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giovedì 16 febbraio 2012

LUCI E OMBRE SULLA VIABILITA’ A MUGGIA, MA QUALCOSA SI MUOVE

Grizon (Pdl): dopo l’incontro con l’assessore Zollia la situazione è più chiara ma ci sono ancora ritardi sulla rotonda sull’Ospo e sul valico di Rabuiese ma in primavera la Provincia dovrebbe pulire la galleria di Montedoro


TRIESTE - “Dopo la commissione di oggi in Provincia posso dire che sulla viabilità muggesana ci sono luci ed ombre, ma quantomeno la situazione è più chiara. Si devono recuperare però ritardi di tre anni sull’avvio dei lavori per la rotonda sull’Ospo e sulla sistemazione dei valichi minori e la mancata manutenzione dell’ANAS sulla galleria di Montedoro. Rimane però il nodo del valico di Rabuiese, ed in particolare il raccordo tra la viabilità secondaria slovena e quello italiana di cui neanche la Provincia sa nulla”.
Sono questi i commenti a caldo del capo gruppo del PDL a palazzo Galatti Claudio Grizon dopo l’odierna riunione sulla viabilità provinciale muggesana che il consigliere aveva richiesto all’assessore Vittorio Zollia.
Nell’ambito dei 140 km di strade provinciali gli uffici tecnici considerano la viabilità muggesana in condizioni buone per il 59%, scarsa per il 24% e  insufficiente per il 18%. Complessivamente invece gli uffici considerano i 140 km di strade in buone condizioni per il 52%, scarsa il 30% ed insufficiente per il 18%.

LA ROTONDA SULL’OSPO
“Risolti i problemi catastali qualcosa attorno alla rotonda sull’Ospo si muove – commenta Grizon – anche se l’opera è ancora condizionata dall’esito del parere dell’ARPA e del Ministero dell’Ambiente sulle analisi del terreno dove sono stati trovati idrocarburi: l’assessore Zollia ha comunque dimostrato un certo ottimismo e spera nell’avvio dei lavori in autunno”.

LA ROTONDA DAVANTI LA TIRSO
La rotonda su via Caduti sul Lavoro, di fronte alla Tirso, oggi delimitata dai new jersey – prosegue Grizon - sembra invece in dirittura d’arrivo: le opere e gli oneri spese saranno a carico di Coop Sette. Di seguito saranno istituite le fermate dei bus per il Famila e le altre attività commerciali della zona”.

LA ROTONDA DI MONTEDORO
Per la rotonda all’uscita della galleria di Montedoro, in direzione Rabuiese – ricorda il consigliere – l’assessore ci ha comunicato che il Comune di Muggia, con le risorse confermate dalla giunta Tondo, dovrebbe dare l’avvio ai lavori ad aprile e questi si dovrebbero concludersi entro ottobre. Nell’intervento è compresa anche la modifica all’ingresso al centro Free Time e l’allargamento della strada provinciale antistante”.

LA GALLERIA DI AQUILINIA
Uno dei punti che ritengo prioritari – sottolinea Grizon - è quello della manutenzione della galleria di Aquilinia che l’ANAS ha ceduto alla Provincia il 27 agosto del 2009 dopo aver trascurato per lungo tempo e aver negato alcuni interventi di manutenzione che la Provincia aveva richiesto prima di prendersela in carico”.
“A questo punto l’assessore Zollia – annuncia l’esponente del Pdl – ha assicurato che sono state individuate parte delle risorse necessarie (25 mila euro) per il lavaggio e le riparazioni delle pareti in acciaio porcellanato e per la segnaletica al bordo della strada. Sarebbe stata prevista la sostituzione delle lampade, oggi accese forse solo per il 30-40%, con altre a minor consumo, ma mancherebbe l’importo per il lavaggio a pressione e la tinteggiatura del soffitto su cui Zollia sta ancora lavorando”.

LA MANUTENZIONE DEI VALICHI MINORI
Dopo oltre 3 anni – commenta infine Grizon – Zollia ci ha annunciato che sono finalmente previsti a breve i piccoli lavori di sistemazione dell’asfalto e delle aiuole sui valichi minori della provincia (S.Pelagio, Monrupino, Basovizza, Prebenicco, Ospo, S.Barbara, Crevatini, Chiampore e San Bartolomeo) in quanto il relativo mutuo da 1 milione di euro finanziato dalla Regione deve essere acceso entro la fine dell’anno”.

