martedì 31 gennaio 2012

PROVINCIA, L'OPPOSIZIONE DISERTA IL CONSIGLIO

Da Il Piccolo di martedì 31 gennaio Pagina 23 - Cronaca Trieste

Provincia, l’opposizione diserta il Consiglio

Assente per protesta alla seduta contro l’abolizione dell’ente: «Bassa Poropat si comporta da padrona»

Stamane snobberanno la seduta straordinaria del Consiglio provinciale convocata al Miela per rispondere alla proposta di abolire le Province. L’opposizione a palazzo Galatti - con i capigruppo di Pdl, Claudio Grizon, lista Dipiazza, Giorgio Rossi, Lega Nord, Paolo Polidori e Un’altra Trieste, Francesco Cervesi - ha spiegato così questa scelta presa per protesta: «La presidente Maria Teresa Bassa Poropat si sta atteggiando come fosse lei la padrona dell’ente. All’improvviso ci siamo trovati davanti alla presenza, quale relatore, del docente della nostra Università, Pier Giorgio Gabassi». Grizon ha affermato che «mentre a livello nazionale tra enti si cerca di collaborare trasversalmente, Bassa Poropat continua a fare da sola. Ci è stato imposto un relatore – ha aggiunto il capogruppo del Pdl - che non è super partes, e la presidente l’ha convocato perché ha svolto alcuni corsi per il personale di palazzo Galatti. Tutto questo è inaccettabile». Grizon ha poi ricordato che «la Regione, che ha potestà in materia, ha presentato ricorso contro la proposta Monti, mentre un sondaggio realizzato dall’Ipsos afferma che i cittadini hanno fiducia nelle Province più che nelle Regioni». Così Rossi: «C'erano accordi già presi. Denunciamo perciò il comportamento della presidente, che ha la sindrome della Merkel, e l'accentramento dei poteri che non ci trova d'accordo. L'ente provinciale va rivisitato – ha concluso il capogruppo della lista Dipiazza – per esempio la Provincia di Trieste ha il 20% dei dipendenti in part time: non può funzionare così. È un ente che, se gestito in qeusto modo, non dimostra di essere utile». Secondo Polidori «Bassa Poropat vuole apparire ancora una volta al centro di tutto. La maggioranza con noi è stata corretta – ha osservato il capogruppo della Lega - la presidente no». Cervesi ha spiegato che «Un'altra Trieste ha una ragione in più per disertare il Consiglio. Se si vuole dare vita alla discussione bisogna trovare un metodo e una sede appropriati, una pubblica assemblea, non un Consiglio straordinario divenuto una vetrina per Bassa Poropat». Immediata la replica della presidente: «L’Unione province italiane, che ha promosso l’iniziativa, ha dato l’input di garantire nell’occasione il massimo coinvolgimento possibile. Ecco il perché dell’invito a Gabassi – ha proseguito Bassa Poropat – che, come docente, è di assoluta competenza in materia. Il fatto che molti anni fa sia stato candidato nelle file del centrosinistra oggi è del tutto ininfluente. Fra l’altro Gabassi è stato formatore di quel personale dell’amministrazione provinciale che è messo in discussione dalla proposta di abolizione delle Province, perciò chi meglio di lui? Le ragioni avanzate dal centrodestra per non essere presente – ha concluso Bassa Poropat – mi sembrano di basso profilo e strumentali». Ugo Salvini
(nella foto d'archivio da sinistra Cervesi, Grizon, Rossi, Polidori e de Gioia)

lunedì 30 gennaio 2012

LA PROFESSORESSA BASSA POROPAT HA ROTTO IL CLIMA NAZIONALE DI SOLIDARIETA’ TRASVERSALE SULLE PROVINCE

“La professoressa Maria Teresa Bassa Poropat ha rotto il clima nazionale di solidarietà trasversale sulle Province trasformando un consiglio provinciale in un’assemblea di coalizione”.
L’opposizione di palazzo Galatti si è riunita oggi in conferenza stampa per sottolineare le ragioni per le quali non parteciperà al consiglio straordinario che si terrà domani come in tutte le altre province italiane per sottolineare, valorizzare e sostenere il valore istituzionale della Provincia che il decreto Monti vorrebbe di fatto abolire contro il quale però anche il governatore Renzo Tondo ha annunciato un ricorso per incostituzionalità ribadendo la volontà del FVG di legiferare in materia secondo le norme di autonomia.
“Non partecipiamo – hanno sostenuto PDL, Lista Dipiazza, Lega Nord e Un’Altra Trieste - per sottolineare l’assoluta mancanza di rispetto della presidente Bassa Poropat per il ruolo del consiglio e dell’opposizione in particolare: è estremamente grave tra l’altro che disattendendo quanto deciso all’unanimità dai capi gruppo, abbia voluto a tutti i costi far intervenire in qualità di relatore il prof. Pier Giorgio Gabassi, già candidato in Regione e in Provincia per la lista dei Cittadini da lei stessa fondata su un tema non determinante”.
In tutta Italia le Province – ricorda il capo gruppo del PDL Claudio Grizon - si sono mosse concordemente e trasversalmente rispetto alle varie forze politiche ma qui a Trieste la smania della presidente di primeggiare e di imporre anche il programma del consiglio provinciale straordinario ha fatto si che domani tutta l’opposizione diserterà delegittimandolo il consiglio da lei convocato”.
Nessuno ci ha chiesto di indicare un relatore a noi gradito – aggiunge Grizon assieme al vice capo gruppo del PDL Massimo Romita - e la stessa sede del consiglio si terrà al Teatro Miela, pur essendo inadeguata anche secondo la maggioranza, rispetto all’aula magna del Dante da noi proposta, risponde invece alla volontà della presidente di sottolineare politicamente l’iniziativa in uno spazio caro alla sinistra triestina
“I cittadini – spiegano Grizon e Romita - secondo un recente sondaggio Ipsos hanno espresso idee chiare in merito alle Province e ai costi delle pubbliche amministrazioni ed il 60% degli italiani non vorrebbe che la sua Provincia venisse soppressa”.
L’83 % dei cittadini ritiene infatti che gli sprechi sono da ricercare nello stato. Il 60% degli intervistati questi considera che l’amministrazione dello Stato sia la più costosa, solo il 13 le Province e il 11 le Regioni.
Il 79% degli italiani considerano poi che il parlamento sia il più costoso, il 7% pensa lo siano i consigli regionali ed il 5% quelli provinciali.
Comunque se dipendessero dai cittadini i tagli dei costi della politica l’82% di questi partirebbe dal parlamento, l’8% dai consigli provinciali e solo il 4 da quelli regionali in realtà di gran lunga i più costosi.
Secondo l’indagine il 63% dei cittadini dichiara che non bisogna abolire le Province ma accorpare quelle piccole ed il 54% ritiene che eliminando le Province ci sarebbero nuovi disoccupati.
A tal proposito è certo però che ci sarebbe un aumento del costo del personale che per il Friuli Venezia Giulia secondo i calcoli dell’UPI regionale sarebbe pari a 27 milioni di euro all’anno.
Secondo il 52% dei cittadini le Province sono considerate un vantaggio per i piccoli comuni che devono rivolgersi alla Regione o allo Stato, mentre 37% credono che sia uno svantaggio ma in particolare va sottolineato che il 28% degli intervistati ritengono che le Province non vadano abolite mentre il 29%  ritengono di si. Il 7% vorrebbero poi abolire quelle che hanno all’interno grandi città come Milano e Roma e il 31% abolirebbero solo quelle piccole.
In conclusione però alla domanda “secondo lei la sua Provincia andrebbe abolita?” ben il 60% degli italiani hanno risposto di no e solo il 38% hanno risposto si.
“Le nostre proposte sulle Province – concludono Grizon e Romita - quindi possono essere così riassunte:
·    si al ricorso del governatore Tondo rispetto all’incostituzionalità delle norme sulle Province del decreto Monti;
·         si a una legge regionale di riordino dei livelli istituzionali e degli enti locali;
·         si a una revisione di competenze, ruolo, estensione territoriale (recuperando le competenze che le Province nelle regioni a statuto ordinario già hanno);
·         presidente e consiglieri eletti dai cittadini;
·         soppressione degli enti e delle società inutili;
·       soppressione degli enti di secondo livello le cui competenze possono essere ricondotte alle Province (EZIT, ATO - Ambiti Territoriali Ottimali, Consorzi vari ecc.);
·      si a una Regione che legifera e controlla e non gestisce, più leggera di dipendenti, sedi, uffici (basterebbero un terzo degli attuali dipendenti),
·    si a trasferimenti di risorse senza vincoli di destinazione: basta ai rendiconti degli enti locali controllati da centinaia di dipendenti regionali;
·   si alla garanzia di una riforma che garantisca partecipazione, democrazia, rappresentatività e l’elezione diretta.

