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lunedì 25 luglio 2016

NUOVA ASTA PER L’EX MACELLO DI VIA FLAVIA DI STRAMARE

Grizon (Pdl): “auspico l’impegno del Comune per un progetto dedicato agli anziani e ai cittadini iscritti negli elenchi ATER” 

L’ex macello di Aquilinia, da anni proprietà del Comune di Trieste dopo il fallimento della Soo.Pro.Zoo, va all’asta per l’ennesima volta. 
L’Agenzia del Demanio promuove infatti la seconda edizione di “Proposta immobili 2016”, una “vetrina” per le pubbliche amministrazioni che intendono vendere beni del proprio patrimonio per recuperare risorse per nuovi investimenti.
In regione sono 15 i beni (vedi tabella tratta dal Messaggero Veneto del 25 luglio 2016) messi in vendita: 9 in provincia di Udine, 3 in quella di Gorizia, 2 a Trieste e 1 da Pordenone. 
Il Comune di Trieste ha deciso ancora una volta di vendere l’ex macello di via Flavia di Stramare
mentre l’ospedale Burlo Garofolo intende alienare uno stabile di via Combi.
Ci aveva provato Dipiazza nel 2009, dopo tre precedenti tentativi, e ci ha provato anche la giunta Cosolini in occasione del bilancio 2012 quando era emersa in alternativa l’ipotesi di realizzare un protocollo d’intesa tra i Comuni di Muggia, Trieste e l’Ater che prevedeva in zona la realizzazione di un intervento di edilizia sovvenzionata. 
Molto più interessante invece il progetto che era stato avanzato dall’arch. Lorenzo Gasperini, sindaco di Muggia dal 2001 al 2006, che prevedeva un centro residenziale per anziani con mini alloggi e servizi comuni che avrebbe potuto trovare anche una collaborazione con il Comune di San Dorligo e l’ATER al fine di realizzare nuovi alloggi da destinare agli aventi diritto dell’Ambito Socio Assistenziale e di azzerare l’elenco delle richieste giacenti. 
L’ex macello comunale di Muggia, contrassegnato con i civici n° 6 e 8 di Via Flavia di Stramare, comprende edifici ed aree scoperte per una superficie complessiva di circa mq. 7.100. Nel 2007 si prevedeva un prezzo a base d’asta di 2 milioni e 370 mila euro mentre la giunta Cosolini quest’anno dalla sua alienazione aveva previsto di recuperare solo 1,5 milioni di euro sull’esercizio finanziario 2018.
Auspichiamo che il Comune di Muggia si attivi al fine di costruire con gli acquirenti, ATER e Comune di San Dorligo, un progetto in linea con gli indirizzi urbanistici dedicato agli anziani e ai cittadini dell’Ambito socio assistenziale bisognosi di un alloggio.

Claudio Grizon
Consigliere della Provincia di Trieste PDL

venerdì 8 aprile 2016

MUGGIA BOCCIA L'ADESIONE ALL'UTI GIULIANA, LE STRANE NOZZE TRA TRIESTE E SGONICO

Da Il Piccolo dell'8 aprile 2016 - Cronaca Trieste

Le “strane nozze” tra Trieste e Sgonico

Muggia boccia l’adesione all’Uti giuliana. Risultato: solo due Comuni su sei vi faranno parte. Primo atto il 26 aprile

di Riccardo Tosques

L’Uti giuliana sarà composta solamente da due Comuni su sei. È l’epilogo un po’ paradossale della tanto attesa riforma Panontin, dopo che anche Muggia ha deciso di dire di “no” all’Unione territoriale intercomunale. Il Consiglio comunale rivierasco ha infatti bocciato per 9 voti a 8 l’adesione al nuovo ente fortemente voluto dalla Regione. 
Decisive l’uscita dall’aula del consigliere comunale del Pd (in quota Unione slovena) Danilo Savron e l’astensione della consigliera di maggioranza Marina Busan della lista civica Meio Muja, fedelissima dell’assessore provinciale Roberta Tarlao. All’opposizione solo il bandelliano Ferdinando Parlato ha supportato l’adesione. Ma non è bastato. 
Esulta il consigliere del Pdl Claudio Grizon: «Se il Pd vuole far morire per asfissia i Comuni, e quindi smantellare la rete dei servizi che assicurano ai nostri cittadini, si accomodi. Ma ogni amministratore di buon senso, e il centrodestra in particolare, non devono mollare di un millimetro in questa battaglia». 
Dopo Duino Aurisina, San Dorligo della Valle e Monrupino, anche Muggia si oppone dunque al progetto di riforma degli enti locali. Nerio Nesladek, sindaco di Muggia nonché segretario provinciale del Pd, accusa il colpo senza scomporsi troppo: «Solo due Comuni prenderanno parte all’Uti giuliana? Si vedrà quando scadranno i termini». 
La costituzione delle Uti dovrà avvenire entro il 15 aprile. Successivamente, entro il 20, il sindaco di Trieste Roberto Cosolini convocherà l’assemblea che si riunirà - quasi sicuramente - il 26 aprile nel municipio di piazza Unità. L’esercizio delle funzioni, invece, partirà il primo luglio, salvo ulteriori proroghe. 
Sulla situazione delle Uti “mignon” venutasi a creare nella provincia triestina, molto perplessa è il sindaco di Sgonico Monica Hrovatin: «Partire con due Comuni, con noi che siamo l’unico cosiddetto “minore”, mi pare ridicolo. Un’Uti così è un qualcosa di ibrido. Probabilmente ciò significa che continueremo ad operare in autonomia». 
In serata è arrivato anche il commento del sindaco di Trieste Cosolini: «L’adesione all’Uti è un’opportunità. Il mio auspicio è che i Consigli comunali che si sono opposti, viste le modifiche introdotte, si esprimano a favore. Non aderire significa esclusivamente una ritorsione contro i cittadini». 
Nel frattempo vi sono state tre sentenze del Tar Fvg relativamente ai due ricorsi promossi dal Comune di San Dorligo della Valle e di San Floriano del Collio. Ricorsi nei quali si ponevano dei problemi sollevati (quasi) all’unanimità: la perdita di autonomia dei Comuni all’interno di queste nuove realtà ed il rischio della comunità slovena di poter essere in qualche modo danneggiata nei propri diritti da questa legge. 
«Con la sentenza di primo grado (rispetto al ricorso presentato da San Dorligo, ndr) è stato detto chiaramente che le Uti sono strumenti di amministrazione di carattere gestionale e non politico e che i diritti acquisiti dalla minoranza slovena non solo non vengono intaccati, ma aumentati» ricorda Nesladek. Per ora, comunque, c’è una sola certezza. La legge Panontin prevede che nell’ambito dei finanziamenti regionali ci sia una differenziazione tra la quota destinata ai trasferimenti ordinari e al fondo perequativo con quest’ultimo preferibilmente indirizzato ai Comuni che aderiscono alle Uti. Chi non aderisce, anche se la trattativa è ancora un corso, dovrebbe subire una decurtazione del fondo di perequazione del 7,5% per il primo anno, del 15% per il secondo e del 30% per il terzo. Ciò significa, ad esempio, che quest’anno il Comune di Muggia dovrebbe ricevere 240mila euro in meno che salirebbero nel 2017 a 940mila e nel 2018 a 1,4 milioni. «240 mila euro in meno vuol dire inevitabilmente un taglio dei servizi considerando che non vi è la possibilità di incidere sulla tassazione - conclude Nesladek -. Il prossimo bilancio dovrà tenerne conto». 

