Tre settimane fa sono stati allertati i Vigili Urbani per le griglie stradali in loc. Darsella di San Bartolomeo che si staccavano e cadevano nella stessa caditoia continuamente mettendo a rischio automobilisti e motociclisti. Il Comune è intervenuto legando le stesse con del filo di ferro, posizionando il solito cavalletto con il cartello “lavori in corso” e un paio di cartelli completamente inadeguati (strada sdrucciolevole). A tutt’oggi non è stato fatto niente, il fil di ferro si è rotto, la griglia si sta affossando, gli automobilisti nonostante i cartelli corrono come pazzi e il cavalletto è messo sulla curva cieca col rischio di incidenti frontali.
lunedì 30 agosto 2010
A DARSELLA SAN BARTOLOMEO IL COMUNE RIPARA LE GRIGLIE STRADALI CON IL FIL DI FERRO
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LA PULIZIA DEL VERDE A CHIAMPORE E SAN BARTOLOMEO E' UNA PRESA IN GIRO PER I CITTADINI
Ho ricevuto da un cittadino una lunga e-mail su vari problemi di Muggia. Vi propongo questo frammento per le vostre considerazionei in merito all'operato della Provincia di Trieste che sullo stesso tema è stata più volte da me sollecitata a risolvere il problema. Vi rimando ai post del ..... Caro Claudio,
nei giorni scorsi, penso la Provincia, ha inviato un camion munito di braccio meccanico con testa rotante a pulire i bordi strada in Strada per Chiampore e da Loc. San Floriano verso Valico S. Bartolomeo. Erano presenti in zona un paio di giorni ed hanno lavorato forse in tutto 6 o 7 ore. Il risultato è stato deludente. Il bordo strada è stato pulito per circa 50 cm in maniera approssimata e non continuata con zone ancora incolte e sfalcio abbandonato a terra. Le frasche debordanti non sono state toccate.
La volta della foresta pluviale in zona campeggio (vedi foto del 5 giugno scorso) è ancora intatta, tra l’altro manca nuovamente l’illuminazione al valico. In compenso la strada privata che va dalla casa dell’ex Sindaco Milo alla pensione Brioni è stata pulita col suddetto camion che ha tra l’altro danneggiato i cartelli segnaletici a San Floriano. I residenti si sentono presi per il c...o. Inutile che la Bassa Poropat si elogi via tv e stampa.
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IL RECENTE CASO DELLE SANZIONI AL NUOVO HOTEL FA EMERGERE IL CAOS ALL’UFFICIO COMMERCIO
Ed i vigili urbani sbagliano e rendono nulla la contestazione per la mancata richiesta per l’apposizione inviata al gestore anziché al proprietario dell’immobile
Ritardi all’ufficio commercio, sanzioni sbagliate dei vigili e inesistenza dello Sportello unico per le imprese. Sono queste in sintesi i rilievi di cui Claudio Grizon, coordinatore e consigliere di Muggia del PDL chiederà conto al sindaco Nerio Nesladek con un’interrogazione urgente dopo il recente sopralluogo dei reparti amministrativi della Questura e dei vigili urbani in un hotel muggesano.
“Lascia non poco perplessi – sottolinea Grizon - la scarsa tempestività dell’ufficio commercio nella conclusione di una pratica che era in dirittura d'arrivo dopo l'ultimo sopralluogo della Commissione preposta”. “In fondo un corretto rapporto tra Istituzioni e cittadini dovrebbe essere fondato tendenzialmente a prevenire piuttosto che punire, specie se si tratta di un imprenditore che ha investito non poco per un'attività di cui anche la collettività trarrà vantaggio”.
“Vien da chiedersi – prosegue poi il consigliere - se lo zelo dimostrato delle forze dell’ordine, e in particolare quello dei vigili urbani, sia stato orientato anche ai controlli per la prevenzione dell'abusivismo nel campo delle ricettività che probabilmente interessa anche il territorio muggesano”.
“Il caos che ha coinvolto l’ufficio commercio – aggiunge Grizon - è probabilmente causato anche dal recente pensionamento del responsabile e trova conferma oltre che dai ritardi nel rilascio delle autorizzazioni dal fatto che ad un recente sopraluogo della Commissione l’ufficio si è dimenticato di invitare il rappresentante degli albergatori”.
“A questo punto l’amministrazione deve rendere conto dell’operato degli uffici – evidenzia ancora l’esponente del PDL - e in particolare della violazione che i vigili urbani hanno contestato al nuovo albergo per la mancata richiesta di apposizione dell’insegna che nel contempo invece era stata oggetto di una dichiarazione d’inizio attività conseguentemente alla quale l’ufficio urbanistica aveva dato le sue prescrizioni”. “Nesladek dovrà spiegarci poi come mai i vigili urbani hanno sbagliato la contestazione della violazione, avendola spedita al gestore dell’hotel anziché al proprietario dell’immobile che ha presentato tutta la documentazione sulla nuova attività”.
“Emerge infine – conclude Grizon - che lo Sportello unico delle imprese, di qui il funzionario andato in pensione era responsabile con la funzione di “posizione organizzativa” (remunerata con circa 5-6 mila euro in più all’anno), esisteva solo sulla carta in quanto nel caso in questione fin dall’avvio delle pratiche avrebbe dovuto comunicare l’obbligo dettato dall’art. 23 del codice della strada di presentare anche la richiesta per apporre l’insegna dell’hotel”. “Chiederemo anche al sindaco Nesladek quanti esercizi commerciali, bar, ristoranti e imprese muggesane hanno presentato negli ultimi cinque anni la contestata richiesta di autorizzazione per l’apposizione delle insegne per verificare se le norme siano state applicate in modo univoco per tutte le attività economiche di Muggia”.
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domenica 29 agosto 2010
L'ALA CATTOLICA DEL PDL
Da Il Piccolo del 29 agosto 2010 -Pagina 13 - Trieste
L’ALA CATTOLICA DEL PDL
Marini avverte: «Tavolo unico anche per Provincia e Muggia»
L’ALA CATTOLICA DEL PDL
Marini avverte: «Tavolo unico anche per Provincia e Muggia»
Più Piero Camber che Paolo Rovis, senza snobbare la variabile Bucci. L’ala cattolica del Pdl di oggi, e della Forza Italia di ieri, rappresentata dal consigliere regionale Bruno Marini, irrompe nel dibattito del centrodestra per il candidato alla successione di Dipiazza in vista delle ammministrative 2011, rivendicando pesantemente solo una casella su quattro. Quale? Quella del candidato sindaco di Muggia: Claudio Grizon, attuale coordinatore Pdl della cittadina rivierasca nonché capogruppo forzista in Consiglio provinciale. Vada dunque per Giorgio Ret alla Provincia, e magari per l’ex An Massimo Romita a Duino Aurisina se lo stesso Ret viene schierato. E vada per un ragionamento sulla triade Camber-Rovis-Bucci in Municipio. Per Muggia, però, dal momento che «tutte le candidature devono essere viste in una logica complessiva, ferma restando la competenza degli organi di partito territoriali, mi sembra che stia emergendo naturalmente una candidatura forte, quella di Claudio Grizon (nella foto con il cardinale Ersilio Tonini)».