domenica 29 gennaio 2012

NESSUN DIALOGO CON I VOLTAGABBANA DI UN’ALTRA MUGGIA

“Finché a rappresentare Un’Altra Muggia ci saranno Parlato e Salerno non vedo possibile alcun dialogo ne con me ne con chi mi succederà”.
Non mi piace - sottolinea il coordinatore uscente e consigliere del PDL Claudio Grizon - chi per l’ennesima volta dopo aver tradito pone veti, auspica interlocutori a lui graditi o si occupa in generale delle dinamiche interne a partiti di cui non fa parte”.
“Per chi è passato da un partito all’altro (AN, FI,) come Ferdinando Parlato – continua Grizon - per poi tradire tutti con l’obiettivo di rompere il fronte del centro destra, non ho alcuna stima e non ne ho neanche per chi come Sergio Salerno non è riuscito a trovare un suo spazio in un partito come Alleanza Nazionale, ed ha preferito sfogare le sue insoddisfazioni abbracciando una causa tutta triestina che con Muggia non ha nulla a che fare”.
“Per quanto mi riguarda - aggiunge il consigliere - se devo parlare con Un’Altra Trieste parlerò con Alessia Rosolen e Franco Bandelli con i quali, al di la delle posizioni politiche, ho conservato un rapporto personale di amicizia.
Se i cittadini avessero partecipato ai consigli comunali fino ad oggi - rivela in consigliere - avrebbero verificato personalmente l’inutilità di Parlato, in quanto ci sia o non ci sia in aula nulla cambia: qualche parola di intervento per non dir nulla di concreto se non addirittura qualche voto a favore della maggioranza. Parlato farebbe bene a fare il nonno a tempo pieno: avrebbe certo maggiori soddisfazioni”.
Per quanto riguarda la linea politica - conclude il coordinatore uscente - posso dire solo che il PDL ha il programma del candidato sindaco Prodan ed idee innovative per l’amministrazione di Muggia e non collaborerà mai con chi porta vanti la politica dei ricatti, dei veti e delle polemiche fine a se stesse”.
Se e quando ci sarà un cambio formale ai vertici del PDL locale – precisa infine Grizon - non è affare di Parlato e poi quello che conta è il risultato delle preferenze alle scorse amministrative, vere e proprie primarie, che è incontestabile e dimostra la forza elettorale del nostro partito che piaccia o non piaccia, grazie ai nostri candidati e delle nostre idee, ha conseguito il consenso del 30% degli elettori muggesani, che ancora una volta ringraziamo”.


venerdì 27 gennaio 2012

"EDILIZIA SCOLASTICA, PROVINCIA SENZA PROGETTI"

Da Il Piccolo di venerdì 27 gennaio 2012 - Pagina 32 - Cronaca Trieste

«Edilizia scolastica, Provincia senza progetti»

Duro attacco dell’opposizione alla giunta della Bassa Poropat: «Non sa come spendere i soldi»

La giunta provinciale continua a chiedere contributi alla Regione in materia di edilizia scolastica. Ma i soldi in cassa ci sono già, il problema è che la Provincia non è in grado di gestirli al meglio con interventi mirati e qualificati. E’ questo l’attacco portato dagli esponenti del Pdl Tononi, Grizon e Romita all’amministrazione guidata da Bassa Poropat. Nel mirino la gestione dell’ente, definita lenta e poco incisiva, sul fronte degli interventi di riqualificazione degli edifici scolastici, nello specifico le scuole superiori della Provincia di Trieste. Secondo gli esponenti di centro destra, carte alla mano, l’amministrazione provinciale si è ritrovata con una disponibilità di risorse di tutto rispetto, pari a quasi 45 milioni di euro. Di questi, una parte deriva dal residuo delle precedenti amministrazioni targate Scoccimarro e Codarin, circa 20 milioni di euro. I restanti 24 milioni corrispondono invece ai contributi ottenuti dall’attuale giunta nei cinque anni del primo mandato e nei primi mesi del secondo mandato. «In un momento di crisi generale, è inutile chiedere interventi straordinari alla Regione, se poi questi soldi vengono tenuti fermi o addirittura fatti slittare ai prossimi anni – hanno precisato Grizon e Tononi – si è visto che la Provincia ha una capacità di spesa limitata. Non servono piccoli interventi di manutenzione ordinaria, ma progetti concreti, realizzabili in tempi brevi. Opere significative che vadano a migliorare effettivamente la qualità della vita di studenti e insegnanti»
Il messaggio indirizzato dal Pdl all’amministrazione provinciale dunque è chiaro. Troppi progetti di edilizia scolastica vanno a rilento e rischiano di prolungarsi oltre i tempi previsti. Serve insomma un’accelerazione importante alle operazioni da parte degli uffici provinciali, per rendere più efficiente tutto il sistema, magari con la collaborazione di figure esterne ad alta professionalità e specializzazione. Il riferimento va a tutti quei lavori di riqualificazione sospesi o riprogrammati per il prossimo biennio, come ad esempio quelli previsti per gli istituti Carli, Volta e Nautico, o a quello abbandonato del polo di Valmaura del Carducci. Un intervento con un preventivo di spesa di quasi 5 milioni di euro, non andato a buon fine per problemi sorti nello studio di fattibilità. «Tra i 25 edifici delle scuole superiori della provincia di Trieste, molti sono vetusti essendo stati costruiti ad inizio ottocento – hanno concluso Grizon, Tononi e Romita – sarebbe dunque il caso che la Provincia si adoperasse più che altro alla realizzazione di nuove strutture, e non solo alla ristrutturazione dei vecchi edifici. Ma soprattutto servono idee chiare e tempistiche adeguate, non continui cambi di direzione, altrimenti non si risolvono i problemi e non si migliora il quadro generale». (p.p.)

MORTO DON DESSANTI "IL PRETE DEI POVERI"

Da Il Piccolo di venerdì 27 gennaio 2012 - Pagina 31 - Cronaca Trieste

Morto don Dessanti «il prete dei poveri»

Se ne è andato in silenzio, con la stessa discrezione con la quale per anni la notte aveva girato tra le panchine, i portoni e i vagoni dei treni alla ricerca dei barboni in difficoltà. Don Antonio Dessanti era definito «il sacerdote dei poveri» perché per i più fragili, per quelle anime che non avevano nemmeno la forza di avvicinarsi alla sua parrocchia per chiedere un pezzo di pane o una tazza di tè caldo, lui aveva una particolare sensibilità. Da tempo ricoverato all’Itis, monsignor Dessanti è morto nella mattinata di mercoledì. Nato a Buie d’Istria il 31 maggio del 1921, ordinato sacerdote nel 1946, don Antonio ha guidato dal 1992 al settembre del 2009 la parrocchia della Beata Vergine del Rosario. È in quel contesto che il sacerdote ha consolidato il suo rapporto con i cittadini distinguendosi sempre per il suo forte impegno morale e spirituale a servizio della diocesi e dell’intera comunità. Entrando nella sua canonica in via dei Rettori, riscaldata da una stufetta e con il pavimento rattoppato da vecchi tappeti, il suo impegno nella difesa dei valori della nazione e dell’italianità non si leggeva soltanto nelle sue parole, ma anche nei tricolori esposti, nei libri sistemati alla rinfusa, nei ritagli di giornale che conservava accuratamente o appiccicava al muro. In fondo alla sua chiesa aveva posizionato un’urna dove chi ne sentiva la necessità poteva lasciare un pensiero, una riflessione ma anche una richiesta d’aiuto. E lui quei bigliettini intrisi di sofferenza e di gratitudine li leggeva tutti e ne faceva tesoro. Laddove poteva, interveniva. Don Antonio era il sacerdote degli esuli, degli istriani. Nel febbraio dello scorso anno l’Unione degli Istriani ha voluto consegnargli il premio “Histria terra”. Nella motivazione Dessanti veniva definito «faro di carità cristiana, protagonista della storia della terra istriana, concreto nel suo operare». Fino a che ha avuto forza, il sacerdote nato a Buie ha continuato a svolgere il suo compito di confessore anche all’Itis. Prima che le sue condizioni peggiorassero, gli ospiti dell’istituto continuavano a cercarlo tra i corridoi e le stanze per avere da lui una parola di conforto, un messaggio di fede. E lui, con la pazienza che lo ha sempre contraddistinto, non ha mai negato un abbraccio, una carezza, un sostegno spirituale. Don Antonio Dessanti aveva trasformato la sua parrocchia, quella della Beata Vergine del Rosario, in un vero e proprio punto di riferimento per le persone in difficoltà: non ha mai guardato chi aiutare, l’ha fatto e basta. Un impegno costante, appassionato che nel novembre 2009 il Comune ha inteso riconoscere conferendogli il sigillo trecentesco della città. Laura Tonero

ALPE ADRIA, IL FATTURATO IN CRESCITA DEL 24%

La Società Alpe Adria S.p.A. è presieduta da Giorgio Gomisel, l'amministratore delegato è Antonio Gurrieri mentre del consiglio di amministrazione fanno parte Claudio Grizon, Claudio Morgera, Luigi Rovelli, Mauro Floriani e Gilberto Galloni.


