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venerdì 23 ottobre 2015

“FUORI DALL'UNIONE NAZIONALE DELLE PROVINCE, ABBIAMO ORMAI PERCORSI DIVERSI: RISPARMI PER 9 MILA EURO”

“La Provincia di Trieste dal 1 gennaio 2106 uscirà dall’Unione Nazionale delle Provincie”.
Ne da notizia Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti, che assieme al vice Massimo Romita ha presentato una mozione che impegnava la presidente Maria Tersa Bassa Poropat “a comunicare, nei tempi utili”, ovvero entro fine ottobre, “al presidente dell’Unione delle Provincie Italiane il recesso della Provincia di Trieste da codesta Associazione”. La proposta infatti è stata fatta propria ieri dalla stessa presidente della Provincia nel corso della seduta del consiglio.
“Dopo la mancata partecipazione delle Province del FVG all’Assemblea generale straordinaria dell’UPI dello scorso 15 maggio – ricorda Grizon - in quanto il processo di riordino istituzionale avviato in questa regione pone ormai le Province in una condizione ed in una prospettiva del tutto diversa rispetto al resto d’Italia questo è stata la logica conseguenza”.
“Uscendo dall’UPI nazionale – ricordano i due esponenti del centro destra - potremo risparmiare oltretutto i 9 mila euro della quota di adesione”.
“La riforma imposta dalla governatrice Debora Serracchiani e dall’assessore Paolo Panontin – commenta Grizon - fra poco più di un anno svuoterà le nostre Province di gran parte delle proprie funzioni, come già avvenuto con quelle sul “lavoro”, ponendo le basi per una loro definitivo “superamento”.
“Tutto ciò – aggiunge Grizon - nel contesto di una preoccupante situazione di conflitto senza precedenti tra comunità, Comuni e territori scaturite dall’imposizione delle Unioni Territoriali Intercomunali largamente osteggiate e motivo di contenzioni senza fine”. 
Nel testo della mozione Grizon e Romita proponevano inoltre una riduzione del 30% delle quote sociali legate alla partecipazione delle quattro Provincie regionali all’Unione delle Province del FVG.
Il tema è stato stralciato su richiesta della presidente Bassa Poropat dopo il suo impegno a proporre, in qualità di presidente di turno della stessa Unione, un bilancio di previsione 2016 caratterizzato da una riduzione delle quote sociali (attualmente attestate a 63 mila euro per la Provincia di Trieste) seppur ancora da quantificare. 

mercoledì 16 ottobre 2013

PER IL 64% DEI SINDACI NESSUN RISPARMIO DALLA RIFORMA DELLE PROVINCE

Province: i risultati di un sondaggio dell'Ispo sui Comuni 
Per il 64% dei sindaci nessun risparmio da riforma Province 

Il 65% dei sindaci dei piccoli Comuni non considera la riforma delle Province una priorità, il 64% sa che non porterà alcun risparmio, il 63% pensa che farà indebolire i territori. 
Questi i dati più significativi della ricerca presentata oggi a Milano all'Assemblea delle Province del Nord dal Prof. Renato Mannheimer, a cui ho partecipato anche quale componente del Consiglio Direttivo Nazionale dell'UPI, che analizza l'opinione dei sindaci dei piccoli comuni sulla riforma delle Province varata dal Governo. 
Se dunque un 61 % la vede come una opportunità di razionalizzare competenze, quindi sa bene che c’è bisogno di razionalizzare, non di eliminare, il 57% ha capito che perderà un riferimento e il 63% è molto più preoccupato dalla mancanza di risorse che dalle riforme. 
La maggioranza dei sindaci poi è cosciente di non avere personale (53%) e competenze (34%) idonee per svolgere le funzioni delle Province, oltre ad essere questo un peso in più di cui dovrà sobbarcarsi (28%). 
Si dichiarano poi molto preoccupati, i Sindaci dei piccoli comuni di ricevere le funzioni tipicamente di area vasta: in particolare l'80% dichiara che avrebbe difficoltà a garantire il servizio di trasporto extraurbano, il 72% il mercato del lavoro, il 68% la formazione del personale, il 57% la gestione del territorio e la tutela ambientale, il 55% i servizi per la scuola. 
Mentre non hanno problemi a riprendersi quelle tipicamente comunali: sport, turismo e cultura. Il 51%, infatti non crede che sarà in grado di gestire i servizi delle Province. 
Per quanto riguarda le elezioni, il 55% crede serva un modello elettorale che preveda elezioni dirette da parte dei cittadini o totali (37%) o almeno del Presidente (18%).

