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martedì 21 maggio 2013

LA FIERA SENZA LIQUIDITA' PER PAGARE GLI STIPENDI

Da Il Piccolo di martedì 21 maggio 2013 - Pagina 21 - Cronaca Trieste

«La Fiera senza liquidità per pagare gli stipendi»

La denuncia del centrodestra: «Se Comune e Provincia non versano 200mila euro al liquidatore presto i libri in tribunale». De Francesco: «Chiesto ragguagli»

La Fiera spa ha bisogno di liquidi per pagare i creditori «perciò i soci principali, in primis Comune e Provincia, devono provvedere rapidamente con un finanziamento fruttifero pro quota, per evitare che si sia costretti a portare i libri in Tribunale». Questa la richiesta formulata ieri, a nome del Pdl, dal capogruppo nell’assemblea di palazzo Galatti, Claudio Grizon, che ha tradotto la richiesta in una interrogazione indirizzata alla presidente, Maria Teresa Bassa Poropat, e dal consigliere comunale Paolo Rovis. 
«La Fiera, ente che ha ben 65 anni di vita – ha esordito Grizon – è in liquidazione da tre anni e il liquidatore, Gianfranco Nobile, sta facendo il suo lavoro, pagando i creditori. Pero' ci sono ancora debiti e manca liquidità – ha aggiunto – al punto che sono a rischio gli stipendi di giugno da erogare ai dipendenti rimasti. Nell’assemblea dei soci di dicembre – ha ricordato il capogruppo - il liquidatore aveva chiesto 200mila euro ai soci più importanti, che sono Comune, Provincia e Camera di commercio, ciascuno dei quali possiede quote di partecipazione in ragione di circa il 25 per cento del capitale. L’ente camerale ha già provveduto – ha precisato Grizon – mentre Comune e Provincia mancano ancora all’appello»
Rovis ha insistito sul concetto dicendo che: «La Fiera è una società pubblica, che opera in territorio pubblico e con soci pubblici. Per questo non vorremmo che il liquidatore fosse lasciato solo da Comune e Provincia. A questo punto ci chiediamo anche quale sarà la destinazione dell'area, il cui valore attuale è stimato sui 4 milioni di euro. Con una diversa destinazione – ha ipotizzato - tale valore supererebbe i 14. Entro novembre il Comune dovrà adottare il nuovo Piano regolatore. A oggi, ancora non è chiaro cosa voglia fare la giunta Cosolini di quegli spazi. Sembra ci sia già la proposta di un investitore privato – ha proseguito Rovis - pero' serve chiarezza. Da parte mia ho presentato da tempo un progetto per creare un parco urbano con parcheggi sotterranei. Da poco è abitato il nuovo complesso Ater di piazzale De Gasperi, che necessita di spazi». Non va dimenticata la presenza nei pressi dell'ippodromo che, nelle giornate di corse, ha bisogno di parcheggi per i frequentatori e per chi trasporta i cavalli con gli appositi van. 
L’assessore provinciale per il Bilancio, Mariella De Francesco, ha subito replicato spiegando che «Provincia e Comune hanno già risposto al liquidatore, chiedendo ulteriori dettagli perché i soldi che dovremmo erogare sono pubblici, perciò abbiamo bisogno di garanzie di rientro. Serve una certificazione – ha continuato – che documenti le ragioni della richiesta, inoltre non ci è chiaro perché solo i soci principali debbano intervenire e non anche tutti gli altri. Auspichiamo infine un ulteriore intervento bancario – ha concluso – che possa generale liquidità per la Fiera». Ugo Salvini

lunedì 20 maggio 2013

FIERA DI TRIESTE E' SENZA SOLDI, A RISCHIO GLI STIPENDI DI GIUGNO PER I DUE DIPENDENTI RIMASTI

Il testo dell'interrogazione presentata oggi alla Presidente della Provincia Bassa Poropat in merito alla mancanza di liquidità nelle casse di Fiera Trieste S.p.A. in liquidazione. 
La Fiera è stata costituita nel 1948 con la forma giuridica di Ente Autonomo per cui quest'anno si "festeggiano" i suoi 65 anni di "vita". Evidentemente i fondatori allora non avrebbero mai potuto immaginare l'infelice epilogo che avrebbe avuto 65 anni dopo quella istituzione che allora costituiva una prospettiva di sviluppo. 


