sabato 29 agosto 2009

ACCORPATE "47" E "49", GLI UTENTI PROTESTANO

Da Il Piccolo del 29 agosto 2009 - Pag. 18

DIFFICOLTÀ PER I RESIDENTI DI AQUILINIA, BELPOGGIO E NOGHERE

TriesteTrasporti: «Vignano ripristinata a breve».
Provincia: «Allo studio nuove fermate»


MUGGIA «Orari non rispettati, modifiche del percorso, mancanza di fermate e pensilline: l'accorpamento delle linee 47 e 49 provoca numerosi disagi ai residenti, soprattutto delle zone più periferiche: Aquilinia, Belpoggio e Noghere». Lo sostengono gli utenti, in gran parte anziani e senza mezzi di trasporto alternativi, che lamentano di dover percorrere lunghi tratti a piedi, sotto il sole, con pesanti borse della spesa e su strade prive di marciapiede. Della loro protesta si fa portavoce il capogruppo in Provincia e consigliere comunale muggesano di Forza Italia, Claudio Grizon, che annuncia due interrogazioni, alla presidente della Provincia e al sindaco di Muggia "affinché gli amministratori si assumano le proprie responsabilità".

«Ho 75 anni e la situazione è insostenibile» spiega una delle signore che giornalmente devono percorrere un lungo tratto per prendere il bus. «Solo vicino a casa mia siamo in sei, tutte della mia età. Prima le corse da Muggia arrivavano fino ai Laghetti; adesso il bus passata la rotonda delle Noghere non si ferma fino a Domio. Così per tornare a casa devo fare a piedi un lungo pezzo fino a via delle Saline dove ferma la 20». Da parte di Trieste Trasporti arrivano tranquillizzazioni: la fermata di Vignano dovrebbe essere ripristinata a breve. All'azienda riferiscono di essersi già attivati e contano che ciò avvenga al più presto, in accordo con la Provincia. Questione di settimane, entro l'entrata in vigore dell'orario invernale, anche se la sopressione non sarebbe legata all'accorpamento delle linee.

Pronta anche la replica dell'amministrazione provinciale, che precisa come quella delle fermate sia una delle priorità di palazzo Galatti. «Recentemente - riferisce la presidente, Maria Teresa Bassa Poropat - è stato costituito un gruppo di lavoro tra i tecnici di Provincia, Trieste Trasporti e Comune di Muggia per studiare e risolvere i problemi inerenti le fermate, i percorsi e la viabilità della zona».

Le richieste riferite da Grizon sono il rispetto degli orari, il ripristino della fermata all'ex capolinea della 47 a Belpoggio o, in alternativa, di una in direzione Muggia dinanzi al Garden Center. «Ho l'impressione - conclude - che le modifiche abbiano risposto solo ai bisogni di risparmio chilometrico di Provincia e Trieste Trasporti, non certo a quelli dei residenti».

«La rivisitazione sperimentale delle linee 47, 49, 49/ - ribatte Poropat - ha portato a un miglioramento complessivo del servizio da e per la zona delle Noghere e di Monte S. Giovanni». Un soprallugo dei tecnici avrebbe comunque rivelato che nuove fermate, non ultima quella davanti al Freetime, siano indispensabili. I tempi però non saranno immediati, perché prima sarà necessario acquisire alcune aree con relativi espropri. Infine, si dovrà rivedere l'intera viabilità, con relativi sensi di marcia, della zona.
Gianfranco Terzoli

(nella foto in alto l'area dove si dovrebbe realizzare una fermata in alternativa a quella dell'ex capolinea di Vignano)

martedì 25 agosto 2009

PROTESTE PER L’ACCORPAMENTO DELLA PROVINCIA TRA LE LINEE 47 E 49

Grizon (F.I.): disservizi per gli anziani, mancano fermate e gazebo

La Provincia risparmia sulle linee 47 e 49, ridimensionando il trasporto pubblico in periferia la dove è più indispensabile, specie per gli anziani. Ad affermarlo è Claudio Grizon, capo gruppo di Forza Italia a palazzo Galatti, reduce da alcuni incontri con i cittadini e da un sopraluogo alle fermate dei bus della zona industriale delle Noghere.
“Da settimane ormai – racconta il forzista Grizon - raccolgo segnalazioni sui disservizi conseguenti alle modifiche sperimentali apportate dalla Provincia, con la complicità di Trieste Trasporti, che ha portato all’accorpamento delle linee 47 e 49”.
“E’ giunta l’ora – sostiene il forzista Grizon - che si rendano conto che non si può risparmiare sulle linee di periferia senza garantire un servizio idoneo alle esigenze della popolazione in quanto, quello gestito da Trieste Trasporti, è un servizio sociale finanziato dall’amministrazione regionale”.
Orari non rispettati, modifiche del percorso, mancanza di fermate, un accorpamento tra le linee 47 e 49 non funzionale e la mancanza di gazebo alle fermate principali: sono queste le più significative lamentele che Grizon, anche nella veste di consigliere comunale di Muggia, ha raccolto e inserito in due interrogazioni inviale alla Presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat e al sindaco Nerio Nesladek, “affinché gli amministratori responsabili della situazione – sottolinea Grizon - si assumano le proprie responsabilità sui disservizi arrecati”.
Ma veniamo alle richieste che il consigliere, a nome dei cittadini interessati che si sono rivolti invano anche ai centralino di Trieste Trasporti, sottopone alla Provincia ed al Comune di Muggia.
“Innanzitutto si rispettino gli orari – spiega Grizon – a costo di rivederli o di far attendere l’autobus e si ripristini la fermata all’ex capolinea della 47 a Belpoggio o, in alternativa, se ne istituisca una in direzione Muggia dinanzi al Garden Center”.
“Attualmente, infatti, le persone che devono raggiungere le località Belpoggio o Rabuiese devono scendere alla fermata su via Caduti del Lavoro e percorrere un lungo tratto dell’ex statale, ora provinciale, priva di marciapiede”.
“Poi – aggiunge Grizon – andrebbero posati alcuni gazebo sia all’ex capolinea di Belpoggio che su strada delle Saline e sostituite quelle tabelle invisibili alle fermate dei bus”.
“Mi hanno cercato e fermato in particolare persone anziane – conclude Grizon – che degli autobus hanno un bisogno quasi quotidiano essendo quelle zone periferiche e prive di servizi. Ho l’impressione che le modifiche fatte forse hanno risposto solo ai bisogni di risparmio di chilometri della Provincia e Trieste Trasporti non certo a quelli della gente di Aquilinia e di Belpoggio”.
(Nella foto la fermata dell'ex capolinea della linea 47 dismessa a Belpoggio)

"IL COMUNE CI HA LASCIATO SENZA AIUTI"

Da Il Piccolo del 25 agosto 2009

LA FAMIGLIA COLPITA A MARZO DALLA FRANA SULLA STRADA PER LAZZARETTO
Querelle con l’amministrazione sul conto dell’albergo e su una perizia geologica


MUGGIA «Ci sentiamo abbandonati». A parlare è la famiglia Codagnone, vittima della frana del 29 marzo scorso sulla strada per Lazzaretto, che ritiene di essere stata lasciata senza aiuto dal Comune di Muggia, il quale non avrebbe onorato la fattura dei pernottamenti in albergo, dove la famiglia ha trascorso diverso tempo in seguito all'inabitabilità della propria abitazione (120 notti in hotel, per un totale di 9mila euro). Ma soprattutto, sempre secondo la famiglia, esisterebbe il rischio di un nuovo smottamento, alla prima precipitazione di maggiore intensità.

Di tutt'altro avviso l'amministrazione comunale. «Nessuno è stato abbandonato - ribattono gli amministratori - e tutti gli interventi sono stati tempestivi».

La denuncia della situazione arriva dal consigliere comunale di Forza Italia Claudio Grizon, che si fa portavoce dei coniugi e annuncia un'interrogazione al sindaco. Il forzista intenderebbe anche allertare la Protezione civile, ritenendo insufficiente come garanzia la presa d'atto dell’avvenuta messa in sicurezza del fondo. Sarebbe stata emessa dagli uffici comunali, a quanto riferisce, solo a una perizia di parte.

Nessun documento del Comune, da quanto si apprende invece in Municipio, avvallerebbe gli esiti di quella perizia: prima di qualsiasi azione si attenderebbero infatti i risultati della perizia del geologo nominato dal tribunale, che dovrebbe essere depositata a giorni.

«A seguito della frana – riferisce Grizon – sull'abitazione era arrivato un mare di fango: una valanga di oltre un metro e mezzo, che invase il cortile entrando in casa e ammassandosi sul lato esterno dell'abitazione. La Protezione civile era immediatamente intervenuta, e anche il sindaco si era recato subito sul posto impegnandosi per trovare una sistemazione temporanea alla famiglia presso un albergo cittadino».

«Ora però - lamenta Grizon - si scopre che la fattura sarebbe a carico della famiglia, in quanto il Comune non avrebbe formalizzato la commissione». E a oggi risulterebbe inevasa. «Un atto del Comune inviato ai proprietari del fondo attiguo a quello dei Codagnone - riferisce ancora Grizon - li invitava a provvedere alla messa in sicurezza. Una lettera del geologo di parte attestava che la situazione di emergenza era stata sanata. Il 9 giugno il Comune - afferma ancora Grizon - prendeva atto del superamento dell'emergenza». Ma secondo la famiglia e i suoi tecnici non sarebbe così.

Il sindaco, Nerio Nesladek, rigetta l'accusa. «Ci spiace per quanto accaduto ai concittadini, ma il compito del Comune è di intervenire e tamponare l'emergenza. Penso di poter affermare che questo obbligo sia stato pienemente assolto, tanto che immediatamente ci siamo prodigati per trovare una sistemazione temporanea agli occupanti della casa risultata inabitabile. La sera stessa abbiamo reperito una stanza in un albergo cittadino. Il nostro intervento si è esaurito quando è venuta meno l'emergenza».