LA VIABILITA’ SECONDARIA TRA ITALIE E SLOVENIA
Nessuno sembra che si sia occupato invece – commenta amaramente il capo gruppo del Pdl – di concordare con le autorità slovene una sistemazione del raccordo tra la viabilità secondaria slovena e quella italiana, in prossimità del valico di Rabuiese”.
“E’ noto – ricorda Grizon - che nella parte slovena la viabilità è stata progettata bene ma, appena passato l’ex valico in direzione Capodistria, sul lato destro, prima di accedere all’area del distributore, esiste una strada nuova con il segnale di divieto d’accesso, originariamente evidentemente prevista per la viabilità secondaria ma di fatto preclusa al traffico, secondo molti al fine di incentivare l’acquisto delle vignette”.
“Oggi quanti non vogliono acquistare la vignetta, dai più considerata una provocazione – aggiunge ancora Grizon - sono costretti a passare davanti al distributore (spesso intasato di automobili) per potersi immettersi sulla stessa viabilità secondaria in direzione Scofie”.
Sul lato opposto, rimanendo sempre sulla viabilità secondaria e provenendo da Capodistria verso l’Italia, appena passato il valico bisogna prontamente svoltare a destra, per potersi immettersi nella viabilità che porta al piccolo centro commerciale e quindi verso la rotonda posta alla fine della provinciale di Farnei, ma manca assolutamente un’adeguata segnaletica ed inoltre l’uscita dalla grande viabilità non è ben delimitata dai guard raid: un vero problema per la sicurezza”.
“Sembra infine che il Comune di Muggia – conclude Grizon – dovrebbe fare degli interventi sul valico con i rimanenti 200 mila euro della Regione ma, considerato che nessuno ha mai presentato i progetti e che il consiglio muggesano non si riunisce da tre mesinon è chiaro in cosa consistono e se qualcuno si è occupato della viabilità secondaria. Ho responsabilizzato l’assessore Zollia a seguire queste problematiche che dovrebbero essere concordate anche con la parte slovena”.

venerdì 7 agosto 2009

UNA CONTROVIGNETTA DAL CONFINE AL LISERT

Da Il Piccolo dle 7 agosto 2009 - Pagina 12 - Trieste

VIABILITÀ TRANSFRONTALIERA

La proposta è di Piero Camber. L’Anas: «Non entriamo nelle decisioni politiche»

IL CASO


Per ora nessuna risposta da Lubiana alla lettera della Bassa Poropat che chiede l’abolizione del pedaggio per gli automobilisti triestini

di MATTEO UNTERWEGER

Lubiana, per ora, tace. L’Anas non si sbilancia, trincerandosi dietro una dichiarazione prudentissima sulla proposta lanciata dal consigliere regionale del Pdl Piero Camber di un eventuale pedaggio (in caso di risposte negative dal governo sloveno) da applicare ai tratti di raccordo tra la Grande viabilità triestina e gli ex valichi confinari: «Non possiamo esprimerci sulla fattibilità, perché si tratta di una questione politica», la risposta della società. Intanto, la Provincia di Trieste è teatro di reciproche frecciate fra maggioranza e opposizione.
Al centro di questo quadro c’è sempre la questione «vinjeta», il famoso bollino senza il quale non si può transitare su autostrade e strade a scorrimento veloce in Slovenia, sollevata dalla lettera inviata da Maria Teresa Bassa Poropat, numero uno dell’ente di palazzo Galatti, al ministero dei trasporti della vicina Repubblica: la sua richiesta di valutare una soluzione agevolata per i cittadini del territorio triestino attende ora una replica formale.

Intanto, Bassa Poropat incassa l’appoggio trasversale di un alleato di spicco, il sindaco Roberto Dipiazza. «I trattati vanno rispettati. Qua lo si fa, lo stesso dovrebbe avvenire in Slovenia», esordisce così il primo cittadino, con il richiamo implicito al trattato di Osimo e a quel decreto attuativo su cui si fondano le istanze della Provincia. «I vicini sloveni - continua Dipiazza - affermano di avere una mentalità europea, fanno parte dell’Ue, ma di fatto si schierano contro l’ingresso croato nell’Europa unita e si disinteressano delle indicazioni di Bruxelles sulla vignetta. Devono rendersi conto - chiude il sindaco - di essere un paese da un milione e 800mila abitanti circa, un micro-organismo nel mondo: è necessario stiano alle regole».

