Visualizzazione post con etichetta Smart Gas. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Smart Gas. Mostra tutti i post

martedì 8 novembre 2016

AMBIENTE, GRIZON (PDL): “LA REGIONE CONFERMI IL NOSTRO “NO” AI RIGASSIFICATORI DI ZAULE E MONFALCONE, TUTELI LA SALUTE DEI CITTADINI E SOSTENGA IL TERMINAL RO-RO SULLE AREE TESECO”


E’ stato votato all’unanimità dal consiglio provinciale l’ordine del giorno relativo alle competenze ambientali della Provincia che saranno trasferite alla Regione dal prossimo 1 gennaio, presentato dal consigliere Claudio Grizon, capo gruppo del PDL a Palazzo Galatti, con l’adesione dei colleghi di gruppo Massimo Romita, Viviana Carboni, Daniela Pallotta e Marco Vascotto e dell’indipendente Fabio Longo. La maggioranza ha contribuito al voto unanime dopo la riformulazione di alcuni passaggi del testo.
“A consuntivo dell’attività dell’Ente, iniziata con l’insediamento della sua prima amministrazione elettiva il 12 luglio 1956 – ricorda Grizon - tra le varie tematiche trattate in campo ambientale dalla varie Amministrazioni succedutesi, ce ne sono alcune che meritano particolari sottolineature in quanto ancora di grande attualità”.
“Mi riferisco in particolar modo – spiega il capogruppo Grizon – al Deposito costiero della SIOT con gli episodi odorigeni di natura idrocarburica, alla riconversione delle aree dell’ex raffineria Aquila mai completate dopo 30 anni e la convenzione scaduta nel 2005, il progetto Teseco S.p.A. per un terminal container, il progetto della Gas Natural per un rigassificatore nel vallone di Zaule ancora non scongiurato, quello di Smart Gas per un rigassificatore a Monfalcone, il piano di ARVEDI per la Ferriera di Servola, la pulizia e bonifica delle grotte carsiche nonché la questione della bonifica e smaltimento dell’amianto”.
“In campo ambientale abbiamo le idee chiare - evidenzia Grizon -: siamo a favore di uno sviluppo delle attività portuali, al terminal container, alle bonifiche dell’amianto e delle grotte carsiche, a porre fine ai disagi provocati dalla SIOT ma contrari ai rigassificatori e alla Ferriera che dovrebbe essere riconvertita”.
Sono tutte iniziative economiche ed imprenditoriali che per il gruppo del PDL ed il consiglio provinciale “abbisognano di attenzioni continue e puntuali in quanto i loro obiettivi e la progettualità messa in atto sono di assoluta importanza ed interesse per l’economia triestina e, in alcuni casi, potenziali opportunità di ulteriore concreto sviluppo economico – occupazionale”.
“A breve sul territorio provinciale verrà a mancare un Ente elettivo di primo livello, con competenze su area vasta e sovracomunale – spiega ancora Grizon - a cui erano demandate le soprarichiamate significative competenze in campo ambientale per le quali, nel corso della sua sessantennale attività, è stato chiamato ad esprimere pareri ed autorizzazioni tecnico amministrative a volte molto importanti e ad accompagnare sul piano tecnico le società proponenti nelle loro attività”.
“Riteniamo quindi indispensabile – proseguono i consiglieri del PDL - che la Regione FVG continui a “garantire puntuale continuità nei dissensi già ripetutamente espressi dal territorio rispetto ai progetti sui rigassificatori di Zaule e Monfalcone”.
“E’ necessario – si legge nel testo del documento - che la Regione assicuri alle attività ed ai progetti che abbiamo ricordato tutte le attenzioni e le priorità che meritano e di cui necessitano, facendo sì che la mancanza del livello di governo di area vasta fino ad oggi rappresentato dalla Provincia non costituisca un problema, impedimento o motivo di ritardo o disagio per gli operatori interessati”.
“Chiediamo inoltre – aggiunge Grizon – che la Regione mantenga “la massima attenzione sul rispetto delle autorizzazioni ed atti comunque rilasciati, nel monitoraggio e nell’assunzione di ogni attività utile al fine della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini rispetto all’attività della Ferriera, sulle aree ex Aquila e sul deposito della SIOT”.
Alla Regione il consiglio provinciale chiede inoltre di “perseguire e consolidare a vantaggio dello sviluppo del territorio le attività della Teseco S.p.A. per un terminal ro-ro, la pulizia e bonifica delle grotte carsiche con il sostegno alle Associazioni ed ai gruppi speleologici nonché la bonifica e lo smaltimento dell’amianto”.
“E’ fondamentale infine – conclude l’esponente del PDL – che l’amministrazione regionale “assicuri nell’ambito delle funzioni sull’ambiente di quelle già trasferite, sia sul piano politico istituzionale che tecnico organizzativo, un indispensabile azione di ascolto, mediazione e sintesi delle esigenze del territorio, indispensabile per una pianificazione e gestione efficace di politiche ed interventi propri di area vasta”.

