Visualizzazione post con etichetta PD. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PD. Mostra tutti i post

martedì 17 maggio 2016

GRIZON (PDL) AVEVA RAGIONE, IL COMUNE CONFERMA: “IL PRESIDENTE DONADEL E’ DECADUTO, VERRA’ REGOLARIZZATA LA SITUAZIONE”

CONSULTA DELLO SPORT

“Come asserivo nella mia interrogazione un mese fa il consigliere del PD Igor Donadel, non avrebbe potuto rappresentare il Muggia Calcio e presiedere la Consulta dello Sport fin dal 31 luglio 2015, ovvero da quando la sua squadra non ha più rinnovato l’iscrizione al campionato dopo la nota crisi della società”.
Commenta così Claudio Grizon, consigliere comunale muggesano per il Pdl, la risposta ricevuta dall’assessore allo sport Laura Marzi, a seguito delle verifiche degli uffici comunali.
In sostanza, secondo l’esponente del centro destra, “l’errore formale sulla mancata verifica dei requisiti sembra attribuito agli uffici comunali ma in realtà il Muggia Calcio e Donadel non potevano non sapere di non possedere più i requisiti e di essersi posti al di fuori dei regolamenti”.
“Il vero problema è che il Comune – ricorda Grizon - per troppo tempo ha tollerato da parte del Muggia Calcio una gestione dello stadio poco trasparente collassata poi per i debiti con Equitalia dove la sua dirigenza, in cui hanno spesso operato esponenti di primo piano del Pd, ora rappresentato sia Donadel e il capo gruppo PD Riccardo Bensi, sembrava quasi sopra ad ogni cosa”.
“Ringrazio il vice sindaco Laura Marzi – conclude il consigliere - per l’onesta e la determinazione con cui ha voluto fare chiarezza su questa vicenda che, pur non essendo gravissima, evidenzia uno stile ed un modo di governare che non ci appartiene”. 

martedì 3 maggio 2016

FERRIERA DI #TRIESTE, IL #PD E LA SINISTRA BOCCIANO LA CHIUSURA DELL'AREA A CALDO

Il Pd con il centro sinistra ieri ha bocciato l'ordine del giorno che ho preparato nell'intento di far rispettare i limiti sulle emissioni in atmosfera, a non concedere rinvii per gli interventi di mitigazione acustica e per chiedere la chiusura dell'area a caldo in tempi certi. 
Ecco il risultato delle votazioni: favorevoli 8, Claudio Grizon, Massimo Romita, Viviana Carboni, Daniela Pallotta, Giorgio Ret, Stefano Martucci, Paolo Polidori, Fabio Longo; astenuti 1: Andrea Sinico; contrari 14: Pd, Cittadini, ‪‎Sel‬, ‪Federazione‬ della Sinistra, ‪‎IdV‬

Claudio Grizon
Capo Gruppo Pdl


Oggetto: Ordine del giorno, collegato alla proposta di deliberazione posta al punto n.4 dell’odg del Consiglio Provinciale dd. 02.05.16 “Rendiconto 2015 – approvazione” sul tema “Nuova AIA per la Ferriera, rispetto dei limiti di legge e chiusura area «area a caldo»”

