domenica 28 agosto 2011

GRIZON: "ACQUARIO? TUTTA COLPA DI NESLADEK"

Da Il Piccolo del 28 agosto 2011 - Pagina 53 - Cronaca Trieste

QUERELLE POLITICA SUL SITO INQUINATO

Grizon: «Acquario? Tutta colpa di Nesladek»
Il consigliere Pdl: «Ora minaccia i cittadini, ma è stato lui a invitarli a riprendersi la costa»


MUGGIA «Nesladek passa alle minacce su Acquario? Mi sembra inopportuno dopo aver incitato i cittadini con lo slogan “riprendiamoci la costa”..». Claudio Grizon, consigliere comunale del Pdl muggesano, torna all’attacco sulle vicende del terrapieno di strada per Lazzaretto, frequentato come luogo di balneazione da muggesani e non solo da quando l’intervento di pulizia dell’area e la realizzazione di percorsi tracciati e punti di illuminazione pubblica hanno reso il sito appetibile al punto da far dimenticare i numerosi cartelli che ne vietano l’accesso. «Prima la rivisitazione dell’area e ora intimidazioni di pesanti sanzioni amministrative se non addirittura di rilevanza penale. Mi pare che dopo la “carota”, che gli è valsa la rielezione, ora il sindaco stia brandendo il bastone sulla testa degli sprovveduti avventori del terrapieno inquinato, tratti in inganno dall’aspetto dell’area e memori dell’invito a riprendersi la costa», chiosa, pungente, Grizon. Concorda con l’associazione Impronta Muggia il consigliere, che denuncia gli interventi imposti dal sindaco ai suoi uffici con un’ordinanza straordinaria per poter accelerare le procedure amministrative ben due anni dopo la mareggiata che aveva minato la stabilità della massicciata sul perimetro dell’interramento. I lavori avrebbero dovuto mirare all’esclusiva messa in sicurezza del sito per evitare la contaminazione del mare con il dilavamento del terreno, ma così non è stato. Un “di più” l’operazione di “maquillage” dell’area, effettuata pur non avendo ancora ottenuto la concessione demaniale dell’area da parte della Regione e contestata dall’opposizione e dal gruppo di Rothenaisler perché lontanissima dalla motivazione alla base delle procedure straordinarie, ovvero il grave pericolo per la salute umana. «A questo punto auspicheremmo che qualche autorità pubblica indaghi e chiarisca in merito alla correttezza delle procedure seguite e degli atti adottati, a partire dall’affidamento dei lavori in convenzione e senza gara pubblica al Cigra (Centro interdipartimentale per la gestione ed il recupero ambientale)», continua Grizon. Si prospettano nuovi contrasti su Acquario. Si confida, nel frattempo, che i cittadini, per amor proprio, abbiano abbandonato l’abitudine a consolidare la tintarella distesi su materiali inquinanti e pericolosi. (va.ma.)

venerdì 26 agosto 2011

E’ TRISTE CHE NESLADEK MINACCI I CITTADINI DOPO AVERLI INCITATI CON LO SLOGAN “RIPRENDIAMOCI LA COSTA”

Grizon (PDL): sarebbero opportune verifiche sulle procedure e sulle risorse spese per i lavori di Acquario, dalle caratterizzazioni al ripristino della massicciata fino alla pulitura dell’area


Da un lato è triste e dall’altro è risibile che dopo averli imboniti per mesi con lo slogan “riprendiamoci la costa”, ora che lo hanno assecondato, il sindaco Nesladek minacci i cittadini che frequentano il terrapieno di Acquario con pesanti sanzioni amministrative facendo intendere che quelli che saranno presi in flagranza dai vigili urbani rischierebbero addirittura pesanti reati penali.
Dopo la “carota”, ovvero la pulizia dell’area con tanto di percorsi tracciati e illuminazione pubblica, che forse gli sono valsi la rielezione, ecco che Nesladek (che candidato non lo sarà più) sta brandendo il bastone sulla testa degli sprovveduti bagnanti del terrapieno inquinato, tratti in inganno dall’aspetto dell’area e memori dell’invito del sindaco a riprendersi la costa.
Ha ragione infatti l’associazione Impronta Muggia a sottolineare che vi sia un inganno alla base dei lavori realizzati di recente presso il terrapieno di Acquario: gli interventi, imposti dal sindaco ai suoi uffici con un’ordinanza, per poter accelerare le procedure amministrative, ben due anni dopo la famosa mareggiata che aveva minato la stabilità della massicciata sul perimetro dell’interramento, avrebbero dovuto esser mirati all’esclusiva messa in sicurezza del sito per evitare la contaminazione del mare con il dilavamento del terreno ma così non è stato.
Nesladek invece, in vista delle elezioni, ha ben pensato di inserivi anche il maquillage dell’area, pur non avendo ancora ottenuto la concessione demaniale dell’area da parte della Regione.
Va ricordato che gli impegni di spesa per alcune gare urgenti sono stati anche oggetto di osservazioni da parte dei revisori dei conti e che gli uffici hanno potuto seguire procedure straordinarie solo sulla base del gravissimo pericolo per la salute umana emerso dai dati delle caratterizzazioni. Ma com’è possibile che in due anni nessuno si era accorto del cedimento della massicciata con tutti i sopraluoghi fatti e le caratterizzazioni in corso?
Ebbene, come ha già sottolineato l’associazione Impronta Muggia, a parte la ricostruzione della protezione a mare, nessun’altra opera realizzata (taglio dell’erba, livellamento del terreno, impianto di illuminazione pubblica, sentieri, nuova rete di recinzione costata 50 mila euro, ecc.) soddisfaceva il requisito di tutela della salute.
A questo punto auspicheremmo che qualche autorità pubblica indaghi, verifichi e chiarisca in merito alla correttezza delle procedure seguite e degli atti adottati a partire dall’affidamento al CIGRA in convenzione, e senza gara pubblica come prescrive il decreto legislativo n.163/2006 (testo unico sugli appalti), dei lavori di caratterizzazione.
E’ curioso infatti che per un intervento da 500 mila euro Nesladek si sia affidato al CIGRA senza gara e che per le caratterizzazioni disposte per l’area di raccolta dei rifiuti a Vignano, per circa 40 mila euro, si sia svolta una regolare gara pubblica.
A questo punto la Regione stessa farebbe bene, prima di rilasciare concessioni, a far intervenire i suoi uffici per verificare come sono stati spesi i 500 mila euro per le caratterizzazioni e se i lavori realizzati dal sindaco sull’area demaniale di Acquario, seppur utili, erano leciti in assenza di un titolo di possesso dell’area da parte del Comune.
Comunque per evitare queste situazioni assurde sarebbe bastato, come avevano proposto i consiglieri Paolo Prodan e Christian Gretti, chiudere gli accessi aperti con della rete metallica. Ma ovviamente Nesladek respinse la proposta ed ora promette una linea dura con i bagnanti.