Ieri, il capogruppo forzista in piazza Vittorio Veneto, Claudio Grizon, è tornato all’attacco, riagganciandosi a interpellanza e mozione presentate da Forza Italia un anno fa: «Ringrazio l’assessore Zollia per il suo interessamento - afferma - e per aver ripreso l’argomento, ma non è frutto ”di una discussione in Consiglio provinciale”, come dicono (gli esponenti della maggioranza, ndr), dato che tale ”discussione” aveva visto invece la contrarietà dell’attuale maggioranza che faceva intendere, anzi, un atteggiamento favorevole al pedaggio sloveno sulla superstrada capodistriana».

Si collega a quel «no» Maria Monteleone, capogruppo del Pd in Provincia: «Va dato atto al consigliere Grizon di avere sollecitato il dibattito sull’ingiusto pagamento della vignetta per i residenti transfrontalieri ma è doveroso ricordare come la mozione si appellava agli accordi di Udine che regolamentavano, tra le altre cose, i lasciapassare e il trasporto di prodotti agricoli e animali nei valichi secondari. Per questo non avremmo potuto sostenere la mozione che risultava scorretta e confusa». Monteleone lancia poi una soluzione pratica sulla ”vignetta agevolata” e sulle possibili difficoltà di verifica, proponendo un bollino «simile di altro colore che, per contenere la spesa, valga per più anni».
Per il capogruppo di An in Consiglio provinciale, Marco Vascotto, e il consigliere aennino Arturo Governa, «ben venga l’intervento dell’assessore Zollia che ha evidentemente portato in giunta e nella maggioranza di centrosinistra almeno su questo tema, un po’ di sano equilibrio che speriamo non rimanga un caso isolato nel quadro di un’azione amministrativa finora condizionata da una visione dei rapporti transfrontalieri ancorata a una sorpassata contrapposizione basata su retaggi storici ed ideologici».

Sempre dal versante del centrodestra giunge pure la bordata di Fabio Scoccimarro, ex presidente provinciale prima di essere spodestato proprio da Bassa Poropat e oggi in seno all’opposizione: «Sarebbe sorprendente se il governo di Lubiana, dopo aver sempre ignorato i ripetuti interventi di Bruxelles, ritenesse ora di prendere in considerazione l’inquilina di palazzo Galatti. Sembra proprio una barzelletta».

giovedì 6 agosto 2009

LA VIGNETTA "AGEVOLATA" DIVENTA SCONTRO POLITICO

E' incredibile vedere ancora una volta come Il Piccolo difenda la Provincia e la giunta Poropat, massacrando il nostro comunicato diffuso ieri.
Da Il Piccolo del 6 agosto 2009 - Pagina 11

DOPO LA PROPOSTA POROPAT

Mentre Lubiana ancora tace sulla proposta della Provincia di ”moratoria” dalla ”vinjeta” nelle zone ex Osimo per i residenti triestini e si prende i suoi tempi, la proposta della presidente Maria Teresa Bassa Poropat dà la stura all’ennesima polemica politica locale. Sono infatti i consiglieri provinciali d’opposizione Claudio Grizon (FI) e Arturo Governa, capogruppo di An ad attaccarla sulla base di dichiarazioni del passato.

«L'iniziativa della Provincia – scrive Grizon – nasce dall'interpellanza che ho presentato il 26 giugno 2008 alla presidente Poropat insieme a una mozione – ricorda Grizon – che era stata bocciata dalla Poropat e dalla sua maggioranza di centrosinistra. L’interpellanza invece non è mai stata evasa».

Analogo il contenuto dell’intervento di Governa, che stigmatizza «l’incredibile inversione di posizione da parte della Bassa Poropat, che segnala una volta di più, l’incapacità di questa Amministrazione di definire strategie che abbiano un minimo di prospettiva».

