sabato 29 ottobre 2011

GRIZON (PDL):NO ALL'ANTENNA CHE NESLADEK VUOLE COSTRUIRE ACCANTO ALL’ASILO, ALLA SCUOLA ELEMENTARE E AL CAMPO DI CALCIO DI VIA ZAULE

L’ultima brillante idea del sindaco Nesladek sembra sia quella di costruire un’antenna per telefonini nel parcheggio di via di Zaule: a due passi dalla chiesa, dall’asilo e dal comprensorio sportivo del Zaule, dalla scuola elementare e dalle abitazioni di numerose famiglie.
La notizia si è diffusa immediatamente nella frazione di Aquilinia alimentando preoccupazione e contrarietà anche in considerazione di un incontro promosso dall’amministrazione per il 31 ottobre, alle ore 18.00 presso il palazzetto di Aquilinia a cui sarebbero state invitate soltanto cinque famiglie. 
Dopo il tentativo di installare un’antenna dietro alla farmacia di Aquilinia sembra che il sindaco Nesladek sponsorizzi l’area del posteggio di via di Zaule realizzato dall’amministrazione Dipiazza a servizio del campo sportivo. 
Se realmente l’antenna venisse realizzata sul sito individuato il Comune di Muggia potrebbe beneficiare direttamente di un interessante affitto per il suo utilizzo in quanto l’area è di sua proprietà. E’ però impensabile che si possa veramente collocare l’antenna in quella posizione senza un piano comunale e contro la volontà della gente.
Da parte mia non posso che sottoscrivere le preoccupazioni dei cittadini che hanno trovato sfogo in un volantino diffuso nel rione dove, in particolare, si lamenta il rischio di chiusura dell’asilo, la scarsa manutenzione alla scuola elementare, l’assenza di negozi alimentari e la pericolosità delle via di Noghere e di Zaule che risultano a dir poco scivolose in caso di pioggia. I cittadini lamentano proprio di sentirsi abbandonati.
Si tratta di situazioni e fatti che ho segnalato più volte all’amministrazione comunale fin dal precedente mandato, alle quali hanno sempre risposto con sufficienza e fastidio come se fossero argomentazioni pretestuose ed inconsistenti
Ora invece sono anche i cittadini a manifestare il loro dissenso per l’azione dell’amministrazione e a ribadire ciò che sostengo da molto. 
Ma il mistero aleggia sulla vicenda in considerazione dell’invito all’assemblea che secondo quanto riportato dal volantino sarebbe stato inviato solo a cinque famiglie, alla faccia della trasparenza e della partecipazione alle scelte per il territorio che il sindaco ha assicurato a parole fin a definire una apposita delega alla “democrazia partecipata” e ai “borghi e frazioni” affidata all’assessore Fabio Longo.
Speriamo che la gente partecipi numerosa all’assemblea e possa far sentire forte la sua voce e smantellare sul nascere questa ipotesi di un’antenna sulla testa della gente di Aquilinia e per sollecitare un’impegno del sindaco sui problemi della frazione. Da parte mia presenterò un’interrogazione e una mozione da votare in consiglio comunale per scongiurare queste ipotesi di costruzione di antenne nei centri abitati, specie se al di fuori di piani approvati dal consiglio comunale.

Claudio Grizon
Consigliere Comunale di Muggia per il Popolo della Libertà

mercoledì 26 ottobre 2011

"ABBANDONATI TRE DEGLI UNDICI EX DIPENDENTI DELLA FIERA"

Da Il Piccolo del 26 ottobre 2011 - Pagina 23 - Cronaca Trieste

PROVINCIA

«Abbandonati tre degli undici ex dipendenti della Fiera»

C’è chi è finito in una partecipata regionale con un contratto a termine e chi, pure a termine o con un part-time, ha traslocato all’Aries, l’Azienda speciale della Camera di Commercio, erede dell’ente che l’aveva licenziato. C’è poi chi ha deciso di dare le dimissioni per motivi personali e chi è riuscito a prendere il treno della pensione. Ma - tra gli 11 dipendenti a tempo indeterminato della Fiera, la cui Spa è stata messa in liquidazione l’anno scorso - c’è anche chi si trova costretto a stare a casa da diversi mesi, con la prospettiva di assistere pure alla “estinzione”, a breve, del sussidio di disoccupazione. In tre - per non parlare degli altri tre ex colleghi precari - sono accomunati da tale destino: responsabile di segreteria, quadro specializzato nelle relazioni con l’estero, impiegato dell’ufficio tecnico. Pochi, sì, ma non per questo dei fantasmi. «Il sussidio dura un anno - si sfoga uno di loro - e non possiamo stare né in cassa integrazione né in mobilità, la nostra azienda aveva meno di 15 dipendenti. Al di là della Camera di Commercio, Comune e Provincia (sono i tre soci di maggioranza di Fiera Spa, che ne avevano deliberato la liquidazione, ndr) ci hanno ascoltati ancora a suo tempo, è vero, ma non hanno potuto evidentemente fare niente». Ora, però, e proprio su Comune e Provincia, questi “fantasmi” cominciano ad aleggiare. Chiedendo, dal loro punto di vista, il conto delle scelte. E così, dopo aver bussato a inizio ottobre in Consiglio comunale - attraverso Roberto Decarli della civica di Cosolini Trieste cambia innescando l’impegno dell’assessore competente Fabio Omero - ci ritentano in Consiglio provinciale, individuando come portavoce il capogruppo del Pdl, Claudio Grizon. «Che fine faranno gli ultimi tre dipendenti della Fiera?», chiede infatti Grizon alla presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat in un’interrogazione che - scrive l’esponente berlusconiano - «vuole in particolare fare luce sulle prospettive occupazionali degli ultimi tre dipendenti, che ormai si sentono abbandonati a se stessi. L’amministrazione provinciale un anno fa si era dichiarata disponibile a ragionare con le altre amministrazioni locali per aprire un tavolo finalizzato alla ricollocazione dei dipendenti della Fiera, ma ho l’impressione che non si sia fatto molto. È impensabile che, dopo le ragioni economiche e politiche che hanno portato alla chiusura della Fiera, si possa far ricadere le conseguenze negative sul personale». «Ribadisco - così la presidente di Palazzo Galatti - che la Provincia offre la massima disponibilità ad aiutare le persone coinvolte con gli strumenti che le sono consentiti dalla legge, come l’inserimento nelle politiche di formazione e possibile ricollocazione dello Sportello lavoro. Ma ribadisco anche che non possiamo privilegiare nessuno quando si parla di assunzioni, che peraltro ora non ci è permesso fare. Siamo un’amministrazione pubblica e le assunzioni sono regolate da concorsi pubblici, cui hanno diritto di partecipare, se indetti, tanto gli ex dipendenti della Fiera quanto altri lavoratori inoccupati».(pi.ra.)