Trieste, 28 aprile 2016

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI TRIESTE

CONSIDERATO che con decreto n. 96/AMB del 27/01/2016 la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia ha completato il riesame del procedimento di Autorizzazione integrata ambientale (AIA) inerente l’attività produttiva di Siderurgica Triestina s.r.l. presso lo stabilimento della Ferriera di Trieste; 
VISTO in particolare l’allegato B a tale decreto, denominato “Limiti e prescrizioni sulle componenti ambientali”;
CONSIDERATO che dalla documentazione istruttoria AIA si evince che lo stabilimento siderurgico di Servola supera i limiti di legge previsti per l’impatto acustico: al gestore è stato imposto un Piano di risanamento (da presentarsi entro il 27 luglio 2016 e da attuarsi entro 30 mesi) nonché una serie di interventi urgenti che avrebbero dovuto essere attuati entro lo scorso 28 febbraio 2016 (intervento di mitigazione acustica dell’aspiratore della cokeria, dell’aspiratore dell’altoforno, di modifica dello scarico della condensa, di riparazione del soffiante n. 4 dell’aria calda dell’altoforno); 
APPRESO di come la Regione abbia avviato in data 16 marzo il procedimento di diffida ad adempiere nei confronti di Siderurgica Triestina, in merito all’eliminazione dell’impatto acustico generato dall’impianto di Servola;
APPRESO altresì che dopo i venti giorni di tempo per la presentazione delle controdeduzioni la Regione dovrà decidere se concedere o meno una proroga per l’esecuzione dei relativi lavori, e considerato che sulla concessione della proroga si sono già espressi negativamente Comune, Provincia e Azienda Sanitaria, citando tra le motivazioni “le segnalazioni dei cittadini originate dal disturbo causato dal rumore”;
PRESO ATTO del fatto che il documento in oggetto appare carente sotto diversi profili, tra cui emergono certamente quelli inerenti il rischio rumore indotto nel vicino abitato di Servola e i limiti troppo generosi, riferititi alle P.M.10, posti a riferimento per la centralina di rilevazione della qualità dell’aria posta in via San Lorenzo in Selva, in area non industriale;
CONSIDERATO inoltre che dall’analisi della documentazione AIA emerge come il Servizio VIA della Regione FVG abbia stabilito in data 7 settembre 2015 che “gli interventi finalizzati all’attuazione del progetto integrato di messa in sicurezza […] non comportino notevoli ripercussioni negative sull’ambiente” e che quindi non debbano essere sottoposti a procedura di VIA o di verifica/screening (presa di posizione in evidente contraddizione con le dichiarazioni della stessa Siderurgica Triestina s.r.l., che ammette un “aumento del 200%” del traffico veicolare rispetto alle condizioni operative normali dovuto ai lavori di bonifica e reindustrializzazione);
RILEVATO altresì che negli allegati prescrittivi (allegato B ed allegato C) non si fa alcuna menzione specifica in riferimento al D.lgs. 151/2015 (relativo al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose), pur essendo previsto nelle premesse al testo di dover armonizzare le prescrizioni del decreto AIA con le prescrizioni del Comitato tecnico regionale integrato del FVG;
RILEVATO infine come nel decreto 96/AMB del 27/01/2016, rispetto alla tematica delle acque meteoriche e di dilavamento, sia prevista la realizzazione del trattamento delle acque di prima pioggia (ancorché si faccia in qualche caso menzione all’esistenza di vasche di seconda pioggia) e che tale prescrizione non è allineata con le emanande Norme di Attuazione del Piano regionale di Tutela delle Acque (PTA). In questo strumento pianificatorio la Regione FVG prevede che gli impianti in AIA operino il trattamento dell’intera portata delle acque meteoriche e di dilavamento provenienti dalle superfici scolanti. Le emanande Norme di attuazione del PTA citate inoltre non ammettono lo scarico in continuo in corpo idrico superficiale durante l’evento meteorico delle acque di prima pioggia, fattispecie che è prevista per la Ferriera. Pertanto questa prescrizione, pur ampiamente condivisibile e opportuna, rischia di rivelarsi obsoleta nel volgere di qualche mese;
APPURATO che l’attività industriale dello stabilimento siderurgico risulta fortemente impattante sull’ambiente e sulla popolazione triestina;
APPURATO altresì che anche dopo il subentro di Arvedi/Siderurgica Triestina l’impianto continua a non essere compatibile con un’area densamente abitata, stanti le 828 segnalazioni inoltrate alla Polizia Locale da parte di cittadini nel corso del 2015 per esternalità negative derivanti dal succitato impianto;
APPRESO inoltre che nel solo 2015 presso la stazione di rilevazione di via San Lorenzo in Selva si è registrato il quadruplo di superamenti dei livelli di P.M.10 consentiti in un anno (142 contro 35 consentiti) nonché il superamento della media annuale consentita;
RICHIAMATE le dichiarazioni del sindaco del Comune di Trieste e della Presidente della Regione, in audizione presso la commissione del Consiglio comunale il 2 marzo 2015, quando affermarono che non ci si sarebbe accontentati di una riduzione a norma delle emissioni ma si sarebbe dovuta valutare «la convivenza dell’area a caldo di quello stabilimento con la residenzialità dell’area, non solo con miglioramenti nella misurazione di benzo(a)pirene ma anche nella percezione della situazione ambientale da parte dei cittadini», miglioramenti non verificatisi, considerando che anche per il 2015 non è stato rispettato il valore soglia di 1 nanogrammo/metrocubo posto a salvaguardia della salute umana, con un ulteriore incremento nel mese di gennaio 2016;
RILEVATO come l’impianto siderurgico della Ferriera di Trieste risulti costantemente al centro della cronaca cittadina e regionale in quanto l’impatto ambientale e il disagio creati alla popolazione triestina fanno sì che una parte rilevante della cittadinanza abbia organizzato nell’ultimo anno marce, manifestazioni di protesta e raccolte di firme per petizioni a favore della chiusura dell’«area a caldo»;
A SEGUITO della riunione congiunta delle Commissioni Consiliari V e III nello stabilimento Ferriera di Servola, tenutasi in data odierna, nel corso della quale i consiglieri hanno potute verificare le condizioni ambientali e di lavoro, le attività industriali e lo stato di avanzamento dei lavori previsti dagli accordi di programma a carico della società Arvedi;

