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giovedì 26 febbraio 2015

LA QUESTIONE TESSERE BUS AGEVOLATE PER GLI ESULI ISTRIANI VA IN "COMMISSIONE TRASPARENZA"

Grizon e Romita (Pdl): "presenteremo una mozione urgente affinché la Regione affronti la questione, faccia chiarezza e se necessario individui le coperture necessarie"


Per fare il punto sulla vicenda delle tessere bus agevolate per gli esuli istriani Andrea Sinico (Un'Altra Trieste) su richiesta dei consiglieri del Pdl Massimo Romita e Claudio Grizon, ha convocato per lunedì 2 marzo, alle ore 9.00, una riunione della Commissione Trasparenza di cui è presidente.
I consiglieri del centro destra hanno chiesto all'assessore Vittorio Zollia e al responsabile dell’unità operativa sul trasporto pubblico locale approfondimenti in merito all'applicazione da parte degli uffici delle disposizioni della LR 23/2007, art.34, comma 3 lettera d), riguardanti appunto le tessere per il trasporto pubblico agevolato, sulla modulistica dedicata e sulle modalità di diffusione dei benefici previsti nonché sull' organizzazione dello Sportello per il rilascio delle tessere per il tpl agevolato.
Si ricorda che la Commissione Trasparenza è pubblica ed che i cittadini interessati possono assistere ai lavori, ovviamente senza possibilità di intervenire o interloquire con i consiglieri.
Intanto i consiglieri Claudio Grizon e Massimo Romita (Pdl) preannunciano che sul tema "proporremo al Consiglio una mozione urgente affinché la Regione affronti la questione, faccia chiarezza e se necessario individui le coperture necessarie per assicurare ai potenziali beneficiari delle tessere di cui alla lettera d), comma 3, dell'art.34 della LR 23/2007, affinché questa non sia l'ennesima beffa per chi per amore dell'Italia ha perso tutto". 

martedì 24 febbraio 2015

100 ESULI ISTRIANI IN PROVINCIA PER CHIEDERE LA TESSERA AGEVOLATA PER IL TPL

"Sono stati 100 oggi gli esuli istriani che si sono messi in fila allo Sportello della Provincia in via S.Anastasio per presentare la domanda per ottenere l'abbonamento agevolato per gli autobus".
Lo annuncia Claudio Grizon, capo gruppo del PDL a Palazzo Galatti, che ricorda "si aggiungono ai 20 di ieri e probabilmente ai 150 o 200 di domani".
"La legge c'è, l'ha confermato anche Zollia - sottolinea Grizon - e quindi la Provincia non si può rifiutare di accogliere le domande". "Purtroppo - aggiunge Grizon - come ci ha confermato l'assessore oggi in commissione capi gruppo consigliano agli esuli di non fare domanda".
"Evidentemente la situazione è complessa - riconosce il consigliere pidiellino - e vorremmo sapere se nell'ambito delle previsioni del comma d) dell'articolo di legge che prevede l'agevolazione, quello riservato anche ai perseguitati politici o razziali e agli ex deportati nei campi di concentramento o prigionia, ci siamo delle persone che hanno beneficiato della tessera".
"Spero davvero - conclude Grizon - che questa non sia l'ennesima beffa nei confronti degli esuli: abbiano il coraggio di dare attuazione alla legge o di cancellarla, chi ha perso tutto per amore dell'Italia non merita di essere trattato così".

ESULI IN FILA PER LA TESSERA BUS "MA LA LEGGE E' INAPPLICABILE"

Da Il Piccolo – Pagina Regione del 24 febbraio 2015

Esuli in fila per la tessera bus
«Ma la legge è inapplicabile»


Una ventina di potenziali beneficiari degli sconti si sono presentati agli sportelli
La Provincia: «Allo stato le domande non sono accoglibili». La palla alla Regione


di Gianpaolo Sarti


TRIESTE Le decine e decine di telefonate al consigliere regionale di Forza Italia Bruno Marini e all’addetto di segreteria Maurizio Marzi che nei giorni scorsi avevano pubblicato il proprio numero di cellulare per fornire chiarimenti e per invitare i potenziali beneficiari a pretendere il “dovuto”. Ma, soprattutto, la ventina di persone ieri in coda agli sportelli in Provincia, in via Sant’Anastasio, che il “dovuto” sono ben che andati a domandarlo. È l’abbonamento annuale dell’autobus semigratuito per gli esuli istriani, come previsto da una legge del 2007, finora mai applicata, a seminare il caos. 