E a Trieste? Marini spezza lo stallo diplomatico e si sbilancia: «La situazione dipenderà ovviamente pure dagli sviluppi romani tra finiani e berlusconiani, vedo difficile tuttavia che qui Menia e Lippi vadano a costituire un grande centro con i Sasco». Quindi? «Vedo con grande favore due nomi - aggiunge - uno è quello di Piero Camber, l’altro è Maurizio Bucci». Entrambi colleghi in Consiglio regionale, e ciascuno dei due ha secondo l’esponente cattolico del Pdl la propria forza elettorale. «A Camber - prosegue Marini - mi lega non solo una pluridecennale amicizia, ma anche e soprattutto la perplessità su superporto e rigassificatore. Bucci forse mi andrebbe anche meglio come candidatura. Sarebbe una candidatura di peso politico inferiore a quella di Camber, ma meno caratterizzata e quindi in grado di pescare più consensi anche al di fuori del centrodestra». E Paolo Rovis allora? E quel Paoletti evocato come rappresentante della mitica società civile? Per Marini né l’uno né l’altro: «Primo alla società civile non ho mai creduto. Secondo Paolo è un ottimo politico e potrebbe anche essere pronto, però se si fa ancora una consiliatura come assessore...». Fermo restando che «bisognerà sentire anche che cosa ne dice il senatore Giulio Camber». (pi.ra.)
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DEBITO DA 250 MILA EURO IN PROVINCIA, ATTIVITA' BLOCCATA
Da Il Piccolo del 29 agosto 2010 - Pagina 14 - Trieste
GLI AVVOCATI DEGLI EX AMMINISTRATORI ASSOLTI PRESENTANO IL CONTO
Debito di 250mila euro in Provincia, attività bloccata
L’assessore De Francesco: «Parcelle impreviste».
Vascotto (An-Pdl): «Si sono costituiti parte civile, adesso pagano»
di MADDALENA REBECCA
IL DEBITO Va detto però che il pagamento dei 250 mila euro dovuto ai difensori degli degli ex amministratori provinciali, tra cui gli avvocati avvocati Alfredo Antonini e Claudio Giacomelli, non esaurirà i debiti dell’amministrazione Bassa Poropat legati a vicende giudiziarie. Oltre alle spese legali per l’affaire gazebo”, infatti, andranno sostenute anche quelle per l’altro processo a carico di Scoccimarro, Tononi e del dirigente Luciano Daveri, indagati e poi assolti per abuso d’ufficio e irregolarità nell’affidamento di incarichi.
GLI AVVOCATI DEGLI EX AMMINISTRATORI ASSOLTI PRESENTANO IL CONTO
Debito di 250mila euro in Provincia, attività bloccata
L’assessore De Francesco: «Parcelle impreviste».
Vascotto (An-Pdl): «Si sono costituiti parte civile, adesso pagano»
di MADDALENA REBECCA
Che gli avvocati prima o poi avrebbero presentato il conto, lo sapevano. Quello che non sospettavano era invece di dover pagare un importo a sei cifre. E così, quando si sono visti presentare una parcella da 250 mila euro dai difensori dell’ex presidente provinciale Fabio Scoccimarro, dell’allora assessore Piero Tononi e dell’ex capo di gabinetto Francesca Vivarelli - coinvolti e poi assolti nel cosiddetto ”processo del gazebo” -, gli attuali vertici di palazzo Galatti hanno dovuto correre ai ripari. Come? Bloccando temporaneamente tutti i pagamenti dell’ente, in attesa di recuperare le risorse necessarie a saldare l’impegnativa fattura.
IL BLOCCO «Si è trattato però di un blocco durato appena quattro giorni - precisa l’assessore al Bilancio Mariella De Francesco -. Giusto il tempo per ristabilire la copertura dell’improvviso debito fuori bilancio. Parcelle da 250 mila euro, del resto, normalmente non ne arrivano molte. E dal momento che il Patto di stabilità impone limiti precisi, prima di convocare la giunta e individuare la copertura, abbiamo inevitabilmente dovuto sospendere le spese. La situazione, tuttavia, è già tornata alla normalità. Il blocco è stato rimosso subito dopo la riunione di giunta convocata mercoledì scorso».
IL DEBITO Va detto però che il pagamento dei 250 mila euro dovuto ai difensori degli degli ex amministratori provinciali, tra cui gli avvocati avvocati Alfredo Antonini e Claudio Giacomelli, non esaurirà i debiti dell’amministrazione Bassa Poropat legati a vicende giudiziarie. Oltre alle spese legali per l’affaire gazebo”, infatti, andranno sostenute anche quelle per l’altro processo a carico di Scoccimarro, Tononi e del dirigente Luciano Daveri, indagati e poi assolti per abuso d’ufficio e irregolarità nell’affidamento di incarichi. PARTE CIVILE La giunta Bassa Poropat, inoltre, si vedrà recapitare pure una terza parcella: quella dell’avvocato Maurizio Consoli relativa all’assistenza legale fornita all’ente costituitosi parte civile nel processo innescato dall’installazione del gazebo per la distribuzione agli anziani delle tessere dei bus. «È vero - precisa ancora l’assessore De Francesco -. ai 250 mila euro di spese legali per gli ex amministratori andrà aggiunto anche l’onorario dell’avvocato Consoli. In questo caso, però, parliamo di una cifra molto più contenuta e già preventivata. Al momento di costituirci parte civile, infatti, avevamo previsto la relativa copertura. Del tutto imprevista, a livello di entità di spesa, si è rivelata invece l’altra parcella. Sapevamo di dover procedere al pagamento, visto che il processo di appello si è concluso da tempo (la sentenza di assoluzione è stata pronunciata lo scorso 1° marzo dal presidente della Corte d’Appello Mario Trampus ndr), ma non conoscendone l’importo, non avevamo la copertura».
