mercoledì 5 gennaio 2011
PROSEGUE LA SAGA DELLA GRIGLIA SULLA STRADA A DARSELLA SAN BARTOLOMEO
venerdì 31 dicembre 2010
RABUIESE DIMENTICATA ANCHE DAL SUO COMUNE
martedì 13 luglio 2010
"STRADA PER RABUIESE: DISSESTO E POCA IGIENE"
La strada, già stretta per venire utilizzata per il doppio senso di marcia, risulta alquanto dissestata: ci sono evidenti e numerose buche sull’asfalto (l’ultimo intervento risale al 1970), rovi e cespugli che invadono la carreggiata e un’illuminazione pressoché inesistente.giovedì 14 gennaio 2010
QUELLA PISTA CICLABILE PREDA DELL'INCURIA
Da Il Piccolo del 6 gennaio 2010 - Pagina 22Rubrica Segnalazioni - Trieste
Quella pista ciclabile preda dell’incuria
Percorro da decenni la vecchia ferrovia, a piedi e in bici, che da Trieste sale fino a Draga S. Elia e poi in Slovenia. Ho salutato con entusiasmo il progetto di trasformarla in una pista ciclabile con la sistemazione del tracciato e con l’illuminazione della galleria più lunga. Ora però siamo alle solite, tutto lasciato senza un minima manutenzione da parte di chi ha in carico il tracciato.
I rovi in alcuni punti hanno invaso per oltre la metà la carreggiata e le lampade della galleria sono guaste (non le ho contate ma penso più della metà) lasciando l’escursionista completamente al buio, le cose peggiorano naturalmente se si procede in bicicletta, altro problema l’allagamento totale del sottopasso (30 cm circa di acqua) causa le piogge continue di questo periodo ma sopratutto della manutenzione inesistente dei relativi scoli di drenaggio e la mancanza di canalette che devino il ruscellamento verso il sottopasso.
A chi spetta la competenza della manutenzione di questo tracciato? Regione o Comune, e cosa si aspetta a sistemare le cose? Lasciamo che vada tutto in «malora» come si usa troppo spesso in Italia.
Un suggerimento infine per la sicurezza degli escursionisti estivi sarebbe opportuno un cartello che indichi gli orari di apertura e chiusura delle luci automatiche della galleria dato che più di una volta ho dovuto accompagnare fuori con la lampada famiglie rimaste nel buio più totale...
Spero (ma non tanto) in un riscontro da parte delle istituzioni.
Andrea Mandich
LA NOTA
Visto che fino ad oggi dalla Provincia nessuno ha risposto al signor Mandich, faremo una interrogazione sul tema condividendo le sue considerazioni e preoccupazioni.
lunedì 17 agosto 2009
"BASSIFONDI NEWYORKESI DIETRO LA FERMATA DEL TRAM DI OPICINA"
Da Il Piccolo del 17 agosto 2009 - Pag.13L’INTERVENTO
Odore acre e nauseabondo e striature scure d’urina, spatolature e decori arabescati di deiezioni canine sui marciapiedi, immondizia d’ogni genere, bottiglie rotte, gomme da masticare appiccicate sulle pietre di masegno e scritte d’ogni tipo frutto delle alcoliche ispirazioni di writers improvvisati sulle panche di marmo bianco, creano nella recentemente rinnovata piazzetta, dietro al capolinea del tram per Opicina, un’atmosfera molto più simile a quella dei bassifondi newyorchesi che a quella che era e dovrebbe essere una simpatica piazzetta, crocevia di turisti, giovani, commesse e impiegati, assicuratori e bancari che quella zona la vivono quotidianamente.
Analoga situazione la si può da tempo comunque riscontrare nelle vie circostanti, senza che nessuno se ne sia mai occupato in modo serio, dove solo la pioggia riesce a ridurre l’impatto per i passanti.
Purtroppo l’apprezzato lavoro di recupero e di valorizzazione della piazzetta, curato poco più di un anno fa dall’amministrazione Dipiazza, è stato da tempo sfregiato e rovinato da balordi d’ogni tipo, giovani alternativi maleducati e punk-a-bestia.
Quando la stagione o il clima lo consentono, nella piazzetta - su cui s’affacciano bar, giornalai, un albergo e una panetteria, e che è circondata da palazzi con uffici d’ogni tipo, un supermercato, ristoranti, ecc. - bivaccano giovinastri, ubriachi, extracomunitari e balordi che, in vario modo, hanno contribuito a deturpare quella che dovrebbe essere uno dei luoghi più caratteristici della città.
