TRIESTE - “Dopo la commissione di oggi in Provincia posso dire che sulla viabilità muggesana ci sono luci ed ombre, ma quantomeno la situazione è più chiara. Si devono recuperare però ritardi di tre anni sull’avvio dei lavori per la rotonda sull’Ospo e sulla sistemazione dei valichi minori e la mancata manutenzione dell’ANAS sulla galleria di Montedoro. Rimane però il nodo del valico di Rabuiese, ed in particolare il raccordo tra la viabilità secondaria slovena e quello italiana di cui neanche la Provincia sa nulla”.giovedì 16 febbraio 2012
LUCI E OMBRE SULLA VIABILITA’ A MUGGIA, MA QUALCOSA SI MUOVE
TRIESTE - “Dopo la commissione di oggi in Provincia posso dire che sulla viabilità muggesana ci sono luci ed ombre, ma quantomeno la situazione è più chiara. Si devono recuperare però ritardi di tre anni sull’avvio dei lavori per la rotonda sull’Ospo e sulla sistemazione dei valichi minori e la mancata manutenzione dell’ANAS sulla galleria di Montedoro. Rimane però il nodo del valico di Rabuiese, ed in particolare il raccordo tra la viabilità secondaria slovena e quello italiana di cui neanche la Provincia sa nulla”.venerdì 7 agosto 2009
UNA CONTROVIGNETTA DAL CONFINE AL LISERT
Da Il Piccolo dle 7 agosto 2009 - Pagina 12 - TriesteVIABILITÀ TRANSFRONTALIERA
di MATTEO UNTERWEGER
giovedì 6 agosto 2009
LA VIGNETTA "AGEVOLATA" DIVENTA SCONTRO POLITICO
DOPO LA PROPOSTA POROPAT
mercoledì 5 agosto 2009
LA POROPAT SCRIVE A LUBIANA MA HA VOTATO A FAVORE DELLE VIGNETTE PER TUTTI I TRIESTINI
“L'iniziativa della Provincia nasce dall'interpellanza che ho presentato il 26 giugno 2008, quindi oltre un anno fa, alla presidente Poropat e che risulta ancora iscritta nell'elenco delle interrogazioni, interpellanza e mozioni inevase del consiglio provinciale. Al suo arrivo ho sollecitato ad attivarsi l'assessore Vittorio Zollia, l’unico che ha capito il problema, e finalmente vedo che ha condiviso ciò che Forza Italia diceva da tempo, ma che la presidente Poropat ed i suoi vedevano come fumo negli occhi”.Ribatte così il capogruppo forzista in consiglio provinciale Claudio Grizon alla notizia della iniziativa della Provincia, che in una lettera firmata dalla presidente Maria Teresa Bassa Poropat, inviata al Ministero dei Trasporti di Lubiana, si riallaccia al Trattato di Osimo nel chiedere, in sintesi, l’esenzione del pagamento del pedaggio sulle strade costiere slovene, così come è gratis il transito sulla grande viabilità triestina, almeno fino al Lisert.
Argomenti trattati, quindi, negli stessi termini, dal consiglio provinciale con una mozione e un’interpellanza a firma del gruppo di Forza Italia. “La nostra mozione era stata bocciata dalla Poropat e dalla sua maggioranza di centrosinistra, mentre l’interpellanza non è mai stata evasa – spiega Grizon -. Ringrazio ora l’assessore Zollia per il suo interessamento e per aver ripreso l’argomento, ma non è frutto “di una discussione in consiglio provinciale”, come dicono, dato che tale “discussione” aveva visto invece la contrarietà dell’attuale maggioranza che faceva intendere, anzi, un atteggiamento favorevole al pedaggio sloveno sulla superstrada capodistriana”.
Ma il capogruppo e consigliere Grizon prende spunto anche dalle dichiarazioni espresse dal deputato del Partito democratico, Ettore Rosato, che appoggia la richiesta provinciale, definendola “in linea con il giusto spirito transfrontaliero”. “Ettore non sa – commenta Grizon – quali sono state le posizioni assurde che il Pd ha assunto in consiglio provinciale sui questi temi”.