Ed è proprio la Provincia, l’ente preposto ad autorizzare il mega sconto (5,15 euro anziché 343,50), a stoppare le richieste. In un lungo comunicato l’assessore provinciale ai Trasporti Vittorio Zollia spiega infatti perché, stando alla sua analisi, l’agevolazione è «inapplicabile». Salvo un ulteriore contributo finanziario della Regione. Prima, però, una premessa: «Ancora una volta mi vedo costretto a intervenire a fronte di iniziative e dichiarazioni che proprio per la qualifica dei soggetti che le hanno assunte possono creare, come di fatto stanno creando, grave confusione nell’utenza interessata e notevoli difficoltà operative agli uffici coinvolti». Zollia non fa nomi. Ma il riferimento è, oltre a Marini, al presidente dell’Anvgd (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) Renzo Codarin e al capogruppo provinciale del Pdl Claudio Grizon
Proprio quest’ultimo aveva esortato gli esuli a rivolgersi agli sportelli. Impossibile, precisa Zollia, spiegando che «il problema è noto» e che «alle poche richieste pervenute nel tempo la Provincia, sentita la Regione, ha sempre risposto negando motivatamente il rilascio». 
Il motivo, aggiunge, discende proprio dalle norme che regolano la controversa questione. L’assessore, in particolare, cita la legge regionale 20 del 1997 che individuava i beneficiari – al tempo gli invalidi e “i perseguitati politici italiani antifascisti e razziali, gli ex deportati nei campi nazisti” – e precisava che a queste categorie i benefici sono garantiti «nell’ambito degli impegni assunti in sede di gara». Impegni, ricorda Zollia, che i concessionari (come la Trieste Trasporti) «sono tenuti a rispettare dalla data della stipula dei relativi contratti» e che «sono coperti finanziariamente dai corrispettivi pattuiti». 
Dieci anni dopo, nel 2007, per una sorta di “compromesso storico”, il Consiglio regionale aggiunge anche gli esuli tra i beneficiari. Tuttavia nello stesso testo, qualche articolo dopo, come fa notare Zollia, puntualizza che l’estensione degli sconti agli esuli si realizzerà solamente «a decorrere dall’entrata in vigore della legge regionale di assegnazione delle risorse finanziarie necessarie per compensare i maggiori oneri derivanti dall’imposizione dell’obbligo di servizio». In pratica, quando ci saranno più soldi. Un punto, questo, su cui l’assessore dedica una sottolineatura: «La Regione potrà imporre alle concessionarie il rilascio delle ulteriori tessere gratuite solamente quando sarà in grado di dare alle Province risorse specifiche rispetto al corrispettivo contrattuale vigente».
La partita si ingarbuglia ancora. Nel 2008 la Finanziaria regionale chiarisce infatti che la Regione «è autorizzata» a sostenere le spese citate in quei commi (gli abbonamenti agli esuli) con i fondi stanziati a bilancio in cui, testuale, «risultano allocate risorse sufficienti per le finalità indicate». Quanto serve, quindi, si prende da là. La norma non è mai stata cancellata, sussiste tutt’ora. Ed è per questo che Marini, Grizon e altri reclamano il benefit. 
Ma la Regione, oltre ad “autorizzare”, ha anche effettivamente sborsato denaro in più per le tessere? Per Zollia è proprio questo il fatto: no, non l’ha fatto. «Dunque non è un passaggio giuridicamente valido – spiega in serata al telefono – se non attraverso una riduzione dei servizi resi ai cittadini». Questo però non c’è scritto da nessuna parte: «Già – chiarisce l’assessore – quindi o si integra la norma con la previsione di un taglio al trasporto pubblico, oppure non si applica proprio fintanto che non arrivano soldi freschi dalla Regione». Ciò perché, insiste, «si dimentica che esiste quell’articolo della legge 2007 sui trasporti lì dove si sostiene “che i contratti di servizio stipulati dagli enti locali (quindi la Provincia, ndr) con i gestori, esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, restano disciplinati dalla normativa regionale previgente in materia di trasporto pubblico locale”». 
Una garanzia, altrimenti le norme successive manderebbero all’aria i contratti in essere tra Provincia e aziende e, in ultima analisi, pure le prestazioni rese. In sostanza, per dare le tessere agli esuli non basta una legge venuta dopo, come la Finanziaria 2008: o si aggiungono altri fondi, oppure si rimette mano al contratto. Fuori da quel terreno non si va. Anche perché, osserva ancora l’assessore, «la Provincia non ha mai ricevuto dalla Regione per tali finalità risorse in più rispetto ai contratti, peraltro tutt’ora attuali in regime di proroga, oggi tecnica, quindi sempre riferiti ai medesimi corrispettivi, come ridotti nel 2012 e sino ad oggi coperti senza nemmeno l’applicazione dell’indicizzazione Istat». 

