli atti,autorizzazioni e sopralluoghi e collaudi previsti per legge.

Resta inteso che la messa a disposizione dell'area sarà avviata con bando pubblico.

La dichiarazione di interesse dovrà pervenire dal legale rappresentante o suo delegato entro e non oltre il 31 agosto 2009 presso il protocollo del Comune di Muggia. Farà fede, in caso di spedizione postale tramite raccomandata ricevuta di ritorno, la data del timbro postale.

L'eventuale presentazione della dichiarazione di interesse non determina vincolo alcuno per l'Amministrazione al fine dell'assegnazione dell'area così come titolo di priorità per la società dichiarante.
L'Amministrazione, a suo insindacabile giudizio, potrà continuare o meno le procedure per l'avvio della gara indipendentemente dal numero di dichiarazioni di interesse pervenute.


firmato
Il Responsabile del Servizio Sviluppo Economico
Sportello Unico per le Imprese
(dott. LADI COCIANI)

sabato 25 luglio 2009

MUGGIA SENZA DISTRIBUTORI, COMUNE IN RITARDO DI 3 ANNI E MEZZO

"Da settimane ricevevo telefonate e lamentele di cittadini a proposito dell'annunciata chiusura dei distributori di Muggia - sottolinea Claudio Grizon, coordinatore e consigliere comunale di Forza Italia - dove mi manifestano la loro insoddisfazione per il silenzio e il disinteresse dell'amministrazione nel trovare una soluzione per garantire la permanenza di almeno un distibutore di carburante nella nostra cittadina".

"La chiusura era da tempo prevedibile ed annunciata - continua Grizon - infatti l'amministrazione Gasperini aveva affrontato il problema ed individuato l'area dell'ex cantiere Alto Adriatico come sito idoneo ad ospitare una moderna stazione di servizio". "Da quanto mi aveva spiegato l'ex sindaco - spiega Grizon - la compatibilità urbanistica andava corretta solo per una piccola parte dell'area individuata. A tal fine, infatti, aveva incaricato gli uffici comunali ad operare, sollevando dalla responsabilità della pratica il responsabile dell'ufficio commercio per ragioni di opportunità in quanto, come lui stesso ha precisato circa un anno fa, una parte delle aree interessate da uno dei due distributori chiusi sono di proprietà di suo figlio".

"Intanto - racconta ancora il coordinatore Grizon - abbiamo perso 3 anni e mezzo a causa dell'incapacità della giunta di risolvere i problemi e da oggi i muggesani sono costretti ad andare a fare in benzina in Slovenia o ad Aquilinia".

"Infatti l'art. 9 della LR n.8/2002 - ricorda il forzista - attribuisce al Comune la responsabilità di definire le aree ove consentire la realizzazione dei distributori ma l'amministrazione Nesladek è stata assolutamente latitante ed oggi con la pubblicazione del bando per un nuovo impianto all'ex Alto Adriatico rinvia ancora la soluzione del problema, costringendo i muggesani a rimanere senza distributore".

"Da parte nostra - sottolinea Grizon - già lo scorso anno abbiamo dovuto presentare un'interrogazione sul problema dei distributori ma l'amministrazione nulla ha fatto successivamente, se non concerere una proroga (prevista da una norma regionale dell'inizio di quest'anno) ai due impianti, ormai definitivamente scaduta, e dichiarare l'incompatibilità dei distributori ai sensi della L.R.8/2002 con la delibera giuntale n.98 dell'8 aprile scorso".

"Nelle scorse settimane - intervengono il vice coordinatore Franco Paoli e Rita Rapotez - il Coordinamento di Forza Italia ci ha incaricato ad incontrare i responsabili dell'ultimo impianto aperto al fine di verificare la situazione degli impianti di benzina ed abbiamo dovuto riscontrare i ritardi dell'amministrazione. La situazione è grave in particolare per i giovani e per quanti usano scooter o motorini che dovranno allontanarsi molto da Muggia per il pieno".

"Anche il nuovo testo unico sull'energia che l'assessore regionale Riccardi ha fatto approvare in giunta regionale nelle scorse settimane - ricorda ancora Grizon - che sostituirà la L.R. 8/2002 ho saputo che mantiene in capo ai Comuni rilevanti competenze sui distributori di carburanti, comprese quelle urbanistiche per l'individuazine, nell'amnbito dei piani regolatori, le aree ove prevederne l'insediamento".

"E' una vera vergogna che Nesladek & Co. non si siano attivati per tempo - interviene l'ex sindaco Lorenzo Gasperini - siamo l'ultimo Comune della regione a dover provvedere alla definizione dei piani per i distributori. Comuni politicamente vicini a lui come Sgonico in poco tempo hanno visto sorgere sul proprio territorio ben tre distributori nuovissimi e bellissimi mentre a Muggia il nulla".

"Entro il 31 agosto quindi - conclude Grizon - le società interessate sono chiamate a presentare un'offerta per insediare a Muggia un nuovo impianto di distibuzione con un riutardo dovuto alla giunta Nesladek di 3 anni e mezzo e, se il bando porterà a delle offerte, all'inizio della prossima estate avremo un nuovo distributore. Quasi cinque anni per un problema già impostato da Gasperini. Intanto, per Nesladek, i muggesani s'arrangino come vogliono".


