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giovedì 14 settembre 2017

LA PROVINCIA ORMAI LIQUIDATA CHIUDE E DELL' UTI GIULIANA TANTO CARA A SERRACCHIANI E DIPIAZZA NON SE NE SA NULLA O QUASI

Grizon: "auguri di buon lavoro al personale che andrà in Regione e a quello che rimarrà nell'UTI"

"Il commissario liquidatore chiuderà l'Ente a fine mese". Lo ricorda Claudio Grizon, capogruppo del Pdl dal 2011 al 2016, che oggi è ritornato a Palazzo Galatti per salutare i dipendenti rimasti.

"Ho ritenuto giusto rifare quelle scale - sottolinea Grizon - a quasi un anno di distanza, per passare a salutare i dipendenti rimasti che da ottobre passeranno anch'essi in Regione o che rimarranno incardinati nell'UTI Giuliana".

“Con la chiusura della Provincia – aggiunge l’ex capogruppo – abbiamo perso e disperso in vari enti le professionalità che in tanti anni si sono formate a Palazzo Galatti. Ho notizia che molte persone già trasferite non sono state per nulla valorizzate. Questo è un grave danno. Mi sorprende poi il fatto che il Comune di Trieste si sia fatto scippare dalla Regione il Palazzo Galatti che a suo tempo venne donato proprio dal Comune affinché divenga la sede di quella che è stata poi la Provincia che oggi ricordiamo”.

“Il consiglio provinciale in conclusione di mandato – evidenzia Grizon – votò all’unanimità una mozione scritta da me e dai colleghi del Pdl, emendata dal centro sinistra, la quale chiedeva che l’immobile ritorni nel patrimonio del Comune a servizio dei comuni del territorio”. “La mozione venne inviata alla Regione la quale invece recentemente ha deciso di tenere per se l’immobile alla faccia del Comune di Trieste: non sono bruscolini qui parliamo di alcuni milioni di euro scippati ai triestini”. 

"Oggi ancora una volta i ricordi - commenta Grizon - mi hanno riportato ai 20 anni che, nei ruoli di consigliere, capo gruppo e assessore, ho trascorso in quelle stanze a lavorare per costruire una Provincia grande, forte e viva, vicina ai bisogni e alle aspettative della gente e del territorio".

"Ringrazio ancora una volta - conclude l'esponente del centro destra - gli amici Massimo Romita, Viviana Carboni, Daniela Pallotta (ora sindaco di Duino Aurisina) e Marco Vascotto che fino allo scorso novembre hanno condiviso con me questa esperienza che ci ha dato tanto e che non dimenticheremo mai".

venerdì 28 ottobre 2016

DAL 1 GENNAIO 2017 PASSA ALLA REGIONE ANCHE L'AMBIENTE

















GRIZON (PDL): "FUNZIONI IMPORTANTI, COMPETENZE E PRIORITA' RISCHIANO DI DISPEREDERSI NELLA BUROCRAZIA DEL PALAZZO" 