L’OPPOSIZIONE Parole che lasciano di stucco il consigliere provinciale di An-Pdl Marco Vascotto, autore di un’interrogazione presentata proprio per conoscere le motivazioni del blocco dei pagamenti scattato nei giorni scorsi. «Se le affermazioni dell’assessore corrispondono al vero, c’è da essere seriamente preoccupati per la scarsa capacità di previsione dell’amministrazione. Capirei il problema se si verificasse, chessò, una tromba d’aria che all’improvviso buttasse giù palazzo Galatti. Ma qui - continua Vascotto - parliamo di un processo conclusosi oltre sei mesi fa. Possibile che questa giunta, arrivata peraltro non l’altro ieri ma quattro anni fa, non abbia stipulato un’assicurazione in grado di far fronte a spese consistenti o una qualche altra griglia di copertura? Mi pare davvero strano che, da un giorno all’altro, la giunta si sia ritrovata così in difficoltà da dover ricorrere addirittura al blocco dei pagamenti. Cose simili possono succedere ad un privato che si trova a ricevere una ”botta” inattesa, non certo ad un ente pubblico come la Provincia».
LA SCELTA Scarsa lungimiranza quindi a cui, secondo Vascotto, si sommano poi gli effetti di un’altra mossa ”inopportuna”: la scelta di costituirsi parte civile sostenendo di essere stata lesa nella propria immagine dalla condotta degli ex amministratori. «In questo ci hanno messo del loro - prosegue l’esponente di An-Pdl -. Se volevano andare a recuperare eventuali danni d’immagine, potevano almeno aspettare la conclusione del processo penale. Invece hanno accelerato i tempi e ora ne pagano le conseguenze. Ancora oggi mi sfugge l’opportunità di quell’azione. Si sarebbe potuto attendere l’esito dell’appello e poi agire».
LA DELIBERA L’impressione del centrodestra, insomma, è che in tutta questa vicenda la Provincia «abbia perso la barra del comando. Tanto da dover addirittura sospendere i pagamenti dell’ente per riuscire a riprendere il controllo». «La cosa comunque - conclude Vascotto - non può finire così. Voglio vedere le carte e capire anche in che modo si è arrivati alla copertura del debito. Passaggio che, ricordo, per legge richiede il coinvolgimento del consiglio provinciale».
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giovedì 26 agosto 2010
A MUGGIA IN BIBLIOTECA IL SOLE 24 ORE SOLO AL LUNEDI’, NON CI SONO I SOLDI PER L’ABBONAMENTO ANNUALE
Grizon (PDL): Mentre si spendono inutilmente oltre 770 mila euro per trasferire la biblioteca non si trovano 340 euro per l'abbonamento a Il Sole 24 Ore
“Quali sono i giornali in abbonamento disponibili alla biblioteca comunale di Muggia e con quali criteri sono stati scelti? E’ vero che, come mi è stato riferito da un funzionario comunale, del giornale economico Il Sole 24 Ore è possibile consultare solo l’edizione del lunedì perché non ci sono i soldi per un abbonamento settimanale?” E poi “non sarebbe più semplice ed economico fare degli abbonamenti per consultare i giornali via internet?”
Queste sono alcune delle domande che il consigliere comunale di FI-PDL Claudio Grizon ha rivolto in una interrogazione indirizzata al sindaco Nerio Nesladek dopo aver appreso che alla biblioteca civica, per la quale l’amministrazione sta spendendo inutilmente oltre 770 mila euro per il trasferimento ai giardini Europa, non ci sarebbero i soldi per un abbonamento annuale completo.
“Visto che esiste il sistema wi-fi – scrive Grizon nell’interrogazione - e che ad esempio l’abbonamento settimanale per Il Sole 24 Ore in internet costa 348 euro e quello per Il Piccolo 139 euro non sarebbe poi una spesa troppo onerosa, rispetto ai 421 e ai 241 euro dell’edizione cartacea, che, per altro, consentirebbe di salvare quotidianamente una copie digitale dei quotidiani e l’accesso all’archivio storico disponibile via web”.
Ma nell’interrogazione il consigliere del PDL chiede inoltre a Nesladek “quali sono i dirigenti e i funzionari dell’ente che hanno la possibilità di aggiornarsi sulle complesse norme di legge ed in particolare su quelle che riguardano gli aspetti finanziari, fiscali, ambientali, sui contratti e sugli appalti, con la lettura quotidiana o periodica dei giornali economico finanziari? Quante copie di questi giornali vengono acquistate e se non sia il caso di prevedere anche per loro, qualora non ci siano già, abbonamenti via web ”.
“Devo dire – commenta il consigliere Grizon - che sono rimasto senza parole quando ho saputo che in biblioteca del Sole 24 Ore, il quotidiano di Confindustria e principale testata economico finanziaria italiana, si può consultare solo la copia del lunedì perché sembra che non ci siano soldi per un abbonamento completo annuale. Con tutti gli sprechi di questo ente potrei indicare io al sindaco Nesladek dove recuperare migliaia di euro e non solo i 348 euro dell’abbonamento annuale”.
mercoledì 25 agosto 2010
"BAGLIORI DA VIENNA", GALA DELL'OPERETTA VIENNESE
IL CASTELLO CON LE STELLE
martedì 14 settembre 2010 - Castello di San Giusto
Gala dell’Operetta
BAGLIORI DA VIENNA
Omaggio ai 150 anni dell’Operetta Viennese
Si ringrazia per la collaborazione la signora Fulvia Costantinides e il signor Sergio Mina
Interpreti: Orchestra Filarmonia Veneta; direttore Romolo Gessi; Alexandra Reinprecht soprano; Andrea Binetti tenore
martedì 14 settembre 2010 - Castello di San Giusto
Gala dell’Operetta
BAGLIORI DA VIENNA
Omaggio ai 150 anni dell’Operetta Viennese
Di: a cura dell'Associazione Internazionale dell'Operetta Friuli Venezia Giulia
Produzione: Associazione Internazionale dell’Operetta - Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Associazione Musicale Aurora Ensemble
Si ringrazia per la collaborazione la signora Fulvia Costantinides e il signor Sergio Mina
Interpreti: Orchestra Filarmonia Veneta; direttore Romolo Gessi; Alexandra Reinprecht soprano; Andrea Binetti tenore
Nei Paesi della Mitteleuropa i 150 anni dell’Operetta viennese sono il grande evento della stagione e Trieste trova qui, nella rinnovata arena del suo Castello di San Giusto, l’occasione per celebrarne i fasti in queste notti di fine estate. Occasione veramente ghiotta perché l’Associazione Internazionale dell’Operetta è riuscita a mettere insieme il soprano austriaco Alexandra Reinprecht, cantante di punta della Wiener Staatsoper, avvenente artista che sfodera una voce di grande fascino e seduzione, e il tenore Andrea Binetti, che porta alto il nome di Trieste in questo mondo stimolante e raffinato di violini e champagne, con un complesso quanto mai agguerrito e rinomato, quale l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, tra le migliori del Nord-Est, affidata ad un maestro di talento e sensibilità, come il triestino Romolo Gessi, dal prestigioso curriculum internazionale.