 

martedì 25 ottobre 2011

CHI GESTISCE LA PAGINA DEL COMUNE DI MUGGIA SU FACEBOOK?

Da alcuni giorni anche il Comune di Muggia ha la sua pagina "ufficiale" su Facebook. Dopo l'assunzione di un consulente per Facebook da parte del Sindaco di Trieste Roberto Cosolini (PD), il sindaco Nesladek (PD) non ha voluto esser da meno e, dopo aver assunto la sua portavoce, ha ben pensato di far aprire una pagina per il Comune sul "libro delle facce".
Si dirà, che c'e di male? Nulla in realtà, visto che una pagina su FB ce l'hanno quasi tutti: il fatto e' che il Comune e' un ente pubblico e le cose le deve fare in modo trasparente e con atti ufficiali che non abbiamo ancora visto.
Infatti non sappiamo chi ha aperto questa pagina, in nome e per conto del Comune, chi la gestisce, con quali modalità, se ci sono spese collegate, chi può pubblicare notizie a nome del Comune e se magari e' stato previsto di coinvolgere le opposizioni. Insomma la comunicazione va bene ma in un Comune deve avere delle regole.
Per questi motivi presentero' oggi una interrogazione urgente per chiedere, tra l'altro, se per caso la pagina la gestisce la nuova comunicatrice del sindaco in orario di lavoro e se questi compiti sarebbero compatibili con il ruolo di funzionario pubblico cat. D. Certo e' che tra il sito del Comune dove, come ho già sostenuto in una interrogazione lo scorso anno, non coste neanche il logo dell'ente, il nuovo ed inutile sito dell'associazine Mare Carso e la nuova pagina Facebook, il sindaco dovrà lavorare molto di più di quanto stia facendo per poter pubblicare notizie e fatti concreti che il cinque mesi non abbiamo ancora visto.

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia del PDL

DIPENDENTI OBESI? CI PENSANO I CESTINI DI DOTTOR NESLADEK

Da Il Piccolo del 25 ottobre 2011 - Pagina 33 - Cronaca Trieste

Dipendenti obesi? Ci pensano i cestini di dottor Nesladek

Il sindaco scrive (da medico) ai colleghi che hanno in cura dipendenti delle aziende locali promuovendo diete ad hoc


MUGGIA - Problemi di obesità? Da oggi potete chiamare Nerio Nesladek. Sindaco di Muggia, medico generico, professore, dietologo ed ora anche sponsor scientifico di quella che lo stesso sindaco definisce “una piccola realtà artigianale”. In questi giorni è stata infatti recapitata una lettera indirizzata al medico di base dei dipendenti di varie aziende collocate all'Ezit con la proposta avanzata dalla Dieta Doc, “un'impresa che ha come scopo la preparazione e la vendita di pasti pronti per essere consumati”. Pasti monoporzione preparati per contribuire a tenere sotto controllo il peso corporeo. Da qui l'invito ai medici a segnalare la disponibilità dei singoli pazienti delle ditte ad utilizzare i prodotti certificati dal consulente scientifico dottor Nesladek. Che il primo cittadino di Muggia non si occupi solo del Comune non è certo una novità. Oltre ad essere un medico, da quasi vent'anni Nesladek si occupa di nutraceutica (il cibo come contenitore di sostanze che promuovono la salute e prevengono determinati stati morbosi) insegnando tra l'altro ai corsi di perfezionamento post laurea organizzati dalla Facoltà di Farmacia di Trieste. Inoltre, attualmente, è docente in un master di primo livello in fitoterapia medica organizzato dalla facoltà di Medicina di Bologna. In funzione di questi e altri titoli, a Nesladek è stato chiesto di operare come consulente scientifico di Dieta Doc, “piccola realtà artigianale” che come spiega lo stesso Nesladek “ha come clienti le singole persone che ricerca attraverso la pubblicità fatta anche presso Aziende e realtà economiche”. Ecco perché anche l'Ezit, come decine di altre realtà, è stata informata dell'attività che, tra l'altro, si svolge proprio in un locale di proprietà dell'Ezit. Perplesso sulla vicenda il consigliere comunale del Pdl, Claudio Grizon: «I temi delle diete, dell’esercizio fisico e di un’alimentazione sana con l’utilizzo di prodotti biologici sono senz’altro importanti e sarebbe sicuramente opportuno che una pubblica amministrazione come il Comune di Muggia sensibilizzasse i suoi cittadini in merito, ma che il sindaco si presti a sponsorizzare apertamente una società in particolare non è forse il massimo, sia per una questione di opportunità che per una questione di imparzialità rispetto ad una società che opera sulla piazza triestina e che potrebbe per astratto partecipare a gare pubbliche bandite dal Comune di Muggia per consulenza o per il confezionamento di pasti». Lapidaria la replica di Nesladek: «Non ci sono ad oggi rapporti economici con nessuna istituzione pubblica, men che meno con il Comune di Muggia». 
Riccardo Tosques