Grizon però non ci sta: «L'amministrazione potrebbepagare, con riserva di rivalsa su chi eventualmente dovessere essere identificato come responsabile. I proprietari non hanno risorse finanziarie sufficienti. I danni sarebbero ingentissimi; si parla di oltre 100mila euro, tra spese di pulizia e costi di ripitturazione e ripristino».
Gianfranco Terzoli

mercoledì 19 agosto 2009

GRIZON: SERVONO DUE CORSIE SU VIA FLAVIA DI AQUILINIA - NESLADEK: MANCANO I DATI

Da Il Piccolo del 19 agosto 2009 - Pag. 19

MUGGIA - Il ripristino delle due corsie di scorrimento su via Flavia di Aquilinia e del doppio senso di marcia da Aquilinia verso Muggia (lungo via di Trieste, fino all'incrocio con via Flavia di Stramare, e poi in discesa fino all'incrocio con la Strada delle Saline). Lo richiedono con un' interrogazione i consiglieri comunali di Forza Italia Claudio Grizon e Viviana Carboni, che fanno notare come, «in seguito alla realizzazione della Lacotisce - Rabuiese e all’l'apertura completa della Grande viabilità siano venute meno le ragioni straordinarie conseguenti all'elevato impatto del traffico locale, transfrontaliero e pesante che, circa tre lustri fa, avevano costretto il Comune di Muggia e altri 13 enti ad autorizzare sensibili modifiche alla viabilità ad Aquilinia, nella zona industriale delle Noghere e verso il valico di Rabuiese».

«A che punto è pertanto - si chiedono - l'ipotesi di ripristino in via sperimentale del doppio senso di marcia, tanto sulla strada costiera che collega Trieste a Muggia via Aquilinia - in attesa della realizzazione del bypass - quanto nel tratto della statale al termine della galleria, in direzione Rabuiese, verso il centro Freetime, ripristino ventilato dall'assessore alle Infrastrutture Edmondo Bussani? Il doppio senso di marcia, come affermato dallo stesso assessore, dovrebbe essere attuato in via sperimentale - per poi decidere in via definitiva in base al risultato - al termine di un periodo di osservazione del traffico dopo l'apertura della bretella».

Periodo che peraltro sembra non essersi ancora concluso. «L'idea rimane - conferma infatti il sindaco Nerio Nesladek - ma potremo ragionarci sopra solo quando saremo in possesso di tutti glielementi per una completa valutazione. Ogni nostra azione - puntualizza il primo cittadino - viene attuata in base a studi specifici e sulla scorta di dati precisi e non improvvisata. Questa possibilità pertanto continua a essere perseguita, ma - frena Nesladek - non abbiamo ancora tutti i dati necessari. Del resto non è nemmeno trascorsa la prima estate e non è passato il periodo del controesodo di Ferragosto. Solo poi, in base all'esperienza, valuteremo attentamente il da farsi».

L'ipotesi a cui si riferiscono i due consiglieri azzurri dovrebbe comportare il ripristino di doppi sensi di marcia al posto degli attuali sensi unici, a cominciare dalla riapertura in entrambe le direzioni della statale verso Rabuiese e della strada costiera che da Trieste conduce a Muggia attraverso l'abitato di Aquilinia.

Riguardo «al ripristino di due corsie di scorrimento su via Flavia di Aquilinia nel centro abitato di Zaule (una per senso di marcia) e il ripristino del doppio senso di marcia da Aquilinia lungo via di Trieste fino all'incrocio con via Flavia di Stramare e poi in discesa fino all'incrocio con la Strada delle Saline», Grizon e la Carboni interrogano quindi sindaco e giunta per sapere «nell'attesa che l'amministrazione comunale completi i suoi studi e individui modalità, tempi e risorse per attuare le modifiche viarie e realizzare le opere stradali necessarie, se sono consapevoli della fattibilità dei due interventi e del gradimento da parte dei cittadini; se condividono tali priorità, se intendono attuare i due interventi o hanno già attivato iniziative concrete per poter avviare in tempi brevi le due modifiche viarie, a che punto si trova l'iter tecnico del bypass di Aquilinia e quali sono le risorse certe già a disposizione del Comune per la realizzazione di tale opera».
Gianfranco Terzoli

lunedì 17 agosto 2009

"BASSIFONDI NEWYORKESI DIETRO LA FERMATA DEL TRAM DI OPICINA"

Da Il Piccolo del 17 agosto 2009 - Pag.13

L’INTERVENTO

Odore acre e nauseabondo e striature scure d’urina, spatolature e decori arabescati di deiezioni canine sui marciapiedi, immondizia d’ogni genere, bottiglie rotte, gomme da masticare appiccicate sulle pietre di masegno e scritte d’ogni tipo frutto delle alcoliche ispirazioni di writers improvvisati sulle panche di marmo bianco, creano nella recentemente rinnovata piazzetta, dietro al capolinea del tram per Opicina, un’atmosfera molto più simile a quella dei bassifondi newyorchesi che a quella che era e dovrebbe essere una simpatica piazzetta, crocevia di turisti, giovani, commesse e impiegati, assicuratori e bancari che quella zona la vivono quotidianamente.

Analoga situazione la si può da tempo comunque riscontrare nelle vie circostanti, senza che nessuno se ne sia mai occupato in modo serio, dove solo la pioggia riesce a ridurre l’impatto per i passanti.

Purtroppo l’apprezzato lavoro di recupero e di valorizzazione della piazzetta, curato poco più di un anno fa dall’amministrazione Dipiazza, è stato da tempo sfregiato e rovinato da balordi d’ogni tipo, giovani alternativi maleducati e punk-a-bestia.

Quando la stagione o il clima lo consentono, nella piazzetta - su cui s’affacciano bar, giornalai, un albergo e una panetteria, e che è circondata da palazzi con uffici d’ogni tipo, un supermercato, ristoranti, ecc. - bivaccano giovinastri, ubriachi, extracomunitari e balordi che, in vario modo, hanno contribuito a deturpare quella che dovrebbe essere uno dei luoghi più caratteristici della città.

La saltuaria presenza delle forze dell’ordine e dei vigili urbani, tesa a prevenire il degrado cittadino, a confortare i gestori delle attività della zona e a dare, almeno in certi momenti, ai passanti la sensazione di sicurezza spesso incerta, è stata certamente utile e gradita, ma purtroppo non sufficiente a interrompere questo scempio.

Ebbene, mi rivolgo al sindaco Roberto Dipiazza e alla sua amministrazione che tanto si sono spesi in questi anni per il recupero di piazze e angoli caratteristici di Trieste, affinché intervengano, di concerto con le autorità competenti, al fine di restituire, ancora una volta, questo luogo ai cittadini.

È indispensabile una pulizia straordinaria della piazzetta e del circondario, sanzionare anche severamente, laddove possibile, chi imbratta il suolo pubblico e programmare una presenza delle forze dell'ordine che faccia rivivere quest’angolo caratteristico della città, punto di partenza e d’arrivo dell’amato e famoso tram di Opicina.

Claudio Grizon
consigliere provinciale
consigliere comunale di Muggia

E' SCOMPARSO LUCIANO SAVINO

Da Il Piccolo del 17 agosto 2009

"Luciano Savino, notissimo commercialista triestino, per più di 20 anni presidente nazionale della Cassa nazionale previdenziale dei ragionieri e a cavallo del 2000 anche assessore al Bilancio della Provincia sotto la presidenza di Renzo Codarin, è morto il giorno prima di Ferragosto. Savino aveva 85 anni.
Padre di Sandra, attuale assessore regionale al Bilancio della giunta Tondo e in precedenza nello stesso incarico al Comune con Dipiazza, e di Luca, commercialista e già presidente della Fiera di Trieste, Savino aveva ricoperto anche altri incarichi professionali a livello nazionale aprendo l’attività del suo studio di via San Francesco, fondato nel 1960, ad attività sempre più internazionali".


IL RICORDO
Ricordo con simpatia e rispetto Luciano Savino, uomo d'altri tempi, con uno stile e una classe innate. Siamo stati colleghi di giunta durante l'amministrazione provinciale guidata da Renzo Codarin dove ho apprezzato le sue qualità umane e professionali. Inizialmente mi rivolgevo a lui dandogli del "lei", per il rispetto che ispirava, finché non fu lui a dirmi di dargli del tu.
Mai una polemica, mai una critica gli fu rivolta durante il suo mandato: tutti conoscevano, anche tra i banchi dell'opposizione, la sua serietà e la professionalità che lo caratterizzava. Conserverò di lui un bel ricordo... ciao Luciano!

domenica 16 agosto 2009

CARO VALENTICH, SU AQUARIO CI RIVEDREMO PRESTO IN CONSIGLIO

Inviterei la giunta comunale a farsi una bella, tonificante e rigenerante doccia collettiva, finché la si può fare a gratis! L'invito va in particolare all'assessore Moreno Valentich che si assume impropriamente l'onere di difendere chi, nella sua "maggioranza", ha fatto una proposta assurda ed impopolare come quella delle docce gratis.
Non avendo ovviamente argomenti pensa di cavarsela dicendo "deciderà la giunta". Risultato: se la giunta non accoglierà la proposta si scontenteranno i socialisti e i pochi Cittadini rimasti a Muggia dopo la debacle di Riccardo Illy. Se la giunta dirà di si la maggioranza andrà in contro all'ennesimo provvedimento impopolare che per risolvere un problema anche condivisibile e bipartisan applicherà soluzioni inappropriate. Le proposte dell'amico Dario Grison, esponente della Lista per Muggia e di Forza Italia, ad esempio, sono alcune ovvie soluzioni a cui i proponenti non sono stati in grado di pensare.
Ma tra le varie cose che Valentich cita, per dare l'impressione che la giunta Nesladek faccia qualcosa, ce n'è una di cui presto discuteremo in consiglio comunale: "il progetto di caratterizzazione di Aquario, per restituire quel ttratto di costa ai bagnanti" sul quale avremo il piacere di chiedere alcuni chiarimenti".

sabato 15 agosto 2009

BUON FERRAGOSTO A TUTTI!

