mercoledì 14 dicembre 2011

IL PREMIO OPERETTA ASSEGNATO AD ARIELLA REGGIO

Da Il Piccolo del 14 ottobre 2011 - Pagina 53 - Cultura e spettacoli

Il Premio Operetta assegnato a Ariella Reggio


TRIESTE - Sotto l’imponente tela del pittore triestino Bruno Croatto, “Il Placito del Risano, anno 804”, nel salotto nobile della Provincia di Trieste, dominava l’altra mattina il fotoritratto di Ariella Reggio. Perché è lei la vincitrice del XXIV Premio internazionale dell’Operetta. Lo hanno annunciato Claudio Grizon, presidente dell’Associazione internazionale dell’Operetta – Friuli Venezia Giulia e della commissione giudicatrice. Anche Maria Teresa Bassa Poropat, presidente della Provincia, ha voluto dare la sua testimonianza sulla figura dell’attrice triestina, cui la prossima primavera verrà consegnato il tradizionale bronzetto di Ugo Carà. «L’allegria, la verve, la simpatia di Ariella Reggio, - ha detto Claudio Grizon, - il suo tipico morbin triestino, assieme alle sue caratteristiche di grande attrice, l’hanno portata ad essere protagonista nel corso degli anni, in più occasioni, del Festival internazionale dell’operetta, nella veste di caratterista. Ariella è la giusta protagonista per animare la festa che nel 2012 sarà per noi quella dei vent’anni dell’associazione». «Ariella Reggio - ha affermato Maria Bassa Poropat - è una persona che stimo moltissimo per la sua sensibilità, il suo carattere, la sua fermezza e la sua dolcezza, per quella capacità che ha di interpretare parti comiche, quasi macchiettistiche, ma anche parti fortemente drammatiche, con un’introspezione in quel dramma quotidiano che tante persone vivono. Ariella Reggio è portavoce della parte migliore della triestinità, soprattutto femminile». (m.c.v.)

lunedì 12 dicembre 2011

IL PREMIO INTERNAZIONALE DELL'OPERETTA AD ARIELLA REGGIO

"La grande amica del pubblico triestino, Ariella Reggio, in scena da almeno cinquant’anni nei ruoli più svariati, che ha appena concluso l’esperienza di Pierino e il lupo di Sergej Prokofiev con il Teatro Verdi, è la vincitrice del Premio Internazionale dell’Operetta, giunto alla XXIV edizione”.

L’annuncio ufficiale è stato dato oggi da Claudio Grizon, presidente dell’Associazione Internazionale dell’Operetta – Friuli Venezia Giulia, anche nella veste di presidente della Commissione Giudicatrice, costituita dal presidente onorario Danilo Soli, dal vice presidente Stefano Curti e dai componenti del consiglio direttivo, nel salotto della Provincia di Trieste, alla presenza della presidente Maria Teresa Bassa Poropat.

“L’allegria, la verve, il brio o meglio il “morbin” di Ariella Reggio – ha sottolineato il presidente Claudio Grizon – messi accanto alla sua eccezionale esperienza di attrice a tutto tondo hanno fatto si che si affermasse anche nell’operetta ed in particolare nei ruoli di caratterista”.
“Ariella è stata ed è per il teatro e per l’operetta – ha aggiunto Grizon - come lo spumante nella notte di Capodanno: frizzante, allegra, entusiasmante ed irrinunciabile, una vera protagonista dello spettacolo ed una indiscussa beniamina del pubblico”.
“Forse più che in altre edizioni – ha rivelato con soddisfazione Grizon – la scelta del premio alla Reggio, è nata da una mia iniziale proposta accolta subito con convinzione ed entusiasmo da tutto il consiglio direttivo. Sapendo che l’avremmo consegnato agli inizi del 2012, anno in cui celebreremo i nostri primi vent’anni d’attività, ritenevo giusto che la consegna del Premio dovesse costituire un’occasione di festa anche per Trieste e per la regione per cui Ariella Reggio è senz’altro il nome migliore che oltretutto mantiene alto il livello dei premiati”.
“Con il Premio ad Ariella Reggio abbiamo l’occasione di esprimere un riconoscimento anche ad Orazio Bobbio – ha ricordato con emozione Grizon – con cui Ariella per molti anni ha costituito un’invidiabile ed entusiasmante coppia artistica anche in occasione di numerose edizioni del Festival dell’Operetta. Orazio continua a vivere in noi ed il suo ricordo è sempre vivo: un uomo di teatro senza eguali, un vero istrione che ha dedicato tutta la sua vita all’amore per il teatro e la sua città che oggi con il Premio ad Ariella gli vuole dedicare ancora un meritato applauso”.
">L’artistico bronzetto realizzato dell’indimenticato scultore muggesano Ugo Carà, che come da tradizione rappresenta il Premio, ed in cui si evoca il fascino della musa leggera, sarà consegnato alla Signora del teatro triestino nel corso di una manifestazione che l’Associazione organizzerà in primavera, nell’ambito delle celebrazioni per i venti anni d’attività dell’Associazione. 