Anche Piero Camber di Forza Italia, in consiglio regionale, ha presentato un’interrogazione in cui chiede se la giunta intende intervenire affinchè «ai residenti della fascia confinaria venga concessa, a titolo gratuito, una speciale "vignetta"» o, in caso di risposta negativa, si ipotizzi «l'istituzione di uno specifico pedaggio sui tratti di raccordo tra la grande viabilità triestina e i valichi confinari».

mercoledì 5 agosto 2009

LA POROPAT SCRIVE A LUBIANA MA HA VOTATO A FAVORE DELLE VIGNETTE PER TUTTI I TRIESTINI

“L'iniziativa della Provincia nasce dall'interpellanza che ho presentato il 26 giugno 2008, quindi oltre un anno fa, alla presidente Poropat e che risulta ancora iscritta nell'elenco delle interrogazioni, interpellanza e mozioni inevase del consiglio provinciale. Al suo arrivo ho sollecitato ad attivarsi l'assessore Vittorio Zollia, l’unico che ha capito il problema, e finalmente vedo che ha condiviso ciò che Forza Italia diceva da tempo, ma che la presidente Poropat ed i suoi vedevano come fumo negli occhi”.

Ribatte così il capogruppo forzista in consiglio provinciale Claudio Grizon alla notizia della iniziativa della Provincia, che in una lettera firmata dalla presidente Maria Teresa Bassa Poropat, inviata al Ministero dei Trasporti di Lubiana, si riallaccia al Trattato di Osimo nel chiedere, in sintesi, l’esenzione del pagamento del pedaggio sulle strade costiere slovene, così come è gratis il transito sulla grande viabilità triestina, almeno fino al Lisert.

Argomenti trattati, quindi, negli stessi termini, dal consiglio provinciale con una mozione e un’interpellanza a firma del gruppo di Forza Italia. “La nostra mozione era stata bocciata dalla Poropat e dalla sua maggioranza di centrosinistra, mentre l’interpellanza non è mai stata evasa – spiega Grizon -. Ringrazio ora l’assessore Zollia per il suo interessamento e per aver ripreso l’argomento, ma non è frutto “di una discussione in consiglio provinciale”, come dicono, dato che tale “discussione” aveva visto invece la contrarietà dell’attuale maggioranza che faceva intendere, anzi, un atteggiamento favorevole al pedaggio sloveno sulla superstrada capodistriana”.

Ma il capogruppo e consigliere Grizon prende spunto anche dalle dichiarazioni espresse dal deputato del Partito democratico, Ettore Rosato, che appoggia la richiesta provinciale, definendola “in linea con il giusto spirito transfrontaliero”. “Ettore non sa – commenta Grizon – quali sono state le posizioni assurde che il Pd ha assunto in consiglio provinciale sui questi temi”.

“Rosato è un bravo ragazzo ed un amico – replica Grizon - ma ha una gran faccia tosta! Nulla ha fatto o avrebbe fatto sulla vicenda, visto che nella veste di sottosegretario al Ministero degli Interni ha permesso che decadesse il vecchio Accordo di Udine, costringendo oggi gli esuli istriani a mortificazioni di ogni tipo, ed al pagamento delle tasse doganali, sul confine tra Slovenia e Croazia se vogliono portarsi a casa dalle loro terre ortaggi, frutta, vino o del prosciutto”.

Quello che con l’Accordo di Udine era tutto sommato un “confine aperto”, dove il trasporto di beni era consentito nel rispetto delle regole, oggi che Italia e Slovenia sono in Europa è divenuto un “invalicabile”, proprio a causa del disinteresse del governo Prodi di cui Rosato ha fatto parte”.

LA PROVINCIA E' FAVOREVOLE ALLA VIGNETTA SLOVENA

Riporto il post pubblicato il 1 agosto 2008 sul mio blog... belle faccie di bronzo eh!!! La notizia era stata pubblicata anche dal Piccolo.

“La giunta Poropat e la sua maggioranza sono favorevoli al pagamento della vignetta per accedere alle autostrade slovene e rifiuta la possibilità di chiedere una particolare esenzione per i soli cittadini residenti nelle aree di confine ricompresse nel vecchio Accordo di Udine del 1985”.

Con il voto contrario alla mozione presentata in consiglio provinciale dal capo gruppo di Forza Italia in Provincia Claudio Grizon il centro sinistra ha infatti rinunciato ad impegnare la Presidente Poropat a chiedere un intervento del Ministro Franco Frattini nei confronti del governo sloveno, affinché preveda un’esenzione dal pagamento del bollino per triestini, i goriziani e gli udinesi residenti nell’area dell’Accordo italo jugoslavo che regolamentava il traffico delle persone e dei trasporti terrestri e marittimi fra le aree limitrofe.

