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martedì 17 dicembre 2013

"QUANTE CARICHE, CI SVELI IL SUO ELISIR SEGRETO"

Da Il Piccolo di martedì 17 dicembre 2013 - Pagina 22 - Cronaca Trieste

«Quante cariche, ci sveli il suo elisir segreto» 
L’ironia di Cervesi (Un’altra Trieste). Ma Grizon (Pdl): tante opportunità mai sfruttate dal centrosinistra

Francesco Cervesi, segretario di Un’Altra Trieste usa l’ironia per attaccare Paoletti: «Ci sembra un’ ottima soluzione la sua autocandidatura a sindaco e a presidente dell'Autorità Portuale. Siamo disponibili a sostenerla ad alcune condizioni: che sia effettivamente per entrambe le poltrone e che l’attuale presidente della Camera di commercio prometta di tenersi anche tutte le cariche attuali, ma che si impegni pure a divulgare il suo segreto ovvero come fa a seguire tanti incarichi diversi. Vogliamo la ricetta dell'elisir che usa e il nome dell'alchimista che glielo prepara». 
«Continuare a interrogarsi sulle ragioni del declino non solo é ipocrita, ma è colpevole se non si iniziano a fare i nomi dei colpevoli - aggiungono invece Alessia Rosolen e Franco Bandelli di Un’Altra Trieste - E cioé in primo luogo il plurinominato e plurigettonato (nel senso che riceve numerosi gettoni di presenza) Antonio Paoletti cui tutti quanti noi paghiamo per conto terzi la cambiale dovuta per l'appoggio garantito alla nomina di Marina Monassi all'Autorita portuale. In secondo luogo non possiamo non rilevare l'assoluta indifferenza in cui continua ad operare il Presidente dello scalo aeroportuale, ridotto a soli otto collegamenti settimanali, quel Sergio Dressi nominato a un ruolo che altrove é affidato a manager di comprovata esperienza e che in questa regione é invece appannaggio di chi ha il solo “merito” di essere vicesegretario regionale di un partito defunto e volto nuovo della rinata Forza Italia». 
Claudio Grizon, consigliere provinciale del Pdl, si rivolge invece polemicante al senatore Russo: «Caro Francesco - gli chiede - credi davvero che Antonio Paoletti abbia da solo la responsabilità della perdita delle crociere Costa? Credo tu abbia davvero sbagliato obiettivo. Fin dalla prima giunta guidata da Roberto Dipiazza - scrive Grizon in una nota - la città si è particolarmente impegnata con gli assessori Bucci e Rovis nel cercare di portare a Trieste le crociere, con i lavori alla Marittima, la partecipazione alle fiere specializzate e varie azioni corali tra Comune e Porto finalizzate a rendere competitiva l'offerta della città, ricercando anche l'impegno dei commercianti e degli esercenti. Oggi il tema è: cosa hanno fatto o non hanno fatto la giunta Cosolini, la Provincia o la Regione a guida Serracchiani per proseguire quel lavoro? Cosa ha fatto la città per mantenere quella opportunità? Sei proprio sicuro che Costa tagli le tappe triestine a causa di Paoletti o solo di Ttp piuttosto che sulla base dell'andamento dei mercati e degli interessi aziendali? Francesco spiegami cosa ha fatto la tua parte politica per evitare la perdita delle crociere».

lunedì 16 dicembre 2013

GRIZON (PDL): PER LE CROCIERE A TRIESTE SERVE CORALITA' D'INTENTI E NON PALLEGGIAMENTI DI RESPONSABILITA'