MUGGIA, IL DISTRIBUTORE NELL'AREA ALTO ADRIATICO

Da Il Piccolo del 25 luglio 2009 - Pag. 17

IL COMUNE LA METTE A DISPOSIZIONE
L’assessore Bussani: dipende dall’interesse che avranno le compagnie petrolifere

MUGGIA - Fare il pieno a Muggia è sempre più difficile. Da oggi nel Comune di Muggia rimane aperto infatti un solo distributore: quello di Aquilinia. Alla prima, quella dell’impianto di Largo Caduti della Libertà, che aveva chiuso i battenti il 15 luglio, è seguita oggi la chiusura anche del secondo, in via Battisti.

Il Comune ha nel frattempo individuato un’area di 2300 metri quadri nell’ex cantiere Alto Adriatico (sul lato monte in direzione Trieste) dove poter realizzare un nuovo distributore conforme alla normativa vigente e ha invitato con una lettera, pubblicata sul sito istituzionale e su tre quotidiani ed esposta all’Albo pretorio, le società petrolifere a manifestare il proprio eventuale interesse. Ma se appare evidente l’intento dell’amministrazione di mantenere almeno un impianto attivo sul territorio comunale, c’è da fare i conti con la crisi legata all’eliminazione dei carburanti agevolati e alla concorrenza slovena.

L’impianto dovrà avere una superficie di almeno 2.000 metri quadri, corsie di entrata e uscita e invasature di alberi e fiori, almeno 2 colonne di erogazione (almeno una erogante prodotti ecocompatibili) e 16 pistole, servizi accessori (lavaggio, gommista, ristoro) e un adeguato numero di parcheggi con area di sosta attrezzata. I lavori dovranno concludersi entro 9 mesi dalla consegna dell’area. «Stiamo facendo il possibile perché Muggia non sia privata di questo servizio: sarebbe importante avere nelle vicinaze del centro storico un distributore e i servizi collegati - conferma l’assessore allo Sviluppo Economico ed Energetico, Edmondo Bussani -, ma la sua realizzazione non dipende da noi, bensì dalla valutazione economica dei costi e benefici da parte della aziende petrolifere».

Critico con i pubblici amministratori il presidente della Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti (Figisc), Roberto Ambrosetti: «Ci si doveva muovere prima, perché adesso ci si trova davanti a una piazza sguarnita, che invita ancora di più gli automobilisti a un esodo verso la Slovenia, senza contare il danno dal punto di vista turistico. Per adesso la stazione di servizio di Aquilinia, abbastanza in linea con i dettami normativi, continua a funzionare: speriamo che non si assista a un "harakiri" anche nei confronti di quell’impianto».

Quella dei due distributori all’ingresso della cittadina era una sospensione dell’attività annunciata secondo quanto disposto della legge regionale 8/2002, che prevede particolari condizioni per gli impianti stradali che i due non soddisfavano. La normativa impone ai Comuni la verifica della compatibilità territoriale e l’eventuale sospensione del servizio, fino all’adeguamento degli impianti che non rispondono alle norme. Da qui, il provvedimento.
Gianfranco Terzoli

martedì 21 luglio 2009

UNA DISCARICA DAVANTI ALLA CHIESA DI AQUILINIA

Queste sono solo alcune delle immagini della discarica che s'è ormai formata attorno ai cassonetti per la raccolta dei rifiuti posti sul marciapiede difronte allo spiazzo davanti alla Chiesa di Aquilinia.

Scatole di cartone decorate, rifiuti d'ogni genere sparsi qua e la, reti metalliche, batterie di motociclette, vasi di vernice ecc. Un vero scempio, un ennesimo esempio di maleducazione di cittadini o estranei che ancora una volta hanno deturpato la zona. L'amministrazione muggesana che fa? Niente come sempre. A segnalarlo potrebbero essere i vigili urbani oppure le ditte incaricate della raccolta delle varie tipologie di rifiuti, ma invece niente, la sporcizia ed il degrado dilaga mentre Nesladek, ed il fido assessore Bussani, che a parole promettono attenzione per le periferie, manco passano da queste parti. Ma vedremo cosa risponderanno all'interrogazione che presenterò.

MARIUCCI VOTA CONTRO ALLE DIRETTIVE SUL PIANO REGOLATORE E SI METTE FUORI DALLA MAGGIORANZA

Fino a ieri a legare il consigliere Andrea Mariucci alla maggioranza, dopo la sua uscita dall'Italia dei Valori, era solo il flebile filo del programma elettorale. Ieri però Mariucci ha scelto di non votare, anzi, di votare contro alle direttive per il Piano Regolatore del Comune che il sindaco Nesladek pensa di poter concludere entro l'aprile del 2011, quando i muggesani torneranno finalmente al voto.

A pagina 4 delle 27 pagine che componevano il Programma Elettorale di Nesladek, infatti, c'è scritto che sarà fatta una "rivisitazione del Piano Regolatore Generale, che tenga conto delle reali aspettative economiche e sociali della popolazione, nonché delle prospettive di integrazione territoriale e socio-economica con tutti i comuni limitrofi" per cui Mariucci, votando contro, ha preso le distanze anche dal programma elettorale che ormai non lo lega più alla "maggioranza".