“Le relazioni di buon vicinato e di cooperazione – ha evidenziato Grizon nella mozione, richiamando i contenuti della Legge 05.03.1985, n.129 – a parità di diritti fra gli Stati ed i loro popoli, corrispondono agli interessi di entrambi gli stati, sia nella loro totalità che nelle zone di frontiera, nel desiderio di sviluppare, favorire ed ampliare la fruttuosa cooperazione in materia economica, culturale, sportiva ed in altri settori di interesse comune”.

“Le motivazioni e lo spirito dell’Accordo di Udine – sottolinea ancora il capo gruppo forzista - erano certamente condivisibili ed oggi lo sono ancora di più a seguito dell’ingresso ufficiale della Slovenia nell’Unione Europea, ma spiace rilevare che la prima azione svolta dalla Slovenia dopo l’ingresso nell’Unione sia stata quella di applicare anche ai triestini un’antipatica tassa autostradale anche per soli pochi chilometri, mentre i cittadini sloveni possono arrivare fino al Lisert gratuitamente”.

Dal canto suo anche il Gruppo di Alleanza Nazionale - che come Paolo de Gavardo della Lista Dipiazza e Fabio Scoccimarro ha condiviso il voto favorevole alla mozione - ha tenuto a sottolineare il singolare comportamento della maggioranza di centro-sinistra, teso più a giustificare la pesante gabella, imposta dal Governo sloveno, piuttosto che a cercare una soluzione che potesse agevolare i cittadini della nostra provincia e i rapporti transfrontalieri: un bel passo indietro nei confronti della politica dei confini aperti celebrata fino a pochi mesi fa.

BASSA POROPAT: "SI APPLICHI IL PRINCIPIO DI RECIPROCITA' "

LA NOTA

Rosato è un bravo ragazzo ma ha una gran faccia di bronzo! Nulla ha fatto o avrebbe fatto sulla vicenda visto che da sottosegretario al ministero degli interni ha permesso che il Vecchio Accordo di Udine venga di fatto disatteso, costringendo oggi gli esuli istriani a mortificazioni di ogni tipo se vogliono portarsi a casa dalle loro terre ortaggi, frutta, vino o del prosciutto. Vergogna!


MENTRE ROSATO PLAUDE ALL’AZIONE

L’assessore Zollia pensa positivo: «Un sistema di verifica si troverà» Mentre Kocijancic è perplesso


Una lettera che, con il suo contenuto, vuole contribuire a «favorire i processi di interscambio e integrazione reciproca fra il territorio triestino e la vicina Slovenia». Parola di Maria Teresa Bassa Poropat. La presidente della Provincia confida in risposte positive da Lubiana sul bollino autostradale, «in virtù del decreto attuativo del trattato di Osimo, cui abbiamo fatto riferimento. Mi auguro si possa concordare una soluzione - continua -, tenendo conto dei chilometri che i cittadini sloveni possono percorrere gratuitamente a bordo dei loro mezzi sul nostro tratto di raccordo autostradale. Il tutto nel rispetto del principio di reciprocità». Quanto alle modalità da adottare per le verifiche sui veicoli sprovvisti di bollino, nell’ipotesi di riscontri positivi dal Ministero dei trasporti sloveno, bisognerebbe eventualmente fare degli approfondimenti: «Le targhe di auto e moto potrebbero aiutare - osserva Bassa Poropat - ma teniamo presente che anche nella situazione attuale ci possono essere delle infrazioni (se qualcuno si dimentica di esibire il bollino o prova a fare il furbo, ndr)».