"Caro Francesco credi davvero che Antonio Paoletti abbia da solo la responsabilità sulla perdita delle crociere Costa? Credo tu abbia davvero sbagliato obiettivo!" 
Con queste parole Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti, è intervenuto per replicare alle critiche e richieste di dimissioni rivolte dal sen. Francesco Russo al presidente camerale Paoletti, reo a suo dire di aver fatto perdere le crociere Costa alla città. 
"Fin dalla prima giunta guidata da Roberto Dipiazza - scrive Grizon in una nota - la città si è particolarmente impegnata con gli assessori Bucci e Rovis nel cercare di portare a Trieste le crociere, con i lavori alla Marittima, la partecipazione alle fiere specializzate e varie azioni corali tra Comune e Porto finalizzate a rendere competitiva l'offerta della città, ricercando anche l'impegno dei commercianti e degli esercenti".
"Oggi - prosegue l'esponente del Pdl - il tema è cosa ha fatto o non ha fatto la giunta Cosolini, la Provincia o la Regione a guida Serracchiani per proseguire quel lavoro? Cosa ha fatto la città per mantenere quella opportunità? Sei proprio sicuro che Costa tagli le tappe triestine a causa di Paoletti o solo di TTP piuttosto sulla base dell'andamento dei mercati e degli interessi aziendali?" 
"Alla gente - conclude Grizon - va detta la verità e non versioni opportunistiche e di comodo. Francesco spiegami cosa ha fatto la tua parte politica per evitare la perdita delle crociere: questo risibile tentativo di tirare per la giacchetta le Generali contro Paoletti, quasi tu avessi interlocuzioni privilegiate o che fossero collaterali al PD come le cooperative rosse, MPS, e la CGIL, e' davvero triste e scusami di cattivo gusto!". 

Claudio Grizon 
Consigliere della Provincia di Trieste
Capo Gruppo de Il Popolo della Libertà

lunedì 20 maggio 2013

FIERA DI TRIESTE E' SENZA SOLDI, A RISCHIO GLI STIPENDI DI GIUGNO PER I DUE DIPENDENTI RIMASTI

Il testo dell'interrogazione presentata oggi alla Presidente della Provincia Bassa Poropat in merito alla mancanza di liquidità nelle casse di Fiera Trieste S.p.A. in liquidazione. 
La Fiera è stata costituita nel 1948 con la forma giuridica di Ente Autonomo per cui quest'anno si "festeggiano" i suoi 65 anni di "vita". Evidentemente i fondatori allora non avrebbero mai potuto immaginare l'infelice epilogo che avrebbe avuto 65 anni dopo quella istituzione che allora costituiva una prospettiva di sviluppo. 


Al Presidente della Provincia di Trieste
Prof.ssa Maria Teresa Bassa Poropat 
Piazza Vittorio Veneto, 4 
34122 Trieste 

Trieste, 20 maggio 2013

Oggetto: Interrogazione, con richiesta di risposta scritta e in aula, sul tema “Fiera Trieste S.p.A. in liquidazione senza liquidi”. 

Premessa 
La Fiera di Trieste S.p.A., partecipata al 25,50% dal Comune di Trieste, per il 24,95% dalla Provincia di Trieste e al 25,95% dalla Camera di Commercio IAAA di Trieste, è stata posta in liquidazione a seguito della deliberazione dell’Assemblea dei Soci del 27 settembre 2010. 

Da allora il Liquidatore ha provveduto al pagamento dei creditori secondo le disponibilità di cassa, anche mediante l’alienazione di beni per il 100% del valore del credito da questi vantato. 

Lo scorso 14 gennaio il Liquidatore ha diffuso un Comunicato-Invito al fine di acquisire manifestazioni d’interesse da parte di operatori economici, enti pubblici e privati, consistenti in proposte di nuova destinazione economica – sociale dell’area fieristica di Montebello a Trieste che ponendo quale termine per la presentazione delle proposte la data del 15 marzo. 

L’11 aprile il Liquidatore divulgava un nuovo avviso con il quale prorogava i termini per la presentazione delle offerte alla data del 4 luglio 2013. In data 9 maggio u.s. l’Assemblea dei Soci ha approvato il bilancio consuntivo 2012 che evidenzia al conto economico una perdita per l’esercizio pari ad € 323.083,00 in lieve diminuzione rispetto a quella del 2011 quando era pari ad euro 455.586,00. 