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia - Gruppo PDL

"SETTIMANA LITURGICA, UN BENE PER LA CITTA'"

Da Il Piccolo del 26 agosto 2011 - Pagina 20 - Cronaca Trieste

«Settimana liturgica, un bene per la città»

Bassa Poropat replica alle critiche di Sel sui fondi all’evento concessi dalla Provincia.
E il Pdl plaude


Miracolo della Settimana liturgica nazionale. I fondi stanziati dalla giunta Bassa Poropat all’evento che si conclude oggi al Molo IV mettono d’accordo la presidente della Provincia e il capogruppo del Pdl Claudio Grizon. Dopo l’attacco e le critiche del gruppo consiliare di Sinistra, ecologia e libertà - che fa parte della maggioranza di centrosinistra al governo di Palazzo Galatti - in soccorso di Maria Teresa Bassa Poropat arriva il Pdl. Un comunicato taumaturgico quello del capogruppo Claudio Grizon che plaude allo stanziamento di 7mila euro e giudica di «cattivo gusto la polemica inscenata da Sel, su questioni burocratiche, per celare l’insofferenza politica per l’evento promosso dalla Diocesi». Ma il “peccato” di cui, secondo i vendoliani, si è macchiata la presidente non merita alcun pentimento da parte della diretta interessata. «Non ho nulla da dire a Sel, risponderò all’interrogazione...», dice Bassa Poropat. Anticipando i motivi che l’hanno spinta a sostenere la Settimana liturgica nazionale: «Noi riteniamo sia corretto sostenere questi eventi come gabinetto della presidenza - spiega - perché valorizzano il territorio». I 7mila euro sono serviti per la stampa del sussidiario liturgico, distribuito ai partecipanti. «Parliamo di 800 persone e ricordo che le nostre linee di indirizzo politico - è la punzecchiatura ai compagni di viaggio di Sel - prevedono la valorizzazione delle confessioni religiose. E data la dimensione ecumenica e multiconfessionale della città faremo altrettanto con ebrei, serbo-ortodossi...». Ben venga quindi la Settimana liturgica nazionale perché, sostiene la presidente della Provincia, accanto alla presenza dei delegati è «un evento di valenza culturale significativa e di eccellenza». Parole che praticamente in fotocopia ripete il Pdl che ritiene l’idea dell’arcivescovo Crepaldi di portare a Trieste l’evento sia «molto felice». E se la presidente darà una risposta a Sel - che sollevava dubbi non solo sulla scelta di finanziamento, ma anche sulle modalità della delibera - in Consiglio provinciale, visto che non è rappresentata in giunta. Anche il centrodestra si aggrega. «Cosa dovremmo dire noi dell’opposizione – dice Grizon e il vice capogruppo del Pdl Massimo Romita - che negli scorsi cinque anni con l’ex assessore Dennis Visioli di Rifondazione comunista abbiamo visto contributi a manifestazioni nazionali e patrocini elargiti a discutibilissime iniziative per arrivare a finanziamenti erogati, sicuramente secondo i crismi dei regolamenti partoriti a colpi di maggioranza, ad associazioni pseudo pacifiste e vicine alla sinistra».

giovedì 25 agosto 2011

GRIZON (PDL): OPPORTUNO IL SOSTEGNO DELLA PROVINCIA ALLA SETTIMANA LITURGICA NAZIONALE: QUELLE DEL SEL SONO POLEMICHE DI CATTIVO GUSTO