martedì 15 ottobre 2013

BASTA BUGIE AI CITTADINI, PARTE L'OPERAZIONE VERITA' SULLE PROVINCIE

Domani 16 ottobre sarò a Milano per partecipare, assieme al collega Maurizio Vidali, alla sfida lanciata dall'Unione delle Provincie del Nord al Governo e al Parlamento rispetto alla foga abolizionista che ritiene che le Provincie rappresentino la soluzione di tutti i mali della nostra Italia. 
Nella Sala del Consiglio Provinciale di Milano, a Palazzo Isimbardi (Via Vivaio 1), è stata infatti convocata una Assemblea di tutti i consiglieri e amministratori provinciali delle regioni del nord che sarà introdotta da Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano. Sono previsti interventi dei presidenti delle delegazioni dell'UPI Regionali Massimo Nobili, Presidente Upi Piemonte, Angelo Vaccarezza, Vice Presidente Vicario Upi e Presidente dell' Upi Liguria, Pietro Fontanini, Vice Presidente Upi Friuli Venezia Giulia, Leonardo Muraro, Presidente Upi Veneto e Massimo Sertori, Presidente Upi Lombardia. 
Il momento più attesa sarà sicuramente quello in cui il Prof . Renato Mannheimer presenterà i risultati dell’indagine dell’istituto di sondaggi ISPO che gli è stata commissionata dall'UPI sul tema "La riforma delle Province: la parola ai Comuni". 
Sono certo che ne usciranno risultati molti interessanti che con ogni probabilità smonteranno le certezze dei vari governi che si sono succeduti in questi anni in merito all'abolizione delle Provincie ed in particolare quelle del governo Letta che con i suoi ministro Del Rio sembra voglia perseverare negli errori dei suoi predecessori. Sono previsti gli interventi dei presidenti delle Regioni del Nord. Concluderanno i lavori il presidente dell'UPI Antonio Saitta e il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.

Claudio Grizon
Capo Gruppo PDL in Provincia di Trieste
Componente Direttivo Nazionale UPI

mercoledì 7 marzo 2012

A ROMA PER LE RIUNIONI DELL'UNIONE DELLE PROVINCE ITALIANE

Oggi a Roma (inondata da un tiepido sole primaverile, vedi la foto) alla riunione del Dipartimento Europa e Cooperazione Internazionale del''Unione delle Province Italiane, presieduto dall'amico consigliere della Provincia di Varese, Stefano Gualandris, abbiamo discusso di progetti di cooperazione ai quali abbiamo deciso di assegnare il nostro patrocinio e di promuovere attraverso la rete UPI. 
In particolare sono stati presentati i progetti Biennale Habitat 2012, un evento che promuove la tutela e la valorizzazione dei territori adriatici nell’ambito della nascenda Macroregione Adriatico-Ionica, ed il protocollo "Indifesi Difesi".
Poi ho avuto modo di incontrare l'on. Osvaldo Napoli, noto esponente del PDL, con i quale ho parlato delle questioni di attualità relative allo svuotamento di ruoli e competenze in atto a scapito delle Province, ovvero della loro trasformazione in enti di secondo livello non più eletti dei cittadini. Anche secondo Napoli il loro destino sembra segnato ed il governo è irremovibile. Possiamo proprio dire che le le Provincie son quasi in "rigor Montis". Quelle del Friuli Venezia Giulia si dovrebbero però salvare nell'ambito della riforma delle autonomie annunciata dal presidente Renzo Tondo che eventualmente ne modificherà competenze e numero.
Giovedì 15 marzo parteciperò a Roma al Consiglio Direttivo dell'Unione delle Provincie Italiane ove si farà il punto dell'iter parlamentare delle norme volute dal governo e delle iniziative intraprese definendo i prossimi passi dell'UPI.      

mercoledì 1 febbraio 2012

NON BASTA UN DECRETO PER ABOLIRE LA PROVINCIA

Da Il Piccolo di mercoledì 1 febbraio 2012 - Pagina 25 - Cronaca Trieste

SEDUTA DEL CONSIGLIO DI PALAZZO GALATTI AL MIELA

«Non basta un decreto per abolire la Provincia»