Con la recente approvazione della “Proposta di Piano di subentro per il trasferimento delle funzioni in materia di Ambiente, con decorrenza dal 1 gennaio 2017” da parte del centro sinistra, con l’astensione di PDL, Lega Nord, Lista Dipiazza e De Gioia e la contrarietà di Longo, la Provincia si accinge a perdere un altro importante pezzo delle sue competenze.
“Ci siamo astenuti anche su questa delibera – spiega Claudio Grizon, capo gruppo del PDL –, come su tutti i precedenti piani di trasferimento, ma siamo assolutamente contrari a questa riforma che cancella 4 Provincie e tenta di istituire 19 Unioni Territoriali comunali mentre gli italiani, compresi quelli della nostra regione, il 4 dicembre saranno chiamati a dire “si” o “no” al “pacchetto” di riforme volute da Renzi dove si prevede di mantenere tutte le altre Province italiane come enti di secondo livello”.
“A consuntivo dell’attività dell’Ente, iniziata con l’insediamento della sua prima amministrazione elettiva il 12 luglio 1956 – ricorda Grizon - tra le varie tematiche trattate in campo ambientale dalla varie Amministrazioni succedutesi, ce ne sono alcune che meritano particolari sottolineature in quanto ancora di grande attualità”.
“Mi riferisco in particolar modo – spiega il capogruppo Grizon – al Deposito costiero della SIOT con gli episodi odorigeni di natura idrocarburica, alla riconversione delle aree dell’ex raffineria Aquila mai completate dopo 30 anni e la convenzione scaduta nel 2005, il progetto Teseco S.p.A. per un terminal container, il progetto della Gas Natural per un rigassificatore nel vallone di Zaule ancora non scongiurato, quello di Smart Gas per un rigassificatore a Monfalcone, il piano di ARVEDI per la Ferriera di Servola, la pulizia e bonifica delle grotte carsiche nonché la questione della bonifica e smaltimento dell’amianto”.
“In campo ambientale abbiamo le idee chiare - evidenzia Grizon -: siamo a favore di uno sviluppo delle attività portuali, al terminal container, alle bonifiche dell’amianto e delle grotte carsiche, a porre fine ai disagi provocati dalla SIOT ma contrari ai rigassificatori e alla Ferriera che dovrebbe essere riconvertita”.
Sono tutte iniziative economiche ed imprenditoriali che per il gruppo del PDL in Provincia “abbisognano di attenzioni continue e puntuali in quanto i loro obiettivi e la progettualità messa in atto sono di assoluta importanza ed interesse per l’economia triestina e, in alcuni casi, potenziali opportunità di ulteriore concreto sviluppo economico – occupazionale”.
"A breve sul territorio provinciale verrà a mancare un Ente elettivo di primo livello, con competenze su area vasta e sovracomunale – spiega ancora Grizon - a cui erano demandate le sopra richiamate significative competenze in campo ambientale per le quali, nel corso della sua sessantennale attività, è stato chiamato ad esprimere pareri ed autorizzazioni tecnico amministrative a volte molto importanti e ad accompagnare sul piano tecnico le società proponenti nelle loro attività”.
“Riteniamo quindi indispensabile – proseguono con Grizon, Massimo Romita, Viviana Carboni, Daniela Pallotta e Marco Vascotto - che la Regione FVG assicuri a tutti i soggetti interessati ai piani di trasferimento di competenze nell’ambito della sua amministrazione un punto preciso di riferimento territoriale autonomo evitando di integrare le varie strutture ex provinciali nell’ambito dell’articolata, ampia e a volte dispersiva organizzazione dell’Ente Regione”.
“E’ necessario – concludono gli esponenti del PDL provinciale - che la Regione assicuri alle attività ed ai progetti che abbiamo ricordato tutte le attenzioni e le priorità che meritano e di cui necessitano, facendo sì che la mancanza del livello di governo di area vasta fino ad oggi rappresentato dalla Provincia non costituisca un problema, impedimento o motivo di ritardo o disagio per gli operatori interessati"

venerdì 8 aprile 2016

MUGGIA BOCCIA L'ADESIONE ALL'UTI GIULIANA, LE STRANE NOZZE TRA TRIESTE E SGONICO

Da Il Piccolo dell'8 aprile 2016 - Cronaca Trieste

Le “strane nozze” tra Trieste e Sgonico

Muggia boccia l’adesione all’Uti giuliana. Risultato: solo due Comuni su sei vi faranno parte. Primo atto il 26 aprile