“La giunta provinciale ha fatto bene a sostenere le spese organizzative della Settimana Liturgica Nazionale che si è tenuta nei giorni scorsi nell’auditorium allestito nell’edificio del Molo IV e mi sembra di cattivo gusto la polemica inscenata da Sinistra Ecologia e Libertà su questioni tecnico burocratiche per celare l’insofferenza politica per l’evento promosso dalla Diocesi nonché per l’opportuno finanziamento erogato per l’iniziativa dalla presidente Bassa Poropat”.
Commenta così Claudio Grizon, capo gruppo del PDL a Palazzo Galatti, la denuncia rivolta dal SEL alla presidente Bassa Poropat per un finanziamento di 7 mila euro erogato quale contributo per l’organizzazione dell’evento.
“Cosa dovremmo dire noi dell’opposizione – proseguono Grizon ed il vice capo gruppo Massimo Romita - che negli scorsi cinque anni con l’ex assessore Visioli di Rifondazione Comunista abbiamo visto di tutto: dai contributi a manifestazioni nazionali di Legambiente, ai patrocini elargiti a discutibilissime iniziative per arrivare a finanziamenti erogati, sicuramente secondo i crismi dei regolamenti partoriti a colpi di maggioranza, ad associazioni pseudo pacifiste che parteggiano notoriamente per certi variopinti partiti di sinistra”.
“Ritengo che l’idea dell’arcivescovo Crepaldi di portare a Trieste la Settimana Liturgica – prosegue Grizon, esponente dell’area cattolica del PDL - sia stata molto felice e darà certamente i frutti sperati oltre a stimoli interessanti alla comunità cattolica locale che si riverbereranno anche sull’intera collettività”.
“Oltretutto – concludono Grizon e Romita - tale evento ha avuto certamente una non trascurabile ripercussione economica sulla città ed inoltre per una volta l’ha posta al centro dell’attenzione dei media nazionali per temi che non siano, come spesso accade, l’intensità della bora o il caldo estivo, ma perché – anche ospitando questo appuntamento - la comunità cattolica tergestina, attraverso una nuova pastorale ispirata dal vescovo Crepaldi che ha già dato i suoi frutti, vuole aprirsi e rinnovarsi contribuendo a dare un nuovo impulso ai valori fondati della famiglia e della vita”.

mercoledì 17 agosto 2011

MUGGIA, LA GOLETTA VERDE BOCCIA L'ACQUA DEL FUGNAN

Da Il Piccolo del 17 agosto 2011 - Pagina 28 - Cronaca Trieste

Risultato “fortemente inquinato” lo scarico a mare sotto il parcheggio Caliterna
Grizon attacca: «Il sindaco intervenga». Nesladek: «Va coinvolta l’AcegasAps»

di Vanessa Maggi

MUGGIA - Allarme per i valori batteriologici rilevati nelle acque muggesane: dalle analisi effettuate presso lo sbocco del canale che passa in prossimità del parcheggio Caliterna è risultato un indice di inquinamento gravissimo. Questi i dati emersi dal monitoraggio di mari, acque interne e falde del Friuli Venezia Giulia effettuato dal laboratorio mobile di Goletta Verde, storica campagna estiva di Legambiente che tutti gli anni vede un piccolo veliero costeggiare la penisola per indagare lo stato di salute delle acque italiane e promuovere pratiche che contrastino fenomeni quali l’inquinamento idrico, la cementificazione delle coste e il trivellamento dei fondali marini. Tra i cinque punti critici rinvenuti in Friuli Venezia Giulia, sono due quelli fortemente inquinati e uno di questi è proprio il canale sotterraneo di Via Manzoni a Muggia, dove scorrono le acque contaminate del rio Fugnan. 
Un problema già segnalato nel 2002 dall’associazione ambientalista “Ambiente è/e vita” e rimarcato negli ultimi anni a fronte dei risultati di uno studio condotto dal Servizio territoriale e ambientale del Comune di Muggia, secondo i quali la contaminazione del torrente era riconducibile a perdite fognarie consistenti. La conferenza stampa svoltasi a Grado nei giorni scorsi alla presenza di Massimo Serafini, portavoce di Goletta Verde, Edoardo Maricchio, sindaco di Grado, Lino Santoro del comitato scientifico Legambiente Friuli Venezia Giulia, Luisella Milani dell’Osservatorio Alto Adriatico Arpa Fvg e Michele Tonzar, presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia è tornata infatti sull’annosa questione della depurazione, ancora ben lontana dall’essere sanata. «A tal proposito la nostra posizione è chiara, bisogna quanto prima estendere a tutti i cittadini il servizio di rete fognaria e monitorare attentamente l’emergenza foci per ridurre non solo il rischio sanitario, ma anche e soprattutto per continuare a garantire la qualità ecologica del territorio», dichiara Tonzar. L’insufficiente depurazione degli scarichi fognari, situazione che persiste a Muggia così come negli altri Comuni che non si sono ancora conformati alla direttiva europea per il corretto trattamento dei reflui urbani, spiega, ha portato ad una presenza batteriologica nelle acque doppia rispetto al limite consentito dalla normativa. Una quantità di batteri contaminanti nelle acque del rio Fugnan, enterococchi intestinali e escherichia coli, tale da far meritare il giudizio di “sito fortemente inquinato” al Comune muggesano che si è guadagnato anche il primato regionale, insieme alla foce del canale del porto del Villaggio del Pescatore di Duino Aurisina, per l’inquinamento idrico. Immediata la nota polemica del consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon. «Alla luce di questa denuncia di Legambiente - suggerisce Grizon - è il caso che il sindaco assuma i provvedimenti opportuni e avvii lungo il percorso del torrente le indagini necessarie al fine di identificare i responsabili, intimando loro la bonifica o il divieto a far confluire nel torrente ogni tipo di scarico non consentito». Il consigliere del Pdl non manca di evidenziare come «sia curiosa l’attribuzione della “bandiera nera” a Muggia per l’inquinamento del Fugnan proprio dopo cinque anni in cui è sindaco un simpatizzante ed ex dirigente dell’associazione ambientalista notoriamente vicina alla sinistra». Ma poi apre alla collaborazione. «Se il sindaco - continua Grizon - saprà dimostrare tempestività, determinazione e chiarezza d’intenti sarò lieto di sostenere e incoraggiaren l’impegno per risolvere il problema non nuovo degli scarichi del Fugnan». Il sindaco di Muggia Nerio Nesladek, da parte sua, assicura immediate analisi batteriologiche per iniziare gli interventi di risanamento. «A fronte di un’indiscutibile responsabilità del nostro Comune sulla grave situazione emersa - spiega il primo cittadino - voglio ricordare che il monitoraggio sull’inquinamento idrico territoriale fa capo anche ad organi intercomunali deputati come l’Aato (Autorità d’ambito territoriale ottimale) e che la soluzione deve passare attraverso una campagna di rilievi a monte del Fugnan gestita dall’AcegasAps entro le unità dello stesso Ambito territoriale».

