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venerdì 15 maggio 2015

DOVEVA ESSERE UNO "STA…TUTO IN UNA NOTE" MA SONO PASSATI CINQUE ANNI!


Eravamo alle porte dell’inverno nel novembre del 2010. E stando al titolo dell’evento, coniato dall’allora cittadino e geometra Stefano Decolle, che per il Pd si era così tanto prodigato per coordinare i quattro gruppi di lavoro che erano stati approntati per l’occasione, avrebbe dovuto essere uno “Sta…tuto in una note”.
Quel Pd, però, che il 5 e 6 novembre 2010, con la regia del prof. Franco Colombo, già assessore allo sport nella giunta del socialista Jacopo Rossini (oggi Rothenaisler), dell’ex sindaco Sergio Milo, della dott.ssa Marisa Semeraro e del commercialista Marco Pieri (ex Alleanza Nazionale), intrapresa la successiva campagna elettorale ben presto abbandonò il tema.
Quasi tre anni dopo venne ripreso in mano dall’instancabile consigliere Geremia Liguori che, senza alcuna propaganda, ma con serietà e dedizione s’è preso l’impegno di guidare una commissione consiliare provvisoria dedicata alla riscrittura dello statuto e del regolamento consiliare.
Da quello “Statuto in una notte” in realtà sono trascorsi ormai quasi cinque anni ed il buon Decolle, candidato sindaco in pectore sin da quando il centro sinistra gli preferì Nesladek, è in tutt’altre faccende affaccendato.
Stefano Decolle
Comunque sia, anche senza il suo prezioso contributo, la bozza di un nuovo statuto e del regolamento consiliare siamo riusciti a vederle nei giorni scorsi: prima per una fugace apparizione all’ordine del giorno del consiglio del 29 aprile scorso dove, causa gli imbarazzanti pareri contrari degli uffici gli atti sono stati ritirati, e poi giovedì 14 maggio in una riunione congiunta delle tre commissioni consiliari che finalmente, dopo i chiarimenti del caso sui punti su cui gli uffici avevano sollevato delle riserve, hanno iniziato ad entrare nel merito dei testi.
Dopo una fase iniziale in cui sono state trattate serenamente una serie di considerazioni e richieste dei consiglieri del Pdl Claudio Grizon, Dario Grison e Nicola Delconte, le commissioni hanno assistito ad un vero e proprio fuoco di fila con osservazioni di ordine politico provenienti dalle file del Pd con il capo gruppo Riccardo Bensi, l’assessore Valentina Parapat, il consigliere Danilo Savron (Unione Slovena) e con il sindaco Nerio Nesladek che non è rimasto certo a guardare. L’assessore Fabio Longo invece ha voluto evidenziare l’incostituzionalità della legge regionale che prevede il doppio voto per la preferenza di genere.
Sono state lamentate lacune nello statuto specie per quanto riguarda la parità di genere, la mancanza di riferimenti ai temi trattati con il famoso “Sta…tuto in una note” di venerata memoria, di riferimenti ad alcuni temi ambientali e alla storia di Muggia (da integrare o
Geremia Liguori
modificare, ndr) alle quali l’imbarazzato presidente Liguori ha replicato dicendo che la commissione non ha voluto entrare nel merito degli articoli iniziali, ben più politici, lasciando quelle scelte al consiglio.
Per cercare di dirimere la situazione il consigliere Claudio Grizon ha proposto di aggiornare i lavori delle commissioni invitando tutti i colleghi a formulare le proprie proposte come emendamenti, ad inviarle agli uffici prima della riconvocazione della commissione in modo di dar moto a tutti di valutare le proposte prima che le commissioni affrontino i testi per la discussione finale prima di passarli al consiglio.
Nel contempo Grizon ha chiesto di sapere se la maggioranza intende votare lo statuto con un consenso unanime o a maggioranza evidenziando che statuto e regolamento del consiglio devono tener conto delle sensibilità di tutti e non solo di quelle di alcuni partiti. Il centro sinistra con il sindaco si sono dichiarati disponibili ad affrontare il tema con il consenso più ampio possibile.  
Tra le novità che la lo statuto dovrebbe recepire da segnalare l’eliminazione della figura del presidente del consiglio, la possibilità di nominare fino a cinque assessori esterni (finora era solo uno, ndr), che il vice sindaco dovrà essere eletto consigliere e non esterno e l’istituzionalizzazione del consiglio dei ragazzi.
Vedremo se statuto e regolamento riusciranno ad essere approvati entro la fine del mandato: questo è stato l’auspicio di Liguori e del sindaco che almeno su questo hanno convenuto. A dire il vero se questo è il clima con tutti gli appuntamenti che il consiglio si trova davanti tra consuntivo, regolamento sul piano acustico, emendamenti e piano regolatore e bilancio 2016 ne vedremo delle belle.
(red.)

martedì 15 settembre 2009

DUE STATUTI PER LA PROVINCIA DI TRIESTE

Di seguito il testo del Comunicato Stampa diffuso oggi da Claudio Grizon, capo gruppo di Forza Italia e Marco vascotto, capo gruppo di Alleanza Nazionale in merito al nuovo testo dello statuto proposto/imposto dalla maggioranza di centro sinistra che il Consiglio Provinciale inizierà a discutere giovedì 17 settembre prossimo.
Oltre 500 emendamenti dai Gruppi di Alleanza Nazionale e Forza Italia
Sono oltre 500 gli emendamenti presentati dai consiglieri dei Gruppi di Alleanza Nazionale e Forza Italia in relazione alla delibera di revisione dello Statuto della Provincia di Trieste.