di Riccardo Tosques

L’Uti giuliana sarà composta solamente da due Comuni su sei. È l’epilogo un po’ paradossale della tanto attesa riforma Panontin, dopo che anche Muggia ha deciso di dire di “no” all’Unione territoriale intercomunale. Il Consiglio comunale rivierasco ha infatti bocciato per 9 voti a 8 l’adesione al nuovo ente fortemente voluto dalla Regione. 
Decisive l’uscita dall’aula del consigliere comunale del Pd (in quota Unione slovena) Danilo Savron e l’astensione della consigliera di maggioranza Marina Busan della lista civica Meio Muja, fedelissima dell’assessore provinciale Roberta Tarlao. All’opposizione solo il bandelliano Ferdinando Parlato ha supportato l’adesione. Ma non è bastato. 
Esulta il consigliere del Pdl Claudio Grizon: «Se il Pd vuole far morire per asfissia i Comuni, e quindi smantellare la rete dei servizi che assicurano ai nostri cittadini, si accomodi. Ma ogni amministratore di buon senso, e il centrodestra in particolare, non devono mollare di un millimetro in questa battaglia». 
Dopo Duino Aurisina, San Dorligo della Valle e Monrupino, anche Muggia si oppone dunque al progetto di riforma degli enti locali. Nerio Nesladek, sindaco di Muggia nonché segretario provinciale del Pd, accusa il colpo senza scomporsi troppo: «Solo due Comuni prenderanno parte all’Uti giuliana? Si vedrà quando scadranno i termini». 
La costituzione delle Uti dovrà avvenire entro il 15 aprile. Successivamente, entro il 20, il sindaco di Trieste Roberto Cosolini convocherà l’assemblea che si riunirà - quasi sicuramente - il 26 aprile nel municipio di piazza Unità. L’esercizio delle funzioni, invece, partirà il primo luglio, salvo ulteriori proroghe. 
Sulla situazione delle Uti “mignon” venutasi a creare nella provincia triestina, molto perplessa è il sindaco di Sgonico Monica Hrovatin: «Partire con due Comuni, con noi che siamo l’unico cosiddetto “minore”, mi pare ridicolo. Un’Uti così è un qualcosa di ibrido. Probabilmente ciò significa che continueremo ad operare in autonomia». 
In serata è arrivato anche il commento del sindaco di Trieste Cosolini: «L’adesione all’Uti è un’opportunità. Il mio auspicio è che i Consigli comunali che si sono opposti, viste le modifiche introdotte, si esprimano a favore. Non aderire significa esclusivamente una ritorsione contro i cittadini». 
Nel frattempo vi sono state tre sentenze del Tar Fvg relativamente ai due ricorsi promossi dal Comune di San Dorligo della Valle e di San Floriano del Collio. Ricorsi nei quali si ponevano dei problemi sollevati (quasi) all’unanimità: la perdita di autonomia dei Comuni all’interno di queste nuove realtà ed il rischio della comunità slovena di poter essere in qualche modo danneggiata nei propri diritti da questa legge. 
«Con la sentenza di primo grado (rispetto al ricorso presentato da San Dorligo, ndr) è stato detto chiaramente che le Uti sono strumenti di amministrazione di carattere gestionale e non politico e che i diritti acquisiti dalla minoranza slovena non solo non vengono intaccati, ma aumentati» ricorda Nesladek. Per ora, comunque, c’è una sola certezza. La legge Panontin prevede che nell’ambito dei finanziamenti regionali ci sia una differenziazione tra la quota destinata ai trasferimenti ordinari e al fondo perequativo con quest’ultimo preferibilmente indirizzato ai Comuni che aderiscono alle Uti. Chi non aderisce, anche se la trattativa è ancora un corso, dovrebbe subire una decurtazione del fondo di perequazione del 7,5% per il primo anno, del 15% per il secondo e del 30% per il terzo. Ciò significa, ad esempio, che quest’anno il Comune di Muggia dovrebbe ricevere 240mila euro in meno che salirebbero nel 2017 a 940mila e nel 2018 a 1,4 milioni. «240 mila euro in meno vuol dire inevitabilmente un taglio dei servizi considerando che non vi è la possibilità di incidere sulla tassazione - conclude Nesladek -. Il prossimo bilancio dovrà tenerne conto». 

giovedì 7 aprile 2016

MUGGIA, UTI GIULIANA BOCCIATA: SERRACCHIANI, NESLADEK, COSOLINI E PD KO

Nesladek, Serracchiani, Grim e Cosolini del Pd, responsabili
della contestatissima riforma delle UTI 
Grizon (Pdl): se il PD vuole far morire per asfissia i Comuni si accomodi, se ne assuma la responsabilità"