giovedì 17 settembre 2015

“BENVENUTI A MUGGIA” FIRMATO PD… OPS! … INCIPIT SRL

Oltre a Trieste è noto che anche Muggia ambisce a diventare “grande” in campo turistico per cui l’affidamento della gestione del sito benvenutismuggia.eu alla Incipit srl di Nicoletta Benvenuti era un atto dovuto.
Dopo l’iniziale affidamento della realizzazione del sito risalente ormai al dicembre 2009 (che ci era sfuggito) lo scorso 7 luglio con una determina (n.680) del responsabile dell’ufficio cultura Barbara Negrisin, ancora una volta senza gara, è stata affidato direttamente alla Incipit il rinnovo della gestione del sito fino al 16 luglio 2016 per poco più di 500 euro iva inclusa.
Ciò che rende però curioso l’apparentemente banale incarico è il “filo rosso” che lega la Benvenuti ai Comuni di Muggia e Trieste e quindi al Pd provinciale e regionale.
La Incipit, infatti, dopo aver curato la campagna elettorale di Cosolini, ha ricevuto dei contestati incarichi anche al Comune di Trieste con l’avvento della sua amministrazione ed è noto inoltre che la stessa Benvenuti si occupa del sito web del Pd regionale oggi governato dall’assessore Antonella Grim così come di quello della CNA di cui è vice presidente.
Ma seguendo ancora il “fil rouge” abbiamo verificato che la vetroniana Nicoletta Benvenuti (salvo casi di omonimia) già nel novembre 2007 era stata eletta, con l’incarico di responsabile regionale della comunicazione, nell’esecutivo regionale del Pd guidato dall’allora potente consigliere regionale Bruno Zvech.
Beh, si dirà, che sarà mai un incarico da 500 euro all’anno? La responsabile dell’Ufficio Cultura infatti si è prodigata nel motivare che “per la particolarità del servizio richiesto, basato sull’assistenza annuale (…) comprensivo della disponibilità del dominio dedicato e vincolato alla ditta affidataria (…) ci siano i presupposti per procedere in modalità al di fuori MEPA”, ovvero senza accedere alle procedure del mercato elettronico della pubblica amministrazione
Vien da chiedersi a questo punto: perché il dominio benvenutiamuggia.eu, relativo ad uno spazio web istituzionale del Comune, è vincolato alla data affidataria? Con quali procedure è stata selezionata la Incipit srl per questo lavoro tra le decine e decine di aziende triestine che operano nel campo, con pari o maggiore professionalità, senza avere forse questa “vicinanza” con il Pd triestino e regionale? Ed infine quanti incarichi sono stati affidati alla Benvenuti e quali sono gli importi spesi anno per anno dal Comune di Muggia?
Ovviamente questi quesiti saranno posti al sindaco e alla giunta con una interrogazione e siamo certi che sapranno chiarire anche i rapporti con questa società apparentemente “d’area”.

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia - Pdl

Riferimenti:

http://www.pdfvg.it/?s=nicoletta+benvenuti
https://machitihachiestoniente.wordpress.com/tag/nicoletta-benvenuti/
https://bollettinoliberta.wordpress.com/tag/nicoletta-benvenuti/
http://www.retecivica.trieste.it/new/admin/allegati_up/allegati//ATEMPORARY_studio.pdf
http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2007/11/24/NZ_10_PIDI.html?refresh_ce
http://www.cnatrieste.com/lassociazione/presidenza

giovedì 16 luglio 2015

PEDONALIZZAZIONE DI VIA MAZZINI, GRIZON (PDL): "TROPPI DISAGI PER CITTADINI E ANZIANI, UN FALLIMENTO ANNUNCIATO"

Da Il Piccolo di giovedì 16 luglio 2015 - Trieste Cronaca

Esito a sorpresa del sondaggio del Piccolo. E intanto il caso entra nel dibattito del Consiglio provinciale

Il 43% rivuole via Mazzini pedonalizzata
di Pierpaolo Pitich

C’è poco da fare. La questione che riguarda via Mazzini continua ad appassionare ma allo stesso tempo a dividere la cittadinanza. Ieri pomeriggio alle 18 si è chiuso il nuovo sondaggio promosso tra i lettori del Piccolo, chiamati ad esprimersi sul “ritorno all'antico” nell’arteria che collega le Rive a piazza Goldoni, dopo il dietrofront dell’amministrazione comunale che da lunedì scorso ha ripristinato la viabilità dei bus lungo l’asse e archiviato almeno per il momento l'idea della pedonalizzazione, al termine di quella che è stata un’autentica sollevazione popolare portata avanti a suon di petizioni con record di raccolta firme. 
Ebbene, come prevedibile, la maggioranza dei votanti si è detta favorevole al ritorno al passato (57%), anche se, a sorpresa, si registra sull’altro fronte un 43% di votanti che ha di fatto difeso l’esperimento di pedonalizzazione avviato dal Comune e al momento messo nel congelatore, in attesa di essere riproposto più avanti come affermato dallo stesso sindaco Roberto Cosolini. 
Dunque il segnale che la vicenda rimane attuale e piuttosto calda, oltre a continuare a raccogliere schieramenti contrapposti, tra cittadini e commercianti, oltre che tra le forze politiche di maggioranza e opposizione. 
A questo proposito, la chiusura di via Mazzini e le ripercussioni sul trasporto pubblico locale approdano nella commissione Trasparenza della Provincia, convocata per mercoledì prossimo a Palazzo Galatti su richiesta dei consiglieri Pdl Claudio Grizon e Massimo Romita
All’ordine del giorno della commissione - si legge nella convocazione - ci saranno i costi a carico di Trieste Trasporti ed eventualmente della Provincia a seguito dei vari provvedimenti, ma anche le modalità di informazione sulla modifica del servizio del trasporto pubblico locale per i cittadini, oltre ad eventuali proposte o segnalazioni
Ad inizio seduta ci sarà l’elezione del consigliere Roberto Degioia, che sarà il presidente della commissione fino alla fine del mandato. A relazionare in commissione l'assessore ai trasporti Vittorio Zollia ed i responsabili della funzione per il trasporto pubblico della Provincia. 
«Il fallimento della sperimentazione portata avanti dalla giunta Cosolini era annunciato», attacca Grizon: «Un esperimento che ha causato grossi disagi e problemi per tutta la cittadinanza, soprattutto per la popolazione anziana a causa dello spostamento delle fermate dei bus: una vicenda che peraltro appare non conclusa visto che c’è l’intenzione da parte della giunta di mettere nuovamente mano al Piano del traffico per riproporre la pedonalizzazione».
L’assessore provinciale ai Trasporti Vittorio Zollia dal canto suo ribadisce «il senso di responsabilità dell’amministrazione comunale: fare un passo indietro dopo aver sperimentato significa aver tenuto conto di quelle che sono le richieste della cittadinanza». 

mercoledì 4 marzo 2015

GRIZON (PDL): "NESLADEK VUOLE REGALARE MUGGIA A COSOLINI IN CAMBIO LA SEGRETERIA PROVINCIALE DEL PD"

