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giovedì 31 marzo 2016

SICUREZZA, GRIZON (PDL): IL PD NEGA LA SOLIDARIETA’ ALLE FORZE DELL'ORDINE E LA RICHIESTA DI NUOVI FONDI

Il consiglio comunale di Muggia con 7 si, 7 no e 3 astenuti, non ha né accolto né bocciato la mozione di Claudio Grizon, consigliere del Pdl, con la quale impegnava il sindaco Nerio Nesladek “ad attivarsi nei confronti del Presidente della Repubblica, del Governo e del Parlamento, al fine di sostenere le legittime rivendicazioni del segretario generale del SAP Gianni Tonelli e di tutti i sindacati del comparto, in merito alla necessità di ripristinare le necessarie dotazioni finanziarie utili a garantire livelli di sicurezza adeguati alle esigenze dei cittadini e alle crescenti situazioni di criminalità, che si verificano quotidianamente nel nostro Paese”.
Hanno detto sì alla mozione, oltre al proponente Grizon, Paolo Prodan, Christian Gretti, Nicola Delconte, Daniele Mosetti, Marina Busan e Ferdinando Parlato (assenti Dario Grison e Claudio Di Toro) mentre il no è arrivato dal sindaco Nesladek e dal suo PD. Astenuti Geremia Liguori, Laura Marzi e Fabio Longo. 
“Purtroppo, al di là delle parole del sindaco, anche a nome del Pd – commenta il consigliere Grizon – è stata di fatto negata anche la solidarietà al segretario del SAP Gianni Tonelli che con il suo sciopero della fame ormai da diverse settimane sta  attirando l’attenzione dell’opinione pubblica, delle forze politiche e delle istituzioni sull’importantissimo tema delle risorse per le forze dell’ordine”.
“Evidentemente – evidenzia l’esponente del centro destra muggesano – i tagli effettuati dal governo Renzi con la finanziaria 2016 per circa 750 milioni di euro, ben dettagliati nella mozione (fondo straordinario del Personale di Polizia di Stato, lotta alla delinquenza organizzata, Arma dei Carabinieri, tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica, pianificazione ed al coordinamento delle Forze dell’Ordine, contrasto al crimine, tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, funzionamento della Direzione Investigativa Antimafia e prevenzione e soccorso pubblico) non interessano e tantomeno preoccupano il sindaco, il Pd muggesano ed i consiglieri che hanno negato il voto favorevole o quelli che si sono “lavati le mani” preferendo astenersi”.

giovedì 2 luglio 2015

PROVINCIA DI TRIESTE, IL CENTRO DESTRA CHIEDE LA CHIUSURA DELLA FERRIERA FINO ALLA NUOVA AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

