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martedì 5 marzo 2013

PERCORSO PERICOLOSO: LA CICLABILE PARENZANA DEV'ESSERE NASCOSTA

Da Il Piccolo di martedì 5 marzo 2013 - Pagina 28 - Cronaca Trieste 

Percorso pericoloso: la ciclabile Parenzana dev’essere nascosta
Cappucci alla segnaletica dopo le proteste dei residenti 
Il Comune: aggiungeremo cartelli, il tracciato non cambia 

di Riccardo Tosques 

MUGGIA - Segnali stradali incappucciati con dei sacchi neri per evitare pericolosi incroci tra biciclette e auto. È la sorte che sta toccando al tratto di pista ciclabile “Parenzana” in località Farnei.
L'imbustamento dei cartelli è avvenuta come temporanea soluzione in seguito alla segnalazione di alcuni proprietari di terreni agricoli che hanno evidenziato al Comune che quel tratto di ciclabile deve essere utilizzata obbligatoriamente come strada di servizio per l'accesso ai fondi privati. Strada che dunque può essere attraversata anche da automobili. 
Da qui l'evidente possibile pericolosità della situazione: soprattutto con l'arrivo della bella stagione il via vai di biciclette famigliari con bambini aumenterà, fattore che implica l'immediato avviso della commistione dell'area tra bici e autoveicoli. 
Sulla vicenda alcuni proprietari fondiari si sono rivolti al consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon che ha analizzato la questione. «Siamo davanti all’ennesimo esempio dell’incapacità di questa amministrazione di risolvere i piccoli problemi che essa stessa causa ai cittadini ed in questo caso ai ciclisti. I proprietari dei fondi si sono rivolti agli uffici comunali con il risultato che i segnali sono stati incappucciati con dei sacchi neri, come se avessero messo la testa sotto la sabbia per non vedere il problema», racconta l'esponente dell'opposizione. «In realtà - prosegue Grizon - sarebbe bastato che nel capitolato dei lavori per la ciclabile fosse stata prevista la segnaletica corretta che ora il Comune dovrà modificare a proprie ulteriori spese. Spero in un intervento tempestivo prima che accadano incidenti»
Dal Municipio si fa sapere che la situazione è nota e la soluzione definitiva è alle porte: «Per ora i lavori sono sospesi con alcune varianti da effettuare. Contiamo comunque che entro il mese di marzo verranno apposti dei cartelli integrativi a quelli attuali che sono comunque corretti». Il problema dunque “non sussiste”, ha ribadito il Comune, perché non ci sarà “nulla da correggere”. 
Ma Jacopo Rothenaisler, referente di Impronta Muggia non è d’accordo ed evidenzia la “demenzialità del percorso attuale raffazzonato e illogico, con troppi percorsi misti, e sensi unici che danno un senso di marginalità della ciclabile”. E secondo Rothenaisler «la perla è proprio l'attraversamento della Strada Provinciale 14 di Farnei. Arrivati sul marciapiede della provinciale si trattava solo di scegliere in quale punto passare dall'altra parte - ricorda Rothenaisler - La Provinciale, lo dice la parola, è di competenza della Provincia. E così l'ingegner Paolo Stolfo, direttore dell'Area servizi tecnici della Provincia, ha deciso: si attraversa là, dove esiste già un passaggio pedonale». Ma c'è un dettaglio: «Il passaggio pedonale non è in linea con il percorso, bisogna costeggiare la provinciale, attraversare, e poi costeggiare dall'altra parte nuovamente per tornare in direzione di marcia». 
L'illogicità non finisce qui: «Il passaggio pedonale non ci porta sul marciapiede opposto. Si attraversa la provinciale è vero, ma avendo dovuto costeggiare la provinciale per raggiungere il passaggio pedonale abbiamo anche superato un bivio. Cosicché, per arrivare al marciapiede che ci interessa, invece di un attraversamento pedonale se ne fanno tre, di cui uno cieco andando su è giù nello stesso posto. E non siamo su Truman show». Ma in un pericoloso labirinto.

