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giovedì 30 aprile 2015

GRIZON: "SULLA QUESTIONE RIFIUTI NESLADEK STRAFOTTENTE"

Da Il Piccolo di giovedì 30 aprile 2015

Grizon: «Sulla questione rifiuti Nesladek strafottente»
di Riccardo Tosques

MUGGIA «La spavalderia strafottente del sindaco Nerio Nesladek nei confronti dell’opposizione sulla questione rifiuti in realtà, da una parte trincera le tensioni che serpeggiano nella sua maggioranza, dall'altro non fornisce risposte sui 6-7 posti a rischio tra i lavoratori di Italspurghi». Claudio Grizon, consigliere del Pdl, critica aspramente il primo cittadino muggesano reo di non aver mai convocato né riunioni di Commissione né di Consiglio per dibattere su questo tema.
«L’unico ad aver promosso due incontri aperti anche ai consiglieri di opposizione – ricorda Grizon - con la presenza del responsabile dell’ufficio ambiente Paolo Lusin è stato l’assessore all’ambiente Fabio Longo». 
Grizon ha ribadito le proprie posizioni sul modello da definire sottolineando che «non mi preoccupa molto il “contenitore” che gestirà il servizio ma il modello che verrà scelto», aggiungendo che «il voto favorevole a quelli della maggioranza e ad alcuni dell’opposizione con cui non ho voluto certo esprimere fiducia a Nesladek ma un gesto di distensione con l’auspicio che l’amministrazione volesse raccogliere nella definizione del modello di gestione i nostri suggerimenti”
L'esponente del Pdl infine ha osservato che «sono a rischio 6 o 7 posti di lavoro nell’ambito della società Italspurghi di operatori che da anni erano stati impiegati nella gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e nella gestione del centro di Vignano, in quanto Net non prevedrebbe l’assunzione del personale attuale ma intende a sua volta bandire una gara. 
Pronta la controreplica della leader di Meio Muja Roberta Tarlao che aveva sollevato la questione: «Il progetto attuale del Comune prevede di far pagare l'indifferenziato. Io dico invece di premiare i cittadini virtuosi poiché far pesare l'indifferenziata, come vuole l'amministrazione Nesladek, potrebbe portare a dei comportamenti disonesti dei cittadini».

martedì 28 aprile 2015

NUOVA GESTIONE DEI RIFIUTI, GRIZON (PDL): “HO CONTRIBUITO CON SUGGERIMENTI E CON IL VOTO SU NET S.P.A. MENTRE NESLADEK SNOBBAVA LE RIUNIONI INDETTE DA LONGO"

A rischio 6-7 posti di lavoro in quanto Net non intende assumere i lavoratori della Italspurghi   

