lunedì 2 luglio 2012

MUGGIA, LA CICLABILE D'ASFALTO TOGLIE SPAZIO AI TIR

Da Il Piccolo del 2 luglio 2012 - Pagina 35 - Cronaca Trieste

Muggia, la ciclabile si aggancia al confine con la “Parenzana”




















L'OPPOSIZIONE
Grizon: sottratto spazio prezioso ai Tir


«La pista ciclabile voluta dal sindaco Nerio Nesladek si avvicina ai laghetti delle Noghere, passando per la Zona Industriale, sottraendo spazio prezioso alla strada. Dove passano ingombranti camion infatti ora passerà anche la ciclabile».
Lo sostiene il consigliere di opposizione Claudio Grizon, che continua: «I Tir d'ora in poi difficilmente potranno passare contemporaneamente nei due sensi di marcia. La pista è stata delimitata da enormi blocchi di cemento armato incastrati tra loro alti almeno 30 centimetri e larghi 40-50. Così più o meno la nuova pista ciclabile si prende circa un terzo della strada. Certo che il percorso è quello più diretto verso i Laghetti ma non è certo questa la soluzione ideale. Un percorso alternativo nel verde sarebbe stato a mio avviso la soluzione migliore". 
"Ma dopo l'asfaltatura della pista lungo gli argini dell'Ospo - conclude il consigliere del Pdl - questi blocchi di cemento sull'asfalto rappresentano purtroppo la logica conseguenza». 



Il Comune spiega che l’uso dell’asfalto è una scelta obbligata
Lo prevede il piano regionale: dev’essere identica alla slovena


di Ivana Gherbaz
MUGGIA - Da un lato la politica e dall'altro gli amanti della natura. Il fatto che alcuni tratti delle piste ciclabili che verranno realizzate dal Comune di Muggia saranno asfaltati ha destato preoccupazione e creato una certa dose di critiche da parte di chi siede sui banchi dell'opposizione, ma anche qualche mugugno da parte degli ambientalisti: troppo bitume per tracciati che sono la quintessenza dell’ecologia, dicono. 
Ma quello che all'apparenza può apparire come un ennesimo scempio che stona con le bellezze naturali è dettato da regole ben precise che impongono l'utilizzo dell'asfalto o di materiali particolari, come spiegano gli amministratori comunali. 
Nel caso della Parenzana, la ciclovia in corso di realizzazione a Muggia si collegherà con la sua omonima in Slovenia. Si tratta di un percorso che nella parte oltreconfine è già asfaltato, e si inserisce nel piano regionale delle piste ciclabili, per il quale la Regione ha anche concesso il finanziamento. 
Per questo motivo, come ha spiegato l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Muggia Loredana Rossi, «abbiamo dovuto rispettare le regole previste dal piano regionale che prevede la realizzazione di un unicum, cioè una pista ciclabile identica a quella in Slovenia che è asfaltata»
La maggior parte della pista poi si trova sulla strada e quindi utilizza l'asfalto già esistente, a parte il tratto che sarà realizzato su quello che un tempo erano i binari della ex ferrovia Parenzana. Ma ci deve essere una perfetta connessione con la parte della ciclovia in Slovenia. Per questo motivo, spiega ancora l’assessore Rossi, «quello che faremo sarà asfaltare quel tratto che un tempo era la ex ferrovia dalla quale prende il nome la pista ciclabile»
L'asfaltatura non garantisce solo l'omogeneità del percorso ma anche, in termini di sicurezza, rende la pista ciclabile percorribile a tutti, anche a chi non è un virtuoso della mountain-bike. Insomma, come sottolinea invece il sindaco Nerio Nesladek, si è trattato di “una polemica politica che poi si è trasformata in preoccupazione da parte dei cittadini”
Ad essere asfaltato (i lavori sono già iniziati), anche il tratto che passa a ridosso del rio Ospo. In quel caso le soluzioni che potevano essere prese, indica l'assessore Rossi, erano due: «Da un lato utilizzare il tratto più vicino al corso d'acqua, ma è percorso anche dalle automobili e quindi è pericoloso, per questo è stato scelta la parte più in alto dove era già presente un tracciato. Noi dobbiamo comunque osservare le regole che sono previste per la realizzazione delle piste ciclabili che indicano di utilizzare o l'asfalto già presente, cosa che per la maggior parte abbiamo sfruttato, come ad esempio il percorso di via di Stramare o della salita di Naccia. Quasi tutto è su strada, ma i tratti che creano l'anello dovranno essere asfaltati, questo perché solo così potevamo avere un collegamento visto che la parte di pista sulla strada è a senso unico». 
Altro discorso è invece quello che riguarda la pista ciclabile Carso-Kras che si collegherà ai laghetti delle Noghere in direzione san Dorligo della Valle-Dolina pesantemente criticata dal consigliere del Pdl Claudio Grizon nel tratto che passa sulla strada. Per Grizon, così come è stata progettata, la pista si mangerebbe un terzo della strada rendendo praticamente impossibile il passaggio contemporaneo di due Tir sui due lati della carreggiata, come riferiamo più dettagliatamente qui a fianco. Anche in questo caso però la questione è stata risolta: laddove le manovre per i pesanti autoarticolati sarebbero risultate troppo difficoltose è stata subito eliminata la barriera protettiva utilizzata per separare la pista dalla strada.

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