giovedì 28 gennaio 2016

PROVINCIA DI TRIESTE, GRIZON (PDL): “UNA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE PER FARE IL PUNTO SU FERRIERA E RIGASSIFICATORI DI GAS NATURAL E SMART GAS”

AMBIENTE
PROVINCIA DI TRIESTE, GRIZON (PDL): “UNA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE PER FARE IL PUNTO SU FERRIERA E RIGASSIFICATORI DI GAS NATURAL E SMART GAS”

La Ferriera e la nuova gestione Arvedi, il rigassificatore proposto da Gas Natural e quello di Monfalcone della Smart Gas saranno i temi che caratterizzeranno la prossima della Commissione consiliare competente su Pianificazione Territoriale e Ambiente della Provincia di Trieste.
“Inizialmente – annuncia Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti – ho chiesto sia in consiglio che in conferenza dei capi gruppo all’assessore Vittorio Zollia di fare il punto sulla Ferriera, nell’attesa dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA), ma a questo punto, dato che la Provincia compirà il suo mandato ad ottobre, mi è parso indispensabile verificare lo stato dell’iter del rigassificatore previsto per il vallone di Zaule, dove il Ministero dell’Ambiente aveva inizialmente negato l’autorizzazione salvo poi revocare quel parere per darne uno positivo,  e per far luce sul progetto previsto tra Duino e Monfalcone sul quale la Regione recentemente ha ritenuto di non esprimere un parere favorevole mentre il sindaco di Monfalcone Altran ha avuto l’infelice idea di proporre di spostarlo verso Duino sul territorio della provincia di Trieste”.
La conferenza dei capi gruppo ha condiviso la proposta del consigliere Grizon di convocare a breve la Commissione presieduta dal consigliere Marcello Bergamini nella riunione di martedì scorso.

sabato 23 maggio 2015

"LA PROVINCIA DI TRIESTE AL RIGASSIFICATORE DI MONFALCONE HA DETTO NO"


Romita e Grizon: "situazione sospetta, vogliamo verificare se ci sono responsabilità o se sono ravvisabili dei reati sull'operato del CTR"

"Le pubbliche amministrazioni parlano per atti e gli atti della Provincia in merito ai pareri sul rigassificatore di Monfalcone sono sempre stati caratterizzati da una vera e propria pioggia di osservazioni critiche e di perplessità". 
Commentano così il recente pronunciamento del Comitato Tecnico Regionale Massimo Romita, capo gruppo del Pdl a Duino Aurisina e consigliere provinciale e Claudio Grizon capo gruppo Pdl a Palazzo Galatti in merito al progetto dell'imprenditore Vescovini di Smart Gas.
"Sono rimasto allibito quando ho visto il verbale della riunione del Comitato - aggiunge Romita - in quanto, come confermato dal dott. Ravalli che rappresentava da uditore la Provincia a quella riunione, e dal l'assessore Vittorio Zollia, pare che le dichiarazioni siano state riportate con una fedeltà perlomeno dubbia se non errata e forse è stato pure travisato il parere del consiglio". 
"Chiederemo all'assessore Zollia - prosegue Grizon - che sia valutata la possibilità di adire alle vie legali per verificare le responsabilità in merito all'errata stesura del verbale che ha modificato il senso di quanto deliberato dal consiglio provinciale".
"Vogliamo che sia fatta luce su questa vicenda - concludono Grizon e Romita - e che si individuino eventuali errori o reati commessi con gli atti adottati dal Comitato Tecnico Regionale (e a tal fine proporremo gli atti necessari) che ha dato il suo ok al rigassificatore da sempre sostenuto dalla giunta Serracchiani".