IN CONSIGLIO ALL'UNANIMITA' LA MOZIONE SULLA GIORNATA MONDIALE DELL'AMBIENTE

Il Consiglio Comunale di Muggia ha approvato all'unanimità nella seduta di ieri la mozione che ho presentato in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente e che ho pubblicato sul mio blog il 17 giugno scorso.
L'amministrazione si è quindi presa l'impegno di avviare quanto prima, in collaborazione con le famiglie, l’iniziativa “un albero per ogni nuovo bambino nato”, individuando a tal fine tra le aree pubbliche o gli spazi verdi comunali i siti adeguati al fine di valorizzare il verde urbano, programmare annualmente la messa a dimora di alberi o cespugli nei giardini e nelle aree verdi comunali al fine di riqualificare gli spazi urbani e periferici e a promuovere in occasione delle prossime Giornate Mondiali dell’Ambiente iniziative di sensibilizzazione dei cittadini.

venerdì 17 luglio 2009

DUE RICORSI AL CAPO DELLO STATO CONTRO IL COMUNE DI MUGGIA E L'AUTORITA' PORTUALE

Dal sito dell'Associazione Impronta Muggia (www.improntamuggia.it)

L'Associazione ha presentato due ricorsi straordinari
al Capo dello Stato contro il Comune di Muggia e contro l'Autorità Portuale


Giovedì 16 Luglio 2009 23:17

L'occasione unica era data dall'essere Muggia e Trieste i Comuni su cui insiste l'Autorità Portuale. L'Autorità Portuale è unica. Come unico è il Piano Regolatore del Porto. Come unico è il Comitato che la governa di cui Muggia fa parte. C'erano tutti i presupposti per almeno provare a fermare l'iter autorizzativo del rigassificatore, che per procedere doveva passare attraverso il parere del Consiglio Comunale di Muggia.
Se il Sindaco di Muggia non avesse vinto la battaglia avrebbe perlomeno dimostrato di voler difendere fino in fondo gli interessi dei propri concittadini. Era una battaglia da farsi, in palio c'era la stima dei muggesani e il diritto a rappresentarli tutti. Il Nostro pusillanime invece, avendo in mano carte vincenti , ha preferito svendere la propria autonomia e le prerogative di Sindaco. Ed è corso dal Presidente dell'Autorità Portuale Boniciolli (proprio una parte terza, non interessata) a farsi spiegare di essere impotente. Un vero eroe. Ma il suo peggio non sta nell'aver costruito per se e per il proprio consiglio comunale questo alibi pilatesco, ma nel condividere Il Piano del Porto nel suo insieme.
La filosofia del Piano è semplice: tette le attività portuali sono trasferite nel Vallone di Muggia, che viene in buona parte interrato (2 milioni di metri quadri). Se mai verrà realizzato il Piano la bora non alzerà più onde schiaffeggiando il mare perché non ci sarà mare davanti a Muggia, ma solo moli fin quasi dentro il Centro Storico. Cambierà anche il nostro clima. E questo al nostro Sindaco piace.

Per opporsi all'interramento del Vallone di Muggia e al rigassificatore l'Associazione ha presentato due ricorsi straordinari al Capo dello Stato contro il Comune di Muggia e contro l'Autorità Portuale.

C'è un significato dietro alla coincidenza ? Se c'è, speriamo che per la nostra comunità porti notizie migliori di quelle di oggi. Nel giorno in cui la stampa da notizia della firma da parte del Ministro Bondi del decreto di VIA al rigassificatore, che fa seguito all'adozione del nuovo Piano Regolatore Portuale - ed arrivare al sì al rigassificatore era il principale (se non l'unico) scopo del PRP - la nostra Associazione ha inoltrato due ricorsi straordinari al Capo dello Stato.

Con il primo ricorso ha impugnato la delibera del consiglio comunale di Muggia del 30 Aprile nella quale sono state adottate le "intese" con l'Autorità Portuale necessarie al via libera del Nuovo Piano Regolatore Portuale.

Con il secondo ricorso ha impugnato l'adozione del Piano da parte della Autorità Portuale avvenuta lo scorso 19 Maggio. Nei due ricorsi si chiede l'annullamento degli atti impugnati per violazione ed errata interpretazione delle leggi che regolano la materia. Le motivazioni giuridiche sono importantissime e per questo i testi integrali dei ricorsi sono sul sito a disposizione di tutti coloro i quali vogliono meglio conoscerne le motivazioni. Ma anche senza dover approfondire l'aspetto legale è possibile capire e giudicare l'aspetto politico della vicenda.

Per comprendere il quale è davvero illuminante la simulazione fotografica dell'impianto usata oggi dal Piccolo al centro della pagina dedicata all'approvazione romana del rigassificatore. Accanto ai due serbatoi non compaiono case di abitazione, c'è solo l'inceneritore e il suo camino e aperta campagna tutt'intorno: è una delle simulazioni fotografiche fatte da Gas Natural (la società che vuole realizzare l'impianto), che ha allo scopo utilizzato planimetrie della Trieste degli anni 30. Lì 70 anni fa non c'era la città. Ma oggi c'è. Non c'è esempio al mondo di un simile impianto progettato in mezzo alle case di abitazione : a Trieste, grazie a trucchi e connivenze come questa, ci sarà.

Quale giudizio trarre di un mondo politico che parla di necessità di garantire la sicurezza e contemporaneamente definisce il rigassificatore, cresciuto su dati falsi, come la "ciliegina sulla torta della città" ? E cosa dire dei politici voltagabbana e finti oppositori? Ne ricordiamo solo due per tutti. Il primo è chi governa la Regione, Tondo. Ricordate la sua campagna elettorale? Chi era al governo regionale ( Illy e il PD) entusiasticamente d'accordo sul rigassificatore; l'opposizione, il candidato Tondo in testa, fermamente contro. Cambiate le maggioranze, il tempo di un giro di valzer e op là, Tondo e il PDL sono ora favorevoli. E per il rigassificatore non è cambiato nulla: in Italia le maggioranze pro tempore sono per definizione favorevoli a qualsiasi proposta che si scriva a sei o più zeri, come fossimo un popolo di straccioni. Il secondo è il nostro Sindaco, Nerio Nesladek, il più finto di tutti.