"Nesladek, nella seduta consiliare del 6 aprile, ha voluto derubricare le UTI a mera questione amministrativa con lo spauracchio del possibile taglio di 2 milioni e 600 mila euro sul bilancio comunale entro il 2018: 250 mila nel 2016, 940 mila nel 2017 e 1 milione e 400 mila nel 2018".
"In realtà - sottolinea Claudio Grizon, consigliere muggesano e provinciale del Pdl - quello messo in atto da Serracchiani, Nesladek, Cosolini, PD e dal centro sinistra in generale è un ricatto politico che meritava ancora una volta una risposta politica: è così è stato.
"La riforma - prosegue Grizon - ha scatenato un conflitto istituzionale mai visto prima in Friuli Venezia Giulia: un centinaio di Comuni non si sono “allineati” ai diktat del PD ed hanno promosso una pioggia di ricorsi che, complici i passaggi parlamentari, renderanno la vita difficile alla Serracchiani".
"Se il PD vuole far morire per asfissia i Comuni - conclude l'esponente del centro destra muggesano - e quindi smantellare la rete dei servizi che assicurano ai nostri cittadini, si accomodi. Se ne assuma la responsabilità. Ogni amministratore di buon senso, ed il centro destra in particolare, non devono mollare di un millimetro questa battaglia messa in atto dalla Serracchiani contro l’assetto istituzionale della regione e le nostre comunità".

martedì 16 febbraio 2016

GRIZON (PDL): “CONTRORDINE COMPAGNI! A CAUSA DEL CAOS SULLE UTI IL PD VUOLE GESTIRE GLI APPALTI IN CONVENZIONE CON GRADO”

Panontin e la Serracchiani hanno pure il coraggio di ridere...
“Contrordine compagni! Visto che le Unioni Territoriali Intercomunali sono impantanate in ricorsi, rinvii ed un referendum che ne proporne l’eliminazione, il sindaco uscente di Muggia e segretario provinciale del PD Nerio Nesladek si è accorto che per gestire in forma associata certi servizi comunali è sufficiente una semplice convenzione tra Comuni come nel caso della condivisione con Grado delle funzioni del segretario generale”.

Claudio Grizon, consigliere comunale del Pdl, commenta così, l’ “accordo consortile” proprio con il Comune dell’isola d’oro che sarà presentato in consiglio giovedì prossimo, “dopo quasi tre mesi dall'ultima riunione” mirato ad avviare una gestione associata delle procedure di gara d’appalto per servizi e forniture, ovvero di un “Ufficio Intercomunale dei Pubblici Appalti”.

“Tali competenze – ricorda Grizon - avrebbero dovuto costituire materia di competenza per le UTI (quelle con statuto approvato si costituiranno il 15 aprile mentre i loro servizi dovrebbero decorrere da 1 luglio), per le quali la Regione ha stanziato risorse per il loro avvio, ma invece saranno gestite richiamando norme antiche che trovano riferimento al testo unico degli enti locali del 2000, il Dlgs. N.267/2000, che a sua volta rinnovava le norme della L.142/90 che già prevedevano la possibilità della gestione di funzioni in forma associata tra Comuni”.

Quindi, si chiede Grizon, “tanto rumore per nulla”? “Pare davvero che con Nesladek lo stesso PD, a cui sono tanto care le norme sulle UTI – ironizza l’esponente del centro destra muggesano - agisce in modo schizofrenico su questa materia dopo non esser stato in grado di portare in approvazione lo statuto dell’UTI Giuliana a causa della mancanza di una maggioranza in consiglio”.

