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venerdì 14 febbraio 2014

IN PROVINCIA LO SLOVENO E' UN DIRITTO SUPERFLUO

Da Il Piccolo di venerdì 14 febbraio 2014 - Pagina 34 - Cronaca Trieste

In Provincia lo sloveno è un diritto superfluo 















L'INTERVENTO DI
CLAUDIO GRIZON*

Ringrazio il Piccolo di aver ripreso nell’articolo “Caro tradurre lo sloveno? No, è un diritto di legge” del 6 febbraio scorso una mia nota stampa con cui evidenziavo i costi sopportati dalla Provincia (366 euro medi a seduta) per assicurare la possibilità di tradurre dallo sloveno all’italiano gli interventi di alcuni consiglieri di sinistra. 
Vorrei però approfondire la ragione che principalmente motiva la mia richiesta di limitare la spesa (finora 7333 euro sui 10.500 impegnati) alle sole traduzioni per gli incontri ufficiali, come quello giustamente promosso dalla presidente Maria Terese Bassa Poropat per la consegna del sigillo d’argento della Provincia allo scrittore sloveno Alojz Rebula. 
Infatti, va rilevato che i consiglieri di maggioranza solo nella prima seduta in cui è stato “inaugurato” l’impianto e il servizio, e successivamente solo in rare occasioni, sono intervenuti usando brevemente la lingua slovena. 
Ebbene, considerato quindi che l’opportunità data è di fatto inutilizzata, questa spesa può essere considerata superflua (se non uno spreco). 
Desidero con l’occasione ricordare che la Provincia già nel 2001, con il presidente Renzo Codarin, aveva reso omaggio allo scrittore Rebula pubblicando un prezioso saggio dal titolo “Carteggio scazonte”, tratto da una pluriennale corrispondenza tra lo stesso Rebula e Manlio Cecovini. 
Io stesso allora, nella veste di assessore provinciale alla Cultura, seguii l’edizione del volume propostoci da Cecovini e l’organizzazione di un’affollata presentazione all’auditorium del liceo Dante affidata al critico d’arte Vittorio Sgarbi. 
Ho ritenuto opportuno ricordare l'omaggio che la giunta di centrodestra fece allora a Rebula per sottolineare che, assieme a Codarin, ho il massimo rispetto per la comunità slovena tutta e in particolare per quelle personalità che sanno coniugare l’appartenenza a un’etnia e l’uso di una lingua a valori che arricchiscono e uniscono la comunità provinciale e non per alimentare animosità e posizioni revansciste che non ci appartengono e che guardano irrimediabilmente a un passato che la storia ha già giudicato. 
Pertanto, la richiesta di ridurre spese non prioritarie, anche se pagate dalla Regione (sono pur sempre soldi dei cittadini), nulla c’entra con il rispetto e il valore di una presenza linguistica, etnica e culturale la cui valorizzazione non si realizza certo con un diritto di tribuna per altro non utilizzato nelle assemblee elettive. 

*Capogruppo Pdl 
alla Provincia di Trieste

giovedì 6 febbraio 2014

CARO TRADURRE LO SLOVENO? "NO, E' UN DIRITTO DI LEGGE"

Da Il Piccolo di giovedì 6 febbraio 2014 - Pagina 23 - Cronaca Trieste 

Caro tradurre lo sloveno? «No, è un diritto di legge» 
Grizon (Pdl) chiede alla Provncia di rinunciare alla spesa finora di 7000 euro per il servizio in aula. Poropat: «Progetto finanziato dalla Regione» 

E oggi “simultanea” per il sigillo a Rebula 
Forse oggi il capogruppo Pdl e la presidente della Provincia troveranno un punto d’incontro sull’utilità della traduzione simultanea perché alle 11.30 nella sala del Consiglio di palazzo Galatti si svolgerà una cerimonia ufficiale: per la Giornata della cultura slovena verrà consegnato il Sigillo d’argento allo scrittore, docente, traduttore e saggista Alojz Rebula. A consegnarlo la presidente Maria Teresa Bassa Poropat, anche assessore alla Cultura, con gli interventi di Elvio Guagnini, professore emerito dell’Università di Trieste, Tatjana Rojc, docente di letteratura dell’Università di Nova Gorica, Ivo Jevnikar giornalista Rai, Mario Maver, direttore delle Edizioni Mladika e la partecipazione di Maurizio Vidali, presidente del Consiglio provinciale. 

