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venerdì 24 aprile 2015

LA PROVINCIA BOCCIA IL MINIRIGASSIFICATORE

Da Il Piccolo del 24 aprile 2015

La Provincia boccia il minirigassificatore
Il Consiglio dà all'unanimità parere contrario al progetto di SmartGas. «Mette a rischio l’equilibrio del territorio di Duino»
AULA COMPATTA
A prendere le distanza dall'impianto di stoccaggio e distribuzione di gnl sono stati venti consiglieri sui venti presenti


di Ugo Salvini

L'imprenditore Alessandro Vescovini titolare di Smart Gas con il premier
Matteo Renzi: una garanzia per l'ok al progetto da Governo e Regione?
DUINO AURISINA No al mini rigassificatore di Monfalcone di Smart Gas. E' stata unanime ieri sera, con 20 voti favorevoli su 20 presenti, la decisione adottata dal consiglio provinciale, con una delibera relativa al progetto denominato "Terminale di stoccaggio, rigassificazione e distribuzione di Gnl di piccola taglia, da realizzarsi nel porto di Monfalcone". 
Un voto negativo che fa seguito a quanto sempre affermato nell’aula, che ha una particolare “sensibilità” nei confronti delle tematiche ambientali. 
In sede di discussione in aula, dopo la presentazione della delibera da parte del presidente della Commissione competente, Marcello Bergamini. 
Nadia Debenjak (Pd) ha sottolineato che «il progetto di Smart Gas contrasta con le linee di sviluppo del Comune di Duino Aurisina, perché metterebbe a repentaglio l'equilibrio naturale dell'area. Va ricordato - ha aggiunto Debenjak - che nel territorio di Duino Aurisina esistono zone protette a livello internazionale in quanto considerate oasi per determinate specie di uccelli». 
Giorgio Ret, già sindaco a Duino Aurisina e capogruppo del Pdl, ha parlato di «conseguenze disastrose in caso di realizzazione dell'impianto. Abbiamo sempre lottato con grande determinazione contro questa ipotesi - ha ribadito - e tutti assieme, senza distinzioni di appartenenza partitica». Una conferma che la tematica è sempre stata vissuta male dalla comunità. 
Claudio Grizon, capogruppo del Pdl, ha osservato che «la realizzazione del mini rigassificatore minerebbe dalle fondamenta le possibilità di crescita dell'intera area interessata, senza dall'altra parte portare un seppur minimo vantaggio per la collettività residente»
Elena Legisa, capogruppo della Federazione della sinistra, ha parlato dei «giovani del Comune di Duino Aurisina, che devono poter costruire il loro futuro sul territorio», precisando che «manca un piano regionale che dica di quanta energia ha bisogno il Friuli Venezia Giulia». 
Sabrina Morena (Sel) ha ribadito «l'incompatibilità fra un rigassificatore e la crescita turistica del Comune di Duino Aurisina e dell'intero territorio della Provincia». Fabio Longo, del Gruppo misto, si e' soffermato sugli aspetti tecnici, evidenziando «i rischi connessi alla costruzione di un rigassificatore vicino ad aree come quelle del Comune di Duino Aurisina». 
Paolo Polidori, della Lega Nord, ha indicato nei «valori del federalismo l'unica risposta valida al problema, perché solo i residenti possono decidere del futuro del territorio in cui vivono». 
Nel corso della seduta, è stata anche approvata all'unanimità una mozione presentata da tutti i capigruppo presenti in consiglio provinciale sul caso Alcatel. Con essa si impegnano presidente e giunta a «chiedere alla presidente della Regione di dare seguito all'impegno assunto nel recente incontro tenutosi con le Rsu di Alcatel Lucent, di seguire attentamente la vicenda verificando, in collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico e con la Regione, che il tavolo nazionale permanente avvii le iniziative atte a scongiurare la vendita a società multinazionali che non garantiscano la salvaguardia del sito di Trieste e quanto meno i livelli occupazionali e produttivi attuali e, infine, che la Provincia sia presente ai tavoli nazionali e regionali sulla vertenza Alcatel Lucent ogni qualvolta sia trattata la problematica legata al sito di Trieste». Si precisa poi che «si ritiene opportuno mantenere alta l'attenzione, stante la non coerenza fra i pareri finora registrati con quanto dichiarato dal Ceo della multinazionale».

domenica 8 marzo 2015

GRIZON (PDL): “IL FUOCO DI FILA DELLA SERRACCHIANI CONTRO IL RIGASSIFICATORE DI GAS NATURAL NASCONDE L’OK AL PROGETTO DI SMART GAS”