Oggi inizio riposiamo un po... Buon ferragosto a tutti!

giovedì 13 agosto 2009

GRIZON:"DOCCE A PAGAMENTO? A BARCOLA SAREBBE RIVOLUZIONE

Da Il Piccolo del 13 agosto 2009

Claudio Grizon, consigliere di Forza Italia in Consiglio comunale a Muggia torna a prendere di mira l'amministrazione di centrosinistra stavolta sull'ipotesi di collocare sul lungomare dal prossimo anno docce a pagamento.

«Gli arguti esponenti della "maggioranza" - rileva Grizon - hanno ben pensato di far pagare un gettone, 10 o 20 centesimi, per ogni doccia. Ma quanto durerà la doccia? Se non ne bastasse una quanti spiccioli bisognerà portarsi dietro? In un pomeriggio al mare 2 o 3 docce se ne fanno, vero? Quindi almeno 60 centesimi bisognerà averli (il posteggio mi sembra costi 70 centesimi all'ora) altrimenti niente doccia, si tornerà a casa sudati ed appicicaticci di sale. L'alternativa i "nostri" l'hanno comunque già prevista: saranno installate macchinette per distribuire moneta oppure ci si metterà in fila davanti ai locali della zona, già stressati dal gratta e sosta. Poi ci sarà il problema della gestione delle macchinette e chissà quanto costerà. Insomma l'allegra combriccola una ne fa cento ne pensa: questa però è una vera chicca dell'efficienza amministrativa».

«Ma si ricordino i "nostri" - minaccia il consigliere forzista - i cittadini non dimenticano e di queste chicche se ne ricorderanno nell'aprile 2011. Non bastava intanto fare una campagna di sensibilizzazione contro lo spreco dell'acqua, prevedendo sanzioni amministrative ai trasgressori e inviare i vigili urbani a fare dei controlli? Mi chiedo cosa direbbero i triestini se sul lungomare di Barcola il sindaco Dipiazza mettesse le docce a pagamento. Credo scoppierebbe la rivoluzione».

mercoledì 12 agosto 2009

GRIZON:"CON LE PAGELLINE DEI CITTADINI LA GIUNTA SCARICA LE SUE RESPONSABILITA'"

LA NOTA
Valentich descrive una realtà che vede solo lui. Vuole rispondere con i fatti, bene, io rispondo con i numeri fallimentari di questa giunta: 3 anni e mezzo di mandato, 4 segretari generali e 2 direttori generali che si sono alternati nei loro ruoli, 14 capi ufficio, 1 giunta con una decina di assessori (tra entranti ed uscenti), 550 mila euro circa di addizionale Irpef tolta dalle tasche dei cittadini ogni anno, migliaia e migliaia di euro di multe ai cittadini... ecc. Potremmo continuare all'infinito, snocciolando numeri che confermano il fallimento dell'amministrazione su ogni fronte, compreso quello dell'urbanistica su cui a breve ritorneremo con qualche nuova chicca.... Valentich, ma dove vivi!!!

Da Il Piccolo del 12 agosto 2009

«Le pagelline? Dovrebbero darle i cittadini a sindaco e giunta e non ai dipendenti comunali, che andrebbero incentivati per l'impegno e i risultati e non per il rispetto di norme di buon senso che dovrebbero essere comunque osservate da tutti».

È critico il coordinatore e consigliere comunale di Forza Italia, Claudio Grizon, in merito all'annuncio delle pagelline per i dipendenti comunali virtuosi.

«Come possono i cittadini valutare il personale - ironizza - quando il loro lavoro dipende in gran parte delle indicazioni politiche e tecniche degli assessori, del segretario e direttore generale e da ben 14 responsabili degli uffici? È evidente che la giunta tenta in questo modo di scaricare le proprie responsabilità. Ed è curioso il silenzio su questo argomento delle organizzazioni sindacali».

«A Muggia poi - conclude Grizon - manca il nucleo di valutazione, organo tecnico che esamina l'attività dei dirigenti e dei responsabili degli uffici, che almeno garantirebbe una valutazione obiettiva».

Immediata la replica dell'assessore alle Risorse umane, Moreno Valentich: «Il Nucleo non è obbligatorio per Comuni sotto i 15mila abitanti - spiega - e non istituirlo è stata una scelta. Abbiamo preferito investire quegli 8-10mila euro l'anno per migliorare la macchina comunale e stabilizzare i lavoratori precari. Alla demagogia - prosegue - rispondo con i dati: abbiamo stanziato per il fondo di produttività 30mila euro, pur non essendo obbligati, l'urbanistica ha azzerato l'arretrato e si è passati a due commissioni edilizie al mese contro una del centrodestra. Il giudizio dei cittadini su qualità e velocità della risposta degli uffici - conclude Valentich - credo sia un diritto e non snaturi il dipendente, che anzi abbiamo posto al centro della nostra azione. Il nuovo metodo per la distribuzione del fondo, sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali, riguarda solo in parte la cosidetta pagellina; a comporlo sono altre voci come progetti degli uffici e risparmio energetico e di materiale. (g.t.)

martedì 11 agosto 2009

NESLADEK ED I SUOI SI INVENTANO LA DOCCIA A PAGAMENTO

LA NOTA

Non ci volevo credere, neppure dopo aver letto due volte l'articolo pubblicato oggi dal Piccolo: Nesladek ed i suoi, dopo aver dato ai muggesani il posteggio gratis dappertutto, vogliono far pagare, questa volta anche ai cittadini, la doccia estiva sul lungomare!
Grande intuizione macchiavellica! Il motivo è presto detto: alcuni cittadini bontemponi e maleducati usano le docce, non solo per rinfrescarsi e togliersi di dosso il sale del mare, ma "addirittura" per rinfrescare le bibite. Quindi sprecano l'acqua.
Gli arguti ed attenti esponenti della "maggioranza" quindi hanno ben pensato di far pagare un gettone, 10 o 20 centesimi, per ogni doccia. Ma quanto durerà la doccia? Se non ne bastasse una quanti spiccioli bisognerà portarsi dietro? In un pomeriggio al mare 2 o 3 docce se ne fanno, vero? Quindi almeno 60 centesimi bisognerà averli (il posteggio mi sembra costi 70 cent all'ora) altrimenti niente doccia, si tornerà a casa sudati ed appicicaticci di sale. L'alternativa i "nostri" l'hanno comunque già prevista: saranno installate delle macchinette per distribuire moneta oppure ci si metterà in fila davanti ai locali della zona, già stressati dal gratta e sosta.
Poi ci sarà il problema della gestione delle macchinette e chissaquanto costerà. Insomma l'allegra combriccola una ne fa cento ne pensa: questa però è una vera chicca del buon senso e dell'efficenza amministrativa.
E poi gli incassi delle docce basteranno a coprire le spese per le gestione delle macchinette e il costo dell'acqua sprecata? Chissà... o meglio.... chissenefrega... intanto la sparata agostana è fatta, chi vivrà vedrà. Ma si ricordino i "nostri" i cittadini non dimenticano e di queste chicche se ne ricorderanno nell'aprile 2011.
Non bastava intanto fare una campagna di sensibilizzazione contro lo spreco dell'acqua, prevedendo sanzioni amministrative ai trasgressori e inviare i vigili urbani a fare dei controlli? Mi chiedo cosa direbbero i triestini se sul lungomare di Barcola il sindaco Dipiazza mettesse le docce a pagamento? Credo che la risposta sia ovvia... una rivoluzione!

SUL LUNGOMARE LE DOCCE SARANNO A PAGAMENTO

Da Il Piccolo dell’11 agosto 2009

Dalla prossima stagione balneare le docce a Muggia potrebbero essere a pagamento. È la proposta avanzata dai Cittadini per Muggia e dalla Sezione di Muggia del Partito socialista che verrà discussa nella prossima riunione di giunta e che sembra avere il favore dell'amministrazione muggesana, che intende inserire la spesa per l'acquisto delle docce a gettone nel prossimo bilancio e dotarsene prima dell'avvio della nuova stagione.

«Dietro alla proposta non c'è l'intento di fare cassa a spese dei bagnanti - spiegano gli amministratori - ma un principio sociale: la razionalizzazione di un bene come l'acqua. Lo scopo è di ottenere comportamenti più civili ed evitare gli sprechi. D'estate infatti sul litorale sono in funzione docce e e fontanelle a disposizione dei sempre numerosi bagnanti. Le docce sono gratuite e munite di un pulsante a tempo.
«Spesso però - fanno notare i firmatari, Piero Robba per il Direttivo dei Cittadini per Muggia e Adi Tarlao per il Partito socialista sezione di Muggia - si assiste a comportamenti impropri da parte di alcuni fruitori che utilizzano il getto non per rinfrescarsi o togliere la salsedine, ma per raffreddare le bibite o per gioco con conseguente spreco di litri d'acqua.
La proposta è di fissare un prezzo del gettone minimo, quasi simbolico: 10-20 centesimi, in modo che non costituisca un grande onere per i bagnanti, ma ingeneri il rispetto per una fonte preziosa.