“L’obbligo della gestione in forma associata degli appalti – ricorda in conclusione Grizon - risale al D.Lgs. n.163/2006 e al più recente D.L. n.66/2014 per cui c’era tutto il tempo per giungere a questo atto, per altro aperto anche ad altri Comuni (a quelli minori del Carso?) in tempi non sospetti evitando questa iniziativa che s’inserisce nel clima paludoso dell’avvio delle UTI sul destino delle quali in pochi oggi scommetterebbero. Io non di sicuro”.

martedì 3 novembre 2015

IL PDL INVOCA IL REFERENDUM SUL SUPERCOMUNE

Da Il Piccolo del 3 novembre 2015

Il Pdl invoca il referendum sul supercomune
Grizon propone un’alleanza trasversale contro l’Uti. E Bassa Poropat va in pressing sulla Regione

Maria Teresa Bassa Poropat chiede tempi e modalità certi nel passaggio di poteri dalle Province in dismissione alle Unioni territoriali intercomunali in gestazione. Nel frattempo il centrodestra, con Claudio Grizon, invoca a gran voce un referendum popolare. E un’alleanza trasversale per ottenerlo. Il dibattito sulle Uti, i “supercomuni” imposti dalla Regione, non si placa
La presidente della Provincia, presiedendo per la prima volta la seduta degli organi direttivi dell’Upi del Friuli Venezia Giulia, mette immediatamente in chiaro che la preoccupazione principale è garantire «i servizi ai cittadini». E aggiunge: «È altrettanto prioritario che vi siano certezza su tempistiche e modalità del trasferimento di competenze per non creare disagi sul territorio e non rallentare l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa». 
Le Province del Friuli Venezia Giulia, destinate alla rottamazione, comunque non s’arrendono ancora. E Bassa Poropat lo fa capire chiaramente: «Entro la fine dell’anno una rappresentanza dell’Upi del Friuli Venezia Giulia sarà ricevuta in audizione dalla commissione Affari Costituzionali di Montecitorio dove è all’esame la proposta di legge costituzionale di modifica allo Statuto regionale. Ai deputati evidenzieremo le criticità non ancora risolte. La percezione, infatti, è quella di un territorio in parte disomogeneo e non ancora pronto al cambiamento. Una situazione che rischia di vanificare gli obiettivi stessi che hanno ispirato la riforma tra i quali il risparmio, la semplificazione e
la sburocratizzazione delle pratiche amministrative». 
A breve l’Upi richiederà un incontro anche con l’assessore regionale alle Autonomie locali Paolo Panontin per definire i punti cardine della Finanziaria 2016 e per capire l’entità del fondo ordinario transitorio per assicurare la gestione delle attività e le spese connesse all’esercizio delle Province. Nell’agenda dell’incontro con l’assessore regionale rientra poi la richiesta di tempi certi sul trasferimento della polizia provinciale e delle funzioni istruzione e politiche sociali. 
Il Pdl, con Claudio Grizon, suggerisce intanto la strada del referendum consultivo: «L’Unione territoriale Giuliana, ovvero l’associazione dei sei Comuni del territorio provinciale in un nuovo ente, che si aggiungerebbe per ora alla Provincia di Trieste, sia portata al giudizio dei cittadini, come avvenuto per il progetto di fusione tra i Comuni di Azzano Decimo e Pravisdomini in provincia di Pordenone, sonoramente bocciato dalla gente. A tal fine pertanto propongo a tutti i gruppi consigliari dei Comuni della provincia di Trieste che ritengono inopportuna o sbagliata la “riforma Panontin”, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, a presentare nei rispettivi Consigli mozioni tese a promuovere un referendum consuntivo sull’opportunità di costituire o meno l’Uti Giuliana».

martedì 20 ottobre 2015

“UN REFERENDUM CONSULTIVO SULL’UNIONE TERRITORIALE GIULIANA”