Sempre presente da due anni a questa parte sul fronte del NO al rigassificatore, quando ha avuto in mano la prima e unica concreta possibilità di opporsi con atti amministrativi del Comune di cui è a capo si è premurato, tremebondo di dispiacere a Boniciolli e ai suoi sodali del PD, di spiegare al proprio consiglio comunale che non avrebbe potuto pronunciarsi su qualcosa che riguardava un ambito territoriale fuori dal proprio comune (il rigassificatore è in territorio triestino). L'occasione unica era data proprio dall'essere Muggia e Trieste i Comuni su cui insiste l'Autorità Portuale. Che è unica. Come unico è il Piano Regolatore. Come unico è il Comitato che la governa di cui Muggia fa parte. C'erano tutti i presupposti per almeno provarci.

Se non avesse vinto la battaglia giuridica avrebbe perlomeno dimostrato di voler difendere fino in fondo gli interessi dei propri concittadini. Era una battaglia da farsi, in palio c'era la stima dei muggesani e il diritto a rappresentarli tutti. Il Nostro pusillanime invece, avendo in mano carte vincenti , ha preferito svendere la propria autonomia e le prerogative di Sindaco. Ed è corso dal Presidente dell'Autorità Portuale Boniciolli (proprio una parte terza, non interessata) a farsi spiegare di essere impotente. Un vero eroe. Ma il suo peggio non sta nell'aver costruito per se e per il proprio consiglio comunale questo alibi pilatesco, ma nel condividere Il Piano del Porto nel suo insieme. La filosofia del Piano è semplice: tutte le attività portuali sono trasferite nel Vallone di Muggia, che viene in buona parte interrato (2 milioni di metri quadri).

Se mai verrà realizzato il Piano la bora non alzerà più onde schiaffeggiando il mare perchè non ci sarà mare davanti a Muggia, ma solo moli fin quasi dentro il Centro Storico, e il canale navigabile percorso da gasiere, petroliere , ro ro e porta container. Cambierà anche il nostro clima. E questo al nostro Sindaco piace. Piace a tal punto che, partecipando riunione del Comitato Portuale in cui si è adottato questo Piano, e avendo ricevuto unanime mandato del proprio consiglio comunale di votare contro a qualsiasi documento che avesse consentito la realizzazione del rigassificatore, ha dichiarato: sono contro il rigassificatore, ma condivido tutti i contenuti del nuovo Piano Regolatore Portuale, e allora.....esco dall'aula.
Non sappiamo se fermeremo gli atti che abbiamo impugnato. Il pronunciamento del Capo dello Stato comunque non cambierà di una virgola il giudizio su quello che è stato comportamento dei nostri rappresentanti.
E Nesladek, la sua Giunta e tutto il consiglio comunale si sono già meritati una targa ricordo da affiggere in cima al nuovo molo VIII “voluto dal Consiglio Comunale di Muggia in data 30 Aprile 2009”.


Commenti

UN PIANO PASTICCIATO CHE DANNEGGIA MUGGIA

I ricorsi che l'Associazione Impronta Muggia ha ritenuto di presentare nascondo in parte da emendamenti che abbiamo presentato e da un serrato dibattito che abbiamo sostenuto in consiglio comunale affinchè sia scongiurata, tra l'altro, la realizzazione del rigassificatore di GNL (autorizzato purtroppo proprio in questi giorni) e del molo 8° che, se si concretizzerà come progettato, trasformerà il golfo di Muggia in un lago e farà arrivare l'ombra dei cavalieri in Piazza Marconi.
Ma Nesladek e la sua sgangherata maggioranza ha voluto avallare il Piano di Bonicciolli così come stava, fregandosene delle ripercussioni per Muggia, fino al punto di chiedere con entusiasmo il mandato al suo Consiglio Comunale di votare contro al Piano in Comitato Portuale (se non veniva modificata la zonizzazione in modo da impedire la realizzazione del rigassificatore) per poi, però, uscire dalla riunione quando si trattava di votare veramente contro, tradendo così il Consiglio Comunale.
Il centro destra compatto, invece, coerente con il programma elettorale pur avendo perplessità sulle dimensioni del molo 8°, sul rigassificatore e sulla viabilità connessa al piano del porto si è astenuto dal voto in consiglio comunale.

Claudio Grizon
Coordinatore e Consigliere Comunale
di Forza Italia a Muggia

domenica 12 luglio 2009

MUGGIA, AVVIO POLEMICO PER IL PIANO REGOLATORE

Da Il Piccolo del 12 luglio 2009

Salta il numero legale in commissione. Botta e risposta fra Grizon e Nesladek


MUGGIA - Salta per mancanza del numero legale la seduta della seconda Commissione consiliare, chiamata a esaminare le linee del nuovo piano regolatore, prima che il documento venga portato all'attenzione del Consiglio il 20 luglio.

Per il consigliere del Pdl, Claudio Grizon, si tratta di un chiaro segnale dei dissapori in seno alla maggioranza che sostiene la giunta Nesladek. Ben diverso il parere del sindaco: «È un fatto scandaloso che l'opposizione non abbia ritenuto di parteciparvi. È la dimostrazione che a questa opposizione non vuole affatto discutere e approfondire gli argomenti che interessano la città».

Di fatto, nella maggioranza un consigliere era assente per malattia, mentre nell'opposizione due erano in ferie. Appena un consigliere del centrosinistra ha abbandonato l'aula, un esponente dell'opposizione ha chiesto la verifica della mancanza del numero legale. La Commissione è stata così riconvocata martedì.