Da Il Piccolo di venerdì 27 gennaio 2012 - Pagina 30 - Cronaca Trieste

I NUMERI DEL 2011

Alpe Adria, il fatturato in crescita del 24%

E la spa progetta di allargarsi: collegamenti intermodali da estendere nell’Alto Adriatico

Fatturato e redditività in aumento, ma soprattutto la prospettiva di mettere mano anche ad altri settori del trasporto intermodale. Alpe Adria, lungi dall'essere sul viale del tramonto, ha comunicato ieri i numeri del 2011. Numeri inaspettatamente positivi per la controllata da Authority triestina, Trenitalia e Friulia (la Finanziaria regionale). «Un incremento insperato – ha dichiarato la presidente dell'Autorità portuale, Marina Monassi – che premia la competenza del personale che ha lavorato per far crescere la società. Alpe Adria è servita e serve da start up per nuovi collegamenti, ma poi sono i privati che devono muoversi», ha aggiunto la presidente. La società ferroviaria - guidata da Antonio Gurrieri che mantiene la carica di amministratore delegato a fianco dell'incarico che lo vede impegnato come consigliere del ministro Clini - ha chiuso il 2011 con un fatturato di 32 milioni di euro (+24% sul 2010) e 211.000 Teu trasportati (+17%). Indici, sottolineano dalla società, che evidenziano anche un significativo recupero sul piano della remuneratività dei servizi: i contributi della Regione per il trasporto intermodale si stanno concretizzando in treni con indici di riempimento decisamente migliori, ma soprattutto migliora il rapporto tra risorse investite e fatturato. L'offerta di Alpe Adria copre quasi l’intero arco dei collegamenti sul mercato nazionale e internazionale del porto di Trieste, operati direttamente dalla società e, per i mercati esteri consolidati, in joint con altri operatori logistici e in sinergia con il terminal contenitori del Molo VII. Un’altra novità importante, sulla scorta degli impegni della Finanziaria regionale 2012-2014, riguarda le tariffe e i servizi stabiliti su base annua, con la decisione, da parte dell’Authority, di fissare un criterio prioritario per scegliere i clienti di Alpe Adria: società in grado di garantire volumi tali da sostenere la regolarità dei collegamenti, nonché un alto indice di saturazione dei treni. Ma Alpe Adria progetta anche di allargarsi. In una nota della società infatti si parla di un altro comparto «strategicamente rilevante», rappresentato dai collegamenti intermodali terra-mare da estendere progressivamente all’intero bacino Nord Adriatico, con particolare attenzione al versante costiero orientale, a servizio dell’intera area balcanica. Si punta a servizi feeder (navi portacontainer più piccole) per fare di Trieste un hub di interscambio per il traffico in uscita e in entrata dal Mediterraneo (via Suez) verso i mercati emergenti dell’Europa Centro-Orientale. Riccardo Coretti

martedì 24 gennaio 2012

PALAZZO GALATTI SOFFOCATO DAL 20% DI PAR TIME

Grizon (Pdl): necessario verificare la rispondenza alle leggi e individuare nuovi modelli organizzativi


“Siamo ormai da anni in una situazione insostenibile, 44 su 228 dipendenti della Provincia di Trieste, ovvero il 20% esclusi i dirigenti, hanno vari tipi di part time che creano discontinuità nell’azione amministrativa e rendono meno efficace l’attività dell’ente”.
A sottolineare la rilevante percentuale dei part time autorizzati a Palazzo Galatti e il capo gruppo del Pdl Claudio Grizon che ricorda come questa sia “una situazione che si protrae e che si è aggravata negli anni, che se sommata con le ferie, i permessi e le malattie, e probabile che porti a livelli di assenza del personale dal posto di lavoro al di fuori della media”.
“La delibera sul “programma delle collaborazioni per l’anno 2012” – spiega Grizon – è stata l’occasione di riflettere sulle modalità di impiego del personale dell’ente che nel 2010 ci è costato 12 milioni e 277 mila euro (non moltissimo rispetto ad al ruolo dell’ente) rispetto al quale l’amministrazione ha fissato il limite del 5%, ovvero 613.861 euro, del costo delle collaborazioni che si aggiunge a quello complessivo dei dipendenti”.
Nello specifico 2 su 6 sono i par time nel profilo A, 12 su 44 quelli nella categoria B, 15 su 81 per i C e 15 su 97 su quelli inquadrati nel profilo D. I dipendenti dell’ente, compresi i dirigenti, sono 240.
“Ma la situazione paradossale che la Provincia deve fronteggiare – ricorda il consigliere - è data dall’obbligo di legge di ridurre ogni anno il costo del personale dell’1% nonostante l’ingessatura dei part time. A questo pertanto è indispensabile riorganizzarsi per mettere l’ente in condizioni ottimali”.
“Il risultato di questa situazione – rileva Grizon – è che girando negli uffici nella Provincia spesso si trovano scrivanie vuote segno evidente che qualcosa nell’organizzazione non va. Sia chiaro però che abbiamo il rispetto assoluto per i dipendenti, le loro professionalità ed i loro diritti ma ormai non ci possiamo permettere di lasciare che la “barca” vada avanti così: il mondo è cambiato e anche la pubblica amministrazione deve dimostrare di saper uscire da vecchi schemi e da rendite di posizione”.
“Della delibera sulle collaborazioni che abbiamo poi bocciato – evidenzia Grizon – abbiamo criticato la previsione di utilizzare solo collaboratori laureati anche se molte avrebbero potuto prevedere l’impiego di diplomati ai quali vengono così precluse opportunità di lavoro nella pubblica amministrazione”.
“A questo punto con una mozione chiederemo alla presidente Bassa Poropat – conclude il capo gruppo del Pdl – di mettere in campo azioni per scongiurare il collasso dell’ente, la revisione e la riduzione dei part time ai sensi di legge, di prevedere nuovi modelli organizzativi, la strutturazione degli uffici (oggi divisi per aree e funzioni) in modo più flessibile promuovendo staff dotati di varie professionalità a servizio di funzioni diverse in modo di distribuire i carichi di lavoro in modo omogeneo e un maggior impiego dei dipendenti rispetto a collaboratori e consulenti”.

domenica 22 gennaio 2012

“SI ALLA PORTUALITA’ ALL’EX AQUILA E NO AL GNL”

LA NOTA
Brevi considerazioni a proposito dell'intervista che il sindaco Nesladek ha rilasciato al Piccolo e che potete trovare sull'edizione di oggi.


Grizon (Pdl): “imbarazzante, Nesladek vuole portare i turisti verso l’Istria anche con una nuova viabilità: così la costa non si svilupperà mai”


Nesladek sfornerà anche progetti europei ma guarda caso vengono puntualmente bruciati dalla Regione o dalle autorità europee mentre quelle che lui chiama “bricciole”, e parliamo di milioni di euro, vengono gettate al vento senza costrutto come di sicuro un “buon padre di famiglia” non farebbe.
L’iperattività cerebrale del sindaco, e la conseguente fervida demagogia, di cui la “macchina comunale” sembra soffrire non poco, d’altra parte non fa il paio con la concretezza a cui oggi un buon amministratore è chiamato alla luce della crisi economico finanziaria.