“La Provincia ordini alla Siderurgica Triestina S.r.l. di procedere immediatamente alla riduzione graduale dell’attività degli impianti finalizzata a raggiungere nei tempi minimi alla fermata conservativa a caldo degli stessi fino al rilascio/rinnovo dell’AIA, riservandosi comunque l’adozione di ulteriori provvedimenti di propria competenza in particolare dopo l’acquisizione di ulteriori dati relativi ai valori di benzo(a)pirene e di PM10”.
Lo hanno chiesto oggi nel corso di una conferenza stampa in Provincia i consiglieri Claudio Grizon e Massimo Romita (Pdl), Giorgio Ret, Paolo Polidori (Lega Nord) e Stefano Martucci (Lista Dipiazza) presentando una mozione in tal senso sottoscritta anche dai consiglieri Viviana Carboni e Daniela Pallotta (Pdl), Giorgio Rossi (Lista Dipiazza), Andrea Sinico (Un’Altra Trieste) e Roberto Degioia (Misto).
Nell’articolata mozione i consiglieri d’opposizione a Palazzo Galatti sottolineano la gravità delle emissioni in atmosfera ricordando che la stessa “ARPA FVG, nella relazione del 3 aprile scorso, ha evidenziato che i valori di benzene, benzo(a)pirene e di PM10 sono saliti dopo la ripresa delle attività a regime operativo standard, con picchi di medie giornaliere che superano la soglia di sicurezza anche del 100%”.
“In particolare - ricordano i consiglieri - dalla relazione si evidenzia che presso la stazione di rilevamento di Via San Lorenzo in Selva, proprio quella più vicina alla cokeria, a partire da marzo ci sia stato un netto incremento delle emissioni di benzene, benzo(a)pirene e del particolato PM10”.
A tal proposito, si legge nel testo, “il 10 aprile u.s. la Direzione Centrale Ambiente della Regione FVG, preso atto dei dati ARPA FVG, ha emesso il decreto n.549/AMB con cui “Siderurgica Triestina è diffidata a limitare la marcia della batteria della cokeria e, comunque, a non superare i 67 sfornamenti al giorno”.
Purtroppo però dai report settimanali sul numero di sforamenti giornalieri inviati dalla proprietà stessa alle Autorità si evince che la diffida non risulterebbe ancora rispettata.
“Gli ultimi dati consultabili sul sito web dell’ARPA FVG – annotano gli esponenti del centro destra - rilevano che al 15 giugno gli sforamenti di PM10 registrati da gennaio 2015 risultano essere 67, superando di molto la soglia di tolleranza massima dei 35 sforamenti annui indicati nella tabella XI del D.Lgs.155/2010 e successive modificazioni”.
“Nel corso degli ultimi mesi – hanno spiegato i consiglieri - la situazione è notevolmente peggiorata, sia per quanto concerne le emissioni in atmosfera, sia per quelle acustiche e a  riprova di ciò numerosi sarebbero gli esposti presentati presso le autorità competenti da diversi residenti e, in misura crescente, le chiamate di protesta ai centralini del Comune e della Polizia Municipale”.
Negli ultimi giorni, infatti, sono state continuamente pubblicate sui social via web foto e video che mostrano la Ferriera e i dintorni ricoperti da una coltre densa di pulviscolo nero; inoltre le immagini mostrano accumuli di polveri ricadute dall’atmosfera sia sui pavimenti che su altre superfici piane: immagini molto forti che denunciano l’alta pericolosità per la salute pubblica, a fronte del contenuto di dette polveri (n.12 IPA, tra cui cancerogeni certi, possibili e probabili secondo IARC), come evidenziato nei report analitici mensili sui deposimetri che l’Azienda stessa inoltra regolarmente ad ARPA FVG.
“Dalle ultime notizie – hanno ricordati gli esponenti del centro destra - la Conferenza dei servizi convocata dal 10 al 12 giugno per il riesame e il rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) a Siderurgica Triestina S.r.l. è stata aggiornata al 30 giugno e al 3 luglio, per consentire agli esperti delle amministrazioni di valutare il dossier contenete i dati relativi all’inquinamento acustico, alla captazione delle emissioni della cokeria e la gestione dei parchi fossile e minerale al fine di evitare lo spolveramento per erosione eolica e la conseguente dispersione nell’ambiente delle polveri”.
“Pertanto com’è emerso anche dal Comune di Trieste ci sono problemi che non sono stati risolti e i dati sull’inquinamento lo confermano”.
“La mozione presentata richiama l’Ente alle sue competenze, ai sensi dell’art.19 della LR. 24/2006, considerato che ad oggi le misure adottate dalla Siderurgica Triestina S.r.l., società del Gruppo Arvedi, sono ancora insufficienti a ricondurre nei limiti di legge i valori di benzo(a)pirene e di PM10 rilevati dalla centralina di via San Lorenzo in Selva”.
Con la mozione l’opposizione della Provincia richiamando le competenze del sindaco in materia “di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale” che gli consentono di redigere “ordinanze contingibili e urgenti quale rappresentante della comunità locale” chiedono alla presidente Bassa Poropat “di rivolgersi al Sindaco di Trieste per chiedergli di assumere un analogo provvedimento per quanto di sua competenza”.

mercoledì 11 marzo 2015

“SUPERARE LA FASE TRANSITORIA E CHIUDERE L’AREA A CALDO”


