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venerdì 15 luglio 2016

FARO DELLA VITTORIA, ULTIMA APERTURA IL 9 OTTOBRE IN OCCASIONE DELLA BARCOLANA

Grizon (Pdl): “rivolgiamo un appello alla città, ed in particolare al Comune e all’Autorità Portuale, affinché si assumano la gestione di quello che è uno dei simboli della città conosciuto in tutto il mondo”

Il Faro della Vittoria, monumento nazionale inaugurato nel 1927, che assieme ai Castelli di San Giusto e Miramare e alla Cattedrale di San Giusto è uno dei simboli della città e del territorio provinciale, chiuderà i battenti il prossimo 9 ottobre.
Il Faro dipende dal Ministero della Difesa ma la sua apertura e gestione vengono assicurate da lunghi anni grazie ad una convenzione con la Provincia di Trieste che s’accinge però ad essere commissariata a partire dal 1 dicembre prossimo.
Per ora l’ultimo ingresso gratuito al Faro è previsto per le ore 18.30 del 9 ottobre, giorno in cui si terrà la Barcolana. Dal giorno dopo, però, i cancelli rimarranno blindati in quanto scade l’incarico alla cooperativa che gestisce l’accesso, in attesa che qualcuno si assuma la responsabilità di gestirlo e promuoverlo turisticamente.
Riteniamo quindi indispensabile ed urgente che le sorti del Faro non rimangano condizionate dal caos conseguente alla legge di riforma delle autonomie locali voluta dalla Serracchiani e pertanto rivolgiamo un appello in particolare al Comune e all’Autorità Portuale affinché fin d’ora si attivino per poter subentrare nella sua gestione con la primavera del 2017.
Abbiamo illustrato la situazione all’assessore al turismo del Comune di Trieste Maurizio Bucci ed auspichiamo che, data la sua sensibilità sul tema, possa trovare il modo per assicurare ai turisti la fruizione a quello che è un particolare ed unico “terrazzo” panoramico sul golfo e sulla città.

Claudio Grizon
Capo Gruppo PDL in Provincia di Trieste

mercoledì 30 dicembre 2015

OK ALLA ROTONDA DI AQUILINIA

Da Il Piccolo del 30 dicembre 2015 - Pagina Provincia

Ok alla rotatoria di Aquilinia
Sbloccati gli ultimi 180mila euro


MUGGIA - La rotatoria di Aquilinia si farà. Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio provinciale, è stata approvata all’unanimità la delibera, illustrata dall’assessore competente Mariella De Francesco, che prevede lo stanziamento di una cifra di circa 180mila euro necessaria per rivoluzionare l’assetto della circolazione all’ingresso dell'abitato di Aquilinia
Il provvedimento ha ottenuto anche il sì dell’opposizione di centrodestra «perché si tratta di una scelta - ha commentato Claudio Grizon, capogruppo del Pdl a palazzo Galatti - che garantirà un miglioramento nel traffico della zona e una maggiore sicurezza per quanti transitano lungo quella direttrice». 
I 180mila euro saranno affidati al Comune di Muggia, che fungerà da stazione appaltante per l’intervento sulla rotonda, che sorgerà sulla ex Statale 15 e che interessa ben tre comuni, quello di Trieste, che ha giurisdizione sulla via Flavia, quello di Muggia, competente per la via Flavia di Aquilinia, e quello di San Dorligo della Valle, in quanto l’opera sarà realizzata sul ponte del torrente Rosandra. 
Lo stanziamento proviene da fondi regionali per il miglioramento del trasporto pubblico locale. Attualmente la previsione di spesa complessiva ammonta a circa 300mila euro: 60mila euro saranno stanziati dal Comune di Muggia, altrettanti da quello di Trieste. Mancava la quota per arrivare ai 300mila, ma ieri il Consiglio provinciale ha dato il definitivo sì all'intervento. 
«La rotatoria è un importante elemento del traffico in chiave futura - ha spiegato l’assessore provinciale ai Trasporti, Vittorio Zollia - perché, con l’assetto attuale, la linea 47, che collega Muggia ad Aquilinia, è obbligatoriamente allungata fino a Domio, in quanto lungo il percorso, in particolare nell’abitato di Aquilinia, non esiste un punto dove l’autobus possa fare manovra e tornare indietro. Si tratta di chilometri superflui. Con la rotatoria - ha aggiunto - la linea 47 potrà tornare al suo compito originario, perché sarà possibile completare la manovra attorno al perno della rotatoria e riprendere la via di Muggia senza dover arrivare a Domio». 
«È questa un’opera che più volte ho sollecitato sia in Comune a Muggia sia a palazzo Galatti - ha commentato Grizon, che è anche consigliere comunale a Muggia - e sulla quale ho trovato una pronta e convinta disponibilità dell’assessore Zollia». 
L’opera sarà sicuramente utile anche nel rendere più sicuro il traffico, rallentando l’ingresso a Zaule. Il viale di accesso all’abitato è spesso percorso a velocità superiori a quelle previste dalla segnaletica verticale. 
«L’approvazione di questo provvedimento e il voto di astensione sul bilancio da parte dell’opposizione - ha commentato la presidente di Palazzo Galatti, Maria Teresa Bassa Poropat, al termine della seduta che ha visto appunto anche l’approvazione del bilancio di previsione dell’ente - sono importanti segnali di apprezzamento per il nostro operato». (u.sa.)

martedì 22 dicembre 2015

FONDI IN ARRIVO PER LA ROTONDA DI AQUILINIA

Da Il Piccolo del 22 dicembre 2015 - Pagina Provincia

Fondi in arrivo per la rotatoria di Aquilinia
Palazzo Galatti ha deciso di stanziare 180mila euro e i Comuni di Trieste e Muggia gli altri 120mila

di Riccardo Tosques

MUGGIA - Nuovo significativo passo avanti per la rotatoria di Aquilinia. Con una variazione urgente di bilancio che verrà votata dal consiglio il 28 dicembre, la Provincia ha deciso di stanziare 180mila euro da affidare al Comune di Muggia per l’intervento sulla rotonda che sorgerà in prossimità dell’ingresso nella frazione di Aquilinia, sulla ex Statale 15 (via Flavia, in Comune di Trieste) e via Flavia di Aquilinia in Comune di Muggia, all’intersezione stradale quindi tra i Comuni di Trieste, San Dorligo e Muggia, sul ponte del torrente Rosandra
Lo stanziamento proviene da fondi regionali per il miglioramento del trasporto pubblico locale. L’importo verrà trasferito al Comune di Muggia che fungerà in pratica da stazione appaltante per l’intervento che al momento ha una previsione di spesa pari a circa 300mila euro: 180mila euro dalla Provincia, 60mila euro da Muggia e 60mila euro dal Comune di Trieste
«L’opera che più volte ho sollecitato sia in Comune a Muggia che a palazzo Galatti - annuncia soddisfatto Claudio Grizon, consigliere comunale e provinciale del Pdl - e sulla quale ho trovato in particolare una pronta e convinta disponibilità dell’assessore alla Viabilità della Provincia, Vittorio Zollia, che ringrazio sentitamente, è ormai certa in quanto Zollia, rispondendo di recente a una mia domanda di attualità in consiglio, mi ha annunciato che a breve sarà sottoscritto un accordo di programma tra i Comuni interessati. A dir il vero – prosegue Grizon – anche il Comune di Muggia ha fatto la sua parte per quanto riguarda la progettazione e uno stanziamento di 60mila euro al pari del Comune di Trieste che, seppur dopo un iniziale disinteresse, con l’assessore Dapretto ha cambiato rotta». 
L’esigenza della rotatoria all’ingresso di Aquilinia, già prevista dal Piano regolatore del porto (seppur in una dimensione più grande), consentirà in primo luogo l’inversione di marcia al bus della linea 47 (che ora deve raggiungere Domio), operazione che permetterà un risparmio sensibile di chilometri che potranno esser ridistribuiti in modo più efficace sulla linea e sul territorio comunaleInoltre l’opera sarà sicuramente utile a rendere più sicuro il traffico, rallentando in particolare l’ingresso a Zaule
Infine, l’esponente del centrodestra ha auspicato di veder risolta la questione della 20 Express per rendere più veloce il collegamento tra Muggia e il centro di Trieste e una rivisitazione del percorso ad anello per le linee 7 e 27. «Auspico che prima della fine del mandato, l’amministrazione uscente sappia definire le basi di una rivisitazione dei percorsi delle linee sul territorio del Comune di Muggia che preveda, oltre al nuovo percorso e a una frequenza più idonea per la 47, un percorso ad anello e magari l’unificazione delle linee 7 e 27, confermi un collegamento diretto con Cattinara e assicuri l’unificazione del servizio via gomma e via mare. E quindi si giunga a un biglietto e abbonamento unico». 