Muggia varrà pure la segreteria del PD? Ormai si è scoperto il vaso di Pandora ed è chiaro il gioco del sindaco uscente di Muggia Nerio Nesladek: la segreteria provinciale del PD in cambio dell'ok all'Unione con Trieste con buona pace di parte della sua maggioranza.
E chissenefrega degli altri Comuni minori, e chi se ne importa se questa opzione è invisa a gran parte dei muggesani (anche nel PD, tanto per lui è il secondo e ultimo mandato), ben attenti a non farsi fagocitare dal Comune capoluogo, e passi pure il fatto che per nove anni l'uomo si è riempito la bocca delle peculiarità di Muggia e dei Comuni minori al punto da farsi eleggere oramai anni orsono presidente dell'Associazione Intercomunale Mare Carso dove ha fatto a dir il vero ha fatto pochissimo.
Dopo esser stato trombato alle segreteria regionale del PD questa per Nesladek, che ad aprile
rimarrà "disoccupato", è evidentemente un'occasione da cogliere per rilanciarsi in vista delle prossime regionali. Costi quel che costi.
Oggi il tema è la gestione associata di alcuni servizi domani chissà? Ci vorrebbe davvero poco a trasformare il Comune di Muggia, con i suoi 13.400 abitanti, in una delle più piccole circoscrizioni del Comune di Trieste oppure, per ben che vada, in un Municipio presidiato da un pro sindaco triestino oppure ancora, prevedere con poche modifiche allo statuto triestino organi eletti, ma non obbligatori, anche a Muggia, secondo l'art.16 del testo unico sugli enti locali.
A questo punto, in attesa delle evoluzioni e dell'ultima parola della Serracchiani verso metà aprile, che per altro traspare chiaramente dalle parole del fido Panontin e da quelle sconsolate dei sindaci dei comuni minori che avrebbero gradito l'Unione dei Comuni minori con Muggia, stiamo a vedere se tra le fila dell'ormai frastagliata maggioranza muggesana ci sarà un sussulto d'orgoglio.
Per coerenza, a questo punto, il sindaco Nesladek abbia il coraggio di dimettersi dalla presidenza di Mare Carso, per altro destinata a sciogliersi secondo la riforma Serracchiani, in quanto la sua posizione è quantomeno, per essere gentili, palesemente incoerente e provocatoria nei confronti dei cittadini di Muggia e ancor di più dei comuni minori.

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia
e Consigliere della Provincia di Trieste PDL

mercoledì 10 dicembre 2014

CASERMA DI VIA ROSSETTI, GRIZON (PDL): “DOVE FALLI’ LA GIUNTA BASSA POROPAT L’AMMINISTRAZIONE COSOLINI HA DIMOSTRATO MAGGIOR CONCRETEZZA”

I mancati “poli” scolastici dell’amministrazione Bassa Poropat

“Li dove fallì la giunta Bassa Poropat evidentemente l’amministrazione Cosolini ha avuto maggior determinazione e concretezza e quindi – commenta Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl in Provincia - le va riconosciuto il merito di aver concorso nel mettere a disposizione della città il comprensorio della caserma di via Rossetti, per decenni sede del mitico Battaglione San Giusto”.
“Comunque sia – commenta l’esponente del centro destra - per quanto riguarda i poli scolastici la Provincia non ha avuto molta fortuna”. “Infatti – ricorda Grizon - non molto tempo dopo l’infelice annuncio dell’apertura dei cantieri in via Rossetti da parte dell’assessore Tommasini svanì anche l’ipotesi del polo di via Valmaura e, nei giorni scorsi, dopo aver partecipato allo “spezzatino” in Porto per la concessione del magazzino 19, la Provincia ha fatto un passo indietro dopo aver speso però, a questo punto infruttuosamente, quasi 40 mila euro per lo studio di fattibilità”.
“Rimane, nell’agenda dei vertici di Palazzo Galatti, – conclude Grizon - l’utopica ipotesi della ristrutturazione dell’ex Gregoretti all’ex OO.PP.: qui, con un incarico da circa 100 mila euro, è stata stimata una spesa di 13 milioni di euro per trasformare quell’edificio abbandonato in aule scolastiche che, per un ente in via di chiusura, senza risorse e attanagliato dal patto di stabilità pare una vera follia”.

martedì 21 ottobre 2014

LA ROTONDA SUL TORRENTE ROSANDRA NELLE MANI DI COSOLINI E DELLA SERRACCHIANI

Grizon (Pdl): non si rinunci al progetto, la Regione stanzi le risorse con la finanziaria 2015

Siamo all’intersezione tra i territori dei comuni di Trieste, Muggia e S.Dorligo della Valle ma l’annunciata rotonda sull’Ospo che il sindaco Roberto Cosolini ha bloccato avrebbe dovuto svilupparsi quasi esclusivamente in territorio triestino.
“La rotonda – ricorda Claudio Grizon, consigliere provinciale del Pdl –, prevista anche dal piano regolatore del Porto seppur con dimensioni maggiori, doveva risolvere tre l’altro la questione dell’inversione di marcia della linea 47 ora diretta fino alla località Domio e rendere inutile l’attuale, non rispettato, limite dei 30 km/h posti all’ingresso di Aquilinia.”
La notizia dello stop al progetto è emersa recentemente in consiglio provinciale quando l’assessore alla viabilità Vittorio Zollia, rispondendo ad una serie di quesiti del consigliere Grizon sullo stato di attuazione dei programmi, ha ricordato che la Provincia ed il Comune di Muggia, come auspicato più volte dallo steso Grizon e dal consigliere Fabio Longo (assessore all’ambiente a Muggia, ndr) hanno predisposto un progetto di massima che però è stato bocciato dal Comune di Trieste indisponibile ad intervenire economicamente sull’opera.
“Se la linea 47 potesse invertire la marcia sulla rotonda – spiega Grizon – potremmo risparmiare molti km su base annua da riutilizzare intensificando la frequenza delle corse e da reimpiegarli nell’ambito di un nuovo piano del tpl per il territorio muggesano”.
“Purtroppo per realizzare la rotonda – rivela il consigliere del Pdl –, da quanto ci ha riferito l’assessore, bisognerebbe sistemare le quote del terreno e, seppur in una versione provvisoria rispetto alle ipotesi del piano portuale, questi interventi avrebbero un costo che il Comune di Trieste non intende condividere con gli altri enti”.
“Vista la situazione – sottolinea Grizon – ho raccomandato all’assessore Zollia di non lasciar cadere il progetto e di chiedere con forza che la Regione nell’ambito della finanziaria 2015 preveda i fondi necessari per far partire l’opera, che in fin dei conti non sono impossibili”.