domenica 14 agosto 2011

LEGAMBIENTE E “GOLETTA VERDE” BOCCIANO NESLADEK PER GLI SCARICHI INQUINATI DEL FUGNAN

Grizon (Pdl): rilevati valori batteriologici doppi rispetto ai parametri consentiti per legge, comunque troppo tolleranti 

“Gli scarichi del rio Fugnan nell’Adriatico, in prossimità del posteggio di Caliterna a Muggia, sono finiti tra i cinque “punti critici” emersi dal monitoraggio svolto dalla “Goletta Verde” di Legambiente lungo le coste della regione che è stato illustrato ieri a Grado”.
Lo sottolinea in una nota il consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon che, riprendendo gli esiti del rapporto diffuso da Legambiente, evidenzia che “sia curiosa l’attribuzione della “bandiera nera” a Muggia per l’inquinamento del Fugnan proprio dopo cinque anni in cui è sindaco un simpatizzante ed ex dirigente dell’associazione ambientalista notoriamente vicina alla sinistra”.
Il laboratorio mobile di Legambiente, infatti, che ogni estate naviga lungo le coste italiane per testare l’inquinamento delle acque, in particolare in prossimità delle foci dei fiumi, dei canali e degli scarichi a mare non depurati “con il suo rapporto – aggiunge Grizon - ha di fatto bocciato il Comune di Muggia ed il sindaco Nerio Nesladek per non essersi occupato in modo appropriato della pessima qualità delle acque del Fugnan”.
“La situazione – commenta il consigliere Grizon – sembra particolarmente grave” in quanto - come alla foce del canale del porto del Villaggio del pescatore di Duino - per il portavoce di “Goletta Verde” Massimo Serafini, gli scarichi del Fugnan sono “fortemente inquinati, cioè con valori batteriologici doppi rispetto ai parametri consentiti per legge, comunque troppo tolleranti”.
“Alla luce di questa denuncia di Legambiente – suggerisce il consigliere del Pdl - è il caso che Nesladek assuma i provvedimenti opportuni ed avvii lungo il percorso del torrente le indagini necessarie al fine di identificare i responsabili di tale situazione, intimando loro la bonifica od il divieto a far confluire nel torrente ogni tipo di scarico non consentito, in modo che entro il prossimo test di Legambiente la situazione si risolva”.
“Per confermare che la mia non vuole essere un’opposizione sterile ma costruttiva e tesa a risolvere le questioni che si pongono – conclude Grizon - se Nesladek saprà dimostrare tempestività, determinazione e chiarezza d’intenti sarò lieto di sostenerne ed incoraggiarne l’impegno per risolvere, per quanto possibile, il problema non nuovo degli scarichi del Fugnan, che evidentemente in questi ultimi tempi sembra si sia aggravato ulteriormente”.
  