PROVINCIA DI TRIESTE, ACCOLTA UNA MOZIONE DI GRIZON (PDL) SULLA FERRIERA

“La Provincia sosterrà nelle sedi competenti che il periodo transitorio di continuità del piano Arvedi per la Ferriera preveda, a regime, un suo effettivo superamento con una riconversione industriale e logistica, comunque ecosostenibile, coerente con le linee di sviluppo che le istituzioni hanno da tempo individuato per questo territorio nei settori turismo, portualità, ricerca scientifica ed industria ecocompatibile”.
E’ questo il principale impegno contenuto nella mozione del capo gruppo Pdl Claudio Grizon, sottoscritta anche dai consiglieri Massimo Romita, Paniela Pallotta (Pdl), Giorgio Rossi (Lista Dipiazza) e Giorgio Ret, che è stata fatta propria dalla giunta provinciale nell’ultima seduta.
“Pur precisando che il piano Arvedi prevede in questa fase iniziale il mantenimento dell’area a caldo, in attesa di verificare l’efficacia degli investimenti previsti per nuovi filtri sulle immissioni in atmosfera, l’assessore all’ambiente Vittorio Zollia ha comunque accolto la nostra mozione – sottolinea Grizon – e anche se questa fase transitoria ci preoccupa, in quanto noi vogliamo la chiusura dell’area a caldo, lo consideriamo un fatto positivo”.
Abbiamo chiesto inoltre che Palazzo Galatti “nelle fasi attuative dell’accordo di programma e del piano industriale del gruppo Arvedi per la Ferriera di Trieste - ricorda Grizon - sostenga, in ogni sede, quali imprescindibili presupposti, la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini e la riqualificazione ambientale dell’area”.
La Provincia “si attiverà, inoltre, affinché nel corso dell’attuazione del piano industriale, pur essendo previsto un periodo transitorio di continuità, siano assicurate le tutele sanitarie ed ambientali”.
“L’amministrazione si prodigherà, infine, a far in modo che sia garantita dalle istituzioni un’adeguata informazione partecipata ai cittadini ed ai portatori d’interessi – ricordano Grizon e Massimo Romita - e che venga richiesto ad Arpa di ridefinire il sistema di monitoraggio e di controllo attraverso centraline di rilevamento, che ricomprenda anche quella di san Lorenzo in Selva, e di assicurare una gestione esclusivamente pubblica delle stesse”.
Abbiamo chiesto infine l’impegno dell’amministrazione – concludono i consiglieri di centro destra – a monitorare l’applicazione del nuovo piano industriale ARVEDI per la Ferriera e ad intervenire nelle sedi opportune affinché siano assecondati i nostri auspici e a relazionare alla commissione competente e al consiglio.

venerdì 13 febbraio 2015

PORTO VECCHIO, CONSIGLIO PROVINCIALE: “IL FUTURO DEL PORTO VECCHIO UN'OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO PER TUTTO IL TERRITORIO PROVINCIALE”

Sostegno convinto alla sdemanializzazione del Porto Vecchio, e al trasferimento dei punti franchi, e un ruolo attivo della Provincia affinché promuova un coinvolgimento del territorio e crei le condizioni affinché lo sviluppo del Porto Vecchio sia un'opportunità anche per l'area vasta.
Il Consiglio Provinciale ha condiviso inoltre che la Provincia promuova il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini al processo di riconversione, partecipandovi anche in prima persona, svolga un'azione di vigilanza e controllo attivabile dagli organismi interessati (in primis dal Comitato Portuale), contribuisca a garantire certezza giuridica, operi affinché la sdemanializzazione del Porto Vecchio sia un’occasione di sviluppo per l’intero territorio provinciale e concorra nel scongiurare eventuali operazioni immobiliari o economiche non in linea con una seria riconversione coerente con gli attuali indirizzi urbanistici.
E’ stato chiesto inoltre che la Provincia coinvolga i parlamentari eletti in FVG affinché, una volta stabilite le nuove aree da destinare a Punto Franco, sollecitino il Governo a emanare tutti gli atti necessari a facilitarne il più possibile il funzionamento.
Sono questi i tratti salienti della mozione approvata a larghissima maggioranza (20 favorevoli, 2 contrari) dal Consiglio Provinciale nella seduta di giovedì 12 febbraio. Il testo finale è il frutto di un importante lavoro di confronto e sintesi, scaturito da due mozioni a prima firma Debenjak (PD) e Grizon (PDL) al quale ha voluto partecipare la stragrande parte del Consiglio Provinciale, aldilà delle differenze fra maggioranza e opposizione.
Questo importante lavoro di confronto e di approfondimento ha prodotto una mozione unitaria, firmata dai capigruppo che hanno voluto sostenerla, Nadja Debenjak (PD), Claudio Grizon (PDL), Sabrina Morena (SEL), Giorgio Rossi (Lista Dipiazza), Majda Canziani (IDV), Giorgio Ret (Ret-Pdl), Elena Legiša (FdS), Andrea Sinico (Un’altra Trieste), Elisabetta Sormani (Bassa Poropat), Maurizio Vidali (Slovenska skupnost). Come già ricordato la mozione ha ottenuto 20 voti favorevoli, oltre ai già citati capigruppo quelli di Štefan Čok, Salvatore Dore, Luca Salvati, Matteo Puppi, Gianluca Balbi, Maria Monteleone (PD), di Massimo Romita e Viviana Carboni (PDL), di Roberto De Gioia (Gruppo Misto) nonché della Presidente Maria Teresa Bassa Poropat.
Si tratta di un risultato importante, che testimonia la volontà delle diverse forze politiche, in un momento cruciale per il futuro della città, di discutere nel merito di una sfida così impegnativa, assumendosi appieno la responsabilità di affrontarla ponendo al centro il bene della città e del territorio che la circonda.