Al Presidente della Provincia di Trieste
Prof.ssa Maria Teresa Bassa Poropat 
Piazza Vittorio Veneto, 4 
34122 Trieste 

Trieste, 20 maggio 2013

Oggetto: Interrogazione, con richiesta di risposta scritta e in aula, sul tema “Fiera Trieste S.p.A. in liquidazione senza liquidi”. 

Premessa 
La Fiera di Trieste S.p.A., partecipata al 25,50% dal Comune di Trieste, per il 24,95% dalla Provincia di Trieste e al 25,95% dalla Camera di Commercio IAAA di Trieste, è stata posta in liquidazione a seguito della deliberazione dell’Assemblea dei Soci del 27 settembre 2010. 

Da allora il Liquidatore ha provveduto al pagamento dei creditori secondo le disponibilità di cassa, anche mediante l’alienazione di beni per il 100% del valore del credito da questi vantato. 

Lo scorso 14 gennaio il Liquidatore ha diffuso un Comunicato-Invito al fine di acquisire manifestazioni d’interesse da parte di operatori economici, enti pubblici e privati, consistenti in proposte di nuova destinazione economica – sociale dell’area fieristica di Montebello a Trieste che ponendo quale termine per la presentazione delle proposte la data del 15 marzo. 

L’11 aprile il Liquidatore divulgava un nuovo avviso con il quale prorogava i termini per la presentazione delle offerte alla data del 4 luglio 2013. In data 9 maggio u.s. l’Assemblea dei Soci ha approvato il bilancio consuntivo 2012 che evidenzia al conto economico una perdita per l’esercizio pari ad € 323.083,00 in lieve diminuzione rispetto a quella del 2011 quando era pari ad euro 455.586,00. 

Lo stato patrimoniale 2012 pareggia invece a € 3.382.282,00, in diminuzione rispetto al 2011 quando si era assestato a € 3.535.313,00. Al 31.12.2012 la società Fiera S.p.A. disponeva di liquidità pari ad € 35.843,00 di cui € 34.600,00 in depositi bancari ed € 1.244,00 in cassa. 

Risultavano inoltre debiti verso banche per € 1.812.523,00, verso fornitori per € 333.222,00 ed ulteriori debiti per € 41.828,00 per un totale € 2.188.493,00. 

Tra i diversi fornitori, ancora in attesa di essere saldati, ci sono professionisti ed aziende triestine, il collegio dei revisori dei conti e lo stesso Liquidatore. 

Agli atti della Fiera è conservata una perizia di stima del comprensorio fieristico, esteso su 22.790 mq, redatta da un professionista su incarico della società in data 24.07.2012 che, nell’ipotesi che l’attuale destinazione urbanistica (U1 – zone per servizi ed attrezzature pubbliche) venisse modificata nella categoria B2 (residenziale, commerciale, pubblici esercizi, direzionale ecc.), prevede un valore pari a € 14.840.000,00 ed una seconda perizia, redatta dall’Agenzia del Territorio, che con l’attuale classamento prevede un valore di € 4.174.070,00 (il valore della parte di proprietà del Comune di Trieste è pari ad € 2.725.930,00). 

Nel corso dell’Assemblea dei Soci del 20.12.2012, anche in considerazione del parere negativo espresso dall’istituto di credito della società alla concessione di un finanziamento integrativo a quello già erogato, pur in presenza di capienti garanzie ipotecarie, il Liquidatore invitava i Soci a voler valutare l’opportunità di effettuare, pro-quota, specifico finanziamento fruttifero in favore della società, di un complessivo importo non inferiore ad euro 200.000,00 per assicurare alla Società le necessarie disponibilità liquide di cassa. 

In tale occasione il Liquidatore richiamava infatti l’attenzione dei Soci “sull’attuale precario equilibrio finanziario, che se compromesso, potrebbe generare uno stato di insolvenza riconducibile all’art. 5 della Legge Fallimentare”, sottolineando inoltre che “lo stato di illiquidità della stessa potrebbe non consentire il puntuale adempimento delle obbligazioni sociali”. 