L’Unione Territoriale Giuliana, ovvero l’associazione dei sei Comuni del territorio provinciale in un nuovo Ente, che si aggiungerebbe per ora alla Provincia di Trieste, tanto cara a Debora Serracchiani ed al Partito Democratico, sia portata al giudizio dei cittadini con un referendum consuntivo come avvenuto per il progetto di fusione tra i Comuni di Azzano Decimo e Pravisdomini in provincia di Pordenone, sonoramente bocciato dalla gente.
Dopo mesi di polemiche, ricorsi e commissariamenti è evidente che questa proposta, che prevede la costituzione di 18 nuovi Enti, anziché unire come dicono, sta lacerando da mesi le comunità, i territori e i Comuni di tutta la regione, come mai avvenuto in precedenza, per cui a questo punto sarebbe giusto che sia la gente ad esprimersi anche in provincia di Trieste.
A tal fine pertanto propongo a tutti i gruppi consigliari dei Comuni della provincia di Trieste, indipendentemente dalla loro collocazione politica, che ritengono inopportuna o sbagliata la “riforma Panontin”, a presentare nei rispettivi consigli mozioni tese a promuovere un referendum consuntivo sull’opportunità di costituire o meno l’UTI Giuliana.
Da parte mia sensibilizzerò i colleghi del Comune di Muggia che hanno già votato contro all’approvazione dello statuto. Se si dovesse giungere al referendum vedremo chi sta dalla parte della gente e chi invece, pur di asservire i vertici del proprio partito e una politica accentratrice e prevaricatrice rispetto all’autonomia dei Comuni, è disposto di fregarsene dell’opinione dei cittadini.

Claudio Grizon
Consigliere della Provincia di Trieste 
e del Comune di Muggia per il PDL

giovedì 15 ottobre 2015

UNIONE DEI COMUNI, DOPO LA BOCCIATURA IN CONSIGLIO NESLADEK DECIDE DI NON RIPORTARE LA DELIBERA IN CONSIGLIO

Sullo statuto dell’Unione dei Comuni al sindaco Nerio Nesladek ed al Pd evidentemente è bastata la bocciatura in consiglio comunale dello scorso 29 settembre. Ci aspettavamo infatti una riconvocazione del consiglio entro pochi giorni ed invece, disattendendo le norme, il sindaco ha deciso unilateralmente di far comunicare alla Regione lo scorso 5 ottobre che “la proposta di atto costitutivo e statuto della costituenda Unione Territoriale Intercomunale Giuliana, licenziata dalla conferenza dei sindaci in data 24 agosto u.s. e sottoposta al Consiglio comunale di questo Ente il 29 settembre, non è stata approvata”. Amen.

E’ pur vero che dopo la netta bocciatura con 10 voti contrari, 8 favorevoli e 1 astenuto, e con l’assenza di 2 consiglieri che avrebbero votato contro, nuovi passaggi in aula avrebbero reso ancor più netta la contrarietà di Muggia al progetto delle UTI tanto caro alla Serracchiani e al Pd, ma lo statuto UTI stando alla legge avrebbe dovuto passare altre due volte in consiglio con l’obiettivo di raccogliere questa volta non i 2/3 ma la maggioranza semplice dei voti per poter essere considerato approvato.

Invece nessuna comunicazione ai consiglieri, solo una nota di quattro righe alla Regione per evitare il pubblico ludibrio in consiglio per altre due volte. A questo punto ci aspettiamo che l’assessore Paolo Panontin mandi anche a Muggia un altro commissario ad acta per sostituirsi al consiglio nell’adozione di quegli “atti obbligatori”, imponendoli, che la comunità di Muggia attraverso i suoi legittimi rappresentanti ha sonoramente bocciato.

Se verrà nominato il commissario (ne sono annunciati a decine e decine in tutta la Regione) ci aspetteremo che il sindaco impugni nelle sedi opportune l’atto di nomina che sarà adottato, in quanto sarà assunto violando le prerogative del consiglio comunale che per legge nazionale ha la competenza sull’approvazione degli statuti.

Dicevo tempo fa che “ne vedremo delle belle”. Purtroppo le ostinazioni della Serracchiani e di Panontin potrebbero portare al peggio: contenziosi e ricorsi senza fine mentre si sta avvicinando la fine dell’anno e quel primo gennaio 2016 in cui i servizi definiti dagli statuti dovrebbero secondo la Regione esser già gestiti in forma associata. Comunque vada a questo punto sarà sicuramente impossibile. E a quel punto se non prevarrà il buon senso sarà il caos.