venerdì 24 aprile 2015

LA PROVINCIA BOCCIA IL MINIRIGASSIFICATORE

Da Il Piccolo del 24 aprile 2015

La Provincia boccia il minirigassificatore
Il Consiglio dà all'unanimità parere contrario al progetto di SmartGas. «Mette a rischio l’equilibrio del territorio di Duino»
AULA COMPATTA
A prendere le distanza dall'impianto di stoccaggio e distribuzione di gnl sono stati venti consiglieri sui venti presenti


di Ugo Salvini

L'imprenditore Alessandro Vescovini titolare di Smart Gas con il premier
Matteo Renzi: una garanzia per l'ok al progetto da Governo e Regione?
DUINO AURISINA No al mini rigassificatore di Monfalcone di Smart Gas. E' stata unanime ieri sera, con 20 voti favorevoli su 20 presenti, la decisione adottata dal consiglio provinciale, con una delibera relativa al progetto denominato "Terminale di stoccaggio, rigassificazione e distribuzione di Gnl di piccola taglia, da realizzarsi nel porto di Monfalcone". 
Un voto negativo che fa seguito a quanto sempre affermato nell’aula, che ha una particolare “sensibilità” nei confronti delle tematiche ambientali. 
In sede di discussione in aula, dopo la presentazione della delibera da parte del presidente della Commissione competente, Marcello Bergamini. 
Nadia Debenjak (Pd) ha sottolineato che «il progetto di Smart Gas contrasta con le linee di sviluppo del Comune di Duino Aurisina, perché metterebbe a repentaglio l'equilibrio naturale dell'area. Va ricordato - ha aggiunto Debenjak - che nel territorio di Duino Aurisina esistono zone protette a livello internazionale in quanto considerate oasi per determinate specie di uccelli». 
Giorgio Ret, già sindaco a Duino Aurisina e capogruppo del Pdl, ha parlato di «conseguenze disastrose in caso di realizzazione dell'impianto. Abbiamo sempre lottato con grande determinazione contro questa ipotesi - ha ribadito - e tutti assieme, senza distinzioni di appartenenza partitica». Una conferma che la tematica è sempre stata vissuta male dalla comunità. 
Claudio Grizon, capogruppo del Pdl, ha osservato che «la realizzazione del mini rigassificatore minerebbe dalle fondamenta le possibilità di crescita dell'intera area interessata, senza dall'altra parte portare un seppur minimo vantaggio per la collettività residente». 
Elena Legisa, capogruppo della Federazione della sinistra, ha parlato dei «giovani del Comune di Duino Aurisina, che devono poter costruire il loro futuro sul territorio», precisando che «manca un piano regionale che dica di quanta energia ha bisogno il Friuli Venezia Giulia». 
Sabrina Morena (Sel) ha ribadito «l'incompatibilità fra un rigassificatore e la crescita turistica del Comune di Duino Aurisina e dell'intero territorio della Provincia». Fabio Longo, del Gruppo misto, si e' soffermato sugli aspetti tecnici, evidenziando «i rischi connessi alla costruzione di un rigassificatore vicino ad aree come quelle del Comune di Duino Aurisina». 
Paolo Polidori, della Lega Nord, ha indicato nei «valori del federalismo l'unica risposta valida al problema, perché solo i residenti possono decidere del futuro del territorio in cui vivono». 
Nel corso della seduta, è stata anche approvata all'unanimità una mozione presentata da tutti i capigruppo presenti in consiglio provinciale sul caso Alcatel. Con essa si impegnano presidente e giunta a «chiedere alla presidente della Regione di dare seguito all'impegno assunto nel recente incontro tenutosi con le Rsu di Alcatel Lucent, di seguire attentamente la vicenda verificando, in collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico e con la Regione, che il tavolo nazionale permanente avvii le iniziative atte a scongiurare la vendita a società multinazionali che non garantiscano la salvaguardia del sito di Trieste e quanto meno i livelli occupazionali e produttivi attuali e, infine, che la Provincia sia presente ai tavoli nazionali e regionali sulla vertenza Alcatel Lucent ogni qualvolta sia trattata la problematica legata al sito di Trieste». Si precisa poi che «si ritiene opportuno mantenere alta l'attenzione, stante la non coerenza fra i pareri finora registrati con quanto dichiarato dal Ceo della multinazionale».

martedì 10 marzo 2015

NUOVO NO DEL CONSIGLIO PROVINCIALE AL RIGASSIFICATORE DI GAS NATURAL E A OGNI ALTRO IMPIANTO SIMILE

Il consiglio provinciale ha ribadito la propria contrarietà al rigassificatore di Gas Natural a Zaule e a ogni altro impianto simile che si volesse realizzare a terra o a mare
 