“Quando si tratta delle rotonde del più piccolo Comune friulano – conclude l’esponente del centro destra - l’intervento della Regione c’è sempre per cui, considerato che la nostra viabilità è a servizio sia del traffico locale che internazionale, dobbiamo avere la determinazione per chiedere ed ottenere queste risorse seppur per una rotonda con dimensioni minori rispetto a quelle che saranno necessarie al momento dell’avvio dell’attività logistica e portuale promossa da Teseco sulle aree ex Aquila per le quali ha appena ottenuto la concessione dall’Autorità Portuale”.

lunedì 6 ottobre 2014

RINNOVO DEI VERTICI DEL PORTO, GRIZON (PDL): INTERESSE PUBBLICO NON VENDETTA DEL PD CONTRO LA PRESIDENTE MONASSI


Grizon (Pdl): chiederemo che delle nomine se ne parli in consiglio provinciale

Sembra che il PD, in vista del rinnovo dei vertici dell'Autorità Portuale, abbia messo in atto con vari suoi esponenti locali un clima caratterizzato da antichi malumori e smania di vendetta contro la presidente Marina Monassi ed il centro destra con l'evidente desiderio di piazzare qualche suo fedelissimo alla guida dello scalo triestino a prescindere dagli equilibri di governo. 
Fin troppo ghiotta la posta in palio: la guida di un'Autorità Portuale unica con Monfalcone e l'attuazione delle previsioni del Piano del Porto che, al di là del presunto "spezzatino" sulle concessioni in Porto vecchio, conta forse ben più della guida della città. 
E' palese che il clima messo in atto in questi ultimi mesi con premeditati attacchi alla presidente del Porto e l'aspettativa del PD che trasuda in particolare dalle dichiarazioni delSindaco e dei parlamentari, dimostrano che per la sinistra triestina quella sul Porto è la "madre di tutte le battaglie", anziché un'occasione per porre le interessanti prospettive per la città che potrebbero derivare dal futuro dello scalo al centro dell'interesse pubblico e di quello del mondo dell'economia giuliana".
"Considerato quindi che la Presidente Maria Teresa Bassa Poropat contribuisce alla formulazione delle candidature da presentare al Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi il Gruppo del Pdl chiederà formalmente che delle candidature per i vertici del Porto se ne parli in consiglio provinciale al fine di poter scongiurare che gli appetiti del PD e della sinistra non si riverberino quantomeno sulle scelte della Presidente Bassa Poropat."

Claudio Grizon
Capo Gruppo PDL in Provincia di Trieste

venerdì 8 agosto 2014

AL COMUNE DI TRIESTE UN ASSESSORE ALLA CULTURA CON IL PROFILO DI ROBERTO DAMIANI

Per una città dal profilo internazionale come quella di Trieste, mosaico di culture e tradizioni, servirebbe un assessore alla cultura con il profilo di Roberto Damiani. 
Pur senza volermi inserire nel toto nomine osservo che per valorizzare la complessa, ricca e variegata rete culturale triestina e per immaginare iniziative ed eventi dal profilo internazionale oggi al Comune di Trieste servirebbe un uomo di cultura capace e dinamico com’è stato l’ex vice sindaco, assessore alla cultura e deputato Roberto Damiani. 
L’ho conosciuto nel 2000 nella veste di assessore alla cultura della Provincia e frequentato in particolare negli ultimi tempi e, pur essendo stati su posizioni politiche distanti, riconosco che aveva carisma ed indubbie capacità che a quel tempo, grazie anche a situazioni di bilancio più serene, gli hanno dato modo di promuovere Trieste con grande efficace sul piano culturale. 
Oggi per guidare questo assessorato, proprio in un periodo in cui le poche risorse in campo condizionano significativamente le attività culturali, servirebbe una persona con significative relazioni come Damiani che sappia coniugare e valorizzare le peculiarità culturali triestine in un’ottica di promozione internazionale, ponendo la città veramente al centro di progetti culturali di valenza europea. 
Sia chiaro, buona la candidatura dell’ex assessore Omero rilanciata dall’amico Paolo Rovis ma credo che questa andrebbe nella linea degli assessori che sono succeduti a Damiani che, pur avendo fatto spesso un significativo lavoro, magari privilegiando alcuni aspetti culturali a loro cari o che ritenevano più in linea con lo spirito culturale della città, forse non è quella più adeguata a definire una regia di sistema - che continua a mancare - che valorizzi Trieste sul piano turistico culturale, unendo le poche risorse a disposizione con l’ausilio di sponsor di alto livello. 
Una rete ed un progetto territoriale unico per tutta la provincia, con le istituzioni realmente unite, che abbini il circuito museale, i teatri, il sistema musicale e la prosa alle potenzialità del mondo scientifico da legare ad eventi con un significativo valore aggiunto sul piano turistico ed economico come lo sono state le mostre di Damiani. 

Claudio Grizon 
Capo Gruppo PDL in Provincia di Trieste 
Già Assessore alla Cultura della Provincia di Trieste

giovedì 8 maggio 2014

IL PDL CHIEDE UNA ROTATORIA VICINO ALL'INGRESSO DELLA TESECO

Da Il Piccolo di giovedì 8 maggio 2014 - Pagina 28 Nazionale 

Interrogazione in Provincia: la nuova struttura risolverebbe i problemi di traffico e del percorso della linea 47

MUGGIA - Istituire una rotatoria tra il ponte sul Rosandra e l’ingresso alla Teseco per risolvere i problemi del traffico e del percorso della 47. È la richiesta avanzata dal consigliere provinciale del Pdl Claudio Grizon in una interrogazione avanzata all’assessore alla Viabilità della Provincia Vittorio Zollia
«La rotonda dovrebbe essere realizzata, stando a quanto detto dall’assessore Zollia, anche se non si sa quando – racconta Grizon - essendo per altro prevista, con dimensioni più importati di quelle che sarebbero sufficienti per il traffico ed il trasporto locale, anche dal piano regolatore portuale e dalla destinazione delle aree dell’ex raffineria al district park per attività portuali».
«Pare che i contatti con il Comune di Trieste siano in atto anche se la giunta Cosolini sembra non attribuire priorità a questa rotonda – prosegue Grizon -, che sorgerebbe proprio sull’intersezione tra i tre comuni (Trieste, Muggia e San Dorligo, ndr), e che contribuirebbe in modo risolutivo a ridurre la velocità del traffico in quel punto, oggi condizionato da un limite assurdo e non rispettato da nessuno di 30 cbhilometri orari come nei centri storici»
Come riferito dall’assessore alla Viabilità della Provincia, ricorda Grizon, «per dare il senso dell’interesse di Cosolini su quest’opera va evidenziato che il sindaco di Trieste pretenderebbe che la rotonda, pur insistendo sul suo comune, dovrebbe essere gestita a cura e con oneri della Provincia».
La realizzazione della rotatoria dinanzi all’ingresso della Teseco, poco dopo il ponte sul Rosandra in direzione Trieste, consentirebbe di girare regolarmente ai bus della linea 47, oggi invece costretti a raggiungere la località di Domio, con un evidente consumo di chilometri che per Grizon invece «potrebbero essere utilizzati per un miglio servizio». Infine l’esponente del centrodestra ha auspicato di veder risolta la questione della 20 Express per rendere più veloce il collegamento tra Muggia e il centro di Trieste e una rivisitazione del percorso ad anello per le linee 7 e 27. (ri.to.)

lunedì 16 dicembre 2013

GRIZON (PDL): PER LE CROCIERE A TRIESTE SERVE CORALITA' D'INTENTI E NON PALLEGGIAMENTI DI RESPONSABILITA'

