sabato 5 giugno 2010

"IL CENTRO DI CORSO CAVOUR UNO SPRECO DELLA PROVINCIA"

Da Il Piccolo del 5 giugno 2010 - Pagina 14 - Trieste

GRIZON E VASCOTTO
«Il centro di Corso Cavour uno spreco della Provincia»


«Non si può che definire un ulteriore spreco il nuovo centro culturale in Corso Cavour 2 che l’Autorità portuale ristrutturerà e che la presidente Maria Teresa Bassa Poropat vuol prendere in affitto, sottraendo ulteriori 105 mila euro all’anno dai contributi per le associazioni e gli operatori culturali».
Non usano mezzi termini i capigruppo di Fi e An in consiglio provinciale, Claudio Grizon e Marco Vascotto, con riguardo alla ristrutturazione e all’affitto dell’edificio portuale che si affaccia su Corso Cavour.
«Non bastano alla Bassa Poropat le aule magne delle scuole superiori – proseguono –, non bastano il finanziatissimo teatrino di San Giovanni, il teatro Miela l’ex Casa del lavoratore portuale già di proprietà della Provincia, non bastano i teatri cittadini già in difficoltà. La presidente – aggiungono – vuole il suo centro culturale, vuole ancora un contenitore culturale a spese dei contribuenti, proprio quando sarebbero opportuni un po’ di sobrietà e buon senso nelle spese».
Grizon e Vascotto (nella foto) ne hanno anche per il presidente dell’Autorità portuale. «E che dire di Claudio Boniciolli – proseguono – sempre più impegnato come mecenate culturale che come regista capace di attrarre nuovi traffici portuali a Trieste. Nonostante lo scarso utilizzo della struttura sul molo IV, che si presta a conferenze, mostre ed eventi fieristici, e non pago della prossima inaugurazione del polo museale del porto, prevista a metà 2011, e della ristrutturazione dell’ex Centrale idrodinamica e della Sottostazione elettrica, lo vediamo tenacemente proteso verso la nuova opera».
«E’ curioso – concludono – come il presidente Boniciolli da una lato si vanti di un avanzo di gestione di 12 milioni e mezzo, senza porsi il dubbio che forse sarebbe stato opportuno che venissero spesi già negli anni scorsi per l’incremento dei traffici e per investimenti strutturali nelle aree portuali, piuttosto che per ristrutturare immobili a fini culturali, e dall’altro si spenda in piagnistei nei confronti della Regione che non trasferirebbe sufficienti risorse».

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