Il consiglio provinciale di Trieste ha rinnovato all’unanimità la propria “contrarietà all’impianto di rigassificazione proposto da GAS Natural e ad ogni altro impianto simile che si volesse realizzare nell’ambito del territorio provinciale, o nelle sue immediate vicinanze, sia a terra che a mare, impegnando in questo senso la presidente Maria Teresa Bassa Poropat”.
Dopo che “la Commissione VIA - VAS del Ministero dell’ambiente ha concluso il supplemento istruttorio asserendo che non vi sono aspetti di incompatibilità ambientale tra le previsioni del nuovo Piano regolatore del porto ed il progetto di rigassificazione GNL a Zaule, riaprendo peraltro inspiegabilmente una fase procedurale che altri atti avevano definito con del tutto opposta conclusione”, anche Palazzo Galatti ha voluto ribadire la propria contrarietà al rigassificatore a Zaule respingendo di fatto le conclusioni ministeriali.
La mozione, proposta inizialmente dal consigliere Salvatore Dore (Pd), sulla base del testo votato in Comune, è stata rivista ed integrata da Claudio Grizon, capo gruppo del Popolo della Libertà e dell’assessore all’ambiente Vittorio Zollia e poi sottoscritta dai capi gruppo Nadja Debenjak (Partito Democratico), Marcello Bergamini (Sel), Giorgio Ret (Ret-Pdl), Paolo Polidori (Lega Nord), Elena Legiša (Federazione della Sinistra), Andrea Sinico (Un’altra Trieste), Elisabetta Sormani (Bassa Poropat), Maurizio Vidali (Slovenska skupnost), Fabio Longo (Misto) ed ha trovato una corale condivisione a conferma che, su temi di particolare rilevanza, le forze politiche, nell’interesse della comunità, sanno far prevalere il proprio senso di responsabilità e la capacità di ascolto del territorio. 
“L’iter amministrativo sul progetto di Gas Natural – si legge nel testo della mozione - ha evidenziato con chiarezza, al di là di rilevanti segnalati vizi procedurali, le conseguenze che il territorio provinciale potrebbe subire se l’impianto venisse realizzato per quanto attiene la sicurezza, l’incompatibilità con le varie attività portuali presenti, le concessioni assegnate, i programmi di sviluppo, già ben definiti, dal Piano Regolatore del Porto in linea con il quadro programmatico proprio degli Enti territoriali”.
Con la mozione il consiglio ha impegnato inoltre il presidente della Provincia e la giunta “ad invitare il Commissario dell’Autorità Portuale di Trieste a redigere e trasmettere ai Ministeri competenti Ambiente, Sviluppo economico e Infrastrutture e Trasporti ulteriori documenti, dati, proiezioni di transiti marittimi e di complessivi traffici nel Golfo di Trieste che dimostrino il livello di conflittualità operativa e il superamento dei limiti di sicurezza che potrebbero sopravvenire se fosse realizzato il proposto progetto”.

domenica 8 marzo 2015

GRIZON (PDL): “IL FUOCO DI FILA DELLA SERRACCHIANI CONTRO IL RIGASSIFICATORE DI GAS NATURAL NASCONDE L’OK AL PROGETTO DI SMART GAS”

“Il fuoco di fila messo in atto dalla Serracchiani nei giorni scorsi a Roma contro il rigassificatore di GNL a Zaule, da un lato costituisce una doverosa manifestazione di contrarietà all’impianto fondata su reiterati atti con cui si sono pronunciate tutte le istituzioni della provincia di Trieste, dall’altro sembra porre di fatto le condizioni per aprire la strada all’impianto proposto lo scorso anno da Smart Gas per Monfalcone”.
Ad affermarlo è Claudio Grizon, capo gruppo Pdl in Provincia di Trieste nonché consigliere a Muggia, dopo le recenti affermazioni e iniziative della governatrice tese a “bloccare giustamente il progetto di Gas Natural, inspiegabilmente riemerso dal faldoni dei ministeri”.
“La sospetta ripresa dell’iter sul terminal di Gas Natural – sottolinea Grizon - che costringerà il neo commissario del Porto Zeno D’Agostino a rinverdire le ragioni dell’incompatibilità del progetto con i traffici portuali attuali e futuri, già documentate dalla presidente Marina Monassi, è probabile – almeno spero - che alla fine trovi qualche intoppo definitivo: sarebbe folle, infatti, che il governo Renzi con i suoi ministeri facesse perdere la faccia alla sua vice nel PD e al commissario tenacemente sostenuto dalle gerarchie del Pd locale e nazionale davanti all’intera comunità”.
“Fortunatamente – ricorda l’esponente del centro destra provinciale - son passati i tempi in cui l’ex sindaco Illy intendeva opzionare con Acegas una quota della società che avrebbe dovuto gestire parte del business connesso al rigassificatore e che, trasversalmente tra le forze politiche, una serie di esponenti politici esprimevano il loro ok all’impianto nell’area dell’ex Esso: da anni ormai molti si sono “convertiti” (alcuni per opportunità non certo per convinzione) ad un “no” all’impianto assieme ai Comuni di Muggia e Trieste, la Provincia, la Regione e il Porto”.
“Ma a questo punto – evidenzia Grizon - il rischio, e forse per alcuni il mal minore, sembra essere
il via libera al rigassificatore proposto da Smart Gas tra Duino e Monfalcone”. “Forse, sotto sotto, è la soluzione ideale per Renzi, Serracchiani & Co. in quanto, quantomeno gli addetti ai lavori e la popolazione interessata – ricorda il capo gruppo pidiellino di Palazzo Galatti - ricordano bene la presentazione del progetto del 31 gennaio 2014 dove il vice presidente della giunta regionale Sergio Bolzonello ebbe a dire "finalmente un progetto di respiro strategico, capace di affrontare il tema complessivo della competitività del nostro sistema delle imprese e quindi della competitività territoriale del Friuli Venezia Giulia”.
“Se poi teniamo conto – conclude Grizon - della notoria vicinanza e amicizia del promotore di Smart Gas con il premier Renzi, di cui non fa mistero neanche sulla foto di profilo su Facebook, è facile immaginare quali saranno con ogni probabilità le scelte finali del governo e della governatrice Serracchiani, visto che poi il progetto sarebbe ben più piccolo e meno invasivo sul piano ambientale. Con buona pace delle giunte Kukanja e Altran ed in particolare dei cittadini che vivono in prossimità dell’area interessata. Noi riteniamo invece che tutti debbano esprimere contrarietà sia a Gas Natural che a Smart Gas specie in mancanza di un piano energetico regionale e nazionale che documenti i bisogni di energia e le possibili fonti di approvvigionamento e lo ribadiremo domani in Provincia con una mozione in merito”.