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia PDL

giovedì 1 ottobre 2015

MUGGIA BOCCIA NESLADEK ED IL PD SULL'UNIONE DEI COMUNI IMPOSTA DALLA SERRACCHIANI

Da Il Piccolo di giovedì 1 ottobre 2015

Muggia approva il nuovo piano regolatore
In una seduta fiume del Consiglio viene anche bocciata l’Unione territoriale intercomunale giuliana

LO STRUMENTO URBANISTICO
Il vicesindaco sottolinea la valenza ecologica e turistica

IL RISCHIO COMMISSARIO
La Regione potrebbe nominarlo dopo il no alla riforma



di Riccardo Tosques 

MUGGIA - Piano regolatore generale comunale ok, stop all’Unione territoriale intercomunale. Al termine di una lunga maratona iniziata alle 21 di martedì e terminata alle 4.40 di ieri il Consiglio comunale di Muggia si è pronunciato sui due temi più caldi dell’estate. Con undici voti favorevoli e nove contrari il sofferto nuovo Piano regolatore è stato approvato: a favore Nerio Nesladek, Loredana Rossi, Valentina Parapat, Riccardo Bensi, Marco Finocchiaro, Igor Donadel, Danilo Savron, Diego Crevatin (Pd), Laura Marzi (Sel), Marina Busan (Meio Muja) e Geremia Liguori (indipendente). Contrari Claudio Grizon, Christian Gretti, Paolo Prodan, Nicola Delconte, Dario Grison, (Pdl), Ferdinando Parlato (Un’Altra Muggia), Claudio di Toro, Fabio Longo (indipendenti) e Maurizio Coslovich (Federazione della Sinistra). Assente Daniele Mosetti (Fratelli d’Italia-An). 
«È un’enorme soddisfazione essere riusciti ad approvare questo nuovo Prgc con cui si chiude un percorso alquanto travagliato e accidentato» commenta il vicesindaco Laura Marzi. «Siamo arrivati a questo traguardo grazie a una fermissima volontà di questa maggioranza che ha registrato anche sacrifici politici come le dimissioni da consigliere dell’assessore Stefano Decolle o il ritiro dell’opposizione al piano da parte del padre dell’assessore Valentina Parapat, il tutto per evitare facili strumentalizzazioni politiche» aggiunge Marzi. Per l'esponente di Sel si tratta di un «Prgc innovativo, a valenza ecologica e turistica al tempo stesso». «Questo risultato - dà man forte l’assessore ai Lavori pubblici Marco Finocchiaro - è importantissimo non solo per la pianificazione urbanistica ma anche per la mobilità lenta del nostro Comune poiché vengono pianificate nel documento approvato anche le Zone 30 e Residenziali, i percorsi ciclabili, i sentieri e le indicazioni su viabilità d’accesso a Muggia e verso la costiera». Per Finocchiaro «con molta lungimiranza abbiamo pianificato cose che in questi giorni sono all’esame del legislatore nazionale e riguardano la modifica del codice della strada con l’introduzione del limite dei 30 all’ora a tutta la città consolidata, a eccezione delle vie di scorrimento dove il limite può essere elevato a 50». 
Critico invece Claudio Grizon del Pdl: «Con l’astensione in fase di adozione avevamo rinviato il giudizio finale a seguito della verifica delle osservazioni e del giudizio dei cittadini. Il Pd ha bocciato tutte le richieste di piccoli ampliamenti o di nuove edificazioni per le famiglie. È mancata una visione sociale del piano e una prospettiva illuminata di sviluppo per il territorio. Pesanti le intese con l’Ezit e forte il condizionamento ideologico generale. L’unico vero punto che ci ha unito è stato lo sviluppo della costa. Il giudizio complessivo non poteva che essere contrario». 
Come da copione, invece, il Consiglio comunale ha bocciato l’adesione all’Uti. Si sono espressi in modo contrario Grizon, Gretti, Prodan, Delconte, Grison (Pdl), Di Toro, Longo, Liguori (indipendenti), Coslovich (Fds) e Busan (Meio Muja). Favorevoli Nesladek, Rossi, Parapat, Bensi, Finocchiaro, Donadel, e Crevatin (Pd), Marzi (Sel), Marina Busan (Meio Muja). Astenuto Savron (Pd). Assenti Mosetti (Fdi) e Parlato (Un’Altra Muggia). 
Caustico Grizon: «Muggia ha sonoramente bocciato il progetto delle Unioni comunali così caro alla Serracchiani e al Pd che ha lacerato le comunità della nostra regione. Una riforma imposta agli amministratori e ai cittadini che ha già fatto fiorire decine di ricorsi. Ora sappiamo chi ha a cuore la nostra comunità e chi invece è disposto a tradirla per ordine di partito». Anche sull’Uti potrebbe arrivare un commissario nominato dalla Regione: «Ne vedremo delle belle». Ribatte Marzi: «L’Uti non fa parte del programma elettorale, ognuno era libero di agire come meglio credeva. Personalmente lo trovo uno statuto garantista verso tutti, anche se spiace che Trieste non abbia voluto condividere maggiori servizi». 

