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mercoledì 5 gennaio 2011

PROSEGUE LA SAGA DELLA GRIGLIA SULLA STRADA A DARSELLA SAN BARTOLOMEO

Ricevo e pubblico volentieri senza ulteriori e superflui commenti la seguente email ricevuta il 3 gennaio scorso da alcuni cittadini:

Caro Claudio,
inutile che oggi 3 gennaio sulle segnalazioni, il signor sindaco attacchi il signor Ludovisi riguardo alla lettera da lui pubblicata, lamentandosi dello stato di incuria delle strade sul territorio comunale e della viabilità in se stessa facendolo passare per un visionario disfattista, come al solito auto elogiandosi. 
Oggi, a distanza di mesi, dopo le segnalazioni fatte ancora l’8 agosto, il tuo intervento nei confronti dell'ufficio dei lavori pubblici e le varie raffazzonature fatte, la griglia all’inizio di loc. Darsella di San Bartolomeo è caduta nuovamente nella canaletta incastrandosi, impossibile rimuoverla, i residenti con grande senso civico hanno riposizionato il solito cavalletto col cartello, toccasana usato dalla giunta comunale per risolvere ogni problema di buchi, spandimenti o formazione di ghiaccio (devono averne una maxi scorta). A questo punto rinunciamo a qualsiasi segnalazione sia verso la polizia municipale che agli uffici preposti in quanto si ha più soddisfazione parlare al muro e inoltre siamo stufi di essere presi per il c...o.
Siamo stufi di questa amministrazione, sia comunale che provinciale di tipo bulgaro. Inutile che insinuino che le amministrazioni precedenti hanno fatto solo gli interessi personali, quando invece loro lo fanno continuamente e in maniera sfacciata. Meno fari blu in centro, e più manutenzione in periferia, visto che il comune non finisce in via Roma.

Integrazione...

Poco fa che son andado via xe passadi i Vigili Urbani su per de qua, i correva come matti e non i se ga nemmeno accorto della griglia…



venerdì 31 dicembre 2010

RABUIESE DIMENTICATA ANCHE DAL SUO COMUNE

LA NOTA
Ringrazio per la segnalazione i signor Valter Crevatin e, per quanto mi riguarda, lo informo che in questi cinque anni mai nessun cittadino della località Rabuiese mi ha segnalato le problematiche da lui giustamente evidenziate. 
In alcune occasioni cittadini della zona mi hanno segnalato specifici problemi sui quali sono intervenuto con interrogazioni e richieste specifiche all'amministrazione comunale o alla Provincia (erba alta sulla strada provinciale, sulla rotonda di Rabuiese, ripristino della fermata bus della 47 che Trieste Trasporti aveva tolto e richieste di modifiche delle linee del trasporto pubblico, segnaletica, recupero dell'area dell'ex valico, ecc.)  e, proprio nei giorni scorsi, mi è stata segnalata la situazione della profonda buca sulla strada comunale che, come si può evidenziare nei post precedenti, ho documentato anche con delle foto. 
Per cui, dichiarandomi sempre a disposizione dei cittadini,  respingo cordialmente al mittente le responsabilità che velatamente mi si attribuiscono, anche perchè a governare è la giunta del sindaco Nerio Nesladek mentre io sono un consigliere di opposizione che può solamente interrogare, proporre e segnalare problemi e situazione che nel caso in specie non mi sono mai state evidenziate. Chi mi conosce sa bene che sarei intervenuto prontamente per dar voce alle vostre aspettative.
Claudio Grizon  