PARI OPPORTUNITA', CANCELLATA LA "PAGHETTA" DELLA PRESIDENTE

Da Il Piccolo del 25 ottobre 2011 - Pagina 24 - Cronaca Trieste

LA COMMISSIONE DI PALAZZO GALATTI
Pari opportunità, cancellata la “paghetta” della presidente

Non passa giorno, ormai, senza che si parli, almeno un poco, di tagli ai costi della politica. E così finisce nel mirino anche la “paghetta” della presidente della commissione Pari opportunità della Provincia - ruolo oggi scoperto in attesa di elezione, e soprattutto di accordo, tra le nuove commissarie post-elezioni - cancellata dalla maggioranza su insistenza dell’opposizione, con tanto di suggello ufficiale ieri: il voto unanime. «Con l’eliminazione della paghetta di 300 euro al mese per la presidente della commissione Pari opportunità - precisa il capogruppo dei berluscones di Palazzo Galatti, Claudio Grizon - abbiamo contribuito a far risparmiare all’ente 3.240 euro all’anno, quindi oltre 16mila nell’arco del mandato». «La maggioranza - incalza Grizon - avrebbe voluto mantenere questo anacronistico e immotivato rimborso ridotto del 10%. Ma dopo le nostre insistenze, e dopo aver annunciato che ce ne saremmo occupati presentando una delibera consiliare, evidentemente il centrosinistra è tornato sui suoi passi pur di non dover discutere una delibera che li avrebbe messi in forte imbarazzo. E ora approfondiremo il tema dell’indennità della consigliera di parità nominata dalla presidente della Provincia (Gabriella Taddeo, risulta dal sito dell’ente, ndr), figura poco nota, ma ben pagata, sembrerebbe attorno ai 25mila euro all’anno, e che non si sa bene se sia realmente utile, considerato che ha funzioni di tutela delle donne pari a un difensore civico. Funzioni ben espletate già da giudici di pace, sindacati e patronati».(pi.ra.)

lunedì 24 ottobre 2011

I CLAMOROSI ERRORI DEL SERVIZIO RIFIUTI


Dal sito internet dell'Associazione Impronta Muggia

E tentano di dare la colpa alla maleducazione dei cittadini 

Il servizio rifiuti pesa sulle nostre tasche.
Il servizio rifiuti incide in maniera molto pesante nelle tasche dei cittadini perchè costa moltissimo - ai muggesani circa 3 miliardi e mezzo delle vecchie lire all'anno - ed a totale carico dei cittadini, che coprono il 100% dei costi. Il servizio deve obbligatoriamente raggiungere elevati standard di raccolta differenziata, stabiliti da leggi uguali in tutta Europa. Questo significa che separare i rifiuti è obbligatorio esattamente come è obbligatorio per i veicoli circolare a destra. L'unica scelta che attiene ai comuni è l'organizzazione della raccolta.. Cosa, come e quando raccogliere lo scelgono i nostri amministratori . Se sono bravi adottano metodi che permettono ai cittadini di separare quasi tutto, se sono bravissimi fanno anche costare molto meno il servizio.
I Comuni virtuosi differenziano il doppio di Muggia e pagano la metà.
Nei comuni virtuosi si raggiunge il 70, 80% di differenziata ed un costo annuo procapite di 60/70 euro. A Muggia il costo pro capite è di 127 Euro, il doppio dei comuni efficienti , mentre la raccolta differenziata è sotto il 40% (non diciamo esattamente se 35 o 39% perchè ci sono margini interpretativi), ovvero la metà dei comuni virtuosi che, in sintesi, pagano la metà differenziando il doppio.
Il disastro Acegas non è un buon termine di paragone.
Nel bicchiere mezzo vuoto, il mezzo pieno su cui insistono gli amministratori del Comune di Muggia è che i muggesani pagano oggi il servizio molto meno di 5 anni fa e che hanno quasi raddoppiato la raccolta differenziata. E’ vero, ma è fumo negli occhi: fino al 2006 a gestire il nostro servizio rifiuti era la municipalizzata triestina, che aveva e continua ad avere i peggiori risultati di raccolta differenziata con i costi più alti di tutto il Centro Nord d'Italia (noi speriamo che per gli amici triestini le cose possano cambiare in meglio visto dell'Acegas si occuperà il neo eletto assessore Umberto Laureni, un galantuomo tenace cui vanno tutti i nostri auguri di buon lavoro). I risultati dell'Acegas a Muggia non sono il termine di paragone da usare.
Nessun obiettivo di contratto è stato raggiunto.
Per fare un punto sullo stato della raccolta rifiuti dobbiamo analizzare cosa sta scritto nel contratto di gestione stipulato dal nostro Comune, e vedere se il gestore rispetta il contratto nei tempi e nei modi di esecuzione e se e raggiunge gli obiettivi indicati che sono ( e non potrebbe essere diversamente) conformi alla leggi europee. Il nostro monitoraggio, che facciamo con costanza confrontandoci anche con gli uffici comunali competenti, ci dice che oggi nessun obiettivo di contratto è stato raggiunto, che i tempi di attivazione della raccolta differenziata della frazione umida non sono rispettati e che non sono stati collocati sul territorio i contenitori contrattualmente previsti. E non solo. E' in atto un tentativo strisciante di modifica del contratto in essere sia da parte del Comune che del gestore. Questi tentativi di “aggiustare” il contratto, la più visibile della quale per i cittadini è la distribuzione di cassonetti per l'umido diversi da quelli previsti dal capitolato d'appalto, dimostrano quello che noi abbiamo sempre sostenuto e denunciato, e cioè che il metodo inventato dai nostri amministratori non funziona.
I clamorosi errori del nostro Servizio rifiuti.
Lo diciamo da quasi due anni, fin da quando abbiamo letto il bando di gara. Quando il Comune di Muggia ha indetto la gara per il Servizio rifiuti 2010-2013, ha descritto nel bando cosa, come e quando raccogliere i rifiuti . Era ed è il legittimo compito dei nostri amministratori nell’esercizio della autonomia del Comune. Purtroppo i nostri amministratori, che potevano prendere esempio e copiare dai Comuni efficienti, ci hanno messo del proprio - senza essere in grado - e hanno “inventato” qualcosa che non ha riscontri in altri Comuni. Ne è venuta fuori la solita raccolta con cassonetti stradali con la totale assenza di incentivi a fare meglio. Per i cittadini e per il gestore incrementare la raccolta differenziata (ART. 4 e ART. 6) non comporta alcun beneficio. E siccome il bando prevede che l’incenerimento dei rifiuti lo paga cash il Comune, il mostruoso risultato per chi gestisce il servizio è che quando incrementa la differenziata i suoi costi aziendali aumentano, mentre quando diminuisce la differenziata e porta i rifiuti all’incenerimento i suoi costi aziendali diminuiscono perché sono a carico del Comune. Esattamente il contrario di quello che dovrebbe avvenire. E, ovviamente, il Gestore continua a ritardare la messa in funzione dei cassonetti e servizi di raccolta differenziata previsti. Così facendo risparmia. Tanto paghiamo noi.
Errare è umano, ma il nostro Comune persevera.
Gli errori del Comune ci fanno pagare il Servizio il doppio di quello che potrebbe costare. Sono 750.000 euro in più . Ed escono dalle nostre tasche. Ovviamente nell’agire quotidiano deve essere messo sempre in conto la possibilità di sbagliare. Vale per tutti, e dovrebbe essere così anche per il nostro Comune nel caso in questione. All’errore si può sempre rimediare. Si deve però cominciare dall’ammissione, e questo sembra impossibile per gli uomini e donne che abbiamo delegato ad amministrare i nostri beni e servizi. E’ evidente che siamo di fronte a qualcosa che non ha a che fare con l’infallibilità papale, qui è diverso. Infatti si dice che “lo sbagliare è degli uomini, il persistere degli imbecilli.” La cosa è aggravata dal fatto che nel frattempo ci sono state le elezioni comunali, e che più di metà della Giunta è cambiata. Anche l’Assessore competente è cambiato, ed è al primo incarico comunale. Quindi non porta nessuna responsabilità di quanto è stato precedentemente fatto. Gli abbiamo lasciato il giusto tempo per ambientarsi e informarsi intorno alle sue nuove competenze e poi gli abbiamo chiesto un incontro : ci ha fatto rispondere che non ha tempo. Non ci aspettavamo altro, purtroppo .