Tutto ciò premesso e considerato;

impegna il Presidente della Provincia e la Giunta

1) attesa la necessità e urgenza degli interventi di risanamento acustico, ed in conformità alle indicazioni e prescrizioni impartite dall’Azienda per l’assistenza sanitaria e dal Comune di Trieste, ed in coerenza al parere – sopracitato - già espresso dall’Ente, a vigilare affinché non vengano concesse ulteriori proroghe per l’esecuzione degli interventi di mitigazione acustica; 
2) visti gli obblighi previsti dal decreto per il rinnovo dell’AIA e viste le criticità riguardanti tale documento ed indicate in premessa, a riferire periodicamente al Consiglio la puntuale osservanza delle prescrizioni, nonché a verificare e a riferire in merito al superamento delle criticità indicate; 
3) a promuovere in ogni sede sia sul piano politico che, per quanto di competenza, sul piano tecnico – anche alla luce degli impegni assunti dalla Presidente della Regione - la chiusura progressiva dell’«area a caldo» entro tempistiche certe, anche rinegoziando l’accordo di programma e le relative autorizzazioni, tutelando gli attuali livelli occupazionali.

domenica 24 aprile 2016

QUOTE DI AUTOVIE, TRIESTE BATTE CASSA

















Da Il Piccolo del 24 aprile 2016 - Pagina 28 - Regione 

AUTOVIE VENETE
La Provincia di Trieste reclama
1,2 milioni per cedere le quote

Richiamo in prima pagina

Quote di Autovie, Trieste batte cassa
Provincia in pressing sulla Regione per ottenere la liquidazione delle proprie azioni. Reclamata una somma di 1,5 milioni

di Ugo Salvini

TRIESTE - Ammonta a un milione e mezzo di euro la somma che il Consiglio provinciale di Trieste chiederà alla Regione, come controvalore della partecipazione dell'ente al pacchetto azionario della spa Autovie venete. La richiesta è stata ufficializzata con un voto unanime dell'intero Consiglio provinciale su un ordine del giorno presentato dal capogruppo di Forza Italia (*), nel corso dell'ultima seduta. 
Un’iniziativa che si inserisce nel solco tracciato dalla Provincia di Udine retta dal leghista Pietro Fontanini, la prima ad aver alzato la voce per rivendicare la liquidazione delle quote detenute dagli enti pubblici. 
In base all'articolo 35 bis della legge regionale n.3 di quest'anno, la Regione subentrerà nelle competenze delle Province; in questo specifico caso, l'amministrazione guidata dalla presidente, Debora Serracchiani, subentrerà nella titolarità dei diritti relativi alla partecipazione nella spa Autovie Venete.
Si tratta di una quota pari allo 0,26 per cento del capitale, per un controvalore che si aggira appunto sul milione e mezzo di euro. Nel suo ordine del giorno, il capogruppo forzista Claudio Grizon ha chiesto alla presidente della Provincia, Maria Teresa Bassa Poropat, di «intraprendere ogni azione utile per far restituire alla Provincia le quote di Autovie venete, allo scopo di promuoverne la vendita al miglior offerente, per destinarle all'edilizia scolastica e alla viabilità del territorio provinciale». Una formulazione che l'intero Consiglio provinciale, trasversalmente e senza distinzioni, ha trovato corretta e legittima, votandola all'unanimità. 
Grizon ha pensato anche a un'alternativa, ipotizzando, sempre nel testo dell'ordine del giorno, un’altra soluzione. «In caso di infelice esito delle richieste, proponiamo di richiedere che il controvalore delle azioni sottratte all'ente per legge siano stanziate, a integrazione di quelle ordinarie e già previste, per progetti di edilizia scolastica e per la viabilità provinciale, la cui titolarità passerà alla Regione stessa». 
In realtà, la presidente della Provincia di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat, si era già rivolta alla governatrice Serracchiani per chiedere una soluzione contabile valida, in relazione alle quote possedute in Autovie Venete. «Mi corre l'obbligo di sottolineare - aveva scritto Bassa Poropat, in qualità di presidente dell'Upi Fvg - che tali partecipazioni risultano iscritte nel conto del patrimonio della Provincia e, costituendo risorse poste a garanzia dei mutui contratti, nel caso venissero a mancare, a causa del subentro, recherebbero un immediato disequilibrio con un diretto danno ai nostri enti per vari e intuibili aspetti». Adesso non resta che aspettare la risposta della Regione.