giovedì 25 ottobre 2012

MUGGIA, PARENZANA PULITA VIA LE CARCASSE DELLE AUTO

Da Il Piccolo del 25 ottobre 2012 - Pagina 39 - Cronaca Trieste

L’operazione costerà duecento euro a rottame. 
Ancora da decidere i tempi dell’intervento. 
Rimane il problema delle montagne di pneumatici sepolti

di Riccardo Tosques

MUGGIA - Le carcasse degli autoveicoli siti lungo la Parenzana verranno rimosse. Costo? 200 euro a pezzo per un totale di cinquemila 324 euro. Quando? Ancora non si sa. Con una determina l'Ufficio ambiente del Comune di Muggia ha dato intanto il nulla osta alla rimozione di veicoli/rottami stazionanti nei pressi del sedime della ciclovia che collega Muggia con la Slovenia. 
Complessivamente saranno 22 gli autoveicoli e due i motocicli e vari motori abbandonati da lunghi anni lungo il percorso della Parenzana ad essere presi in carico dalla ditta Autodemolizioni Adriano. 
Un intervento necessario per assicurare l’ultimazione dei lavori e la percorribilità in sicurezza della pista da parte dell’utenza, “in attesa di convenire quanto prima con le rispettive proprietà, doveri ed oneri in carico alle stesse anche a riguardo delle problematiche ambientali ad essi collegate”, fermo restando come da atti d’ufficio, “la responsabilità accertata dell’abbandono dei mezzi da parte di un soggetto terzo che gestiva attività abusiva di rottamazione e non intenzionato e/o impossibilitato a procedere nel merito delle operazioni in argomento”. 
In seguito ai diversi articoli apparsi sul Piccolo – come rimarcato nella determina - l'Autodemolizioni Adriano si è proposta per effettuare i lavori di rimozione. E “poiché non sussistono le condizioni temporali per ricevere altri preventivi”, il Comune ha deciso di partire con l'iter, evidenziando come la ditta con sede in Strada Nuova per Opicina “conosce a fondo il territorio di competenza e possiede i requisiti per le operazioni di prelievo, trasporto e smaltimento di tali tipologie di materiali abbandonati” anche perché risulta quale “centro raccolta autorizzato dalla Provincia di Trieste per la demolizione e radiazione dei veicoli a motore”. 
Il Comune di Muggia ha già preannunciato di riservarsi in merito alla spesa qui preventivata e di procedere con il recupero delle somme anticipate in danno dei soggetti obbligati. 
«Era ora che la giunta Nesladek si desse una mossa: avrebbero potuto e dovuto intervenire ben prima e se non fosse stato per la mia denuncia e di quella di Fareambiente sul Piccolo se ne sarebbe lavata le mani lasciando quello scempio attorno alla Parenzana», commenta il consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon. «Mi chiedo: dove sono gli ambientalisti di sinistra e le loro associazioni? Perché su questa vicenda hanno taciuto? Perché non si occupano dei problemi ambientali di Muggia?», dice l'esponente pidiellino. 
«Questo per me è solo un primo passo – aggiunge ancora Grizon – anche perché con i lavori della Parenzana sono stati visibilmente interrati rifiuti d’ogni tipo che dovrebbero essere rimossi ed inoltre sul lato valle della ciclabile ci sono abbandonati centinaia di pneumatici che andrebbero smaltiti». Sulla vicenda è intervenuto anche Giorgio Cecco, coordinatore regionale di FareAmbiente: «Evidentemente le sollecitazioni a seguito delle segnalazioni pervenute alla nostra associazione e le verifiche sul sito per valutare la situazione, sono state utili per sensibilizzare l’amministrazione muggesana nell’affrontare il problema della pista ciclabile denominata “Parenzana” – dichiara l'esponente ambientalista -. Il fatto che sono stati affidati ad una ditta specializzata l’asporto e lo smaltimento dei veicoli e rottami, non può che essere valutato positivamente, anche se probabilmente si poteva intervenire già nella fase di esecuzione delle opere o comunque prima che l’impianto fosse pronto: ora auspichiamo si proceda anche nell’asporto degli altri rifiuti». A tale proposito il Comune si sta muovendo per implementare l’opera, contestualmente all’intervento previsto, con un’ulteriore operazione nell’area che si concretizzerà grazie ad un'azione di pulizia condivisa effettuata da diverse realtà del territorio resesi disponibili a farlo.