Lo stato patrimoniale 2012 pareggia invece a € 3.382.282,00, in diminuzione rispetto al 2011 quando si era assestato a € 3.535.313,00. Al 31.12.2012 la società Fiera S.p.A. disponeva di liquidità pari ad € 35.843,00 di cui € 34.600,00 in depositi bancari ed € 1.244,00 in cassa. 

Risultavano inoltre debiti verso banche per € 1.812.523,00, verso fornitori per € 333.222,00 ed ulteriori debiti per € 41.828,00 per un totale € 2.188.493,00. 

Tra i diversi fornitori, ancora in attesa di essere saldati, ci sono professionisti ed aziende triestine, il collegio dei revisori dei conti e lo stesso Liquidatore. 

Agli atti della Fiera è conservata una perizia di stima del comprensorio fieristico, esteso su 22.790 mq, redatta da un professionista su incarico della società in data 24.07.2012 che, nell’ipotesi che l’attuale destinazione urbanistica (U1 – zone per servizi ed attrezzature pubbliche) venisse modificata nella categoria B2 (residenziale, commerciale, pubblici esercizi, direzionale ecc.), prevede un valore pari a € 14.840.000,00 ed una seconda perizia, redatta dall’Agenzia del Territorio, che con l’attuale classamento prevede un valore di € 4.174.070,00 (il valore della parte di proprietà del Comune di Trieste è pari ad € 2.725.930,00). 

Nel corso dell’Assemblea dei Soci del 20.12.2012, anche in considerazione del parere negativo espresso dall’istituto di credito della società alla concessione di un finanziamento integrativo a quello già erogato, pur in presenza di capienti garanzie ipotecarie, il Liquidatore invitava i Soci a voler valutare l’opportunità di effettuare, pro-quota, specifico finanziamento fruttifero in favore della società, di un complessivo importo non inferiore ad euro 200.000,00 per assicurare alla Società le necessarie disponibilità liquide di cassa. 

In tale occasione il Liquidatore richiamava infatti l’attenzione dei Soci “sull’attuale precario equilibrio finanziario, che se compromesso, potrebbe generare uno stato di insolvenza riconducibile all’art. 5 della Legge Fallimentare”, sottolineando inoltre che “lo stato di illiquidità della stessa potrebbe non consentire il puntuale adempimento delle obbligazioni sociali”. 

Considerata l’esigua liquidità registrata con il consuntivo 2012 da Fiera S.pA. in liquidazione è ragionevole immaginare che la società sarà forse in grado di corrispondere lo stipendio dei due dipendenti (1 tempo pieno e 1 part time) fino al mese di maggio ma per giugno è probabile l’erosione completa delle disponibilità liquide. 

Informati che, rispetto alla richiesta avanzata ai Soci dal Liquidatore nel corso dell’Assemblea del 20.12.2012 tesa ad ottenere un finanziamento fruttifero al fine di ripristinare la liquidità, ad oggi sembra abbia risposto la sola Camera di Commercio IAA di Trieste, dopo aver deliberato in tal senso, mentre la Provincia ed il Comune pare non abbiano portato all’attenzione dei rispettivi Consigli la richiesta avanzata dal Liquidatore che scongiurerebbe la consegna dei libri contabili al Tribunale. 

Alla luce dei fatti sopra esposti si ritiene che l’Assemblea dei Soci di Fiera Trieste S.p.A. in liquidazione, con la messa a disposizione pro-quota dei fondi richiesti dal Liquidatore per un importo oggi stimabile ormai in almeno 300.000,00 € (per il 2013), debba porre la Società nelle condizioni di poter adempiere a tutti gli obblighi nei confronti dei terzi creditori, del Liquidatore, del Collegio dei Revisori e dei due dipendenti rimasti personale, individuando per essi, per quanto possibile, soluzioni di reimpiego. 