«Il percorso del piano non avrebbe potuto iniziare peggio - commenta Grizon –. Stando alle voci, le direttive sarebbero state preparate dal sindaco e dal Pd, e non concordate con la maggioranza, che si sarebbe riunita solo dopo la distribuzione del documento ai consiglieri».

Secca la replica del sindaco: «Quella del conflitto interno alla maggioranza è una pia illusione di Grizon: la discussione c'è stata, ci sono stati dei confronti e altri ne seguiranno. Non so quali strumenti possa avere a disposizione per conoscere ciò che accade nella maggioranza, ma evidentemente non sono affidabili».

«Per l'ennesima volta - ribatte Grizon - la maggioranza non ha avuto i numeri per garantire il corretto svolgimento di una commissione, e non ha avuto la cortesia di verificare la presenza dell'opposizione che, su un tema così rilevante, avrebbe dovuto essere agevolata».

«E' vero, la commissione era importante e pertanto è ancora più scandaloso che l'opposizione non abbia ritenuto di proseguire i lavori. Anche se mancava il numero legale c'erano i tecnici e gli assessori a disposizione per illustrarne i contenuti a chi ne avesse avuto interesse, che evidentemente non c'era».

Rincara Grizon: «Nesladek, pur sapendo che questo piano non lo porterà a casa, pone nell'agenda della sua maggioranza temi che potrebbero azzopparla ancor di più di quanto non lo sia. Siamo a luglio, poi ci saranno le ferie, a settembre mancheranno 18 mesi alla fine del mandato e l'iter deve ancora partire».

«Mi auguro che anche quella che il Piano non arriverà a conclusione entro i ternini della legislatura sia una previsione di Grizon - conclude Nesladek - perché finora non si sono avverate mai». (g.t.)


LA NOTA

Nesladek si difende negando l'evidenza. Se non aveva i numeri nella Commissione avrebbe potuto e dovuto concordare con l'opposizione una data in cui avremmo potuto garantire la nostra presenza. Ma l'arroganza di Nesladek lo acceca e non ha l'umiltà di trovare un rapporto sereno con l'opposizione.

Se i cardini del Piano Regolatore saranno quelli che abbiamo visto e brevemente commentato, e che il Piccolo ha ritenuto di non far citare nell'articolo, il Piano, caro Nesladek, non sarà davvero una passeggiata e di strumenti ne abbiamo diversi.

venerdì 10 luglio 2009

DIRETTIVE SUL PIANO REGOLATORE, SALTA LA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE PER MANCANZA DEL NUMERO LEGALE


SALTA LA COMMISSIONE

Non avrebbe potuto iniziare peggio il percorso che dovrebbe portare alla stesura del nuovo piano regolatore del Comune di Muggia. Il 6 luglio scorso gli uffici comunali hanno inviato a tutti i consiglieri le direttive per il nuovo Piano che oggi avrebbero dovuto esser illustrate da parte del sindaconel corso della seduta della seconda Commissione consiliare.

Le voci circolanti in questi giorni a Muggia fanno intendere che le direttive sarebbero state preparate dal sindaco e dal Pd e che parte della "maggioranza" sarebbe stata presa alla sprovvista in quanto non sarebbero state preventivamente concordate collegialmente. Infatti, la "maggioranza", o quello che ne rimane, si sarebbe riunita solo dopo la loro distribuzione a tutti i consiglieri.

Comunque sia oggi la Commissione, convocata per le ore 11, ha iniziato i lavori appena verso le 11.40 per mancanza del numero legale. Della Commissione fanno parte per il centro sinistra il presidente Savron, Veronese, Tull, Tomini (assente) e Mariucci e per l'opposizione di centrodestra Dennis Tarlao, Gretti (in ferie) e Santoro (in ferie).

Pertanto appena il consigliere Mariucci ha abbandonato la seduta la maggioranza ha percepito il problema della mancanza del numero legale e l'amico Dennis Tarlao ne ha chiesto formalmente la verifica al vice segretario Carbone il quale ha dovuto prendere atto che non c'era. Quindi tutti a casa e nuova Commissione martedì 14 luglio e poi in consiglio il 20.

LA SITUAZIONE POLITICA
Il dato politico è che per l'ennesima volta la maggioranza non ha avuto i numeri per garantire il corretto svolgimento di una Commissione per la quale, per altro, non ha avuto ne l'accortezza ne la cortesia di verificare, seppur informalmente, la presenza dell'opposizione che su un tema rilevante come questo avrebbe dovuto essere agevolata.

Nesladek tratta la sua "maggioranza" da padre e padrone senza alcun rispetto o considerazione. Lo stesso assessore verde Leiter presente in commissione sarebbe stato all'oscuro della consegna delle direttive a tutti i consiglieri. Anche lui le ha ricevute via e-mail come tutti noi.

BREVI COMMENTI ALLE DIRETTIVE
Ma veniamo brevemente a queste direttive di Nesladek: retorica intrisa di livore per chi ha governato prima di lui, propaganda ambientalista venata dal suo solito populismo alla "mujesana maniera", proclami fatti dei soliti slogan ambientalisti e delle solite frasi fatte care alla sinistra ("sviluppo sostenibile", "massiccia edificazione degli ultimi decenni", "territorio aggredito", "bisogno di discontinuità", "partecipazione proattiva", ecc. ), tanti no o ni, tante piste ciclabili, parchi, boschi, soluzioni improbabili all'attraversamento del centro storico, una sfrenata corsa a rendere pubblico ogni centimetro della costa, tanta partecipazione dei cittadini e tanta "Agenda 21" (fino ad oggi almeno 200 mila euro) a spese dei contribuenti.