mercoledì 24 ottobre 2012

DOPO LA DENUNCIA DI GRIZON LA PARENZANA SARA’ RIPULITA DALLE CARCASSE ABBANDONATE

Grizon (Pdl): per me è solo un primo passo, rimangono i rifiuti interrati e centinaia di pneumatici 

Alla fine dopo le denuncie di Claudio Grizon, consigliere del Pdl muggesano, l’ufficio ambiente del Comune con una determina del 16 ottobre scorso è stato costretto ad affidare la rottamazione dei 22 autoveicoli, dei 2 motocicli e vari motori abbandonati da lunghi anni lungo il percorso della Parenzana alla ditta Autodemolizioni Adriano per la cifra di 5.324 euro. 
"Era ora che la giunta Nesladek si desse una mossa – commenta il consigliere Grizon - : avrebbero potuto e dovuto intervenire ben prima e se non fosse stato per la mia denuncia e di quella di Fareambiente sul Piccolo se ne sarebbe lavata le mani lasciando quello scempio attorno alla Parenzana”. 
“Mi chiedo dove sono gli ambientalisti di sinistra e le loro associazioni? Perché su questa vicenda hanno taciuto? Perché non si occupano dei problemi ambientali di Muggia” 
"L’inaugurazione della ciclabile era stata annunciata per settembre – ricorda il consigliere – ma, nonostante sia già utilizzata da molti ciclisti, forse non hanno avuto il coraggio di tagliare nastri e brindare con quella discarica a cielo aperto attorno”. 
"Questo per me è solo un primo passo – aggiunge ancora Grizon – anche perché con i lavori della Parenzana sono stati visibilmente interrati rifiuti d’ogni tipo che dovrebbero essere rimossi ed inoltre sul lato valle della ciclabile ci sono abbandonati centinaia di pneumatici che andrebbero smaltiti”. 
“Da una giunta di sinistra su questi temi – prosegue Grizon - mi sarei aspettato un’attenzione e una sensibilità che non ha dimostrato”. “E’ evidente ormai a tutti – conclude Grizon -che assieme ai rifiuti della Parenzana sarebbero da rottamare il sindaco Nesladek, la sua giunta e questa maggioranza claudicante, litigiosa, incapace e inconcludente: prima o poi se non riusciremo a farlo dai banchi dell’opposizione, ci penseranno i cittadini”.

lunedì 3 settembre 2012

FAREAMBIENTE: "LA PARENZANA VA RISANATA"

Da Il Piccolo di lunedì 3 settembre 2012 - Pagina 17 - Cronaca Trieste

FareAmbiente: «La Parenzana va risanata» 