Questione di soldi e contratti: «Ogni 1000 tessere rilasciate varrebbero 85.000 Km di servizio in meno, previa stipula dei relativi atti aggiuntivi qualora naturalmente la Regione volesse integrare la norma in tal senso». L’ultima parola spetterebbe alla giunta Serracchiani. «È invitata a fare chiarezza definitiva su questa vicenda», conclude Zollia. Nell’attesa «le domande non si possono accogliere». Finisce qui? Non proprio. Grizon invita gli uffici a registrare comunque le richieste degli esuli: «Spetterà alla giunta e al Consiglio regionale garantire le coperture finanziarie perché non è compito dello sportello valutare se ci sono o meno i fondi». Ribatte a distanza Zollia: «Le domande non sono accoglibili perché, al momento, costituirebbero solo un’inutile spesa per i cittadini». La saga continua. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

lunedì 23 febbraio 2015

OLTRE UNA VENTINA DI ESULI IN FILA IN PROVINCIA PER L’ABBONAMENTO AGEVOLATO PER IL TPL

Grizon (Pdl): “la Provincia accolga tutte le domande, spetterà poi semmai alla giunta e al consiglio regionale garantire le coperture finanziarie”.


“Sono stati almeno una ventina gli esuli che questa mattina si sono rivolti allo Sportello per il rilascio delle tessere per il tpl agevolato negli uffici della Provincia in via S. Anastasio.”
“I dati mi sono stati forniti dal dott. Fabio Cella dirigente della Funzione Trasporti della Provincia – annuncia Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl – a cui ho raccomandato la massima attenzione alle richieste dei cittadini in attesa della Commissione Trasparenza che abbiamo chiesto”.
“Purtroppo da alcuni cittadini che si sono rivolti allo Sportello abbiamo ricevuto informazioni preoccupanti – evidenzia Grizon – in quanto gli uffici, pur ammettendo l’esistenza della norma, tendono a disincentivare la presentazione delle domande asserendo che la legge non prevede la copertura della spesa conseguente”.
Per quanto attiene poi i documenti da allegare all’istanza “pretendono addirittura che gli interessati si rivolgano alla Prefettura per chiedere copia del decreto di profugo, andando in contro anche al pagamento del bollo, quando invece il Dpr 445/2000 assicura la facoltà di esibire copia (o copia autentica) della “qualifica di profugo” oppure idonea autocertificazione, ovvero dichiarazione sostitutiva di atto notorio, in cui il richiedente ne attesta il possesso”.
Non spetta allo sportello valutare se ce o non ce copertura – spiega Grizon – quella a nostro avviso ci dovrebbe essere ma comunque è un fatto tecnico giuridico o politico che è deve essere approfondito dalla presidente Maria Teresa Bassa Poropat o, eventualmente, nel caso, risolto dalla giunta o del consiglio regionale”.
“Non ho fatto io la legge – commenta ancora Grizon - e posso concordare con quanti forse ritengono che ci sono istriani che stanno bene e che non hanno bisogno dell'abbonamento scontato, ma ce ne sono tanti invece che potrebbero averne bisogno. Il fatto è che in molti hanno strumentalizzato il loro dramma e anche questa situazione lo conferma: hanno fatto una legge e poi l'hanno dimenticata, questa è l'ennesima presa in giro”.
“A questo punto – conclude l’esponente del Pdl - abbiano il coraggio di attuarla o di cancellarla: gli esuli a Trieste e alla loro amata Italia hanno dato molto, semmai è lo Stato italiano ad esser stato ingeneroso con loro, e non sarà certo una tessera agevolata a risarcirli definitivamente dei torti subiti”.