A parte la filosofia dominante della "restituzione del territorio ai cittadini", la condivisibile contrarietà ad una Muggia città dormitorio ed alla solita utopia verde-ambientalista che anela alla "città per l'uomo e non l'uomo per la città", dalle direttive non emerge una visione chiara di come dovrebbe essere Muggia fra 20 - 25 anni (che dovrebbe essere il periodo indicativo di durato del Piano).

Non c'è un'idea sulla sostenibilità o compatibilità economica degli indirizzi rispetto alle capacità economico-finanziarie del Comune, non si evince a quale numero di abitanti dovrebbe attestarsi la popolazione di Muggia, non ci sono proposte concrete sullo sviluppo economico e turistico in quanto si ritiene che il turismo dovrebbe essere sostenuto dagli agriturismi, dalle piste ciclabili e dai parchi, mentre lo sviluppo economico dovrebbe essere quello ispirato dal recente Piano del Porto.

Insomma devo dire proprio "poveri noi". Nesladek, pur sapendo che questo piano non lo porterà a casa (anche se ci spiegherà che riuscirà a farlo, magari entro i primi mesi del 2011, dimenticando che si vota ad aprile e che negli ultimi 40 giorni si blocca l'attività amministrativa), pone nell'agenda della sua "maggioranza" temi che potrebbero azzopparla oncor di più di quanto non lo sia già sperando anche di tracciare fin d'ora i temi su cui dovrebbe vertere la campagna elettorale del 2011.

Siamo a luglio, poi ci saranno le ferie, e da settembre mancheranno 18 mesi alla fine del 2010, 17 se togliamo il mese di ferie d'agosto. Se si vota ai primi di aprile a fine febbraio 2011 si fermerà l'attività amministrativa, per cui se reggerà ha davanti a se 19 mesi di governo. L'iter del piano deve ancora partire, è lungo e non sarà certamente una passeggiata.

IL COMUNE DI MUGGIA SPERPERA 18.500 EURO - SECONDA PUNTATA


Da il sito dell'Associazione "Impronta Muggia" - http://www.improntamuggia.it/

Giovedì 09 Luglio 2009
Nella prima puntata scrivevamo che l'assessore del Comune di Muggia Edmondo Bussani è un caso unico: quando prende una decisione sbagliata puoi star sicuro che non la rivedrà mai. Ovviamente siamo stati facili profeti, ma la cosa non ci fa alcun piacere.

Cosa è successo? Alla nostra denuncia di sperperare il nostro denaro è seguita una interrogazione da parte di un consigliere comunale e anche un articolo sul quotidiano locale. E nello stesso articolo, la replica di Bussani : «Nessun doppione: il contratto con Italspurghi scadrà a febbraio, mentre l'altro proseguirà per tutto l'anno, assicurando continuità all'azione informativa."

A parte l'ineleganza di parlare della scadenza del contratto Italspurghi come se fosse un'esperienza finita e da non ripetere, dimenticando che è stato grazie a questa società che nell'estate 2008 i muggesani non hanno quasi avvertito che il precedente appaltatore dei servizio rifiuti,società Ecoverde, ci aveva mollato: avrebbe potuto essere un'estate tragica, con i rifiuti in strada, e non è successo quasi nulla. O dimenticando che oggi non ci sono disservizi. Ma tant'è.
Per provare a seguire i contorti ragionamenti (?) del Nostro riassumiamo la vicenda. Il 26 Maggio il nostro Comune da inizio ad una frettolosa procedura - 7 giorni di tempo per segnalarsi, una decina per presentare il progetto - per un incarico di durata 240 gg. solari consecutivi dal momento della stipula del contratto per" lo svolgimento di una campagna di comunicazione e di sensibilizzazione finalizzata alla riduzione della produzione dei rifiuti ". Importo 18.500 Euro (soldi nostri!!!!!!).

La gara si chiude a fine Giugno; se il contratto fosse stato sottoscritto il 1°Luglio (come possibile) l'incarico - 240 gg., pari a 8 mesi - avrebbe durata fino a Febbraio 2010. Per tutto questo periodo è l'Italspurghi sotto contratto per l'asporto rifiuti ed anche, come vi abbiamo fatto vedere nel post precedente, per tutte le attività che Bussani intende assegnare ad un altro soggetto, pagando quindi due volte lo stesso servizio.

La replica di Bussani quindi non spiega nulla, anzi. Se c'è una logica forse c'è di peggio. Che magari scopriremo quando conosceremo il nome del vincitore.Per adesso sappiamo che Bussani ci racconta frottole : se il progetto serviva nel più breve tempo possibile, e la cosa spiegherebbe la fretta e i tempi ristretti del bando, si ricade nel periodo Luglio 2009- Febbraio 2010 dove vige il contratto con l'Italspurghi, e si finisce con pagare due volte la stessa attività; se il progetto serve da Febbraio 2010 in poi, dopo la scadenza dell'attuale contratto, allora perchè imbastire una gara con tanta fretta?

Magari anche il prossimo bando per i rifiuti prevederà l'informazione sulla raccolta a carico della ditta vincitrice, e allora? E 18.500 Euro sono tanti. Con questo importo, per esempio, rimanendo nel campo dei rifiuti, si potrebbe regalare per 6 mesi a tutti i lattanti del Comune i pannolini del tipo riusabile; oppure, andando al campo sportivo, si potrebbe dare un contributo straordinario all'Interclub, che ha appena portato per l'ennesima volta il nome di Muggia ad una finale nazionale giovanile, sobbarcandosi le pesantissime spese della demenziale scelta del luogo (Sardegna); oppure, andando all'istruzione, si potrebbe contribuire alle spese di trasporto dei nostri alunni. Sono solo esempi: chi più ne ha più ne metta.