Per il reperimento delle monete suggeriscono l'utilizzo di distributori o di chiedere la collaborazione dei gestori dei locali della zona. «Provvedimenti analoghi - spiegano ancora - sono stati adottati in molte spiagge pubbliche della Slovenia, della Croazia e da poco anche a Sistiana.
Quest'amministrazione - concludono - ha dotato il lungomare di wc pubblici che non ha voluto mettere a pagamento, ha istituito i parcheggi a pagamento solo per i non residenti d'estate sul lungomare e, mentre nel resto della costa sono gratuiti per tutti, ha istituito un servizio di spazzamento anche nei fine settimana. L'istituzione delle docce a pagamento sarebbe un piccolo contributo per continuare a investire sul miglioramento dei servizi».
Gianfranco Terzoli

LE “PAGELLINE” A SINDACO E GIUNTA E NON AI DIPENDENTI

Grizon (F.I.): manca il Nucleo di Valutazione che garantirebbe l’obiettività del giudizio sull’operato dei responsabili degli uffici e gli incentivi conseguenti


“Le “pagelline” dovrebbero darle i cittadini agli amministratori piuttosto che ai dipendenti che andrebbero incentivati per il loro impegno e per i risultati nel loro lavoro e non per il rispetto di consuetudini di buon senso che dovrebbero essere comunque assecondate da tutti”.

E’ questa la replica del coordinatore e consigliere comunale di Forza Italia Claudio Grizon – all’annuncio da parte dell’assessore al personale Moreno Valentich – dell’istituzione delle “pagelline” per i dipendenti comunali e di incentivi che premierebbero chi spegne la luce ed i computer o è attento ai consumi della cancelleria.

“Come possono i cittadini valutare il personale – ironizza il consigliere forzista Grizon - quando il loro lavoro dipende in gran parte delle indicazioni politiche e tecniche degli assessori, del segretario e direttore generale e da ben 14 responsabili degli uffici? E’ evidente che la giunta tenta in questo modo di scaricare le proprie responsabilità sulle spalle dei dipendenti”.

E’ curioso il silenzio delle organizzazioni sindacali – prosegue Grizon – che dovrebbero tutelare i lavoratori anche rispetto a questo subdolo tentativo dell’amministrazione di appioppare loro responsabilità che non hanno o per aspetti comportamentali che esulano dalle norme contrattuali”.

“Se l’organizzazione del Comune non funziona, come è evidente da tempo – aggiunge il consigliere Grizon – la “pagellina” i cittadini dovrebbero darla al sindaco e alla giunta che questa organizzazione hanno voluto e che questi responsabili hanno scelto”.

A Muggia poi – conclude Grizon - manca il Nucleo di Valutazione, organo tecnico di valutazione dei dirigenti e dei responsabili degli uffici (costituito sulla base di principi consolidati previsti in particolare dalla L.142/90, dal D.Lgs. n.29/1993, dal D.Lgs. n.77/95 ed infine del D.Lgs. n.286/99), che almeno garantirebbe una valutazione obiettiva ed esterna alla struttura comunale dei dipendenti e non condizionata da amicizie e eventuali parentele tipiche di un Comune piccolo come quello di Muggia”.

lunedì 10 agosto 2009

DUE CORSIE A ZAULE E DOPPIO SENSO SU VIA DI TRIESTE

Oggetto: Interrogazione, con richiesta di risposta scritta ed in aula, in merito alla necessità di modifiche alla viabilità nel centro abitato di Aquilinia e lungo la via di Trieste.


CONSIDERATO che con l’atteso completamento del tratto Lacotisce - Rabuiese e l’apertura completa della grande viabilità triestina sono venute meno le ragioni straordinarie conseguenti all’elevato impatto del traffico locale, transfrontaliero e pesante che, circa tre lustri orsono, avevano costretto il Comune di Muggia ed altri 13 enti ad autorizzare sensibili modifiche alla viabilità ad Aquilinia, nella zona industriale delle Noghere e verso il valico di Rabuiese;

RILEVATO che l’amministrazione precedente aveva definito una soluzione progettuale per il bypass del centro abitato di Aquilinia ed i relativi finanziamenti e che quella attuale, dopo averla accantonata, ne ha immaginata una nuova più articolata, ad oggi non finanziata, per la quale è attualmente difficile immaginare la data dell’avvio dei lavori;

CONSTATATO che l’attuale amministrazione da tre anni e mezzo sta inoltre studiando modifiche complessive alla viabilità comunale da Aquilinia al valico di Rabuiese, in ragione delle modificate esigenze della popolazione e del territorio;

ATTESO pertanto che è ormai possibile immaginare, in ragione delle precedenti considerazioni, per altro verificabili da chiunque e quindi non necessariamente da studiare o analizzare ulteriormente, l’attuazione immediata dei seguenti interventi:

a) il ripristino di due corsie di scorrimento su via Flavia di Aquilinia nel centro abitato di Zaule (una per senso di marcia), prevedendo una nuova segnaletica che consenta la svolta a sinistra per raggiungere il distributore di Aquilinia (in direzione Trieste) e, conseguentemente, la svolta a sinistra uscendo dal distributore (sempre in direzione Trieste);

b) il ripristino del doppio senso di marcia da Aquilinia lungo via di Trieste fino all’incrocio con via Flavia di Stramare e poi in discesa fino all’incrocio con la Strada delle Saline;

INTERROGO IL SINDACO E LA GIUNTA

per sapere, nell’attesa che l’amministrazione comunale completi i suoi studi ed individui modalità, tempi e risorse per poter attuare le modifiche viarie e per realizzare le opere stradali necessarie:

· sono consapevoli della fattibilità dei due interventi, contraddistinti dalle lettere a) e b) e del gradimento che avrebbero da parte dei cittadini;
· se condividono tali priorità, se intendono attuare i due interventi o se hanno già attuato iniziative concrete per poter avviare in tempi brevissimi le modifiche viarie segnalate;
· a che punto si trova l’iter tecnico del bay pass di Aquilinia e quali sono le risorse certe già a disposizione del Comune per tale opera;
· a che punto sono gli studi sulle modifiche alla viabilità di cui da lungo tempo si parla.

Trieste, 10 agosto 2009

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia
Gruppo di Forza Italia

sabato 8 agosto 2009

MUGGIA SENZA IMPIANTI DI BENZINA: IL COMUNE HA ASPETTATO 40 MESI E ADESSO SI DEVE ANDARE IN SLOVENIA

Da Il Piccolo dell'8 agosto 2009 - Pag. 20 - Segnalazioni

L'INTERVENTO

Ringrazio il maestro di aikido, judo e ju-jutsu Michele Marolla per la segnalazione «Benzina addio» del 2 agosto che mi offre l’occasione di spiegare, ancora una volta, le responsabilità della giunta Nesladek a lui, a quanto pare, assai cara, nella vicenda della chiusura dei distributori di benzina.
La legge regionale che obbligava i Comuni a verificare la compatibilità territoriale degli impianti di carburante sui propri territori è la n. 8 del 2002. La giunta Gasperini, come conferma la dichiarazione dell’ex vice sindaco Prodan (citata nella segnalazione) su Il Piccolo del 20 giugno 2003 si era attivata ed infatti Prodan precisava che «per ora è certo che sarà adibita a stazione di servizio solo un’area: una parte del piazzale Alto Adriatico», guarda caso l’area individuata recentemente dalla giunta Nesladek.
Il funzionario incaricato di seguire la vicenda era allora, come oggi, il dott. Ladi Cociani, parente del sindaco Nesladek, il quale venne successivamente sollevato dall’incarico, anche per ragioni di opportunità, dal sindaco Gasperini.
Infatti, come l’interessato ha avuto modo di recente di confermare pubblicamente, una parte delle aree occupate da uno dei due distributori era di proprietà della sua famiglia e probabilmente per la stessa riscuoteva un affitto.
La pratica passò quindi ad altro funzionario. Alla fine del suo mandato però la giunta Gasperini aveva annunciato pubblicamente che l’area individuata per la collocazione di un distributore sarebbe stata quella dell’ex Cantiere alto Adriatico.
Nell’aprile 2008, visto l’immobilismo dell’amministrazione, presentavo un’interrogazione al sindaco Nesladek, misteriosamente scomparsa. Agli inizi d’agosto la ripresentavo e quando ottenni la risposta compresi chiaramente che l’amministrazione non riteneva utile pianificare sul proprio territorio la collocazione degli impianti di distribuzione di carburante, veri e propri servizi di pubblica utilità.
L’8 aprile scorso si è giunti alla delibera n. 98 con cui la Giunta dichiarava non conformi alle leggi le collocazioni dei distributori di Muggia. Il 21 luglio veniva finalmente reso pubblico l’annuncio per raccogliere manifestazioni d’interesse per la realizzazione di un distributore nell’area dell'ex Cantiere Alto Adriatico ed il 25 la chiusura definitiva del secondo distributore.
La giunta Nesladek ha quindi trascorso 40 mesi senza assumere nessuna decisione per poi rinviare ancora la soluzione alle manifestazioni d'interesse ed al successivo bando che, qualora raccogliesse delle offerte, rinvierà la riapertura di un nuovo impianto all’autunno del 2010.
Nel frattempo chi deve far benzina dovrà andare ad Aquilinia o magari a Rabuiese, arricchendo i gestori e le società petrolifere slovene a scapito delle realtà locali.
Claudio Grizon

venerdì 7 agosto 2009

UNA CONTROVIGNETTA DAL CONFINE AL LISERT

Da Il Piccolo dle 7 agosto 2009 - Pagina 12 - Trieste

VIABILITÀ TRANSFRONTALIERA

La proposta è di Piero Camber. L’Anas: «Non entriamo nelle decisioni politiche»

IL CASO


Per ora nessuna risposta da Lubiana alla lettera della Bassa Poropat che chiede l’abolizione del pedaggio per gli automobilisti triestini

di MATTEO UNTERWEGER

Lubiana, per ora, tace. L’Anas non si sbilancia, trincerandosi dietro una dichiarazione prudentissima sulla proposta lanciata dal consigliere regionale del Pdl Piero Camber di un eventuale pedaggio (in caso di risposte negative dal governo sloveno) da applicare ai tratti di raccordo tra la Grande viabilità triestina e gli ex valichi confinari: «Non possiamo esprimerci sulla fattibilità, perché si tratta di una questione politica», la risposta della società. Intanto, la Provincia di Trieste è teatro di reciproche frecciate fra maggioranza e opposizione.
Al centro di questo quadro c’è sempre la questione «vinjeta», il famoso bollino senza il quale non si può transitare su autostrade e strade a scorrimento veloce in Slovenia, sollevata dalla lettera inviata da Maria Teresa Bassa Poropat, numero uno dell’ente di palazzo Galatti, al ministero dei trasporti della vicina Repubblica: la sua richiesta di valutare una soluzione agevolata per i cittadini del territorio triestino attende ora una replica formale.