Dal 1980 Ariella Reggio è stata più volte protagonista nei festival dell’operetta cittadini. Tra tutte le occasione in cui si è cimentata sul palcoscenico della piccola lirica, basti ricordare la sua interpretazione nei panni di Donna Pasqua, un acclamato Zanetto Pesamenole in gonnella, nel Cavallino Bianco del 2004. Senza dimenticare che nel 2009 fu la Duchessa di Krakenthorp nelle recite della Figlia del Reggimento di Donizetti al Verdi, inconsueta presenza nella lirica, dove, cosa senza precedenti, fu applaudita al suo apparire in scena.
">Sempre al Verdi fu Silviana, moglie di Bogdanovic, ne La vedova allegra di Lehar nel 1980, Olga, moglie di Kromov, nel 1988 sempre nella Vedova. In Parata di primavera di Stolz rivesti il ruolo della contessa Klothilde nel 1992 al Rossetti e nel 1998 al Verdi. Portinaia ne La casa delle tre ragazze di Berthè – Schubert al Rossetti nel 1986, fu poi al Verdi ancora Pomerania nel 1997 ne Il Paese dei Campanelli di Ranzato, Principessa di Kuddenstein in Contessa Mariza di Kalman nel 2000 e nel 2006. Una presenza costante interrotta soltanto in questi ultimi anni di lieve latitanza del Festival in sé.

giovedì 8 dicembre 2011

GRIZON (PDL): APPELLO ALLA FARNESINA DA MUGGIA E DALLA PROVINCIA DI TRIESTE PER SALVARE IL CONSOLATO DI CAPODISTRIA

Con due mozioni urgenti presentate al Consiglio Comunale di Muggia e alla Provincia di Trieste: solidarietà alla Comunità degli Italiani e l’esortazione a sospendere la chiusura del Consolato d’Italia a Capodistria


Per oltre cinquant’anni il Consolato generale d’Italia ha rappresentato per la nostra comunità di Capodistria, ma direi anche quelle dell’Istria slovena e croata, un punto di riferimento istituzionale fondamentale: un “faro” che ha testimoniato per decenni il ruolo politico culturale della nostra nazione fin dai tempi dell’ex Jugoslavia.