venerdì 12 agosto 2011

GRIZON: MAI PARTITO IL SISTEMA DI GESTIONE DEL LAVORO COMUNALE

Da Il Piccolo del 12 AGOSTO 2011 - Pagina 28 - Cronaca Trieste

Grizon: mai partito il sistema di gestione del lavoro comunale


MUGGIA Doveva essere il primo caso in regione in cui un Comune si dotava di un sistema di gestione e sicurezza sul lavoro all'avanguardia. Ma per ora, dopo un anno e mezzo, tutto tace. Sulla vicenda arrivano le stoccate del consigliere comunale pidiellino Claudio Grizon, che in un'interrogazione ipotizza un danno erariarale da 20 mila euro. «Il personale del Comune sembra che non ne sappia nulla, quindi vorrei capire perché il sistema non è partito, perché il responsabile del servizio incaricato a seguire il progetto, e in special modo il direttore generale Luigi Ciaccio, non hanno fatto rispettare, come annunciato nel marzo 2009, i tempi delle procedure che avrebbero potuto già far risparmiare al Comune i primi 10 mila 500 euro». Per avviare questo processo, ricorda Grizon, è stata individuata una società qualificata alla quale la precedente amministrazione Nesladek ha affidato un primo incarico agli inizi del 2009, per 10.800 euro, e uno successivo da 9.600 euro nel gennaio 2010. Sulla carta, dotandosi di questo sistema il Comune potrebbe beneficiare, rispetto ai circa 70 mila euro di oneri che annualmente vengono pagati all’Inail, uno “sconto” minimo del 15% pari a 10 mila 500 euro all’anno, ossia ben 105 mila in dieci anni. «L’idea di dotarsi di questo sistema è senz’altro condivisibile e apprezzabile - prosegue il consigliere del Pdl - quindi viene da chiedersi se il sindaco, l’assessore competente e quello della precedente giunta, sono stati e sono al corrente delle ragioni del ritardo». Grizon non va per il sottile: «Qualora la situazione si dovesse impantanare definitivamente, senza che si concretizzi la certificazione del sistema, si potrebbe configurare, a carico degli eventuali responsabili della situazione, un danno erariale per quei 20 mila euro spesi - a quel punto inutilmente - per la consulenza esterna». Ora si attendono dunque le mosse dell'amministrazione per applicare un sistema di gestione e sicurezza sul lavoro in base al modello Uni–Inail che prevede l'introduzione di elementi migliorativi rispetto alle prescrizioni di legge, come l’autocontrollo e le ispezioni interne». (tosq.)

mercoledì 10 agosto 2011

SICUREZZA SUL LAVORO/SISTEMA DI GESTIONE IN RITARDO DI UN ANNO

Interrogazione del consigliere Claudio Grizon (Pdl): iniziativa apprezzabile ma si sono già persi risparmi sugli oneri INAIL per 10 mila euro


“Due anni e mezzo orsono era stato presentato su Il Piccolo come il primo caso in regione in cui un Comune si dotava di un Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro sulla base di un modello Uni – Inail che avrebbe introdotto elementi migliorativi rispetto alle prescrizioni di legge, come l’autocontrollo e le ispezioni interne”.
“Ma ad oggi di quel avveniristico sistema – sottolinea il consigliere comunale del PDL Claudio Grizon - che secondo l’amministrazione sarebbe dovuto andare a regime “nell’arco di un anno e mezzo”, quindi un anno fa, non se ne sa nulla”.
“In realtà l’idea di dotarsi di questo sistema è senz’altro condivisibile ed apprezzabile - spiega Grizon - anche in considerazione del fatto che il Comune potrebbe beneficiare, rispetto ai circa 70 mila euro di oneri che annualmente vengono pagati all’INAIL, di uno “sconto” minimo del 15% pari a 10.500 euro all’anno, ben 105 mila in 10 anni”.
Ovviamente per avviare questo processo è stata individuata una società qualificata alla quale l’amministrazione Nesladek ha affidato un primo incarico agli inizi del 2009, per 10.800 euro, ed uno successivo da 9.600 euro nel gennaio 2010.
“A questo punto però - aggiunge il consigliere - considerato che il personale sembrerebbe che non ne sappia nulla, vorrei capire perché il sistema non è partito, perché il responsabile del servizio incaricato a seguire il progetto, ed in special modo il direttore generale Luigi Ciaccio non hanno fatto rispettare, come annunciato sul giornale nel marzo 2009, i tempi delle procedure che avrebbero potuto già far risparmiare al Comune i primi 10.500 euro”.
“Vien inoltre da chiedersi se il sindaco, l’attuale e l’ex assessore competente - conclude Grizon, annunciando la presentazione di una interrogazione sulla vicenda - sono stati e sono al corrente delle ragioni del ritardo”.
“Qualora la situazione si dovesse impantanare definitivamente, senza che si concretizzi la certificazione del sistema, si potrebbe configurare, a carico degli eventuali responsabili della situazione, un danno erariale per quei 20 mila euro spesi - a quel punto inutilmente - per la consulenza esterna”.