(*Nota: Claudio Grizon è capo gruppo del PDL e non di FI che non esiste nel consiglio provinciale di Trieste)

venerdì 8 aprile 2016

MUGGIA BOCCIA L'ADESIONE ALL'UTI GIULIANA, LE STRANE NOZZE TRA TRIESTE E SGONICO

Da Il Piccolo dell'8 aprile 2016 - Cronaca Trieste

Le “strane nozze” tra Trieste e Sgonico

Muggia boccia l’adesione all’Uti giuliana. Risultato: solo due Comuni su sei vi faranno parte. Primo atto il 26 aprile

di Riccardo Tosques

L’Uti giuliana sarà composta solamente da due Comuni su sei. È l’epilogo un po’ paradossale della tanto attesa riforma Panontin, dopo che anche Muggia ha deciso di dire di “no” all’Unione territoriale intercomunale. Il Consiglio comunale rivierasco ha infatti bocciato per 9 voti a 8 l’adesione al nuovo ente fortemente voluto dalla Regione. 
Decisive l’uscita dall’aula del consigliere comunale del Pd (in quota Unione slovena) Danilo Savron e l’astensione della consigliera di maggioranza Marina Busan della lista civica Meio Muja, fedelissima dell’assessore provinciale Roberta Tarlao. All’opposizione solo il bandelliano Ferdinando Parlato ha supportato l’adesione. Ma non è bastato. 
Esulta il consigliere del Pdl Claudio Grizon: «Se il Pd vuole far morire per asfissia i Comuni, e quindi smantellare la rete dei servizi che assicurano ai nostri cittadini, si accomodi. Ma ogni amministratore di buon senso, e il centrodestra in particolare, non devono mollare di un millimetro in questa battaglia». 
Dopo Duino Aurisina, San Dorligo della Valle e Monrupino, anche Muggia si oppone dunque al progetto di riforma degli enti locali. Nerio Nesladek, sindaco di Muggia nonché segretario provinciale del Pd, accusa il colpo senza scomporsi troppo: «Solo due Comuni prenderanno parte all’Uti giuliana? Si vedrà quando scadranno i termini». 
La costituzione delle Uti dovrà avvenire entro il 15 aprile. Successivamente, entro il 20, il sindaco di Trieste Roberto Cosolini convocherà l’assemblea che si riunirà - quasi sicuramente - il 26 aprile nel municipio di piazza Unità. L’esercizio delle funzioni, invece, partirà il primo luglio, salvo ulteriori proroghe. 
Sulla situazione delle Uti “mignon” venutasi a creare nella provincia triestina, molto perplessa è il sindaco di Sgonico Monica Hrovatin: «Partire con due Comuni, con noi che siamo l’unico cosiddetto “minore”, mi pare ridicolo. Un’Uti così è un qualcosa di ibrido. Probabilmente ciò significa che continueremo ad operare in autonomia». 
In serata è arrivato anche il commento del sindaco di Trieste Cosolini: «L’adesione all’Uti è un’opportunità. Il mio auspicio è che i Consigli comunali che si sono opposti, viste le modifiche introdotte, si esprimano a favore. Non aderire significa esclusivamente una ritorsione contro i cittadini». 
Nel frattempo vi sono state tre sentenze del Tar Fvg relativamente ai due ricorsi promossi dal Comune di San Dorligo della Valle e di San Floriano del Collio. Ricorsi nei quali si ponevano dei problemi sollevati (quasi) all’unanimità: la perdita di autonomia dei Comuni all’interno di queste nuove realtà ed il rischio della comunità slovena di poter essere in qualche modo danneggiata nei propri diritti da questa legge. 
«Con la sentenza di primo grado (rispetto al ricorso presentato da San Dorligo, ndr) è stato detto chiaramente che le Uti sono strumenti di amministrazione di carattere gestionale e non politico e che i diritti acquisiti dalla minoranza slovena non solo non vengono intaccati, ma aumentati» ricorda Nesladek. Per ora, comunque, c’è una sola certezza. La legge Panontin prevede che nell’ambito dei finanziamenti regionali ci sia una differenziazione tra la quota destinata ai trasferimenti ordinari e al fondo perequativo con quest’ultimo preferibilmente indirizzato ai Comuni che aderiscono alle Uti. Chi non aderisce, anche se la trattativa è ancora un corso, dovrebbe subire una decurtazione del fondo di perequazione del 7,5% per il primo anno, del 15% per il secondo e del 30% per il terzo. Ciò significa, ad esempio, che quest’anno il Comune di Muggia dovrebbe ricevere 240mila euro in meno che salirebbero nel 2017 a 940mila e nel 2018 a 1,4 milioni. «240 mila euro in meno vuol dire inevitabilmente un taglio dei servizi considerando che non vi è la possibilità di incidere sulla tassazione - conclude Nesladek -. Il prossimo bilancio dovrà tenerne conto». 