La sua eventuale chiusura costituirebbe un grave danno non solo per i servizi consolari che verrebbero meno ma anche per quel ruolo di rappresentanza, relazione e mediazione istituzionale che il Consolato capodistriano ha sempre avuto a favore dei nostri connazionali, al di qua e al di là dei vecchi e degli attuali confini, che hanno diviso una comunità italiana che nell’Istria è sempre rimasta forte, legata alla nostra nazione ed elemento caratterizzante delle specificità dell’attuale regione Istria.
Certo, consolati ed ambasciate, assieme a certi Istituti italiani di cultura all’estero, sono sempre stati considerati nell’immaginario collettivo come alcuni dei più evidenti esempi degli sprechi del denaro pubblico: a partire da quello necessario per i compensi, le indennità ed i benefit del corpo diplomatico fatto di consoli, ambasciatori e ministri plenipotenziari con i loro codazzi di funzionari d’alto rango, fino a quello per i dipendenti e per mantenere immobili, strutture e uffici spesso costosissimi.
Non ritengo però che nell’opportuno piano di ristrutturazione della rete consolare italiana decisa dal governo Berlusconi nel 2009 la chiusura della sede di Capodistria costituisca un elemento di significativo e determinante da contrapporre invece alle ragioni ben più valide che ne giustificano il mantenimento.
L’appello che propongo, nella mia veste di consigliere comunale di Muggia e di consigliere provinciale di Trieste, ai due rispettivi consigli sarà oggetto di due mozioni che presenterò domani e che spero possano essere discusse ed approvate tempestivamente per poi essere inviate al Presidente del  Consiglio Monti e al Ministro per gli Affari Esteri al fine di indurli a riconsiderare attentamente l’opportunità della chiusura del Consolato generale d’Italia a Capodistria e del Consolato d’Italia a Spalato.
Le genti istriane, fiumane e dalmate hanno sempre lamentato che l’Italia nel corso degli ultimi sessant’anni ha avuto un’attenzione e una sensibilità non sempre adeguate a gestire le vicende del confine orientale
: non vorrei che la chiusura del Consolato italiano a Capodistria in particolare possa costituire un ennesimo brutto esempio di questo antico atteggiamento che non mette certo al primo piano gli interessi dell’Italia ne quello delle comunità italiane e del loro ruolo culturale e politico.

Nessuno immagino avrebbe da ridire su un piano di razionalizzazione delle spese e di riorganizzazione ma la chiusura pare un atto unilaterale debolmente motivato che comporterebbe più malcontenti e tensioni che benefici ed oltretutto metterebbe di fatto in evidenza lo scarso interesse della nazione e la mancanza di rispetto per l’identità italiana della regione istriana e per l’impegno culturale delle locali comunità alle quali esprima tutta la mia solidarietà.
Spero che l’appello possa trovare con le due mozioni unanimità sia a Muggia che in Provincia e che attraverso due missive del sindaco di Muggia Nerio Nesladek e della presidente Maria Teresa Bassa Poropat possano giungere quanto prima al presidente Mario Monti e al ministro degli esteri Ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata e sia conseguentemente scongiurata la chiusura del Consolato.

Claudio Grizon

Consigliere del PDL della Provincia di Trieste
e Consigliere del PDL del Comune di Muggia

"POCHE INFORMAZIONI DA CHI VIENE DA FUORI"

Da Il Piccolo dell'8 dicembre 2011 - Pagina 38 - Cronaca Trieste

MUGGIA
«Poche informazioni a chi viene da fuori»

MUGGIA «Come si può affidare la gestione dell’ufficio turistico a personale che non conosce il territorio comunale?» Lo chiede il consigliere comunale di Muggia del Popolo della Libertà Claudio Grizon. Lo "sfogo" arriva in base ad alcune segnalazioni giunte all'esponente dell'opposizione sullo sportello Iat: "informazioni confuse o fuorvianti", personale "non informato sulla chiusura di strade e modifiche al traffico cittadino". Ma non solo. «A qualcuno è capitato inoltre che chiedendo indicazioni per la località di San Floriano sia stato indirizzato sì verso San Floriano, ma nel Collio goriziano", evidenzia Grizon. Da qui l'analisi che il servizio ha una spesa pubblica pari a 13 mila 500 euro annui assegnati da Turismo Fvg al Comune di Muggia. E a tali "disservizi" Grizon ricorda come sul sito internet www.benvenutiamuggia.eu l’amministrazione ha dedicato alla promozione turistica del territorio, dopo aver indicato gli orari dell’ufficio Iat di Muggia, si offre come riferimento informativo l’email info.trieste@turismo.fvg.it che fa riferimento... all’ufficio triestino di piazza Unità. Eppure sul sito comunale si assicura che l’ufficio Iat è “aperto tutta la settimana” e che il turista potrà “ricevere informazioni dettagliate su Città, Provincia, Regione e territori limitrofi” potendo ammirare nel contempo qualche costume e immagine delle edizioni del Carnevale muggesano.Tra le altre note dolenti vi sono gli orari di apertura della sede, piuttosto "articolati" per complessive 28 ore settimanali che "gli operatori turistici che ho sentito preferirebbero rimanesse aperto ogni giorno dalle 9 alle 20 e non solo in “orari assurdi come adesso”. Un cambio della gestione a questo punto pare "indispensabile – secondo il politico del centrodestra - e potrebbe essere sicuramente affidata, come previsto dalla convenzione alla Proloco, oppure direttamente agli operatori turistici muggesani disponibili». (ri.to.)

giovedì 1 dicembre 2011

FALLITO IL FORUM PROVINCIALE DEI GIOVANI

Grizon (Pdl): “la nostra solidarietà al Forum ma ora bisogna definire il ruolo e le politiche della Provincia per i giovani”.