«GLI ESULI CHIEDANO LO SCONTO BUS»

Da Il Piccolo del 23 febbraio 2015 

Nel centrodestra si scatena la corsa al bonus. 
Grizon: "vengano in Provincia"

TRIESTE «Gli esuli istriani fiumani e dalmati che desiderano un abbonamento annuale per la rete dei bus triestina a soli 5,15 euro anziché a 343,50 euro possono rivolgersi da domani mattina agli uffici della Provincia di Trieste, in via Sant’Anastasio 3, dalle 9 alle 12». Firmato Claudio Grizon. Capogruppo del Pdl alla Provincia di Trieste
La kafkiana vicenda degli abbonamenti agevolati sui mezzi di trasporto per gli esuli non si esaurisce. Semmai, negli ambienti più vicini agli esuli del centrodestra, scatena quasi una “competizione” finalizzata a garantire il benefit sinora fantasma a istriani, fiumani e dalmati. All’indomani della chiamata alla mobilitazione di Bruno Marini, il consigliere regionale di Forza Italia che ha scoperto il comma di una legge approvata otto anni fa che garantisce sconti pesanti sull’autobus agli esuli ma che non è mai stato applicato, si mobilita infatti il capogruppo provinciale del Pdl. 
«Bene ha fatto il consigliere Marini, dopo circa 8 anni dal voto della legge che ha opportunamente istituito questo piccolo beneficio, a denunciare il sospetto silenzio che ha caratterizzato questo provvedimento e a richiederne l’applicazione immediata, ma non credo proprio che saranno necessarie “spedizioni” in Provincia di Trieste per richiedere l’applicazione della legge» afferma Grizon. E aggiunge: «Sul sito istituzionale della Provincia di Trieste è evidenziato, contrariamente a quanto avviene su quello di Trieste Trasporti, che il trasporto pubblico agevolato spetta anche agli “esuli provenienti dagli ex territori italiani”
Pertanto credo proprio che non vi saranno problemi». Seguono i consigli pratici: «Per ottenere l’abbonamento scontato gli esuli, in possesso della qualifica di profugo rilasciata dalla prefettura, possono presentarsi direttamente agli uffici provinciali per compilare il modulo di richiesta, un’autodichiarazione che attesti un reddito minore di 30 mila euro lordi annui e per consegnare una copia autenticata della qualifica di profugo. Ottenuta entro 30 giorni l’autorizzazione dalla Provincia, gli interessati potranno ritirare la tessera negli uffici di Trieste Trasporti in via Lavoratori 2».

domenica 22 febbraio 2015

TRASPORTO PUBBLICO, ABBONAMENTI AGEVOLATI PER GLI ESULI: BASTA LA QUALIFICA DI PROFUGO

Grizon (Pdl): "non servono “spedizioni” in Provincia, le domande vanno presentate in vi S. Anastasio dalle 9.00 alle 12.00; chiederemo una commissione trasparenza per far luce sui fatti"