domenica 14 settembre 2014

SUL RIGASSIFICATORE DI MONFALCONE PIOGGIA DI OSSERVAZIONI DELLA PROVINCIA DI TRIESTE

Grizon e Romita (Pdl): “voteremo la delibera con le osservazione perché sembra incredibile che alcuni, presentando certi progetti, continuino a considerare il golfo di Trieste come la “pattumiera dell’Alto Adriatico” che invece ha una vocazione turistica” 

“Sul progetto del rigassificatore della Smart Gas – sottolineano Claudio Grizon e Massimo Romita consiglieri del Pdl in Provincia - oltre a quelle dei cittadini e dei comitati, piovono una marea di osservazioni e perplessità anche da parte della Provincia di Trieste che il nostro gruppo farà sue votando la delibera predisposta dagli uffici”.
“Sembra incredibile che alcuni – commentano amareggiati i consiglieri - presentando certi progetti, continuino a considerare il golfo di Trieste come la “pattumiera dell’Alto Adriatico” che invece ha una vocazione turistica”. “Sono stati rilevati problemi e criticità d’ogni tipo – spiegano gli esponenti di centrodestra - a partire dall’impatto sull’ambiente e sulla sicurezza della movimentazione navale e terrestre, per passare ai rischi sui limiti alla circolazione portuale e alle possibili ricadute negative sulla portualità regionale e sul sistema dei trasporti”.
E’ necessaria la Valutazione Ambientale Strategica ed emerge che il progetto non può essere conseguente alle infrastrutture definite dalla Strategia Nazionale o dal Piano Energetico Regionale. Infatti non risulta dimostrata l’esigenza di un nuovo impianto di rigassificazione nelle acque costiere dell'Adriatico settentrionale ed inoltre la presenza di un nuovo impianto non incide direttamente su un’eventuale riduzione del costo del gas.
Questo progetto poi dovrebbe essere valutato in base alla “legge Seveso” secondo la quale il progetto deve essere sottoposto all’attenzione della popolazione. Le attività previste poi devono essere misurate anche rispetto alle interazioni con insediamenti umani, portualità, pesca e nautica che devono essere analizzati in termini di compatibilità ambientale. 
“Viste le ridotte dimensioni dell’impianto – evidenziano Grizon e Romita - i costi unitari di realizzazione e gestione risultano alti, mentre la Smart Gas si proporrebbe curiosamente di fornire GN a prezzi inferiori a quelli attuali di mercato”.
“Ci è parso di cattivo gusto – concludono i consiglieri del Pdl - il tentativo della società proponente di condizionare l’approvazione del progetto lasciando intendere che la Cartiera Burgo, che è in procinto di ridurre sensibilmente gli occupati, potrebbe ottenere grossi risparmi dall’insediamento del rigassificatore sottacendo che, qualora andasse a buon fine, queste economie potrebbe realizzarle sono fra diversi anni al momento dell’avvio dell’impianto, speculando così sull’emotività delle persone e sulla testa dei lavoratori”.