Dopo quasi tre anni dalla sua messa in liquidazione è indispensabile, infine, che i Soci e la Società stessa mettano in atto, senza indugio alcuno e con la massima trasparenza, ogni azione utile e possibile al fine di valorizzare il patrimonio del comprensorio fieristico di Montebello, prima della definitiva liquidazione della Società, a garanzia dei Soci, dei creditori rimasti e a favore di un recupero dell’area che in considerazione della sua collocazione ed estensione ha un valore intrinseco ben maggiore di quello attualmente documentato dai bilanci. 

Tutto ciò premesso e considerato 

INTERROGO IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

per sapere e/o conoscere: 

1. se intendono, e con quali tempi e modalità, accogliere la richiesta di erogazione a Fiera Trieste S.p.A. di un finanziamento fruttifero pro-quota, avanzata dal Liquidatore nel corso dell’Assemblea dei Soci del 20.12.2012, portandola all’attenzione del Consiglio Provinciale; 

2. l’importo complessivo dovuto ai creditori della Società (con il dettaglio), compreso quanto dovuto al Liquidatore, al Collegio dei Revisori dei Conti e al personale, alla data più recente possibile; 

3. l’importo delle disponibilità liquide in c/c bancario e in cassa alla data più recente possibile; 

4. quali sono le linee strategiche sulle quali i Soci, ed in particolare il Comune di Trieste, sono impegnati al fine della valorizzazione patrimoniale del comprensorio fieristico anche mediante una riclassificazione urbanistica; 

5. i tempi ancora necessari affinché gli obiettivi del precedente punto 4 si concretizzino, e quindi i tempi per giungere alla conclusione della liquidazione della Società che, di norma, debbono essere i più brevi possibili, in quanto il loro protrarsi porterebbe ad una costante mancanza di liquidità e al depauperamento del patrimonio; 

6. quali sono le possibili soluzioni individuate dai Soci per il reimpiego dei due dipendenti della Società rimasti. 

Claudio Grizon 
Consigliere della Provincia di Trieste 
Capo Gruppo del Popolo della Libertà

venerdì 17 febbraio 2012

LA PRESIDENTE BASSA POROPAT “FUORI GIOCO” NELLA SALVEZZA DELLA TRIESTINA

TRIESTE - Comune, Camera di Commercio e Autorità Portuale assieme al capezzale della Triestina lanciano l’ennesimo appello agli imprenditori triestini affinché mettano mano al portafoglio per una campagna pubblicitaria che possa dare un po’ di liquidità al bilancio commissariato della società.
Ma questa straordinaria, seppur tardiva e forse inutile, unità d’intenti tra Cosolini, Paoletti e Monassi sembra però che non sia stata così forte o convincente da coinvolgere la presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat (o chi per lei) che, anche in questo caso, ci sembra letteralmente “fuori gioco”. E’ solo un caso oppure si tratta di una precisa emarginazione politico-istituzionale?
Certo è che, complice il basso profilo della professoressa Bassa Poropat, molto più avvezza ai salotti ovattati ed ai circoli del bridge che a frequentare gli spogliatoi del Rocco, ha fatto si che l’ombra di Cosolini da piazza Unità giungesse sino a piazza Vittorio Veneto, commissariando di fatto l’ente su varie partite.
Se aggiungiamo il peso politico scaturito dall’alleanza Paoletti – Monassi, che oggi sembra davvero invincibile e strategico per il controllo della vita economica provinciale, pare ancor più evidente che una Provincia così amministrata non riuscirà proprio ad essere protagonista ne in piazza Vittorio Veneto ne sul territorio provinciale.     