“La spavalderia strafottente del sindaco Nerio Nesladek nei confronti dell’opposizione sulla questione rifiuti in realtà trincera le tensioni che serpeggiano nella sua maggioranza, dove ognuno, e non da oggi, la pensa un po’ come vuole e non solo sul nuovo modello di gestione della raccolta dei rifiuti”.
Il consigliere del Pdl Claudio Grizon va giù duro dopo le “farneticazioni di Nesladek” a proposito dell’asserita staticità dell’opposizione sul tema rifiuti e precisa che “per quanto ci riguarda ad essersi sottratto al confronto su questo tema, dopo aver mietuto figuracce per 9 anni, specie nel primo mandato, è stato proprio il sindaco uscente Nesladek che non ha mai convocato ne riunioni di commissione ne di consiglio per dibattere su questo tema”.
“L’unico ad aver promosso due incontri aperti anche ai consiglieri di opposizione – ricorda Grizon - con la presenza del responsabile dell’ufficio ambiente Arch. Paolo Lusin è stato l’assessore all’ambiente Fabio Longo. Ho potuto partecipare al primo incontro che ha preceduto la presentazione in consiglio della delibera per l’adesione alla società Net S.p.A. di Udine a cui l’amministrazione intende affidare la gestione del servizio”.
“In quell’occasione, dove la maggioranza era scarsamente rappresentata e Nesladek ha brillato per la sua assenza – stigmatizza l’esponente del centro destra muggesano -, ho avuto modo di rappresentare a Longo e a Lusin, oltre che ai colleghi, con un lungo ed articolato intervento, tutti i suggerimenti e le preoccupazioni che ritenevo opportuno comunicare all’amministrazione che l’assessore Longo so che ha annotato puntigliosamente”.
“Successivamente – prosegue Grizon – in consiglio, nel corso della discussione sulla delibera per l’adesione a Net, ho ribadito le mie posizioni sul modello da definire sottolineando che non mi preoccupa molto il “contenitore” che gestirà il servizio ma il modello che verrà scelto ed ho aggiunto il mio voto favorevole a quelli della maggioranza e ad alcuni dell’opposizione con cui non ho voluto certo esprimere fiducia a Nesladek ma un gesto di distensione con l’auspicio che l’amministrazione volesse raccogliere nella definizione del modello di gestione i nostri suggerimenti”.
“Devo però sottolineare – aggiunge il consigliere pidiellino - che da allora in poi la ditta Nesladek & Co. ha proseguito per conto suo il percorso adottando gli atti che riteneva di cui si sa ben poco. Con le sua improvvida battuta, falsa e di cattivo gusto, Nesladek ha perso ancora una volta per tacere piuttosto che cercare di ricomporre quello che rimane della sua maggioranza senza alzare polveroni che in realtà dovrebbero nascondere solo i suoi fallimenti sia sul piano delle relazioni umane che politiche”.  
"Osservo intanto – conclude Grizon - che mentre Nesladek si sta avviando ad affidare baldanzosamente la nuova gestione a Net mi risulta che sono a rischio 6 o 7 posti di lavoro nell’ambito della società Italspurghi di operatori che da anni erano stati impiegati nella gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e nella gestione del centro di Vignano, in quanto Net non prevederebbe l’assunzione del personale attuale ma intende a sua volta bandire una gara dove spesso, per le informazioni che ho assunto, a vincere sono ditte siciliane o comunque provenienti dal sud con tutti i rischi ed i problemi conseguenti in quanto vincono abbassando molto i prezzi. Anziché sparare accuse infondate il sindaco si attivi con Net per trovare una soluzione per i lavoratori di Italspurghi anche se questa non dovesse partecipare alla gara”. 