Naturalmente sono stati presentati sia emendamenti di contenuto strettamente politico, che di natura tecnico-amministrativa che semplici rettifiche od integrazioni lessicali.

Un lavoro reso necessario dalle confuse e contestate modalità con le quali la maggioranza di centrosinistra ha affrontato un tema importante come la revisione dello Statuto; vale la pena ricordare i precedenti interventi di tutti i capigruppo delle opposizioni che hanno stigmatizzato un atteggiamento sostanzialmente scorretto messo in atto nella fase preparatoria della delibera, che non è stata frutto di un confronto sereno nella Commissione (in tale sede i lavori si sono conclusi con due bozze di delibera distinte) e nella definizione delle modalità di discussione della bozza portata in Consiglio.

Contenuti e modalità sono stati finora approvati a colpi maggioranza, senza il concorso delle opposizioni.

Per quanto attiene i contenuti il Capogruppo di Alleanza Nazionale Marco Vascotto sottolinea come alcuni emendamenti presentati facciano esplicito riferimento, nei principi, alla dignità della persona, alla centralità della famiglia, alla libertà e alla responsabilità, al rifiuto delle discriminazioni, alla sussidiarietà, e a numerosi altri valori, sicuramente condivisi dalla comunità, non adeguatamente recepiti dal centrosinistra, se non accantonati dai suoi rappresentanti in Consiglio Provinciale.

Per quanto attiene invece ai contenuti tecnico-amministrativi, valenza politica sembra assumere la volontà di spogliare di ulteriori attribuzioni e garanzie il Consiglio, eletto direttamente, con il rinvio a Regolamenti o a generici “atti” dell’Amministrazione, quindi apparentemente anche della struttura dirigenziale, di materie in precedenza disciplinate dallo Statuto; anche su questi temi sono stati presentati numerosi emendamenti.

Per Claudio Grizon, Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Galatti, la riscrittura dello Statuto si è svolta nell’assoluto disinteresse della Presidente Poropat e del vice Godina che non hanno saputo e voluto suggerire, a quello che resta della loro coalizione, un atteggiamento più istituzionale nei confronti del centro destra che consentisse, fin dall’analisi di un testo unico e condiviso in commissione, l’approvazione del nuovo testo in prima battuta con una maggioranza qualificata di due terzi del Consiglio come previsto dalla Legge.

L’arroganza e la presunzione del centrosinistra – conclude Grizon – è segno di debolezza e di quello scollamento interno che trova riferimento anche nel panorama politico nazionale.

venerdì 31 luglio 2009

LA PROVINCIA VUOLE LO STATUTO BILINGUE

Da Il Piccolo del 31 luglio 2009 - Pag. 14
An e Fi non ci stanno: «Faremo opposizione dura». Vascotto espulso dall’aula

Garantire l’uso della lingua slovena, in modo da interpretare meglio il territorio. E’ questo l’aspetto più significativo delle modifiche allo Statuto dell’ente che la maggioranza di centrosinistra ha proposto ieri al consiglio provinciale. «Cambiare lo Statuto – ha spiegato la capogruppo del Partito democratico, Maria Monteleone – è uno degli obiettivi dichiarati all’atto dell’insediamento, perché riteniamo l’attuale documento superato dai tempi.
Il vecchio Statuto risale al 2000 – ha aggiunto – ed è arrivato il momento di rivederlo, per renderlo più adeguato alle funzioni proprie attribuite dallo Stato e dalla Regione e idonee a soddisfare gli interessi e le esigenze della comunità. Questa amministrazione vede il territorio come una risorsa e assicurare l’uso della lingua slovena è uno degli strumenti con cui tale politica può essere attuata».
Carla Melli, capogruppo dei Verdi, ha sottolineato: «Siamo contrari alla monocultura in tutte le sue espressioni – ha proseguito – e nella nostra bozza è contenuto anche l’impegno della Provincia alla salvaguardia dell’ambiente nella sua biodiversità, riconoscendo l’acqua come patrimonio dell’umanità. L’uso della lingua slovena – ha detto – è un arricchimento per l’intera comunità».
Elena Legisa, capogruppo di Rifondazione comunista, ha evidenziato la parte del nuovo Statuto che riguarda la partecipazione «concetto decisivo per tutti – ha sottolineato – perché chi governa un ente non è mai il detentore della verità, ma deve continuamente cercare l’aiuto delle associazioni e dell’intera comunità per migliorarsi e migliorare la Provincia».
Le tre rappresentanti della maggioranza di centrosinistra hanno insistito sul fatto che «nel tempo, Statuto e regolamento della Provincia si sono sovrapposti, intrecciandosi su determinati argomenti ed è indispensabile riportare ciascuno dei due documenti alla propria natura originaria, con funzioni ben separate».
Per arrivare all’approvazione del nuovo Statuto è necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi nella prima votazione, altrimenti nella seconda o nella terza è sufficiente la maggioranza semplice. «Faremo opposizione dura fin dall’inizio – ha annunciato il capogruppo di An, Marco Vascotto – perché riteniamo sbagliato arrivare all’approvazione di un documento così importante come lo Statuto a colpi di maggioranza». «La proposta della maggioranza – ha commentato Claudio Grizon, capogruppo di Forza Italia – è fortemente ideologica. Ci opporremo anche facendo ostruzionismo: lo Statuto è di tutti e non solo di chi governa».
Proprio Vascotto è stato espulso dall’aula del consiglio ieri sera, dopo aver subito due richiami dal presidente Boris Pangerc durante il suo intervento: «Volevano stabilire le modalità di discussione e presentazione degli emendamenti senza parlarne con l’opposizione», ha aggiunto Vascotto.
Ugo Salvini