Al di la degli slogan di Nesladek era ovvio che l’area ex Acquario andasse recuperata e destinata alla balneazione ma il nostro sostegno a questo percorso, spesso pasticciato, è sempre stato prudente e non senza riserve e, per quanto mi riguarda, i finanziamenti regionali non ci vincolano a condividere il suo costoso progetto di riqualificazione della costa prettamente ideologico e a totale carico delle casse pubbliche.
Abbiamo condiviso invece con Nesladek, senza se e senza ma, il “no” al rigassificatore ma non possiamo dimenticare che il sindaco, con il mandato unanime del consiglio a votare contro al piano regolatore del porto che lo prevede, ha scelto di astenersi dal voto quando avrebbe dovuto e potuto esprimere l’unico vero e politicamente rilevante “no” al rigassificatore.
Spero che Nesladek non voglia attribuirsi l’idea del recupero dell’area ex Aquila a fini portuali, ed in particolare per un terminal ro-ro intermodale, che noi condividiamo a prescindere dalle sue posizioni, in quanto rappresenta un’opportunità economica forse unica ed è di fatto incompatibile con l’ipotizzato rigassificatore e siamo certi che l’Autorità Portuale farà la sua parte con la Regione per rivedere l’accordo di programma del 2005 che Teseco sta attendendo.
Appare poi non poco curioso ed imbarazzante che il sindaco annunci una “società mista italo-sloveno-croata per gestire il sistema di supporto al turismo verso l’Istria” mentre nulla di concreto ha fatto per il turismo muggesano e la crisi delle sue strutture ricettive.
Era immaginabile infine che il medico prestato alla politica considerasse  il nuovo piano regolatore come “la madre di tutte le battaglie” ma ci preoccupa che stia per essere affidato ad un progettista con “direttive nuove” che questo consiglio non ha visto.
Su questo punto a Nesladek suggerirei di mettere da parte la consueta ideologia di sinistra sulla pianificazione del territorio e molta prudenza, anche perché l’amministrazione del sindaco Sergio Milo cadde proprio sul piano regolatore grazie a spaccature pesanti nella sinistra che portarono poi alla svolta con l’elezione di Dipiazza.
Non pago della sua tracotanza Nesladek arriva a mentire asserendo che “le amministrazioni precedenti avevano concesso troppi metri cubi di edificabilità”, quando invece il piano di Dipiazza ha per primo ridotto abbondantemente un’edificabilità che secondo i piani regolatori della sinistra avrebbe dovuto portare Muggia oltre 18 mila abitanti”.
Allucinante infine la sua reiterata e  balzana idea di un anello da Chiampore a Santa Barbara per risolvere il problema del bypass del centro storico e dell’accesso alla costa che, senza un’adeguata viabilità non si svilupperà mai  e che non può certo trovare soluzione con questo “Tradomo”, ennesimo progetto europeo transfrontaliero che stando alle statistiche difficilmente sarà finanziato dalla Ue e che oltretutto porterebbe i turisti con maggior facilità verso Capodistria piuttosto che sulla costa muggesana.


Claudio Grizon
Consigliere Comunale di Muggia del Popolo della Libertà
Capo Gruppo del Popolo della Libertà in Provincia di Trieste

sabato 21 gennaio 2012

GRIZON (PDL): VIA L'EX CASERMA GDF PER FARE PARCHEGGI

Da Il Piccolo di sabato 21 gennaio 2012 - Pagina 29 - Cronaca Trieste

Grizon (Pdl): via l’ex caserma Gdf per fare parcheggi


MUGGIA «Bisogna acquisire l’ex caserma della Guardia di Finanza e realizzare al suo posto giardini e posteggi a rotazione per completare definitivamente la riqualificazione del centro storico iniziata dal sindaco Dipiazza e proseguita poi da Gasperini». È questa la proposta del consigliere del Pdl Claudio Grizon in merito al riutilizzo dell’ex caserma abbandonata ormai da anni che “riprende l’idea dei sindaci del centro destra e di Gasperini in particolare che non ha fatto in tempo a realizzarla”. «La caserma va acquisita e buttata giù – sottolinea Grizon - in modo di aprire la vista sul mare, valorizzare ulteriormente il centro storico con aree verdi e alcuni posteggi a rotazione, a servizio in particolare della clientela degli esercenti e dei commercianti, e allungare poi la passeggiata del lungomare fino al porticciolo». «Nesladek in sei anni – conclude il consigliere – non ha realizzato un metro quadrato di nuova pavimentazione nel centro storico, preferendo addirittura del nero asfalto all’arenaria nell’area circostante l’Azienda sanitaria, rimasta indietro a causa dei lavori di ristrutturazione e al ritardato asporto dei serbatoi dei vecchi distributori di carburante».

venerdì 20 gennaio 2012

GIARDINI E POSTEGGI AFFACCIATI SUL MARE AL POSTO DELLA CASERMA DELLA GUARDIA DI FINANZA

“Bisogna acquisire l’ex caserma della Guardia di Finanza e realizzare al suo posto giardini e posteggi a rotazione per completare definitivamente la riqualificazione del centro storico iniziata dal sindaco Dipiazza e proseguita poi da Gasperini”.
E’ questa la proposta del consigliere del Pdl Claudio Grizon in merito al riutilizzo dell’ex caserma abbandonata ormai da anni che “riprende l’idea dei sindaci del centro destra e di Gasperini in particolare che non ha fatto in tempo a realizzarla”.
La caserma va acquisita e buttata giù – sottolinea Grizon - in modo di aprire la vista sul mare, valorizzare ulteriormente il centro storico con aree verdi e alcuni posteggi a rotazione, a servizio in particolare della clientela degli esercenti e dei commercianti, e allungare poi la passeggiata del lungomare fino al porticciolo.
Nesladek in sei anni – conclude il consigliere – non ha realizzato un metro quadrato di nuova pavimentazione nel centro storico, preferendo addirittura del nero asfalto all’arenaria nell’area circostante l’Azienda Sanitaria, rimasta indietro a causa dei lavori di ristrutturazione e al ritardato asporto dei serbatoi dei vecchi distributori di carburante, speriamo che se ne renda conto e che valuti seriamente l’idea di far buttare giù quella caserma”.

lunedì 16 gennaio 2012

TICKET PER IL CARNEVALE IL CENTRODESTRA APPOGGIA LA PROPOSTA

Da Il Picolo di lunedì 16 gennaio 2012 - Pagina 18 - Cronaca Trieste

Ticket per il Carnevale il centrodestra appoggia la proposta

Il coordinatore del Pdl Grizon: sono stato il primo a proporlo
Il consigliere Gretti: buona idea, ma meglio l’anno prossimo


MUGGIA L'introduzione di un biglietto a pagamento per assistere alla sfilata del Carnevale muggesano piace anche al Pdl. Che anzi se ne assume la paternità originaria. Claudio Grizon, coordinatore del Pdl muggesano, spezza il silenzio del centrodestra e torna a calcare la mano su un argomento che oramai sta facendo sempre più breccia nel dibattito pubblico dei muggesani. «L’idea di un biglietto per il carnevale non è un’idea nuova, ma mi fa piacere che il presidente della Proloco Andrea Spagnoletto e la consigliera Roberta Tarlao l’abbiano ripresa”, puntualizza Grizon. «Alcuni anni or sono con la giunta del sindaco Milo – ricorda infatti con dovizia di particolari e buona memoria Claudio Grizon – la delega al carnevale era stata affidata all’assessore Moreno Valentich. La proposta di un biglietto per l’accesso a Muggia per assistere alla sfilata della domenica con i carri allegorici di tutte le Compagnie l’avevo lanciata io, e ricordo che con l’assessore Valentich se ne discusse anche in consiglio comunale». Insomma la proposta originaria del ticket domenicale è da attribuirsi tutta al consigliere comunale del Pdl. «La mia proposta – spiega il coordinatore del Pdl - era però legata, oltreché a un posto macchina riservato nell’ampio parccheggio dell’ex cantiere dell’Alto Adriatico, ad un posto in tribuna e volendo anche ad una lotteria. Un fatto importante in quanto se, come giustamente ricorda il presidente della Pro Loco Spagnoletto, il Carnevale è uno spettacolo a cielo aperto, diventa quindi qualificante valorizzare lo spettacolo anche con questi accorgimenti». E così ecco ritornare fuori dagli scaffali polverosi un sondaggio commissionato con il gruppo di Forza Italia in Provincia nel lontano 2009 nel quale emersero alcuni dati folgoranti: secondo il 40 per cento dei cittadini si sarebbe potuto introdurre un biglietto d’ingresso a Muggia, così una parte delle entrate avrebbe potuto essere usata per garantire la vigilanza e la sicurezza nei giorni della manifestazione, mentre il 25,7 per cento della popolazione riteneva che il Comune avrebbe dovuto ridurre la spesa e solo un 6,2 per cento infine era favorevole ad una fusione con il carnevale di Trieste. Dunque l'introduzione di un ticket per la sfilata è un vecchio cavallo di battaglia del centrodestra, anche se attualmente cavalcato da Pro Loco e dal capogruppo consigliare di “Meio Muja” Roberta Tarlao. Sulla proposta pare decisamente più tiepido il consigliere del Pdl Christian Gretti: «Non posso dire di essere contrario a priori al biglietto domenicale per la sfilata, anche se credo sia giusto innanzitutto tener conto del periodo crisi e poi del semplice fatto che mancano davvero pochi giorni all'inizio del Carnevale: a mio modo di vedere una scelta così importante dovrebbe essere adottata dopo un ragionamento con tutte le parti interessate». Gretti dunque pensa al 2013 quando il Carnevale muggesano compirà i suoi primi 60 anni di vita: «Se la proposta sarà condivisa e considerata fattibile da un punto di vista prettamente tecnico credo che questa potrà essere adottata per il prossimo anno».