Le Province non saranno cancellate, almeno per il momento. E se si procederà al riordino degli enti locali «lo si dovrà fare con il concorso di tutte le istituzioni, non per decreto, strumento inadeguato - sotto il profilo costituzionale - a produrre un cambiamento così radicale nell’architettura dello Stato». Questo il concetto emerso dall’incontro che ha fatto da corollario alla seduta straordinaria del consiglio provinciale, convocato ieri mattina al Miela in occasione della giornata voluta a livello nazionale dall’Unione province italiane (Upi) per ribadire «l’utilità della presenza degli enti provinciali». All’appuntamento non hanno partecipato i rappresentanti dell’opposizione di palazzo Galatti, per protesta contro «il metodo scelto dalla presidente Maria Teresa Bassa Poropat nell’organizzare la seduta, invitando un relatore di chiara connotazione politica» (il professor Piergiorgio Gabassi, ndr). «Siamo pronti a impugnare davanti alla Corte costituzionale le disposizioni del decreto Monti sulle Province – ha annunciato l’assessore regionale per la Funzione pubblica Andrea Garlatti – perché, se si vuole ripensare all’organizzazione istituzionale dello Stato, è necessario farlo in maniera globale e organica. Commissariare le Province significa indebolire la struttura complessiva dello Stato, mentre bisogna fare un ragionamento sul territorio, con la partecipazione delle istituzioni locali. È necessario cioè – ha proseguito l’assessore regionale – ripensare alle funzioni dei vari enti, verificarne le competenze per ridistribuirle in base alle attuali esigenze. In definitiva va concentrata l’attenzione sui contenuti e non sui contenitori». Su concetti paralleli si è espressa anche Bassa Poropat: «Siamo pronti a ridiscutere le competenze degli enti locali, ma nell’ambito di un loro riordino complessivo che parta da un concetto che preveda la creazione di un ente coordinatore delle attività inserite in una cosiddetta “area vasta”. Non si può – ha continuato – cancellare le Province nella falsa illusione che le loro competenze possano essere semplicemente trasferite a Regioni e Comuni, quando molte delle funzioni da svolgere su scala locale sono tarate proprio su una dimensione provinciale». Sergio Bartole, docente di Diritto costituzionale, dopo aver precisato che «il testo predisposto dal Governo Monti non parla di cancellazione delle Province, ma di riassetto della struttura degli enti locali», ha ribadito che «il decreto legge, per definizione provvedimento temporaneo, non può essere lo strumento sufficiente per cancellare le Province». Il docente ha poi espresso un giudizio molto netto: «È il sottogoverno generato dai vari Governi, nazionale e locali, che origina i reali costi della politica. Su questo piano la proposta di Monti è esclusivamente propagandistica, demagogica, contro la quale è addirittura superfluo presentare ricorso». Bartole non ha esitato a criticare anche il presidente della Regione, Renzo Tondo: «Non capisco la sua idea di organizzare un referendum, che non potrebbe essere dedicato alla conservazione o meno delle Province – ha concluso - perché non esiste una simile facoltà». Infine Gabassi, docente universitario di Psicologia del lavoro, ha ricordato che «quando si va verso la riallocazione di un ente bisogna avere cura delle persone, cioè dei dipendenti, soprattutto quando di mezzo ci sono le donne, meno difese degli uomini in questi frangenti». Ugo Salvini

