Il piano regolatore di Muggia in dirittura
Maratona in piazza Marconi tra divergenze sull’Ezit e polemiche. Il voto decisivo atteso per lunedì
Ora, dopo l'esperienza di questi anni trascorsi ad ascoltare i suoi sermoni laici ed ipocriti, ci spiega con la solita aria saccente che siamo noi a non aver fatto proposte mentre è lui il solo salvatore della Patria.| Stefano Zuban, presidente dell'EZIT |

Nel caso della
Parenzana, la ciclovia in corso di realizzazione a Muggia si collegherà con
la sua omonima in Slovenia. Si tratta di un percorso che nella parte
oltreconfine è già asfaltato, e si inserisce nel piano regionale delle piste
ciclabili, per il quale la Regione ha anche concesso il finanziamento.
Con la sua proverbiale concretezza Roberto Dipiazza aveva affrontato e risolto il problema fin dai primi mesi del suo mandato di sindaco a Muggia: le strade dell’area industriale dell’EZIT erano abbandonate e buie e si segnalavano spesso la presenza di drogati che abbandonavano siringhe negli angoli più nascosti. Il Comune non poteva spendere denaro su aree che non erano in suo possesso per cui Dipiazza trovò la soluzione: tre convenzioni con l’EZIT con le quali l’ente di via Caboto cedeva gratuitamente il possesso al Comune di Muggia che da parte sua si impegnava a mantenere la destinazione pubblica e ad assumersi la gestione delle infrastrutture (strade, impiannti elettrici e rete gas) sollevando l’EZIT da ogni responsabilità. Io lo ricordo bene perché in quegli anni ho avuto la fortuna di far parte della maggioranza e di suggerire al sindaco molti problemi del territorio che lui non mancava mai di prendere in mano e risolvere.
Vorremmo che la Provincia possa finalmente essere utilmente presente e propositiva, e non ricondotta dall’attivismo del sindaco Cosolini ad un ruolo di secondario o di comparsa, su temi come quelli dell’occupazione e dello sviluppo economico.
Le risposte alle situazioni di crisi occupazionale però non posso essere sempre e solo quelle degli ammortizzatori sociali: serve uno sforzo comune anche per sbloccare una volta per tutte la questione del Sito Inquinato d’interesse nazionale, sulla quale si è impegnato l’EZIT, al fine di offrire la possibilità alle aziende di ampliarsi o di insediarsi nelle aree industriali triestine e per portare nuove attività produttive o industriali in quanto l’ultima grande azienda arrivata a Trieste, grazie al centro destra, è stata Pasta Zara ai tempi della precedente giunta Tondo.
«Dopo la caduta dei confini - prosegue - sono stati rubati dei camion a una ditta che si occupa di movimentazione terra, poi vi sono stati altri furti di attrezzature nelle aziende della zona industriale fino a quelli più recenti, verificatisi nel corso di dicembre. Sappiamo che Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza fanno molto bene il loro lavoro ma adesso servono azioni incisive e di prevenzione».“Il sindaco Roberto Dipiazza ha ragione, finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire che l’Ezit è ormai un ente inutile”.
E’ questo il commento di Claudio Grizon, capo gruppo di Forza Italia in provincia e consigliere a Muggia, alle dichiarazioni del primo cittadino di Trieste sul ruolo dell’Ezit.
“L’amico Roberto ha finalmente detto quello che molti pensano da tempo – aggiunge Grizon – in quanto è impensabile che oggi l’Ezit mantenga ancora competenze urbanistiche, che dovrrebbero andare al Comune, di pianificazione che dovrebbero andare alla Provincia e autorizzative che potrebbero essere curate dalla Camera di Commercio, accanto a quelle della gestione del patrimonio immobiliare che potrebbe essere affidato a un’agenzia o a una società apposita e più snella”.
“La vicenda del binario morto – prosegue il capo gruppo forzista - era prevedibile fin dalla sua realizzazione in quanto si tratta di una linea non elettrificata e senza fermate a servizio di un’area industriale che se non fosse per la presenza di Pasta Zara e dell’industria tessile assumerebbe piuttosto le caratteristiche di area artigianale e commerciale”.
“Quella del presidente Mauro Azzarita poi – sottolinea il consigliere – è una difesa d’ufficio di un ente che a suo tempo, complice Riccardo Illy presidente della Regione, si è messo in contrapposizione a Comune e Provincia anche sulla questione della gestione delle caratterizzazioni e del recupero delle aree da bonificare che, al di la dello scaricabarile del presidente, sono questioni ancora da risolvere”.
“Quella linea ferroviaria oltretutto a binario unico – conclude Grizon - è nata dimensionata su uno sviluppo che non c’è stato e che probabilmente non ci sarà mai anche perché la questione della metropolitana leggera tanto cara alla Poropat è economicamente insostenibile”.
“Quindi – esorta Grizon - invito il sindaco Dipiazza a non mollare la posizione che ha assunto e a sensibilizzare il presidente Renzo Tondo sull’opportunità di legiferare al fine di chiudere l’Ezit attribuendo alle istituzioni triestine le sue competenze”.

TRENITALIA SONO ALTE - LO SPRECO - LE STRATEGIE