“Gli esuli istriani fiumani e dalmati che desiderano un abbonamento annuale per la rete dei bus triestina a soli 5 euro e 15 centesimi anziché a 343,50 euro possono rivolgersi da domani mattina agli uffici della Provincia di Trieste, in via S.Anastasio 3, dalle 9.00 alle 12.00”.
“Bene ha fatto il consigliere Marini dopo circa 8 anni dal voto della legge che ha opportunamente istituito questo piccolo beneficio – sottolinea Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl in Provincia di Trieste – a denunciare il sospetto silenzio che è ha caratterizzato questo provvedimento e a richiederne l’applicazione immediata, ma non credo proprio che saranno necessarie “spedizioni” in Provincia di Trieste per richiedere l’applicazione della legge”.
“Infatti – sottolinea Grizon – sul sito istituzionale della Provincia di Trieste è evidenziato, contrariamente da quello di Trieste Trasporti, che il trasporto pubblico agevolato spetta anche agli “esuli provenienti dagli ex territori italiani” pertanto credo proprio che non vi saranno problemi”.
“Quindi – spiega Grizon che è consigliere nazionale e vice presidente provinciale dell’ANVGD – tanto per essere concreti, va detto che i cittadini del territorio provinciale, esuli dall’Istria da Fiume e dalla Dalmazia, in possesso della qualifica di profugo rilasciata dalla Prefettura al momento del loro arrivo in Italia, per ottenere l’abbonamento scontato possono presentarsi direttamente agli uffici provinciali per compilare il modulo di richiesta, una autodichiarazione che attesti un reddito minore di 30 mila euro lordi annui e consegnare una copia autenticata della qualifica di profugo”.
“Comunque sia – aggiunge ancora Grizon – ottenuta, entro 30 gg, l’autorizzazione dalla Provincia gli interessati potranno ritirare la tessera presso gli uffici di Trieste Trasporti in via Lavoratori 2”.
“Per far luce sulla questione – annunciano infine i pidiellini Grizon e Massimo Romita - presenteremo una richiesta urgente per la convocazione di una commissione trasparenza ai fini di verificare se, al di là di quanto compare sul sito, per quali ragioni in questi otto anni né la Regione né la Provincia stessa hanno dato evidenza di questa opportunità”.

giovedì 12 febbraio 2015

«MA LA CITTÀ MERITA UN RICONOSCIMENTO»

Da Il Piccolo del 12 febbraio 2012

Sì ad un investimento concreto e duraturo da realizzare a Trieste con i soldi degli indennizzi previsti dall’Accordo di Roma. Roberto Cosolini, com’era prevedibile, sposa la proposta lanciata dal collega di partito Ettore Rosato, ribadendo però la necessità di trovare attorno all’eventuale progetto la più ampia convergenza possibile con il mondo dell’esodo. 
«Penso sia condivisibile l’idea di un intervento mirato su Trieste - afferma il primo cittadino -, che non verrà certo impiegato per costruire campi da calcio o rifare marciapiedi e giardini, ma sarà dedicato alla realizzazione di un’opera dal forte valore simbolico, che abbia anche una riconosciuta capacità di narrazione della storia degli italiani dell’Adriatico orientale. Quale? È presto per dirlo. Andranno fatti confronti con le associazioni e approfondimenti mirati per individuare il progetto più in linea con questa importante vocazione». 
Inutile chiedere pertanto al sindaco triestino di “sbilanciarsi” a favore dell’uno o dell’altro esempio portato da Rosato - la riqualificazione di Palazzo Carciotti o il restauro di un magazzino in Porto Vecchio -. Le soluzioni concrete, spiega, verranno vagliate solo in un secondo tempo. C’è un filone, tuttavia, che secondo Cosolini meriterebbe di essere approfondito, perché strettamente collegato alla sfida della valorizzazione della storia dell’esodo.
«Quella delle genti dell’Adriatico orientale è anche la storia di una grande civiltà marinara - afferma -. Quindi ricordarne la forza, i successi e i valori potrebbe centrare l’obiettivo di partenza, oltre a gettare un seme importante per Trieste. Una città che è senza dubbio la capitale morale dell’esodo e realtà di riferimento per le genti d’Istria, e merita pertanto un riconoscimento in questo senso. Riconoscimento che, appunto, potrebbe arrivare con l’investimento di una parte dei 90 milioni per la realizzazione di un’infrastruttura permanente e capace di raccontare la storia dell’esodo anche in futuro». 
Di avviso diametralmente opposto, invece, il capogruppo Pdl in Provincia e vicepresidente dell’Anvgd Claudio Grizon: «Quei 90 milioni di dollari moralmente appartengono agli esuli ed è offensivo che un deputato triestino abbia avuto la sfrontatezza di proporre di darli alla città di Trieste per chissà quale progetto d'impronta elettoralistica». (m.r.)

martedì 19 febbraio 2013

GIORNO DEL RICORDO: OMAGGIO DELLA PATRIA E DEGLI ITALIANI A CHI PAGO' COSI' DURAMENTE L'AMORE PER LA PATRIA

Intervento celebrativo per il “Giorno del Ricordo”