Le illecite modifiche del contratto di raccolta.
Oggi il Comune , toppata la gara d'appalto, anzichè imboccare la strada maestra dell’autotutela (una specie di azzeramento della situazione attraverso l’evidenziazione delle clausole contrattuali inidonee alla tutela degli interessi dei cittadini) tenta invece qualche aggiustamento in corso d'opera, assolutamente non consentito dalla legge. Quello che abbiamo definito come tentativo strisciante di modifica del contratto in essere trova esecuzione nel cambio della tipologia di cassonetti per l'umido. Questo era l'elemento centraledel metodo elaborato dal nostro comune , se si vuole il fiore all'occhiello dei nostri amministratori. Anche per chi conosce meno l'argomento, è estremamente significativo. Il bando per il servizio rifiuti aveva al centro il “cassonetto di prossimità a conferimento controllato”, un cassonetto dotato di chiave per la raccolta della frazione umida. La chiave (da qui il nome di cassonetto di prossimità) doveva essere la stessa per condomini, caseggiati, piccoli agglomerati, ecc. Questi cassonetti dovevano essere posizionati entro 12 mesi dall'inizio del servizio (quindi scadenza Aprile 2011, 6 mesi fa) e sembra che non verranno distribuiti, e non sappiamo quanto tacitamente ( e, in questo caso, illecitamente) questa scelta del Gestore sia condivisa dal Comune. L'umido per intanto si conferisce in tradizionali cassonetti stradali marrone e i dati della raccolta (non ancora avviata in tutte le frazioni, ma quasi) sono che a fronte di una produzione giornaliera di umido di 6.000- 6.500 Kg, di Kg ne raccogliamo 400, meno di un quindicesimo della frazione. Un disastro.
Tentano di dare la colpa alla maleducazione dei cittadini.
Il disastro per l’ambiente e per le nostre tasche è accompagnato da due cose gravissime. La prima è che la tendenza degli uffici è quella di scaricare la responsabilità dei risultati negativi sulla maleducazione dei cittadini. La qual cosa è assolutamente inaccettabile. Lo dimostra un dato semplicissimo: Negli ultimi 10 anni, per restare nella nostra Regione, nelle provincie di UD, GO e PN il servizio da portato la R.D. Dal 20 al 50-60%. Nella provincia di Trieste la R.D. È rimasta sotto il 20%. Tutti i maleducati vivono nella nostra provincia? O le responsabilità vanno ricercate nel nostro apparato politico/amministrativo, che non ha fatto gli interessi dei cittadini, per incapacità, e non solo, visto che gli interessi in gioco sono rilevantissimi?
I cittadini sono lasciati soli.
La seconda è che i cittadini sono stati praticamente lasciati soli nel momento in cui si è introdotta la differenziazione dell'umido. Questo è un momento difficile, e la gente deve essere aiutata, indirizzata , educata al come si fa. L'aiuto deve venire dai servizi comunali, dagli addetti alla raccolta e da ogni altro possibile ausilio. Invece c'è stata la sola distribuzione impersonale dei sacchetti e nessuna presenza di supporto. La pubblicità, con il ranocchio Mugy costatoci 18.000 euro, è stata fatta un anno prima. Il Comune è assente, non ha nemmeno cercato di trasmettere un qualche incoraggiamento. Emblematico è il sito internet del Comune di Muggia: l'ultimo aggiornamento della pagina dei rifiuti è una foto di 13 mesi fa.
I danni irreversibili.
Questo atteggiamento ha provocato molti danni. Chi scrive di rifiuti sostiene che introdurre male una raccolta differenziata è più dannoso che non farla, perchè approssimazione e sciatteria scoraggiano quelli che la raccolta differenziata la vogliono fare e danno fiato a quelli cui non interessa. Ed è probabilmente quello che sta avvenendo a Muggia.
La Class Action è necessaria.
Gli avvenimenti di questi mesi ci confermano pertanto la necessità di proseguire l'azione legale di Class Action, per la cui concretizzazione cerchiamo l'appoggio dei nostri concittadini muggesani.

