venerdì 10 luglio 2009

DIRETTIVE SUL PIANO REGOLATORE, SALTA LA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE PER MANCANZA DEL NUMERO LEGALE


SALTA LA COMMISSIONE

Non avrebbe potuto iniziare peggio il percorso che dovrebbe portare alla stesura del nuovo piano regolatore del Comune di Muggia. Il 6 luglio scorso gli uffici comunali hanno inviato a tutti i consiglieri le direttive per il nuovo Piano che oggi avrebbero dovuto esser illustrate da parte del sindaconel corso della seduta della seconda Commissione consiliare.

Le voci circolanti in questi giorni a Muggia fanno intendere che le direttive sarebbero state preparate dal sindaco e dal Pd e che parte della "maggioranza" sarebbe stata presa alla sprovvista in quanto non sarebbero state preventivamente concordate collegialmente. Infatti, la "maggioranza", o quello che ne rimane, si sarebbe riunita solo dopo la loro distribuzione a tutti i consiglieri.

Comunque sia oggi la Commissione, convocata per le ore 11, ha iniziato i lavori appena verso le 11.40 per mancanza del numero legale. Della Commissione fanno parte per il centro sinistra il presidente Savron, Veronese, Tull, Tomini (assente) e Mariucci e per l'opposizione di centrodestra Dennis Tarlao, Gretti (in ferie) e Santoro (in ferie).

Pertanto appena il consigliere Mariucci ha abbandonato la seduta la maggioranza ha percepito il problema della mancanza del numero legale e l'amico Dennis Tarlao ne ha chiesto formalmente la verifica al vice segretario Carbone il quale ha dovuto prendere atto che non c'era. Quindi tutti a casa e nuova Commissione martedì 14 luglio e poi in consiglio il 20.

LA SITUAZIONE POLITICA
Il dato politico è che per l'ennesima volta la maggioranza non ha avuto i numeri per garantire il corretto svolgimento di una Commissione per la quale, per altro, non ha avuto ne l'accortezza ne la cortesia di verificare, seppur informalmente, la presenza dell'opposizione che su un tema rilevante come questo avrebbe dovuto essere agevolata.

Nesladek tratta la sua "maggioranza" da padre e padrone senza alcun rispetto o considerazione. Lo stesso assessore verde Leiter presente in commissione sarebbe stato all'oscuro della consegna delle direttive a tutti i consiglieri. Anche lui le ha ricevute via e-mail come tutti noi.

BREVI COMMENTI ALLE DIRETTIVE
Ma veniamo brevemente a queste direttive di Nesladek: retorica intrisa di livore per chi ha governato prima di lui, propaganda ambientalista venata dal suo solito populismo alla "mujesana maniera", proclami fatti dei soliti slogan ambientalisti e delle solite frasi fatte care alla sinistra ("sviluppo sostenibile", "massiccia edificazione degli ultimi decenni", "territorio aggredito", "bisogno di discontinuità", "partecipazione proattiva", ecc. ), tanti no o ni, tante piste ciclabili, parchi, boschi, soluzioni improbabili all'attraversamento del centro storico, una sfrenata corsa a rendere pubblico ogni centimetro della costa, tanta partecipazione dei cittadini e tanta "Agenda 21" (fino ad oggi almeno 200 mila euro) a spese dei contribuenti.

A parte la filosofia dominante della "restituzione del territorio ai cittadini", la condivisibile contrarietà ad una Muggia città dormitorio ed alla solita utopia verde-ambientalista che anela alla "città per l'uomo e non l'uomo per la città", dalle direttive non emerge una visione chiara di come dovrebbe essere Muggia fra 20 - 25 anni (che dovrebbe essere il periodo indicativo di durato del Piano).

Non c'è un'idea sulla sostenibilità o compatibilità economica degli indirizzi rispetto alle capacità economico-finanziarie del Comune, non si evince a quale numero di abitanti dovrebbe attestarsi la popolazione di Muggia, non ci sono proposte concrete sullo sviluppo economico e turistico in quanto si ritiene che il turismo dovrebbe essere sostenuto dagli agriturismi, dalle piste ciclabili e dai parchi, mentre lo sviluppo economico dovrebbe essere quello ispirato dal recente Piano del Porto.

Insomma devo dire proprio "poveri noi". Nesladek, pur sapendo che questo piano non lo porterà a casa (anche se ci spiegherà che riuscirà a farlo, magari entro i primi mesi del 2011, dimenticando che si vota ad aprile e che negli ultimi 40 giorni si blocca l'attività amministrativa), pone nell'agenda della sua "maggioranza" temi che potrebbero azzopparla oncor di più di quanto non lo sia già sperando anche di tracciare fin d'ora i temi su cui dovrebbe vertere la campagna elettorale del 2011.

Siamo a luglio, poi ci saranno le ferie, e da settembre mancheranno 18 mesi alla fine del 2010, 17 se togliamo il mese di ferie d'agosto. Se si vota ai primi di aprile a fine febbraio 2011 si fermerà l'attività amministrativa, per cui se reggerà ha davanti a se 19 mesi di governo. L'iter del piano deve ancora partire, è lungo e non sarà certamente una passeggiata.

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