Intanto, Bassa Poropat incassa l’appoggio trasversale di un alleato di spicco, il sindaco Roberto Dipiazza. «I trattati vanno rispettati. Qua lo si fa, lo stesso dovrebbe avvenire in Slovenia», esordisce così il primo cittadino, con il richiamo implicito al trattato di Osimo e a quel decreto attuativo su cui si fondano le istanze della Provincia. «I vicini sloveni - continua Dipiazza - affermano di avere una mentalità europea, fanno parte dell’Ue, ma di fatto si schierano contro l’ingresso croato nell’Europa unita e si disinteressano delle indicazioni di Bruxelles sulla vignetta. Devono rendersi conto - chiude il sindaco - di essere un paese da un milione e 800mila abitanti circa, un micro-organismo nel mondo: è necessario stiano alle regole».

Ieri, il capogruppo forzista in piazza Vittorio Veneto, Claudio Grizon, è tornato all’attacco, riagganciandosi a interpellanza e mozione presentate da Forza Italia un anno fa: «Ringrazio l’assessore Zollia per il suo interessamento - afferma - e per aver ripreso l’argomento, ma non è frutto ”di una discussione in Consiglio provinciale”, come dicono (gli esponenti della maggioranza, ndr), dato che tale ”discussione” aveva visto invece la contrarietà dell’attuale maggioranza che faceva intendere, anzi, un atteggiamento favorevole al pedaggio sloveno sulla superstrada capodistriana».

Si collega a quel «no» Maria Monteleone, capogruppo del Pd in Provincia: «Va dato atto al consigliere Grizon di avere sollecitato il dibattito sull’ingiusto pagamento della vignetta per i residenti transfrontalieri ma è doveroso ricordare come la mozione si appellava agli accordi di Udine che regolamentavano, tra le altre cose, i lasciapassare e il trasporto di prodotti agricoli e animali nei valichi secondari. Per questo non avremmo potuto sostenere la mozione che risultava scorretta e confusa». Monteleone lancia poi una soluzione pratica sulla ”vignetta agevolata” e sulle possibili difficoltà di verifica, proponendo un bollino «simile di altro colore che, per contenere la spesa, valga per più anni».
Per il capogruppo di An in Consiglio provinciale, Marco Vascotto, e il consigliere aennino Arturo Governa, «ben venga l’intervento dell’assessore Zollia che ha evidentemente portato in giunta e nella maggioranza di centrosinistra almeno su questo tema, un po’ di sano equilibrio che speriamo non rimanga un caso isolato nel quadro di un’azione amministrativa finora condizionata da una visione dei rapporti transfrontalieri ancorata a una sorpassata contrapposizione basata su retaggi storici ed ideologici».

Sempre dal versante del centrodestra giunge pure la bordata di Fabio Scoccimarro, ex presidente provinciale prima di essere spodestato proprio da Bassa Poropat e oggi in seno all’opposizione: «Sarebbe sorprendente se il governo di Lubiana, dopo aver sempre ignorato i ripetuti interventi di Bruxelles, ritenesse ora di prendere in considerazione l’inquilina di palazzo Galatti. Sembra proprio una barzelletta».

giovedì 6 agosto 2009

LA VIGNETTA "AGEVOLATA" DIVENTA SCONTRO POLITICO

E' incredibile vedere ancora una volta come Il Piccolo difenda la Provincia e la giunta Poropat, massacrando il nostro comunicato diffuso ieri.
Da Il Piccolo del 6 agosto 2009 - Pagina 11

DOPO LA PROPOSTA POROPAT

Mentre Lubiana ancora tace sulla proposta della Provincia di ”moratoria” dalla ”vinjeta” nelle zone ex Osimo per i residenti triestini e si prende i suoi tempi, la proposta della presidente Maria Teresa Bassa Poropat dà la stura all’ennesima polemica politica locale. Sono infatti i consiglieri provinciali d’opposizione Claudio Grizon (FI) e Arturo Governa, capogruppo di An ad attaccarla sulla base di dichiarazioni del passato.

«L'iniziativa della Provincia – scrive Grizon – nasce dall'interpellanza che ho presentato il 26 giugno 2008 alla presidente Poropat insieme a una mozione – ricorda Grizon – che era stata bocciata dalla Poropat e dalla sua maggioranza di centrosinistra. L’interpellanza invece non è mai stata evasa».

Analogo il contenuto dell’intervento di Governa, che stigmatizza «l’incredibile inversione di posizione da parte della Bassa Poropat, che segnala una volta di più, l’incapacità di questa Amministrazione di definire strategie che abbiano un minimo di prospettiva».

Anche Piero Camber di Forza Italia, in consiglio regionale, ha presentato un’interrogazione in cui chiede se la giunta intende intervenire affinchè «ai residenti della fascia confinaria venga concessa, a titolo gratuito, una speciale "vignetta"» o, in caso di risposta negativa, si ipotizzi «l'istituzione di uno specifico pedaggio sui tratti di raccordo tra la grande viabilità triestina e i valichi confinari».

mercoledì 5 agosto 2009

LA POROPAT SCRIVE A LUBIANA MA HA VOTATO A FAVORE DELLE VIGNETTE PER TUTTI I TRIESTINI

“L'iniziativa della Provincia nasce dall'interpellanza che ho presentato il 26 giugno 2008, quindi oltre un anno fa, alla presidente Poropat e che risulta ancora iscritta nell'elenco delle interrogazioni, interpellanza e mozioni inevase del consiglio provinciale. Al suo arrivo ho sollecitato ad attivarsi l'assessore Vittorio Zollia, l’unico che ha capito il problema, e finalmente vedo che ha condiviso ciò che Forza Italia diceva da tempo, ma che la presidente Poropat ed i suoi vedevano come fumo negli occhi”.

Ribatte così il capogruppo forzista in consiglio provinciale Claudio Grizon alla notizia della iniziativa della Provincia, che in una lettera firmata dalla presidente Maria Teresa Bassa Poropat, inviata al Ministero dei Trasporti di Lubiana, si riallaccia al Trattato di Osimo nel chiedere, in sintesi, l’esenzione del pagamento del pedaggio sulle strade costiere slovene, così come è gratis il transito sulla grande viabilità triestina, almeno fino al Lisert.

Argomenti trattati, quindi, negli stessi termini, dal consiglio provinciale con una mozione e un’interpellanza a firma del gruppo di Forza Italia. “La nostra mozione era stata bocciata dalla Poropat e dalla sua maggioranza di centrosinistra, mentre l’interpellanza non è mai stata evasa – spiega Grizon -. Ringrazio ora l’assessore Zollia per il suo interessamento e per aver ripreso l’argomento, ma non è frutto “di una discussione in consiglio provinciale”, come dicono, dato che tale “discussione” aveva visto invece la contrarietà dell’attuale maggioranza che faceva intendere, anzi, un atteggiamento favorevole al pedaggio sloveno sulla superstrada capodistriana”.

Ma il capogruppo e consigliere Grizon prende spunto anche dalle dichiarazioni espresse dal deputato del Partito democratico, Ettore Rosato, che appoggia la richiesta provinciale, definendola “in linea con il giusto spirito transfrontaliero”. “Ettore non sa – commenta Grizon – quali sono state le posizioni assurde che il Pd ha assunto in consiglio provinciale sui questi temi”.

“Rosato è un bravo ragazzo ed un amico – replica Grizon - ma ha una gran faccia tosta! Nulla ha fatto o avrebbe fatto sulla vicenda, visto che nella veste di sottosegretario al Ministero degli Interni ha permesso che decadesse il vecchio Accordo di Udine, costringendo oggi gli esuli istriani a mortificazioni di ogni tipo, ed al pagamento delle tasse doganali, sul confine tra Slovenia e Croazia se vogliono portarsi a casa dalle loro terre ortaggi, frutta, vino o del prosciutto”.

Quello che con l’Accordo di Udine era tutto sommato un “confine aperto”, dove il trasporto di beni era consentito nel rispetto delle regole, oggi che Italia e Slovenia sono in Europa è divenuto un “invalicabile”, proprio a causa del disinteresse del governo Prodi di cui Rosato ha fatto parte”.