Da Il Piccolo di venerdì 17 febbraio 2012 -  Pagina 49 - Sport

Al via la campagna pubblicitaria per trovare fondi
Comune, Autorità portuale e Camera di Commercio scrivono alle imprese della provincia

TRIESTE Una campagna pubblicitaria di sostegno alla squadra. E’ l’iniziativa di cui si fanno promotori, d’intesa con il curatore fallimentare della Triestina Giovanni Turazza, il sindaco di Trieste Roberto Cosolini, il presidente dell’Autorità portuale Marina Monassi e il presidente della Camera di Commercio Antonio Paoletti. La richiesta di adesione verrà adesso indirizzata alle imprese della provincia di Trieste. «Proprio apprezzando la disponibilità dei tesserati a ridursi gli stipendi - sottolinea il curatore Turazza - è stata avviata questa campagna di raccolta pubblicitaria indispensabile per la sopravvivenza della Triestina e che deve diventare uno stimolo anche per la squadra». In sostanza, viene varata una campagna straordinaria di raccolta pubblicitaria per agevolare l’esercizio provvisorio dell’Unione. L’iniziativa, come si legge nella lettera, «prevede l’esposizione dei loghi delle imprese aderenti all’interno dello stadio e comunque con la miglior evidenza che si renderà possibile individuare». Sono due le opzioni in base ai formati: uno spazio da 25mila euro o uno da 10mila (più Iva) da corrispondere in tre rate entro il prossimo mese di aprile. L’iniziativa della campagna pubblicitaria, di conseguenza, ha una partenza immediata. Nella lettera inviata alle imprese del territorio si precisa, in ogni caso, che «il curatore fallimentare resta a disposizione per quanto possa essere utile al fine della miglior valutazione dell’iniziativa, nella sede della Triestina (tel. 040 -8323300, fax 040-8321596, e-mail segreteriagenerale@triestinacalcio.it)».

giovedì 25 febbraio 2010

NEGOZI -12%: MUGGIA CERCA SOLUZIONI

Da Il Piccolo del 25 febbraio 2010 - Pagina 21 - Trieste

IL CASO

Negozi -12%: Muggia cerca soluzioni

Grizon: coordinare ”piccoli” e Freetime. Mariucci: rivitalizzare il centro
- Le chiusure sul territorio


MUGGIA - Sono 36 i negozi che hanno aperto a Muggia negli ultimi tre anni, nemmeno la metà delle chiusure totali che ammontano a 80. Sono, infatti, 19 gli esercizi (esclusi quelli della ristorazione) che hanno iniziato l’attività nel 2007, secondo i dati del registro imprese della Camera di Commercio: 12 nel 2008 e solo cinque lo scorso anno. Non confortano le 36 aziende inserite nel centro commerciale Montedoro Freetime: il 90 per cento di esse proviene da fuori regione e in altre Amministrazioni, quindi, andranno tasse come l’Iva e l’Irpef.
Questa volta ad intervenire sull’argomento è il coordinatore di Forza Italia di Muggia, Claudio Grizon, che a titolo personale parla del problema relativo alla scomparsa delle attività della cittadina: «Il coordinamento del Pdl si riunirà quanto prima per discutere del problema, molto complesso, legato al commercio a Muggia. Il centro storico, ma non solo, dovrebbe essere legato alle grandi strutture del territorio e ci dovrebbe essere un qualche sistema per creare un consorzio che sostenga il commercio. Bisogna comunque riportare a Muggia quelle attività che è giusto che rimangano in centro- conclude Grizon - perché il commercio è anche un servizio sociale. Non possiamo pensare di mandare le persone, magari anche anziane, a fare la spesa al Freetime».
Grizon si dimostra favorevole al progetto promosso da Antonio Paoletti, presidente della Confcommercio, di creare un’area adibita alle sviluppo di industrie ad alta tecnologia ma, secondo il consigliere, l’interlocutore principale di questa iniziativa deve essere per forza Coop Nordest, con le quali il Comune di Muggia ha già firmato un accordo.
«Una strada per riuscire a far convivere le grandi realtà con le piccole potrebbe essere quella di unire la catena di fornitura per i commercianti del centro con quelle delle grandi realtà, in modo che non si creino situazioni di eccessivo privilegio per le grosse strutture del territorio». Dal 2007 a Muggia sono spariti il 12 per cento (in media) dei negozi al dettaglio e Andrea Mariucci, di Insieme per Muggia, punta il dito contro l’attuale Amministrazione: «Si sbandierano tante cifre riguardo la promozione della città, ma alla fine vediamo che la situazione non è migliorata. È chiaro che c’è un problema di contingenza dal punto di vista economico, però 80 chiusure nella sola Muggia è un dato fuori media. Bastano piccole cose per rivitalizzare il centro storico, con delle iniziative che non siano solamente vetrina per l’Amministrazione, ma che lascino delle ricadute. Gli amministratori devono capire che non basta avere progetti, bisogna realizzarli».