"Caro Francesco credi davvero che Antonio Paoletti abbia da solo la responsabilità sulla perdita delle crociere Costa? Credo tu abbia davvero sbagliato obiettivo!" 
Con queste parole Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti, è intervenuto per replicare alle critiche e richieste di dimissioni rivolte dal sen. Francesco Russo al presidente camerale Paoletti, reo a suo dire di aver fatto perdere le crociere Costa alla città. 
"Fin dalla prima giunta guidata da Roberto Dipiazza - scrive Grizon in una nota - la città si è particolarmente impegnata con gli assessori Bucci e Rovis nel cercare di portare a Trieste le crociere, con i lavori alla Marittima, la partecipazione alle fiere specializzate e varie azioni corali tra Comune e Porto finalizzate a rendere competitiva l'offerta della città, ricercando anche l'impegno dei commercianti e degli esercenti".
"Oggi - prosegue l'esponente del Pdl - il tema è cosa ha fatto o non ha fatto la giunta Cosolini, la Provincia o la Regione a guida Serracchiani per proseguire quel lavoro? Cosa ha fatto la città per mantenere quella opportunità? Sei proprio sicuro che Costa tagli le tappe triestine a causa di Paoletti o solo di TTP piuttosto sulla base dell'andamento dei mercati e degli interessi aziendali?" 
"Alla gente - conclude Grizon - va detta la verità e non versioni opportunistiche e di comodo. Francesco spiegami cosa ha fatto la tua parte politica per evitare la perdita delle crociere: questo risibile tentativo di tirare per la giacchetta le Generali contro Paoletti, quasi tu avessi interlocuzioni privilegiate o che fossero collaterali al PD come le cooperative rosse, MPS, e la CGIL, e' davvero triste e scusami di cattivo gusto!". 

Claudio Grizon 
Consigliere della Provincia di Trieste
Capo Gruppo de Il Popolo della Libertà

mercoledì 13 novembre 2013

"BASSA POROPAT GIUNTA A CERIMONIA FINITA"

Da Il Piccolo di mercoledì 13 novembre 2013 - Pagina 23 - Cronaca Trieste 

«Bassa Poropat giunta a cerimonia finita» 

LA POLEMICA 

Stoccata di Claudio Grizon, capogruppo del Pdl in Provincia, alla presidente Bassa Poropat (nella foto in consiglio provinciale con le mani sul volto come se volesse nascondersi dopo la brutta figura), giunta ieri in Municipio in ritardo. «Evidentemente i troppi impegni o la mole di delibere da leggere hanno impedito alla presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat di partecipare all'incontro promosso dal sindaco Cosolini con il cantautore Cristicchi a seguito dell'incredibile successo dello spettacolo Magazzino 18», osserva Grizon. 
«Infatti la Bassa Poropat è giunta in Comune a cerimonia già finita sottolineando una imbarazzante assenza della Provincia di Trieste all'omaggio istituzionale voluto dal sindaco. Davvero triste. A nome del gruppo del Popolo della Libertà esprimo a Simone Cristicchi il rammarico per la scarsa sensibilità della Poropat e il più vivo apprezzamento per il valore culturale, storico e morale del suo spettacolo».

martedì 12 novembre 2013

LA PRESIDENTE BASSA POROPAT IN COMUNE DA CRISTICCHI A CERIMONIA FINITA

Evidentemente i troppi impegni o la mole di delibere da leggere hanno impedito oggi alla presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat di partecipare all'incontro promosso dal sindaco Roberto Cosolini con il cantautore Simone Cristicchi a seguito dell'incredibile successo dello spettacolo Magazzino 18. 
Infatti la Bassa Poropat è giunta in Comune a cerimonia già finita sottolineando una imbarazzante assenza della Provincia di Trieste all'omaggio istituzionale giustamente voluto dal sindaco. Davvero triste. 
A nome del gruppo del Popolo della Libertà esprimo a Simone Cristicchi il rammarico per la scarsa sensibilità della Poropat e il più vivo apprezzamento per il valore culturale, storico e morale del suo spettacolo che lo ha reso testimone prezioso del sacrificio e dell'esodo dei Giuliano dalmati in Italia e nel mondo. 

Claudio Grizon 
Capo Gruppo del PDL in Provincia di Trieste

lunedì 20 maggio 2013

FIERA DI TRIESTE E' SENZA SOLDI, A RISCHIO GLI STIPENDI DI GIUGNO PER I DUE DIPENDENTI RIMASTI

Il testo dell'interrogazione presentata oggi alla Presidente della Provincia Bassa Poropat in merito alla mancanza di liquidità nelle casse di Fiera Trieste S.p.A. in liquidazione. 
La Fiera è stata costituita nel 1948 con la forma giuridica di Ente Autonomo per cui quest'anno si "festeggiano" i suoi 65 anni di "vita". Evidentemente i fondatori allora non avrebbero mai potuto immaginare l'infelice epilogo che avrebbe avuto 65 anni dopo quella istituzione che allora costituiva una prospettiva di sviluppo. 


Al Presidente della Provincia di Trieste
Prof.ssa Maria Teresa Bassa Poropat 
Piazza Vittorio Veneto, 4 
34122 Trieste 

Trieste, 20 maggio 2013

Oggetto: Interrogazione, con richiesta di risposta scritta e in aula, sul tema “Fiera Trieste S.p.A. in liquidazione senza liquidi”. 

Premessa 
La Fiera di Trieste S.p.A., partecipata al 25,50% dal Comune di Trieste, per il 24,95% dalla Provincia di Trieste e al 25,95% dalla Camera di Commercio IAAA di Trieste, è stata posta in liquidazione a seguito della deliberazione dell’Assemblea dei Soci del 27 settembre 2010. 

Da allora il Liquidatore ha provveduto al pagamento dei creditori secondo le disponibilità di cassa, anche mediante l’alienazione di beni per il 100% del valore del credito da questi vantato. 

Lo scorso 14 gennaio il Liquidatore ha diffuso un Comunicato-Invito al fine di acquisire manifestazioni d’interesse da parte di operatori economici, enti pubblici e privati, consistenti in proposte di nuova destinazione economica – sociale dell’area fieristica di Montebello a Trieste che ponendo quale termine per la presentazione delle proposte la data del 15 marzo. 

L’11 aprile il Liquidatore divulgava un nuovo avviso con il quale prorogava i termini per la presentazione delle offerte alla data del 4 luglio 2013. In data 9 maggio u.s. l’Assemblea dei Soci ha approvato il bilancio consuntivo 2012 che evidenzia al conto economico una perdita per l’esercizio pari ad € 323.083,00 in lieve diminuzione rispetto a quella del 2011 quando era pari ad euro 455.586,00. 

Lo stato patrimoniale 2012 pareggia invece a € 3.382.282,00, in diminuzione rispetto al 2011 quando si era assestato a € 3.535.313,00. Al 31.12.2012 la società Fiera S.p.A. disponeva di liquidità pari ad € 35.843,00 di cui € 34.600,00 in depositi bancari ed € 1.244,00 in cassa. 

Risultavano inoltre debiti verso banche per € 1.812.523,00, verso fornitori per € 333.222,00 ed ulteriori debiti per € 41.828,00 per un totale € 2.188.493,00. 

Tra i diversi fornitori, ancora in attesa di essere saldati, ci sono professionisti ed aziende triestine, il collegio dei revisori dei conti e lo stesso Liquidatore. 

Agli atti della Fiera è conservata una perizia di stima del comprensorio fieristico, esteso su 22.790 mq, redatta da un professionista su incarico della società in data 24.07.2012 che, nell’ipotesi che l’attuale destinazione urbanistica (U1 – zone per servizi ed attrezzature pubbliche) venisse modificata nella categoria B2 (residenziale, commerciale, pubblici esercizi, direzionale ecc.), prevede un valore pari a € 14.840.000,00 ed una seconda perizia, redatta dall’Agenzia del Territorio, che con l’attuale classamento prevede un valore di € 4.174.070,00 (il valore della parte di proprietà del Comune di Trieste è pari ad € 2.725.930,00). 