lunedì 30 gennaio 2012

LA PROFESSORESSA BASSA POROPAT HA ROTTO IL CLIMA NAZIONALE DI SOLIDARIETA’ TRASVERSALE SULLE PROVINCE

“La professoressa Maria Teresa Bassa Poropat ha rotto il clima nazionale di solidarietà trasversale sulle Province trasformando un consiglio provinciale in un’assemblea di coalizione”.
L’opposizione di palazzo Galatti si è riunita oggi in conferenza stampa per sottolineare le ragioni per le quali non parteciperà al consiglio straordinario che si terrà domani come in tutte le altre province italiane per sottolineare, valorizzare e sostenere il valore istituzionale della Provincia che il decreto Monti vorrebbe di fatto abolire contro il quale però anche il governatore Renzo Tondo ha annunciato un ricorso per incostituzionalità ribadendo la volontà del FVG di legiferare in materia secondo le norme di autonomia.
“Non partecipiamo – hanno sostenuto PDL, Lista Dipiazza, Lega Nord e Un’Altra Trieste - per sottolineare l’assoluta mancanza di rispetto della presidente Bassa Poropat per il ruolo del consiglio e dell’opposizione in particolare: è estremamente grave tra l’altro che disattendendo quanto deciso all’unanimità dai capi gruppo, abbia voluto a tutti i costi far intervenire in qualità di relatore il prof. Pier Giorgio Gabassi, già candidato in Regione e in Provincia per la lista dei Cittadini da lei stessa fondata su un tema non determinante”.
“In tutta Italia le Province – ricorda il capo gruppo del PDL Claudio Grizon - si sono mosse concordemente e trasversalmente rispetto alle varie forze politiche ma qui a Trieste la smania della presidente di primeggiare e di imporre anche il programma del consiglio provinciale straordinario ha fatto si che domani tutta l’opposizione diserterà delegittimandolo il consiglio da lei convocato”.
“Nessuno ci ha chiesto di indicare un relatore a noi gradito – aggiunge Grizon assieme al vice capo gruppo del PDL Massimo Romita - e la stessa sede del consiglio si terrà al Teatro Miela, pur essendo inadeguata anche secondo la maggioranza, rispetto all’aula magna del Dante da noi proposta, risponde invece alla volontà della presidente di sottolineare politicamente l’iniziativa in uno spazio caro alla sinistra triestina”
“I cittadini – spiegano Grizon e Romita - secondo un recente sondaggio Ipsos hanno espresso idee chiare in merito alle Province e ai costi delle pubbliche amministrazioni ed il 60% degli italiani non vorrebbe che la sua Provincia venisse soppressa”.
L’83 % dei cittadini ritiene infatti che gli sprechi sono da ricercare nello stato. Il 60% degli intervistati questi considera che l’amministrazione dello Stato sia la più costosa, solo il 13 le Province e il 11 le Regioni.
Il 79% degli italiani considerano poi che il parlamento sia il più costoso, il 7% pensa lo siano i consigli regionali ed il 5% quelli provinciali.
Comunque se dipendessero dai cittadini i tagli dei costi della politica l’82% di questi partirebbe dal parlamento, l’8% dai consigli provinciali e solo il 4 da quelli regionali in realtà di gran lunga i più costosi.
Secondo l’indagine il 63% dei cittadini dichiara che non bisogna abolire le Province ma accorpare quelle piccole ed il 54% ritiene che eliminando le Province ci sarebbero nuovi disoccupati.
A tal proposito è certo però che ci sarebbe un aumento del costo del personale che per il Friuli Venezia Giulia secondo i calcoli dell’UPI regionale sarebbe pari a 27 milioni di euro all’anno.
Secondo il 52% dei cittadini le Province sono considerate un vantaggio per i piccoli comuni che devono rivolgersi alla Regione o allo Stato, mentre 37% credono che sia uno svantaggio ma in particolare va sottolineato che il 28% degli intervistati ritengono che le Province non vadano abolite mentre il 29%  ritengono di si. Il 7% vorrebbero poi abolire quelle che hanno all’interno grandi città come Milano e Roma e il 31% abolirebbero solo quelle piccole.
In conclusione però alla domanda “secondo lei la sua Provincia andrebbe abolita?” ben il 60% degli italiani hanno risposto di no e solo il 38% hanno risposto si.
“Le nostre proposte sulle Province – concludono Grizon e Romita - quindi possono essere così riassunte:
·    si al ricorso del governatore Tondo rispetto all’incostituzionalità delle norme sulle Province del decreto Monti;
·         si a una legge regionale di riordino dei livelli istituzionali e degli enti locali;
·         si a una revisione di competenze, ruolo, estensione territoriale (recuperando le competenze che le Province nelle regioni a statuto ordinario già hanno);
·         presidente e consiglieri eletti dai cittadini;
·         soppressione degli enti e delle società inutili;
·       soppressione degli enti di secondo livello le cui competenze possono essere ricondotte alle Province (EZIT, ATO - Ambiti Territoriali Ottimali, Consorzi vari ecc.);
·      si a una Regione che legifera e controlla e non gestisce, più leggera di dipendenti, sedi, uffici (basterebbero un terzo degli attuali dipendenti),
·    si a trasferimenti di risorse senza vincoli di destinazione: basta ai rendiconti degli enti locali controllati da centinaia di dipendenti regionali;
·   si alla garanzia di una riforma che garantisca partecipazione, democrazia, rappresentatività e l’elezione diretta.