Considerata l’esigua liquidità registrata con il consuntivo 2012 da Fiera S.pA. in liquidazione è ragionevole immaginare che la società sarà forse in grado di corrispondere lo stipendio dei due dipendenti (1 tempo pieno e 1 part time) fino al mese di maggio ma per giugno è probabile l’erosione completa delle disponibilità liquide. 

Informati che, rispetto alla richiesta avanzata ai Soci dal Liquidatore nel corso dell’Assemblea del 20.12.2012 tesa ad ottenere un finanziamento fruttifero al fine di ripristinare la liquidità, ad oggi sembra abbia risposto la sola Camera di Commercio IAA di Trieste, dopo aver deliberato in tal senso, mentre la Provincia ed il Comune pare non abbiano portato all’attenzione dei rispettivi Consigli la richiesta avanzata dal Liquidatore che scongiurerebbe la consegna dei libri contabili al Tribunale. 

Alla luce dei fatti sopra esposti si ritiene che l’Assemblea dei Soci di Fiera Trieste S.p.A. in liquidazione, con la messa a disposizione pro-quota dei fondi richiesti dal Liquidatore per un importo oggi stimabile ormai in almeno 300.000,00 € (per il 2013), debba porre la Società nelle condizioni di poter adempiere a tutti gli obblighi nei confronti dei terzi creditori, del Liquidatore, del Collegio dei Revisori e dei due dipendenti rimasti personale, individuando per essi, per quanto possibile, soluzioni di reimpiego. 

Dopo quasi tre anni dalla sua messa in liquidazione è indispensabile, infine, che i Soci e la Società stessa mettano in atto, senza indugio alcuno e con la massima trasparenza, ogni azione utile e possibile al fine di valorizzare il patrimonio del comprensorio fieristico di Montebello, prima della definitiva liquidazione della Società, a garanzia dei Soci, dei creditori rimasti e a favore di un recupero dell’area che in considerazione della sua collocazione ed estensione ha un valore intrinseco ben maggiore di quello attualmente documentato dai bilanci. 

Tutto ciò premesso e considerato 

INTERROGO IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

per sapere e/o conoscere: 

1. se intendono, e con quali tempi e modalità, accogliere la richiesta di erogazione a Fiera Trieste S.p.A. di un finanziamento fruttifero pro-quota, avanzata dal Liquidatore nel corso dell’Assemblea dei Soci del 20.12.2012, portandola all’attenzione del Consiglio Provinciale; 

2. l’importo complessivo dovuto ai creditori della Società (con il dettaglio), compreso quanto dovuto al Liquidatore, al Collegio dei Revisori dei Conti e al personale, alla data più recente possibile; 

3. l’importo delle disponibilità liquide in c/c bancario e in cassa alla data più recente possibile; 

4. quali sono le linee strategiche sulle quali i Soci, ed in particolare il Comune di Trieste, sono impegnati al fine della valorizzazione patrimoniale del comprensorio fieristico anche mediante una riclassificazione urbanistica; 

5. i tempi ancora necessari affinché gli obiettivi del precedente punto 4 si concretizzino, e quindi i tempi per giungere alla conclusione della liquidazione della Società che, di norma, debbono essere i più brevi possibili, in quanto il loro protrarsi porterebbe ad una costante mancanza di liquidità e al depauperamento del patrimonio; 

6. quali sono le possibili soluzioni individuate dai Soci per il reimpiego dei due dipendenti della Società rimasti. 

Claudio Grizon 
Consigliere della Provincia di Trieste 
Capo Gruppo del Popolo della Libertà

FIERA IN LIQUIDAZIONE SENZA “LIQUIDI”

Si informa che oggi lunedì 20 maggio alle ore 11.00 nella Sala Giunta della Provincia di Trieste, in Piazza Vittorio Veneto n.4 – II°p. si terrà una CONFERENZA STAMPA sul tema: 

FIERA IN LIQUIDAZIONE SENZA “LIQUIDI” 