NESLADEK, SINDACO PAR TIME, SPONSORIZZA DIETE PER OBESI

La lettera che è stata inviata nei giorni scorsi dalla società Dieta Doc a una serie di aziende triestine (ma indirizzata ai medici di famiglia dei rispettivi dipendenti) esordisce con la consueta frase “Egregio collega”... Ma ad incuriosire è il fatto che una delle due firme in calce al testo è quella di Nerio Nesladek, questa volta nella veste di medico e non di sindaco, che sponsorizza la società Dieta Doc ed i pasti da questa confezionati.
E’ quantomeno curioso che il sindaco “part time” di Muggia Nesledek, pur nella veste di “referente medico del gruppo Dieta Doc”, si presti ad attività di promozione nei confronti di aziende anche sul territorio da lui amministrato, ove evidentemente la sua sponsorizzazione potrebbe essere condizionata ed enfatizzata dal suo incarico pubblico oltre che dal suo ruolo di medico di base.
I temi delle diete, dell’esercizio fisico e di un’alimentazione sana con l’utilizzo di prodotti biologici sono senz’altro importanti e sarebbe sicuramente opportuno che una pubblica amministrazione come il Comune di Muggia sensibilizzi i suoi cittadini in merito, ma che il sindaco si presti a sponsorizzare apertamente una società in particolare non è forse il massimo, sia per una questione di opportunità che per una questione di imparzialità rispetto ad una società che opera sulla piazza triestina e che potrebbe per astratto partecipare, direttamente o indirettamente, a gare pubbliche bandite dal Comune di Muggia per consulenza o per il confezionamento di pasti.
Nesladek farebbe bene a “curare” il suo Comune a tempo pieno e a metterlo in condizioni se non di efficienza ma almeno di normalità: il personale è nel caos, dall’inizio dell’attività di questa amministrazione vige la confusione più totale, a partire dalla vicenda delle antenne, alla mancanza di personale e coordinamento negli uffici, alle proposte contrastanti sul progetto PISUS, agli annunci sul riordino della viabilità di cui non si parla più fino alla fantasia di proposte di riutilizzo del piazzale dell’Alto Adriatico che non tengono conto delle promesse elettorali alla Pro Loco e ai cittadini. Non parliamo poi del fallimento della raccolta differenziata che sembra aver aumentato di 750 mila euro i costi per il Comune e quindi anche per i cittadini.

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia per il PDL

venerdì 21 ottobre 2011

FIERA DI TRIESTE, ABBANDONATI GLI ULTIMI TRE DIPENDENTI

"Che fine faranno gli ultimi tre dipendenti della Fiera di Trieste? Cosa prevede il piano di liquidazione della S.p.A.? Qual è lo stato della società commissariata ormai da un anno?”
Sono questi in sintesi i quesiti che Claudio Grizon – capo gruppo del PDL in Provincia, già vice presidente dell’Ente Fiera, ha posto alla presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat in una interrogazione urgente che vuole in particolare fare luce sulle prospettive occupazionali degli ultimi tre dipendenti della Fiera che ormai si sentono abbandonati a se stessi.
"La Provincia di Trieste è uno dei soci di maggioranza di Fiera Trieste – spiega Grizon – per la quale l’assemblea dei soci il 27 settembre dello scorso anno  ha deliberato all’unanimità la messa in liquidazione e la nomina del commissario liquidatore”.
“La Camera di Commercio – ricorda il capo gruppo del PDL – ha fatto la sua parte, garantendo la continuità di alcune manifestazioni fieristiche di successo facendosi carico di alcuni dipendenti della società, ma vorrei capire cosa hanno fatto la Provincia e il Comune per dare serenità e lavoro agli ultimi tre dipendenti”.
“L‘amministrazione provinciale un anno fa – aggiunge Grizon - si era dichiarata disponibile a ragionare con le altre amministrazioni locali per aprire un tavolo finalizzato alla ricollocazione dei dipendenti di Fiera Trieste ma ho l’impressione che non si sia fatto molto ed è impensabile che dopo le ragioni economiche e scelte politiche che hanno portato alla chiusura della Fiera si possa far ricadere le conseguenze negative sul personale”.

giovedì 20 ottobre 2011

MUGGIA, SARA' RIFATTA LA STRADA-KILLER DOVE MORI' ZAZZERON

Da Il Piccolo del 20 ottobre 2011 - Pagina 37 - Cronaca Trieste

Muggia, sarà rifatta la strada-killer dove morì Zazzeron

La Provincia ha deciso di cambiare il manto scivoloso
I lavori dovrebbero concludersi entro il mese corrente