sabato 19 dicembre 2015

PROVINCIA, ROTONDA DI AQUILINIA IN DIRITTURA D’ARRIVO

Grizon (Pdl): “ringrazio l’assessore Zollia per l’impegno e i due Comuni per la collaborazione: l’opera è ormai finanziata e consentirà un miglior utilizzo dei km del trasporto pubblico ed un viabilità più sicura”.

L’annunciata realizzazione della rotonda in prossimità dell’ingresso nella frazione di Aquilinia, all’intersezione dei comuni di Trieste, San Dorligo Della Valle e Muggia, sul ponte del torrente Rosandra, sembra ormai prossima.
“L’opera che più volte ho sollecitato sia in Comune a Muggia che a Palazzo Galatti – annuncia soddisfatto Claudio Grizon, capo gruppo Pdl in Provincia e consigliere a Muggia – e sulla quale ho trovato in particolare una pronta e convinta disponibilità dell’assessore alla viabilità e ai trasporti della Provincia, Vittorio Zollia, che ringrazio sentitamente, è ormai certa in quanto Zollia, rispondendo di recente a una mia domanda di attualità in consiglio, mi ha annunciato che a breve sarà sottoscritto un accordo di programma tra i Comuni interessati”.
“A dir il vero – prosegue Grizon – anche il Comune di Muggia ha fatto la sua parte per quanto
riguarda la progettazione e uno stanziamento di 60 mila euro al pari del Comune di Trieste che, seppur dopo un iniziale disinteresse, con l’assessore Dapretto ha cambiato rotta”.
A confermare lo stato d’avanzamento dell’iter sulla rotonda – spiega inoltre Grizon - c’è anche una variazione di bilancio urgente che sarà presentata in consiglio provinciale il prossimo 28 dicembre al fine di consentire alla Provincia di stanziare per l’opera 180 mila euro (fondi regionali per il miglioramento del tpl, fanno parte del budget generale per la gestione del tpl)”. 
Importo sarà trasferito al Comune di Muggia che fungerà da stazione appaltante per l’intervento che al momento ha una previsione di spesa di 300 mila euro (180 Provincia, 60 Muggia e 60 Trieste).
“L’esigenza della rotonda – ricorda Grizon -, già prevista dal piano regolatore del porto (seppur in una dimensione più grande) consentirà in primo luogo l’inversione di marcia al bus della linea 47 (che ora deve raggiungere Domio), operazione che consentirà un risparmio sensibile di km del tpl potranno esser ridistribuiti in modo più efficace sulla linea e sul territorio comunale”.
“L’opera sarà poi sicuramente utile – conclude l’esponente del centro destra – a rendere più sicuro il traffico, rallentano in particolare l’ingresso nel centro abitato di Zaule”.

venerdì 14 agosto 2015

PARCO EX OPP, LA GESTIONE E' "UN POZZO SENZA FONDO"

Grizon (Pdl): "serve un progetto di sviluppo e di valorizzazione dell'area che sgravi almeno in parte i costi di gestione degli enti pubblici" 


“La gestione della manutenzione del parco dell’ex OPP nel 2014 è costatala ben 233 mila euro – sostanzialmente il costo di un caffè per ogni abitante della provincia (compresi i neonati e gli immigrati) - ripartiti poi tra  Provincia, Comune di Trieste, Azienda per i Servizi Sanitari e Università, proprietari di diversi edifici e aree scoperte nel comprensorio del Parco di San Giovanni”.
Lo sottolinea Claudio Grizon, capo gruppo del PDL a Palazzo Galatti evidenziando che “per quanto riguarda la Provincia il comprensorio dell’ex OPP è sempre stato un “pozzo senza fondo”, considerati i costi che l’ente ha sempre dovuto sopportare per la gestione condominiale delle aree comuni – quasi 66 mila euro nel 2014a cui si aggiungono quelli per i beni (le scuole e il teatrino) e le aree in proprietà: tra gli ultimi i costi per le bonifiche da rifiuti pericolosi”.
"Negli ultimi 20 anni - ricorda Grizon - solo la Provincia su quelle aree, oltre ai copiosi investimenti sulle scuole slovene, per la gestione e manutenzione ha speso alcuni milioni di euro: ricordo ad esempio i costi per il restauro dello scalone d'ingresso".
Mantenere in uno stato decoroso un’area d’interesse come quella dell’ex ospedale – evidenza Grizon – d’ora in poi costituirà sempre più un problema considerato che la Provincia in un prossimo futuro verrà meno ed i costi dovranno ricadere solo sugli altri proprietari”.
“E’ indispensabile quindi – conclude Grizon - che i proprietari definiscano un progetto di valorizzazione e sviluppo – scevro da ogni contaminazione politico-ideologica - in grado di generare un valore aggiunto in termini economici sia per il territorio che per ricondurre i costi di gestione a livelli compatibili con le sempre più ristrette disponibilità di bilancio delle pubbliche amministrazioni”.

venerdì 31 luglio 2015

GRIZON E ROMITA (PDL): “CALO DEI PASSEGGERI TRA IL 5,8 E L’11%, CONTRARIETA’ DEL 62% DEGLI UTENTI MA NESSUN COSTO PER LA PROVINCIA SULLA SPERIMENTAZIONE FALLITA!”

PEDONALIZZAZIONE DI VIA MAZZINI

GRIZON E ROMITA (PDL): “CALO DEI PASSEGGERI TRA IL 5,8 E L’11%, CONTRARIETA’ DEL 62% DEGLI UTENTI MA NESSUN COSTO PER LA PROVINCIA SULLA SPERIMENTAZIONE FALLITA!”