lunedì 7 febbraio 2011

DOMANI A ROMA PER IL DIPARTIMENTO EUROPA DELL'UPI

Domani 8 febbraio sarò a Roma per la periodica riunione del Dipartimento Europa e Cooperazione Internazionale dell'Unione delle Provincie Italiane presieduto dall'amico Stefano Gualandris. Oltre alle comunicazioni del Presidente abbiamo all'odg l'aggiornamento sulla preparazione dei lavori del prossimo 11 marzo, la raccolta dei nominativi dei Componenti il Dipartimento per l’”Ufficio di Redazione” del Dipartimento, per il quale ho già assicurato la mia disponibilità, e le proposte di calendarizzazione di incontri di discussione sulla Cooperazione Territoriale.
Poi un appuntamento riservato a pranzo e ritorno in serata.  

lunedì 15 novembre 2010

RIUNIONE A ROMA PER IL DIPARTIMENTO EUROPA DELL'UPI

Dopo la recente assemblea nazionale dell'UPI a Catania dal 18 al 20 ottobre domani sarò a Roma per una riunione del Dipartimento Europa e Cooperazione Internazionale dell'Unione delle Province Italiane di cui faccio parte. All'ordine del giorno Comunicazioni del Presidente del Dipartimento Stefano Gualandris (Lega Nord), lo stato dei lavori e degli aggiornamenti sul progetto del portale WEB proposto dal Dipartimento e la proposta di incontro con alcuni Eurodeputati. Sarà anche un'occasione per verificare il cliama politico che si respira nella capitale in questi giorni particolarmenti tesi e delicati.

domenica 17 ottobre 2010

A CATANIA PER L'ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE PROVINCE

Da lunedì 18 a mercoledì 20 ottobre sarò a Catania per partecipare all'annuale Assemblea Nazionale delle Province convocata dall'amico presidente dell'UPI  Giuseppe Castiglione che ci ospiterà anche nella sua veste di presidente della stessa Provincia di Catania. Lunedì pomeriggio parteciperò inoltre ad una riunione congiunta del Consiglio Direttivo e dei Dipartimenti UPI di cui faccio parte. 

martedì 13 luglio 2010

DOMANI A ROMA PER IL DIPARTIMENTO EUROPA DELL'UNIONE PROVINCE ITALIANE


Domani sarò a Roma per l'ultima riunione prima della pausa estiva del Dipartimento Europa dell'Unione delle Province Italiane. Mi attende il caldo afoso romano... All'ordine del giorno la proposta di aderire al Concert for Life and Peace Xmas 2010 a Betlemme e Gerusalemme, si parlerà dell'attività dell'UPI presso il Comitato delle Regioni e poi saranno illustrati bandi di cooperazione internazionale dell'area del mediterraneo e dell'arco alpino.

lunedì 21 giugno 2010

A TREVISO PER IL DIRETTIVO E A ROMA PER IL DIPARTIMENTO EUROPA DELL'UNIONE PROVINCE ITALIANE

E' stata una riunione molto interessante quella che il presidente dell'UPI Giuseppe Castiglione (nella foto) ha promosso a Treviso venerdì 18 giugno scorso nella nuova bellissima sede della Provincia guidata da Leonardo Muraro, che è succeduto a Luca Zaia prima che passasse alla vice presidenza del Veneto guidato da Galan e prima della sua nomina a ministro all'agricoltura. Tema dell'incontro il federalismo fiscale e, di fatto, la manovra finanziaria del governo. Domani martedì 22 giugno invece sarò a Roma per una riunione del Dipartimento Europa dell'UPI. Per mercoledì 23 invece è stata programmata una manifestazione nazionale dele Provincie Italiane davanti al Senato per sensibizzare il Governo rispetto ad alcune modifiche che l'UPI ha richiesto nell'ambito della manovra finanziaria la cui discussione è in corso.

mercoledì 28 aprile 2010

LE PROVINCE ITALIANE INCONTRANO LA BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI

Venerdì sarò a Roma per l'iniziativa nazionale UPI - Tecla - BEI - "Le Province italiane incontrano la BEI.