Nel corso dell’Assemblea dei Soci del 20.12.2012, anche in considerazione del parere negativo espresso dall’istituto di credito della società alla concessione di un finanziamento integrativo a quello già erogato, pur in presenza di capienti garanzie ipotecarie, il Liquidatore invitava i Soci a voler valutare l’opportunità di effettuare, pro-quota, specifico finanziamento fruttifero in favore della società, di un complessivo importo non inferiore ad euro 200.000,00 per assicurare alla Società le necessarie disponibilità liquide di cassa. 

In tale occasione il Liquidatore richiamava infatti l’attenzione dei Soci “sull’attuale precario equilibrio finanziario, che se compromesso, potrebbe generare uno stato di insolvenza riconducibile all’art. 5 della Legge Fallimentare”, sottolineando inoltre che “lo stato di illiquidità della stessa potrebbe non consentire il puntuale adempimento delle obbligazioni sociali”. 

Considerata l’esigua liquidità registrata con il consuntivo 2012 da Fiera S.pA. in liquidazione è ragionevole immaginare che la società sarà forse in grado di corrispondere lo stipendio dei due dipendenti (1 tempo pieno e 1 part time) fino al mese di maggio ma per giugno è probabile l’erosione completa delle disponibilità liquide. 

Informati che, rispetto alla richiesta avanzata ai Soci dal Liquidatore nel corso dell’Assemblea del 20.12.2012 tesa ad ottenere un finanziamento fruttifero al fine di ripristinare la liquidità, ad oggi sembra abbia risposto la sola Camera di Commercio IAA di Trieste, dopo aver deliberato in tal senso, mentre la Provincia ed il Comune pare non abbiano portato all’attenzione dei rispettivi Consigli la richiesta avanzata dal Liquidatore che scongiurerebbe la consegna dei libri contabili al Tribunale. 

Alla luce dei fatti sopra esposti si ritiene che l’Assemblea dei Soci di Fiera Trieste S.p.A. in liquidazione, con la messa a disposizione pro-quota dei fondi richiesti dal Liquidatore per un importo oggi stimabile ormai in almeno 300.000,00 € (per il 2013), debba porre la Società nelle condizioni di poter adempiere a tutti gli obblighi nei confronti dei terzi creditori, del Liquidatore, del Collegio dei Revisori e dei due dipendenti rimasti personale, individuando per essi, per quanto possibile, soluzioni di reimpiego. 

Dopo quasi tre anni dalla sua messa in liquidazione è indispensabile, infine, che i Soci e la Società stessa mettano in atto, senza indugio alcuno e con la massima trasparenza, ogni azione utile e possibile al fine di valorizzare il patrimonio del comprensorio fieristico di Montebello, prima della definitiva liquidazione della Società, a garanzia dei Soci, dei creditori rimasti e a favore di un recupero dell’area che in considerazione della sua collocazione ed estensione ha un valore intrinseco ben maggiore di quello attualmente documentato dai bilanci. 

Tutto ciò premesso e considerato 

INTERROGO IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

per sapere e/o conoscere: 

1. se intendono, e con quali tempi e modalità, accogliere la richiesta di erogazione a Fiera Trieste S.p.A. di un finanziamento fruttifero pro-quota, avanzata dal Liquidatore nel corso dell’Assemblea dei Soci del 20.12.2012, portandola all’attenzione del Consiglio Provinciale; 

2. l’importo complessivo dovuto ai creditori della Società (con il dettaglio), compreso quanto dovuto al Liquidatore, al Collegio dei Revisori dei Conti e al personale, alla data più recente possibile; 

3. l’importo delle disponibilità liquide in c/c bancario e in cassa alla data più recente possibile; 

4. quali sono le linee strategiche sulle quali i Soci, ed in particolare il Comune di Trieste, sono impegnati al fine della valorizzazione patrimoniale del comprensorio fieristico anche mediante una riclassificazione urbanistica; 

5. i tempi ancora necessari affinché gli obiettivi del precedente punto 4 si concretizzino, e quindi i tempi per giungere alla conclusione della liquidazione della Società che, di norma, debbono essere i più brevi possibili, in quanto il loro protrarsi porterebbe ad una costante mancanza di liquidità e al depauperamento del patrimonio; 

6. quali sono le possibili soluzioni individuate dai Soci per il reimpiego dei due dipendenti della Società rimasti. 

Claudio Grizon 
Consigliere della Provincia di Trieste 
Capo Gruppo del Popolo della Libertà

sabato 3 novembre 2012

NESLADEK BEFFATO DAL TAR NEL RICORSO CONTRO TONDO SUL GNL


Grizon (Pdl): caro sindaco, dopo le inutili carnevalate sotto la Regione, ora vada a protestare a Roma!

La smania di tentare di mettere in fallo la Regione ed il presidente Renzo Tondo sulla vicenda della conferenza dei servizi sul GNL a cui non era stato invitato ha portato il sindaco Nerio Nesladek a sbattere il muso contro la sentenza del TAR a cui aveva inutilmente ricorso che gli ha dato torto.
A questo punto ci chiediamo quanto è costata la causa al TAR e chi la pagherà, considerato che con qualche approfondimento in più si sarebbe capito subito che sarebbe stata persa in partenza. A mio avviso sarebbe bene che le spese venissero rimborsate dai due sindaci e dalle loro maggioranze.
A nulla son servite quindi le manifestazioni di piazza ed i megafoni urlanti contro la Regione organizzati da Nesladek e dal sindaco di San Dorligo Fulvia Premolin per le quali ci era stata rimproverata l’assenza che oggi ci pare esser stata quanto mai opportuna.
Ma ribadendo di non voler partecipare alle carnevalate di Nesladek riaffermiamo tutta la nostra contrarietà al rigassificatore della Gas Natural che oltretutto in questi giorni ha invaso le cassette della posta dei muggesani con una cartolina che invita a collegarsi al loro sito dove il progetto viene furbescamente dipinto come la soluzione di tutti i mali dell’economia triestina e la risposta ai problemi di occupazione con 1500 nuovi posti di lavoro.
Queste cartoline caro sindaco Nesladek sono una vera e propria presa in giro nei confronti dei muggesani e finora non l’ho vista spendere neanche una parola. Le servono forse i megafoni? 
A questo punto non ci resta che andare a Roma a manifestare la nostra contrarietà nei palazzi del potere del governo e del ministero per lo sviluppo economico retto da Corrado Passera cercando magari un aiuto dal ministro dell’ambiente Corrado Clini l’unico mi pare attento alle esigenze di Trieste.
A Roma deve andare sindaco Nesladek! Si faccia accompagnare dal sindaco Roberto Cosolini nonché dalla professoressa Bassa Poropat che sulla vicenda non l’ho vista sbracciarsi molto e tantomeno imbracciare un megafono, dai nostri parlamentari e dai consiglieri regionali triestini: sarà questa anche un’occasione per fare le “primarie sul GNL” e per sapere quali sono i candidati da sostenere alla prossima tornata elettorale sia per la Regione che per Roma. Ne vedremo sicuramente delle belle!