"Nessun costo per la Provincia, nessuna riduzione di servizio sul territorio, una riduzione sensibile degli utenti sui bus tra il 5,8 e l’11% e la contrarietà del 62% dell’utenza interessata".
Questo è in sintesi l’esito degli approfondimenti svolti dalla Commissione Trasparenza della Provincia, riunitasi nei gironi scorsi su iniziativa dei consiglieri Claudio Grizon e Massimo Romita del Pdl, sull’ormai fallita sperimentazione della chiusura al traffico di via Mazzini.
"Ci è stato confermato – sottolinea Grizon – che è stata la Provincia a pretendere una sperimentazione con le scuole aperte, anche se il vero “stress test” – come ci ha ricordato l’assessore ai trasporti Vittorio Zollia - si potrebbe avere solo con l’avvento della stagione autunnale".
"Com’era già evidente dagli atti – prosegue il consigliere Grizon – è stato ribadito che nessun costo farà carico sul bilancio della Provincia in quanto a farsene carico sarà il Comune di Trieste: non avendo però ancora approvato il bilancio 2015 di fatto è stata Trieste Trasporti ad anticipare le spese al momento stimate in 139 mila euro". Solo a dicembre, in presenza di eventuali km residui sul budget provinciale, parte dei costi potrebbero ricadere sui finanziamenti regionali per il tpl.
"La pedonalizzazione di via Mazzini ha comportato però per il tpl – ricordano Romita e Grizon - la rottura della centralità dei cambi sullo snodo di Piazza Goldoni e, sulla base dei monitoraggi svolti da Trieste Trasporti, sono stati registrati sensibili cali di presenze del 5,8% sulla linea 5 e dell’11% sulla linea 9 e, pur probabili, non è stato al momento possibile misurare il calo di vendite dei biglietti”.
"Da quanto ci ha spiegato l’assessore Zollia “la sperimentazione della pedonalizzazione di via Mazzini, prevista dal nuovo piano del traffico varato della giunta Cosolini, è fallita perché per mancanza di risorse il Comune non lo ha potuto realizzare completamente” e sempre Zollia ha proseguito sottolineando che “se si vuol cambiare la mobilità e il trasporto pubblico cittadino bisogna avere coraggio ma se si aumentano le fasce di pedonalizzazione dev’esser chiaro che si allontana il servizio dal centro”".
Difficoltà sono state registrate per l’utenza sulla via Valdirivo in considerazione dei marciapiedi stretti alle fermate e sono emerse inoltre perplessità anche da parte delle organizzazioni sindacali in particolare per il passaggio della 9 in via Gallina. Sarebbe emerso inoltre che la sperimentazione, pur scontentando la maggioranza degli utenti, abbia registrato un aumento della velocità commerciale dei bus.
"L’indagine svolta su un campione di 1000 utenti da parte di Trieste Trasporti – ricordano infine Grizon e Romita - ha evidenziato la contrarietà alla pedonalizzazione di via Mazzini del 62%, un 30% di persone indifferenti e solo il 18% di utenti favorevoli: ci paiono queste motivazioni sufficienti per non tediare i cittadini con altri provvedimenti sperimentali che alla fine rischiano solo di disincentivare l’uso del trasporto pubblico, comportare minori introiti per Trieste Trasporti e aumentare i costi per le pubbliche amministrazioni. Infatti ci è stato confermato che i costi per la sperimentazione della chiusura al traffico di via Mazzini al sabato, per 20 mila euro su base annua, ricadranno anch’essi sul Comune di Trieste". 

giovedì 16 luglio 2015

PEDONALIZZAZIONE DI VIA MAZZINI, GRIZON (PDL): "TROPPI DISAGI PER CITTADINI E ANZIANI, UN FALLIMENTO ANNUNCIATO"

Da Il Piccolo di giovedì 16 luglio 2015 - Trieste Cronaca

Esito a sorpresa del sondaggio del Piccolo. E intanto il caso entra nel dibattito del Consiglio provinciale

Il 43% rivuole via Mazzini pedonalizzata
di Pierpaolo Pitich

C’è poco da fare. La questione che riguarda via Mazzini continua ad appassionare ma allo stesso tempo a dividere la cittadinanza. Ieri pomeriggio alle 18 si è chiuso il nuovo sondaggio promosso tra i lettori del Piccolo, chiamati ad esprimersi sul “ritorno all'antico” nell’arteria che collega le Rive a piazza Goldoni, dopo il dietrofront dell’amministrazione comunale che da lunedì scorso ha ripristinato la viabilità dei bus lungo l’asse e archiviato almeno per il momento l'idea della pedonalizzazione, al termine di quella che è stata un’autentica sollevazione popolare portata avanti a suon di petizioni con record di raccolta firme. 
Ebbene, come prevedibile, la maggioranza dei votanti si è detta favorevole al ritorno al passato (57%), anche se, a sorpresa, si registra sull’altro fronte un 43% di votanti che ha di fatto difeso l’esperimento di pedonalizzazione avviato dal Comune e al momento messo nel congelatore, in attesa di essere riproposto più avanti come affermato dallo stesso sindaco Roberto Cosolini. 
Dunque il segnale che la vicenda rimane attuale e piuttosto calda, oltre a continuare a raccogliere schieramenti contrapposti, tra cittadini e commercianti, oltre che tra le forze politiche di maggioranza e opposizione. 
A questo proposito, la chiusura di via Mazzini e le ripercussioni sul trasporto pubblico locale approdano nella commissione Trasparenza della Provincia, convocata per mercoledì prossimo a Palazzo Galatti su richiesta dei consiglieri Pdl Claudio Grizon e Massimo Romita
All’ordine del giorno della commissione - si legge nella convocazione - ci saranno i costi a carico di Trieste Trasporti ed eventualmente della Provincia a seguito dei vari provvedimenti, ma anche le modalità di informazione sulla modifica del servizio del trasporto pubblico locale per i cittadini, oltre ad eventuali proposte o segnalazioni
Ad inizio seduta ci sarà l’elezione del consigliere Roberto Degioia, che sarà il presidente della commissione fino alla fine del mandato. A relazionare in commissione l'assessore ai trasporti Vittorio Zollia ed i responsabili della funzione per il trasporto pubblico della Provincia. 
«Il fallimento della sperimentazione portata avanti dalla giunta Cosolini era annunciato», attacca Grizon: «Un esperimento che ha causato grossi disagi e problemi per tutta la cittadinanza, soprattutto per la popolazione anziana a causa dello spostamento delle fermate dei bus: una vicenda che peraltro appare non conclusa visto che c’è l’intenzione da parte della giunta di mettere nuovamente mano al Piano del traffico per riproporre la pedonalizzazione».
L’assessore provinciale ai Trasporti Vittorio Zollia dal canto suo ribadisce «il senso di responsabilità dell’amministrazione comunale: fare un passo indietro dopo aver sperimentato significa aver tenuto conto di quelle che sono le richieste della cittadinanza». 

mercoledì 15 luglio 2015

LA CHIUSURA DI VIA MAZZINI FINISCE NELLA COMMISSIONE TRASPARENZA DELLA PROVINCIA

La questione della fallita sperimentazione della pedonalizzazione di via Mazzini, la sua chiusura al traffico con il conseguente cambio di rotta del sindaco Roberto Cosolini dopo le proteste dei cittadini, su richiesta dei consiglieri del Pdl Claudio Grizon e Massimo Romita, sarà all'ordine del giorno della Commissione Trasparenza della Provincia, convocata dal presidente uscente Andrea Sinico (Un'Altra Trieste) per mercoledì 22 luglio alle ore 9.00. L'incontro è aperto al pubblico.  
Ovviamente la Commissione valuterà gli aspetti che competono alla Provincia, ovvero le ripercussioni sul servizio del Tpl a seguito dei predetti provvedimenti, i costi a carico della Trieste Trasporti ed eventualmente della Provincia di Trieste, le modalità di informazione sulla modifica del servizio del Tpl nei confronti dei cittadini ed eventuali segnalazioni o proteste sopraggiunte alla Provincia in merito.
All'inizio della seduta si provvederà all'elezione del consigliere Roberto Degioia (Indip.) che sarà il presidente della commissione fino alla fine del mandato. Relazioneranno l'assessore ai trasporti Vittorio Zollia e i responsabili della funzione per il trasporto pubblico della Provincia.