Sono nomi che il pubblico giuliano ben conosce ed ammira, anzi sono degli autentici beniamini, che saranno impegnati in un invitante programma basato su tre grandi figure della storia dell’Operetta, da Franz von Suppé, il musicista dalmata che per primo intuì, alla metà dell’Ottocento, le possibilità del valzer viennese di diventare protagonista del nuovo genere, nato felicemente in Francia, auspice Jacques Offenbach, a Johann Strauss junior, che del valzer divenne l’indiscusso monarca, creatore di immortali melodie, per arrivare a Franz Lehár, un po’ slovacco, un po’ ungherese, ma anche un po’ triestino, il quale chiosò con tanti capolavori il passaggio dell’Operetta viennese dalla gloriosa epoca d’oro all’epoca d’argento, così voluttuosa e spumeggiante.
Claudio Grizon - Presidente dell'Associazione Internazionale dell'Operetta FVG
Danilo Soli - Presidente Onorario dell'Associazione Internazionale dell'Operetta FVG
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lunedì 23 agosto 2010
BENVENUTI A MUGGIA: L'INCROCIO TRA VIA CADUTI SUL LAVORO E LA PROVINCIALE PER RABUIESE
D'estate, si sa, anche a Muggia passano diversi turisti oltre ai soliti transfrontalieri. E quindi la triste visione dell'abbandono e dell'incuria che caratterizzano la zona circostante l'incrocio tra via Caduti sul Lavoro e la provinciale che va a Rabuiese, che ormai da anni ci troviamo a percorrere quando andiamo da Muggia o da Rabuiese verso Trieste, avrà lasciato il segno anche nella loro memoria.
Certamente non è questo un bel biglietto da visita ma ne in Comune ne in Provincia nessuno si è preoccupato di porre rimedio alla situazione nonostante i solleciti e le interrogazioni fatte. Recentemente qualcuno un po d'erba l'ha tagliata sul tratto di strada passato recentemente dall'ANAS alla Provincia, che va dall'ingresso della galleria in direzione Rabuiese, ma molto rimane da fare... quelle protezioni stradali in plastica non sono certo un belvedere e di erba e arbusti cresciuti in strada e sui marciapiedi da tagliare ce ne sono ancora moltissimi ... ma forse Rabuiese, Belpoggio, la zona industriale delle Noghere sono troppo lontane da piazza Marconi e da Palazzo Galatti...
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domenica 15 agosto 2010
BUON FERRAGOSTO A TUTTI!
Buon Ferragosto a tutti, in particolare alle forze dell'ordine, a chi deve comunque lavorare e a chi è solo e ammalato. Auguri per una giornata serena.
GRIZON(PDL): AQUILINIA E' SENZA UN SUPERMERCATO
Da Il Piccolo del 15 agosto 2010 - Pagina 17 - Trieste
MUGGIA. OLTRE UN MIGLIAIO DI ABITANTI, FRA CUI MOLTI ANZIANI, PRIVI DI UN SERVIZIO ESSENZIALE
Grizon (Pdl): Aquilinia è senza un supermercato
«Nel disinteresse del Comune ha chiuso ”il Di”. Ha senso prevedere altri centri commerciali?»
MUGGIA «Nel completo silenzio e disinteresse dell’amministrazione comunale muggesana è stato chiuso di recente anche "il Di - il Discount" di via Montedoro ad Aquilinia, lasciando così la frazione che va da Zaule a via di Stramare, dove vivono oltre mille persone, senza un supermercato».
Ad annunciare un nuova chiusura nel già sofferente tessuto commerciale muggesano è Claudio Grizon, consigliere comunale e coordinatore locale del Pdl, il quale ricorda di aver dichiarato, quasi un anno e mezzo fa, quando aprì il centro commerciale Montedoro Freetime, ”apre il Freetime e chiude il commercio muggesano”.
«Con rammarico – osserva Grizon – devo constatare che fui un facile profeta in quanto, alcuni mesi dopo, a causa del calo del lavoro, è stato chiuso il supermercato "Meta" di Zaule, mentre un mese fa è stata appunto chiusa l'attività del supermercato "il Di - il Discount" di via Montedoro».
Dopo una vendita promozionale di alcuni giorni, il supermercato, che costituiva l'unico punto di riferimento per la frazione, dove vive un migliaio di abitanti tra i quali molti anziani, è stato chiuso da un giorno all'altro senza alcun preavviso.
«Nei giorni successivi – ricorda il consilgiere del Pdl – è comparsa una scritta in cui il gestore, scusandosi con la clientela, annunciava un periodo di ferie che avrebbe dovuto terminare il 19 luglio, ma le serrande continuano a rimanere abbassate. Gira voce – aggiunge – che dovrebbe subentrare un nuovo gestore ma nulla è certo».
Ciò che è certo è il grande disagio per i residenti della zona, dei quali forse solo una minima parte frequenta grandi strutture della zona come il Freetime o Famila, raggiungibili paraltro solo in automobile. «I residenti di Aquilinia – rimarca Grizon – sono rimasti senza un servizio commerciale indispensabile, che costituiva di fatto, con il vicino bar, l'edicola e la parrucchiera, un presidio sociale di servizi di utilità». La chiusura del supermercato, sembrerebbe legata al calo di lavoro e a motivi personali del gestore, che avrebbe resistito finché ha potuto.
Il coordinatore del Pdl muggesano sottoline apoi come «i grandi centri commerciali abbiano atrofizzato le piccole attività sul territorio, nel disinteresse dell'amministrazione comunale che evidentemente non si è posta il problema di prevenire e accompagnare questi cambiamenti che impattano socialmente sulla comunità».
E aggiunge: «Ci chiediamo a questo punto, con un centro Freetime che non ha ancora raggiunto il pieno regime, che senso abbia ancora il previsto nuovo megacentro commerciale di Coop Nord Est, di cui il sindaco Nesladek ha già incassato gli oneri di urbanizzazione e si appresta a spenderli a pioggia?»