giovedì 7 aprile 2016

MUGGIA, UTI GIULIANA BOCCIATA: SERRACCHIANI, NESLADEK, COSOLINI E PD KO

Nesladek, Serracchiani, Grim e Cosolini del Pd, responsabili
della contestatissima riforma delle UTI 
Grizon (Pdl): se il PD vuole far morire per asfissia i Comuni si accomodi, se ne assuma la responsabilità"


"Nesladek, nella seduta consiliare del 6 aprile, ha voluto derubricare le UTI a mera questione amministrativa con lo spauracchio del possibile taglio di 2 milioni e 600 mila euro sul bilancio comunale entro il 2018: 250 mila nel 2016, 940 mila nel 2017 e 1 milione e 400 mila nel 2018".
"In realtà - sottolinea Claudio Grizon, consigliere muggesano e provinciale del Pdl - quello messo in atto da Serracchiani, Nesladek, Cosolini, PD e dal centro sinistra in generale è un ricatto politico che meritava ancora una volta una risposta politica: è così è stato.
"La riforma - prosegue Grizon - ha scatenato un conflitto istituzionale mai visto prima in Friuli Venezia Giulia: un centinaio di Comuni non si sono “allineati” ai diktat del PD ed hanno promosso una pioggia di ricorsi che, complici i passaggi parlamentari, renderanno la vita difficile alla Serracchiani".
"Se il PD vuole far morire per asfissia i Comuni - conclude l'esponente del centro destra muggesano - e quindi smantellare la rete dei servizi che assicurano ai nostri cittadini, si accomodi. Se ne assuma la responsabilità. Ogni amministratore di buon senso, ed il centro destra in particolare, non devono mollare di un millimetro questa battaglia messa in atto dalla Serracchiani contro l’assetto istituzionale della regione e le nostre comunità".

martedì 29 marzo 2016

LA REGIONE ESPROPRIA LA PROVINCIA DI TRIESTE DELLE AZIONI DI AUTOVIE VENETE

Grizon (Pdl): “la presidente Bassa Poropat chieda l’intervento del governo, la norma è illegittima: 1 milione e 500 mila euro dei triestini sottratti al territorio!”