martedì 9 agosto 2011

L'AMBIENTE A SCUOLA, FERMI 200 MILA EURO DAL 2010 IN PROVINCIA

Da Il Piccolo del 9 agosto 2011 - Pagina 16 - Cronaca Trieste

L’ambiente a scuola
Fermi 200mila euro dal 2010 in Provincia

I comuni di diverso colore, ma beneficiari dello stesso contributo, litigano tra loro su chi deve “comandare”. La Provincia di centrosinistra, preposta a distribuire quel contributo, s’impunta. E così 200mila euro per l’educazione ambientale nelle scuole, erogati dalla Regione di centrodestra, ammuffiscono nei cassetti di Palazzo Galatti. Ora, dopo oltre un anno, l’opposizione in Consiglio provinciale scalpita affinché quei soldi siano sbloccati, e grida all’immobilismo dell’amministrazione Bassa Poropat. Da dove però - per voce dell’assessore all’ambiente, Vittorio Zollia - si promette che il nodo verrà sciolto presto, forse entro l’autunno, in virtù di un nuovo approccio alla normativa, che consente alla Provincia di decidere da sé senza aspettare che i comuni si mettano d’accordo. La denuncia che il contributo fa la muffa viene da una nota dei consiglieri provinciali del Pdl Claudio Grizon, Massimo Romita, Viviana Carboni e Daniela Pallotta: «Da oltre sei anni la Provincia è titolare dell’importante progetto di educazione ambientale “Tre Erre” che coinvolge i comuni e la popolazione scolastica». Il colpevole, per i berluscones, ha un nome e cognome, oggi fuori dai giochi: «Per una presa di posizione troppo rigida dell’ex assessore all’educazione ambientale Dennis Visioli - ricorda il capogruppo Grizon - tale progetto si è bloccato nel precedente mandato perché i comuni di Trieste, Muggia e Duino Aurisina, coinvolti nell’iniziativa, dopo alcuni incontri, si sono accorti d’aver deliberato atti diversi. La Provincia, con Visioli, avrebbe voluto che il Comune di Muggia divenisse il capofila al posto di quello di Trieste che, da parte sua, con una nota dell’ex assessore Giorgio Rossi, confermando la disponibilità a proseguire il lavoro intrapreso che interessava quasi esclusivamente scuole del suo territorio, chiedeva di perfezionare alcuni aspetti». «La Provincia ha tentato di imporre la propria soluzione - fa eco Romita - ma all’atto della firma della convenzione ci si è accorti degli atti diversi e non è stato possibile siglarla. Per risolvere questa vicenda, grazie al passaggio della competenza all’assessore Zollia, ben più disponibile e responsabile, ho presentato un’interpellanza alla presidente Bassa Poropat e allo stesso Zollia, affinché attivino in tempi rapidi un tavolo di lavoro con tutti i comuni per sbloccare le risorse». Ma quel tavolo, lascia intendere Zollia, potrebbe non servire: «Si è perso un po’ di tempo - ammette - per dei problemi interpretativi della normativa che regola il trasferimento di risorse regionali. Con la vecchia legge erano i comuni che dovevano avere un capofila tra loro. Trieste lo era da tre anni, Muggia voleva diventarlo, non riuscivano a trovare un progetto condiviso e alla fine Trieste non ha voluto sottoscrivere la convenzione. Essendo però risorse “sulla” legge 24 (la devolution regionale, ndr) sono in realtà fondi non vincolati su cui può decidere la Provincia. Dunque sto verificando la possibilità di assumere il ruolo di capofila». (pi.ra.)

domenica 7 agosto 2011

RIFIUTI, AVVIO A TAPPE DELL'UMIDO

LA NOTA
Sia chiaro, sulla raccolta differenziata e dell'umido sono perfettamente d'accordo con l'amministrazione comunale che incoraggio a proseguire nel lavoro intrapreso. Ma d'altra parte l'organizzazione ha qualche problema: a partire dalla consegna a domicilio, dove posso smentire il sindaco perché nei casi che mi sono stati riferiti la ditta incaricata non ha consegnato il kit ai vicini - forse anche perché è richiesta la firma per ricevuta - per finire con gli orari del centro di Vignano, non adeguati, e la mancata previsione di una consegna a domicilio per gli anziani impossibilitati a muoversi.


Da Il Piccolo del 7 agosto 2011 - Pagina 52 - Cronaca Trieste



Il sindaco di Muggia: «Nessuna falsa partenza, solo consegne scaglionate. Obiettivo raggiunto l’80»

di Vanessa Maggi 

MUGGIA «Nessuna falsa partenza, semmai una consegna scaglionata», precisa il sindaco di Muggia Nerio Nesladek in risposta alle osservazioni del consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon, concernenti l’avvio della distribuzione ai cittadini muggesani dei kit per la raccolta differenziata dei rifiuti umidi (composti ciascuno da un secchiello e un pacchetto con 50 sacchetti biodegradabili), a suo avviso gestito malamente da parte del Comune. Infatti, secondo quanto riportato da Grizon, la consegna dei kit è avvenuta soltanto parzialmente e costringendo chi non è stato trovato in casa al momento del passaggio degli operatori incaricati ad andare a ritirare il materiale presso il centro di raccolta comunale di Vignano. Descrive una situazione critica Grizon, condotta in maniera confusionale, senza dare comunicazione alle famiglie interessate circa l’orario di consegna e, cosa ancor più grave, senza un numero sufficiente di kit disponibili: pare che molti cittadini, giunti a Vignano, si siano sentiti rispondere che i kit erano finiti. Ma il sindaco chiarisce le circostanze: «Il Comune ha effettivamente avviato una capillare distribuzione “porta a porta” del kit, composto da un secchiello, una prima fornitura di sacchetti biodegradabili e una lettera con la presentazione dell’importante iniziativa, per un deciso aumento della frazione differenziata. L’orario di distribuzione è coinciso con quello di apertura degli uffici comunali e ai residenti che non potevano essere presenti, è stata data la possibilità di indicare un vicino di casa delegato al ritiro del loro kit». La distribuzione, a detta di Nesladek, ha raggiunto subito più dell’80% degli interessati, mentre la scelta di utilizzare il centro di raccolta per il ritiro dei kit non consegnati, senza dubbio in posizione decentrata, spiega, è stata determinata da ragioni organizzative, essendo il centro di Vignano presidiato, con una buona disponibilità di orari e presentando gli spazi necessari allo stoccaggio. È stata tuttavia assicurata la disponibilità del servizio ambiente a risolvere quei casi in cui alla scarsa mobilità personale si sia associata anche l’assenza al momento della distribuzione (riferendosi agli anziani e soprattutto a quelli privi di mezzi di trasporto). «Il temporaneo esaurimento dei kit si è verificato a causa di uno slittamento dei termini di consegna da parte del fornitore, situazione assolutamente momentanea e già ristabilita», spiega ancora Nesladek, che non dimentica di rispondere alla provocatoria domanda del consigliere Grizon, («Finiti i 50 sacchetti biodegradabili i cittadini dovranno comprarseli?»): «Come scritto nella lettera recapitata a ciascun interessato insieme al kit, una volta finiti i 50 sacchetti i cittadini non dovranno comprarseli, come accade in ogni altro posto, bensì andare a ritirare il resto della fornitura presso il centro di raccolta».