giovedì 12 febbraio 2015

MUGGIA, CACCIA A 30 MILA EURO PER IL "VERDI"

Da Il Piccolo di giovedì 12 febbraio 2015 - Pagina Provincia

Muggia, caccia a 30mila euro per il “Verdi”Accolta la mozione di Grizon: la giunta s’impegna a trovare i fondi per le facciate. Aiuti dalla Regione
MUGGIA - Un ampliamento del numero degli spettatori e la ricerca di fondi per ristrutturare la facciata. Buone notizie in arrivo per il Teatro comunale Giuseppe Verdi di Muggia. Nell'ultima riunione del Consiglio comunale la struttura di proprietà del Municipio è stata al centro di una mozione presentata dal consigliere del Pdl Claudio Grizon che chiedeva l'interessamento dell'amministrazione Nesladek per reperire finanziamenti per riqualificare la parte esterna dell’edificio.
«Da subito ho personalmente condiviso il documento del consigliere Grizon, posizione che ho ribadito in Commissione e poi in Consiglio» racconta l'assessore alla Cultura di Muggia Laura Marzi. Di fatto la mozione è stata fatta propria dalla giunta del sindaco Nerio Nesladek. 
«Ci impegnamo formalmente a procedere reperire i fondi per riqualificare gli esterni del “Verdi”, prima che il tempo non renda ancor più rilevanti e costosi i danni – aggiunge Marzi -. Il Teatro è un grande valore per Muggia, per cui cercheremo di sensibilizzare chi di dovere per realizzare questi piccoli lavori». La stima del rifacimento delle facciate si aggira sui 30mila euro. 
«Sono lieto che il vice sindaco Marzi abbia condiviso l’esigenza d’impegnare l’amministrazione per ristrutturare la parte esterna del Teatro, essendo un bene prezioso nel patrimonio del Comune, acquistato dal sindaco Dipiazza con 500mila euro di spesa», commenta il consigliere Grizon. A breve quindi verranno presi i contatti con l’assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti al fine d’individuare le risorse necessarie che, per ora, non dovrebbero essere particolarmente rilevanti. Durante la discussione in Consiglio è emerso un altro fatto. «Sempre secondo l’assessore Marzi, la giunta intenderebbe metter mano anche a una razionalizzazione della fruibilità interna del teatro secondo un progetto offerto gratuitamente al Comune dall’Ente regionale teatrale, istituito dalla Regione per la circuitazione degli spettacoli teatrali (a cui aderisce anche il Comune di Muggia, ndr). Tra i suoi compiti ha anche l’adeguamento dei teatri che gestisce o con cui collabora», spiega Grizon. 
Marzi conferma: «L'Ert ci ha proposto un progetto molto curato per aumentare il numero di posti a sedere disponibili in galleria. Ora gli spettatori in galleria devono rimanere in piedi. Sarebbe quindi un’ottima occasione per agevolare al meglio anche quell'area del teatro». 
Ma quali sono le tempistiche previste per concretizzare il progetto dell'Ert? «Spero presto, anche se pare che il progetto abbia un certo costo. Di sicuro intanto noi ci attiveremo con la Regione per reperire i finanziamenti volti a ripristinare la facciata dell'edifico – conclude l'assessore alla Cultura di Muggia – poi vedremo». Riccardo Tosques

martedì 10 febbraio 2015

TEATRO VERDI DI MUGGIA, ACCOLTA LA MOZIONE DI GRIZON PER LA RISTRUTTURAZIONE ESTERNA

Sono lieto che il vice sindaco Laura Marzi abbia condiviso l’esigenza di impegnare l’amministrazione al fine di poter ristrutturare, prima che il tempo non renda ancor più rilevanti e costosi i danni, le parti esterne del Teatro Verdi.
Il teatro è un bene prezioso nel patrimonio del Comune, acquistato dal sindaco Dipiazza con una spesa di 500 mila euro, e pertanto va messo in sicurezza affinché non si deteriori.
L’assessore Marzi ha annunciato che verranno presi i contatti con l’assessore regionale alla cultura Gianni Torrenti al fine di individuare le risorse necessarie che, per ora, non dovrebbero essere particolarmente rilevanti.
Inoltre, sempre secondo l’assessore, la giunta intenderebbe metter mano anche ad una razionalizzazione della fruibilità interna del teatro secondo un progetto offerto gratuitamente al Comune dall’Ente Regionale Teatrale, istituito dalla Regione per la circuitazione degli spettacoli teatrali (a cui aderisce anche il Comune di Muggia) che tra i suoi compiti ha anche l’adeguamento dei teatri che gestisce o con cui collabora.
In questi tempi in cui è sempre più difficile trovare risorse pubbliche ed avere la possibilità di spenderle è bene che gli amministratori comunali si concentrino con gli interventi indispensabili e prioritari tesi a salvaguardare i proprio patrimonio piuttosto che intraprendere opere inutili e non prioritarie.