“Per espropriare alla Provincia di Trieste e al suo territorio quasi 1 milione e 500 mila euro alla Serracchiani è bastata una frasetta, fatta mettere li ad arte, con un comma tra i 51 articoli della recente legge regionale 3 approvata lo scorso 11 marzo”.
La denuncia, tutta politica, arriva da Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti, il quale si affianca alla recente denuncia del presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini il quale ha recentemente contestato il provvedimento licenziato dal centro sinistra in Piazza Oberdan per poi appellarsi al ministro per gli affari regionali Enrico Costa.
“Si tratta in sostanza – spiega Grizon – dell’apparentemente misero 0,26% del capitale della società partecipata Autovie Venete S.p.A. che dal 1 luglio verrà annesso, assieme allo 0,50% della Provincia di Udine, alla percentuale detenuta nella società dalla Regione, tramite Friulia S.p.A., che è pari al 74,57%”.
L’articolo incriminato della L.R.3/2016 è il numero 35 bis, che per altro si occupa principalmente della cessione dalle Province alla Regione delle competenze in materia di ambiente, caccia e pesca, protezione civile, edilizia scolastica ed istruzione, dove si prevede che la Regione “(…) subentra nella titolarità dei diritti relativi alle partecipazioni nella Società per Azioni Autovie Venete, nel termine previsto dall’articolo 32, comma 3”, ovvero dall’1 luglio.
“Si è trattato di un vero colpo di mano della Serracchiani – aggiunge Grizon – e per fortuna sua la
Provincia di Gorizia ha avviato la cessione della sua partecipazione in Autovie Venete nel maggio dello scorso anno ricavandone un importo di 606 mila euro che ha già potuto investire sul territorio mentre noi, che con il nostro 0,26% potremmo ricavarne circa 1 milione e mezzo di euro, non lo potremo fare perché il Pd e la Serracchiani hanno deciso di far cassa espropriando ai triestini queste azioni il cui controvalore la giunta Bassa Poropat avrebbe potuto investire, con la nostra adesione, su scuole e strade prima del termine del mandato”.
“Da parte loro – evidenzia l’esponente del centro destra triestino - le Provincie di Udine e Trieste avevano già iniziato le procedure di cessione delle quote, rispettivamente nel dicembre e nel gennaio 2014, pur senza esser ancora giunte alla loro vendita. Ma quello che è accaduto si palesa sul piano politico come un vero e proprio esproprio mentre sul piano giuridico tale norma si caratterizza per la sua evidente illegittimità”.
“Del problema ne abbiamo parlato anche in sede di ufficio di presidenza dell’UPI FVG – rivela Grizon – dove pure la stessa presidente di turno Maria Teresa Bassa Poropat ha espresso forti perplessità e preoccupazione mentre il presidente Fontanini ha sollecitato invano una reazione corale delle Province interessate, nell’indifferenza di Enrico Gherghetta (presidente della Provincia di Gorizia, ndr) per chiedere al ministro Enrico Costa un approfondimento giuridico in merito alla legittimità di questa norma”.
“Mi appello pertanto – conclude Grizon – al senso di responsabilità della presidente Bassa Poropat, che certamente non ha gradito questa uscita a gamba tesa della Regione nei confronti della nostra Provincia, affinché assieme a Fontanini e all’UPI FVG solleciti un intervento del governo sul tema e intraprenda ogni azione utile a far restituire ai triestini il maltolto”.

lunedì 21 marzo 2016

SOCIALE, GIUNTA SERRACCHIANI IN RITARDO DI QUATTRO MESI SUI TRASFERIMENTI: MUGGIA NON EROGA I CONTRIBUTI AGLI ASSISTITI

MUGGIA - ASSISTENZA SOCIALE

Grizon (Pdl): "la Serracchiani costringe chi ha bisogno a "tirare la cinghia": una vergogna!"