mercoledì 16 settembre 2009

ALPE ADRIA: PAOLETTI SE NE VA, ARRIVA UN TECNICO

Da Il Piccolo del 16 settembre 2009 - Pag.9 Attualità

RIBALTONE NELLA SOCIETÀ LOGISTICA

Nominato Giorgio Gomisel, ingegnere triestino alle Fs di Roma. Trenitalia senza consiglieri

di GIULIO GARAU

Un tecnico alla guida della società di logistica Alpe Adria, che dal porto di Trieste gestisce l’82% del traffico merci regionale. Ieri, al termine dell’assemblea dei soci (la Regione con Friulia, l’Autorità portuale e le Ferrovie con Trenitalia) la nomina di Giorgio Gomisel, ingegnere triestino che lavora alle Ferrovie a Roma alla direzione sicurezza e qualità sistema. Non viene riconfermato Antonio Paoletti (al secondo mandato) che si ritira non partecipando nemmeno alla riunione. Cambia profondamente anche il cda con due sole riconferme, una di queste (dell’Ap) riguarda Antonio Gurrieri che ha guidato operativamente finora la società come ad e che ieri ha presieduto al posto di Paoletti.
Sembrava tutto definito e invece ieri la breve assemblea dei soci ha assunto aspetti kafkiani con finale a sorpresa. È da fine aprile che Alpe Adria era paralizzata, in regime di prorogazio per scadenza del cda e, in ordinaria amministrazione, non poteva stringere nuovi contratti o rinnovare quelli scaduti. Tra i progetti bloccati, come aveva lanciato l’allarme lo stesso presidente dell’Ap, Claudio Boniciolli, il nuovo treno Rotterdam-Trieste, il collegamento intermodale Trieste-Belgrado-Costanza, il rafforzamento dei treni blocco per Austria e Germania.
Questioni vitali per il Porto in un momento difficilissimo per l’economia globale. E proprio per questo a fine luglio c’era stato un vertice tra Regione, Autorità Portuale e Ferrovie per capire i progetti infrastrutturali di rilancio di queste ultime per Trieste. Ma ieri, proprio dalle Ferrovie, è arrivato a sorpresa un paletto con la richiesta (c’era un funzionario, Virginio de Bernardinis) di spostare di 15 giorni la nomina del nuovo cda e del presidente. Ed è a quel punto che Friulia è intervenuta con l’ad, Federico Marescotti, che si è imposto mettendo sul tavolo l’indicazione condivisa con la Regione, chiedendo di fare le nomine subito, appoggiato anche dall’Ap presente con Boniciolli.
Si è deciso per una votazione a maggioranza con il 66% delle quote. Risultato? Le Ferrovie hanno votato contro un loro stesso funzionario indicato presidente (Gomisel) e hanno perso i posti in cda. Ecco i nomi: Antonio Gurrieri, Fabio Rizzi (riconfermati) e Luigi Rovelli (Ap). Claudio Grizon, Claudio Morgera e Nicoletta Paganella (Friulia). Idem per il collegio sindacale: presidente Luca Savino (riconfermato) per l’Ap, Claudio Gottardo e Alessandro Benvenuti per Friulia.
Circostanziati i commenti. «Non è stata un’operazione politica, ma tecnica – spiega l’assessore regionale ai Trasporti Riccardo Riccardi – e la nomina dell’ingegner Gomisel è la garanzia migliore per lo sviluppo della società. Con le Ferrovie chiariremo, ma mi auguro che non ci siano problemi. Avevamo avuto un vertice a luglio, mi sembrava ci fosse l’accordo. Se servirà Friulia lascerà gli spazi in cda quando le Ferrovie si faranno avanti».
Sintetico Marescotti: «Tutti i soci hanno avuto il tempo necessario per ragionare sulle nomine, ci sono stati ampi scambi di vedute e accordi. Alpe Adria era bloccata dal 30 aprile, non era possibile rinviare il passaggio alla fase operativa. Se le Ferrovie ci chiederanno spazi ne noi nè l’Autorità portuale li negheremo».
Sereno il commento di Antonio Paoletti, uscente dopo due mandati ed ora impegnato, oltre che con la Camera di commercio, con la vice presidenza di Unioncamere e la presidenza di Transpadana. «Lascio la presidenza con grande soddisfazione – dice – ho portato in questi anni Alpe Adria, uno strumento indispensabile per il Porto, a numeri e livelli di rilievo». I dati parlano chiaro: dal 2003 al 2008 i traffici sono passati da 31.118 a 202.827 teus, mentre il fatturato è schizzato dai 4,2 ai 34,5 milioni. «Ottimi risultati e per questo ringrazio tutti i collaboratori, in primis Antonio Gurrieri».