MUGGIA - Risolta la grana delle bombe (il Comune di Muggia ha stanziato quasi 16mila euro per la bonifica dei residuati bellici) resta quella dei rifiuti lungo il percorso della Parenzana. Il tratto italiano della pista ciclabile non è un bello spettacolo. Una pedalata tra una serie di discariche abusive. 
A denunciarlo è un’altra associazione ambientalista. «A seguito di molte segnalazioni pervenute ed in riferimento a quanto evidenziato anche dal consigliere comunale e provinciale Claudio Grizon su Il Piccolo, la sezione locale di FareAmbiente ha effettuato un sopralluogo presso la pista ciclabile denominata “Parenzana”» si legge in un comunicato stampa con allegate diverse foto.
Il risultato del sopralluogo? «E’ una situazione che bisogna assolutamente risolvere prima possibile, – dichiara Giorgio Cecco coordinatore regionale del movimento ecologista – anche perché il percorso è già di fatto usufruito da molti ciclisti e gitanti, quindi condividiamo le preoccupazioni del consigliere per uno stato di degrado ambientale, ma anche di probabile pericolo per le persone». Non solo, insomma, una questione di decoro. «Una struttura nuova, che vuole e può avere uno standard di qualità europeo, in un ottica di ecosostenibilità, non è pensabile sia integrata in un contesto simile – conginua il coorordinatore regionale di FareAmbiente – con rifiuti di ogni tipo ai bordi ed in adiacenza discariche abusive prive di qualsiasi barriera di sicurezza». E quindi invita l’amministrazione comunale di Muggia a intervenire al più presto.

sabato 1 settembre 2012

MUGGIA, BONIFICA BELLICA LUNGO LA PARENZANA

Da Il Piccolo del 1 settembre 2012 - Pagina 23 - Cronaca Trieste

Muggia, bonifica bellica lungo la Parenzana 
Il Comune stanzia 15mila euro per eliminare i “residuati” dell’ultima guerra
Resta aperta la questione dei rifiuti abbandonati ai bordi della pista ciclabile 

di Riccardo Tosques

MUGGIA - Il Comune di Muggia ha aumentato il budget per i lavori di bonifica dei residuati bellici situati lungo la Parenzana. L'ufficialità è giunta in queste ore con una determinazione da parte del responsabile del servizio Lavori pubblici espropri e patrimoni dell'amministrazione rivierasca. Complessivamente sono stati stanziati 15mila 780 euro. Il lavoro necessario per la bonifica dell'area è stato affidato alla ditta Co.ve.smi di Ostiglia (Mantova). 
Le modalità e le prescrizioni saranno quelle previste dal Capitolato del Genio militare. Un nuovo importante tassello dunque si inserisce nell'annosa vicenda degli ordigni bellici che circondano l'ex sede del tracciato della ferrovia Parenzana. 
Pochi giorni or sono sulle colonne del Piccolo era stato pubblicato un reportage sulla mitico itinerario che in 70 chilometri riesce a collegare tre nazioni - Croazia, Slovenia e Italia - grazie ad un accordo stipulato fra 30 Comuni per realizzare la “Strada della salute e dell’amicizia” sottoscritto il 6 ottobre del 2000. 
L’inaugurazione del tratto italiano, dicono al Comune di Muggia, si farà entro il mese di settembre, quando saranno installati i cartelli segnaletici per i turisti amanti delle bici
Intanto però, oltre alla grana delle bombe, prosegue il discorso dei rifiuti posti ai bordi della pista «Credo che per questioni di sicurezza ed igiene ambientale il sindaco dovrebbe rinviare a data da destinarsi l’inaugurazione di questa “ciclabile con vista su discarica” che probabilmente può esser considerata la discarica abusiva più estesa della provincia», tuona il consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon
Recatosi in loco l’esponente del centrodestra muggesano ha aspramente criticato la scelta di battezzare l’area bruciando i tempi. «Non voglio neanche immaginare bambini, famiglie o appassionati ciclisti transitare in mezzo a quei rifiuti - prosegue Grizon - che per alcune decine di metri spuntano letteralmente dal terreno come funghi, e che i alcuni punti sembra siano stati tombati con le ruspe del cantiere. Se così fosse, come pare, chi si è assunto la responsabilità dei fatti?». Da qui il monito finale: «La fretta di concludere la ciclabile non sarà stata mica cattiva consigliera in tutta la vicenda? A questo punto è auspicabile un intervento della magistratura e dei Carabinieri, con il loro Nucleo Ambientale Speciale, affinché l’area sia posta sotto sequestro e finché non si sarà fatta luce sulla vicenda, individuate le responsabilità e non si sarà bonificato il terreno».