“I contributi 2016 del Fondo per l’Autonomia Possibile sono bloccati a causa dei ritardi della Regione e non verranno erogati agli utenti muggesani prima della fine di aprile”.
Claudio Grizon, consigliere comunale di Muggia per il PDL, interviene con una nota per denunciare quella che definisce “una vera vergogna”.
Il “caso” è scaturito da “una segnalazione che mi è giunta in questi giorni – racconta il consigliere – e che mi ha dato l’opportunità di constatare che dal 1 gennaio il Comune di Muggia non sta erogando i contributi previsti agli aventi bisogno in quanto, per volontà della Regione, i residui del 2015 non potevano essere riutilizzati ma sono stati restituiti”.
“Il risultato – sottolinea Grizon – è che i cittadini che lo scorso anno usufruivano di questo fondamentale sussidio, come mi è stato confermato dagli uffici comunali, ne rimarranno privi almeno fino alla fine di aprile”.
“Questa procedura – commenta l’esponente del centro destra muggesano – non mi pare assolutamente efficace e costringe proprio chi a bisogno per ben che vada a “tirare la cinghia” o forse a rinunciare ai servizi di cui usufruiva con quel sussidio”.
“Se questo è il “sociale” del Pd e della Serracchiani ben messi siamo! – denuncia Grizon -: mi chiedo dov’è finita la sinistra, quella vera, che queste cose non le dovrebbe tollerare neanche a Muggia. Mi chiedo poi per quale motivo l’amministrazione non ha pensato di anticipare per i primi quattro mesi dell’anno questi contributi che mi paiono ben più prioritari di qualche tardivo e parziale intervento sul territorio dal profumo pre elettorale”.

venerdì 11 marzo 2016

IL PORNO TEO-KOLOSSAL DI PASOLINI A MUGGIA TRA UTOPIE, BLASFEMIE ED EROTISMO

La Regione sponsor dello spettacolo con il Patrocinio del Comune
Grizon (Pdl): “un evento che celebra una “cultura” che non ci appartiene e che ci disgusta profondamente”

Lo spettacolo Porno-Teo-Kolossal, tratto da un testo di Pier Paolo Pasolini, che ha debuttato il 26 febbraio scorso al Teatro Verdi di Muggia, in prima regionale, nell’ambito della stagione di Muggia Teatro Cabaret, come si legge sul sito www.pierpaolopasolini.eu, è una sceneggiatura per “un film sull'ideologia” che doveva rappresentare tre diversi tipi di utopia, legati a un passato paleoindustriale, a un presente neocapitalistico e a un futuro tecnocratico, inesorabilmente destinati a fallire attraverso catastrofi apocalittiche che avrebbero condotto alla fine anche dell'ultima utopia: quella della Fede.

L’evento, proposto dalla Golden Show di Alessandro Gilleri e realizzato dall'Associazione Culturale Tinaos, godeva del patrocinio del Comune di Muggia oltre che del contributo della Regione FVG targata Pd-Serracchiani.

Il testo, si legge, “sviluppa attraverso un viaggio fantastico e allucinato (…) che si dirige verso il luogo dove è nato il Messia. La ragione del pellegrinaggio della coppia servo-padrone riposa dunque su una speranza di carattere religioso (l'avvento del Salvatore) e non più su una delusione di natura politica (la fine del marxismo), tanto che il "viaggio" attraverso tre città metafora con una destinazione finale in Oriente si trasforma nella presa di coscienza di una "realtà" che coincide con la fine di ogni utopia”.

Sono rimasto sconcertato nell’apprendere, sempre dalle “Pagine Corsare” dallo stesso sito,  che “ciò che risulta più significativo, comunque, è il fatto che per raccontare una storia di forte impianto ideologico-simbolico, in cui vengono contaminati generi diversi (la fiaba magica, il racconto picaresco, il racconto erotico, l'apologo biblico), Pasolini adotta quasi esclusivamente il linguaggio del corpo, sviluppandone tutti gli aspetti relativi alla sessualità: dal ciclo divietotrasgressione- punizione al rapporto tra permessività e comprensione o tra intolleranza e repressione, dalla scoperta dell'erotismo omofilo o eterofilo alla correzione esemplare oppure all'esecuzione capitale, dallo scandalo per la violazione del divieto alla più efferata violenza fallocratica.

Questa è la sinistra! Per loro questo è spettacolo, cultura ed intrattenimento adatto a tutte le generazioni. Il tutto anche a spese dei cittadini. Una vera vergogna! Mi chiedo come abbia potuto la Regione sostenere spettacoli che si presentano con questi profili e come abbia potuto il sindaco Nesladek con la sua giunta patrocinare un’iniziativa di questo tipo. Ne risponderanno a tutti i cittadini.

Nella scheda pervenutami con l’invito a partecipare all’iniziativa, che non sono andato a vedere, i promotori ovviamente si sono ben guardati dal sottolineare le derive blasfeme, pornografiche ed erotiche della sceneggiatura di Pasolini contando forse in tal modo sulla partecipazione di un pubblico più ampio. Un evento, questo, che celebrava una “cultura” che non ci appartiene e che ci disgusta profondamente.