domenica 15 gennaio 2012

CARNEVALE CON BIGLIETTO PER LA SICUREZZA, SI DAL 40% DEI MUGGESANI

Grizon (Pdl): l’idea del biglietto non è nuova, l’avevo proposta io all’assessore Valentich anni orsono

  
“L’idea di un biglietto per il carnevale non è un’idea nuova – ricorda Claudio Grizon coordinatore uscente e consigliere comunale del Pdl – ma mi fa piacere che il presidente della Proloco Andrea Spagnoletto (foto a destra)  e la consigliera Roberta Tarlao l’abbiano ripresa”.
“Quando in consiglio comunale si discuteva ancora e quando la politica non era, come oggi, sempre e solo contrapposizione tra coalizioni – sottolinea il consigliere del Pdl - il carnevale era spesso argomento che portava esponenti di aree politiche diverse confrontarsi costruttivamente assieme”.
“Alcuni anni orsono con la giunta Milo – spiega infatti Grizon – in consiglio la delega al carnevale l’aveva l’assessore Moreno Valentich (foto in bn a sin), e la proposta di un biglietto per l’accesso a Muggia per vedere la sfilata l’avevo lanciata io, e ricordo che con Valentich se ne discusse anche in consiglio”. “Valentich – ricorda ancora Grizon - propose addirittura di istituire un tavolo di confronto post carnevale tra protagonisti, esperti ed amministratori, ma poi non se ne fece nulla ma ricordo bene però che il clima era più costruttivo di quanto non lo sia stato in seguito”.
“La proposta del biglietto per il carnevale – aggiunge l’esponente pidiellino - l’ho ripresa anche negli anni scorsi con il gruppo consiliare di Forza Italia ma l’ex assessore Tarlao la considerò tiepidamente”.
“La mia proposta – spiega il coordinatore del Pdl - era però legata, oltreché a un posto macchina all’Alto Adriatico, ad un posto in tribuna e volendo anche ad una lotteria importante in quanto se, come giustamente ricorda Spagnoletto, il carnevale è uno spettacolo a cielo aperto, diventa quindi qualificante valorizzare lo spettacolo anche con questi accorgimenti”.
“Comunque io credo – evidenzia Grizon – che il biglietto per la sfilata prima che agli auspici dell’amministrazione o degli operatori debba rispondere alla volontà dell’Associazione delle Compagnie del carnevale che ha l’onere e l’onore di allestire lo spettacolo di cui moti si vantano senza meriti”.
“Il futuro del carnevale muggesano è da tempo argomento di discussione tra addetti e non addetti ai lavori: credo – aggiunge ancora Grizon - che servirebbe passare dalle parole ai fatti, cogliendo questo momento in cui ci sono meno risorse disponibili su cui contare rispetto al passato per fare scelte innovative, sia rispetto la qualità dello spettacolo che alle modalità di gestione e finanziamento”.
“Nel marzo del 2009 con il gruppo di FI in Provincia – ricorda in conclusione il capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti – commissionammo un sondaggio tra i cittadini (http://claudiogrizon.blogspot.com/2009/03/blog-post.html) dal quale scoprimmo che ben il 46% dei muggesani ritenevano che “il carnevale dovrebbe ritrovare lo spirito dell’inizio”, il  45% invece affermava che comunque “andava bene così” nonostante che il 9% dei cittadini lamentava che “crea solo disordine e sporcizia”.
“Dall’indagine scoprimmo anche che secondo il 40% dei cittadini “si potrebbe introdurre un biglietto d’ingresso a Muggia, così una parte delle entrate potrebbero essere usate per garantire la vigilanza e la sicurezza nei giorni della manifestazione” mentre il 25,7% riteneva che “il Comune dovrebbe ridurre la spesa” e solo un 6,2% era “favorevole ad una fusione con il carnevale di Trieste”. Il 28,1% del campione dichiarò inoltre che il Comune dovrebbe promuovere “altre iniziative di qualità durante il periodo estivo con maggior impatto sulle attività commerciali”.
“Ben il 70,2% dei muggesani – chiosa Grizon - erano infine d’accordo “sull’assegnare le risorse direttamente all’Associazione che raggruppa le compagnie” mentre solo il 29,8% proponeva che continuassero andare “al Comune che deve gestire tutto da solo”.
“Ma fino ad oggi di tutto questo la giunta Nesladek non ne ha mai tenuto conto e mai si è aperta a un confronto vero sugli aspetti che caratterizzano l’organizzazione dell’evento del carnevale dove le problematiche sono varie e complesse, a partire da quelle logistiche e della sicurezza, per passare a quelle finanziarie e organizzative per arrivare a quelle prettamente artistiche, spettacolari e musicali, spesso non considerate adeguatamente, ma che alla fine rappresentano il clou della manifestazione e ne determinano il successo”. 

mercoledì 11 gennaio 2012

MUGGIA, TAGLI ALLA CULTURA PER IL CARNEVALE

Da Il Piccolo di mercoledì 11 gennaio 2012 - Pagina 30 - Cronaca Trieste

Muggia, tagli alla cultura per il Carnevale

di Riccardo Tosques

MUGGIA - Il Carnevale è pronto a fagocitare quasi tutti i contributi del settore Cultura (circa 50mila euro) . È questo il primo effetto tangibile dell'esercizio provvisorio nel quale versa il Comune di Muggia, conseguenza diretta della mancata votazione (ed approvazione) del bilancio 2012. E così, nell'incertezza in cui naviga ancora l'amministrazione Nesladek sulla decisione da intraprendere per quanto riguarda l'Imu, gli occhi sono focalizzati sulle vicende finanziare legate alle storico evento muggesano oramai alle porte. Mancano poco più di 30 giorni all'inizio della manifestazione più attesa dai muggesani. Giovedì 16 febbraio partirà infatti ufficialmente la 59.ma edizione del Carnevale di Muggia. Le compagnie sono in pieno lavoro e così anche l'associazione presieduta da Mario Vascotto nonché l'amministrazione comunale. Forse più che mai però quest'anno il Comune è in fermento. E non solo per la crisi economica. «Il bilancio della Cultura potrebbe essere prosciugato dal Carnevale», ammette l'assessore alla Cultura di Muggia Laura Marzi. Le conseguenze? Il vicesindaco mette le mani avanti: «Il rischio di incorrere in dei problemi potrebbe ripercuotesi sugli altri eventi» che quindi potrebbero rimanere senza copertura economica da parte del Comune. Il concetto è chiaro: se il Carnevale è tutelato, difficilmente lo potranno essere altri eventi in programma a breve nella cittadina istroveneta. Ma che tipo di Carnevale sarà? «Posso solamente dire che staremo come sempre attenti a non buttare via i soldi dalla finestra, ma il fatto che si svolga regolarmente è già una cosa importante». E non si nasconde dietro ad un dito l'assessore con delega al Carnevale, Stefano Decolle. La situazione nella quale si trova il Comune è quanto meno singolare: «Non avendo un bilancio ma essendo in provvisorio qualche grattacapo ce lo abbiamo, ad ogni modo le possibilità di spesa non vengono ridotte ma parametrate con l'anno scorso con criteri ragionieristici che sono però molto vincolanti». Il Carnevale però non è a rischio. Anzi. «Dal punto di vista strettamente finanziario ricalcherà quello dell'anno scorso - conferma Decolle – e la somma investita dal Comune pesca da diversi capitoli quali Cultura, Commercio, Vigilanza e Lavori pubblici». E mentre il Carnevale è salvo regna ancora l'incertezza sulla gestione da parte del Comune sul discorso dell'Imu. Confermare o variare l'aliquota l'imposta fissata a Roma? Per ora dal Municipio tutto tace. E Claudio Grizon, consigliere comunale del Pdl, va all'attacco: «A dare il senso della gravità della situazione finanziaria è stata anche una nota che l’Ufficio ragioneria ha inviato a tutti i responsabili degli uffici a fine novembre, sottolineando che la situazione rispetto ai “limiti imposti dal Patto di Stabilità 2011 non è per niente buona” e dove si metteva in evidenza uno squilibrio tra le entrate di parte corrente e la parte di competenza della cassa che sfiorava il milione di euro: davvero ad un passo del dissesto».

lunedì 9 gennaio 2012

SULLA CHIUSURA DEI SUPERMERCATI RIONALI CIGUI E DECOLLE SONO IN RITARDO

Grizon (Pdl): il dramma della chiusura delle rivendite rionali l’ho denunciato già a ferragosto del 2010 ma Nesladek non ha fatto nulla