sabato 20 giugno 2015

GRIZON (PDL): “GLI ATTI SMENTISCONO LA MARCHIGIANI, I COSTI DELLA SPERIMENTAZIONE SU VIA MAZZINI LI PAGA TRIESTE TRASPORTI E POI IL COMUNE"

Nota stampa inviata a Il Piccolo il 10 giugno e mai pubblicata

PIANO DEL TRAFFICO, PEDONALIZZAZIONE DI VIA MAZZINI
Grizon (Pdl): “sui costi della sperimentazione l'assessore Marchigiani viene smentita dagli atti: a pagare sarà Trieste Trasporti e poi il Comune e non la Provincia"

"La sperimentazione del piano del traffico voluto dal Comune di Trieste sarà pagata da Trieste Trasporti e poi ci pensi il Comune di Trieste".
Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti, "alla luce degli atti" smentisce l’assessore Marchigiani che nei giorni scorsi ha dichiarato che “una volta che la sperimentazione sarà conclusa i maggiori costi rientreranno nelle spese della Provincia”.
"La delibera della giunta provinciale n.39 dello scorso 12 maggio 2015 stabilisce infatti – ricorda Grizon – “di riservarsi, qualora dal monitoraggio citato in premessa, si evidenzino rilevanti problematiche sulla funzionalità del servizio di TPL, di formulare ogni utile proposta anche di revisione del sistema” ed inoltre “di prender atto che il costo degli oneri relativi alla sperimentazione saranno a carico della Trieste Trasporti SpA”.
"A conferma che la Provincia non pagherà le proposte folli del Comune di Trieste – aggiunge il consigliere del centro destra – ricordo all’assessore Marchigiani la determina redatta dal dirigente competente ai trasporti n.1133 del 14 maggio 2015 che precisa ulteriormente “di dare atto che, come espressamente dichiarato dalla Trieste Trasporti S.p.A. di Trieste con nota prot. 12384/15 dd. 12/05/105” comporta un onere economico che “sarà assunto, limitatamente al periodo indicato, a carico dall’Azienda concessionaria, significando che una eventuale compensazione potrà essere valutata solamente in sede di chiusura di esercizio e nel rispetto delle previsioni normative” e quindi “di dare atto che il presente provvedimento non comporta oneri a carico del bilancio”".
"Se il Comune di Trieste – conclude Grizon – vorrà proseguire con le modifiche messe in atto alla rete del trasporto pubblico dopo la chiusura di via Mazzini l’assessore dovrà trovare i fondi, ben oltre ai 139 mila euro della sperimentazione, perché la Provincia non può farsi carico delle follie elettorali di Palazzo Cheba ma deve pensare anche al tpl dei comuni minori e quindi, di compensazioni a fine anno non se ne parla e sono certo che anche l’assessore ai trasporti della Provincia Vittorio Zollia non le concederà perché ci ha sempre dichiarato che le modifiche conseguenti al piano del traffico del Comune saranno per noi “ a costo 0”".

venerdì 17 aprile 2015

MAXI-COMUNE, MUGGIA RESTA IN STALLO

Da Il Piccolo di venerdì 17 aprile 2015 - Pagina Provincia

Maxi-Comune, Muggia resta in stallo
L’aula si spacca sull’assetto dell’Uti. Dieci voti favorevoli e dieci contrari sulla mozione contro la “fusione” con Trieste

di Riccardo Tosques 

MUGGIA - Dieci favorevoli contro dieci contrari: insomma, un pareggio bello e buono. E' finita senza vinti né vincitori la partita muggesana sull'Uti. Ma gli spunti politici non mancano di certo. Dopo oltre tre ore e mezza di dibattito sulla mozione presentata dai consiglieri Geremia Liguori (indipendente) e Danilo Savron (Partito Democratico) contro l'annessione di Muggia in una Unione territoriale con il Comune di Trieste il voto del Consiglio comunale sul documento è terminato senza una bocciatura né un consenso. 
Certo è che Muggia non riuscirà a rispettare il 20 aprile quale termine ultimo previsto dalla Legge Panontin per chiedere di essere spostati ad un'altra Unione Territoriale contigua o presentare una delibera votata dalla maggioranza assoluta del Consiglio che esprima il desiderio di non aderire ad alcuna Uti. 
Votazione A favore della mozione, oltre a Liguori e Savron, hanno votato Marina Busan (Mejo Muja), Maurizio Coslovich (Federazione della Sinistra), Fabio Longo (Idv), Christian Gretti (Pdl), Claudio Grizon (Pdl), Dario Grison (Pdl), Paolo Prodan (Pdl) e Daniele Mosetti (Fratelli d'Italia). 
Contro la mozione si sono espressi invece Ferdinando Parlato (Un'Altra Muggia), Claudio Di Toro (indipendente, votato nella lista della Lega Nord), Nerio Nesladek (Pd), Stefano Decolle (Pd), Marco Finocchiaro (Pd), Loredana Rossi (Pd), Riccardo Bensi (Pd), Francesca Riosa (Pd) e Laura Marzi (Sel). 
Commenti «Non riesco a capire come il consigliere Ferdinando Parlato, che fino a pochi minuti prima del voto aveva confermato che avrebbe sostenuto la mozione, abbia deciso di fare marcia indietro adducendo la motivazione della Città metropolitana che nella riforma Panontin non esiste», spiega esterrefatto il consigliere Geremia Liguori. L'esponente del Sel promette però battaglia: «Torneremo sul ring, e continueremo a combattere con i mezzi democratici a nostra disposizione. Questa riforma, in questi termini, non ci vede affatto d'accordo». 
Chiamato in causa il bandelliano Ferdinando Parlato pare quasi cadere dalle nuvole. «Mi arrivano voci da Muggia che votando assieme alla maggioranza io abbia salvato il Sindaco Nesladek non si sa bene da cosa – spiega Parlato -. In sede di dichiarazione di voto ho ribadito che il mio voto è stato coerente con quella mozione portata in Consiglio comunale due anni or sono sull'istituzione della "Città Metropolitana" che tutto il consiglio, il Pd in primis, mi cassò, tranne il consigliere Di Toro. Ora, ironia della sorte, una simile situazione è stata proposta dalla legge Panontin sugli enti locali e dal Pd. Il mio voto è stato contrario alla mozione presentata, coerente con quanto accaduto allora».
Sul proprio profilo Facebook l'assessore in quota Pd Stefano Decolle esulta: «Ancora una volta i rancorosi e gli immobilisti sono stati sconfitti. Chi vuole Muggia ferma ed è interessato soltanto a mantenere il suo strapuntino di piccolo potere è stato sconfitto. Muggia merita di essere un centro di riferimento nei processi di ammodernamento della pubblica amministrazione, non c'è più centro-sinistra e centro-destra; c'è chi vuole un Comune efficiente e vicino alla quotidianità delle persone e chi pensa solo al suo posto di consigliere comunale. Io sto con i primi». 
Serafico il commento del consigliere Grizon: «Tra le fila dell’ex maggioranza Nesladek sono “volati gli stracci” con uno scontro che ha messo in luce le lacerazioni da ricomporre in vista delle prossime amministrative. Ad assumersi la responsabilità di salvare il sindaco Nesladek dall'onta della sfiducia è stato il consigliere Ferdinando Parlato di Un'Altra Muggia che assieme al collega Claudio Di Toro, eletto con la Lega Nord ma poi espulso a causa di problemi giudiziari, hanno regalato alla sinistra i due voti indispensabili al pareggio».