Interverranno: 
Claudio GRIZON, Capo Gruppo del PDL in Provincia di Trieste
Paolo ROVIS, Consigliere del PDL in Comune di Trieste 
Massimo ROMITA, Vice Capo Gruppo del PDL in Provincia di Trieste

mercoledì 26 ottobre 2011

"ABBANDONATI TRE DEGLI UNDICI EX DIPENDENTI DELLA FIERA"

Da Il Piccolo del 26 ottobre 2011 - Pagina 23 - Cronaca Trieste

PROVINCIA

«Abbandonati tre degli undici ex dipendenti della Fiera»

C’è chi è finito in una partecipata regionale con un contratto a termine e chi, pure a termine o con un part-time, ha traslocato all’Aries, l’Azienda speciale della Camera di Commercio, erede dell’ente che l’aveva licenziato. C’è poi chi ha deciso di dare le dimissioni per motivi personali e chi è riuscito a prendere il treno della pensione. Ma - tra gli 11 dipendenti a tempo indeterminato della Fiera, la cui Spa è stata messa in liquidazione l’anno scorso - c’è anche chi si trova costretto a stare a casa da diversi mesi, con la prospettiva di assistere pure alla “estinzione”, a breve, del sussidio di disoccupazione. In tre - per non parlare degli altri tre ex colleghi precari - sono accomunati da tale destino: responsabile di segreteria, quadro specializzato nelle relazioni con l’estero, impiegato dell’ufficio tecnico. Pochi, sì, ma non per questo dei fantasmi. «Il sussidio dura un anno - si sfoga uno di loro - e non possiamo stare né in cassa integrazione né in mobilità, la nostra azienda aveva meno di 15 dipendenti. Al di là della Camera di Commercio, Comune e Provincia (sono i tre soci di maggioranza di Fiera Spa, che ne avevano deliberato la liquidazione, ndr) ci hanno ascoltati ancora a suo tempo, è vero, ma non hanno potuto evidentemente fare niente». Ora, però, e proprio su Comune e Provincia, questi “fantasmi” cominciano ad aleggiare. Chiedendo, dal loro punto di vista, il conto delle scelte. E così, dopo aver bussato a inizio ottobre in Consiglio comunale - attraverso Roberto Decarli della civica di Cosolini Trieste cambia innescando l’impegno dell’assessore competente Fabio Omero - ci ritentano in Consiglio provinciale, individuando come portavoce il capogruppo del Pdl, Claudio Grizon. «Che fine faranno gli ultimi tre dipendenti della Fiera?», chiede infatti Grizon alla presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat in un’interrogazione che - scrive l’esponente berlusconiano - «vuole in particolare fare luce sulle prospettive occupazionali degli ultimi tre dipendenti, che ormai si sentono abbandonati a se stessi. L’amministrazione provinciale un anno fa si era dichiarata disponibile a ragionare con le altre amministrazioni locali per aprire un tavolo finalizzato alla ricollocazione dei dipendenti della Fiera, ma ho l’impressione che non si sia fatto molto. È impensabile che, dopo le ragioni economiche e politiche che hanno portato alla chiusura della Fiera, si possa far ricadere le conseguenze negative sul personale». «Ribadisco - così la presidente di Palazzo Galatti - che la Provincia offre la massima disponibilità ad aiutare le persone coinvolte con gli strumenti che le sono consentiti dalla legge, come l’inserimento nelle politiche di formazione e possibile ricollocazione dello Sportello lavoro. Ma ribadisco anche che non possiamo privilegiare nessuno quando si parla di assunzioni, che peraltro ora non ci è permesso fare. Siamo un’amministrazione pubblica e le assunzioni sono regolate da concorsi pubblici, cui hanno diritto di partecipare, se indetti, tanto gli ex dipendenti della Fiera quanto altri lavoratori inoccupati».(pi.ra.)