“Dov’erano Cigui e Decolle fino ad oggi?” “Scoprono solo ora il dramma della chiusura delle piccole attività commerciali rionali”?
Sono questi i quesiti che il consigliere del PDL Claudio Grizon pone ironicamente al noto ristoratore muggesano e all’assessore al commercio dopo le loro dichiarazioni a proposito dell’istituzione di un servizio di consegna a domicilio della spesa per gli anziani”.
“Era il giorno di ferragosto del 2010 – sottolinea Grizon - quando per primo denunciai pubblicamente sul Piccolo il dramma che già allora interessava in particolare i residenti di Aquilinia dopo la chiusura, nel precedente mese di luglio, del Discount di via Montedoro (nella foto) e, proprio pochi mesi dopo l’apertura del centro Free Time, del supermercato Meta di Zaule”.
“L’appello – sottolinea Grizon - rivolto allora in particolare al sindaco affinché - pur non essendo di sua competenza - utilizzasse il suo ruolo istituzionale per ricercare aziende o imprenditori disposti a riavviare quei presidi commerciali è caduto nel vuoto perché nessuna iniziativa concreta è stata assunta nel frattempo”.
“L’amministrazione comunale – rileva il consigliere - aveva assistito nel completo silenzio e disinteresse alla chiusura di queste ulteriori attività commerciali che sul territorio hanno sempre avuto anche una grande funzione sociale, senza porsi il problema di prevenire e accompagnare questi cambiamenti che impattano socialmente sulla comunità”.
“ Mi sarei aspettato che l’amministrazione – sottolinea Grizon – si fosse impegnata concretamente nella ricerca di aziende del settore della grande distribuzione per riavviare le attività cessate o per realizzarne di nuove al loro posto con piccole dimensioni che avrebbero però di fatto probabilmente sancito la rinuncia di Coop Nord Est al suo progetto per il nuovo centro commerciale alle Noghere per il quale Nesladek ha incassato prima della campagna elettorale 1,5 milioni di euro di oneri di urbanizzazione”.
“L’apparente sensibilità dell’assessore Stefano Decolle per le periferie rimaste prive delle piccole ma preziose attività commerciali rionali – commenta Grizon – è apprezzabile ma arriva con colpevole ritardo e oltretutto mi pare che la “ricetta Cigui – Decolle” non possa rispondere completamente ai bisogni quotidiani della gente e degli anziani in particolare che risiedono nelle frazioni”.
“Non vedo proprio sul territorio muggesano organizzazioni di volontariato – spiega Grizon - strutturate per offrire servizi a domicilio come quello della consegna della spesa. E’ impensabile poi che un problema legato alla competitività e alle regole di mercato sia risolto implementando la spessa sociale”.
“Un servizio di questo tipo – spiega il consigliere pidiellino – potrebbe essere ipotizzato solo per anziani in gravi condizioni di salute e soli o per persone con disabilità ma estenderlo a tutto il territorio sarebbe costosissimo e risponderebbe solo ad una visione ideologica del ruolo dell’ente pubblico che non può sostituirsi alle attività commerciali ma bensì creare situazioni e regole ove queste possano sopravvivere o svilupparsi”.
“La disponibilità di Decolle – conclude Grizon -  non a caso dichiarata a “titolo personale” oltretutto non si sposa certo con la situazione del bilancio 2012 che temo proprio che non potrebbe sopportare ulteriori spese in quanto se non è stato presentato ancora in consiglio significa che il sindaco non sa come far quadrare i conti”.
“Per amministrare una cittadina complessa come quella di Muggia – conclude Grizon – servono esperienza, idee concrete, cultura di governo e consapevolezza dei propri ruoli ma queste proposte mi paiono piuttosto orientate alla ricerca di un facile consenso che cozzerebbe contro i costi della loro realizzazione”.

GRIZON: "SUL BILANCIO COMUNE NEL CAOS"

Da Il Piccolo di lunedì 9 gennaio 2011 - Pagina 20 - Cronaca Trieste

Grizon: «Sul bilancio Comune nel caos»

«Il sindaco Nesladek avrebbe dovuto approvare il bilancio prima di Natale, seguendo l’esempio delle giunte Bassa Poropat in Provincia e Ret a Duino». La critica arriva dal capogruppo Pdl in Consiglio comunale Claudio Grizon, per nulla convinto dalle rassicurazioni fornite dal primo cittadino sulla solidità del bilancio municipale, la cuia approvazione è slittata a marzo. «Il Patto di stabilità 2011 è a rischio - continua Grizon - e nel bilancio 2012 si annunciano spese fuori controllo. Nonostante questo, Nesladek tenta di minimizzare il caos in cui è sprofondato il Comune, parlando di strategia “forte e sostenibile”. Invece - conclude Grizon - il bilancio sarà pieno di segni meno e aumenti dell’imposizione fiscale».

sabato 7 gennaio 2012

NESLADEK DIFENDE UN BILANCIO CHE NON C’E’

Grizon (PDL): a rischio il patto di stabilità 2011 e spese fuori controllo nel bilancio 2012; il sindaco avrebbe dovuto prendere esempio dalla presidente Bassa Poropat e dal sindaco Ret che hanno approvato i propri bilanci prima di Natale


Nesladek tenta di minimizzare il caos in cui è sprofondato il Comune e di difendersi come un bambino preso con le mani nella marmellata. Il suo bilancio non è per niente “forte e sostenibile” in quanto se fosse stato tale l’avrebbe già approvato senza tentennamenti come hanno fatto la presidente Bassa Poropat in Provincia ed il sindaco Giorgio Ret a Duino Aurisina. In realtà il suo è già ora un bilancio pieno di zeri, di segni meno, di aumenti dell’imposizione fiscale e cosa ben più grave senza prospettive per la cittadina prima che vengano inserite le voci dell’IMU.
A dare il senso della gravità della situazione finanziaria è stata anche una nota che l’Ufficio ragioneria ha inviato a tutti i responsabili degli uffici a fine novembre, sottolineando che la situazione rispetto ai “limiti imposti dal Patto di Stabilità 2011 non è per niente buona” e dove si metteva in evidenza uno squilibrio tra le entrate di parte corrente e la parte di competenza della cassa che sfiorava il milione di euro: davvero ad un passo del dissesto!
Nella nota si evidenziava che secondo le stime fatte non si “dovrebbero impegnare più risorse in parte corrente fin tanto che non si verificheranno ulteriori accertamenti” e si sollecitavano i vari responsabili a “recuperare risorse” e a “sollecitare incassi”, pena il blocco delle determine di spesa.
Speriamo che gli uffici siano riusciti a fare questo piccolo miracolo del recupero di risorse in parte corrente, altrimenti ci avviamo, a consuntivo 2011, a non rispettare il patto di stabilità con tutte le conseguenze collegate di cui Nesladek dovrà rispondere ai muggesani.
In questo contesto, che dovrebbe indurre qualsiasi assennato pubblico amministratore ad oculati risparmi nelle voci più significative della gestione, Nesladek ci mette del suo portando la spesa del personale a quasi 6 milioni di euro assumendo ancora personale tra cui un avvocato (160 mila euro in più del 2011), ovvero al 32,25% delle entrate correnti dell’ente: vicinissimo a quella soglia posta dalla legge per il rispetto del patto di stabilità e degli indici oltre ai quali il Comune si avvicina al dissesto finanziario.
Non sono certo bruscolini: si tratta di poco meno di un terzo delle entrate correnti dell’ente che se ne vanno per le paghe di 144 dipendenti: poco male se fossero efficienti e presenti ma i dati del rapporto di benchmarching 2011 non ne tesse  certo le lodi. Aspetti questi che si aggiungono alla disorganizzazione e alla confusione generale che ormai traspare evidentemente.
Ad aggravare la situazione infatti, con un’analisi sconfortante della gestione del Comune, ci si è messo appunto il rapporto di benchmarching 2011 (22 comuni tra Veneto e FVG) che Nesladek si è ben guardato da far avere ai consiglieri come negli anni scorsi ma che il collegio dei revisori dei conti non ha potuto far a meno di recepirne alcuni dati con preoccupazione nella sua relazione.
Ma nel bilancio 2012-2014 c’è ancora qualcosa che non va. Perché tra le entrate non c’è traccia del milione di euro che deve arrivare al Comune come versamento a saldo dagli oneri di urbanizzazione del previsto centro commerciale di Cooop Nord Est? Nel bilancio non ne abbiamo trovato traccia! Non sarà mica che dovremo restituire anche quelli già erogati perché il centro commerciale non si fa più?