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sabato 14 agosto 2010
CHIUSO ANCHE IL DISCOUNT DI MONTEDORO
Grizon (PDL): dopo l'apertura del "Free Time" chiuso il "Meta" di Zaule e "il Discount" di Montedoro nel disinteresse dell'amministrazione Comunale<
Nel completo silenzio e disinteresse dell’amministrazione comunale muggesana ormai un mese fa è stato chiuso anche "il Di - il Discount" di via Montedoro ad Aquilinia lasciando così la frazione che va da Zaule a via di Stramare dove vivono oltre mille persone senza un supermercato.
Quando venne inaugurato il centro commerciale Montedoro "Free Time", quasi un anno e mezzo fa, dichiarai "apre il Free Time e chiude il commercio muggesano! e con rammarico devo constatare che fui un facile profeta in quanto, alcuni mesi dopo, a causa del calo del lavoro, è stato chiuso il supermercato "Meta" di Zaule mentre un mese fa è stata appunto chiusa l'attività del supermercato "il Di - il Discount" di via Montedoro.
Dopo una vendita promozionale di alcuni giorni, il supermercato che costituiva l'unico punto di riferimento per la frazione, costituita da circa un migliaio di abitanti tra cui molti anziani, è stato chiuso da un giorno all'altro senza alcun preavviso. Nei giorni successivi è comparsa una scritta in cui il gestore, scusandosi con la clientela, annunciava un periodo di ferie che avrebbe dovuto terminare il 19 luglio ma le serrande continuano a rimanere abbassate. Gira voce che dovrebbe subentrare un nuovo gestore ma nulla è certo. Rimane quindi il grande disagio per i residenti della zona, dei quali forse solo una minima parte frequentano il Free Time o il Famila, raggiungibili solo in automobile, che sono rimasti senza un servizio commerciale indispensabile che costituiva di fatto, con il vicino bar, l'edicola e la parrucchiera, un presidio sociale di servizi di utilità.
La chiusura del supermercato, sembrerebbe legata al calo di lavoro e a motivi personali del gestore che ha resistito finché ha potuto. E’ un fatto grave di cui l'amministrazione comunale probabilmente o se ne disinteressa oppure non ne è informata. Temo quindi che sia improbabile che si farà carico del disagio e le difficoltà dei residenti individuando, qualora sia necessario, con la proprietà un nuovo gestore e sostenendone in genere la riapertura, pur nel rispetto delle regole del mercato e della legge.
Intanto però registriamo che i grandi centri commerciali hanno atrofizzato le piccole attività sul territorio, nel disinteresse dell'amministrazione comunale che evidentemente non si è posta il problema di prevenire ed accompagnare questi cambiamenti che impattano socialmente sulla comunità.
Ci chiediamo a questo punto con un Free Time che non ha ancora raggiunto il pieno regime che senso abbia ancora il previsto nuovo mega centro commerciale di Coop Nord Est di cui Nesladek ha già incassato e s’appresta a spendere a pioggia gli oneri di urbanizzazione?
Claudio Grizon
Coordinatore e Consigliere Comunale del PDL di Muggia
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"AQUARIO, SOLO UN'AREA CON VALORI ELEVATI"
Per ora senza commenti... Nesladek commenta dati che non ci ha voluto ancora dare, e che ha solo lui, pur essendo stati validati dall'ARPA... cosa ci sarà da nascondere? Potrebbero far saltare le sue promesse? Visto che i dati sull'inquinamento sull'area ex Acquario non li ha voluti fornire a tutti i consiglieri noi li abbiamo richiesti, vedremo quando ce li farà avere!
Da Il Piccolo del 14 agosto 2010 - Pagina 17 - Trieste
MUGGIA. IL SINDACO INTERVIENE SUI DATI DELL’INQUINAMENTO DEL TERRAPIENO
«Acquario, solo un’area con valori elevati»
Nesladek: il tipo di intervento è legato all’uso futuro e da esso dipende il progetto di bonifica
MUGGIA «Nel terrapieno Acquario, sulla base di 129 prelievi, sono state individuate quattro aree con valori alterati e solo una di esse presenta valori particolarmente elevati». La precisazione è del sindaco di Muggia, Nerio Nesladek, che interviene sulla delicata questione dopo che il nostro giornale ha pubblicato i risultati delle contranalisi effettuate dall’Arpa sui dati dei campionamenti svolti da Cigra per conto del Comune.
«Secondo la legge che regola questa materia (la 152/2006) – sottolinea il sindaco – lo sforamento dei limiti di alcuni inquinanti non è più la sola condizione che preclude l’utilizzo di un sito inquinato. Bisogna invece dimostrare che questi inquinanti possono essere in grado di entrare in contatto con uomini o animali e determinare un danno se toccati, ingeriti o inalati. Per questo – aggiunge – ci si avvale una serie di indagini multidisciplinari che sono la base per l’analisi del rischio, lo strumento più avanzato di supporto alle decisioni nella gestione dei siti contaminati. Tutto ciò è stato fatto nel caso di Acquario, e con la consulenza di una delle migliori specialiste italiane del settore, la dottoressa Laura D’Aprile».
I risultati dell’analisi del rischio hanno portato a individuare le quattro aree indicate dal sindaco più sopra. «Ci troviamo di fronte a inquinanti – precisa Nesladek – che non hanno la tendenza a disperdersi nell’ambiente. Il dato inoltre che ci conforta è che questo inquinamento ha finora sostanzialmente risparmiato le acque sotto il terrapieno e il mare antistante, ed è perciò confinato sulla terraferma: dei 48 campioni prelevati dalle acque di falda, dei 15 campioni di acqua di mare e dei 10 campioni di sedimento marino , infatti nessuno è inquinato».
Secondo il sindaco, l’analisi del rischio evidenzia la necessità di attuare misure che interrompano, verso la superficie e verso il mare, una possibile esposizione per gli uomini e gli animali, e «gli interventi dovranno essere di una certa consistenza per un eventuale utilizzo di tipo residenziale, mentre potranno essere più limitati in caso di utilizzi diversi».
Il primo cittadino ricorda a questo punto che la legge prevede, a seconda del successivo utilizzo, diversi scenari: se la zona dovrà essere residenziale (cosiddetta tabella A, utilizzo previsto per 350 giorni all’anno per 24 ore al giorno) i criteri di bonifica devono essere più rigorosi; se invece l’utilizzo ricade nella tabella B (250 giorni all’anno per 8 ore al giorno) gli stessi criteri sono ovviamente meno restrittivi.