sabato 6 agosto 2011

"CALITERNA, POSTEGGI GRATIS ANCHE LA NOTTE E NEI FESTIVI"

Da Il Piccolo del 6 agosto 2011 - Pagina 27 - Cronaca Trieste

L’opposizione insiste per modificare le attuali tariffe al parcheggio di superficie
Grizon (Pdl): «Basta fare come a Trieste». E individua altri cinque posti all’ex Agip

di Riccardo Tosques

MUGGIA - Parking notturno gratuito al Caliterna e incremento dei posti auto nell’area dell’ex chiosco del distributore Agip. Sono queste le due proposte principali messe sul piatto da parte del consigliere del Pdl di Muggia Claudio Grizon alla luce della proroga, varata dalla giunta Nesladek, per la sperimentazione del parcheggio scoperto di Caliterna. Proroga che non ha affatto lasciato indifferente Grizon: «Da piazza sul mare a parcheggio sul mare... a questo punto mi aspetto che la giunta con il prossimo piano regolatore cambi la destinazione urbanistica dell’area». Da qui la proposta di modificare le attuale tariffe che prevedono un inedito costo di 80 centesimi all’ora applicato con fascia oraria 0-24 per tutti i sette giorni della settimana. Costo che ricade direttamente sulle tasche dei residenti del centro storico. «Se parcheggio dev’essere - spiega Grizon - almeno si applichino le tariffe con le modalità di tutti i parcheggi in superficie che anche a Trieste prevedono il pagamento nella fascia oraria 8-20: l’amministrazione farebbe bene quindi - propone Grizon - a considerare la gratuità della sosta nell’orario notturno e, come giustamente sollevato dal collega Christian Gretti, anche nei giorni festivi». Così facendo però il Comune si ritroverebbe ad avere nelle casse una discreta somma di denaro in meno. Considerazione confutata dall’esponente pidiellino. «Il recepimento delle nostre proposte – spiega l’esponente del Pdl - non comporterebbe particolari minori introiti alle casse comunali ma assicurerebbero medesime condizioni di sosta a quelle del comune capoluogo e oltretutto è facile immaginare che sarebbero graditissime a chi risiede in centro». Ma il “problema” di Caliterna rientra in un puzzle decisamente più grande legato ad un piano parcheggi che necessita di essere rivisto. E Grizon auspica ora «che l’assessore Stefano Decolle valuti tecnicamente la possibilità, da più parti sollecitatami, di istituire un parcheggio a pettine sull’area a suo tempo occupata dal chiosco del distributore Agip che porterebbe gli attuali 5 posti a 9 o 10».

venerdì 5 agosto 2011

GRIZON (PDL): SUL PIAZZALE CALITERNA POSTEGGI GRATIS LA NOTTE

Con i posteggi a pettine sull’area dell’ex distributore AGIP potremmo passare da 5 a 10 posti


“Da piazza sul mare a parcheggio sul mare: a questo punto mi aspetto che la giunta con il prossimo piano regolatore cambi la destinazione urbanistica dell’area”.
Il consigliere comunale del PDL Claudio Grizon interviene con alcune proposte sulla questione sempre calda dei posteggi a Muggia.
"Se parcheggio dev’essere – sottolinea Grizon - almeno si applichino le tariffe con le modalità di tutti i parcheggi in superfice che anche a Trieste prevedono il pagamento nella fascia oraria 8.00 - 20.00”.
“Tale logica soluzione – sottolinea il consigliere - agevolerebbe oltretutto i residenti del centro storico che ora per posteggiare la notte su Caliterna, come mi è stato confermato dai vigili urbani devono pagare anche se, vien da chiedersi, non si sa bene chi controlli”.
“L’amministrazione farebbe bene quindi – propone Grizon - a considerare la gratuità della sosta nell’orario notturno e, come giustamente sollevato dal collega Christian Gretti, anche nei giorni festivi”.
“Il recepimento delle nostre proposte – spiega l’esponente del PDL - non comporterebbe particolari minori introiti alle casse comunali ma assicurerebbero medesime condizioni di sosta a quelle del comune capoluogo e oltretutto è facile immaginare che sarebbero graditissime a chi risiede in centro”.
“Sarebbe inoltre il caso – conclude Grizon - che l’assessore Stefano Decolle, che stimo e nel quale ho fiducia, nell’attesa che sia realizzato l’ennesimo nuovo piano parcheggi, dopo quello evidentemente fallito dell’ex assessore Bussani, valuti tecnicamente la possibilità, da più parti sollecitatami, di istituire un parcheggio a pettine sull’area a suo tempo occupata dal chiosco del distributore Agip che porterebbe gli attuali 5 posti a 9 o 10”.