di Gabriella Ziani 

In questo duro periodo in cui gli scandali sulla mancanza di soldi fronteggiano quelli per lo spreco e lo sperpero selvaggio anche la mediazione linguistica finisce sotto punto interrogativo come spesa inutile, e infatti il capogruppo Pdl in Consiglio provinciale, Claudio Grizon, si allarma perché in Provincia è stato attivato un servizio di traduzione simultanea sloveno-italiano: «Con tutto il rispetto per la minoranza slovena - afferma Grizon - mi chiedo se spendere mediamente 366 euro (100 all’ora più Iva) per ogni seduta del Consiglio provinciale per assicurare la traduzione dallo sloveno all’italiano costituisca una priorità a cui di questi tempi non si possa fare a meno, si tratta - aggiunge - di 7333 euro spesi dall’11 marzo 2013 a oggi sulla base di un contratto da 10.500 euro con Trieste traduzione e congressi: risorse davvero sprecate perché raramente qualche consigliere della sinistra è intervenuto in lingua slovena per cui quello che si è voluto far passare come un diritto inalienabile di fatto si è rivelato solo un paletto politico»
Grizon, implicitamente sottolineando come “sloveni” siano solo i consiglieri di sinistra, invita la presidente Maria Teresa Bassa Poropat a «limitare queste spese solo alle manifestazioni ufficiali o a particolari ricorrenze, con una rivisitazione della spesa che privilegi piuttosto le attività delle associazioni per le quali sono stati tagliati a man bassa quasi tutti gli stanziamenti». 
Ma la presidente ha tutt’altro punto di vista, a partire dalla constatazione che l’impianto di traduzione simultanea «è stato installato dopo aver ricevuto dalla Regione, sulla base di un progetto presentato, finanziamenti che derivano dalla legge 38 sulla tutela della minoranza slovena. 
Non l’unico progetto approvato peraltro - sottolinea la presidente -, fra gli altri c’era questo per l’impianto di traduzione simultanea, costato 23.348 euro (il bando è stato vinto con ribasso, partiva infatti da 29 mila), che non serve soltanto per il Consiglio provinciale dove in effetti è usato solo per particolari interventi dei consiglieri di lingua slovena che talora lo richiedono, ma per ospiti, manifestazioni, premi, incontri transfrontalieri. E oltretutto resterà patrimonio stabile. 
Dopo un’indagine di mercato abbiamo incaricato Trieste traduzione e congressi, contratto per 10.285 euro, a chiamata, per le due ore di Consiglio provinciale e per altre occasioni, in totale per 85 ore in un anno». Inoltre Poropat risponde a Grizon anche sul punto politico: «Quando c’è una legge, e un diritto viene sancito, bisogna garantirlo, non può essere classificato fra le spese inutili». 
E a margine si scopre quanta lunga storia abbia avuto questo impianto, ovvero con quanta solerzia la Regione ancora a guida Tondo abbia dato risposta al “diritto”: «La domanda - racconta Poropat - l’avevamo fatta addirittura nel 2009, il decreto regionale di approvazione del progetto era uscito nel 2010, e i soldi ci sono stati dati appena nel 2012». Quindi la traduzione simultanea è diventata attiva, come anche Grizon ricorda, nel marzo 2013. 
Dopo quattro anni. Sorride la presidente: «Paradossalmente nel frattempo la Regione avrebbe potuto anche cancellare le Province...». 