Da Il Piccolo del 31 dicembre 2010 - Pagina 23 - Trieste - Rubrica Segnalazioni

Il caso
Rabuiese dimenticata anche dal suo Comune


Ho letto con interesse l’articolo del Piccolo riguardante i disagi subiti nelle frazioni di Muggia durante l’ultima nevicata ed evidenziati dal consigliere Claudio Grizon. 
Devo però aggiungere che anche lui come la maggior parte delle persone che dovrebbero occuparsi di questo e altri problemi, non si ricorda che esiste nel comune di Muggia anche la località Rabuiese (totalmente dimenticata da decenni!). 
Dopo la nevicata non è stato sparso nemmeno un cucchiaio di sale né sulla strada comunale né sulla Ss15 (ultimo tratto prima dell’ex valico). Già che ci siamo informo che non abbiamo la rete fognaria, la rete del gas, l’illuminazione esiste solo per un breve tratto, la strada comunale ha delle grosse buche, il taglio di ramaglie ed erba non sappiamo cosa sia, la strada comunale che passa sotto il cavalcavia della superstrada è chiusa dai tempi dell’inizio dei lavori, la salita che porta sulla Ss15 ha una pendenza troppo forte e le macchine di oggi essendo basse toccano con la scocca, non abbiamo più il capolinea dell’autobus 47 prima dell’ex valico come una volta bensì una fermata in Strada per i laghetti, in prossimità della rotatoria alquanto pericolosa (però 3 corse mattutine – ore 6.05, 7.00, 7.08 – per i lavoratori transfrontalieri partono regolarmente dall’ex valico!), e infine a ogni pioggia un po’ più intensa il torrente Rabuiese tracima e allaga il guado, impedendo il passaggio a piedi e talvolta anche in automobile. Spero che chi si occupa di questi problemi prenda a cuore finalmente la nostra situazione.
Valter Crevatin

martedì 13 luglio 2010

"STRADA PER RABUIESE: DISSESTO E POCA IGIENE"

LA NOTA 
Dopo le denunce e le interrogazioni che ho presentato alla Provincia e al Comune anche negli anni scorsi ora a parlare sono anche i cittadini, disgustati dal degrado e dal disinteresse delle giunte Nesladek e Bassa Poropat per la zona delle Noghere, Belpoggio e dell'ex valico di Rabiese.


Da Il Piccolo del 13 luglio 2010 - Pagina 22 - Trieste

PERICOLO SULLA VIA CHE PORTA ALL’EX VALICO
«Strada per Rabuiese: dissesto e poca igiene»


Nonostante i recenti articoli da voi pubblicati desidero comunicarvi che la situazione di degrado del tratto di strada comunale che va da Farnei all’ex valico di Rabuiese è rimasta immutata.
La strada, già stretta per venire utilizzata per il doppio senso di marcia, risulta alquanto dissestata: ci sono evidenti e numerose buche sull’asfalto (l’ultimo intervento risale al 1970), rovi e cespugli che invadono la carreggiata e un’illuminazione pressoché inesistente.
Noi residenti a Rabuiese siamo costretti per raggiungere Trieste, o a rischiare la nostra incolumità percorrendo tale stradina, oppure a passare per la Slovenia, essendoci il divieto di attraversare la superstrada, cosa che fino a poco fa era permessa.
Desidero inoltre sottolineare che negli ultimi anni la situazione è andata peggiorando anche da un punto di vista igienico-sanitario, nonostante l’evidente incremento dei residenti in tutta la zona di Rabuiese il Comune non ha mai provveduto a costruire una rete fognaria a norma, nonostante la nostra disponibilità a collaborare.
Io personalmetne come cittadina muggesana e italiana mi sento abbandonata. Siamo forse diventati di competenza slovena? Dobbiamo interpellare il Comune di Capodistria? Chiedo una seria risposta da parte del sindaco di Muggia anche perché è solito girare in bicicletta su questo tratto, ed è a conoscenza della situazione. Oppure il Comune opera solamente in piazza Marconi e zone limitrofe turistiche?
Lettera firmata