Riccardo Tosques

MUGGIA La “strada killer” verrà finalmente riasfaltata. Dopo le pressioni ricevute dagli esponenti dell’opposizione l’amministrazione provinciale ha annunciato che anche via di Trieste, l’arteria lungo la quale il 10 dicembre dello scorso anno l'imprenditore Franco Zazzeron perse la vita in un incidente automobilistico causato da una lastra di ghiaccio. «I lavori di ripristino del manto stradale dovrebbero concludersi entro il mese di ottobre», ha spiegato l’assessore provinciale alla Viabilità Vittorio Zollia. Un impegno preso dopo l’interrogazione urgente firmata da consiglieri provinciali del Pdl Claudio Grizon e Viviana Carboni i quali avevano evidenziato come dopo le numerose asfaltature realizzate in primavera a margine del rinnovo delle cariche amministrative provinciali (e comunali) fosse rimasto fuori da tale intervento un tratto di circa 100 metri che, a detta di moltissimi muggesani, era ed è il tratto più deteriorato tra il ponte sull’Ospo e l’ingresso della cittadina. «Abbiamo finalmente scoperto, com’era per altro logico, che la Provincia aveva previsto l’asfaltatura anche di quei cento metri – spiega Grizon – ma sono stati poi provvisoriamente stralciati in quanto la realizzazione dei nuovi asfalti è coincisa con alcuni lavori interni ed esterni alla caserma dei Vigili del Fuoco che comprendevano tra l’altro il rifacimento dell’impianto fognario e la raccolta delle acque meteoriche sulla strada provinciale che come è noto ad ogni forte acquazzone allagavano regolarmente la provinciale». Oltre all’asfaltatura l’amministrazione provinciale ha previsto la posa di una condotta maggiorata per consentire la raccolta delle acque meteoriche sotto l’attuale marciapiede con la realizzazione di nuove e più capaci griglie di raccolta stradali. «Pertanto secondo Zollia, considerato che tali lavori prevedevano scavi lungo la sp n.14 “di Muggia”, si è evitato di asfaltare in una fase iniziale per poi intervenire nuovamente sulla carreggiata con gli scavi relativi alle canalizzazioni, i quali avrebbero conseguentemente implicato un secondo rifacimento del manto stradale», precisa il capogruppo pidiellino Grizon. Un comportamento che però l’esponente berlusconiano a palazzo Galatti non ha particolarmente gradito. «All’assessore Zollia – spiega Grizon – ho fatto presente che sarebbe stato opportuno che la Provincia comunicasse ai cittadini le ragioni dello stralcio di quella asfaltatura per evitare gli ironici ed amari commenti che sono scaturiti constatando l’apparente assurda dimenticanza, proprio sul tratto di strada più deteriorato». I tanto attesi interventi dunque dovrebbero concludersi entro la fine del mese. Ma l’area rimane ancora nel mirino del Pdl. «A questo punto persiste il problema degli allagamenti in prossimità del cavalcavia che porta a Santa Barbara – conclude Grizon - ove non mancano significativi allagamenti, su cui presenterò una interrogazione per verificare la disponibilità d’intervento della Provincia».

giovedì 13 ottobre 2011

DOPO L’INTERROGAZIONE DEL PDL LA PROVINCIA ANNUNCIA l’ASFALTATURA DEI 100 METRI DIMENTICATI ENTRO OTTOBRE

"Si ritiene che i lavori di ripristino del manto stradale, nel tratto di visibilità in oggetto, si concluderanno presumibilmente entro il mese di ottobre”. E’ questo l’impegno che l’assessore alla viabilità della Provincia Vittorio Zollia si è assunto rispondendo all’interrogazione urgente di Claudio Grizon, capo gruppo PDL a palazzo Galatti e della consigliera Viviana Carboni.
“Abbiamo finalmente scoperto, com’era per altro logico, che la Provincia aveva previsto l’asfaltatura anche di quei cento metri – spiega Grizon – ma sono stati poi provvisoriamente stralciati in quanto la realizzazione dei nuovi asfalti è coincisa con alcuni lavori interni ed esterni alla caserma dei Vigili del Fuoco che comprendevano tra l’altro il rifacimento dell’impianto fognario e la raccolta delle acque meteoriche sulla strada provinciale che com’è noto ad ogni forte acquazzone allagavano regolarmente la provinciale.
“Più volte in passato infatti – commenta il consigliere del PDL – avevamo segnalato i disagi degli allagamenti all’ingresso di Muggia per cui, prendiamo finalmente atto che la Provincia abbia voluto risolvere il problema”.
“Nella risposta alla nostra interrogazione – aggiunge Grizon - Zollia ha sottolineato che è stata prevista la posa di una condotta maggiorata per consentire la raccolta delle acque meteoriche sotto l’attuale marciapiede con la realizzazione di nuove e più capaci griglie di raccolta stradali”.
Pertanto secondo Zollia “considerato che tali lavori prevedevano scavi lungo la S.P.n.14 “di Muggia”, si è evitato di asfaltare in una fase iniziale per poi intervenire nuovamente sulla carreggiata con gli scavi relativi alle canalizzazioni, i quali avrebbero conseguentemente implicato un secondo rifacimento del manto stradale”.
“All’assessore Zollia – conclude Grizon – ho fatto presente che sarebbe stato opportuno che la Provincia comunicasse ai cittadini  le ragioni dello stralcio di quella asfaltatura per evitare gli ironici ed amari commenti che sono scaturiti constatando l’apparente assurda dimenticanza, proprio sul tratto di strada più deteriorato”. “A questo punto rimane il problema degli allagamenti in prossimità del cavalcavia che porta a Santa Barbara, ove non mancano significativi allagamenti, su cui presenterò una interrogazione per verificare la disponibilità d’intervento della Provincia”.