“E’ fallita l’esperienza del Forum provinciale dei giovani. La sua chiusura è stata approvata all’unanimità dai pochi presenti al termine dell’ultima riunione dell’organismo, lo scorso 28 ottobre”.
Ne da notizia Claudio Grizon, capo gruppo del Popolo della Libertà a Palazzo Galatti, che dopo aver colto alcune voci in merito ha avuto conferma dagli uffici provinciali dell’esito dell’ultimo incontro.
“Si rimanda all’amministrazione provinciale una possibile riapertura del Forum”, scrive il presidente del Forum Jacopo Lillini in una relazione indirizzata all’amministrazione, “sottolineando le difficoltà citate” nella missiva.
Ascoltare i giovani – sottolinea Grizon – non significa costringerli a defaticanti riunioni o relegarli in improduttivi Forum, ma mettersi a loro fianco al fine di far si che si realizzino le loro aspettative, come i genitori fanno con i propri figli, aiutandoli e semplificando i procedimenti amministrativi per l’accesso alle risorse senza condizionarli da criteri politicamente sensibili”.
Dal resoconto di Lillini si apprende inoltre che “il rappresentante del Consiglio degli studenti dell’Università Riccardo Spina ha espresso l’intenzione del consiglio di non far parte più del Forum, poiché, non essendo un utile tavolo per il confronto con l’amministrazione, ed avendo l’Università già un tavolo con Comune e Provincia, gli sforzi del consiglio possono essere dirottati su altre vertenze”.
Il de profundis del Forum provinciale dei giovani si è celebrato alla presenza della presidente Bassa Poropat e dell’assessore Tarlao, che hanno dovuto prendere amaramente atto del fallimento delle proprie politiche per i giovani e del fatto che il Forum non ha mai funzionato.
Nel corso della riunione, infatti, Lillini ha relazionato sui due anni di vita del Forum provinciale sottolineando le criticità e le problematiche, già espresse all’assessore Tarlao in precedenti incontri, che hanno portato al non funzionamento di questo organo.
Lillini ha sottolineato come non si è mai riusciti a definire i compiti primari del Forum: organismo autonomo dotato di propria capacità di attività, progettualità e spesa o mero strumento della Provincia per un feedback delle proprie politiche giovanili. A tale interrogativo non si è mai riusciti a trovare risposta, ne da parte del Forum ne da parte dell’amministrazione.
Nonostante che alla riunione di rilancio del Forum siano stati invitate tutte le associazioni presenti nella mappa  dell’associazionismo del portale regionale www.giovanifvg.it e numerose altre realtà territoriali, “sono intervenute meno di dieci persone che - come ammette Lillini nella nota indirizzata a Palazzo Galatti - non possono essere rappresentative della realtà provinciale e del suo tessuto giovanile”.
Registriamo con rammarico – sottolinea il capo gruppo del PDL Claudio Grizon – il fallimento del progetto del Forum ma in particolare constatiamo che questa amministrazione non ha saputo interpretare e assecondare i veri bisogni e le aspettative delle associazioni giovanili triestine”.
Anziché burocratizzare e regolamentare i rapporti tra la Provincia ed i giovani – prosegue Grizon – l’amministrazione avrebbe dovuto aprirsi alle loro istanze aiutandoli a sostenere i loro progetti, privilegiando quelli promossi in un’ottica di collaborazione tra varie realtà associative e di valenza provinciale”.
“Alle associazioni ed ai giovani che aderivano al Forum – conclude Grizon – esprimiamo la nostra solidarietà assicurando l’impegno nel sollecitare l’amministrazione a condividere con l’opposizione le ragioni che hanno portato alla chiusura del Forum con l’obiettivo di ridefinire il ruolo e le politiche della Provincia per i giovani triestini e le loro organizzazioni”.