mercoledì 30 settembre 2015

UTI GIULIANA, MUGGIA BOCCIA NESLADEK ED IL PD SULL’UNIONE INTERCOMUNALE

Grizon (Pdl): probabile l’arrivo di un nuovo commissario che imporrà lo statuto dell'UTI per conto della Serracchiani”

“Il Pd ha bocciato tutte le richieste di piccoli ampliamenti o di nuove edificazioni per le famiglie, è mancata una visione sociale del piano ed una prospettiva illuminata di sviluppo per il territorio: il giudizio complessivo non poteva che essere contrario”.
Commenta così Claudio Grizon, consigliere del Pdl a Muggia, l’estenuante maratona che si è conclusa la questa mattina alle 4.45 in consiglio comunale che ha portato al voto sul piano regolatore e di seguito alla delibera sull’Unione territoriale tra i comuni della provincia.
Secondo l’esponente del centro destra muggesano sono state “pesanti le intese con l’Ezit e forte il condizionamento ideologico generale”. “Con l’astensione in fase di adozione – ricorda Grizon - avevamo rinviato il giudizio finale a seguito della verifica delle osservazioni e del giudizio dei cittadiniL’unico vero punto che ci ha unito è stato lo sviluppo della costa”.
Ma al di là del piano – commenta ancora Grizon – il vero dato politico è rappresentato dal fatto che Muggia ha sonoramente bocciato il progetto delle Unioni comunali così caro alla Serracchiani e al PD che ha lacerato le comunità della nostra regione”.
Questo il risultato del voto sull’Unione dei comuni: contrari (10): Claudio Grizon, Paolo Prodan, Nicola Delconte, Dario Grison, Christian Gretti (‎PDL), Claudio Di Toro, Fabio Longo, Geremia Liguori (Ind.), Maurizio Coslovich (Rif.Com.) e Marina Busan (Meio Muja). Favorevoli (8): Nerio Nesladek, Loredana Rossi, Valentina Parapat, Riccardo Bensi, Laura Marzi, Marco Finocchiaro, Igor Donadel e Diego Crevatin (PD). Astenuto Danilo Savron (Unione Slovena). Assenti Daniele Mosetti (FdI) e Ferdinando Parlato (Un’Altra Muggia).
Nesladek, segretario provinciale del Pd provinciale e componente del coordinamento regionale – ironizza il pidiellino – è uscito politicamente con le “ossa rotte” sulla delibera dell’UTI; ha perso per strada la sua maggioranza e si avvia ad un fine mandato alquanto incerto”.
“Una riforma – sottolinea il pidiellino - imposta agli amministratori ed ai cittadini che ha già fatto fiorire decine di ricorsi”. Ma Grizon va giù duro: “ora sappiamo chi ha a cuore la nostra comunità e chi invece è disposto a tradirla per ordine di partito: anche sulla UTI potrebbe arrivare un commissario nominato dalla Regione e vedremo se Nesladek & Co. avranno la dignità di ricorrere a questo provvedimento. Ne vedremo delle belle”.