mercoledì 11 marzo 2009

APRE MONTEDORO FREE TIME, CHIUDE IL COMMERCIO MUGGESANO

Oggi Nesladek avrà la rivinciata su Dipiazza, reo di non averlo fatto parlare all'inaugurazione della grande viabilità Lacotisce-Rabuiese. Oggi è il giorno di Nesladek che, a braccetto con la signora Maria Teresa Bassa Poropat, presidente della Provincia, inaugurerà il centro commerciale più grande del territorio provinciale, oltre vent'anni dopo la stesura dei primi progetti.


Oggi apre Montedoro Free Time, da domani inizierà l'agonia del commercio muggesano, già provato da questo periodo di crisi. Un'idea, quella delle emiliane CoopSette, sviluppata 20 anni fa su un potenziale utenza residente in un raggio di 30 minuti d'automobile. Ma da allora i centri commerciali d'ogni tipo sono cresciuti come funghi, sia in Solvenia che a Trieste, rendendo probabilmente desuete quelle proiezioni.
Ma intanto chissenefrega, oggi le telecamere e i riflettori, domani è un altro giorno e si vedrà.
Neanche una iniziativa, neanche un progetto, neanche un gesto è stato fatto o previsto dalla giunta Nesladek nella relazione programmatica per il 2009 per tentare di tamponare, affrontare nel modo migliore possibile il prevedibilissimo impatto che Free Tima avrà sul già provato commercio muggesano.

Eppure si sapeva che sarebbe arrivato il giorno dell'inaugurazione, seppure a metà, del nuovo centro ma Nesladek non ha pensato a metter mano alle leve che un Comune può utilizzare per incentivare la permanenza in centro storico di attività commerciali o per sorreggere quelle in periferia.

Un anno fa solo dei vaghi cenni ad un aleatorio e non ben definito "centro commerciale diffuso" e poi più nulla.

Le fatiche del presidente della CCIA Antonio Paoletti, tese a mettere a disposizione dei settori in crisi sostegni specifici, unite a quelle della Regione, andrebbero divulgate anche dal Comune che, da parte sua, potrebbe agire anche direttamente. Ma come spesso accade dal Comune non avremo risposte concrete ma solo silenzi imbarazzati ed imbarazzanti.