giovedì 16 aprile 2015

UNIONE DEI COMUNI CON #TRIESTE, NEL CENTRO SINISTRA VOLANO GLI STRACCI MA PARLATO SALVA NESLADEK

NEL CENTRO SINISTRA VOLANO GLI STRACCI MA FERDINANDO PARLATO DI UN'ALTRA ‪#‎MUGGIA‬ SALVA ‪#‎NESLADEK‬ E IL #PD DALL'ONTA DELLA SFIDUCIA DEL CONSIGLIO

La seduta di ieri sera a Muggia
Ieri sera dopo 3 ore e mezza di dibattito sulla mozione presentata da Geremia Liguori (indipendente) e Danilo Savron (Unione Slovena) contro l'annessione di Muggia in una Unione territoriale con il Comune di Trieste il voto sul documento è finito 10 a 10. La mozione non è stata ne approvata ne bocciata!
Ad assumersi la responsabilità di salvare il sindaco Nerio Nesladek dall'onta della sfiducia è stato il consigliere Ferdinando Parlato di Un'Altra Muggia che assieme al collega Claudio Di Toro, eletto con la Lega Nord ma poi espulso a causa di problemi giudiziari, hanno regalato alla sinistra i due voti indispensabili al pareggio.
Mentre su Di Toro, che ormai rappresenta se stesso, nessuno contava più di tanto, gravissima è stata invece l'iniziativa di Parlato, esponente di Un'Altra Muggia, che ha salvato la faccia a Nesladek. In realtà se fosse stato presente il consigliere Nicola Delconte, assente giustificato per
Il volantino che ho realizzato per l'occasione
che ho esposto sul mio posto in consiglio
impegni professionali, il consiglio avrebbe decretato la sfiducia alla linea del sindaco Nesladek e della governatrice Debora Serracchiani.
Con tre lunghi interventi Nesladek ha fatto di tutto per convincere i consiglieri sulle sue tesi ma dopo Liguori e Danilo Savron sia il consigliere Giorgio Coslovich di Rifondazione Comunista che la consigliera Marina Busan di Mejo Muja che l'assessore Fabio Longo hanno fatto muro contro la posizione del PD.
Da parte mia con due interventi ho evidenziato come questa legge sia nata male, in quanto votata solo da una parte della maggioranza regionale, con l'uscita dall'aula di tutta l'opposizione. Ho ricordato inoltre come su questa legge ci sia la contrarietà di circa un centinaio di sindaci della regione pronti a ricorrere al TAR. Infine ho auspicato inoltre che la giunta regionale sospenda comunque l'applicazione della legge, come proposto dell'opposizione regionale nei giorni scorsi, al fine di rivedere i contenuti della legge e di ricostruire relazioni istituzionali con il territorio ormai lacerate come mai prima nella storia della Regione.

martedì 3 marzo 2015

"MUGGIA CEDUTA A TRIESTE", SCONTRO SUL SUPERCOMUNE

Da Il Piccolo del 3 marzo 2015 – Provincia


Il Pdl contesta il via libera alla nuova Unione territoriale: «Saremo succubi»
Ma il sindaco non ci sta: «È vero il contrario. Avremo più soldi e più peso»


«Muggia ceduta a Trieste»
Scontro sul Supercomune


La riforma delle autonomie locali approvata in Regione (nella foto l’assessore Panontin), prevede un’unica Unione territoriale per tutti i Comuni della provincia
La risposta del sindaco (foto) non si fa attendere: il rifiuto di aderire all’Unione non solo farebbe perdere 900mila euro a Muggia ma anche la chance di contare di più

Il centrodestra di Muggia (nella foto Grizon) contesta il “sì” del sindaco Nesladek e propone di mollare Trieste e creare un’Unione con gli altri quattro comuni minori


di Riccardo Tosques
MUGGIA «L’ultimo “regalo” del sindaco Nesladek e del Partito democratico ai muggesani? Diventare triestini». È pungente e caustico il Pdl rivierasco nel denunciare «l’obbedienza ai dogmi della governatrice Serracchiani» da parte dell’amministrazione Nesladek. Sotto accusa la riforma dei “Supercomuni”, caldeggiata dalla presidente della Regione Debora Serracchiani ma osteggiata dal centrodestra. «Il sindaco Nesladek ha spaccato il fronte unito dei Comuni minori della provincia triestina: fregandosene delle tradizioni e delle peculiarità del comune istriano, di cui si è sempre riempito la bocca, ha deciso invece di unire Muggia a Trieste»
Non utilizza certo mezzi termini il consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon per denunciare l’appoggio da parte dell’amministrazione muggesana alla riforma dei “Supercomuni”. 
«Finora il Consiglio comunale di Muggia non ha ancora affrontato il tema dell’Unione dei Comuni, in attesa di sentire le posizioni che dovevano scaturire da una riunione tra i sei sindaci della provincia» spiega Grizon. Ma il Pdl ha già le idee chiare: la soluzione più idonea ad assicurare una certa autonomia e il mantenimento delle tradizioni e delle specificità del territorio è quella di un’Unione di tutti e cinque i Comuni che porti anche a creare un unico Ambito socio assistenziale con circa 30mila abitanti; a cui potrebbero seguire accordi per la gestione associata di alcuni servizi anche con il Comune di Trieste. 
«Se dovessero passare le previsioni di un’Unione unica per il territorio provinciale con Trieste capofila il rischio conseguente sarebbe che poco dopo “qualcuno” proporrebbe la trasformazione dei Comuni minori in circoscrizioni o poco più» tuona Grizon. 
Il concetto dunque è chiaro: non è pensabile che il Consiglio comunale di Muggia debba prendere atto di quello che deciderà il Pd a Trieste senza che il tema sia affrontato anche a Muggia
«La nuova riforma degli enti locali non significa in alcun modo la fine del Comune di Muggia e men che meno la perdita della sua identità: altri erano i tempi in cui si andava a prendere ordini a Trieste e Dipiazza, con Camber nell'ombra, dichiarava pubblicamente che Trieste e Muggia avevano un unico sindaco, che non era certo quello di Muggia». Risposta al vetriolo quella che il sindaco Nerio Nesladek fornisce per difendersi dalle accuse avanzate dal Pdl. Ma oltre alla questione politica, il tema va affrontato anche da un punto di vista prettamente pratico: «Bisognerebbe che il consigliere Grizon e il Pdl spiegassero ai cittadini come il Comune dovrebbe fare a mantenere un adeguato livello dei servizi con una diminuzione d’introiti stimata dai nostri Uffici in quasi 900mila euro che deriverebbero da una mancata partecipazione all'Unione territoriale che, ricordiamo, è diventata una legge della Regione con ampia maggioranza e senza il voto contrario dei rappresentanti della comunità slovena». Trieste dunque “mangerà” Muggia? «Ma no, è una sciocchezza - conclude il primo cittadino muggesano - uno spauracchio facile da agitare per chi non ha altri argomenti. La verità è che è vero il contrario: sarà Trieste che dovrà sedersi attorno a un tavolo, con noi e con gli altri Comuni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

domenica 1 marzo 2015

NESLADEK VUOLE UNIRE MUGGIA A TRIESTE PER OBBEDIENZA ALLA SERRACCHIANI E AL PD

Grizon (Pdl): "l’ultimo “regalo” del sindaco e del PD ai muggesani: diventare triestini!"