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia PDL

sabato 10 gennaio 2015

AL "VERDI" DI MUGGIA POCA MANUTENZIONE



















Da Il Piccolo del 10 gennaio 2014 – Trieste Provincia pag.24

Al “Verdi” di Muggia poca manutenzione 
Ma i soldi non ci sono

Il consigliere del Pdl Grizon: «Intonaci e grondaie a pezzi»
L’assessore Marzi: «È vero ma l’intervento non è urgente»

di Riccardo Tosques

MUGGIA - Condizioni critiche per quanto riguarda la manutenzione esterna con deterioramento degli intonaci e delle grondaie. E' questo lo stato di salute del civico Teatro “Giuseppe Verdi” di Muggia. La struttura sita in via San Giovanni è finita ora nel mirino di una mozione avanzata dal consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon: «So bene che non viviamo tempi facili ma ritengo che per il 2015, l’individuazione dei fondi necessari e possibilmente l’avvio dei lavori di ristrutturazione, da completare prima della fine del mandato, debbano essere una priorità». 
Storia Il Teatro “Verdi” è stato acquisito, assieme al bar ed ai locali attigui di servizio, dal Comune di Muggia alla fine degli anni Novanta sotto l'amministrazione Dipiazza con una spesa pari a circa 500 milioni di lire. Dalla metà degli anni Quaranta era stato adibito a sala da ballo, teatro e cinema per essere poi profondamente ristrutturato alla fine degli anni Ottanta dai precedenti proprietari e riaperto dopo un lungo periodo di chiusura. Il Teatro attualmente ospita la programmazione culturale del Comune, le attività delle associazioni bandistiche, corali e culturali del territorio ed accoglie inoltre di frequente attività teatrali e culturali promosse in ambito provinciale o regionale offrendo ovviamente la sede alle numerose manifestazioni tradizionali muggesane. 
Mozione «Alla luce del suo stato generale l’edificio, quantomeno nella parte esterna, necessita
di un urgente intervento conservativo di ristrutturazione al fine di non implementare il deterioramento del bene pubblico e di adeguarlo eventualmente ai più recenti standard di sicurezza richiesti dalle norme»
, spiega il consigliere Grizon. L’edificio si trova «in condizioni critiche di manutenzione esterna ed è evidente che il deterioramento degli intonaci, delle grondaie e delle rifiniture esterne con il passare del tempo potrebbe comportare ulteriori danni alla struttura con un aggravio nei costi di ristrutturazione». Evidenziando come l'occasione di ristrutturazione potrebbe comportare la possibilità di far installare sul tetto dell’edificio un impianto fotovoltaico, «in analogia a quanto è già stato opportunamente realizzato dall’amministrazione su altri edifici comunali, al fine di conseguire risparmi nella gestione, adeguando nel contempo gli impianti tecnologici di condizionamento», Grizon ha invitato il sindaco Nerio Nesladek e la Giunta tutta a stimare i costi relativi alla ristrutturazione del Teatro. 
Risposta «I lavori di manutenzione del Teatro non rientrano nel Piano delle opere pubbliche motivi per il quale mi vedo costretta a non ritenere tale intervento urgente». Laura Marzi, assessore alla Cultura del Comune di Muggia, ammette di «condividere le osservazioni del consigliere Grizon, anche per quanto concerne il fotovoltaico, essendo il Teatro una struttura di grande valore per la nostra comunità». Ricordando come «l'intervento più urgente riguardante l'impermeabilizzazione del tetto del Teatro è stato completato nello scorso settembre», promette di «monitorare le condizioni dell'edificio». 



mercoledì 7 gennaio 2015

GRIZON E ROMITA (PDL): "UN ASSURDO BALZELLO IMPOSTO AI VIAGGIATORI"

Da Il Piccolo del 7 gennaio 2015

Piovono altre critiche da Federconsumatori, gruppi Pdl in Provincia e Cinquestelle in Comune richieste da destra
Grizon e Romita chiedono che in alternativa la giunta Poropat finanzi l’abbattimento del costo di 5 euro del tesserino
Continuano intanto a piovere da ogni parte le proteste contro il tesserino da 5 euro istituito da Trieste Trasporti. 