mercoledì 3 agosto 2011

MENTRE TONDO ANNUNCIA CHE LA REGIONE NON VA IN FERIE ED IL COMUNE LAVORA ALACREMENTE SIA IN GIUNTA CHE IN CONSIGLIO LA BASSA POROPAT CHIUDE LA PROVINCIA PER FERIE

Mentre il governatore Renzo Tondo annuncia che la Giunta regionale “non va in ferie e lavorerà durante tutto il mese di agosto” e che il sindaco Roberto Cosolini, la giunta ed il consiglio comunale stanno lavorando alacremente, dobbiamo purtroppo registrare che la presidente Maria Teresa Bassa Poropat ha di fatto chiuso per ferie la Provincia già lo scorso 28 luglio fino alla fine d’agosto.
Ci sembra grave che in questo momento di crisi generale la Provincia, con tutto quello che ci sarebbe da fare, si permetta di sospendere l’attività istituzionale fino a settembre.
Dopo la sua rielezione la presidente Bassa Poropat si è riservata un lungo periodo di ferie e si è preoccupata solo di presenziare ad alcune delle manifestazioni culturali del cartellone Teatri a Teatro, dando la sensazione che le questioni impellenti non fossero nella sua agenda.
Ha brillato per la sua assenza sui problemi occupazionali di alcune aziende in crisi, per la mancata presa di posizione sul ruolo delle Province contro le quali si è scagliato il sindaco di Gorizia Ettore Romoli e per la non curanza dell’evidente paralisi dell’ente che, privo del direttore generale e di un segretario generale che sta facendo le valige, non si sa bene cosa stia facendo e a chi risponda.
Se, come temiamo, l’andazzo proseguirà, con il mese di settembre l’opposizione si riserva il compito di trovare il modo per scadenzare l’agenda politica della Provincia fino alla fine dell’anno.

Claudio Grizon
Capo Gruppo del PDL in Provincia di Trieste

martedì 2 agosto 2011

200 MILA EURO PER I PROGETTI DELLE SCUOLE SULL’EDUCAZIONE AMBIENTALE BLOCCATI IN PROVINCIA DA PIU’ DI UN ANNO

"200 mila euro di risorse regionali da destinarsi alle scuole per il progetto “Tre Erre” sull’educazione ambientale sono bloccati in Provincia da oltre un anno per questioni burocratiche”. 
Lo denunciano all’unisono in una nota i consiglieri del PDL a Palazzo Galatti Claudio Grizon, Massimo Romita, Viviana Carboni e Daniela Pallotta.
Da oltre sei anni infatti la Provincia di Trieste è titolare dell’importante progetto di educazione ambientale denominato “Tre Erre” che coinvolge i Comuni del territorio e la popolazione scolastica triestina.
“Purtroppo però – ricorda il capo gruppo Grizon - a causa di una presa di posizione troppo rigida dell’ex assessore all’educazione ambientale Dennis Visioli, tale progetto si è bloccato nel corso del precedente mandato perché i Comuni di Trieste, Muggia e Duino Aurisina, coinvolti nell’iniziativa, dopo alcuni incontri si sono accorti di aver deliberato atti diversi”.
“Da un lato la Provincia con Visioli – spiega il consigliere Grizon - avrebbe voluto che Comune di Muggia divenisse il capofila al posto di quello di Trieste che, con una nota dell’ex assessore all’istruzione Giorgio Rossi, confermando la disponibilità a proseguire il lavoro intrapreso che interessava quasi esclusivamente scuole del suo territorio, chiedeva di perfezionarne alcuni aspetti”.
“Il risultato è stato che la Provincia ha tentato di imporre la propria soluzione – sottolinea Romita - ma all’atto della firma della convenzione ci si è accorti degli atti diversi e non è stato possibile siglare la convenzione”.
“Per risolvere questa vicenda, grazie al passaggio della competenza sul progetto “Tre Erre” all’assessore Vittorio Zollia ben più disponibile e responsabile – annuncia il consigliere Romita a nome del gruppo del PDL - ho presentato un’interpellanza alla Presidente Bassa Poropat e allo stesso Zollia, affinché attivino in tempi rapidi un tavolo di lavoro con tutti i Comuni della provincia, al fine di arrivare ad un testo di convenzione adeguato e coordinato in tutti gli Enti coinvolti e di sbloccare le risorse a disposizione”.