E’ ormai noto che Nerio Nesladek, per obbedienza ai dogmi della governatrice Serracchiani e del PD, vuole unire Muggia a Trieste, fregandosene delle tradizioni e delle peculiarità del comune istriano di cui si è sempre riempito la bocca lasciando a quanto pare al loro destino i comuni minori. 
Il sindaco Nesladek ha spaccato infatti il fronte unito dei Comuni minori (che nei giorni scorsi si sono incontrati con la governatrice Serracchiani) i quali ancora oggi aderiscono all’Associazione intercomunale Mare Carso, da lui presieduta, e che a dire il vero ben poco ha saputo fare in questi anni. 
Finora il consiglio comunale di Muggia non ha ancora affrontato il tema dell’Unione dei Comuni, che la legge di riforma voluta dalla Serracchiani vorrebbe tutti uniti all’ombra del Comune di Trieste, in attesa di sentire le posizioni che dovevano scaturire da una riunione tra i sei sindaci della provincia. 
Il tema però era già stato posto in consiglio fin dalla fine di novembre, prima dell’approvazione della
legge, con una mozione presentata da me con l’adesione di quasi tutta l’opposizione e una a firma del consigliere Geremia Liguori.
La soluzione più idonea ad assicurare una certa autonomia e il mantenimento delle tradizioni e delle specificità del territorio, quantomeno in prima battuta, è quella di una Unione di tutti e cinque i Comuni che porti anche a creare un unico ambito socio assistenziale con circa 30 mila abitanti. Ovviamente potrebbero seguire accordi per la gestione associata di alcuni servizi anche con il Comune di Trieste. 
Se dovessero passare le previsioni di un’unione unica per il territorio provinciale con Trieste capofila il rischio conseguente sarebbe che poco dopo “qualcuno” proporrebbe la trasformazione dei Comuni minori in circoscrizioni o poco più.
Sappiamo per certo che la maggioranza del sindaco Nesladek sull’unione con Trieste non è così compatta, e non è pensabile che il consiglio comunale di Muggia debba prendere atto di quello che deciderà il Pd in piazza Unità d’Italia a Trieste, che sia al civico 1 o al civico 4, senza che il tema sia affrontato con serietà anche in piazza Marconi a Muggia. Non c’è ancora molto tempo perché ad aprile la Serracchiani deciderà come disegnare l’Unione dei comuni e non credo che i cittadini di Muggia vorrebbero ritrovarsi “triestini” senza averlo chiesto.

Claudio Grizon
Consigliere Comunale di Muggia del PDL

mercoledì 10 dicembre 2014

CASERMA DI VIA ROSSETTI, GRIZON (PDL): “DOVE FALLI’ LA GIUNTA BASSA POROPAT L’AMMINISTRAZIONE COSOLINI HA DIMOSTRATO MAGGIOR CONCRETEZZA”

I mancati “poli” scolastici dell’amministrazione Bassa Poropat

“Li dove fallì la giunta Bassa Poropat evidentemente l’amministrazione Cosolini ha avuto maggior determinazione e concretezza e quindi – commenta Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl in Provincia - le va riconosciuto il merito di aver concorso nel mettere a disposizione della città il comprensorio della caserma di via Rossetti, per decenni sede del mitico Battaglione San Giusto”.
“Comunque sia – commenta l’esponente del centro destra - per quanto riguarda i poli scolastici la Provincia non ha avuto molta fortuna”. “Infatti – ricorda Grizon - non molto tempo dopo l’infelice annuncio dell’apertura dei cantieri in via Rossetti da parte dell’assessore Tommasini svanì anche l’ipotesi del polo di via Valmaura e, nei giorni scorsi, dopo aver partecipato allo “spezzatino” in Porto per la concessione del magazzino 19, la Provincia ha fatto un passo indietro dopo aver speso però, a questo punto infruttuosamente, quasi 40 mila euro per lo studio di fattibilità”.
“Rimane, nell’agenda dei vertici di Palazzo Galatti, – conclude Grizon - l’utopica ipotesi della ristrutturazione dell’ex Gregoretti all’ex OO.PP.: qui, con un incarico da circa 100 mila euro, è stata stimata una spesa di 13 milioni di euro per trasformare quell’edificio abbandonato in aule scolastiche che, per un ente in via di chiusura, senza risorse e attanagliato dal patto di stabilità pare una vera follia”.

martedì 18 novembre 2014

RIFORMA PANONTIN, UN PASTICCIO DOVUTO ALLA FRETTA E ALLE DIVISIONI NEL CENTRO SINISTRA

Grizon (Pdl):“le competenze delle Provincie siano gestite in modo unitario”

L'affaire dell'assetto dei Comuni della provincia di Trieste nell'ambito della riforma Panontin per gli enti locali da qualsiasi parte lo si guardi non è altro che un vero e proprio pasticcio.
Improvvisazione, fretta e mancanza di approfondimenti hanno trasformato una cosa seria come una legge di riforma dell'assetto istituzionale della regione in un continuo braccio di ferro tra gli esponenti di primo piano del centro sinistra a cui fa da controcanto l'estenuante e forse inascoltata azione di sensibilizzazione dell'Unione delle Provincie e del centro destra in particolare. 
In origine i Comuni pensavano di dividersi le spoglie delle Province, pensando di ereditarne solo i trasferimenti senza avere la consapevolezza della gravità delle competenze. Ora con la partita delle Unioni, di fatto obbligatorie, il centro sinistra regionale ritiene che la nuova organizzazione dei Comuni possa essere ricondotta ad una sommatoria acritica di campanili e parrocchie.
Su Trieste poi si sta giocando la partita più pesante in quanto di mezzo non c'è solo il problema degli equilibri storico-etnico-culturali tra il Comune capoluogo e i 5 Comuni della "cintura rossa" ma anche la questione del controllo della città-porto (che alcuni vorrebbero città Metropolitana) che pare marginale ma che invece non lo è.
Il rischio è che con l'affaire delle Unioni anche nei Comuni di Muggia, San Dorligo, Monrupino, Sgonico e Duino Aurisina alla fine i sindaci su propri territori dovranno accontentarsi di celebrare matrimoni o poco più mentre le giunte, ed ancor peggio i consigli comunali, si occuperanno delle varie ed eventuali mentre “il core business” sarà appaltato ad anonime Unioni di sindaci pro tempore.
Se riforma dev'essere a tutti i costi la Regione ci faccia vedere quali sono le competenze a cui rinuncia a favore dei Comuni e poi tutte quelle d'area vasta e della Provincia in via di dismissione siano attribuite ad una Unione di tutti i Comuni che possa garantire una gestione unitaria.    

Anche se l’esperienza dell’Associazione intercomunale Mare e Carso è stata un fallimento per quanto riguarda la gestione dei servizi credo sia preferibile assicurare ai Comuni più piccoli la facoltà di costituire un’Unione autonoma ed indipendente dal Comune di Trieste
Nelle due Unioni però è indispensabile la presenza seppur limitata nei suoi organi delle maggioranze e delle opposizioni per evitare il rischio che diventino un’enclave autoreferenziale e svincolata da un legame stretto con i cittadini.  


