venerdì 11 marzo 2016

IL PORNO TEO-KOLOSSAL DI PASOLINI A MUGGIA TRA UTOPIE, BLASFEMIE ED EROTISMO

La Regione sponsor dello spettacolo con il Patrocinio del Comune
Grizon (Pdl): “un evento che celebra una “cultura” che non ci appartiene e che ci disgusta profondamente”

Lo spettacolo Porno-Teo-Kolossal, tratto da un testo di Pier Paolo Pasolini, che ha debuttato il 26 febbraio scorso al Teatro Verdi di Muggia, in prima regionale, nell’ambito della stagione di Muggia Teatro Cabaret, come si legge sul sito www.pierpaolopasolini.eu, è una sceneggiatura per “un film sull'ideologia” che doveva rappresentare tre diversi tipi di utopia, legati a un passato paleoindustriale, a un presente neocapitalistico e a un futuro tecnocratico, inesorabilmente destinati a fallire attraverso catastrofi apocalittiche che avrebbero condotto alla fine anche dell'ultima utopia: quella della Fede.

L’evento, proposto dalla Golden Show di Alessandro Gilleri e realizzato dall'Associazione Culturale Tinaos, godeva del patrocinio del Comune di Muggia oltre che del contributo della Regione FVG targata Pd-Serracchiani.

Il testo, si legge, “sviluppa attraverso un viaggio fantastico e allucinato (…) che si dirige verso il luogo dove è nato il Messia. La ragione del pellegrinaggio della coppia servo-padrone riposa dunque su una speranza di carattere religioso (l'avvento del Salvatore) e non più su una delusione di natura politica (la fine del marxismo), tanto che il "viaggio" attraverso tre città metafora con una destinazione finale in Oriente si trasforma nella presa di coscienza di una "realtà" che coincide con la fine di ogni utopia”.

Sono rimasto sconcertato nell’apprendere, sempre dalle “Pagine Corsare” dallo stesso sito,  che “ciò che risulta più significativo, comunque, è il fatto che per raccontare una storia di forte impianto ideologico-simbolico, in cui vengono contaminati generi diversi (la fiaba magica, il racconto picaresco, il racconto erotico, l'apologo biblico), Pasolini adotta quasi esclusivamente il linguaggio del corpo, sviluppandone tutti gli aspetti relativi alla sessualità: dal ciclo divietotrasgressione- punizione al rapporto tra permessività e comprensione o tra intolleranza e repressione, dalla scoperta dell'erotismo omofilo o eterofilo alla correzione esemplare oppure all'esecuzione capitale, dallo scandalo per la violazione del divieto alla più efferata violenza fallocratica.

Questa è la sinistra! Per loro questo è spettacolo, cultura ed intrattenimento adatto a tutte le generazioni. Il tutto anche a spese dei cittadini. Una vera vergogna! Mi chiedo come abbia potuto la Regione sostenere spettacoli che si presentano con questi profili e come abbia potuto il sindaco Nesladek con la sua giunta patrocinare un’iniziativa di questo tipo. Ne risponderanno a tutti i cittadini.

Nella scheda pervenutami con l’invito a partecipare all’iniziativa, che non sono andato a vedere, i promotori ovviamente si sono ben guardati dal sottolineare le derive blasfeme, pornografiche ed erotiche della sceneggiatura di Pasolini contando forse in tal modo sulla partecipazione di un pubblico più ampio. Un evento, questo, che celebrava una “cultura” che non ci appartiene e che ci disgusta profondamente.

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia PDL

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