"La strategia e i progetti della Banca europea degli investimenti a sostegno degli enti locali per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva dell'UE". Parteciperò anch'io, nella mia veste di componente del Consiglio Direttivo e del Dipartimento Europa dell'UPI, a questo evento che si svolgerà a Roma il prossimo 30 aprile presso il Centro Congressi Rospigliosi che si inserisce tra le azioni di informazione promosse da UPI e Tecla (Infoday) per diffondere nuove opportunità di sviluppo dei territori.
L'obiettivo specifico dell'incontro, a cui parteciperà anche il Vicepresidente della BEI, Dario Scannapieco, è di fornire agli amministratori degli enti locali indicazioni e conoscenze su strumenti innovativi per una strategia finanziaria "locale" finalizzata alla realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità.
Sarà illustrato con l'occasione anche il recentissimo programma ELENA, relativo ad efficientamento energetico e energie rinnovabili, nonché per ascoltare le testimonianze delle Province che hanno già avviato tali canali di finanziamento attivati dalla BEI.

BERLUSCONI: NON ABOLIREMO LE PROVINCE

Dal sito internet dell'Unione Province Italiane - 22 aprile 2010

Berlusconi: non aboliremo le Province

Castiglione "Apprezzamento per le parole del Presidente"

"Non possiamo che apprezzare il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per le parole espresse oggi, che mettono la parola ‘fine' all'assurdo dibattito che continua a sollevarsi intorno alle Province".

E' il commento del Presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione, alle dichiarazioni espresse oggi dal Presidente Berlusconi, durante il suo intervento alla Direzione del Pdl, e nel quale il Premier ha ribadito che il Governo non intende abolire le Province, anche perché il risparmio che ne deriverebbe sarebbe irrisorio.
"Ancora una volta - commenta Castiglione - si chiarisce che abolire le Province non comporterebbe risparmi, perché i 14 miliardi dei bilanci provinciali non sono sprechi, ma risorse destinate a interventi indispensabili per le comunità.
Inoltre, come noi sosteniamo, la vera sfida da affrontare per modernizzare il Paese è quella della razionalizzare del sistema istituzionale. Una sfida che l'Upi ha accettato e a cui si può rispondere solo attraverso la Carta delle autonomie, strumento che porterà alla riorganizzazione e alla semplificazione dell'intero sistema delle autonomie locali. In questo ambito siamo pronti ad affrontare anche il tema della razionalizzazione delle Province
Resta fermo il nostro impegno a lavorare con Governo e Parlamento per ridurre costi e sprechi, e rendere il Paese più efficiente, attraverso la razionalizzazione e abolizione della miriade di enti inutili e pletorici che duplicano funzioni e accumulano sprechi, per valorizzare sempre più il ruolo e le competenze delle Province".

lunedì 8 marzo 2010

DOPO L’ELEZIONE NEL DIRETTIVO DELL’UPI CLAUDIO GRIZON ENTRA NEL DIPARTIMENTO EUROPA E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Claudio Grizon, capo gruppo di Forza Italia – Pdl in Provincia di Trieste nonché coordinatore e consigliere del Pdl a Muggia è stato nominato nel Dipartimento Europa e Cooperazione internazionale nell’Unione delle Province Italiane.
Una nomina giunta direttamente dal neo presidente nazionale dell’UPI e presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione.
La nomina nel Dipartimento segue dopo pochi mesi l’elezione di Grizon nel Consiglio Direttivo dell’Unione delle Province Italiane. L’assemblea nazionale, a Roma il 9, 10 e 11 dicembre scorsi, aveva infatti eletto i nuovi vertici nazionali dell’associazione, ora a guida Pdl, ed il 25 e 26 febbraio scorsi, si è insediato il Direttivo con una due giorni di confronto istituzionale sul futuro delle Provincie a cui ha partecipato anche il presidente del Senato Schifani.
“Il Pdl ha assunto la guida dell’associazione delle Province italiane in un momento di rinnovamento del sistema degli enti locali che, a partire dalla Carta delle Autonomie – così Grizon - porterà a una modifica e razionalizzazione complessiva del settore”.
“Poter contribuire a definire la posizione dell’UPI in questo processo di riforma – sottolinea il capo gruppo Grizon – sarà particolarmente interessante, anche perché la Provincia sarà oggetto di una valorizzazione che alcuni anni fa non era scontata”.
“Anche nel Friuli Venezia Giulia – conclude il consigliere - piuttosto che ipotizzare per Trieste un’area metropolitana che creerebbe divisioni sociali e politiche vedrei meglio una valorizzazione delle Province, riducendo gli enti inutili o con competenze concorrenti, prevedendo eventualmente competenze diversificate nell’ambito del territorio regionale in base alle peculiarità e le esigenze delle comunità rappresentate”.