 

venerdì 21 ottobre 2011

FIERA DI TRIESTE, ABBANDONATI GLI ULTIMI TRE DIPENDENTI

"Che fine faranno gli ultimi tre dipendenti della Fiera di Trieste? Cosa prevede il piano di liquidazione della S.p.A.? Qual è lo stato della società commissariata ormai da un anno?”
Sono questi in sintesi i quesiti che Claudio Grizon – capo gruppo del PDL in Provincia, già vice presidente dell’Ente Fiera, ha posto alla presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat in una interrogazione urgente che vuole in particolare fare luce sulle prospettive occupazionali degli ultimi tre dipendenti della Fiera che ormai si sentono abbandonati a se stessi.
"La Provincia di Trieste è uno dei soci di maggioranza di Fiera Trieste – spiega Grizon – per la quale l’assemblea dei soci il 27 settembre dello scorso anno  ha deliberato all’unanimità la messa in liquidazione e la nomina del commissario liquidatore”.
“La Camera di Commercio – ricorda il capo gruppo del PDL – ha fatto la sua parte, garantendo la continuità di alcune manifestazioni fieristiche di successo facendosi carico di alcuni dipendenti della società, ma vorrei capire cosa hanno fatto la Provincia e il Comune per dare serenità e lavoro agli ultimi tre dipendenti”.
“L‘amministrazione provinciale un anno fa – aggiunge Grizon - si era dichiarata disponibile a ragionare con le altre amministrazioni locali per aprire un tavolo finalizzato alla ricollocazione dei dipendenti di Fiera Trieste ma ho l’impressione che non si sia fatto molto ed è impensabile che dopo le ragioni economiche e scelte politiche che hanno portato alla chiusura della Fiera si possa far ricadere le conseguenze negative sul personale”.

giovedì 15 luglio 2010

CENTRO SINISTRA SENZA NUMERO LEGALE, SALTA IL VOTO SUL NUOVO REGOLAMENTO E SULLA LIQUIDAZIONE DELLA FIERA


L’assenza della presidente Maria Teresa Bassa Poropat (nella foto d'archivio a sin. sembra dire "mamma mia che brutta figura! è proprio meglio che torno a casa!" e di una consigliera di Rifondazione Comunista hanno fatto salare il numero legale e reso vana la seduta del consiglio provinciale che oggi avrebbe dovuto approvare il nuovo regolamento per il suo funzionamento e la delibera sull’avio della liquidazione della Fiera.
Dopo aver forzato ed imposto tempi ridottissimi per la presentazione degli emendamenti e contingentato quelli per la discussione il centro sinistra si è proposto di approvare un regolamento “su misura” senza alcun reale confronto con le opposizioni.
Oggi però questa sinistra, dalla tracotante arroganza politica, si è incartata nelle regole che si è data evidenziando uno scollamento interno che, vuoi la consapevolezza della fine del mandato elettorale e l’incertezza sul suo futuro da qua a pochi mesi ha fatto si che perdesse ogni freno inibitore in merito ad un minimo rispetto delle regole democratiche e della correttezza istituzionale che quando non è normata è prassi nel confronto politico.
Ma si sa che il diavolo fa le pentole non i coperchi…
Tronfio e sprezzante nei confronti dell’opposizione il centrosinistra ha convocato riunioni di consiglio provinciale mattina e pomeriggio non concordando il calendario con le opposizioni e certo di essere autosufficiente ha bocciato tutti gli emendamenti espellendo addirittura un consigliere di opposizione pur di non accettare il confronto.
Il presidente del consiglio Boris Pangher infatti, consapevole che la maggioranza non aveva i numeri, prima di fare l’appello ha tergiversato per oltre una ventina di minuti ma dopo le nostre proteste e aver fatto fare l’appello ha dovuto prendere atto che i numeri non c’erano e quindi, dopo una sospensione di dieci minuti a par regolamento e un nuovo appello, ha dichiarato sciolta la seduta per mancanza del numero legale che non spetta certo al centro destra garantire in queste condizioni.
Quindi seduta chiusa e voto finale sul regolamento rinviato, assieme a quello urgente sull’avvio della liquidazione di Fiera Trieste S.p.A. per il puntiglio di dimostrare di poter fare quello che vogliono.
Probabilmente hanno confuso l’orgia di votazioni necessarie all’approvazione del regolamento con la democrazia, che significa anche confronto dialettico e partecipazione, non sedute di consiglio in videoconferenza (magari da casa?) come previsto dal nuovo Regolamento.

Claudio Grizon
Capogruppo Forza Italia - PDL
Marco Vascotto                                            
Capogruppo Alleanza Nazionale – PDL