IL CIVICO MARIUCCI ALLA CORTE DI PACOR

E alla fine dopo un lungo peregrinare nella politica provinciale il giovane e indomito Andrea Mariucci si accasò alla corte repubblicana del pacioso e mite Sergio Pacor, stimato professionista ed esperto politico di lungo corso.
Tanto tentennò, tanto temporeggiò, tanto indeciso fù, quanto repentina è stata la sua adesione ai Repubblicani di Pacor e del Pdl.
Quando venne eletto per i Cittadini in Provincia e in Comune a Muggia, sorprendendo e dando forse fastidio a molti dei suoi, per lui non c'era più posto pur avendo il merito di aver costituito i Cittadini a Muggia. In giunta a Muggia la Poropat si spese per la "velina" e "superdotata" Roberta Tarlao mentre in Provincia il rapporto della Presidente è stato a senso unico con la De Francesco, la Barduzzi (oggi con Zollia) e Tommasini. Tutto il resto non contava e non conta nulla nella mentalità degli ex illyani.
Mariucci invece era ed è un ragazzo di Provincia, mite, entusiasta, con una voglia di fare e di rompere gli schemi della politica. All'inizio i consigli e l'amicizia del comune amico on.Roberto Damiani lo frenarono, poi sentitosi libero cercò in Dipietro un punto di riferimento, forse più per la sua caratteristica di politico anticonformista "contro" che per la sua collocazione politica. Mariucci non è un uomo di sinistra: ama il centro e le sue variabili istituzionali e politiche. Oggi quindi l'approdo al Pdl nell'ambito di una formazione politica che ha alle spalle un grande storia. Faccio a lui i miei auguri di benvenuto e di buon lavoro, nell'auspicio che Andrea trovi qui la sua dimensione e lo spazio per dare finalmente sostanza alle sue idee.

MARIUCCI CAMBIA CASACCA

Il Pri anche in Provincia
L’ex Cittadini e dipietrista abbandona il centrosinistra
An: la maggioranza traballa

Andrea Mariucci diventa repubblicano.
Il consigliere provinciale di palazzo Galatti, eletto con i Cittadini ma da tempo passato al gruppo misto, ha aderito al partito dell’Edera. Un battesimo ufficializzato ieri mattina dallo stesso Mariucci alla presenza del segretario provinciale del Pri, Sergio Pacor, che ricopre il ruolo di presidente del Consiglio comunale di Trieste. La presenza del Pri dunque si allarga nell’assemblea di Palazzo Galatti e anche nel Consiglio comunale di Muggia in cui Mariucci è stato eletto sempre sotto il simbolo dei Cittadini.

Dopo otto anni di attività politica e quattro campagne elettorali – spiega il neorepubblicano – ho trovato la mia collocazione ideale, nelle file del Pri, partito all’interno del quale potrò operare in piena autonomia, senza posizioni preconcette». L’adesione al Pri cambia in parte gli scenari politici all’interno della Provincia e del Comune di Muggia. Il Pri appoggia il centrodestra, quindi Mariucci passa armi e bagagli all’opposizione. «È stata una scelta difficile, ma il mio passaggio nelle file dell’opposizione, sia a palazzo Galatti che in Municipio a Muggia, sono dovute a importanti ragioni di sostanza politica», dice l’esponente repubblicano.

Il percorso pubblico di Mariucci è piuttosto complesso: nato politicamente nelle file della Lista per Muggia, è stato poi fra i fondatori del gruppo “Cittadini per Muggia”, entrambe formazioni vicine al centrosinistra. Dai “Cittadini” diede le dimissioni subito dopo l’elezione, continuando a votare in alcuni casi con la maggioranza, in altri con l’opposizione, spesso uscendo dall’aula senza esprimersi. Nel 2008 è stato iscritto all’Italia dei Valori, formazione dalla quale è presto uscito, fra le polemiche.

Ieri l’ultimo cambio di casacca avallato da Sergio Pacor: «È un’adesione importante perché il Pri così sara presente anche dove non c’era. In Consiglio comunale a Trieste - spiega il segretario provinciale dell’Edera - sono da solo e ricopro l’incarico di presidente dell’assemblea». Un ruolo superpartes che, molto spesso, non consente a Pacor di avere un ruolo politico attivo.

L’adesione di Mariucci al Pri non è rimasta inosservata. «Apprendiamo con poco stupore la decisione del collega Andrea Mariucci, vista la sua sempre più visibile insofferenza nei confronti della giunta – hanno commentato Marco Vascotto e Arturo Governa, capogruppo e consigliere di An a palazzo Galatti - L’abbandono di Mariucci è l’ennesimo segnale di una delusione che serpeggia nel centro sinistra provinciale, e toglie un pezzo alla già traballante maggioranza». E aggiungono: «Ben venga dunque questo ravvedimento politico, seppur tardivo, che conforta le tesi e il lavoro fin qui svolto dall’opposizione. Da segnali grandi o piccoli come questo - sottolineano - non possiamo che rafforzare le nostre motivazioni nel continuare a condurre la nostra trasparente e convinta azione amministrativa alternativa a quella condotta dal centrosinistra». (u. s.)

LA PROVINCIA E' FAVOREVOLE ALLA VIGNETTA SLOVENA

Riporto il post pubblicato il 1 agosto 2008 sul mio blog... belle faccie di bronzo eh!!! La notizia era stata pubblicata anche dal Piccolo.

“La giunta Poropat e la sua maggioranza sono favorevoli al pagamento della vignetta per accedere alle autostrade slovene e rifiuta la possibilità di chiedere una particolare esenzione per i soli cittadini residenti nelle aree di confine ricompresse nel vecchio Accordo di Udine del 1985”.

Con il voto contrario alla mozione presentata in consiglio provinciale dal capo gruppo di Forza Italia in Provincia Claudio Grizon il centro sinistra ha infatti rinunciato ad impegnare la Presidente Poropat a chiedere un intervento del Ministro Franco Frattini nei confronti del governo sloveno, affinché preveda un’esenzione dal pagamento del bollino per triestini, i goriziani e gli udinesi residenti nell’area dell’Accordo italo jugoslavo che regolamentava il traffico delle persone e dei trasporti terrestri e marittimi fra le aree limitrofe.

“Le relazioni di buon vicinato e di cooperazione – ha evidenziato Grizon nella mozione, richiamando i contenuti della Legge 05.03.1985, n.129 – a parità di diritti fra gli Stati ed i loro popoli, corrispondono agli interessi di entrambi gli stati, sia nella loro totalità che nelle zone di frontiera, nel desiderio di sviluppare, favorire ed ampliare la fruttuosa cooperazione in materia economica, culturale, sportiva ed in altri settori di interesse comune”.

“Le motivazioni e lo spirito dell’Accordo di Udine – sottolinea ancora il capo gruppo forzista - erano certamente condivisibili ed oggi lo sono ancora di più a seguito dell’ingresso ufficiale della Slovenia nell’Unione Europea, ma spiace rilevare che la prima azione svolta dalla Slovenia dopo l’ingresso nell’Unione sia stata quella di applicare anche ai triestini un’antipatica tassa autostradale anche per soli pochi chilometri, mentre i cittadini sloveni possono arrivare fino al Lisert gratuitamente”.

Dal canto suo anche il Gruppo di Alleanza Nazionale - che come Paolo de Gavardo della Lista Dipiazza e Fabio Scoccimarro ha condiviso il voto favorevole alla mozione - ha tenuto a sottolineare il singolare comportamento della maggioranza di centro-sinistra, teso più a giustificare la pesante gabella, imposta dal Governo sloveno, piuttosto che a cercare una soluzione che potesse agevolare i cittadini della nostra provincia e i rapporti transfrontalieri: un bel passo indietro nei confronti della politica dei confini aperti celebrata fino a pochi mesi fa.

BASSA POROPAT: "SI APPLICHI IL PRINCIPIO DI RECIPROCITA' "

LA NOTA

Rosato è un bravo ragazzo ma ha una gran faccia di bronzo! Nulla ha fatto o avrebbe fatto sulla vicenda visto che da sottosegretario al ministero degli interni ha permesso che il Vecchio Accordo di Udine venga di fatto disatteso, costringendo oggi gli esuli istriani a mortificazioni di ogni tipo se vogliono portarsi a casa dalle loro terre ortaggi, frutta, vino o del prosciutto. Vergogna!


MENTRE ROSATO PLAUDE ALL’AZIONE

L’assessore Zollia pensa positivo: «Un sistema di verifica si troverà» Mentre Kocijancic è perplesso


Una lettera che, con il suo contenuto, vuole contribuire a «favorire i processi di interscambio e integrazione reciproca fra il territorio triestino e la vicina Slovenia». Parola di Maria Teresa Bassa Poropat. La presidente della Provincia confida in risposte positive da Lubiana sul bollino autostradale, «in virtù del decreto attuativo del trattato di Osimo, cui abbiamo fatto riferimento. Mi auguro si possa concordare una soluzione - continua -, tenendo conto dei chilometri che i cittadini sloveni possono percorrere gratuitamente a bordo dei loro mezzi sul nostro tratto di raccordo autostradale. Il tutto nel rispetto del principio di reciprocità». Quanto alle modalità da adottare per le verifiche sui veicoli sprovvisti di bollino, nell’ipotesi di riscontri positivi dal Ministero dei trasporti sloveno, bisognerebbe eventualmente fare degli approfondimenti: «Le targhe di auto e moto potrebbero aiutare - osserva Bassa Poropat - ma teniamo presente che anche nella situazione attuale ci possono essere delle infrazioni (se qualcuno si dimentica di esibire il bollino o prova a fare il furbo, ndr)».