SCEMPIO AMBIENTALE LUNGO LA CICLABILE DELLA PARENZANA

LA NOTA 
Pubblico oggi il comunicato stampa, corredato da inequivocabili fotografie, inviato lo scorso 8 agosto a Il Piccolo e che oggi viene ripreso in un articolo del giornale dal titolo "Muggia, bonifica lungo la Parenzana" che riporto nel post che segue.




















Grizon(Pdl): auspico il sequestro dell’area, l’intervento della magistratura e del NAS dei Carabinieri, spero che il sindaco non si sia assunto responsabilità pur di accelerare l’inaugurazione della ciclabile. 

Incuriosito dall’annuncio dell’imminente inaugurazione della pista ciclabile sulle orme della Parenzana l’altro giorno ho ritenuto di andare a verificare sul campo lo stato dei lavori di quella che, tutto sommato, può essere considerata la prima opera pubblica dell’era Nesladek. Immaginavo che, al di là della lingua d’asfalto che avrei preferito di ghiaia e che abbiamo già visto svilupparsi lungo gli argini dell’Ospo, tutto sommato questo tratto di ciclabile dopo sei anni era pur meglio di niente.
Non posso però descrivere la sorpresa, lo sconcerto e l’incredulità che ho provato al vedere lo scempio ambientale di questa discarica abusiva a cielo aperto lungo il tratto della pista che dalle case di Farnei porta verso la Slovenia.
Uno stato indescrivibile di depauperamento ambientale che non può che risalire a vari decenni orsono.
Sul lato monte della pista, fino a ridosso del percorso d’asfalto, il terreno è cosparso da una quantità di rifiuti indescrivibile d’ogni tipo, a partire da decine e decine di copertoni d’automobile, elettrodomestici, metalli, pezzi di motociclette, motori e batterie d’automobile spaccate e poi ancora più d’una decina di carcasse di automobili arrugginite e consunte dal tempo.
Ma a guardare bene sul lato a valle della pista, in fondo ad un pendio, ho notato anche una montagna di copertoni d’automobili che giacciono lì abbandonati da lungo tempo.
A questo punto i quesiti che vien da porsi sono molti.
Chi ha realizzato questo vergognoso danno ambientale? Chi sono i proprietari dei terreni interessati? Com’è possibile che in Comune, dove a quanto sembra la cosa era nota da tempo, nessuno abbia fatto qualcosa per verificare le responsabilità e far bonificare l’area? Il sindaco Nesladek, che aveva tanto a cuore questa ciclabile, cosa ha fatto per far pulire la zona?
Solo dopo esser ritornato a casa mi sono reso conto e ricordato che in realtà il sindaco alcuni mesi orsono aveva fatto riferimento sulla stampa alla scoperta di una discarica lungo il percorso della Parenzana, di cui prima non avevo mai sentito parlare, ma dalle sue parole non avevo certo percepito la vastità dell’inquinamento e oltretutto avevo dato per scontato che trovandosi sulla ciclabile l’amministrazione avrebbe provveduto a far pulire tutto e ad individuare i responsabili. Ma invece sembra di no.
Ma dopo mesi di lavori ed una situazione probabilmente quasi inalterata io credo che per questioni di sicurezza ed igiene ambientale il sindaco dovrebbe rinviare a data da destinarsi l’inaugurazione di questa “ciclabile con vista su discarica” che probabilmente può esser considerata la discarica abusiva più estesa della provincia.
Non voglio neanche immaginare bambini, famiglie o appassionati ciclisti transitare in mezzo a quei rifiuti, che per alcune decine di metri spuntano letteralmente dal terreno come funghi, e che in alcuni punti sembra siano stati tombati con le ruspe del cantiere. Se così fosse, come pare, chi si è assunto la responsabilità dei fatti?
Spero proprio che Nesladek non voglia proprio assumersi queste responsabilità - a meno che non se le sia in qualche modo già assunte - né da sindaco, né da cittadino e tantomeno da medico.
Lì dove si sarebbero potute prevedere delle zone di sosta con panchine oggi invece campeggiano rifiuti d’ogni genere che probabilmente dovranno essere smaltiti da ditte specializzate e autorizzate con costi incredibili.
Ma mi chiedo ancora: perché si è fatto finta di nulla? Perché non ho visto pubblicate ordinanze del sindaco dopo il ritrovamento dei rifiuti mesi orsono con cui si intimava, come si è fatto di recente per altri casi, ai responsabili di risanare l’area? Ci sono procedimenti giudiziari già in corso per questi fatti? Chi coinvolgono? E poi ancora. Per quale ragione il Comune di Muggia con la determina n. 872 del 25 luglio scorso si è assunto la spesa di 2.134 euro per procedere urgentemente all’asporto di una notevole quantità di pneumatici fuori uso che la società che si era aggiudicata i lavori della ciclabile ha rilevato lungo il sedime dell’Ex ferrovia Parenzana durante la realizzazione del tratto più prossimo all’ex valico confinario italo sloveno di Rabuiese in territorio comunale”? L’area ove sono stati raccolti è proprietà del Comune? Si sono ricercate le eventuali proprietà e responsabilità dell’abbandono dei copertoni prima di assumersi l’onere della spesa? Il Comune ha speso anche altre risorse per le stesse o medesime finalità? Se così è stato era legittimo farlo?
La fretta di concludere la ciclabile non sarà stata mica cattiva consigliera in tutta la vicenda?
A questo punto è auspicabile un intervento della magistratura e dei Carabinieri, con il loro Nucleo Ambientale Speciale, affinché l’area sia posta sotto sequestro e finché non si sarà fatta luce sulla vicenda, individuate le responsabilità e non si sarà bonificato il terreno.
Per cercare di capire come stanno le cose presenterò intanto una interrogazione al sindaco Nesladek e anche in Provincia alla presidente Bassa Poropat, nel caso l’ente avesse qualche possibilità di intervenire: ma temo che non sarà sufficiente in quanto il problema sembra molto importante.