«Nel caso, un sistema per i controlli lo troveremo», le fa eco Vittorio Zollia, oggi assessore a Infrastrutture e trasporti della Provincia e già segretario generale della Regione nell’era Illy, oltre che, ancora prima, direttore regionale all’Ambiente e poi ai Trasporti. «Potremmo ad esempio distribuire un apposito tesserino, da esibire al momento dell’eventuale accertamento. In ogni caso - prosegue Zollia - prendiamo atto che sul nostro territorio provinciale c’è la Gvt, un’arteria con caratteristiche autostradali, e che i cittadini sloveni sono quindi favoriti perché la possono utilizzare gratuitamente».
Da Roma, a confortare l’azione della giunta provinciale di centrosinistra, giunge un’opinione eccellente. Quella del deputato del Partito democratico, Ettore Rosato: «La richiesta della Provincia mi sembra in linea con il giusto spirito transfrontaliero. Così, con scelte come questa, si rende utile anche praticamente il percorso di buon vicinato intrapreso dalle comunità».
Qualche perplessità, infine, la solleva il capogruppo de La Sinistra L’Arcobaleno in Consiglio regionale e segretario provinciale di Rifondazione comunista, Igor Kocijancic: «Francamente mi sembra una soluzione difficile, poco praticabile - afferma - perché i veicoli non sono più facilmente identificabili. Si tratterebbe di una sorta di franchigia per i cittadini della provincia di Trieste, i quali comunque sanno di poter entrare in Slovenia anche da altri ex valichi, compresi quelli che una volta erano definiti secondari, senza dover per forza finire subito su autostrade o strade a scorrimento veloce». (m.u.)

LA PROVINCIA ALL'ASSALTO DELLA VIGNETTA

LA NOTA

L'iniziativa della Provincia nasce dall'interrogazione n.192 che ho presentato
il 26 giugno 2008, oltre un anno fa, alla presidente Poropat e che risulta ancora iscritta nell'elenco delle interrogazioni inevase del consiglio provinciale. Al suo arrivo ho sollecitato l'assessore Zollia ad occuparsi del problema e finalmente vedo che ha condiviso ciò che io dicevo da tempo ma che la presidente Poropat all'inizio non aveva neanche considerato.

L’ente si appella al Trattato di Osimo che non prevede pedaggi sulla fascia confinaria



di MATTEO UNTERWEGER

La Provincia di Trieste va all’attacco della «vignetta» slovena. Sì proprio di quel bollino senza il quale non è più consentito, da oltre un anno ormai, transitare su autostrade e strade a scorrimento veloce nella vicina Repubblica. Un provvedimento che, per le sue modalità di applicazione (durate e prezzi), tante polemiche ha sollevato nei mesi scorsi, costringendo direttamente l’Unione europea a intervenire da Bruxelles.
LA LETTERA Se gli automobilisti sloveni, una volta entrati in territorio triestino hanno la possibilità di guidare fino al Lisert senza sborsare un centesimo sfruttando la Gvt per arrivarci rapidamente, lo stesso non avviene per i triestini stessi una volta varcate - in direzione opposta - alcune delle ex zone confinarie. Quelle che, per l’appunto, li proiettano direttamente su carreggiate a scorrimento veloce, come accade per esempio a Rabuiese (ma non, fra le altre, nelle aree di Basovizza e del Lazzaretto). Partendo da questo presupposto e con l’intento di riequilibrare la situazione, è partita da palazzo Galatti una lettera firmata dalla presidente Maria Teresa Bassa Poropat. Una missiva indirizzata direttamente al ministero dei trasporti di Lubiana, con la quale si chiede testualmente «di voler esaminare la possibilità di rendere analogamente gratuito il transito dei cittadini della Provincia di Trieste in una fascia, da concordare, di chilometraggio paritario a quello oggi liberalizzato sul territorio di questa amministrazione». Per conoscenza, copia della lettera è stata inoltrata anche al ministero degli Esteri italiano, Franco Frattini, e al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo. Una maniera indiretta per provare ad ottenere, in qualche modo, il loro sostegno in questa iniziativa.
IL TRATTATO Chiarendo di non voler «intervenire né sui contenuti, né sul metodo, né sulla quantificazione» relativi al sistema di pedaggio stabilito dalla Slovenia, perché non di sua competenza, la Provincia mira invece ad assicurare una condizione di parità fra buoni vicini. Nel rispetto del «principio di reciprocità» come sottolineato nello scritto di Bassa Poropat, che per dare corpo alle proprie istanze si riaggancia volutamente al trattato di Osimo, firmato da Italia e Repubblica socialista federativa di Jugoslavia (da cui la Slovenia si è staccata, diventando indipendente, nel 1991) il 10 novembre 1975 e con cui venne sancita in primis la cessione da parte italiana della Zona B dell’ex Territorio libero di Trieste. Nello specifico, la Provincia richiama il decreto attuativo di quegli accordi, firmato dal Presidente della Repubblica, il numero 100 del 6 marzo del 1978 (il Capo dello Stato era Giovanni Leone), e lo fa in riferimento all’apertura della Grande viabilità triestina, di trent’anni più giovane. La Gvt, scrive la numero uno dell’ente provinciale, è una «struttura viabilistica di caratteristiche tecniche autostradali» per la quale quel decreto «prevede (ma si riferisce solo alla rete italiana, ndr) l’obbligo del non pedaggiamento». Cosa che determina come sia usufruibile «un’arteria di importante collegamento per i cittadini sloveni in forma del tutto gratuita» nella zona di Trieste.
LA RICHIESTA In virtù di queste considerazioni, la Provincia attende ora un riscontro da Lubiana o, per approfondire la questione, la convocazione di un apposito incontro tecnico bilaterale sul tema. E proprio quelle parole sulla Gvt riportate nella lettera potrebbero rappresentare un importante esempio, unite all’auspicata (dall’ente provinciale) reciprocità nell’applicazione delle norme sopra citate. A proposito di Grande viabilità triestina, va anche detto che, a cantiere in corso e durante l’amministrazione Illy in Regione, era stata ipotizzata proprio dai vertici regionali l’applicazione di un sistema di pedaggio stradale al nuovo collegamento. Un’ipotesi poi tramontata una volta effettuati i dovuti accertamenti normativi, che avevano rivelato l’esistenza di quel passaggio del Dpr numero 100 del 6 marzo del 1978 dove la «realizzazione dei collegamenti autostradali», da parte dell’allora «Azienda nazionale autonoma delle strade», è indissolubilmente legata alla modalità «senza pedaggio».