«Nel caso, un sistema per i controlli lo troveremo», le fa eco Vittorio Zollia, oggi assessore a Infrastrutture e trasporti della Provincia e già segretario generale della Regione nell’era Illy, oltre che, ancora prima, direttore regionale all’Ambiente e poi ai Trasporti. «Potremmo ad esempio distribuire un apposito tesserino, da esibire al momento dell’eventuale accertamento. In ogni caso - prosegue Zollia - prendiamo atto che sul nostro territorio provinciale c’è la Gvt, un’arteria con caratteristiche autostradali, e che i cittadini sloveni sono quindi favoriti perché la possono utilizzare gratuitamente».
Da Roma, a confortare l’azione della giunta provinciale di centrosinistra, giunge un’opinione eccellente. Quella del deputato del Partito democratico, Ettore Rosato: «La richiesta della Provincia mi sembra in linea con il giusto spirito transfrontaliero. Così, con scelte come questa, si rende utile anche praticamente il percorso di buon vicinato intrapreso dalle comunità».
Qualche perplessità, infine, la solleva il capogruppo de La Sinistra L’Arcobaleno in Consiglio regionale e segretario provinciale di Rifondazione comunista, Igor Kocijancic: «Francamente mi sembra una soluzione difficile, poco praticabile - afferma - perché i veicoli non sono più facilmente identificabili. Si tratterebbe di una sorta di franchigia per i cittadini della provincia di Trieste, i quali comunque sanno di poter entrare in Slovenia anche da altri ex valichi, compresi quelli che una volta erano definiti secondari, senza dover per forza finire subito su autostrade o strade a scorrimento veloce». (m.u.)

LA PROVINCIA ALL'ASSALTO DELLA VIGNETTA

LA NOTA

L'iniziativa della Provincia nasce dall'interrogazione n.192 che ho presentato
il 26 giugno 2008, oltre un anno fa, alla presidente Poropat e che risulta ancora iscritta nell'elenco delle interrogazioni inevase del consiglio provinciale. Al suo arrivo ho sollecitato l'assessore Zollia ad occuparsi del problema e finalmente vedo che ha condiviso ciò che io dicevo da tempo ma che la presidente Poropat all'inizio non aveva neanche considerato.

L’ente si appella al Trattato di Osimo che non prevede pedaggi sulla fascia confinaria



di MATTEO UNTERWEGER

La Provincia di Trieste va all’attacco della «vignetta» slovena. Sì proprio di quel bollino senza il quale non è più consentito, da oltre un anno ormai, transitare su autostrade e strade a scorrimento veloce nella vicina Repubblica. Un provvedimento che, per le sue modalità di applicazione (durate e prezzi), tante polemiche ha sollevato nei mesi scorsi, costringendo direttamente l’Unione europea a intervenire da Bruxelles.
LA LETTERA Se gli automobilisti sloveni, una volta entrati in territorio triestino hanno la possibilità di guidare fino al Lisert senza sborsare un centesimo sfruttando la Gvt per arrivarci rapidamente, lo stesso non avviene per i triestini stessi una volta varcate - in direzione opposta - alcune delle ex zone confinarie. Quelle che, per l’appunto, li proiettano direttamente su carreggiate a scorrimento veloce, come accade per esempio a Rabuiese (ma non, fra le altre, nelle aree di Basovizza e del Lazzaretto). Partendo da questo presupposto e con l’intento di riequilibrare la situazione, è partita da palazzo Galatti una lettera firmata dalla presidente Maria Teresa Bassa Poropat. Una missiva indirizzata direttamente al ministero dei trasporti di Lubiana, con la quale si chiede testualmente «di voler esaminare la possibilità di rendere analogamente gratuito il transito dei cittadini della Provincia di Trieste in una fascia, da concordare, di chilometraggio paritario a quello oggi liberalizzato sul territorio di questa amministrazione». Per conoscenza, copia della lettera è stata inoltrata anche al ministero degli Esteri italiano, Franco Frattini, e al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo. Una maniera indiretta per provare ad ottenere, in qualche modo, il loro sostegno in questa iniziativa.
IL TRATTATO Chiarendo di non voler «intervenire né sui contenuti, né sul metodo, né sulla quantificazione» relativi al sistema di pedaggio stabilito dalla Slovenia, perché non di sua competenza, la Provincia mira invece ad assicurare una condizione di parità fra buoni vicini. Nel rispetto del «principio di reciprocità» come sottolineato nello scritto di Bassa Poropat, che per dare corpo alle proprie istanze si riaggancia volutamente al trattato di Osimo, firmato da Italia e Repubblica socialista federativa di Jugoslavia (da cui la Slovenia si è staccata, diventando indipendente, nel 1991) il 10 novembre 1975 e con cui venne sancita in primis la cessione da parte italiana della Zona B dell’ex Territorio libero di Trieste. Nello specifico, la Provincia richiama il decreto attuativo di quegli accordi, firmato dal Presidente della Repubblica, il numero 100 del 6 marzo del 1978 (il Capo dello Stato era Giovanni Leone), e lo fa in riferimento all’apertura della Grande viabilità triestina, di trent’anni più giovane. La Gvt, scrive la numero uno dell’ente provinciale, è una «struttura viabilistica di caratteristiche tecniche autostradali» per la quale quel decreto «prevede (ma si riferisce solo alla rete italiana, ndr) l’obbligo del non pedaggiamento». Cosa che determina come sia usufruibile «un’arteria di importante collegamento per i cittadini sloveni in forma del tutto gratuita» nella zona di Trieste.
LA RICHIESTA In virtù di queste considerazioni, la Provincia attende ora un riscontro da Lubiana o, per approfondire la questione, la convocazione di un apposito incontro tecnico bilaterale sul tema. E proprio quelle parole sulla Gvt riportate nella lettera potrebbero rappresentare un importante esempio, unite all’auspicata (dall’ente provinciale) reciprocità nell’applicazione delle norme sopra citate. A proposito di Grande viabilità triestina, va anche detto che, a cantiere in corso e durante l’amministrazione Illy in Regione, era stata ipotizzata proprio dai vertici regionali l’applicazione di un sistema di pedaggio stradale al nuovo collegamento. Un’ipotesi poi tramontata una volta effettuati i dovuti accertamenti normativi, che avevano rivelato l’esistenza di quel passaggio del Dpr numero 100 del 6 marzo del 1978 dove la «realizzazione dei collegamenti autostradali», da parte dell’allora «Azienda nazionale autonoma delle strade», è indissolubilmente legata alla modalità «senza pedaggio».

RACCOLTA DI FIRME PER IL DISTRIBUTORE

Da Il Piccolo del 5 agosto 2009 - Pag.17

MALUMORE PER LA MANCANZA DI UN IMPIANTO A MUGGIA

Grizon: giunta in ritardo. Nesladek: dipende dalle aziende petrolifere

MUGGIA - La chiusura dei distributori di carburante di Muggia e la necessità di realizzare almeno di un nuovo impianto è oggetto di una petizione popolare che ha già raccolto alcune centinaia di firme tra i muggesani. La questione della chiusura dei distributori all'ingresso di Muggia (rimane aperto solo quello di Aquilinia) continua insomma a tenere banco.

Dopo le proposte di utilizzo delle sedi che presumibilmente rimarranno libere dopo la dismissione degli impianti e le critiche per quelli che l'opposizione definisce «colpevoli ritardi» dell'amministrazione, è partita una raccolta di firme. Nella petizione, i sottoscrittori chiedono a sindaco e amministrazione se «non ritengano grave che un comune di 13.400 abitanti, una dichiarata vocazione turistica, sede di numerose attività produttive e in attesa di ulteriori insediamenti commerciali sia privo di un impianto». Chiedono poi di conoscere «le ragioni per le quali non hanno provveduto ad adempiere per tempo a quanto previsto dalla normativa» e «quanto tempo potrebbe trascorrere fino all'apertura di un nuovo distributore». Impegnano infine gli amministratori «a promuovere ogni iniziativa affinché sia garantito ai cittadini e ai turisti un servizio di pubblica utilità come un distributore di carburanti».


I cittadini «manifestano disappunto, preoccupazione e rammarico per la situazione che costringerà a lungo a rivolgersi ai distributori sloveni per il rifornimento».

Da parte sua, il Comune aveva manifestato l'importanza di mantenere almeno un impianto nei dintorni del centro storico, invitando i soggetti interessati a realizzare un impianto nell'area individuata nell'ex cantiere Alto Adriatico a manifestare il proprio eventuale interesse. «Entro il 31 agosto - afferma il consigliere di Forza Italia, Claudio Grizon - le società interessate sono chiamate a dichiarare interesse, con un ritardo dovuto alla giunta Nesladek di 3 anni e mezzo e, se il bando porterà a delle offerte, all'inizio della prossima estate avremo un nuovo distributore».

«Il Comune - replica il sindaco, Nerio Nesladek - ha fatto tutto il possibile. Condividiamo la richiesta di mantenere un impianto a Muggia, ma l'invito va rivolto alle compagnie pretrolifere affinchè valutino se investire e si facciamo avanti. Individuata l'area, la cosa si può realizzare in tempi brevi. Tutto dipende da loro: se il distributore non si farà, vorrà dire che le compagnie hanno ritenuto di non investire su questo territorio». (g.t.)

martedì 4 agosto 2009

NESLADEK E LA BENZINA CHE NON C’E’ PIU’

Risposta alla segnalazione pubblicata su Il Piccolo del 2 agosto 2009 con il titolo "Benzina addio".