Claudio Grizon
Consigliere del PDL al Comune di Muggia

lunedì 2 luglio 2012

MUGGIA, LA CICLABILE D'ASFALTO TOGLIE SPAZIO AI TIR

Da Il Piccolo del 2 luglio 2012 - Pagina 35 - Cronaca Trieste

Muggia, la ciclabile si aggancia al confine con la “Parenzana”




















L'OPPOSIZIONE
Grizon: sottratto spazio prezioso ai Tir


«La pista ciclabile voluta dal sindaco Nerio Nesladek si avvicina ai laghetti delle Noghere, passando per la Zona Industriale, sottraendo spazio prezioso alla strada. Dove passano ingombranti camion infatti ora passerà anche la ciclabile».
Lo sostiene il consigliere di opposizione Claudio Grizon, che continua: «I Tir d'ora in poi difficilmente potranno passare contemporaneamente nei due sensi di marcia. La pista è stata delimitata da enormi blocchi di cemento armato incastrati tra loro alti almeno 30 centimetri e larghi 40-50. Così più o meno la nuova pista ciclabile si prende circa un terzo della strada. Certo che il percorso è quello più diretto verso i Laghetti ma non è certo questa la soluzione ideale. Un percorso alternativo nel verde sarebbe stato a mio avviso la soluzione migliore". 
"Ma dopo l'asfaltatura della pista lungo gli argini dell'Ospo - conclude il consigliere del Pdl - questi blocchi di cemento sull'asfalto rappresentano purtroppo la logica conseguenza». 