ELIMINATA LA PAGHETTA DELLA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ IN PROVINCIA DI TRIESTE

Grizon (Pdl): abbiamo costretto il centro sinistra ad accettare la nostra richiesta, saranno risparmiati 3240 euro all’anno, oltre 16 mila nell’arco del mandato”

“Con l’eliminazione della paghetta di 300 euro al mese per la presidente della commissione pari opportunità – annuncia Claudio Grizon, capo gruppo del PDL a palazzo Galatti – abbiamo contribuito a far risparmiare all’ente 3240 euro all’anno, oltre 16 mila nell’arco del mandato”.
“Dopo la mia ferma richiesta di eliminare questa anacronistico e immotivato “rimborso forfettario” da 300 euro al mese – rivela Grizon - che neanche un anno fa il centrosinistra ha voluto assegnare alla presidente uscente Eloisa Cignatta con la contrarietà dei consiglieri del centro destra, sostenuta anche dai capigruppo Rossi, Polidori e Cervesi, il presidente del consiglio provinciale Maurizio Vidali ci ha comunicato ieri, a nome  della maggioranza, che la nostra proposta è stata accolta”.
"In realtà – ricorda il capogruppo del PDL – la maggioranza avrebbe voluto mantenere per la presidente della commissione pari opportunità l’indennità ridotta del 10% e quindi di 270 euro. Ma dopo le nostre insistenze e aver annunciato nella commissione capigruppo che se non ci avesse pensato la maggioranza ce ne saremmo occupati noi presentando una delibera d’iniziativa consiliare per cassare i 300 euro, evidentemente il centro sinistra è ritornato sui suoi passi pur di non dover votare una delibera che abbiamo già preparato e che li avrebbe messi in forte imbarazzo”.
"Ora – conclude Grizon – approfondiremo il tema dell’indennità della consigliera di parità – nominata direttamente dalla presidente della Provincia - che è una figura poco nota, ma ben pagata, sembrerebbe attorno ai 25 mila euro all’anno, che non si sa bene se sia realmente utile, considerato che ha funzioni di tutela delle donne pari ad un difensore civico, che sono già ben espletate dai giudici di pace e dalle varie organizzazioni sindacali e patronati”.

lunedì 10 ottobre 2011

MUGGIA, SCOPPIA IL CASO SUL "PIERRE" DEL SINDACO

Da Il Piccolo del 10 ottobre 2011 - Pagina 17 - Cronaca Trieste

Ma Nesladek replica: «Lo stipendio di 1000 euro al mese per l’addetta alle relazioni esterne ammonta a quanto speso dalla giunta precedente»

MUGGIA In un momento economico di crisi in cui soprattutto le istituzioni pubbliche cercano di tagliare le spese ecco che Muggia va controtendenza. Con una delibera giuntale (votata all'unanimità da tutti i sette esponenti dell'amministrazione Nesladek) il sindaco ha deciso di costituire un ufficio di gabinetto e relazioni esterne per sé e per la propria giunta stanziando 9 mila 150 euro per il capitolo di bilancio del 2011. Una cifra che non è passata inosservata al Coordinamento comunale muggesano del Popolo della Libertà e al proprio Gruppo consiliare. «Tra i comuni minori Nesladek sarà l’unico sindaco ad avere l’ufficio di staff dove collocherà una persona di sua fiducia, con una spesa iniziale per il Comune di 40 mila euro all’anno ed una spesa di 9 mila 150 euro per due mesi e venti giorni di lavoro, all’incirca 3400 euro lordi al mese a venti ore alla settimana», spiegano dal Pdl. Ma Nesladek contrattacca: «Se il Pdl si concentrasse sui veri problemi del Comune e agisse con meno furore si sarebbe accorto che la delibera in questione riguarda il fondo che è stato messo a disposizione del nuovo ufficio ma che la determina di spesa per la singola persona, ben al di sotto dei 1000 euro lordi mensili, ammonta esattamente alla stessa cifra riservata alla pari figura della Giunta precedente anche perché non si può eludere la legge». Dice il Pdl: «Sembra che, dopo oltre cinque anni in cui il sindaco si è avvalso dei dipendenti comunali per la sua segreteria particolare, ora abbia ben pensato che questa non sia più sufficiente e che sia indispensabile e prioritario aggiungervi un più aulico “ufficio di staff” per il quale sembra non ci sia personale comunale da poter dedicare». Secondo la legge con deliberazione giuntale si può costituire un ufficio così detto di staff alle dirette dipendenze del sindaco e della giunta, per assolvere a compiti istruttori e di consulenza tecnica in relazione alle esigenze di conoscenza ed informazione del sindaco e degli assessori, necessarie al corretto esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo loro attribuite dalla legge. Ma la mossa ha fatto inviperire il Pdl. Che affonda il colpo così: «Per non dare modo alla maggioranza di giustificarsi per questo infelice spreco del denaro pubblico, richiamando l’assunzione fatta dalla precedente amministrazione di centro destra per la segreteria del sindaco, precisiamo subito che l’importo stanziato era all’incirca la metà, l’orario era normale, le funzioni attribuite completamente diverse, il numero di dipendenti dell’ente inferiore e non vigeva l’attuale situazione di crisi finanziaria che si ripercuote sui bilanci degli enti locali». (r.t.)