giovedì 25 febbraio 2010

DUE GIORNI A ROMA PER IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELL'UPI

Oggi e domani sarò a Roma per l'insediamento del Consiglio Direttivo dell'Unione delle Province Italiane dove sono stato elettto nel corso dell'assemblea nazionale tenutasi dal 9 all'11 dicembre scorso a Roma su proposta dell'on. Mario Valducci, vice responsabile del Dipartimento Enti Locali per il Pdl.
Credo che sarà un'esperienza interessante che mi offrirà l'occasione di condividere le decisioni dell'UPI nazionale in merito alle istanze da presentare al Governo per il sostegno e la valorizzazione delle Provincie, quali enti territoriali di area vasta.

lunedì 14 dicembre 2009

CLAUDIO GRIZON, CAPO GRUPPO DI FORZA ITALIA – PDL IN PROVINCIA DI TRIESTE, ELETTO NEL DIRETTIVO NAZIONALE DELL’UNIONE DELLE PROVINCE ITALIANE

Claudio Grizon, capo gruppo di Forza Italia – Pdl in Provincia di Trieste nonché coordinatore e consigliere di Forza Italia a Muggia è stato eletto nel Consiglio Direttivo dell’Unione delle Province Italiane nel corso dell’assemblea nazionale che si è tenuta a Roma il 9, 10 e 11 dicembre scorso.

Presidente nazionale dell’UPI è stato eletto Giuseppe Castiglione, Presidente della Provincia di Catania e coordinatore del Pdl in Sicilia, il quale ha sostituito l’uscente Fabio Melilli del Pd, Presidente della Provincia di Rieti dopo lunghi anni in cui la presidenza è stata affidata ad esponenti del centrosinistra.

“Dopo l’esperienza di quasi due anni nel Dipartimento Finanza e Personale – ha commentato il consigliere Grizon – l’on. Mario Valducci, vice responsabile nazionale del Pdl del Dipartimento Enti Locali e l’on. Isidoro Gottardo, coordinatore del Pdl in Friuli Venezia Giulia, mi hanno chiesto di far parte del Consiglio Direttivo dell’Upi anche in ragione dell’esperienza che ho maturato sia in Provincia di Trieste come consigliere e assessore che nell’Upi del Fvg”.

“Il Pdl ha assunto la guida dell’associazione delle Province italiane – ha aggiunto Grizon – in un momento di rinnovamento del sistema degli enti locali che, a partire dalla Carta delle Autonomie porterà a una modifica e razionalizzazione complessiva del settore”.

“Pertanto – conclude il capo gruppo Grizon – poter contribuire a definire la posizione dell’Upi in questo processo di riforma sarà particolarmente interessante, anche perché la Provincia sarà oggetto di una valorizzazione che alcuni anni fa non era scontata. Quindi anche nel Friuli Venezia Giulia, piuttosto che ipotizzare per Trieste un’area metropolitana che creerebbe divisioni sociali e politiche vedrei meglio una valorizzazione delle Province, riducendo gli enti inutili o con competenze concorrenti, prevedendo eventualmente competenze diversificate nell’ambito del territorio regionale in base alle peculiarità e le esigenze delle comunità rappresentate”.