Ringrazio il maestro di aikido, judo e ju-jutsu Michele Marolla per la segnalazione “Benzina addio” del 2 agosto che mi offre l’occasione di spiegare, ancora una volta, le responsabilità della giunta Nesladek a lui, a quanto pare, assai cara, nella vicenda della chiusura dei distributori di benzina.
La legge regionale che obbligava i Comuni a verificare la compatibilità territoriale degli impianti di carburante sui propri territori è la n°8 del 2002. La giunta Gasperini, come conferma la dichiarazione dell’ex vice sindaco Prodan (citata nella segnalazione) su Il Piccolo del 20 giugno 2003 si era attivata ed infatti Prodan precisava che ">per ora è certo che sarà adibita a stazione di servizio solo un’area: una parte del piazzale Alto Adriatico”, guarda caso l’area individuata recentemente dalla giunta Nesladek.
Il funzionario incaricato a seguire la vicenda era allora, come oggi, il dott. Ladi Cociani, parente del sindaco Nesladek, il quale venne successivamente sollevato dall’incarico, anche per ragioni di opportunità, dal sindaco Gasperini.
Infatti, come l’interessato ha avuto modo di recente di confermare pubblicamente, una parte delle aree occupate da uno dei due distributori era di proprietà della sua famiglia e probabilmente per la stessa riscuoteva un affitto.
La pratica passò quindi ad altro funzionario. Alla fine del suo mandato però la giunta Gasperini aveva annunciato pubblicamente che l’area individuata per la collocazione di un distributore sarebbe stata quella dell’ex Cantiere alto Adriatico.
Nell’aprile 2008, visto l’immobilismo dell’amministrazione, presentavo un’interrogazione al sindaco Nesladek, misteriosamente scomparsa. Agli inizi d’agosto la ripresentavo e quando ottenni la risposta compresi chiaramente che l’amministrazione non riteneva utile pianificare sul proprio territorio la collocazione degli impianti di distribuzione di carburante, veri e propri servizi di pubblica utilità.
L’8 aprile scorso si è giunti alla delibera n.98 con cui la Giunta dichiarava non conformi alle leggi le collocazioni dei distributori di Muggia. Il 21 luglio veniva finalmente reso pubblico l’annuncio per raccogliere manifestazioni d’interesse per la realizzazione di un distributore nell’area dell’ex Cantiere Alto Adriatico ed il 25 la chiusura definitiva del secondo distributore.
La giunta Nesladek ha quindi trascorso 40 mesi senza assumere nessuna decisione per poi rinviare ancora la soluzione alle manifestazioni d’interesse ed al successivo bando che, qualora raccogliesse delle offerte, rinvierà la riapertura di un nuovo impianto all’autunno del 2010. Nel frattempo ci deve far benzina dovrà andare ad Aquilinia o magari a Rabuiese, arricchendo i gestori e le società petrolifere slovene a scapito delle realtà locali.
Se il segnalante ed i suoi suggeritori, volessero approfondire la vicenda si colleghino al mio blog http://claudiogrizon.blogspot.com, forse si renderanno conto che dopotutto, vista anche la petizione popolare che è partita sulla vicenda, il malcontento sulla giunta Nesladek non è solo dell’opposizione ma anche di tanti muggesani che la pensano come noi.


Claudio Grizon
Consigliere e Coordinatore Comunale
di Forza Italia a Muggia

lunedì 3 agosto 2009

TRIONFA IL GRAN GALA DELL'OPERETTA

La manifestazione ha coinvolto 200 artisti

Nel corso del Gran Gala dell'Operetta che venerdì 31 luglio ha concluso il 40° Festival dell'Operetta, Claudio Grizon, presidente dell'Associazione Internazionale dell'Operetta ha consegnato una targa con la tradizionale medaglia d'argento dell'ente musicale, coniata dallo scultore muggesano Ugo Carà, al tenore Andrea Binetti e al presidente onorario dell'Associazione Danilo Soli.

Da sin. il sovrintendente Giorgio Zanfagnin, Danilo Soli, Andrea Binetti ed il presidente Claudio Grizon.

DISTRIBUTORI DI CARBURANTE, UNA PETIZIONE CONTRO NESLADEK

Ho saputo che un gruppo di cittadini di Muggia ha avviato una petizione popolare indirizzata al Sindaco in merito alla recente chiusura dei distributori di carburante.
Evidentemente non siamo i soli a giudicare negativamente l'operato dell'Amministrazione Comunale. Ovviamente aderiamo all'iniziativa dei cittadini e ci auguriamo che possa essere utile a smuovere la giunta Nesladek.
Di seguito il testo della petizione che mi è stato inviato per conoscenza ...

Spett.le
COMUNE DI MUGGIA
Piazza Marconi, 1
34015 Muggia

Alla c.a. del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale


Oggetto: Petizione, ai sensi dell’art. 38 dello Statuto Comunale, in merito alla recente chiusura dei distributori di carburante di Muggia ed alla necessità di individuare urgenti modalità per consentire la realizzazione e l’apertura di almeno di un nuovo impianto ai sensi della L.R. n.8/2002.


I sottoscritti cittadini di Muggia, ai sensi dell’art. 38 dello Statuto Comunale, formulano la presente petizione popolare in merito ai temi in argomento in quanto “qualunque soggetto portatore di interessi collettivi o diffusi, anche se non residente nel territorio comunale, può rivolgersi singolarmente o in forma collettiva agli organi dell'Amministrazione comunale per sollecitarne l'intervento su questioni di interesse comune o per esporre esigenze di natura collettiva”.
Pertanto, premesso che:
a. fin dall’approvazione della LR n.8/2002 il Comune ha la responsabilità di definire le aree ove consentire la realizzazione dei distributori (art. 9 - Disciplina Urbanistica);
b. in data 8 aprile 2009 la Giunta Comunale, con propria delibera n.98, ai sensi dell’art.8 della LR 8/2002 e del regolamento approvato con DPGR n.0394/2002, ha dichiarato l’incompatibilità territoriale dei due distributori di carburante muggesani;
c. in data 21 luglio scorso il Responsabile del Servizio Sviluppo Economico ha pubblicato un avviso pubblico con oggetto “Dichiarazione di interesse per la realizzazione di un impianto di distribuzione in area di proprietà comunale presso l'ex CAA di via di Trieste”, secondo il quale le società interessate sono invitate a manifestare il proprio interesse per gestire un impianto di distribuzione dei carburanti a Muggia;
d. in data 25 luglio 2009 è stato definitivamente chiuso anche l’ultimo impianto aperto e pertanto, giunti a questo punto, sono improbabili ulteriori proroghe dell’attività o la riapertura dei due distributori;
i sottoscritti Cittadini di Muggia firmatari della presente petizione:
· manifestano il proprio fermo disappunto, preoccupazione e rammarico per la situazione creatasi che costringerà per lungo tempo gli automobilisti e motociclisti di Muggia a rivolgersi ai distributori sloveni o a quello di Aquilinia per il rifornimento di carburante;
· evidenziano in particolare che, nella probabile scelta obbligata di rifornirsi presso i distributori sloveni gli automobilisti muggesani contribuiranno ulteriormente ad arricchire i loro gestori e proprietari a scapito di quelli italiani con conseguente minor gettito fiscale ed una seppur modesta riduzione dei posti di lavoro;
chiedono al Sindaco e all’Amministrazione Comunale:
1. se non ritengano grave che un comune come quello di Muggia con circa 13.400 abitanti, una dichiarata vocazione turistica, sede di numerose attività produttive e in attesa di ulteriori insediamenti commerciali ed economici (Centro Commerciale Free Time, Centro Commerciale Teseco, Mercato Ortofrutticolo del Comune di Trieste, ecc.) sia privo di un impianto di distribuzione di carburanti;
2. di conoscere le ragioni per le quali non hanno provveduto ad adempiere per tempo a quanto previsto al comma 1 dall’art. 9 della LR. 8/2002;
3. quali siano i tempi necessari per l’espletamento di un bando finalizzato per l’affidamento della concessione del terreno individuato nell’area dell’ex CAA e per la sua aggiudicazione;
4. quanto tempo potrebbe trascorrere fino all’apertura di un nuovo distributore di carburanti a Muggia;
5. promuovere ogni iniziativa utile affinché sia garantito ai cittadini di Muggia ed ai turisti di passaggio un servizio di pubblica utilità come quello di un moderno distributore di carburanti.
Ringraziando per l’attenzione si porgono distinti saluti.
I presentatori

domenica 2 agosto 2009

BENZINA ADDIO

MUGGIA - «...C’è un piano del 1996 sulle aree disponibili, che però è da buttare, visto che è rimasto fermo da tempo e non è aggiornato. Ora è stato dato un incarico per redigerne uno nuovo, che dovrebbe essere pronto al massimo tra un mese», dice il vicesindaco e assessore al Commercio Paolo Prodan (An). Ma per ora è certo che sarà adibita a stazione di servizio solo un’area: una parte del piazzale Alto Adriatico... Prodan confida di terminare l’iter entro un anno».
Questo è un estratto dell’articolo pubblicato a firma di Sergio Rebelli sul «Piccolo» del 20 giugno 2003, pag. 21. Sezione Trieste. Nel 1996 il sindaco era Dipiazza. Vicesindaco Gasperini. Successivamente diventato sindaco. La benzina, in quel periodo, era agevolata e i confini esistenti. Il giorno 26 luglio sul Piccolo a pag. 23, leggo: Nota di Grizon (Fi) «Sulla vicenda dei distributori di benzina a Muggia interviene con una nota Claudio Grizon, coordinatore e consigliere comunale di Forza Italia. «Abbiamo perso 3 anni e mezzo – scrive – a causa dell’incapacità della giunta di risolvere i problemi e da oggi i muggesani sono costretti ad andare a fare benzina in Slovenia o ad Aquilinia».
Proseguendo nella nota «...ma l’amministrazione Nesladek è stata assolutamente latitante e oggi con la pubblicazione del bando per un nuovo impianto all’ex Alto Adriatico rinvia ancora la soluzione del problema, costringendo i muggesani a rimanere senza distributore». «Da parte nostra – sottolinea Grizon – già lo scorso anno abbiamo dovuto presentare un’interrogazione sul problema dei distributori ma l’amministrazione nulla ha fatto...».
In considerazione di quanto all’inizio citato, con la situazione attuale oggi esistente: benzina regionale e confini aperti, mi può spiegare il signor Grizon (Fi) che fa parte della coalizione di governo, conosciuto come «Governo del fare» perché ci troviamo senza distributori?
Michele Marolla