martedì 4 ottobre 2011

IL SINDACO NESLADEK NOMINA IL SUO PORTAVOCE A 3400 EURO AL MESE

Il sindaco Nerio Nesladek sta per nominarsi il portavoce, entrerà in servizio il 10 ottobre: con la delibera giuntale con cui la giunta all’unanimità ha confermato la volontà del primo cittadino sono stati stanziati 9150 euro per due mesi e venti giorni di lavoro, all’incirca 3400 euro lordi al mese a venti ore alla settimana.
Tra i comuni minori Nesladek sarà l’unico sindaco ad avere l’ufficio di staff dove collocherà una persona di sua fiducia, con una spesa iniziale per il Comune di 40 mila euro all’anno.
Sembra che, dopo oltre cinque anni in cui il sindaco si è avvalso dei dipendenti comunali per la sua segreteria particolare ora abbia ben pensato che questa non sia più sufficiente e che sia indispensabile e prioritario aggiungervi un più aulico “ufficio di staff” per il quale sembra non ci sia personale comunale da poter dedicare.
La legge, d’altra parte, consente a Nesladek di assumere per questo ufficio una persona di sua fiducia con assoluta discrezionalità che sarà inquadrata dal punto di vista economico come un funzionario di categoria D, la più alta che ci sia in Comune.
Per non modo alla maggioranza di giustificarsi per questo infelice spreco del denaro pubblico, richiamando l’assunzione fatta dalla precedente amministrazione di centro destra per la segreteria del sindaco, precisiamo subito che l’importo stanziato era all’incirca la metà, l’orario era normale, le funzioni attribuite completamente diverse, il numero di dipendenti dell’ente inferiore e non vigeva l’attuale situazione di crisi finanziaria internazionale e nazionale che si ripercuote sui bilanci degli enti locali.
Il nuovo portavoce evidentemente dovrà coadiuvare il sindaco Nesladek, che notoriamente svolge la sua funzione a part time in quanto non ha mai interrotto la sua attività di medico di base, nella sua attività a partire dalla gestione della segreteria ad ogni altra attività che afferisce al primo cittadino.
Alcuni già dicono che nel mandato precedente Nesladek non aveva questa necessità in quanto aveva accanto a se un vice sindaco come Franco Crevatin, da più parti riconosciuto come il vero uomo forte della giunta che, con la sua presenza e il suo attivismo oltre alle proprie deleghe, sovrintendeva anche quelle del sindaco specie quand’era assente per impegni professionali.

Il Coordinamento Comunale del Popolo della Libertà

Il Gruppo Consiliare del Popolo della Libertà

domenica 2 ottobre 2011

IL “NO" SULLA FERRIERA IN PROVINCIA E’ MERITO DEL CENTRO DESTRA



Grizon (Pdl), Rossi (L. Dipiazza), Polidori (LN) e Cervesi (Un’AT): “squallido e vergognoso il tentativo di assumersi i meriti sul “no” alla Ferriera dopo averci osteggiato fino all’ultimo istante


“Il “no” politico alla Ferriera nella delibera sul parere per la centrale termoelettrica della Lucchini Energia è stato posto solo grazie alla determinazione di PDL, Lista Dipiazza, Lega Nord e Un’Altra Trieste”.
“E’ stato squallido e vergognoso – sottolineano all’unisono Claudio Grizon, Giorgio Rossi, Paolo Polidori e Francesco Cervesi, capigruppo di Pdl, Lista Dipiazza, Lega Nord e Un’altra Trieste, il tentativo maldestro di questa maggioranza, incapace di confrontarsi e dibattere dei problemi del territorio senza arroccarsi nel proprio fortino, nel tentativo di non far emergere le contraddizioni interne, di assumersi l’esclusivo merito del “no” alla Ferriera”.
“Sono stato io per primo – precisa Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti - a sostenere, con Giorgio Rossi, sia in commissione che in consiglio l’opportunità di cogliere l’occasione di questo parere, dato in via collaborativa alla Regione, per mettere in evidenza che “il progetto, come emerge dalla stessa documentazione fornita dalla Lucchini Energia S.R.L., risulta fortemente legato e condizionato dalla presenza della Ferriera di Servola”, ricordando che la sua chiusura è “già prevista per l’anno 2015, in accordo con le istituzioni locali e regionali competenti”.
“La maggioranza, che oggi pensa subdolamente di assumersi gli esclusivi meriti di questo parere politico – ricordano Giorgio Rossi (Lista Dipiazza), Paolo Polidori (Lega Nord) e Francesco Cervesi (Un’altra Trieste) - si è opposta fino all’ultimo istante agli emendamenti e dal sub emendamento che è stato sottoscritto da tutti i nostri consiglieri, basti ricordare la dichiarazione di Fabio Longo (IdV) che ha dichiarato “non voglio alcun riferimento alla Ferriera nella delibera”.
“Solo la nostra insistenza – prosegue Grizon - nel dibattito in consiglio e il responsabile intervento dell’assessore Vittorio Zollia, che ha recepito il nostro sub emendamento che riassumeva tutti gli emendamenti presentati, correggendone un passaggio poco chiaro, il consiglio ha potuto esprimere sia il parere sfavorevole alla centrale che il “no” alla Ferriera, sottolineando l’incompatibilità della centrale rispetto alle scelte fatte dalle istituzioni per l’area in questione”.
“Ma il tema Ferriera tornerà all’ordine del giorno del prossimo consiglio provinciale – annuncia Grizon – in quanto abbiamo presentato un documento che sarà discusso e votato con cui chiediamo che la presidente Bassa Poropat si attivi “con ogni iniziativa utile ed opportuna nei confronti del Governo, della Regione FVG e del Comune di Trieste affinché il tema della dismissione della Ferriera e la riconversione a nuove attività produttive delle aree interessate diventi di primaria importanza e priorità nell’agenda politico-amministrativa delle varie istituzioni” ed inoltre a “promuovere quanto prima una ripresa dei lavori dei tavoli tecnici ed un loro aggiornamento rispetto ai fatti intercorsi nel periodo della loro inattività”.