«Rivolgiamo un invito formale a Trieste Trasporti affinché desista dal procedere nella richiesta di dotarsi del tesserino di riconoscimento specifico ai propri abbonati». è quanto afferma a nome della Federconsumatori Angelo D’Adamo. «Trieste Trasporti ha tutti gli strumenti organizzativi e normativi per combattere gli abusi o i cosiddetti “furbetti" e far rispettare le regole sull' uso degli abbonamenti. La carta d'identità è più che sufficiente per identificare correttamente il possessore del titolo di viaggio. Crediamo non sia corretto chiedere ad un utente, triestino o forestiero che acquista un abbonamento per un mese - afferma Federconsumatori - di munirsi di una tessera di 5 euro senza sapere se l'abbonamento sarà nuovamente richiesto dalla persona successivamente. Non abbiamo alcuna evidenza dei costi che l'Azienda dovrà sostenere, anzi, crediamo che l'operazione "tesserino" sia semplicemente un improprio guadagno slegato dal servizio».
«La Provincia sensibilizzi fermamente e formalmente Trieste Trasporti affinché non si avvalga della facoltà di obbligare gli utenti di munirsi di un tesserino di identità anche per gli abbonamenti mensili, al costo di 5 euro». È questo l’impegno che i consiglieri del Pdl a Palazzo Galatti Claudio Grizon e Massimo Romita chiedono con una mozione alla giunta Bassa Poropat. «Tale misura – scrivono i due esponenti del centrodestra provinciale - è inutilmente onerosa e vessatoria, oltre che di dubbia legittimità, in quanto i cittadini sono già, generalmente, dotati di un documento di identità e, quanto all'abbonamento annuale, questo era finora già completo di foto dell'utente. Qualora Trieste Trasporti dovesse snobbare la richiesta - continuano Grizon e Romita – proponiamo alla giunta di valutare la possibilità di stanziare una parte dei circa 180mila euro che avrà a disposizione nel 2015 per l’incentivazione del trasporto pubblico per abbattere l’assurdo balzello che la Trieste Trasporti ha imposto ai propri utenti, oppure di utilizzare gli eventuali interessi maturati con la giacenza dei trasferimenti regionali per il Tpl sui conti del Tesoriere». 
«È molto grave che Trieste Trasporti - dichiarano Paolo Menis e Stefano Patuanelli, consiglieri comunali M5S - nell’anno che dovrebbe segnare l’avvio della gestione unica regionale del trasporto pubblico locale, scelga di applicare ai cittadini che usano gli autobus un subdolo balzello di 5 euro dicendo che il tesserino identificativo avrà validità quinquennale. Trieste Trasporti sa già che vincerà il bando di gara per il trasporto pubblico locale dei prossimi anni? Oppure è una scommessa fatta sulla pelle degli utenti?». M5S annuncia che proporrà alle altre forze politiche una delibera urgente per chiedere a Trieste Trasporti di far fare marcia indietro sul tesserino e di attivare piuttosto altre forme di abbonamento. «Nel frattempo - continuano Menis e Patuanelli - invitiamo i cittadini a non acquistare il tesserino identificativo». (s.m.)