venerdì 1 agosto 2008

LA PROVINCIA E’ FAVOREVOLE ALLA VIGNETTA SLOVENA

“La giunta Poropat e la sua maggioranza sono favorevoli al pagamento della vignetta per accedere alle autostrade slovene e rifiuta la possibilità di chiedere una particolare esenzione per i soli cittadini residenti nelle aree di confine ricompresse nel vecchio Accordo di Udine del 1985”.

Con il voto contrario alla mozione presentata in consiglio provinciale dal capo gruppo di Forza Italia in Provincia Claudio Grizon il centro sinistra ha infatti rinunciato ad impegnare la Presidente Poropat a chiedere un intervento del Ministro Franco Frattini nei confronti del governo sloveno, affinché preveda un’esenzione dal pagamento del bollino per triestini, i goriziani e gli udinesi residenti nell’area dell’Accordo italo jugoslavo che regolamentava il traffico delle persone e dei trasporti terrestri e marittimi fra le aree limitrofe.

“Le relazioni di buon vicinato e di cooperazione – ha evidenziato Grizon nella mozione, richiamando i contenuti della Legge 05.03.1985, n.129 – a parità di diritti fra gli Stati ed i loro popoli, corrispondono agli interessi di entrambi gli stati, sia nella loro totalità che nelle zone di frontiera, nel desiderio di sviluppare, favorire ed ampliare la fruttuosa cooperazione in materia economica, culturale, sportiva ed in altri settori di interesse comune”.

“Le motivazioni e lo spirito dell’Accordo di Udine – sottolinea ancora il capo gruppo forzista - erano certamente condivisibili ed oggi lo sono ancora di più a seguito dell’ingresso ufficiale della Slovenia nell’Unione Europea, ma spiace rilevare che la prima azione svolta dalla Slovenia dopo l’ingresso nell’Unione sia stata quella di applicare anche ai triestini un’antipatica tassa autostradale anche per soli pochi chilometri, mentre i cittadini sloveni possono arrivare fino al Lisert gratuitamente”.

Dal canto suo anche il Gruppo di Alleanza Nazionale - che come Paolo de Gavardo della Lista Dipiazza e Fabio Scoccimarro ha condiviso il voto favorevole alla mozione - ha tenuto a sottolineare il singolare comportamento della maggioranza di centro-sinistra, teso più a giustificare la pesante gabella, imposta dal Governo sloveno, piuttosto che a cercare una soluzione che potesse agevolare i cittadini della nostra provincia e i rapporti transfrontalieri: un bel passo indietro nei confronti della politica dei confini aperti celebrata fino a pochi mesi fa.