Il Comune spiega che l’uso dell’asfalto è una scelta obbligata
Lo prevede il piano regionale: dev’essere identica alla slovena


di Ivana Gherbaz
MUGGIA - Da un lato la politica e dall'altro gli amanti della natura. Il fatto che alcuni tratti delle piste ciclabili che verranno realizzate dal Comune di Muggia saranno asfaltati ha destato preoccupazione e creato una certa dose di critiche da parte di chi siede sui banchi dell'opposizione, ma anche qualche mugugno da parte degli ambientalisti: troppo bitume per tracciati che sono la quintessenza dell’ecologia, dicono. 
Ma quello che all'apparenza può apparire come un ennesimo scempio che stona con le bellezze naturali è dettato da regole ben precise che impongono l'utilizzo dell'asfalto o di materiali particolari, come spiegano gli amministratori comunali. 
Nel caso della Parenzana, la ciclovia in corso di realizzazione a Muggia si collegherà con la sua omonima in Slovenia. Si tratta di un percorso che nella parte oltreconfine è già asfaltato, e si inserisce nel piano regionale delle piste ciclabili, per il quale la Regione ha anche concesso il finanziamento. 
Per questo motivo, come ha spiegato l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Muggia Loredana Rossi, «abbiamo dovuto rispettare le regole previste dal piano regionale che prevede la realizzazione di un unicum, cioè una pista ciclabile identica a quella in Slovenia che è asfaltata»
La maggior parte della pista poi si trova sulla strada e quindi utilizza l'asfalto già esistente, a parte il tratto che sarà realizzato su quello che un tempo erano i binari della ex ferrovia Parenzana. Ma ci deve essere una perfetta connessione con la parte della ciclovia in Slovenia. Per questo motivo, spiega ancora l’assessore Rossi, «quello che faremo sarà asfaltare quel tratto che un tempo era la ex ferrovia dalla quale prende il nome la pista ciclabile»
L'asfaltatura non garantisce solo l'omogeneità del percorso ma anche, in termini di sicurezza, rende la pista ciclabile percorribile a tutti, anche a chi non è un virtuoso della mountain-bike. Insomma, come sottolinea invece il sindaco Nerio Nesladek, si è trattato di “una polemica politica che poi si è trasformata in preoccupazione da parte dei cittadini”
Ad essere asfaltato (i lavori sono già iniziati), anche il tratto che passa a ridosso del rio Ospo. In quel caso le soluzioni che potevano essere prese, indica l'assessore Rossi, erano due: «Da un lato utilizzare il tratto più vicino al corso d'acqua, ma è percorso anche dalle automobili e quindi è pericoloso, per questo è stato scelta la parte più in alto dove era già presente un tracciato. Noi dobbiamo comunque osservare le regole che sono previste per la realizzazione delle piste ciclabili che indicano di utilizzare o l'asfalto già presente, cosa che per la maggior parte abbiamo sfruttato, come ad esempio il percorso di via di Stramare o della salita di Naccia. Quasi tutto è su strada, ma i tratti che creano l'anello dovranno essere asfaltati, questo perché solo così potevamo avere un collegamento visto che la parte di pista sulla strada è a senso unico». 
Altro discorso è invece quello che riguarda la pista ciclabile Carso-Kras che si collegherà ai laghetti delle Noghere in direzione san Dorligo della Valle-Dolina pesantemente criticata dal consigliere del Pdl Claudio Grizon nel tratto che passa sulla strada. Per Grizon, così come è stata progettata, la pista si mangerebbe un terzo della strada rendendo praticamente impossibile il passaggio contemporaneo di due Tir sui due lati della carreggiata, come riferiamo più dettagliatamente qui a fianco. Anche in questo caso però la questione è stata risolta: laddove le manovre per i pesanti autoarticolati sarebbero risultate troppo difficoltose è stata subito eliminata la barriera protettiva utilizzata per separare la pista dalla strada.