lunedì 1 dicembre 2014

MUGGIA, MOZIONE SALVA-CARABINIERI VOTATA ALL’UNANIMITÀ

Da Il Piccolo del 1 dicembre 2014 

MUGGIA - Assumere informazioni ufficiali con le competenti autorità e ministeri in merito alle decisioni assunte a seguito dell’annunciata trasformazione in tenenza dell’attuale Compagnia dei Carabinieri di Muggia. Ma anche comunicare nelle sedi istituzionali deputate la preoccupazione del consiglio comunale e della comunità rispetto ad un possibile ridimensionamento della presenza delle forze dell’ordine sul proprio territorio che scaturirebbe da un declassamento della Compagnia dei carabinieri. 
Questi i due punti chiave della mozione "salva Carabinieri" presentata dal consigliere comunale di Muggia Claudio Grizon (Pdl-Ncd) e approvata all'unanimità dal consiglio comunale (assenti i consiglieri dell'opposizione Paolo Prodan e Daniele Mosetti, uscito dall'aula il capogruppo di Fds Maurizio Coslovich). 
Nel testo si è inoltre espressamente richiesto che il sindaco Nerio Nesladek chieda che "pur a seguito dell’eventuale riorganizzazione della presenza delle forze dell’ordine disposta dai ministeri competenti, sia assicurata al nostro comune un’attenzione particolare e livelli adeguati di presenza e controllo del territorio percepibile anche dai cittadini". 
Il testo iniziale, presentato lo scorso 30 maggio su iniziativa di Grizon e sottoscritto da Paolo Prodan, Christian Gretti, Nicola Delconte, Dario Grison (Pdl), Daniele Mosetti (FdI), Ferdinando Parlato (Un’altra Muggia) e Claudio Di Toro (Gruppo Misto), era stato illustrato in aula il 30 giugno ma poi rinviato in attesa di approfondimenti da parte del sindaco. 
Il testo è stato riproposto con una serie di emendamenti proposti dallo stesso consigliere Grizon. «La notizia del possibile declassamento in Tenenza della nostra Compagnia dei Carabinieri è rimbalzata sulla stampa nazionale e sui siti internet dei sindacati delle forze dell’ordine già a fine marzo», racconta Claudio Grizon. Dopo alcuni approfondimenti il 30 maggio “ho presentato la mozione con la firma dei colleghi del Pdl e dell’opposizione che è stata illustrata in consiglio lo scorso 30 giugno. Ne ho proposto poi il rinvio per dar modo al sindaco di fare degli approfondimenti ma recentemente ho chiesto che fosse rimessa all’ordine del giorno». 
Grizon ha espresso il suo “piacere che il sindaco si sia impegnato a recuperare il tempo trascorso invano ed a contattare le autorità o i ministeri competenti al fine di far luce sulle decisioni che si stanno prendendo per la caserma dei carabinieri di Muggia”. Con il voto della mozione il Consiglio ha voluta tener conto, secondo l'esponente del centrodestra, “delle preoccupazioni di molti cittadini muggesani, visti anche i periodici furti nelle abitazioni e le varie esigenze di controllo del territorio che si sono acuite anche con l’apertura dei confini tra Slovenia e Croazia”, sottolineando il fatto che “Muggia è comunque un comune di confine con esigenze particolari di presidio e monitoraggio del territorio che altri non hanno”. Riccardo Tosques


venerdì 14 novembre 2014

PROVINCIA, INQUINAMENTO ACUSTICO: ACCOLTA MOZIONE DI GRIZON (PDL) PER DARE ATTUAZIONE ALLE COMPETENZE DELL’ENTE

La mozione presentata da Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti, tesa ad “avviare ogni azione organizzativa, tecnica o politica ed istituzionale volta a dare attuazione alle competenze della Provincia ai sensi dell’art.19 della L.R.16/2007” che ha recepito la Legge quadro sull'inquinamento acustico n. 447 del 1995 è stata accolta dalla giunta provinciale nel corso della discussione di ieri in consiglio provinciale.    
Ne da notizia lo stesso Grizon ricordando che “le Provincie individuano gli ambiti di indagine e di studio e costituiscono banche dati di riferimento, strutturate secondo standard definiti dalla Regione, accessibili a enti pubblici e a utenti privati”.   
“Le Province - spiega il consigliere del Pdl – devono coordinare le azioni di contenimento del rumore
“La presidente Bassa Poropat – evidenzia Grizon – avrebbe dovuto anche far presente al Comune di Trieste che, prima di dotarsi del Piano del Traffico, sarebbe stato il caso di redigere il Piano comunale sull’inquinamento acustico che, sul piano della pianificazione, ha la priorità”.     
“Al momento infatti – ricorda il consigliere del Pdl - solo 58 dei 217 Comuni della regione hanno
“Ora Palazzo Galatti – conclude Grizon –, con l’assessore all’ambiente Vittorio Zollia che ringrazio per l’attenzione, spero si attivi anche nel promuovere una sensibilità ed una cultura sul tema che ritengo indispensabili per assicurare ai cittadini una qualità della vita migliore”.
adottato il PCCA, 38 in provincia di Udine, 19 in quella di Pordenone, 1 solo in quella di Gorizia, mentre nella provincia di Trieste solo il Comune di Muggia ha iniziato l’iter: ne il Comune di Trieste ne gli altri più piccoli sembra si siano posti il problema”.    
nei casi di inquinamento acustico, le azioni di bonifica nelle aree ricadenti nel territorio di più Comuni e la stesura dei Piani comunali di classificazione acustica, esercitando funzioni di controllo e di vigilanza nelle zone ricadenti nel territorio di più Comuni”.   

