martedì 31 dicembre 2013

NESLADEK E LA SOPRINTENDENZA BOCCIANO IL PROGETTO A PUNTA OLMI

Muggia avviata verso un inevitabile declino 

A Muggia sulle aree che s’affacciano sul mare sopra a punta Olmi non si può costruire neanche una capanna per ripararsi dal sole. Lo ha stabilito la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Paesaggistici del Friuli Venezia Giulia. 
Il progetto di Vincenzo Sandalj, imprenditore del caffè per oltre trent’anni alla guida della Sandalj Trading Company scomparso il primo luglio scorso, rimarrà quindi un sogno irrealizzato. 
Dopo un iter durato oltre due anni e mezzo la giunta comunale, nel silenzio più assoluto, ha bocciato il bel progetto turistico presentato dalla società Punta Olmi. 
In sette pagine di delibera la giunta ha ricostruito l’iter tecnico amministrativo del progetto ma alla fine è arrivato il niet, senza se e senza ma. Una serie di obiezioni, richieste di pareri, integrazioni e documenti senza fine, decine e decine di file che a nulla son serviti perché il destino era già segnato in larga parte dalla Soprintendenza ai BAPPSAE. 
Per l’area in questione vorrebbe addirittura che si realizzasse un “parco – naturalità” che giudica di “eccezionale interesse” ove “escludere interventi edificatori, non ammettere in alcun caso la riduzione di superficie delle cenosi erbacee, arbustive ed arboree, vietare: qualsiasi dissodamento di terreni solidi, la trasformazione colturale e l’alterazione della cotica erbosa, l’accesso veicolare, la realizzazione di infrastrutture tecnologiche o energetiche”
Insomma lì non si può fare nulla, forse neanche camminare o andare in bicicletta, con buona pace degli amanti delle piste ciclabili. 
Oltre alle varie criticità ambientali e da rilevare nella copiosa documentazione il parere contenuto nello “Studio sulla viabilità e mobilità” dove l’ing. Novarin evidenzia che “il forte incremento della dotazione insediativa a ovest del centro storico senza modifica della rete infrastrutturale non è sostenibile ad un accettabile livello di servizio, di sicurezza stradale e di tutela ambientale dal solo sistema viario esistente”
In sostanza se si aumentano gli insediamenti abitativi lungo la costa la strada provinciale così com’è non regge e oltretutto rimane il problema del bypass del centro storico
A questo punto possiamo immaginare che la giunta Nesladek, che a parole vorrebbe lo sviluppo turistico e balneare, con il nuovo piano regolatore metterà un blocco su ogni ulteriore intervento turistico che dovesse venir proposto da chicchessia forte di questa valanga di pareri e vincoli che precludono ogni tipo di insediamento
Muggia a questo punto pare sia destinata ad affermarsi come la cittadina del “no se pol” ben più di quanto non lo sia il comune capoluogo e tale prospettiva proietta sul futuro della cittadina ben poche opportunità di sviluppo. 
Nesladek &Co. immaginano una Muggia attraversata in lungo e largo da piste ciclabili, costellata da osmize e agriturismi, con orti e giardini e terreni coltivati con olivi e viti: una sorta di giardino dell’Eden che potrebbe anche piacermi ed allietare il mio spirito ma credo che oggi i problemi da affrontare siano altri e pesanti. 
Chi verrà ad investire a Muggia se non si potrà fare nulla, come può essere immaginabile che la nostra costa sia tutta pubblica con solo qualche chioschetto qua e la? Come si può immaginare anche la sola realizzazione degli interventi previsti sull’area ex Acquario e sulla costa. Dove troverà i soldi il Comune di questi tempi tra patti di stabilità, crisi e tagli della Regione? Chi realizzerà, ammesso che lo si desideri, un bypass di Muggia per dare slancio alla costa? 
La Soprintendenza e la giunta Nesladek hanno vinto anche questa volta affermando il loro no, ma non vorrei davvero che Muggia diventi come Trieste, con il recente caso dei centri monomarca, la città delle contrapposizioni e dai veti incrociati che paralizzano ogni intervento ed allontanano ogni prospettiva. 
Per mille ragioni oggi a Muggia nulla si muove, oppure si muove molto lentamente: a partire dallo sblocco delle aree SIN, dalla realizzazione della rotonda sull’Ospo, dallo sblocco dell’ex Acquario, dall’avvio dei progetto finanziato dalla Regione per la costa, dallo stallo sulle aree commerciali di Coop Nordest per finire al Freetime a mezzo regime
Potrei continuare a citare piccoli e grandi esempi per evidenziare che Muggia è avviata ormai ad un lento declino che sarà difficile fermare
A tutto questo io non ci sto, non ci sto ad iscrivermi al partito del “no se pol”, voglio sperare e forse sognare una Muggia florida e laboriosa e non quella che vedo oggi chiusa in se stessa dove neanche ai giardinetti si può andare perché sono mal tenuti e sporchi come le strade.

Claudio Grizon
Consigliere Comunale di Muggia PDL-NCD

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