Claudio Grizon
Consigliere Comunale del PDL di Muggia

venerdì 6 gennaio 2012

GRIZON (PDL): "MUGGESANI TARTASSATI"

LA NOTA
A distanza di diversi giorni Il Piccolo, bontà sua, ha pubblicato uno stralcio del mio comunicato stampa dopo articoli a piena pagina su notizie spesso di scarso rilievo. Ma tant'è .... Nel taglia e incolla il giornale ha fatto un errore che, per correttezza, desidero evidenziare. Nel mio comunicato ( che è pubblicato in originale su questo blog) non ho parlato infatti di "IMU al massimo" come un dato certo e acquisito, in quanto le decisioni della giunta in merito sono ignote sia a noi consiglieri che ai revisori dei conti, ma bensì ho scritto che "il meglio di se Nesladek lo darà certamente con l'applicazione dell'IMU" senza dati o percentuali, che è cosa ben diversa pur se non auspicabile.
Ovviamente si sono omesse tutte le considerazioni ben più pregnanti, ma forse non gradite, sulla gravissima situazione finanziaria in cui si trova in Comune a causa di questa amministrazione. 


Da Il Piccolo di venerdì 6 gennaio 2012 - Pagina 28 - Cronaca Trieste

Grizon (Pdl): «Muggesani tartassati»

MUGGIA «Nerio Nesladek a un passo dal baratro. Con il bilancio 2012-2014 il sindaco mette le mani nelle tasche dei muggesani per attingere risorse fresche con cui tamponare il suo bilancio. Come? Con il raddoppio dell’addizionale Irpef, l’Imu al massimo, il patto di stabilità a rischio e il costo del personale alle stelle. E neanche un euro per le opere pubbliche». É l’accusa che rivolge al primo cittadino di Muggia il consigliere del Pdl Claudio Grizon. «Oltre a lacrime e sangue - aggiunge Grizon - pare proprio che i muggesani con questa amministrazione dal 2012 debbano attendersi anche pianto e stridore di denti». Secondo i calcoli del consigliere del Pdl, Nesladek attingerà dai bilanci familiari almeno 240 mila euro in più dall’addizionale Irpef in quanto l’imposta è stata alzata dal 4 al 5 per mille per i redditi tra i 28 ed i 55 mila euro e fino all’8 per mille sopra i 55 mila di reddito. Entreranno così complessivamente nella cassa del Comune 830 mila euro. Per quanto riguarda l’applicazione dell’Imu «l’amministrazione e la maggioranza hanno perso letteralmente il controllo della situazione lasciando disorientata e senza riferimenti l’opposizione rispetto alla data di discussione e voto del bilancio che dovrà essere ritirato e ripresentato oppure abbondantemente emendato dalla stessa maggioranza».

lunedì 2 gennaio 2012

NESLADEK METTE ANCORA LE MANI NELLE TASCHE DEI MUGGESANI

Grizon (PDL): il Comune ad un passo dal baratro, raddoppio dell’addizionale IRPEF, il rischio dell’IMU al massimo, il patto di stabilità a rischio, il costo del personale alle stelle e neanche un euro per le opere pubbliche


Nerio Nesladek, ad un passo dal baratro, con il bilancio 2012-2014, mette le mani nelle tasche dei muggesani per attingere risorse fresche con cui tamponare il suo bilancio.

ADDIZIONALE IRPEF, IMU, ICI E PATTO DI STABILITA’

Come non bastasse la manovra del governo Nesladek attingerà innanzitutto dai bilanci familiari dei muggesani almeno 240 mila euro in più dall’addizionale IRPEF: il sindaco l’ha alzata dal 4 al 5 per mille per i redditi tra i 28 ed i 55 mila euro e fino all’8 per mille sopra ai 55 mila euro di reddito. Entreranno così complessivamente nella cassa del Comune ben 830 mila euro.

Ma il meglio di se Nesladek lo darà certamente con l’applicazione dell’IMU che al momento sembra stia togliendo il sonno anche al suo assessore e che ha gettato nel panico oltre che l’amministrazione anche tutta la maggioranza che ha perso letteralmente il controllo della situazione lasciando disorientata e senza riferimenti l’opposizione rispetto alla data di discussione e voto del bilancio che dovrà essere ritirato e ripresentato oppure abbondantemente emendato dalla stessa maggioranza.

Oltre a “lacrime e sangue” pare proprio che i muggesani con questa amministrazione dal 2012 debbano attendersi anche “pianto e stridore di denti” come scrive Matteo al capitolo 22, versetti 1-14.

A dare il senso della gravità della situazione finanziaria del Comune è stata anche una nota che l’Ufficio ragioneria ha inviato a tutti i responsabili degli uffici a fine novembre, sottolineando che la situazione rispetto ai “limiti imposti dal Patto di Stabilità 2011 non è per niente buona” e dove si metteva in evidenza uno squilibrio tra le entrate di parte corrente e la parte di competenza della cassa che sfiorava il milione di euro: davvero ad un passo del dissesto!

Nella nota si evidenziava che secondo le stime fatte non si dovrebbero impegnare più risorse in parte corrente fin tanto che non si verificheranno ulteriori accertamenti e si sollecitavano i vari responsabili a recuperare risorse e a sollecitare incassi, pena il blocco delle determine di spesa. Si sottolineava infine che è necessario che arrivino entrate correnti entro il termine dell’esercizio.   
Speriamo che gli uffici siano riusciti a fare questo piccolo miracolo del recupero di risorse in parte corrente, altrimenti ci avviamo a consuntivo a non rispettare il patto di stabilità con tutte le conseguenze collegate di cui Nesladek dovrà rispondere ai muggesani.

L’ICI comunque, bontà loro, sembra che rimarrà stabile e porterà alle casse di piazza Marconi i “soliti” 2 milioni 180 mila euro.

SPESE PER IL PERSONALE IN CRESCITA

In questo contesto, che dovrebbe indurre qualsiasi assennato pubblico amministratore ad oculati risparmi nelle voci più significative della gestione, Nesladek ci mette del suo portando la spesa del personale a quasi 6 milioni di euro assumendo ancora personale tra cui un avvocato (160 mila euro in più del 2011), ovvero al 32,25% delle entrate correnti dell’ente: vicinissimo a quella soglia posta dalla legge per il rispetto del patto di stabilità e degli indici oltre ai quali il Comune si avvicina al dissesto finanziario.

Non sono certo bruscolini: si tratta di poco meno di un terzo delle entrate correnti dell’ente che se ne vanno per le paghe di 144 dipendenti: poco male se fossero efficienti e presenti ma i dati del rapporto di benchmarching 2011 non ne tesse  certo le lodi. Aspetti questi che si aggiungono alla disorganizzazione e alla confusione generale che ormai traspare evidentemente.

Come si evince dalla lettura del bilancio 2012 a beneficiare dell’aumento di spesa per il personale è innanzitutto il settore della per la cultura che passa dai 242 mila euro del 2011 ai 278 del 2012 con un aumento di circa 37 mila euro che, sulla spesa complessiva del settore cultura di 763.581 euro inciderà con un aumento del 4,8%: davvero allucinante in tempi di crisi!

Ma aumenta poi di 105 mila euro la spesa del personale anche per il settore sociale, da 739 mila euro a oltre 844 mila (+14%), così come aumenta quella per il settore sviluppo economico passando dai 57 mila euro ai 126.700: oltre 69 mila in più (+120%).

IL MISTERIOSO RAPPORTO DI BENCHMARCHING 2011

Ad aggravare la situazione infatti, con un’analisi sconfortante della gestione del Comune, ci si è messo appunto il rapporto di benchmarching 2011 (22 comuni tra Veneto e FVG) che Nesladek si è ben guardato da far avere ai consiglieri come negli anni scorsi ma che il collegio dei revisori dei conti non ha potuto far a meno di recepirne alcuni dati con preoccupazione nella sua relazione.

In primo luogo il rapporto tra personale e collaboratori ogni 1000 residenti che è pari a 11,40 mentre per il comune di Porcia è 5,99 e per Dolo è solo 3,68 (entrambi con popolazione attestata leggermente oltre i 15 mila abitanti) che ha attribuito al Comune di Muggia un poco invidiabile primato tra tutti gli enti monitorati.

Altro record tutto muggesano è quello del numero delle ore lavorate per ogni dipendente pari a solo 1.394,47 mentre a Porcia sono 1.563,54 per finire con la spesa media per ogni ora lavorata che a Muggia è di 30,19 euro mentre a Porcia è di 27,61 euro (eppure il contratto è lo stesso).

Ma a giustificare l’enorme spesa del personale muggesano non aiuta neanche il dato sulla media delle ore di assenza per dipendente: ben 160,41 un vero primato tra tutti i comuni monitorati, mentre a Sacile sono 149,75 e a Porcia sono appena 96,96.

Tutti dati da brivido se poi consideriamo che a Muggia ci sono 733,07 euro di pressione finanziaria per ogni cittadino rispetto ai 579,47 di Dolo e i 552,85 di Porcia.