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia per il PDL
Capo Gruppo del PDL in Provincia di Trieste



venerdì 17 febbraio 2012

LA PRESIDENTE BASSA POROPAT “FUORI GIOCO” NELLA SALVEZZA DELLA TRIESTINA

TRIESTE - Comune, Camera di Commercio e Autorità Portuale assieme al capezzale della Triestina lanciano l’ennesimo appello agli imprenditori triestini affinché mettano mano al portafoglio per una campagna pubblicitaria che possa dare un po’ di liquidità al bilancio commissariato della società.
Ma questa straordinaria, seppur tardiva e forse inutile, unità d’intenti tra Cosolini, Paoletti e Monassi sembra però che non sia stata così forte o convincente da coinvolgere la presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat (o chi per lei) che, anche in questo caso, ci sembra letteralmente “fuori gioco”. E’ solo un caso oppure si tratta di una precisa emarginazione politico-istituzionale?
Certo è che, complice il basso profilo della professoressa Bassa Poropat, molto più avvezza ai salotti ovattati ed ai circoli del bridge che a frequentare gli spogliatoi del Rocco, ha fatto si che l’ombra di Cosolini da piazza Unità giungesse sino a piazza Vittorio Veneto, commissariando di fatto l’ente su varie partite.
Se aggiungiamo il peso politico scaturito dall’alleanza Paoletti – Monassi, che oggi sembra davvero invincibile e strategico per il controllo della vita economica provinciale, pare ancor più evidente che una Provincia così amministrata non riuscirà proprio ad essere protagonista ne in piazza Vittorio Veneto ne sul territorio provinciale.     


Da Il Piccolo di venerdì 17 febbraio 2012 -  Pagina 49 - Sport

Al via la campagna pubblicitaria per trovare fondi
Comune, Autorità portuale e Camera di Commercio scrivono alle imprese della provincia

TRIESTE Una campagna pubblicitaria di sostegno alla squadra. E’ l’iniziativa di cui si fanno promotori, d’intesa con il curatore fallimentare della Triestina Giovanni Turazza, il sindaco di Trieste Roberto Cosolini, il presidente dell’Autorità portuale Marina Monassi e il presidente della Camera di Commercio Antonio Paoletti. La richiesta di adesione verrà adesso indirizzata alle imprese della provincia di Trieste. «Proprio apprezzando la disponibilità dei tesserati a ridursi gli stipendi - sottolinea il curatore Turazza - è stata avviata questa campagna di raccolta pubblicitaria indispensabile per la sopravvivenza della Triestina e che deve diventare uno stimolo anche per la squadra». In sostanza, viene varata una campagna straordinaria di raccolta pubblicitaria per agevolare l’esercizio provvisorio dell’Unione. L’iniziativa, come si legge nella lettera, «prevede l’esposizione dei loghi delle imprese aderenti all’interno dello stadio e comunque con la miglior evidenza che si renderà possibile individuare». Sono due le opzioni in base ai formati: uno spazio da 25mila euro o uno da 10mila (più Iva) da corrispondere in tre rate entro il prossimo mese di aprile. L’iniziativa della campagna pubblicitaria, di conseguenza, ha una partenza immediata. Nella lettera inviata alle imprese del territorio si precisa, in ogni caso, che «il curatore fallimentare resta a disposizione per quanto possa essere utile al fine della miglior valutazione dell’iniziativa, nella sede della Triestina (tel. 040 -8323300, fax 040-8321596, e-mail segreteriagenerale@triestinacalcio.it)».

giovedì 3 novembre 2011

COSOLINI IN CINQUE MESI HA “COMMISSARIATO” LA PROVINCIA

La presidente Bassa Poropat avrebbe potuto trovare alcuni milioni di euro vendendo una parte del patrimonio immobiliare ma ha scelto altre priorità come quella di spendere 105 euro all’anno per l’affitto di un nuovo contenitore culturale


Prima nella veste di segretario del PD poi in quella di sindaco di Trieste Roberto Cosolini ha di fatto già “commissariato” la Provincia di Trieste presieduta dalla professoressa Bassa Poropat.
All’inizio nella veste di capo del PD dando “suggerimenti” alla presidente Maria Teresa Bassa Poropat sul percorso da intraprendere in merito alla questione dei progetti sul GNL, inducendola a “coordinare un percorso di approfondimento e di trasparente informazione delle criticità temute e delle condizioni per effettive ricadute”.
Ora in qualità di sindaco, intervenendo su ogni questione di rilevanza generale, dall’emergenza sulla Ferriera al turismo, mentre la Provincia non riesce ad ricavare un proprio ruolo, complice forse il dibattito nazionale e locale sulla soppressione dell’ente.
Purtroppo la presidente Bassa Poropat sembra non aver trovato un ruolo nel dopo Dipiazza che, anche con il sopravvento dell’era Cosolini, ha riproposto Palazzo Galatti all’ombra di Palazzo Cheba.
Noi abbiamo più volte detto, sia in consiglio provinciale che fuori, che vorremmo stanare la professoressa Bassa Poropat, affinché si appropri di un ruolo forte nell’interesse dell’Ente e del territorio.
Fa bene il sindaco Roberto Cosolini ad occuparsi delle questioni Ferriera e Sertubi,  incontrando i sindacati, partecipando agli incontri al ministero, annunciando l’obiettivo di chiedere un accordo di programma con il governo, seguendo le situazioni di crisi occupazionale come quella della Diaco dove, ancora una volta, la Provincia è arrivata tardi mentre Cosolini ha promesso l’anticipo della cassa integrazione.
In questo contesto purtroppo dobbiamo constatare come la presidente Maria Teresa Bassa Poropat sia apparsa ai più, ancora una volta, assente e non protagonista assieme al sindaco, quantomeno sugli aspetti che afferiscono al ruolo della Provincia, ovvero le politiche del lavoro, lo sviluppo del territorio e l’edilizia scolastica.
Vorremmo che la Provincia sia utilmente presente e propositiva e non ricondotta dall’attivismo del sindaco Cosolini ad un ruolo di secondario o di comparsa, su temi come quelli dell’occupazione e dello sviluppo economico.
Anche in questi giorni la non considerazione della Provincia si è notata anche tra i giovani che hanno occupato con le loro tende piazza Unità per protestare contro lo stato delle scuole triestine e quelle provinciali in particolare.
Paradossalmente anche in questo caso l’interlocutore scelto dagli occupanti è stato il sindaco quando invece avrebbe dovuto essere la presidente Bassa Poropat, mentre il teatro delle proteste sarebbe dovuta essere piazza Vittorio Veneto.
Ed è stato il sindaco infatti a farsi carico delle promesse necessarie per rispondere ai ricatti dei manifestanti, al fine di farli traslocare in piazza della Borsa, assicurando la sua intercessione nei confronti della Provincia per i temi legati alle scuole superiori.
I soldi in Provincia ci sono, come ha ricordato il consigliere regionale Piero Tononi, ma purtroppo sono fermi ed impantanati nei ritardi delle progettazioni, delle priorità che privilegiano la “Casa del Cinema” e della mancanza di risorse tecniche negli uffici.
A conferma della disponibilità di risorse c’è la recente conferma della Provincia di voler acquisire in affitto dall’Autorità Portuale l’edificio in corso di ristrutturazione dietro al Teatro Miela su Corso Cavour, alla modica cifra di 105 mila euro all’anno, per crearne l’ennesimo contenitore culturale mentre i teatri vengono commissariati ed hanno difficoltà a chiudere i bilanci.
Anche con quei 105 mila euro all’anno si sarebbero potuti attivare mutui ed investimenti per rispettare il piano di ristrutturazione che aveva già definito la giunta Scoccimarro.
Rimane poi il tema della gestione del patrimonio immobiliare dell’ente. Se la Provincia avesse venduto il comprensorio del campo profughi di Padriciano, alcuni alloggi inutilizzabili ed eventualmente alcuni edifici in area ex OO.PP. avrebbe potuto recuperare alcuni milioni di euro da dedicare alle scuole provinciali nell’ambito di un accordo di programma con la Regione che, a quel punto, avrebbe certamente fatto la sua parte. E’ sempre solo una questione di scelte fatte o non fatte.
In questi anni infine si sono persi poi per strada poi i progetti strategici nell’edilizia scolastica provinciale per l’area della caserma di via Rossetti, dove l’ex assessore Tommasini aveva pubblicamente promesso risultati concreti e date entro le quali iniziare i lavori, e quello del polo scolastico nell’edificio dell’ex Ancifap in piazzale Valmaura di cui non si sa più nulla.