 

venerdì 21 marzo 2014

PROVINCIA, BASSA POROPAT: OK ALL’ONORIFICENZA A TITO, INFOIBATORE E LEADER DEI NON ALLINEATI

Grizon (Pdl): “la sinistra esulta quando Berlusconi rinuncia al titolo di Cavaliere per i controversi reati fiscali ma difende il dittatore Tito, Cavaliere di Gran Croce” 

“Mentre a Roma Silvio Berlusconi si è autosospeso da Cavaliere della Repubblica – sottolinea il - a seguito della condanna per la controversa vicenda dei reati fiscali, in Provincia di Trieste il centro sinistra difende, con un redivivo ed incondizionato orgoglio comunista, l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferita al maresciallo Josip Broz Tito nel lontano 1952 dall’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat”. 
capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti Claudio Grizon
“Ieri infatti la presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, alla guida di un nostalgico e ringalluzzito centro sinistra, ha bocciato una mia mozione che proponeva la richiesta di revoca dell’onorificenza attribuita a Tito, distintosi per aver perseguitato gli italiani e per esser stato leader dei Paesi non allineati, assecondando l’appello che le Associazioni degli istriani, giuliani, fiumani e dalmati hanno lanciato da tempo al fine di ristabilire un principio di giustizia e di verità in memoria degli istriani perseguitati e uccisi nelle foibe a causa dell’odio etnico e della furia del dittatore jugoslavo”. 
“Spiace constatare che la mozione – ricorda Grizon - sia stata sostenuta solo dai consiglieri del Pdl Massimo Romita, Viviana Carboni e Daniela Pallotta, da Andrea Sinico di Un’altra Trieste e dal leghista Paolo Polidori e che Giorgio Ret, Giorgio Rossi e Roberto De Gioia non abbiano voluto partecipare al voto. Con la mia proposta non volevo certo riscrivere la storia ma, anche nella veste di dirigente provinciale e nazionale dell’ANVGD, ho ritenuto doveroso che Trieste, considerata in tutto il mondo capitale dell’esodo degli istriani, assieme alle sue istituzioni contribuisca a chiudere nello spirito che portò al “concerto dei tre Presidenti” in piazza Unità e della Giornata del Ricordo una ferita ancora viva nella memoria di quella gente che fu costretta all’esodo e che perse i suoi congiunti nelle foibe”.

venerdì 10 maggio 2013

"APRIAMO UN PUNTO CLIENTE INPS"

Da Il Piccolo di venerdì 10 maggio 2013 - Pagina 30 - Cronaca Trieste

MUGGIA 

«Apriamo un Punto cliente Inps» 
È la proposta di Grizon (Pdl): «Così diamo una risposta ai pensionati»

di Riccardo Tosques

MUGGIA - Istituire un “Punto cliente Inps” a Muggia. La richiesta arriva dagli scranni del consiglio comunale del Pdl. A sottoscrivere la mozione è stato infatti Claudio Grizon. 
«Credo sia giunta l’ora di evitare ai nostri concittadini il costo di 3 euro previsto dalle Poste, o l’accesso obbligato a patronati o ancora a centri Caf, oppure di doversi rivolgere agli sportelli Inps di via Udine a Trieste», spiega il consigliere comunale del centrodestra muggesano.
Come noto la recente legge di stabilità ha previsto per le pubbliche amministrazioni l’utilizzo del canale telematico per l’invio di comunicazioni e certificazioni al cittadino allo scopo di abbattere tempi e costi di consegna. 
E a partire da quest’anno l’Inps ha reso disponibile la certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, pensione e assimilati solo in modalità telematica accedendo al sito istituzionale www.inps.it. 
Per i cittadini che non hanno la possibilità di accedere a Internet l’Inps ha previsto che gli interessati possano rivolgersi anche a Contact Center o alle agenzie territoriali dell’Inps, oppure tramite i patronati e centri di assistenza fiscale oppure grazie a professionisti e uffici postali con un costo di 2 euro e 70 centesimi più Iva. 
Per venire incontro e dare un aiuto tangibile ai pensionati e alle persone in difficoltà il Comune di Trieste ha deliberato l’approvazione della convenzione per l’accesso al Punto cliente di servizio Inps con l’Istituto di previdenza sociale: con questo accordo il Comune di Trieste, dal 19 marzo scorso e fino al 26 aprile, ha aperto al pubblico quattro sportelli per il rilascio del modello Cud, evitando così ai pensionati triestini la spesa di 3 euro nel caso della richiesta del modello agli sportelli delle poste.
«Tale accordo sarebbe possibile anche per il Comune di Muggia – sottolinea Grizon – che, senza particolari oneri, se non quelli per un po’ di carta e qualche ora di lavoro di un dipendente comunale, potrebbe dare una risposta concreta ai pensionati hanno bisogno del loro Cud senza lunghe peregrinazioni tra uffici e costi. La pubblica amministrazione – conclude il consigliere del Pdl – visto che il governo non lo fa, deve essere orientata ai bisogni dei cittadini e quindi a semplificare per quanto possibile il loro rapporto con la burocrazia e gli adempimenti amministrativi».