giovedì 14 gennaio 2010

QUELLA PISTA CICLABILE PREDA DELL'INCURIA

Da Il Piccolo del 6 gennaio 2010 - Pagina 22
Rubrica Segnalazioni - Trieste

IL CASO

Quella pista ciclabile preda dell’incuria

Percorro da decenni la vecchia ferrovia, a piedi e in bici, che da Trieste sale fino a Draga S. Elia e poi in Slovenia. Ho salutato con entusiasmo il progetto di trasformarla in una pista ciclabile con la sistemazione del tracciato e con l’illuminazione della galleria più lunga. Ora però siamo alle solite, tutto lasciato senza un minima manutenzione da parte di chi ha in carico il tracciato.
I rovi in alcuni punti hanno invaso per oltre la metà la carreggiata e le lampade della galleria sono guaste (non le ho contate ma penso più della metà) lasciando l’escursionista completamente al buio, le cose peggiorano naturalmente se si procede in bicicletta, altro problema l’allagamento totale del sottopasso (30 cm circa di acqua) causa le piogge continue di questo periodo ma sopratutto della manutenzione inesistente dei relativi scoli di drenaggio e la mancanza di canalette che devino il ruscellamento verso il sottopasso.
A chi spetta la competenza della manutenzione di questo tracciato? Regione o Comune, e cosa si aspetta a sistemare le cose? Lasciamo che vada tutto in «malora» come si usa troppo spesso in Italia.
Un suggerimento infine per la sicurezza degli escursionisti estivi sarebbe opportuno un cartello che indichi gli orari di apertura e chiusura delle luci automatiche della galleria dato che più di una volta ho dovuto accompagnare fuori con la lampada famiglie rimaste nel buio più totale...
Spero (ma non tanto) in un riscontro da parte delle istituzioni.
Andrea Mandich


LA NOTA
Visto che fino ad oggi dalla Provincia nessuno ha risposto al signor Mandich, faremo una interrogazione sul tema condividendo le sue considerazioni e preoccupazioni.

lunedì 17 agosto 2009

"BASSIFONDI NEWYORKESI DIETRO LA FERMATA DEL TRAM DI OPICINA"

Da Il Piccolo del 17 agosto 2009 - Pag.13

L’INTERVENTO

Odore acre e nauseabondo e striature scure d’urina, spatolature e decori arabescati di deiezioni canine sui marciapiedi, immondizia d’ogni genere, bottiglie rotte, gomme da masticare appiccicate sulle pietre di masegno e scritte d’ogni tipo frutto delle alcoliche ispirazioni di writers improvvisati sulle panche di marmo bianco, creano nella recentemente rinnovata piazzetta, dietro al capolinea del tram per Opicina, un’atmosfera molto più simile a quella dei bassifondi newyorchesi che a quella che era e dovrebbe essere una simpatica piazzetta, crocevia di turisti, giovani, commesse e impiegati, assicuratori e bancari che quella zona la vivono quotidianamente.

Analoga situazione la si può da tempo comunque riscontrare nelle vie circostanti, senza che nessuno se ne sia mai occupato in modo serio, dove solo la pioggia riesce a ridurre l’impatto per i passanti.

Purtroppo l’apprezzato lavoro di recupero e di valorizzazione della piazzetta, curato poco più di un anno fa dall’amministrazione Dipiazza, è stato da tempo sfregiato e rovinato da balordi d’ogni tipo, giovani alternativi maleducati e punk-a-bestia.

Quando la stagione o il clima lo consentono, nella piazzetta - su cui s’affacciano bar, giornalai, un albergo e una panetteria, e che è circondata da palazzi con uffici d’ogni tipo, un supermercato, ristoranti, ecc. - bivaccano giovinastri, ubriachi, extracomunitari e balordi che, in vario modo, hanno contribuito a deturpare quella che dovrebbe essere uno dei luoghi più caratteristici della città.

La saltuaria presenza delle forze dell’ordine e dei vigili urbani, tesa a prevenire il degrado cittadino, a confortare i gestori delle attività della zona e a dare, almeno in certi momenti, ai passanti la sensazione di sicurezza spesso incerta, è stata certamente utile e gradita, ma purtroppo non sufficiente a interrompere questo scempio.