Claudio Grizon
Consigliere della Provincia di Trieste PDL
Consigliere del Comune di Muggia PDL

venerdì 8 agosto 2014

“CARO IL NOSTRO TRAM”: DALLA PROVINCIA DUE MILIONI ALL’ANNO SOLO PER LA GESTIONE

COMMISSIONE TRASPARENZA
E V COMMISSIONE IN RIUNIONE CONGIUNTA IN PROVINCIA

Grizon (Pdl) e Sinico (Un’Altra Trieste): “nonostante i costi Trieste non può rinunciare al tram”

“Caro il nostro tram”. “Dopo la riunione di oggi potrebbe essere questo – sottolinea Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl in Provincia - l’inizio della storia, dalle altalenanti fortune, della trenovia che storicamente collega piazza Oberdan a Opicina e al carso”.
“Infatti – prosegue Grizon - quello che a ragione tutti considerano uno dei biglietti da visita più belli e tradizionali della nostra città assieme al Faro della Vittoria, ai Castelli di Miramare e San Giusto e all’omonima Cattedrale, costa ai triestini per la sola gestione due milioni di euro all’anno”. 
In due ore di riunione congiunta la Commissione Trasparenza e la V Commissione della Provincia hanno finalmente potuto dipanare i dubbi e le perplessità sulle recenti sfortunate vicende del tram scoprendo che, oltre ai 7 milioni e 378 mila euro stanziati dal Comune dal 2005 al 2008, altri interventi di manutenzione straordinaria per 2 milioni di euro dovranno essere spesi per i prossimi 3 o 4 anni
Cosimo Paparo, amministratore delegato di Trieste Trasporti, ha riassunto gli interventi di manutenzione che sono stati realizzati in questi ultimi due anni, evidenziando ancora una volta che, in considerazione dell’aspettativa della città, i tempi per un adeguato collaudo prima della riapertura del servizio sono stati compressi per cui si è purtroppo giunti ai guasti.
“Ci ha incuriosito però – rivela Grizon - il riferimento all’ultimo incidente che ha provocato la fermata del tram: “inspiegabilmente – ha riferito Paparo - abbiamo trovato due fili invertiti nell’impianto elettronico che il giorno prima erano posti correttamente: non è chiaro come ciò sia potuto accadere”. 
“La squadra tecnica – ricorda Andrea Sinico, presidente della Commissione Trasparenza - a servizio del tram conta 20 persone mentre gli autisti titolati che si alternano alla guida del tram sono 12, il tutto per un costo del personale che si aggira, infatti, tra gli 800 e i 900 mila euro”.
“Unanimemente – riferiscono i due esponenti dell’opposizione - è stata ribadita la forte valenza turistica del tram a cui, nonostante i costi, Trieste non può rinunciare” mentre l’ad Paparo ha ricordato che “è unico per le sue caratteristiche in Europa in quanto gli altri sono a cremagliera”.
D’altra parte per una trenovia con tram dalla vita media di 75 anni (sono 4 per i bus) e con una linea di 5 Km evidentemente gli interventi di manutenzione straordinaria sono significativi infatti, come ha precisato Paparo “le opere fatte sono una piccola parte di quello che ci sarà da fare” in quanto “alcuni tratti verranno rifatti”.
La commissione si è soffermata poi sui costi d’esercizio prendendo atto delle rassicurazioni dell’assessore ai trasporti Vittorio Zollia che ha evidenziato che “per la Provincia i costi della linea 2 o della sostitutiva 2/ sono analoghi”.
“Sul tram, che in un anno trasporta 700 mila passeggeri, la politica triestina dovrà far quadrato – proseguono Grizon e Sinico – in quanto sarà necessario difendere questo prezioso e tradizionale servizio di rilevanza turistica nell’ambito di quella che sarà la gestione del trasporto pubblico locale a seguito della nuova ed imminente gara”.
L’assessore Zollia ha inoltre comunicato ai consiglieri che con il servizio sostitutivo della 2/ non ci sono stati disservizi, tranne per alcuni residenti della zona di Scorcola per i quali era stato predisposto, in alternativa, un servizio di taxi a chiamata che non ha avuto richieste.
“Sono emerse infine – conclude Sinico – varie considerazioni trasversali dei consiglieri che auspicavano una migliore valorizzazione turistica del tram con l’allestimento di immagini storiche nelle vetture, ai capilinea e alla fermata in prossimità dell’Obelisco, trovando il modo di commercializzare l’immagine e le tradizioni della trenovia”.

AL COMUNE DI TRIESTE UN ASSESSORE ALLA CULTURA CON IL PROFILO DI ROBERTO DAMIANI

Per una città dal profilo internazionale come quella di Trieste, mosaico di culture e tradizioni, servirebbe un assessore alla cultura con il profilo di Roberto Damiani. 
Pur senza volermi inserire nel toto nomine osservo che per valorizzare la complessa, ricca e variegata rete culturale triestina e per immaginare iniziative ed eventi dal profilo internazionale oggi al Comune di Trieste servirebbe un uomo di cultura capace e dinamico com’è stato l’ex vice sindaco, assessore alla cultura e deputato Roberto Damiani. 
L’ho conosciuto nel 2000 nella veste di assessore alla cultura della Provincia e frequentato in particolare negli ultimi tempi e, pur essendo stati su posizioni politiche distanti, riconosco che aveva carisma ed indubbie capacità che a quel tempo, grazie anche a situazioni di bilancio più serene, gli hanno dato modo di promuovere Trieste con grande efficace sul piano culturale. 
Oggi per guidare questo assessorato, proprio in un periodo in cui le poche risorse in campo condizionano significativamente le attività culturali, servirebbe una persona con significative relazioni come Damiani che sappia coniugare e valorizzare le peculiarità culturali triestine in un’ottica di promozione internazionale, ponendo la città veramente al centro di progetti culturali di valenza europea. 
Sia chiaro, buona la candidatura dell’ex assessore Omero rilanciata dall’amico Paolo Rovis ma credo che questa andrebbe nella linea degli assessori che sono succeduti a Damiani che, pur avendo fatto spesso un significativo lavoro, magari privilegiando alcuni aspetti culturali a loro cari o che ritenevano più in linea con lo spirito culturale della città, forse non è quella più adeguata a definire una regia di sistema - che continua a mancare - che valorizzi Trieste sul piano turistico culturale, unendo le poche risorse a disposizione con l’ausilio di sponsor di alto livello. 
Una rete ed un progetto territoriale unico per tutta la provincia, con le istituzioni realmente unite, che abbini il circuito museale, i teatri, il sistema musicale e la prosa alle potenzialità del mondo scientifico da legare ad eventi con un significativo valore aggiunto sul piano turistico ed economico come lo sono state le mostre di Damiani. 

Claudio Grizon 
Capo Gruppo PDL in Provincia di Trieste 
Già Assessore alla Cultura della Provincia di Trieste

giovedì 5 giugno 2014

GRIZON (PDL): “404 MILA EURO PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI INUTILIZZATI DAI COMUNI DA 10 ANNI”