Qualcuno dovrebbe fermare Bussani: se al mattino, uscendo di casa, andasse al suo campicello anzichè in Comune, ne guadagneremmo tutti. Intanto va così: e l'assessore al Bilancio, il Verde Leiter, che pure nella vita privata è uno stimato commercialista, e che quindi dovrebbe facilmente capire cosa sta succedendo non vede, non sente, non parla. Tanto i soldi sono nostri.


LA NOTA

Che dire? L'avevamo detto ma non serve a nulla. I soldi si spenderanno comunque, con buona pace di tutti i muggesani che si vedranno riempire le cassette della posta di depliant informativi (?) magari con stampate sopra le faccie di Nesladek e Bussani che sorridono sornioni.

A che serviranno i depliant? Di sicuro ad alimentare i volumi della carta nei cassonetti, speriamo quelli dedicati proprio alla carta, forse anche a sensibilizzare i cittadini ma, dopo l'esperienza di 3 anni e 3 mesi di amministrazione dalla giunta Nesladek, ci aspettiamo solo propaganda.

Hanno promesso talmente tante cose da far in modo che pochi ormai credono nelle loro baggianate.

Il fatto è che manca un vero progetto sulla gestione dei rifiuti e sulla loro differenziazione prima dello smaltimento. Tante idee ben confuse. Si vedrà.... intanto partirà la comunicazione..... ma su che cosa???

Però, come dice Bussani, a febbraio scade il contratto con Italspurghi e poi nessuno sa quale sarà l'interlocutore del Comune che gestirà la raccolta. Per investire e avere risultati su questi temi servono idee chiare e continuità nella gestione. Ma forse Bussani, in nostro salfe-made man, non l'ha ancora capito.

martedì 7 luglio 2009

PIATTAFORME BALNEARI, POLEMICA SUI COSTI

MUGGIA: BOTTA E RISPOSTA FRA GRIZON (PDL) E IL SINDACO

MUGGIA Sono ritornate nelle acque di Muggia le due zattere azzurre posizionate negli anni scorsi, una all'altezza del molo a T e l'altra sul lungomare Venezia, dove hanno ripreso servizio anche i bagnini della cooperativa che curano la sorveglianza e sono state delimitate le superfici di balneazione assistita. Ma accanto al plauso dei ragazzi, assidui frequentatori delle piattaforme, arrivano anche le critiche su presunti ritardi nell'installazione e sulle spese sostenute per il montaggio.
Da sabato scorso le due caratteristiche strutture in plastica sono montate, come all'inizio di ogni stagione balneare dal 2004 a oggi. Il consigliere Claudio Grizon (Pdl) parla però di «spese importanti, considerato che i cittadini potranno usufruirne solo per due mesi, mentre all'epoca del sindaco Gasperini le zattere venivano collocate appena chiuse le scuole, per poter garantire un periodo di fruizione il più lungo possibile, essendo la stagione balneare cominciata già a maggio. Nel dettaglio – prosegue – 14.880 euro servono per l'affidamento del servizio di montaggio, ancoraggio, smontaggio e stoccaggio delle strutture, 2.400 per il servizio di noleggio, posa e rimozione delle delimitazioni marine e delle strutture galleggianti, e altri 21.797 euro per la sorveglianza e l’assistenza ai bagnanti».
«Non è vero - taglia corto il sindaco, Nerio Nesladek –. Come tempi di montaggio siamo perfettamente nella media, forse potrebbero esserci ascritti cinque giorni di ritardo rispetto alla data del 15 giugno, in cui avevamo aperto gli anni scorsi, ritardo dovuto al maltempo, che se ha impedito la collocazione delle zattere sicuramente non avrebbe reso possibile neanche la balneazione. Anche le spese sono nella media: vanno considerati i normali aumenti intervenuti rispetto a cinque anni fa. Sono contento - conclude - che in questa cittadina l'opposizione non abbia altri motivi di segnalazioni». (g.t.)

LA NOTA

I fatti sono sotto gli occhi di tutti: il Comune ha fatto installare le zattere in ritardo, stavano finendo i lavori sabato 27 giugno sotto la pioggia quando le scuole erano finite entro il 10 giugno. Viste le spese che il Comune deve sopportare per rendere fruibili le zattere Nesladek & Co. avrebbero potuto certamente darsi da fare prima!!!

lunedì 6 luglio 2009

PULLMAN GRAN TURISMO IN DIVIETO SU DARSELLA SAN BARTOLOMEO

Oggetto: interrogazione, con richiesta di risposta scritta e in aula, in merito alla probabile violazione del divieto d’accesso ai mezzi con massa superiore alle 12 tonnellate da parte dei pullman gran turismo su Darsella San Bartolomeo.