Trieste, 18 febbraio 2013

Egregio Presidente del Consiglio, Gentile Presidente della Provincia, colleghi Consiglieri,

il 10 febbraio ricorreva il “Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’esodo degli italiani dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia”, che il trattato di pace del 1947 assegnò alla Jugoslavia di Tito.
La Legge 30 marzo 2004 n. 92 che ha istituito il “Giorno del Ricordo”, approvata dal Parlamento italiano con voto pressoché unanime, ha sancito il formale riconoscimento di quei devastanti eventi che videro la popolazione italiana autoctona dell’Istria, Fiume e Zara costretta all’esilio in Patria e all’abbandono dei propri beni acquisiti in generazioni di pacifica permanenza nella loro Terra.
Grande parte di quei profughi conobbe precaria e indecorosa sistemazione in oltre 109 campi profughi nelle diverse regioni, protrattasi anche per lunghi anni, e furono loro per primi ad avere prelevate le impronte digitali (circolare Ministero dell’Interno 15 maggio 1949 n.224/17437) per il loro riconoscimento e la schedatura.
Dal dopoguerra le comunità giuliano - dalmate ricostituitesi con orgogliosa determinazione pur nel difficile contesto economico di quel tempo e spesso nell’indifferenza se non nella preconcetta ostilità di tanti ambienti, hanno contribuito fattivamente alla ricostruzione del Paese con il senso civico e la laboriosità innata loro sempre riconosciuti.
È doveroso che la Nazione ricordi gli eventi che nel Novecento colpirono un’intera regione storicamente e culturalmente legata alla civiltà italiana con la quale ha condiviso nei secoli vicende, lingua, arte, costumi, destini, e che ha dato un significativo apporto al processo di unità nazionale con la precoce adesione al Risorgimento delle sue più significative personalità politiche e intellettuali, da Niccolò Tommaseo ai garibaldini dalmati nella spedizione dei Mille, ai volontari giuliani accorsi alla difesa della Repubblica Romana.
Nella cornice europea che va estendendosi ad Est per accogliere Paesi e collettività di diversa tradizione statuale e politica, alla presenza e al ruolo dell’italianità adriatica deve essere restituita l’evidenza e la funzione che decenni di silenzio hanno colpevolmente negato per pregiudiziali ideologiche e opportunità internazionali, non solo in Patria ma anche in quegli Stati sorti dalle ceneri della ex Jugoslavia.
Il dato storico della presenza italiana in quei territori – che ne ha determinato incontestabilmente il volto civile e l’appartenenza alla cultura occidentale – deve essere riconosciuto dagli Stati che oggi hanno l’onere di conservarne il grande e plurisecolare patrimonio.
Il “Giorno del Ricordo” non si esaurisce con il pur doveroso, essenziale omaggio alle vittime dell’intolleranza etnica, ma vuole richiamare tutti – opinione pubblica e istituzioni nazionali e internazionali – a riconoscere l’antica e fondamentale presenza italiana nell’Adriatico orientale.
Una presenza che - grazie alla testimonianza fiera e tenace delle comunità dei giuliani, istriani, fiumani e dalmati in Italia e nel mondo - ancora oggi è viva, a dimostrazione di una storia che continua nonostante la follia dell’odio, nei Paesi della sponda orientale dell’Adriatico che faticano ancora ad ammettere lo splendore di una civiltà sorta nei territori da essi amministrati, in evidente contrasto con lo spirito europeo che ne dovrebbe ormai animare gli orientamenti e le linee guida per una moderna società. 
Quella sugli istriani fu pulizia etnica e politica da parte dei comunisti titini, manifestatasi drammaticamente con le foibe ed i massacri che mai avrebbero potuto e dovuto essere giustificati, neanche con i crimini commessi in precedenza dai fascisti: un vero e proprio stravolgimento epocale che voleva riportare l’umanità a condizioni tribali.
Sono i giovani i primi che dovremmo invitare a ricordare il dramma vissuto da un’intera comunità, affinché traggano da una vicenda così dolorosa un giusto insegnamento ispirato al rispetto dei valori della tolleranza, del rispetto reciproco, della convivenza pacifica e della giustizia.
