sabato 3 luglio 2010

MAX RENE' COSOTTI ULTIMO STAFFETTISTA PRIMA DEL FESTIVAL

Da Il Piccolo del 3 luglio 2010 - Pagina 25 - Cultura e spettacoli

MUSICA.
DOPO IL CONCERTO DEL SOPRANO TEDESCO FRAUKE SCHAEFER

Max René Cosotti ultimo staffettista prima del Festival

Standing ovation per il recital del tenore, che ha concluso ”Trieste Operetta al Ridotto”


TRIESTE Se l'improvviso forfait di Alexandra Reinprecht non ha smorzato i "Bagliori da Vienna" grazie alla disponibilità del soprano tedesco Frauke Schaefer convocata insieme al pianista Christian Koch per l'omaggio all'operetta viennese della settimana scorsa, la chiusura di "Trieste Operetta al Ridotto" è stata davvero lussuosa, contrassegnata dalla standing ovation che ha accompagnato l'appuntamento conclusivo della rassegna operettistica che, da sei anni in qua, preannuncia il Festival ed è organizzata dall'Associazione internazionale dell'Operetta in coproduzione con la Fondazione Teatro Verdi.
È grazie all'Associazione presieduta da Claudio Grizon, infatti, che Trieste ha ritrovato, mercoledì scorso al Ridotto, uno degli artisti più amati, Max René Cosotti, autentico beniamino, protagonista indiscusso per almeno tre decenni dei momenti più belli offerti dalla piccola lirica e non solo, poichè, essendo dotato di straordinaria versatilità, è stato pure apprezzato anche in ambito operistico, come testimonia il memorabile successo ottenuto al Teatro Verdi nel "Compleanno dell'Infanta" di Zemlinski, in un ruolo che gli è valso il conferimento del Premio Abbiati della critica italiana come migliore protagonista maschile della stagione.
Con briosa eleganza e in perfetta forma vocale, il tenore Max René Cosotti ha sciorinato melodie e infranto cuori nell'ambito di un recital che si è tradotto in una vera e propria lezione di belcanto. Consumata padronanza tecnica, immascheramento perfetto, uso sapiente dei fiati e costante attenzione alla dinamica e al fraseggio, Cosotti ha sfogliato un delicato album di arie e romanze dispensando con generosità un canto vibrante di colori e sfumature, mezzevoci suadenti e sovracuti filati in seducente trasparenza che hanno incantato la platea.
Dopo la "Furtiva lagrima" d'apertura, nella prima parte le ariette di Bellini e Donizetti, le pagine di Tosti e Donaudy e le romanze operistiche di Lalo e Massenet ricamate con l'inconfondibile timbro del tenore di grazia, mentre Franz Lehar ha dominato tutta la seconda parte, con l'esecuzione di cavalli di battaglia come "O fanciulla all'imbrunir", "Se le donne vo' baciar", "Dolce fanciulla" fino all'immancabile "Tu che m'hai preso il cuor" , affrontata con piglio spavaldo e dedicata a Daniela Mazzuccato - sua compagna in scena e nella vita - presente in platea. Insieme a lui hanno infine condiviso gli scroscianti e prolungati applausi l'eclettico pianista Edoardo Lanza, apprezzato per il sensibile accompagnamento ma anche nelle pagine solistiche di Wagner, Leoncavallo e Scott Joplin , nonché la figlia Myriam nella duplice veste di presentatrice e partner vocale nei bis.
Patrizia Ferialdi

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