martedì 17 novembre 2009

IL CENTRO DESTRA BLOCCA LA POROPAT SULLO STATUTO

Presentati oltre 500 emendamenti e discussi solo nove articoli su 60 in 6 sedute di consiglio provinciale

Non son serviti a nulla gli appelli alla ragionevolezza ed al buon senso che il centro destra ha più volte rivolto alla coalizione guidata dalla presidente Poropat che è alle prese con la revisione dello statuto dell'Ente fin dalla fine di luglio. Hanno voluto imporre a tutti i costi un testo caratterizzato da una visione molto ideologica sia sui principi che nelle finalità della Provincia che, ovviamente, ha trovato negli articoli che regolarenno l'uso della lingua slovena nell'Ente il vero piatto forte per la maggioranza.

Il centro destra, pertanto, non avendo altre armi di persuasione, ha di fatto bloccato il centro sinistra con una palude melmosa di oltre 500 emendamenti di cui, nell'arco di 6 sedute di consiglio, sono stati discussi solo quelli relativi ai primi 9 articoli sulla sessantina che costituiscono il documento complessivo.

Il centro sinistra ha contingentato anche i tempi del dibattito prevedendo per l'opposizione 20 ore complessive alle quali si aggiungono i tempi per la votazione che, vista la continua richiesta del centro destra del voto nominale su ogni emendamento o del voto per parti, evidentemente sta allungando di molto i tempi complessivi. Fino ad ora i consiglieri di Alleanza Nazionale, Forza Italia e Lista Dipiazza hanno accumulato circa 13 ore di discussione complessiva e, visto che all'inizio di dicembre inizierà l'iter di presentazione, discussione e approvazione del bilancio 2010, la discussione sullo statuto riprenderà soltanto nel mese di gennaio.

Purtroppo questo centro sinistra non ha compreso che un documento come lo statuto non si approva a colpi di maggioranza bensì con un consenso ampio e trasversale che non si è mai sognato di ricercare.

Neanche la presidente Poropat ne il vice presidente Godina (nella foto mentre sonnecchia durante l'ultima seduta) si sono impegnati nel responsabilizzare la loro variopinta coalizione, preoccupati solo di pagare con il nuovo statuto quelle obbligazioni politiche che la pattuglia di consiglieri sloveni che formano la loro coalizione si aspettavano. Peccato che in un momento di difficoltà economica nazionale ed internazionale che interessa il sistema delle autonomie della nostra regione forse le priorità dovrebbero essere altre...

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