«Certe zone di Acquario – osserva il sindaco – se utilizzate con i criteri della tabella B potrebbero già essere restituite agli usi legittimi a fronte di interventi minimi. Proprio in questi giorni stiamo valutando se la destinazione d’uso di Acquario da noi prevista (spiaggia pubblica e gratuita) potrebbe rientrare nella tabella B, semplificando così costi e tempi».
Su queste basi, rimarca quindi Nesladek, verrà redatto il progetto di bonifica che la conferenza dei servizi regionale dovrà approvare, modificandolo se lo riterrà necessario.
«Dobbiamo inoltre ricordare – prosegue – che, proprio perché il cedimento progressivo della scogliera rischiava di estendere a zone indenni l’inquinamento, abbiamo ritenuto di dare avvio con urgenza al ripristino della stessa e a una messa in sicurezza e pulizia di tutta l’area. L’opera, già iniziata, rappresenta il punto di partenza della bonifica di Acquario, contemporaneamente alla conclusione delle procedure di caratterizzazione del sito. Senza dubbio – conclude il sindaco – in stretta collaborazione con Arpa, la Regione e gli altri enti coinvolti verrà elaborato un progetto di bonifica molto accurato». (gi. pa.)
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GRIZON: LE PROMESSE HANNO PORTATO MALE
Da Il Piccolo del 14 agosto 2010 - Pagina 17 - Trieste
LA REAZIONE DEL PDL
Grizon: le promesse hanno portato male
MUGGIA «Dopo aver preso atto dei preoccupanti dati elaborati dall'Arpa,sulla base delle analisi del Cigra, attendiamo fiduciosi le prossime promesse del sindaco Nesladek, che s'affretterà probabilmente a dire che risolverà tutto lui». Non usa mezzi termini il consigliere e coordinatore comunale del Pdl, Claudio Grizon, per commentare la posizione del sindaco sul nodo dell’inquinamento del terrapeino Acquario.
«Nei mesi scorsi – prosegue Grizon – Nesladek ci ha abituati ad una serie di annunci, proclami e promesse che, alla luce di questi dati, sembrano esser state un malaugurio per un pronto recupero e rilancio della costa muggesana. Abbiamo imparato – prosegue – a non credere più alle promesse del sindaco, e con noi speriamo anche gran parte dei muggesani che, dopo quattro anni e mezzo, hanno capito che da questa amministrazione non hanno ben poco da sperare».
Ci sono comunque molti aspetti, rileva poi il consigliere comunale, da chiarire sulla vicenda delle caratterizzazioni e sui lavori sulla massicciata che «sono stati affidati due anni dopo grazie a un'ordinanza del sindaco emessa per giustificarne l'urgenza. Rimane il rammarico – conclude – per il tempo che continua a passare, che non ci consente di intravvedere a breve la possibilità di progettare e realizzare interventi che possano offrire alla costa muggesana uno sviluppo del turismo balneare».
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venerdì 13 agosto 2010
LE PROMESSE DI NESLADEK HANNO PORTATO MALE AL RECUPERO DI ACQUARIO
Dopo aver preso atto dei preoccupanti dati elaborati dall'ARPA, sulla base delle analisi del CIGRA, su cui a breve ritorneremo, attendiamo fiduciosi le prossime e, siamo certi tempestive, promesse del sindaco Nesladek che s'affretterà probabilmente a dire che risolverà tutto lui.
Nei mesi scorsi, infatti, l'uomo ci ha abituati ad una serie di annunci spot, proclami e promesse che, alla luce di questi dati, sembrano esser state un malaugurio per un pronto recupero e rilancio della costa muggesana.
D'ora in poi spereremmo che tacesse ma temiamo invece che non sarà così: potrebbe anche negare l'evidenza e dire che per la prossima estate sull'area ex Aquario andremo tutti al mare, tra giardini e palme e su spiagge bianchissime, come nelle isole del Pacifico, e che ci ristoreremo all'ombra di ombrelloni di paglia sorseggiando fresche bibite.
Ma abbiamo imparato a non credere più alle promesse di Nesladek e alle sue sparate senza costrutto e con noi speriamo anche gran parte dei muggesani che, dopo quattro anni e mezzo, hanno ormai capito che da questa amministrazione non hanno ben poco da sperare.
Ci sono comunque molti aspetti da chiarire sulla vicenda delle caratterizzazioni e sui lavori sulla massicciata che sono stati affidati due anni dopo grazie a un’ordinanza del sindaco emessa per giustificarne l’urgenza.
Rimane il rammarico per il tempo che continua a passare, forse non infruttuosamente ma che certamente non ci consente di intravvedere a breve la possibilità di progettare e realizzare degli interventi che possano offrire alla costa muggesana uno sviluppo del turismo balneare.
Il turismo della cittadina decollerà solo quando avremo la nostra “Barcola” nell’ambito di una progettazione armonica e coerente della costa muggesana dal terrapieno delle Noghere a Lazzaretto che Nesladek e la sua giunta non ha saputo fare.
Certo che da amministratore comunale e provinciale dover apprendere i dati ufficiali sulle caratterizzazioni su Acquario dal giornale non sia la cosa ideale: dopo due anni dall’incarico al CIGRA il sindaco avrebbe fatto bene a comunicarli ad ogni consigliere affinché li possa valutare facendo le considerazioni del caso.
Ma visto che purtroppo questi dati non sembrano incoraggianti, Nesladek dopo mesi e mesi di annunci e di vane promesse di riaprire l’area, se ne sarà un po’ vergognato ed avrà preferito tenerseli per se finché ha potuto, nascondendo la testa sotto quella sabbia che su Acquario lui non porterà mai.
Claudio Grizon
Consigliere e Coordinatore Comunale del Pdl di Muggia
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ACQUARIO, IDROCARBURI CANCEROGENI OLTRE I LIMITI
LA NOTA
Dopo aver preso atto di questi preoccupanti dati elaborati dall'ARPA sulla base delle analisi del CIGRA, su cui a breve ritorneremo, attendiamo fiduciosi le prossime e, siamo certi tempestive, promesse del sindaco Nesladek che s'affretterà probabilmente a dire che risolverà tutto lui.
Nei mesi scorsi infatti l'uomo ci ha abituati, complice Il Piccolo, ad una serie di annunci spot, proclami e promesse che, alla luce di questi dati, sembrano esser stati un malaugurio per il recupero e il rilancio della costa muggesana.