“Il fuoco di fila messo in atto dalla Serracchiani nei giorni scorsi a Roma contro il rigassificatore di GNL a Zaule, da un lato costituisce una doverosa manifestazione di contrarietà all’impianto fondata su reiterati atti con cui si sono pronunciate tutte le istituzioni della provincia di Trieste, dall’altro sembra porre di fatto le condizioni per aprire la strada all’impianto proposto lo scorso anno da Smart Gas per Monfalcone”.
Ad affermarlo è Claudio Grizon, capo gruppo Pdl in Provincia di Trieste nonché consigliere a Muggia, dopo le recenti affermazioni e iniziative della governatrice tese a “bloccare giustamente il progetto di Gas Natural, inspiegabilmente riemerso dal faldoni dei ministeri”.
“La sospetta ripresa dell’iter sul terminal di Gas Natural – sottolinea Grizon - che costringerà il neo commissario del Porto Zeno D’Agostino a rinverdire le ragioni dell’incompatibilità del progetto con i traffici portuali attuali e futuri, già documentate dalla presidente Marina Monassi, è probabile – almeno spero - che alla fine trovi qualche intoppo definitivo: sarebbe folle, infatti, che il governo Renzi con i suoi ministeri facesse perdere la faccia alla sua vice nel PD e al commissario tenacemente sostenuto dalle gerarchie del Pd locale e nazionale davanti all’intera comunità”.
“Fortunatamente – ricorda l’esponente del centro destra provinciale - son passati i tempi in cui l’ex sindaco Illy intendeva opzionare con Acegas una quota della società che avrebbe dovuto gestire parte del business connesso al rigassificatore e che, trasversalmente tra le forze politiche, una serie di esponenti politici esprimevano il loro ok all’impianto nell’area dell’ex Esso: da anni ormai molti si sono “convertiti” (alcuni per opportunità non certo per convinzione) ad un “no” all’impianto assieme ai Comuni di Muggia e Trieste, la Provincia, la Regione e il Porto”.
“Ma a questo punto – evidenzia Grizon - il rischio, e forse per alcuni il mal minore, sembra essere
il via libera al rigassificatore proposto da Smart Gas tra Duino e Monfalcone”. “Forse, sotto sotto, è la soluzione ideale per Renzi, Serracchiani & Co. in quanto, quantomeno gli addetti ai lavori e la popolazione interessata – ricorda il capo gruppo pidiellino di Palazzo Galatti - ricordano bene la presentazione del progetto del 31 gennaio 2014 dove il vice presidente della giunta regionale Sergio Bolzonello ebbe a dire "finalmente un progetto di respiro strategico, capace di affrontare il tema complessivo della competitività del nostro sistema delle imprese e quindi della competitività territoriale del Friuli Venezia Giulia”.
“Se poi teniamo conto – conclude Grizon - della notoria vicinanza e amicizia del promotore di Smart Gas con il premier Renzi, di cui non fa mistero neanche sulla foto di profilo su Facebook, è facile immaginare quali saranno con ogni probabilità le scelte finali del governo e della governatrice Serracchiani, visto che poi il progetto sarebbe ben più piccolo e meno invasivo sul piano ambientale. Con buona pace delle giunte Kukanja e Altran ed in particolare dei cittadini che vivono in prossimità dell’area interessata. Noi riteniamo invece che tutti debbano esprimere contrarietà sia a Gas Natural che a Smart Gas specie in mancanza di un piano energetico regionale e nazionale che documenti i bisogni di energia e le possibili fonti di approvvigionamento e lo ribadiremo domani in Provincia con una mozione in merito”.

lunedì 10 novembre 2014

EDILIZIA SCOLASTICA PROVINCIALE, GRIZON (PDL): "PROVINCIA E COMUNI MINORI DIMENTICATI"

Da Il Piccolo del 10 novembre 2014

Edilizia scolastica, nel 2015 via a lavori per 2,8 milioni
“Provincia e  Comuni minori dimenticati”

«Non è servita a nulla, a quanto pare, la lettera che la presidente Maria Teresa Bassa Poropat ha inviato a Matteo Renzi per chiedere, nell’ambito del progetto “Scuole sicure” lanciato dal premier, il finanziamento su alcuni interventi immediatamente cantierabili in alcune scuole provinciali triestine». È il commento di Claudio Grizon (nella foto), capogruppo del Pdl a Palazzo Galatti, alla firma del decreto con cui il presidente del consiglio «ha tagliato fuori dal riparto la Provincia di Trieste che pure, speranzosa, aveva presentato domanda come ci aveva annunciato l’assessore Mariella Magistri De Francesco», mentre sono presenti quelle di Gorizia e di Udine. Quella di Pordenone invece non aveva presentato domanda. «Dei quasi 15 milioni di euro destinati alla nostra regione - evidenzia Grizon - a Trieste sono arrivate solo briciole: 1 milione e 400 mila euro (meno del 10%) al Comune di Trieste. Nessuna traccia dei Comuni minori».