Nella nona edizione del “Giorno del ricordo” alcuni parlamentari hanno proposto opportunamente di sottoscrivere un appello al Capo dello Stato - che sarebbe bene che anche questo Consiglio faccia suo - affinché revochi al dittatore jugoslavo Tito il titolo di Cavaliere di Gran Croce, decorato di gran cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, di cui purtroppo è stato insignito in passato, in quanto indegno di qualsiasi riconoscimento italiano o internazionale per i crimini che ha promosso nei confronti di migliaia di italiani.
Quelle sulle vittime delle foibe e sull’esodo giuliano dalmata, infatti, sono pagine dolorose della nostra storia recente di cui il dittatore comunista è stato il primo responsabile; oggi però, fuori da ogni ritualità, vorremmo che quelle pagine di sangue divenissero un monito volto ad accrescere la consapevolezza dell’importanza della pacifica convivenza tra i popoli e del rifiuto di qualsiasi violenza.
E' necessario quindi tramandare il ricordo sensibilizzando i più giovani e rifuggendo la “congiura del silenzio” e l’oblio che per troppi anni hanno caratterizzato questi temi, affinché queste pagine di storia non siano mai più rimosse o dimenticate, dando continuità a questa azione con momenti di formazione, dibattito e incontro non solo nei giorni dedicati ma anche con l'impegno culturale durante tutto il resto dell'anno.
Sia chiaro il “Giorno del Ricordo” non è una riparazione materiale ai drammi d’allora, ma è comunque un atto di giustizia, verità, riconciliazione. E’ l’aver riconsegnato alla storia nazionale pagine ignobilmente strappate. Questa legge può essere un’occasione per una ricucitura storica e culturale tra tutti gli italiani, una presa di coscienza nazionale sulla lunga e diffusa esperienza umana e civile degli italiani dell’Adriatico orientale, che hanno dato un grande contributo alla costruzione di quell’Europa adriatica che era il sogno di tanti uomini di cultura nazionale.
La vicenda degli esuli giuliano - dalmati è una delle pagine più drammatiche della nostra storia. Nel martoriato confine orientale, l’odio etnico e il furore ideologico determinarono, in una terribile concatenazione di eventi, la pulizia etnica e l’esodo di migliaia di italiani. Questa Giornata restituisce all’Italia la memoria di un dramma per troppo tempo negato e permette a ogni cittadino di sentirsi parte di un’unica comunità.
Coltivare la memoria e la storia di quegli eventi è necessario per il rispetto dovuto ai 20mila infoibati e alla dignità offesa di 350mila profughi istriani, fiumani e dalmati. E’ fondamentale Consiglio Provinciale
Gruppo Consiliare del Popolo della Libertà che in quel confine si sia lavorato, in questi anni, per sanare le ferite del passato e che si possa oggi guardare con fiducia a un futuro di convivenza e di collaborazione.
Per tali ragioni, oggi, al di là di ogni schieramento e posizione politica, dobbiamo condannare con fermezza tutti gli atti incivili che sono stati compiuti, anche nelle scorse settimane, in varie parti d’Italia come nella nostra Trieste, da parte di persone o ambienti politico sociali che ancor oggi alimentano e perseguono l’odio nei confronti degli italiani vittime delle foibe e protagonisti dell’esodo. Con atti che oltraggiano i simboli che gli esuli hanno eretto a imperituro ricordo del sacrificio del loro popolo, personaggi vili e fuori dal tempo promuovono una cultura negazionista che vilipende ed offende i giuliano dalmati ed i loro eredi creando preoccupazione e sconcerto proprio nei giorni dedicati al ricordo e alla preghiera. 
Noi invece ricordiamo commossi gli italiani sterminati nelle foibe e tutti coloro che furono cacciati dalle loro case e dai loro cimiteri in Istria, a Fiume, in Dalmazia. Questa memoria va condivisa da tutta la nazione, per rendere onore alle vittime di uno sterminio e ricordare violenze e prevaricazioni di ogni tipo. Mai più pagine strappate, ma per sempre l’omaggio della Patria e degli italiani a chi pagò così duramente l'amore per la patria italiana.

Claudio Grizon
Capo Gruppo del Popolo della Libertà