D'ora in poi spereremmo che tacesse ma temiamo invece che non sarà così: potrebbe anche negare l'evidenza e dire che per la prossima estate sull'area ex Aquario andremo tutti al mare, tra giardini e palme e su spiaggie bianchissime come nelle isole del Pacifico e ci ristoreremo all'ombra di ombrelloni di paglia sorseggiando bibite freschissime. Ma abbiamo imparato a non credere più alle promesse di Nesladek e alle sue sparate senza costrutto e con noi speriamo anche gran parte dei muggesani che, dopo quattro anni e mezzo, hanno ormai capito che da questa amministrazione non hanno nulla da sperare.
Da Il Piccolo del 13 agosto 2010 - Pagina 17 - Trieste
MUGGIA LE CONTROANALISI AI PRELIEVI FATTI NEL TERRAPIENO LUNGO LA COSTIERA
Acquario, idrocarburi cancerogeni oltre i limiti
Dalle verifiche dell’Arpa i massimi di legge risultano superati anche di decine di volte
A pochi centimetri sotto la superficie quantità pericolose di ferro, manganese, mercurio e arsenico
di GIUSEPPE PALLADINI
TRIESTE - Idrocarburi cancerogeni e metalli ben oltre i limiti di legge sono presenti nel terrapieno Acquario, sulla costiera muggesana, la cui bonifica è al centro della conferenza dei servizi insediata di recente dalla Regione.
I dati sulla reale consistenza dell’inquinamento della vasta area fra Punta Olmi e Punta Sottile emergono dalle verifiche che l’Arpa ha effettuato sui campionamenti svolti a suo tempo dal Cigra per conto del Comune di Muggia.
Scorrendo le tabelle prodotte dall’Arpa si scopre, ad esempio, che in un campione di terreno prelevato a una profondità fra 0,6 e 1,5 metri lo zinco è piuttosto elevato (1097 milligrammi per chilogrammo) anche se non supera il limite (1500), ma è soprattutto una serie di idrocarburi a sfondare, anche di decine di volte, il massimo di legge.
E’ il caso del benzoantracene, con 92 milligrammi per chilogrammo (il limite è di 10), del benzoapirene (97 con lo stesso limite), del benzofluorantene (68), del benzoperilene (74). Nel caso dell’indenopirene lo sforamento è di oltre 14 volte: 72 milligrammi per chilogrammo a fronte di un limite di 5. Di tre volte superiore (156 contro un massimo di 50) è risultato infine il pirene.
Anche in un altro punto di prelievo, nel primo metro sotto la superficie, gli idrocarburi già citati sono abbondantemente sopra i limiti di legge. La concentrazione di benzoantracene è di 39 milligrammi per chilogrammo (sempre con un limite di 10), quella del benzoapirene è di 99, il benzofluorantene è a 66, il benzoperilene a 52, l’indenopirene a 75 (il massimo è 5) e il pirene a 169 (con un limite di 50).
In un altro punto del terrapieno sono i metalli, invece, ad essere presenti in misura rilevante. In particolare il ferro (384 microgrammi per litro rispetto a un limite di 200) e il manganese (424 microgrammi per litro a fronte di un massimo di legge fissato a 50).
Sempre con riguardi ai metalli, in un punto diverso, nei primi 80 centimentri sotto la superficie, sono risultati superati i limiti del mercurio (oltre 10 milligrammi per chilogrammo rispetto al limite di 5) e l’arsenico (90 milligrammi per chilogrammo, con un massimo di legge a 50).
Tornando agli idrocarburi, dalle verifiche effettuate dall’Arpa, sempre sui campioni prelevati dal Cigra, risulta che anche le acque sottostanti il terrapieno sono risultate inquinate, anche se in misura di molto inferiore ai massimi fissati dalla legge. In uno di questi punti, ad esempio, la concentrazione degli idrocarburi totali è risultata di 25 milligrammi per litro rispetto a un massimo di 350.
Fin qui i dati, che sono all’esame della conferenza dei servizi. Proprio in quella sede gli enti coinvolti – Regione, Provincia, Comune di Muggia, Azienda sanitaria, Arpa, Autorità portuale e Capitaneria di porto – devono ora decidere il metodo più adatto per il disinquinamento del terrapieno. Un progetto di bonifica per la cui elaborazione è previsto un massimo di sei mesi, come ha precisato qualche giorno fa il sindaco di Muggia Nerio Nesladek.
Prima di mettere mano al progetto, però, la conferenza dei servizi ha chiesto alcune integrazioni sulle caratterizzazioni del terreno, che, sempre stando a quanto dichiarato dal sindaco, saranno soddisfatte entro settembre.
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domenica 8 agosto 2010
IL PIANO ANTICRISI? SOLO CACCIA AI CONSENSI
LA NOTA
Oltre due settimane dopo Il Piccolo pubblica, tagliati con l'accetta, alcuni frammenti del comunicato diffuso dopo la conferenza stampa che il PDL di Muggia aveva indetto sul c.d. piano anticrisi della maggioranza che il quotidiano aveva precedentemente magnificato con almeno 5 o 6 articoli. Alla nostra confernza stampa il giornale non aveva ritenuto di partecipare ed oggi ci propone una versione "aggiustata" di quel comunicato per non disturbare troppo Nesladek e i suoi. Tutto questo ci fa preoccupare non poco visto l'approssimarsi delle prossime elezioni comunali e fa intendere, fin d'ora e dopo 4 anni e mezzo, quale coalizione sia gradita al quotidiano.
«Il piano anticrisi? Solo caccia ai consensi»
Muggia, il Pdl contro il progetto biennale: speso un tesoretto straordinario
MUGGIA «Il cosiddetto Piano anticrisi della giunta retta da Nerio Nesladek costituisce in realtà soltanto il tentativo di recuperare consensi con una serie di interventi, nella maggior parte dei casi di pura valenza elettorale».
Claudio Grizon e Christian Gretti, coordinatore e vice del Pdl di Muggia, hanno definito così il progetto biennale del Piano anticrisi approvato con i voti della maggioranza durante l'ultima seduta del consiglio comunale.
I due esponenti dell'opposizione hanno stigmatizzato come il centrosinistra abbia speso «un tesoretto straordinario da oltre due milioni di euro, frutto in particolare del lavoro impostato dalle precedenti amministrazioni di centrodestra e costituito dagli oneri di urbanizzazione del centro commerciale Montedoro Free Time per 770 mila euro e dall’acconto pari a un milione e 500 mila euro (su un totale di due milioni e mezzo) di quelli dovuti da Coop Nord Est per quello che dovrebbero realizzare nella valle delle Noghere».