La saltuaria presenza delle forze dell’ordine e dei vigili urbani, tesa a prevenire il degrado cittadino, a confortare i gestori delle attività della zona e a dare, almeno in certi momenti, ai passanti la sensazione di sicurezza spesso incerta, è stata certamente utile e gradita, ma purtroppo non sufficiente a interrompere questo scempio.
Ebbene, mi rivolgo al sindaco Roberto Dipiazza e alla sua amministrazione che tanto si sono spesi in questi anni per il recupero di piazze e angoli caratteristici di Trieste, affinché intervengano, di concerto con le autorità competenti, al fine di restituire, ancora una volta, questo luogo ai cittadini.
È indispensabile una pulizia straordinaria della piazzetta e del circondario, sanzionare anche severamente, laddove possibile, chi imbratta il suolo pubblico e programmare una presenza delle forze dell'ordine che faccia rivivere quest’angolo caratteristico della città, punto di partenza e d’arrivo dell’amato e famoso tram di Opicina.
Claudio Grizon
consigliere provinciale
consigliere comunale di Muggia
sabato 8 agosto 2009
MUGGIA SENZA IMPIANTI DI BENZINA: IL COMUNE HA ASPETTATO 40 MESI E ADESSO SI DEVE ANDARE IN SLOVENIA
L'INTERVENTO
Ringrazio il maestro di aikido, judo e ju-jutsu Michele Marolla per la segnalazione «Benzina addio» del 2 agosto che mi offre l’occasione di spiegare, ancora una volta, le responsabilità della giunta Nesladek a lui, a quanto pare, assai cara, nella vicenda della chiusura dei distributori di benzina.
La legge regionale che obbligava i Comuni a verificare la compatibilità territoriale degli impianti di carburante sui propri territori è la n. 8 del 2002. La giunta Gasperini, come conferma la dichiarazione dell’ex vice sindaco Prodan (citata nella segnalazione) su Il Piccolo del 20 giugno 2003 si era attivata ed infatti Prodan precisava che «per ora è certo che sarà adibita a stazione di servizio solo un’area: una parte del piazzale Alto Adriatico», guarda caso l’area individuata recentemente dalla giunta Nesladek.
Il funzionario incaricato di seguire la vicenda era allora, come oggi, il dott. Ladi Cociani, parente del sindaco Nesladek, il quale venne successivamente sollevato dall’incarico, anche per ragioni di opportunità, dal sindaco Gasperini.
Infatti, come l’interessato ha avuto modo di recente di confermare pubblicamente, una parte delle aree occupate da uno dei due distributori era di proprietà della sua famiglia e probabilmente per la stessa riscuoteva un affitto.
La pratica passò quindi ad altro funzionario. Alla fine del suo mandato però la giunta Gasperini aveva annunciato pubblicamente che l’area individuata per la collocazione di un distributore sarebbe stata quella dell’ex Cantiere alto Adriatico.
Nell’aprile 2008, visto l’immobilismo dell’amministrazione, presentavo un’interrogazione al sindaco Nesladek, misteriosamente scomparsa. Agli inizi d’agosto la ripresentavo e quando ottenni la risposta compresi chiaramente che l’amministrazione non riteneva utile pianificare sul proprio territorio la collocazione degli impianti di distribuzione di carburante, veri e propri servizi di pubblica utilità.
L’8 aprile scorso si è giunti alla delibera n. 98 con cui la Giunta dichiarava non conformi alle leggi le collocazioni dei distributori di Muggia. Il 21 luglio veniva finalmente reso pubblico l’annuncio per raccogliere manifestazioni d’interesse per la realizzazione di un distributore nell’area dell'ex Cantiere Alto Adriatico ed il 25 la chiusura definitiva del secondo distributore.
La giunta Nesladek ha quindi trascorso 40 mesi senza assumere nessuna decisione per poi rinviare ancora la soluzione alle manifestazioni d'interesse ed al successivo bando che, qualora raccogliesse delle offerte, rinvierà la riapertura di un nuovo impianto all’autunno del 2010.
Nel frattempo chi deve far benzina dovrà andare ad Aquilinia o magari a Rabuiese, arricchendo i gestori e le società petrolifere slovene a scapito delle realtà locali.
Claudio Grizon