“Rosato è un bravo ragazzo ed un amico – replica Grizon - ma ha una gran faccia tosta! Nulla ha fatto o avrebbe fatto sulla vicenda, visto che nella veste di sottosegretario al Ministero degli Interni ha permesso che decadesse il vecchio Accordo di Udine, costringendo oggi gli esuli istriani a mortificazioni di ogni tipo, ed al pagamento delle tasse doganali, sul confine tra Slovenia e Croazia se vogliono portarsi a casa dalle loro terre ortaggi, frutta, vino o del prosciutto”.
Quello che con l’Accordo di Udine era tutto sommato un “confine aperto”, dove il trasporto di beni era consentito nel rispetto delle regole, oggi che Italia e Slovenia sono in Europa è divenuto un “invalicabile”, proprio a causa del disinteresse del governo Prodi di cui Rosato ha fatto parte”.
LA PROVINCIA E' FAVOREVOLE ALLA VIGNETTA SLOVENA
Riporto il post pubblicato il 1 agosto 2008 sul mio blog... belle faccie di bronzo eh!!! La notizia era stata pubblicata anche dal Piccolo. “La giunta Poropat e la sua maggioranza sono favorevoli al pagamento della vignetta per accedere alle autostrade slovene e rifiuta la possibilità di chiedere una particolare esenzione per i soli cittadini residenti nelle aree di confine ricompresse nel vecchio Accordo di Udine del
Con il voto contrario alla mozione presentata in consiglio provinciale dal capo gruppo di Forza Italia in Provincia Claudio Grizon il centro sinistra ha infatti rinunciato ad impegnare la Presidente Poropat a chiedere un intervento del Ministro Franco Frattini nei confronti del governo sloveno, affinché preveda un’esenzione dal pagamento del bollino per triestini, i goriziani e gli udinesi residenti nell’area dell’Accordo italo jugoslavo che regolamentava il traffico delle persone e dei trasporti terrestri e marittimi fra le aree limitrofe.
“Le relazioni di buon vicinato e di cooperazione – ha evidenziato Grizon nella mozione, richiamando i contenuti della Legge 05.03.1985, n.129 – a parità di diritti fra gli Stati ed i loro popoli, corrispondono agli interessi di entrambi gli stati, sia nella loro totalità che nelle zone di frontiera, nel desiderio di sviluppare, favorire ed ampliare la fruttuosa cooperazione in materia economica, culturale, sportiva ed in altri settori di interesse comune”.
“Le motivazioni e lo spirito dell’Accordo di Udine – sottolinea ancora il capo gruppo forzista - erano certamente condivisibili ed oggi lo sono ancora di più a seguito dell’ingresso ufficiale della Slovenia nell’Unione Europea, ma spiace rilevare che la prima azione svolta dalla Slovenia dopo l’ingresso nell’Unione sia stata quella di applicare anche ai triestini un’antipatica tassa autostradale anche per soli pochi chilometri, mentre i cittadini sloveni possono arrivare fino al Lisert gratuitamente”.
Dal canto suo anche il Gruppo di Alleanza Nazionale - che come
BASSA POROPAT: "SI APPLICHI IL PRINCIPIO DI RECIPROCITA' "
MENTRE ROSATO PLAUDE ALL’AZIONE
L’assessore Zollia pensa positivo: «Un sistema di verifica si troverà» Mentre Kocijancic è perplesso
«Nel caso, un sistema per i controlli lo troveremo», le fa eco Vittorio Zollia, oggi assessore a Infrastrutture e trasporti della Provincia e già segretario generale della Regione nell’era Illy, oltre che, ancora prima, direttore regionale all’Ambiente e poi ai Trasporti. «Potremmo ad esempio distribuire un apposito tesserino, da esibire al momento dell’eventuale accertamento. In ogni caso - prosegue Zollia - prendiamo atto che sul nostro territorio provinciale c’è la Gvt, un’arteria con caratteristiche autostradali, e che i cittadini sloveni sono quindi favoriti perché la possono utilizzare gratuitamente».