mercoledì 5 febbraio 2014

CONSIGLIO PROVINCIALE, 366 EURO A SEDUTA PER TRADURRE GLI INTERVENTI DALLO SLOVENO

In questo periodo di riduzione della spesa tutte le amministrazioni pubbliche cercano di rivedere e limitare le spese inutili o non prioritarie ma la Provincia di Trieste su certi temi non molla.
“Con tutto il rispetto per i diritti della minoranza slovena – evidenzia Claudio Grizon capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti - mi chiedo se spendere mediamente 366 euro (100 €/ora +IVA 22%) per ogni seduta del consiglio provinciale per assicurare la traduzione dallo sloveno all’italiano costituisca una priorità a cui di questi tempi non si possa fare a meno”.
“Dall’11 marzo 2013 ad oggi per 20 sedute si sono spesi 7.333 € - ricorda Grizon - sulla base di un contratto da 10.500 € con la Trieste Traduzione e Congressi che si estinguerà probabilmente entro giugno una volta esauriti i fondi”.
“Queste risorse sono davvero sprecate  - aggiunge Grizon  -  anche perché raramente qualche consigliere della sinistra è intervenuto in lingua slovena, per cui quello che si è voluto  far passare come un diritto inalienabile di fatto si è rivelato solo un paletto politico il cui costo, assieme a quello per l’acquisto dell’impianto di traduzione, si sono fatti carico tutti i cittadini della regione”.

Spero che per il futuro – conclude Grizon -  la presidente della Provincia  limiti queste spese solo alle manifestazioni ufficiali o a particolari ricorrenze, attuando così una rivisitazione della spesa che privilegi piuttosto le attività delle associazioni per le quali sono stati tagliati a man bassa quasi tutti gli stanziamenti”.

martedì 14 maggio 2013

10 MILA EURO PER TRADURRE IN SLOVENO IL “PIANO DI ZONA”

Grizon Pdl): rispetto i diritti degli sloveni ma di questi tempi non mi sembra proprio una priorità 

La traduzione in sloveno del Piano di Zona dei servizi per l’Ambito Socio Assistenziale di Muggia e San Dorligo della Valle costerà ben 10.000 euro. Nei giorni scorsi la responsabile dell’Ambito ha affidato ( con determina dd. 10.05.2013 n.422) la traduzione degli atti del Piano e dei suoi allegati all’Istituto Sloveno di Ricerche, con sede in via Beccaria a Trieste, che secondo gli uffici “risulta essere il soggetto più qualificato ad assumere tale incarico”. 
Secondo il contratto il Piano sarà tradotto e consegnato al Comune di Muggia entro il prossimo 30 maggio. "Mi chiedo se non si poteva soprassedere alla traduzione del Piano in sloveno – commenta il consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon e già assessore alle politiche sociali della Provincia – in quanto si tratta di documenti tecnici che definiscono le tipologie e la rete dei servizi socio assistenziali che i due Comuni si propongono di assicurare ai loro cittadini da qui al 2015 e non di informazioni da divulgare obbligatoriamente in modo capillare”. 
“Oltretutto per la traduzione non saranno utilizzate risorse finalizzate, derivate dall’applicazione della legge 38/2001 sulla tutela della minoranza slovena, – spiega il consigliere Grizon – ma risorse residue del 2010 della Regione destinate originariamente ad “interventi di adeguamento tecnico ed organizzativo” per l’Ambito socio assistenziale che avrebbero potuto essere utilizzate anche per altre esigenze più utili e cogenti”. 
"Non sono contrario alla tutela dei diritti di quanti si ritrovano nella comunità di lingua slovena – prosegue Grizon – ma devo dire che di questi tempi spendere 10 mila euro per tradurre pacchi di documenti che sono destinati alla Regione, ai Comuni e ad alcune organizzazioni che gestiscono o si occupano di servizi sociali, con tutto il rispetto, di questi tempi non mi pare proprio una priorità”.
Da un lato le amministrazioni comunali si lamentano delle ristrettezze di risorse – conclude Grizon – e dall’altro non sono in grado di razionalizzare le proprie spese secondo criteri di economicità ed efficienza che privilegino le vere esigenze dei cittadini piuttosto di adempimenti burocratici e formali che in questo caso serviranno solo a moltiplicare la spesa per documenti che saranno riposti in qualche armadio polveroso considerato che l’italiano lo conoscono tutti”.