PROVINCIA, BILANCIO CONSUNTIVO 2013 

"Nel bilancio della Provincia giacciono inutilizzati da dieci anni ben 404.610 euro destinati ad investimenti per lo smaltimento e recupero dei rifiuti e alla relativa sensibilizzazione"
Lo rivela Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti, che durante la recente discussione sul bilancio consuntivo 2013 ha scoperto e chiesto chiarimenti in merito a questa voce di bilancio che costituisce una parte del complessivo avanzo di amministrazione pari a 5 milioni e 454 mila euro.
"A dir il vero – spiega il consigliere Grizon - dell’esistenza di un importo inutilizzato di oltre 300 mila euro per lo smaltimento dei rifiuti me ne aveva parlato tempo fa vagamente un dirigente dell’ente, ma dopo aver visto quell’avanzo vincolato nel consuntivo ho chiesto chiarimenti sia prima che dopo il voto sul consuntivo scoprendo, tra l’altro, che l’ultimo trasferimento della Regione risale al 2004". 
"Si tratta – prosegue Grizon – di un fondo gestito dalla Provincia ai sensi dell’art.3, comma 5, della L.R. 4/2001 che, secondo il comma 1 dell’art.32 della L.R.30/87, può essere utilizzato per “contributi ai Comuni, loro consorzi e comunità montane e collinare, finalizzate all’acquisto di automezzi speciali, contenitori stradali e altre attrezzature necessarie per la raccolta e il trasporto dei rifiuti solidi urbani e/o per la raccolta differenziata degli stessi, alla predisposizione di apposite aree attrezzate per lo stoccaggio provvisorio di rifiuti ingombranti di provenienza domestica e/o altre tipologie di rifiuti per i quali è prevista la raccolta differenziata, nonché alla sensibilizzazione in materia della popolazione, con particolare riferimento a quella scolastica”". 
"E’ noto che il comune di Trieste e gli altri comuni della provincia – ricorda Grizon - hanno appaltato
la raccolta e la differenziazione dei rifiuti ma mi pare assurdo che queste risorse siano state snobbate e che, come ho avuto modo di verificare, solo i Comuni di Sgonico e Monrupino li abbiano in parte utilizzati, nonostante le annuali segnalazioni da parte degli uffici provinciali".
"Penso in particolare al Comune di Muggia che conosco meglio – sottolinea Grizon – che avrebbe potuto utilizzarli ad esempio per realizzare sul territorio delle aree ecologiche decenti, oppure per avviare un vero progetto sperimentale di raccolta dei rifiuti a porta a porta". 
"Mi chiedo – evidenzia il consigliere - perché, nel disinteresse dei Comuni, la giunta Bassa Poropat non abbia utilizzato direttamente questi 404 mila euro considerato che la Provincia di Trieste ha le competenze della disciolta Comunità Montana del Carso, promuovendo un progetto che coinvolga tutti i comuni minori". 
"Tutto ciò è davvero incredibile – prosegue l’esponente del centrodestra - anche in considerazione del fatto che alla luce dei dati Arpa del primo semestre 2013 in provincia di Trieste la raccolta differenziata è attestata ad un misero 27,97% mentre le altre tre provincie viaggiano oltre al 62% di Gorizia e fino al 77% di Pordenone"
"Sono consapevole – aggiunge Grizon - che senza uno sforzo del comune di Trieste, che differenzia solo per il 27,30%, il dato provinciale non potrà migliorare, va però detto che i comuni carsici, a parole tanto attenti all’ambiente dove il porta a porta sarebbe facilissimo, non fanno certo una bella figura con una percentuale che va dal 16,40 di Sgonico al 22% di Duino Aurisina. A Muggia con il 37,85% va un po’ meglio ma ci sono anche qui enormi margini di miglioramento mentre il 49,59% di San Dorligo conferma che volendo si può migliorare". 
"E’ dimostrato – conclude Grizon – che con un vero e serio progetto di differenziazione i risultati sono assicurati anche per quanto riguarda i costi che ricadono sui cittadini: è solo una questione di volontà politica che non dovrebbe avere colori politici in quanto l’ambiente è di tutti e se spieghiamo ai cittadini che si può risparmiare sicuramente contribuiranno a quella che è una rivoluzione culturale".

domenica 11 maggio 2014

ROTATORIA TESECO, SI DELLA PROVINCIA


Da Il Piccolo di domenica 11 maggio 2014 - Pag. 53 Nazionale

ALL'INCROCIO FRA I COMUNI DI MUGGIA, TRIESTE E SAN DORLIGO
Rotatoria Teseco, si della Provincia
L'assessore Zollia conferma il progetto. Ma sui tempi non si sbilancia

Istituire una rotatoria tra il Rosandra e l’ingresso alla Teseco per risolvere i problemi del traffico e del percorso della 47. È la richiesta avanzata dal consigliere provinciale del Pdl Claudio Grizon in una interrogazione avanzata all’assessore alla Viabilità della Provincia Vittorio Zollia
«La rotonda dovrebbe essere realizzata, stando a quanto detto dall’assessore Zollia, anche se non si sa quando – racconta Grizon - essendo per altro prevista, anche se con dimensioni più importati di quelle che sarebbero sufficienti per il traffico ed il tpl, anche dal piano regolatore portuale e dalla destinazione delle aree dell’ex raffineria al district park per attività portuali. Pare che i contatti con il Comune di Trieste siano in atto anche se la giunta Cosolini sembra non attribuire priorità a questa rotonda – prosegue Grizon -, che sorgerebbe proprio sull’intersezione tra i tre Comuni (Trieste, Muggia e San Dorligo, ndr), e che contribuirebbe in modo risolutivo a ridurre la velocità del traffico in quel punto, oggi condizionato da un limite assurdo e non rispettato da nessuno di 30 km orari come nei centri storici»
Come riferito dall’assessore alla Viabilità della Provincia, ricorda Grizon, “per dare il senso dell’interesse di Cosolini su quest’opera va evidenziato che il sindaco di Trieste pretenderebbe che la rotonda, pur insistendo sul suo comune, dovrebbe essere gestita a cura e con oneri della Provincia”
La realizzazione della rotatoria dinanzi all’ingresso della Teseco, poco dopo il ponte sul Rosandra in direzione Trieste, consentirebbe di girare regolarmente ai bus della linea n.47, oggi invece costretti a raggiungere la località di Domio, con un evidente consumo di chilometri che per Grizon invece “potrebbero essere utilizzati per un miglio servizio”. Infine l’esponente del centrodestra ha auspicato di veder risolvere la questione della 20 Express per rendere più veloce il collegamento tra Muggia e il centro di Trieste e una rivisitazione del percorso ad anello per le linee 7 e 27. Riccardo Tosques

giovedì 8 maggio 2014

IL PDL CHIEDE UNA ROTATORIA VICINO ALL'INGRESSO DELLA TESECO

Da Il Piccolo di giovedì 8 maggio 2014 - Pagina 28 Nazionale 

Interrogazione in Provincia: la nuova struttura risolverebbe i problemi di traffico e del percorso della linea 47

MUGGIA - Istituire una rotatoria tra il ponte sul Rosandra e l’ingresso alla Teseco per risolvere i problemi del traffico e del percorso della 47. È la richiesta avanzata dal consigliere provinciale del Pdl Claudio Grizon in una interrogazione avanzata all’assessore alla Viabilità della Provincia Vittorio Zollia
«La rotonda dovrebbe essere realizzata, stando a quanto detto dall’assessore Zollia, anche se non si sa quando – racconta Grizon - essendo per altro prevista, con dimensioni più importati di quelle che sarebbero sufficienti per il traffico ed il trasporto locale, anche dal piano regolatore portuale e dalla destinazione delle aree dell’ex raffineria al district park per attività portuali».
«Pare che i contatti con il Comune di Trieste siano in atto anche se la giunta Cosolini sembra non attribuire priorità a questa rotonda – prosegue Grizon -, che sorgerebbe proprio sull’intersezione tra i tre comuni (Trieste, Muggia e San Dorligo, ndr), e che contribuirebbe in modo risolutivo a ridurre la velocità del traffico in quel punto, oggi condizionato da un limite assurdo e non rispettato da nessuno di 30 cbhilometri orari come nei centri storici»
Come riferito dall’assessore alla Viabilità della Provincia, ricorda Grizon, «per dare il senso dell’interesse di Cosolini su quest’opera va evidenziato che il sindaco di Trieste pretenderebbe che la rotonda, pur insistendo sul suo comune, dovrebbe essere gestita a cura e con oneri della Provincia».
La realizzazione della rotatoria dinanzi all’ingresso della Teseco, poco dopo il ponte sul Rosandra in direzione Trieste, consentirebbe di girare regolarmente ai bus della linea 47, oggi invece costretti a raggiungere la località di Domio, con un evidente consumo di chilometri che per Grizon invece «potrebbero essere utilizzati per un miglio servizio». Infine l’esponente del centrodestra ha auspicato di veder risolta la questione della 20 Express per rendere più veloce il collegamento tra Muggia e il centro di Trieste e una rivisitazione del percorso ad anello per le linee 7 e 27. (ri.to.)