CONSIDERATO che mi sono pervenute segnalazioni corredate da documentazione fotografica in merito a probabili violazioni del divieto d’accesso da parte di uno o più pullman gran turismo (12,00 metri di lunghezza 14,1 tonnellate di peso tara e portata totale di 17 tonnellate) che sono stati visti salire Darsella San Bartolomeo fin davanti all’Agriturismo Scheriani, incuranti della segnaletica verticale (vedi Foto 1) posta all’inizio della strada, ove si evidenzia il divieto d’accesso ai mezzi con massa superiore alle 12,00 tonnellate (a suo tempo anche la Trieste Trasporti non ha permesso il passaggio dei suoi autobus causa forte pendenza e larghezza della carreggiata limitata);


PRESO ATTO che una volta scaricati i passeggeri davanti l’Azienda agrituristica l’autista impegna 400 metri di strada in retromarcia senza nessun aiuto da terra che segua la manovra, mettendo a rischio la viabilità e l’incolumità degli automobilisti, vista anche la presenza di curve cieche;


CONSTATATO che il/i pullman vengono successivamente posteggiati, con evidente ingombro (vedi Foto 2 e 3), in divieto di sosta davanti ai cassonetti per la raccolta differenziata, del verde e dell’umido mettendo in difficoltà gli automobilisti che vogliono inserirsi sulla strada provinciale scendendo da via Darsella di San Bartolomeo creando disagio ai residenti oltre che per il traffico anche nel conferimento dei rifiuti;

EVIDENZIATO che i fatti sopra riportati e documentati nelle immagini dell’allegato 1 si riferiscono al giorno 4 luglio u.s. e che questa situazione si ripete spesso durante la settimana;


INTERROGO IL SINDACO E LA GIUNTA


per sapere se:

· il sindaco e la giunta sono informati dei fatti accaduti e sopra evidenziati;

· se i Vigili Urbani sono informati dei fatti sopra citati, se intendono sanzionare i responsabili o se intendono farlo;

· quali iniziative intende promuovere l’Amministrazione per prevenire i fatti evidenziati al fine di far rispettare la legge e garantire la sicurezza degli automobilisti che transitano in loco.


Trieste, 6 luglio 2009



Claudio Grizon

Consigliere Comunale di Forza Italia

Gruppo di Forza Italia

domenica 5 luglio 2009

RIFIUTI, I VERDI ATTACCANO BUSSANI

Da Il Piccolo del 5 luglio 2009


Attacco dall'interno della maggioranza alla strategia dell'amministrazione sui rifiuti. I Verdi lamentano come «per il confronto su questioni che riguardano sia l'impiego di risorse che le scelte per migliorare il nostro stile di vita e quello delle future generazioni» sia diventata consuetudine per l'assessore all'Ambiente, Edmondo Bussani, «privilegiare la passerella dell'assemblea pubblica piuttosto che il confronto con i partiti che sostengono la maggioranza».

Entro l'anno verrà avviata dal Comune - e sviluppata per mezzo di affissioni, opuscoli e incontri anche nei quartieri - una campagna di comunicazione che prevede iniziative di coinvolgimento dei cittadini e sondaggi per valutare conoscenza del servizio e gradimento. Comprenderà concorsi, laboratori e incontri nelle scuole.

E proprio contro i costi di questa campagna si rivolgono gli strali del consigliere forzista Claudio Grizon. «La spesa di 18.500 euro per la comunicazione la sensibilizzazione volta a ridurre la produzione di rifiuti - afferma - è uno spreco di denaro pubblico, in quanto un doppione di quanto già previsto per contratto con Italspurghi (affidataria del servizio di raccolta)».

«L'amministrazione - chiede ancora Grizon - sa che Italspurghi nel capitolato si impegnava a mettere a disposizione uno Sportello ecologico e a predisporre un programma didattico?».
La replica di Bussani non si fa attendere. «Nessun doppione: il contratto con Italspurghi scadrà a febbraio, mentre l'altro proseguirà per tutto l'anno, assicurando continuità all'azione informativa. Suggerisco a Grizon di rivedersi la delibera».

E i Verdi rincarano la dose: «Le strategie non sono nè sufficienti nè adeguate per un Comune che dovrebbe avere come priorità la lotta all'inquinamento». La soluzione risiederebbe «nella raccolta differenziata spinta. Il progetto di Muggia si basa invece su una semplice campagna, che oltre a incidere sulle casse non avrà alcuna possibilità di raggiungere entro il 2012 la quota del 65% di differenziata previsto per legge».

«Stiamo facendo il possibile - replica Bussani - come tutti i Comuni, molti dei quali partiti ben prima di noi. La raccolta porta a porta è stata interrotta per la rescissione del contratto con la precedente ditta e ripresa con gradualità, ritenendo che introdurre di punto in bianco rivoluzioni nelle abitudini dei cittadini sia un'utopia».
Quanto al confronto politico, «sono stato sempre disponibile quando mi è stato chiesto - precisa l'assessore - altrimenti le strategie vengono discusse e sviluppate in giunta, in coerenza con le linee programmatiche. E le linee seguite sono quella approvate dal consiglio comunale». (g.t.)


LA NOTA

Per capire che il Comune spreca soldi basta che il diligente Bussani si riguardi lui le carte e capirà come stanno le cose. Non risulta che, ad oggi, Italspurghi abbia promosso le iniziative di informazione per i cittadini sul tema dei rifiuti e della raccolta differenziata che sono scritte sul contratto ed è curioso che l'amministrazione e gli uffici comunali non se ne siano accorti.
Quindi visto che sono arrivate al Comune risorse per una campagna informativa si duplicano le spese per una campagna che probabilmente ad oggi non è stata pianificata con Italspurghi.
I Verdi pur avendo un assessore di peso in giunta, Omero Leiter, sono costretti a denunciare sulla stampa le inefficenze di Bussani mentre il loro assessore tace perchè troppo preoccupato a conservarsi la "carrega".
Ma le lamentele dei Verdi sembrano le lacrime del coccodrillo perchè, alcuni giorni fa in consiglio, sulla mozione di sfiducia a Nesladek (e di fatto alla sua giunta), avrebbero potuto far manifestare a Leiter il loro dissenso per la politica ambientale del primo cittadino facendo votare la mozione di sfiducia. Ma invece sembra ormai evidente che i Verdi e Leiter viaggiano su binari separati.