Da Roma, a confortare l’azione della giunta provinciale di centrosinistra, giunge un’opinione eccellente. Quella del deputato del Partito democratico, Ettore Rosato: «La richiesta della Provincia mi sembra in linea con il giusto spirito transfrontaliero. Così, con scelte come questa, si rende utile anche praticamente il percorso di buon vicinato intrapreso dalle comunità».
Qualche perplessità, infine, la solleva il capogruppo de La Sinistra L’Arcobaleno in Consiglio regionale e segretario provinciale di Rifondazione comunista, Igor Kocijancic: «Francamente mi sembra una soluzione difficile, poco praticabile - afferma - perché i veicoli non sono più facilmente identificabili. Si tratterebbe di una sorta di franchigia per i cittadini della provincia di Trieste, i quali comunque sanno di poter entrare in Slovenia anche da altri ex valichi, compresi quelli che una volta erano definiti secondari, senza dover per forza finire subito su autostrade o strade a scorrimento veloce». (m.u.)
LA PROVINCIA ALL'ASSALTO DELLA VIGNETTA
LA NOTAL'iniziativa della Provincia nasce dall'interrogazione n.192 che ho presentato il 26 giugno 2008, oltre un anno fa, alla presidente Poropat e che risulta ancora iscritta nell'elenco delle interrogazioni inevase del consiglio provinciale. Al suo arrivo ho sollecitato l'assessore Zollia ad occuparsi del problema e finalmente vedo che ha condiviso ciò che io dicevo da tempo ma che la presidente Poropat all'inizio non aveva neanche considerato.
L’ente si appella al Trattato di Osimo che non prevede pedaggi sulla fascia confinaria
di MATTEO UNTERWEGER
La Provincia di Trieste va all’attacco della «vignetta» slovena. Sì proprio di quel bollino senza il quale non è più consentito, da oltre un anno ormai, transitare su autostrade e strade a scorrimento veloce nella vicina Repubblica. Un provvedimento che, per le sue modalità di applicazione (durate e prezzi), tante polemiche ha sollevato nei mesi scorsi, costringendo direttamente l’Unione europea a intervenire da Bruxelles.
LA LETTERA Se gli automobilisti sloveni, una volta entrati in territorio triestino hanno la possibilità di guidare fino al Lisert senza sborsare un centesimo sfruttando la Gvt per arrivarci rapidamente, lo stesso non avviene per i triestini stessi una volta varcate - in direzione opposta - alcune delle ex zone confinarie. Quelle che, per l’appunto, li proiettano direttamente su carreggiate a scorrimento veloce, come accade per esempio a Rabuiese (ma non, fra le altre, nelle aree di Basovizza e del Lazzaretto). Partendo da questo presupposto e con l’intento di riequilibrare la situazione, è partita da palazzo Galatti una lettera firmata dalla presidente Maria Teresa Bassa Poropat. Una missiva indirizzata direttamente al ministero dei trasporti di Lubiana, con la quale si chiede testualmente «di voler esaminare la possibilità di rendere analogamente gratuito il transito dei cittadini della Provincia di Trieste in una fascia, da concordare, di chilometraggio paritario a quello oggi liberalizzato sul territorio di questa amministrazione». Per conoscenza, copia della lettera è stata inoltrata anche al ministero degli Esteri italiano, Franco Frattini, e al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo. Una maniera indiretta per provare ad ottenere, in qualche modo, il loro sostegno in questa iniziativa.