I due esponenti del Pdl hanno inoltre ricordato come nel «contro-piano anticrisi e di sviluppo» presentato dal Pdl stesso ma «bocciato frettolosamente» dal sindaco Nesladek «abbiamo portato gli interventi per iniziative rivolte specificamente alla crisi alla percentuale del 50% (circa un milione 200 mila) destinando inoltre ben mezzo milione di euro per dare avvio alla realizzazione di un nuovo asilo nido per dare risposte di accoglimento a tutte le circa 40 richieste delle famiglie che rimangono annualmente senza risposta».
Secca la risposta del sindaco Nesladek: «Devo registrare con rammarico il fatto che il centrodestra non abbia approvato con i suoi voti gli interventi in favore di lavoro, società sportive, parrocchie e carnevale, mentre per quanto riguarda il loro emendamento questo è stato proposto con delle modifiche al Piano inaccettabili da un punto di vista prettamente tecnico». (r.t.)
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venerdì 6 agosto 2010
GRIZON: MUGGIA SNOBBATA DALLA SANITA'
LA NOTA
Dopo le censure ed i tagli ai nostri comunicati ora Il Piccolo mi attribuisce parole che non ho detto. Come si può vedere dal comunicato diffuso è infatti Nesladek ad essere snobbato dall'Ass.Triestina e non Muggia. Ed è stato sempre Nesladek a millantare i contatti per poter portare a Muggia un'ambulanza del 118 che probabilmente non vedremo mai. Le mie non sono negatività, come dice Nesladek, ma osservazioni sulle mancate promesse di questa giunta chiacchierona ed inconcludente che, con Nesladek, cerca poi di rigirarne la responsabilità sull'opposizione muggesana e sul governo della Regione. Nesladek se vuole prenda in giro se stesso e i suoi compagni, non si permetta di farlo con noi ed i muggesani.
Da Il Piccolo del 6 agosto 2010 - Pagina 17 - Trieste
Grizon: Muggia snobbata dalla sanità
Nesladek: ne parli col suo compagno di partito, l’assessore regionale Kosic
MUGGIA «Il sindaco Nesladek è stato snobbato dall’Azienda Sanitaria sia sull’ambulanza che sugli orari ridotti degli sportelli». Il consigliere comunale d'opposizione Claudio Grizon (Pdl) è tornato così sulla recente riduzione delle giornate di apertura al pubblico degli sportelli dell'Azienda sanitaria triestina. Grizon ha evidenziato come a quattro mesi dall’impegno ad «adoperarsi per posizionare un’autoambulanza del 118 nell’abitato di Muggia» che il consiglio comunale aveva attribuito all’unanimità al sindaco Nerio Nesladek «dobbiamo registrare che non c’è stato alcun esito alla richiesta e addirittura che vi è stata una riduzione delle giornate di apertura e di orario degli sportelli dell’Azienda Sanitaria a Muggia». L'esponente del centrodestra muggesano si è po chiesto «dove sia l’assessore ai servizi sociali Giorgio Kosic e se gli uffici dell’Ambito Socio Assistenziale erano stati informati dell’imminente riduzione del servizio perché alla luce dei fatti ci sembra il caso di evidenziare che l’assessorato ai servizi sociali e la regia dell’Ambito facciano acqua e che l’amministrazione non sia stata capace di concertare i servizi per il proprio territorio».
Chiamato in causa il sindaco di Muggia Nesladek ha così replicato alle accuse lanciate da Grizon: «Sono stato contattato poche ore fa dal direttore generale dell'Azienda territoriale Fabio Samani il quale mi ha chiesto un incontro per la prossima settimana assieme all'assessore comunale Kosic: in questo confronto sicuramente cercheremo una soluzione logistica migliore per quanto riguarda la riduzione degli orari degli sportelli». Per quanto concerne invece l'ambulanza Nesladek ha auspicato che «la negatività del consigliere Grizon possa tramutarsi invece un'azione positiva, ossia avanzare una legittima richiesta all'assessore regionale alla Sanità, risaputamente dello stesso colore politico del consigliere Grizon stesso, affinché si trovi una soluzione a questo problema».
Riccardo Tosques
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mercoledì 4 agosto 2010
NESLADEK SNOBBATO DALL'AZIENDA SANITARIA SULL'AMBULANZA E SUGLI ORARI RIDOTTI DEGLI SPORTELLI
A quattro mesi dall’impegno ad “adoperarsi per posizionare un’autoambulanza del 118 nell’abitato di Muggia” che il consiglio comunale ha attribuito all’unanimità al sindaco Nerio Nesladek dobbiamo registrare che non c’è stato alcun esito alla richiesta e addirittura che vi è stata una riduzione delle giornate di apertura e di orario degli sportelli dell’Azienda Sanitaria a Muggia.
Nesladek, quindi, farebbe bene a rimproverarsi la sua mancanza di interlocuzione con l’Azienda Sanitaria in quanto lui stesso asserisce che “non siamo stati contattati dall'Azienda” e in secondo luogo dell’inutilità della petizione di Rifondazione Comunista che la maggioranza di sinistra aveva fatto sembrare la chiave di volta per portare un’ambulanza a Muggia.
A proposito del 118 a Muggia il consiglio comunale, con il voto responsabile e convinto del centro destra, aveva sottolineato che la richiesta trova fondamento in particolare nel periodo estivo, visto il considerevole aumento della popolazione presente sul territorio e la conseguente necessità di garantire tempi ridotti agli eventuali interventi di pronto soccorso, ma a questo punto è evidente che, visto che ambulanze a Muggia non se ne sono viste, anche a questo ci penserà il prossimo sindaco.
Considerato che il dott. Nesladek, pur continuando a lavorare nel suo ambulatorio, non ne sapeva niente ci chiediamo dove sia l’assessore ai servizi sociali Giorgio Kosic e se gli uffici dell’Ambito Socio Assistenziale erano stati informati dell’imminente riduzione del servizio.
Alla luce dei fatti ci sembra il caso di evidenziare che l’assessorato ai servizi sociali e la regia dell’Ambito facciano acqua e che l’amministrazione non sia stata capace di concertare i servizi per il proprio territorio.
Comunque, a questo punto, prima di attribuire facili responsabilità al direttore generale Francesco Cobello, riteniamo utile che siano verificate le ragioni delle scelte dell'Azienda Sanitaria, speriamo non irrevocabili, e le effettive esigenze dell’utenza muggesana, al di fuori da ogni strumentalizzazione sindacale o politica da parte della maggioranza.
Claudio Grizon
Consigliere e Coordinatore Comunale del PDL di Muggia
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