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia PDL

martedì 29 dicembre 2015

LA PROVINCIA VARA L'ULTIMO BILANCIO PRIMA DEL SUPERCOMUNE

Da Il Piccolo del 29 dicembre 2015 - Trieste Cronaca pag.21

ATTO “STORICO”
La Provincia vara l’ultimo bilancio prima dell’arrivo del supercomune

di Ugo Salvini

È stato approvato ieri il bilancio di previsione 2016-2018 della Provincia. Il provvedimento, presentato al Consiglio dall’assessore competente, Mariella De Francesco, ha ottenuto il voto favorevole dei consiglieri di maggioranza, mentre l’opposizione, contrariamente a quanto era stato annunciato alla vigilia, invece di esprimere un secco no ha optato per l’astensione.
«Abbiamo preferito far prevalere un giudizio tecnico per quello che, di fatto, è il piano di liquidazione dell’ente - ha detto il capogruppo del Pdl, Claudio Grizon - derubricando il documento contabile a mero piano di cessione e trasferimento delle competenze, che dovrà compiersi entro il prossimo mese di ottobre. Confermiamo invece - ha precisato Grizon - un giudizio fortemente negativo sul piano politico, in quanto esso è il risultato della contestata riforma delle autonomie locali, voluto dalla presidente della Regione, Debora Serracchiani, e dal Pd».
De Francesco ha invece voluto evidenziare che «la nostra è fra le prime province del Paese ad aver approvato un bilancio di previsione strutturato sulla base del nuovo sistema di contabilità finanziaria, che prevede l’adozione di un bilancio di previsione finanziario annuale e pluriennale di competenza e di cassa, la cui classificazione – ha aggiunto l’assessore – avviene per missioni e programmi e la tenuta della contabilità finanziaria è effettuata sulla base del principio contabile di competenza finanziaria potenziata».
Si tratta, a questo proposito, di un meccanismo che permette di conoscere i debiti effettivi delle pubbliche amministrazioni, di evitare l’accertamento di entrate future e di impegni inesistenti, di rafforzare la programmazione di bilancio, di favorire la modulazione dei debiti secondo gli effettivi fabbisogni e di avvicinare la competenza finanziaria a quella economica. In sostanza il nuovo meccanismo garantisce una maggiore chiarezza, «elemento indispensabile - ha concluso De Francesco - visto che siamo in fase di trasferimento delle nostre competenze alla Regione».

lunedì 28 dicembre 2015

BILANCIO 2016, IL PDL SI ASTIENE DOPO AVER VOTATO CONTRO AL DUP: "E' SOLO UN PIANO DI LIQUIDAZIONE PER LA CESSIONE DELLE COMPETENZE"

Grizon (Pdl): “il giudizio politico rimane comunque negativo ma, in considerazione della straordinarietà della situazione e di un bilancio “asciutto”, parziale e di fine mandato, con l’astensione abbiamo deciso di far prevalere un giudizio tecnico”

“Confermando un giudizio fortemente negativo sul bilancio 2016, risultato della contestata riforma del sistema delle autonomie locali voluto dalla Serracchiani e dal PD, contrariamente a quanto annunciato, con l’astensione abbiamo voluto far prevalere un giudizio tecnico per quello che è di fatto il piano di ‘liquidazione’ dell’Ente”.   
“Dopo aver sempre votato contrariamente a tutti i bilanci per quasi cinque anni, compreso il Documento Unico di Programmazione 2016 dello scorso 22 dicembre, visti gli interventi di apprezzamento di alcuni consiglieri di maggioranza e della stessa presidente Maria Teresa Bassa Poropat sul nostro ruolo propositivo, astenendoci abbiamo derubricato il documento contabile ad un mero piano di cessione e trasferimento delle competenze che dovrà compiersi prevalentemente entro il prossimo mese di ottobre”.
“Vigileremo ora fino a conclusione del mandato affinché con i piani di cessione delle competenze sia salvaguardata la qualità dei servizi attualmente erogati dall’Ente ed assicurata la piena occupazione e la valorizzazione della professionalità di tutti i dipendenti che rimarranno in staff svincolati dalle competenze che saranno trasferite.”

Claudio Grizon - Massimo Romita - Daniela Pallotta - Viviana Carboni