IL TRATTATO Chiarendo di non voler «intervenire né sui contenuti, né sul metodo, né sulla quantificazione» relativi al sistema di pedaggio stabilito dalla Slovenia, perché non di sua competenza, la Provincia mira invece ad assicurare una condizione di parità fra buoni vicini. Nel rispetto del «principio di reciprocità» come sottolineato nello scritto di Bassa Poropat, che per dare corpo alle proprie istanze si riaggancia volutamente al trattato di Osimo, firmato da Italia e Repubblica socialista federativa di Jugoslavia (da cui la Slovenia si è staccata, diventando indipendente, nel 1991) il 10 novembre 1975 e con cui venne sancita in primis la cessione da parte italiana della Zona B dell’ex Territorio libero di Trieste. Nello specifico, la Provincia richiama il decreto attuativo di quegli accordi, firmato dal Presidente della Repubblica, il numero 100 del 6 marzo del 1978 (il Capo dello Stato era Giovanni Leone), e lo fa in riferimento all’apertura della Grande viabilità triestina, di trent’anni più giovane. La Gvt, scrive la numero uno dell’ente provinciale, è una «struttura viabilistica di caratteristiche tecniche autostradali» per la quale quel decreto «prevede (ma si riferisce solo alla rete italiana, ndr) l’obbligo del non pedaggiamento». Cosa che determina come sia usufruibile «un’arteria di importante collegamento per i cittadini sloveni in forma del tutto gratuita» nella zona di Trieste.
LA RICHIESTA In virtù di queste considerazioni, la Provincia attende ora un riscontro da Lubiana o, per approfondire la questione, la convocazione di un apposito incontro tecnico bilaterale sul tema. E proprio quelle parole sulla Gvt riportate nella lettera potrebbero rappresentare un importante esempio, unite all’auspicata (dall’ente provinciale) reciprocità nell’applicazione delle norme sopra citate. A proposito di Grande viabilità triestina, va anche detto che, a cantiere in corso e durante l’amministrazione Illy in Regione, era stata ipotizzata proprio dai vertici regionali l’applicazione di un sistema di pedaggio stradale al nuovo collegamento. Un’ipotesi poi tramontata una volta effettuati i dovuti accertamenti normativi, che avevano rivelato l’esistenza di quel passaggio del Dpr numero 100 del 6 marzo del 1978 dove la «realizzazione dei collegamenti autostradali», da parte dell’allora «Azienda nazionale autonoma delle strade», è indissolubilmente legata alla modalità «senza pedaggio».
venerdì 1 agosto 2008
LA PROVINCIA E’ FAVOREVOLE ALLA VIGNETTA SLOVENA
“La giunta Poropat e la sua maggioranza sono favorevoli al pagamento della vignetta per accedere alle autostrade slovene e rifiuta la possibilità di chiedere una particolare esenzione per i soli cittadini residenti nelle aree di confine ricompresse nel vecchio Accordo di Udine del
Con il voto contrario alla mozione presentata in consiglio provinciale dal capo gruppo di Forza Italia in Provincia Claudio Grizon il centro sinistra ha infatti rinunciato ad impegnare la Presidente Poropat a chiedere un intervento del Ministro Franco Frattini nei confronti del governo sloveno, affinché preveda un’esenzione dal pagamento del bollino per triestini, i goriziani e gli udinesi residenti nell’area dell’Accordo italo jugoslavo che regolamentava il traffico delle persone e dei trasporti terrestri e marittimi fra le aree limitrofe.
“Le relazioni di buon vicinato e di cooperazione – ha evidenziato Grizon nella mozione, richiamando i contenuti della Legge 05.03.1985, n.129 – a parità di diritti fra gli Stati ed i loro popoli, corrispondono agli interessi di entrambi gli stati, sia nella loro totalità che nelle zone di frontiera, nel desiderio di sviluppare, favorire ed ampliare la fruttuosa cooperazione in materia economica, culturale, sportiva ed in altri settori di interesse comune”.
“Le motivazioni e lo spirito dell’Accordo di Udine – sottolinea ancora il capo gruppo forzista - erano certamente condivisibili ed oggi lo sono ancora di più a seguito dell’ingresso ufficiale della Slovenia nell’Unione Europea, ma spiace rilevare che la prima azione svolta dalla Slovenia dopo l’ingresso nell’Unione sia stata quella di applicare anche ai triestini un’antipatica tassa autostradale anche per soli pochi chilometri, mentre i cittadini sloveni possono arrivare fino al Lisert gratuitamente”.
Dal canto suo anche il Gruppo di Alleanza Nazionale - che come