mercoledì 25 marzo 2015

I RIFIUTI COSTANO MENO MA LA TASSA RESTA INVARIATA

Da Il Piccolo di mercoledì 25 marzo 2015 - Pagina Provincia

MUGGIA
I rifiuti costano meno ma la tassa resta invariata

di Riccardo Tosques

MUGGIA - Ai muggesani la gestione dei rifiuti nel 2015 costerà 1.806.062 euro ripartiti per il 61% in costi verso le utenze domestiche e il 39% verso quelle non domestiche. Una cifra in ribasso, come tuona il consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon, che chiede dunque un'agevolazione per i cittadini: «Come ci ha confermato il funzionario competente avremo un risparmio pari a 150mila euro l’anno. Purtroppo però, nonostante le mie richieste, la giunta Nesladek non ha voluto che i risparmi ottenuti comportassero una riduzione dei costi nella bolletta dei cittadini che avrebbero potuto essere di circa il 10%». 
Secca la risposta del sindaco Nesladek: «I 150mila euro a cui fa riferimento Grizon sono l’ipotetico frutto del risparmio dal 2008 a oggi e non di un impensabile anno solo».
Ma la querelle prosegue: sotto tiro lo spazzamento e la pulizia di strade e marciapiedi della periferia e la poca chiarezza sugli abbruciamenti del verde
Nel 2014 a Muggia i rifiuti complessivi raccolti e smaltiti sono stati pari a 7.648.889 chili, con un aumento rispetto al 2013 di 233 tonnellate, pari al 3,14%. 
Nel dettaglio della raccolta dei rifiuti biodegradabili del verde tra 2013 e 2014 c’è stato un aumento dai 730.170 a 1.012.070 chili: quasi 282 tonnellate di differenza, il 30% in più
«Con ogni probabilità la gestione inadeguata della questione dell’abbruciamento del verde nei campi e la mancanza di indicazioni tempestive hanno portato a un aumento dei volumi conferiti nei cassonetti stradali per il verde, spesso impropriamente, visto quello che vi si trova dentro. Ma tutto ciò sulle spalle di tutti i cittadini chiamate a pagare» spiega Grizon. 
Le voci hanno registrato un aumento sulla raccolta di plastica (+40 t), imballaggi (+22 t), inerti (+125 t), carta (+33 t) e frazione organica umido (+65 t). 
«In Consiglio comunale ho ribadito inoltre che la percentuale della raccolta differenziata 2014 del 48,23% è viziata specie dai volumi enormi di verde conferiti nei cassonetti, +30% circa sul 2013», aggiunge Grizon. 
Pronta la replica di Nesladek: «Non vi è alcun vizio rispetto alla percentuale del 48,23% di raccolta differenziata poiché anche il verde è da tutti e per norma considerato raccolta differenziata e lo stesso rifiuto non finisce all'inceneritore». 
Grizon ha poi attaccato la gestione della pulizia dei marciapiedi e delle strade. «Il centro storico è oggetto di attenzioni frequenti, le frazioni invece sono abbandonate a se stesse e devono contare solo sulla Bora. Più volte ho chiesto all’amministrazione che mi dimostri quante volte in un anno sono stati pianificati interventi di spazzamento in periferia ma in risposta ho avuto sempre e solo un assordante silenzio, eppure lo spazzamento lo pagano tutti i cittadini a prescindere dal loro luogo di residenza: per il 2015 sono previsti 153.512 euro» ha chiosato.