Ebbene, mi rivolgo al sindaco Roberto Dipiazza e alla sua amministrazione che tanto si sono spesi in questi anni per il recupero di piazze e angoli caratteristici di Trieste, affinché intervengano, di concerto con le autorità competenti, al fine di restituire, ancora una volta, questo luogo ai cittadini.

È indispensabile una pulizia straordinaria della piazzetta e del circondario, sanzionare anche severamente, laddove possibile, chi imbratta il suolo pubblico e programmare una presenza delle forze dell'ordine che faccia rivivere quest’angolo caratteristico della città, punto di partenza e d’arrivo dell’amato e famoso tram di Opicina.

Claudio Grizon
consigliere provinciale
consigliere comunale di Muggia

sabato 8 agosto 2009

MUGGIA SENZA IMPIANTI DI BENZINA: IL COMUNE HA ASPETTATO 40 MESI E ADESSO SI DEVE ANDARE IN SLOVENIA

Da Il Piccolo dell'8 agosto 2009 - Pag. 20 - Segnalazioni

L'INTERVENTO

Ringrazio il maestro di aikido, judo e ju-jutsu Michele Marolla per la segnalazione «Benzina addio» del 2 agosto che mi offre l’occasione di spiegare, ancora una volta, le responsabilità della giunta Nesladek a lui, a quanto pare, assai cara, nella vicenda della chiusura dei distributori di benzina.
La legge regionale che obbligava i Comuni a verificare la compatibilità territoriale degli impianti di carburante sui propri territori è la n. 8 del 2002. La giunta Gasperini, come conferma la dichiarazione dell’ex vice sindaco Prodan (citata nella segnalazione) su Il Piccolo del 20 giugno 2003 si era attivata ed infatti Prodan precisava che «per ora è certo che sarà adibita a stazione di servizio solo un’area: una parte del piazzale Alto Adriatico», guarda caso l’area individuata recentemente dalla giunta Nesladek.
Il funzionario incaricato di seguire la vicenda era allora, come oggi, il dott. Ladi Cociani, parente del sindaco Nesladek, il quale venne successivamente sollevato dall’incarico, anche per ragioni di opportunità, dal sindaco Gasperini.
Infatti, come l’interessato ha avuto modo di recente di confermare pubblicamente, una parte delle aree occupate da uno dei due distributori era di proprietà della sua famiglia e probabilmente per la stessa riscuoteva un affitto.
La pratica passò quindi ad altro funzionario. Alla fine del suo mandato però la giunta Gasperini aveva annunciato pubblicamente che l’area individuata per la collocazione di un distributore sarebbe stata quella dell’ex Cantiere alto Adriatico.
Nell’aprile 2008, visto l’immobilismo dell’amministrazione, presentavo un’interrogazione al sindaco Nesladek, misteriosamente scomparsa. Agli inizi d’agosto la ripresentavo e quando ottenni la risposta compresi chiaramente che l’amministrazione non riteneva utile pianificare sul proprio territorio la collocazione degli impianti di distribuzione di carburante, veri e propri servizi di pubblica utilità.
L’8 aprile scorso si è giunti alla delibera n. 98 con cui la Giunta dichiarava non conformi alle leggi le collocazioni dei distributori di Muggia. Il 21 luglio veniva finalmente reso pubblico l’annuncio per raccogliere manifestazioni d’interesse per la realizzazione di un distributore nell’area dell'ex Cantiere Alto Adriatico ed il 25 la chiusura definitiva del secondo distributore.
La giunta Nesladek ha quindi trascorso 40 mesi senza assumere nessuna decisione per poi rinviare ancora la soluzione alle manifestazioni d'interesse ed al successivo bando che, qualora raccogliesse delle offerte, rinvierà la riapertura di un nuovo impianto all’autunno del 2010.
Nel frattempo chi deve far benzina dovrà andare ad Aquilinia o magari a Rabuiese, arricchendo i gestori e le società petrolifere slovene a scapito delle realtà locali.
Claudio Grizon