venerdì 13 marzo 2009

A ROMA PER LA RIUNIONE DEL DIPARTIMENTO FINANZE E PERSONALE DELL'UPI

Ieri sono andato a Roma per la consueta riunione del Dipartimento Finanza e Personale dell'Unione Province Italiane di cui faccio parte. Un'occasione per approfondire temi di interesse nazionale riguardanti le attività delle Province, ad esempio la questione dell'IPT.
Sul volo di ritorno da Roma ho incontrato la pattuglia dei deputati e senatori regionali che ritornavano a casa: l'amico on. Massimiliano Fedriga, la madrina dell'inaugurazione della nostra sede di Muggia on. Manuela Di Centa con cui ho chiacchierato amichevolmente, il sen. Giovanni Collino fresco della nomina a presidente della Paritetica, il sen. Pittoni, l'on. Follegot, il sen. Ferruccio Saro, il sen. Roberto Antonione, il simpaticissimo sen. Flavio Pertoldi del Pd che ho simpaticamente invitato ad anderire al Pdl e con cui abbiamo scherzato sul piacere di mangiar bene.

sabato 3 novembre 2007

INCARICO NAZIONALE PER CLAUDIO GRIZON NELL'UNIONE DELLE PROVINCE ITALIANE

Rappresenterà Forza Italia nel Dipartimento Finanza e Personale

La Provincia di Trieste è una Cenerentola nell’autonomia finanziaria e nella capacità impositiva


Su indicazione dell’on. Mario Valducci, responsabile Enti Locali per Forza Italia, Claudio Grizon, capo gruppo azzurro in Consiglio Provinciale di Trieste, nonché consigliere e coordinatore a Muggia, è stato chiamato a far parte del Dipartimento Nazionale Finanza e Personale dell’Unione delle Province Italiane.

“La nomina – commenta Grizon – mi è stata comunicata in anteprima da Maurizio Zingoni, componente dell’Ufficio di Presidenza dell’UPI, nonché capo gruppo di FI alla Provincia di Genova e successivamente con una lettera del Presidente dell’UPI Fabio Melilli, Presidente della Provincia di Rieti”.

“Ringrazio l’on. Valducci per la fiducia – prosegue il consigliere forzista, già assessore provinciale – sono lieto di poter rappresentare i consiglieri della nostra regione in uno dei più importanti Dipartimenti dell’UPI. Cercherò di evidenziare come la nostra Regione penalizza le Province nell’ambito del sistema delle autonomie locali, sia per gli aspetti legati ai trasferimenti di risorse finanziarie che per delle competenze, dando loro rappresentanza e voce nel Dipartimento”.

“Le questioni dell’autonomia finanziaria e della capacità impositiva delle Province sono aspetti centrali ed irrisolti – spiega Grizon – ed in questo contesto, come documentato da una recente indagine del Censis, presentata dal presidente prof. Giuseppe De Rita all’Assemblea delle Province Italiane, la Provincia di Trieste, anche tra quelle regionali, è una vera Cenerentola”.

“Infatti – evidenzia il forzista - rispetto ad una media nazionale del 50,1% di autonomia impositiva le Province della nostra regione si attestano al 22% e rispetto ad una media del 57,9% di autonomia finanziaria siamo appena al 30,1%. Possiamo pertanto sicuramente considerarle le meno “autonome”, sia dal punto di vista finanziario che politico e amministrativo”.

“Andando a vedere il dettaglio – ancora Grizon - scopriamo che Trieste sta ancora peggio: se la media regionale dell’autonomia impositiva è il 22%, la Provincia di Trieste si attesta al 13,1% (Gorizia 20,6%, Udine 35,7% e Pordenone 36,9%) mentre per quanto riguada l’autonomia finanziaria, rispetto alla media del 30,1 %, siamo al 17,6% (Gorizia 26,8%, Udine 35,7%, Pordenone 36,9%).

“Per quanto riguarda – conclude il consigliere di Forza Italia - la dipendenza finanziaria, la media nazionale è del 69,9% ma a Trieste siamo all’82,4%, (Gorizia 73,2%, Udine 64,3% e Pordenone 63,1%). L’unico dato positivo è quello legato all’incidenza del costo del personale rispetto alle entrate correnti dove come provincia di Trieste registriamo un lusinghiero 10,6% e veniamo superati solo dalla Provincia di Treviso che registra solo l’8,5%”.

“Dall’analisi di questi dati che si riferiscono al 2004 – commenta infine Grizon – possiamo solo confermare che la Regione Friuli Venezia Giulia, nonostante la specialità, non valorizza le Province, come invece accade nelle altre province italiane, e come viene ampiamente testimoniato dallo studio del prof. De Rita, e che, a quanto sembra, la limitata estensione territoriale la condiziona nella sua autonomia finanziaria e capacità impositiva”.

Trieste, 3 novembre 2007