giovedì 5 giugno 2014

GRIZON (PDL): “404 MILA EURO PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI INUTILIZZATI DAI COMUNI DA 10 ANNI”

PROVINCIA, BILANCIO CONSUNTIVO 2013 

"Nel bilancio della Provincia giacciono inutilizzati da dieci anni ben 404.610 euro destinati ad investimenti per lo smaltimento e recupero dei rifiuti e alla relativa sensibilizzazione"
Lo rivela Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti, che durante la recente discussione sul bilancio consuntivo 2013 ha scoperto e chiesto chiarimenti in merito a questa voce di bilancio che costituisce una parte del complessivo avanzo di amministrazione pari a 5 milioni e 454 mila euro.
"A dir il vero – spiega il consigliere Grizon - dell’esistenza di un importo inutilizzato di oltre 300 mila euro per lo smaltimento dei rifiuti me ne aveva parlato tempo fa vagamente un dirigente dell’ente, ma dopo aver visto quell’avanzo vincolato nel consuntivo ho chiesto chiarimenti sia prima che dopo il voto sul consuntivo scoprendo, tra l’altro, che l’ultimo trasferimento della Regione risale al 2004". 
"Si tratta – prosegue Grizon – di un fondo gestito dalla Provincia ai sensi dell’art.3, comma 5, della L.R. 4/2001 che, secondo il comma 1 dell’art.32 della L.R.30/87, può essere utilizzato per “contributi ai Comuni, loro consorzi e comunità montane e collinare, finalizzate all’acquisto di automezzi speciali, contenitori stradali e altre attrezzature necessarie per la raccolta e il trasporto dei rifiuti solidi urbani e/o per la raccolta differenziata degli stessi, alla predisposizione di apposite aree attrezzate per lo stoccaggio provvisorio di rifiuti ingombranti di provenienza domestica e/o altre tipologie di rifiuti per i quali è prevista la raccolta differenziata, nonché alla sensibilizzazione in materia della popolazione, con particolare riferimento a quella scolastica”". 
"E’ noto che il comune di Trieste e gli altri comuni della provincia – ricorda Grizon - hanno appaltato
la raccolta e la differenziazione dei rifiuti ma mi pare assurdo che queste risorse siano state snobbate e che, come ho avuto modo di verificare, solo i Comuni di Sgonico e Monrupino li abbiano in parte utilizzati, nonostante le annuali segnalazioni da parte degli uffici provinciali".
"Penso in particolare al Comune di Muggia che conosco meglio – sottolinea Grizon – che avrebbe potuto utilizzarli ad esempio per realizzare sul territorio delle aree ecologiche decenti, oppure per avviare un vero progetto sperimentale di raccolta dei rifiuti a porta a porta". 
"Mi chiedo – evidenzia il consigliere - perché, nel disinteresse dei Comuni, la giunta Bassa Poropat non abbia utilizzato direttamente questi 404 mila euro considerato che la Provincia di Trieste ha le competenze della disciolta Comunità Montana del Carso, promuovendo un progetto che coinvolga tutti i comuni minori". 
"Tutto ciò è davvero incredibile – prosegue l’esponente del centrodestra - anche in considerazione del fatto che alla luce dei dati Arpa del primo semestre 2013 in provincia di Trieste la raccolta differenziata è attestata ad un misero 27,97% mentre le altre tre provincie viaggiano oltre al 62% di Gorizia e fino al 77% di Pordenone"
"Sono consapevole – aggiunge Grizon - che senza uno sforzo del comune di Trieste, che differenzia solo per il 27,30%, il dato provinciale non potrà migliorare, va però detto che i comuni carsici, a parole tanto attenti all’ambiente dove il porta a porta sarebbe facilissimo, non fanno certo una bella figura con una percentuale che va dal 16,40 di Sgonico al 22% di Duino Aurisina. A Muggia con il 37,85% va un po’ meglio ma ci sono anche qui enormi margini di miglioramento mentre il 49,59% di San Dorligo conferma che volendo si può migliorare". 
"E’ dimostrato – conclude Grizon – che con un vero e serio progetto di differenziazione i risultati sono assicurati anche per quanto riguarda i costi che ricadono sui cittadini: è solo una questione di volontà politica che non dovrebbe avere colori politici in quanto l’ambiente è di tutti e se spieghiamo ai cittadini che si può risparmiare sicuramente contribuiranno a quella che è una rivoluzione culturale".