INVESTIMENTI E ALTRE ENTRATE

Ma che dire poi per la parte investimenti: dal bilancio comunale neanche un euro per il 2012 e tutti gli interventi previsti nel piano triennale delle OO.PP. sono legati alla sorte di contributi incerti richiesti o da chiedere.

Infatti nel 2012 solo 60 mila euro arriveranno dal Fondo Trieste, mentre i 2,2 milioni del 2013 o il milione e trecento mila euro del 2014 previsti tra le entrate dovrebbero derivare tutti da contributi di “mamma” Regione.  

Ma ad esser aumentati, seppur di poco e parametrati, sono stati anche le rette della casa di riposo che fanno arrivare nelle casse comunali 1.719.200 euro.

Come dimenticare poi la solerzia dell’amministrazione nel fare cassa con le multe che son passate in pochi anni dai 60 ai 120 mila previsti attualmente (+100%).

MUTUI OK MA NESSUN MUTUO PER TRE ANNI

In questa corsa affannata a cercar soldi per fortuna non preoccupa più di tanto il dato sui mutui, ne per quanto riguarda il valore complessivo degli importi ne per quanto riguarda le voci corrispondenti in parte corrente ed investimenti relative alle rate annuali che per il 2012 che sono pari ad euro 1.084.640: 667.977 euro per il rimborso del capitale e soli 416.662 euro per gli interessi a loro volta rimborsati con 253.484 euro di contributi regionali che ci porta ad una quota finale che ricade sul bilancio di soli 164.316 euro.

Secondo i revisori dei conti il Comune potrebbe addirittura accendere ulteriori mutui in quanto l’ente potrebbe sopportare in via teorica un limite massimo di 2 milioni 147 mila euro d’interessi passivi e mutui corrispondenti per un valore complessivo di euro 47.725.015 dove gli attuali 13.355.401 corrispondono appena al 27,98% della potenzialità teorica totale.

Comunque sia i modesti mutui residui del Comune (solo 13.355.401 di euro per il 2012 e 2013 e poco meno 12.855, 74 nel 2014), ove i più vecchi risalgono al 1967 e a quelli rinegoziati negli anni 1995-1997, sono il frutto degli investimenti delle giunte Dipiazza e Gasperini e dalle amministrazioni antecedenti al 1996 e solo in minima parte, circa il  25%, frutto delle scelte delle giunte Nesladek che ha sempre avversato gli investimenti strutturali.

Infatti nessun mutuo è previsto per i prossimi 3 anni e solo 10 mila euro si prevedono dalle concessioni cimiteriali riviste in aumento nei prezzi. Con Nesladek siamo passati dalle opere pubbliche inutili, come quella del trasferimento della biblioteca che ancora deve partire, al nulla: ovvero dai 4.119.217 ai 280.084 euro per il 2012 di  trasferimenti di capitale legati alla realizzazione di opere pubbliche dalla Regione.

I COSTI DELLA RACCOLTA RIFIUTI E LE PERCENTUALI SULLA DIFFERENZIATA

Ma a puzzare, nel vero senso della parola, è la partita della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti: non è bastato l’impegno sulla raccolta differenziata che avrebbe dovuto portare a una riduzione della spesa della spesa di smaltimento dei rifiuti che invece è ancora alta a 1.730.000 euro, evidentemente bisogna impegnarsi di più, al di la delle controversie percentuali sul differenziato che secondo il dato del rapporto di benchmarching 2011 è attestato al 29% (il minimo tra i comune campionati) smentendo l’amministrazione che propone invece il dato del 34%. Anche per quanto riguarda la produzione di rifiuti saremmo a 606,56 kg annui per residente rispetto ai 444,08 di Porcia o ai 381,14 di Sacile.

LE RISORSE SPRECATE POTEVANO METTERE IN SICUREZZA IL BILANCIO

Se fossero stati messi a reddito o a riserva o impiegati diversamente gli oltre 2,5 milioni di euro (derivanti, per 1,5 milioni di euro dall’anticipo sugli oneri da urbanizzazione della società CoopNordest ed per circa 800 mila euro dagli oneri del centro Freetime derivanti dall’amministrazione Gsperini) che il sindaco Nesladek ha sprecato in un discutibilissimo piano anticrisi preelettorale, avrebbero consentito al Comune di affrontare oggi in modo ben più sereno la situazione di crisi finanziaria riducendone di molto l’impatto o addirittura rendendola impercettibile.

In particolare avrebbe potuto utilizzare parte delle risorse per opere pubbliche, per ridurre l’addizionale IRPEF, per ridurre i mutui in essere liberando risorse in parte corrente che oggi sarebbero utilissime per chiudere il bilancio, ma avrebbe potuto pure utilizzarli per aiutare il settore del commercio a cui non ha voluto dare neanche un euro.

Insomma si potevano trovare varie soluzioni in grado di smuovere l’economia o mettere in sicurezza il bilancio rispetto ad una crisi già nell’aria. L’incapacità di Nesladek e dei suoi assessori a sviluppare infrastrutture o opere pubbliche si nota anche dal bilancio 2012 dove i trasferimenti dalla Regione passano infatti da 4.419.217 a 280.084 euro (-93,66%).

DOV’E’ FINITO IL MILIONE DI EURO DI ONERI DELLE COOP NORD EST ?

Ma nel bilancio 2012-2014 c’è ancora qualcosa che non va. Perché tra le entrate non c’è traccia del milione di euro che deve arrivare al Comune come versamento a saldo dagli oneri di urbanizzazione del previsto centro commerciale di Cooop Nord Est?

Con la delibera consiliare n.67 del 13 ottobre 2010, con cui è stata approvata la convenzione, la società si impegnava infatti a versare 2.579.239,40 euro per opere di urbanizzazione primaria per il centro commerciale di Coop Nord Est, di cui 1.500.000 da erogare entro 30 giorni dalla firma della convenzione stessa, che sono serviti al finto piano anticrisi preelettorale del sindaco Nesladek, e un ulteriore milione abbondante a saldo. Ma nel bilancio non ne abbiamo trovato traccia! Non sarà mica che dovremo restituire anche quelli già erogati perché il centro commerciale non si fa più?

CONCLUSIONI

Questo sindaco e questa coalizione si conferma inadeguata nella gestione dei conti e nel proporre uno sviluppo della cittadina che ne valorizzi le peculiarità in prospettiva futura implementando lo sviluppo del tessuto commerciale, economico e turistico.

Manca una visione per la cittadina ed il suo territorio: si continua con le politiche di basso profilo, con progetti infarciti di retorica propaganda e di finta partecipazione che non rispondono ai veri bisogni dei cittadini e del territorio (Pisus, vari progetti europei, il trasferimento della biblioteca, la nuova sala mostre, il ruolo della stazione dei bus, ecc.).

Su Acquario se non fosse stato per il centro destra regionale, adeguatamente sensibilizzato dal Pdl locale e provinciale, Nesladek ed i suoi non sarebbe stato in grado di ottenere le risorse per avviare un primo recupero su un progetto che non ci piace e su cui Nesladek farebbe bene a coinvolgerci veramente lasciando da parte slogan che non gli serviranno più.

Anche sul riordino della viabilità della zona industriale prevista mesi orsono con una convenzione tra Comune, Provincia e privati siamo in ritardo e non sarebbe stato oltretutto possibile realizzarla se non grazie all’intervento del Pdl locale e provinciale che ha consentito che oltre 500 mila euro di fondi regionali residui ottenuti dalla giunta Gasperini fossero recuperati per la viabilità.

Che dire poi sui progetti del sindaco Nesladek annunciati in questi sei anni alla stampa ma dei quali non c’è traccia conseguente o realizzazione concreta. Questo momento politico e questa crisi economico-finanziaria dovrebbero indurre gli amministratori ad uno sforzo verso una maggior concretezza e a una condivisione di obiettivi funzionali e strategici anche nei comuni piccoli come il nostro, ma assistiamo invece alle solite e sterili ricette preconfezionate infarcite di ideologiche visioni.

Così davvero non va! E’ il tempo di rivedere scelte sbagliate, stantie e legate alle consuetudini: servono idee, servono uomini con idee nuove! Questo centro sinistra è riuscito a succedere a se stesso non tanto per i meriti suoi ma bensì per un contesto nazionale ad esso favorevole. Ma ormai sono finiti i tempi delle rendite di posizione o dei piani anticrisi dal profumo elettorale: per dare risposte ai cittadini servono idee nuove, nuovi programmi e uomini capaci ed in grado di portarle avanti che nella sinistra muggesana proprio non vediamo.   

                                                                             
Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia
Gruppo Popolo della Libertà