Claudio Grizon
Capo Gruppo del PDL in Provincia di Trieste

Massimo Romita
Vice Capo Gruppo del PDL in Provincia di Trieste

martedì 25 ottobre 2011

CHI GESTISCE LA PAGINA DEL COMUNE DI MUGGIA SU FACEBOOK?

Da alcuni giorni anche il Comune di Muggia ha la sua pagina "ufficiale" su Facebook. Dopo l'assunzione di un consulente per Facebook da parte del Sindaco di Trieste Roberto Cosolini (PD), il sindaco Nesladek (PD) non ha voluto esser da meno e, dopo aver assunto la sua portavoce, ha ben pensato di far aprire una pagina per il Comune sul "libro delle facce".
Si dirà, che c'e di male? Nulla in realtà, visto che una pagina su FB ce l'hanno quasi tutti: il fatto e' che il Comune e' un ente pubblico e le cose le deve fare in modo trasparente e con atti ufficiali che non abbiamo ancora visto.
Infatti non sappiamo chi ha aperto questa pagina, in nome e per conto del Comune, chi la gestisce, con quali modalità, se ci sono spese collegate, chi può pubblicare notizie a nome del Comune e se magari e' stato previsto di coinvolgere le opposizioni. Insomma la comunicazione va bene ma in un Comune deve avere delle regole.
Per questi motivi presentero' oggi una interrogazione urgente per chiedere, tra l'altro, se per caso la pagina la gestisce la nuova comunicatrice del sindaco in orario di lavoro e se questi compiti sarebbero compatibili con il ruolo di funzionario pubblico cat. D. Certo e' che tra il sito del Comune dove, come ho già sostenuto in una interrogazione lo scorso anno, non coste neanche il logo dell'ente, il nuovo ed inutile sito dell'associazine Mare Carso e la nuova pagina Facebook, il sindaco dovrà lavorare molto di più di quanto stia facendo per poter pubblicare notizie e fatti concreti che il cinque mesi non abbiamo ancora visto.

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia del PDL

mercoledì 3 agosto 2011

MENTRE TONDO ANNUNCIA CHE LA REGIONE NON VA IN FERIE ED IL COMUNE LAVORA ALACREMENTE SIA IN GIUNTA CHE IN CONSIGLIO LA BASSA POROPAT CHIUDE LA PROVINCIA PER FERIE

Mentre il governatore Renzo Tondo annuncia che la Giunta regionale “non va in ferie e lavorerà durante tutto il mese di agosto” e che il sindaco Roberto Cosolini, la giunta ed il consiglio comunale stanno lavorando alacremente, dobbiamo purtroppo registrare che la presidente Maria Teresa Bassa Poropat ha di fatto chiuso per ferie la Provincia già lo scorso 28 luglio fino alla fine d’agosto.
Ci sembra grave che in questo momento di crisi generale la Provincia, con tutto quello che ci sarebbe da fare, si permetta di sospendere l’attività istituzionale fino a settembre.
Dopo la sua rielezione la presidente Bassa Poropat si è riservata un lungo periodo di ferie e si è preoccupata solo di presenziare ad alcune delle manifestazioni culturali del cartellone Teatri a Teatro, dando la sensazione che le questioni impellenti non fossero nella sua agenda.
Ha brillato per la sua assenza sui problemi occupazionali di alcune aziende in crisi, per la mancata presa di posizione sul ruolo delle Province contro le quali si è scagliato il sindaco di Gorizia Ettore Romoli e per la non curanza dell’evidente paralisi dell’ente che, privo del direttore generale e di un segretario generale che sta facendo le valige, non si sa bene cosa stia facendo e a chi risponda.
Se, come temiamo, l’andazzo proseguirà, con il mese di settembre l’opposizione si riserva il compito di trovare il modo per scadenzare l’agenda politica della Provincia fino alla fine dell’anno.

Claudio Grizon
Capo Gruppo del PDL in Provincia di Trieste

domenica 3 luglio 2011

GRIZON E ROMITA (PDL): BENE COSOLINI MA LA BASSA POROPAT ASSENTE SU DISOCCUPAZIONE E SVILUPPO

Fa bene il sindaco Roberto Cosolini ad occuparsi delle questioni Ferriera e Sertubi,  incontrando i sindacati, partecipando all’incontro previsto al ministero e annunciando nel contempo l’obiettivo chiedere un accordo di programma con il governo.
Purtroppo però dobbiamo constatare come la presidente Maria Teresa Bassa Poropat sembri ancora una volta assente e non protagonista assieme al sindaco, quantomeno sugli aspetti che afferiscono al ruolo della Provincia, ovvero le politiche del lavoro e lo sviluppo del territorio, per il quale qualche settimana prima delle elezioni con l’ex vice presidente Godina ha speso oltre 50 mila euro per un’inutile conferenza economica.
Vorremmo che la Provincia possa finalmente essere utilmente presente e propositiva, e non ricondotta dall’attivismo del sindaco Cosolini ad un ruolo di secondario o di comparsa, su temi come quelli dell’occupazione e dello sviluppo economico.
Auspichiamo poi che l’incontro tra le organizzazioni sindacali, sindaco e capigruppo previsto per domani in Comune possa essere replicato anche in Provincia quanto prima, al fine di poter individuare percorsi istituzionali sinergici.
Sulle emergenze che riguardano il lavoro e l’occupazione riteniamo che dovrebbe essere promosso un tavolo provinciale anche per cercare di monitorare e dare risposte adeguate anche ai circa 200 lavoratori interinali dell’Alcatel, ai 120 di Sincrotrone Trieste, ai 100 del fallimento Diaco fino a 28 della Graphart. 
Le risposte alle situazioni di crisi occupazionale però non posso essere sempre e solo quelle degli ammortizzatori sociali: serve uno sforzo comune anche per sbloccare una volta per tutte la questione del Sito Inquinato d’interesse nazionale, sulla quale si è impegnato l’EZIT, al fine di offrire la possibilità alle aziende di ampliarsi o di insediarsi nelle aree industriali triestine e per portare nuove attività produttive o industriali in quanto l’ultima grande azienda arrivata a Trieste, grazie al centro destra, è stata Pasta Zara ai tempi della precedente giunta Tondo.

Claudio Grizon

Capo Gruppo PDL in Provincia di Trieste


Massimo Romita 
Vice Capo Gruppo PDL in Provincia di Trieste