lunedì 24 ottobre 2011

I CLAMOROSI ERRORI DEL SERVIZIO RIFIUTI


Dal sito internet dell'Associazione Impronta Muggia

E tentano di dare la colpa alla maleducazione dei cittadini 

Il servizio rifiuti pesa sulle nostre tasche.
Il servizio rifiuti incide in maniera molto pesante nelle tasche dei cittadini perchè costa moltissimo - ai muggesani circa 3 miliardi e mezzo delle vecchie lire all'anno - ed a totale carico dei cittadini, che coprono il 100% dei costi. Il servizio deve obbligatoriamente raggiungere elevati standard di raccolta differenziata, stabiliti da leggi uguali in tutta Europa. Questo significa che separare i rifiuti è obbligatorio esattamente come è obbligatorio per i veicoli circolare a destra. L'unica scelta che attiene ai comuni è l'organizzazione della raccolta.. Cosa, come e quando raccogliere lo scelgono i nostri amministratori . Se sono bravi adottano metodi che permettono ai cittadini di separare quasi tutto, se sono bravissimi fanno anche costare molto meno il servizio.
I Comuni virtuosi differenziano il doppio di Muggia e pagano la metà.
Nei comuni virtuosi si raggiunge il 70, 80% di differenziata ed un costo annuo procapite di 60/70 euro. A Muggia il costo pro capite è di 127 Euro, il doppio dei comuni efficienti , mentre la raccolta differenziata è sotto il 40% (non diciamo esattamente se 35 o 39% perchè ci sono margini interpretativi), ovvero la metà dei comuni virtuosi che, in sintesi, pagano la metà differenziando il doppio.
Il disastro Acegas non è un buon termine di paragone.
Nel bicchiere mezzo vuoto, il mezzo pieno su cui insistono gli amministratori del Comune di Muggia è che i muggesani pagano oggi il servizio molto meno di 5 anni fa e che hanno quasi raddoppiato la raccolta differenziata. E’ vero, ma è fumo negli occhi: fino al 2006 a gestire il nostro servizio rifiuti era la municipalizzata triestina, che aveva e continua ad avere i peggiori risultati di raccolta differenziata con i costi più alti di tutto il Centro Nord d'Italia (noi speriamo che per gli amici triestini le cose possano cambiare in meglio visto dell'Acegas si occuperà il neo eletto assessore Umberto Laureni, un galantuomo tenace cui vanno tutti i nostri auguri di buon lavoro). I risultati dell'Acegas a Muggia non sono il termine di paragone da usare.
Nessun obiettivo di contratto è stato raggiunto.
Per fare un punto sullo stato della raccolta rifiuti dobbiamo analizzare cosa sta scritto nel contratto di gestione stipulato dal nostro Comune, e vedere se il gestore rispetta il contratto nei tempi e nei modi di esecuzione e se e raggiunge gli obiettivi indicati che sono ( e non potrebbe essere diversamente) conformi alla leggi europee. Il nostro monitoraggio, che facciamo con costanza confrontandoci anche con gli uffici comunali competenti, ci dice che oggi nessun obiettivo di contratto è stato raggiunto, che i tempi di attivazione della raccolta differenziata della frazione umida non sono rispettati e che non sono stati collocati sul territorio i contenitori contrattualmente previsti. E non solo. E' in atto un tentativo strisciante di modifica del contratto in essere sia da parte del Comune che del gestore. Questi tentativi di “aggiustare” il contratto, la più visibile della quale per i cittadini è la distribuzione di cassonetti per l'umido diversi da quelli previsti dal capitolato d'appalto, dimostrano quello che noi abbiamo sempre sostenuto e denunciato, e cioè che il metodo inventato dai nostri amministratori non funziona.
I clamorosi errori del nostro Servizio rifiuti.
Lo diciamo da quasi due anni, fin da quando abbiamo letto il bando di gara. Quando il Comune di Muggia ha indetto la gara per il Servizio rifiuti 2010-2013, ha descritto nel bando cosa, come e quando raccogliere i rifiuti . Era ed è il legittimo compito dei nostri amministratori nell’esercizio della autonomia del Comune. Purtroppo i nostri amministratori, che potevano prendere esempio e copiare dai Comuni efficienti, ci hanno messo del proprio - senza essere in grado - e hanno “inventato” qualcosa che non ha riscontri in altri Comuni. Ne è venuta fuori la solita raccolta con cassonetti stradali con la totale assenza di incentivi a fare meglio. Per i cittadini e per il gestore incrementare la raccolta differenziata (ART. 4 e ART. 6) non comporta alcun beneficio. E siccome il bando prevede che l’incenerimento dei rifiuti lo paga cash il Comune, il mostruoso risultato per chi gestisce il servizio è che quando incrementa la differenziata i suoi costi aziendali aumentano, mentre quando diminuisce la differenziata e porta i rifiuti all’incenerimento i suoi costi aziendali diminuiscono perché sono a carico del Comune. Esattamente il contrario di quello che dovrebbe avvenire. E, ovviamente, il Gestore continua a ritardare la messa in funzione dei cassonetti e servizi di raccolta differenziata previsti. Così facendo risparmia. Tanto paghiamo noi.
Errare è umano, ma il nostro Comune persevera.
Gli errori del Comune ci fanno pagare il Servizio il doppio di quello che potrebbe costare. Sono 750.000 euro in più . Ed escono dalle nostre tasche. Ovviamente nell’agire quotidiano deve essere messo sempre in conto la possibilità di sbagliare. Vale per tutti, e dovrebbe essere così anche per il nostro Comune nel caso in questione. All’errore si può sempre rimediare. Si deve però cominciare dall’ammissione, e questo sembra impossibile per gli uomini e donne che abbiamo delegato ad amministrare i nostri beni e servizi. E’ evidente che siamo di fronte a qualcosa che non ha a che fare con l’infallibilità papale, qui è diverso. Infatti si dice che “lo sbagliare è degli uomini, il persistere degli imbecilli.” La cosa è aggravata dal fatto che nel frattempo ci sono state le elezioni comunali, e che più di metà della Giunta è cambiata. Anche l’Assessore competente è cambiato, ed è al primo incarico comunale. Quindi non porta nessuna responsabilità di quanto è stato precedentemente fatto. Gli abbiamo lasciato il giusto tempo per ambientarsi e informarsi intorno alle sue nuove competenze e poi gli abbiamo chiesto un incontro : ci ha fatto rispondere che non ha tempo. Non ci aspettavamo altro, purtroppo .

Le illecite modifiche del contratto di raccolta.
Oggi il Comune , toppata la gara d'appalto, anzichè imboccare la strada maestra dell’autotutela (una specie di azzeramento della situazione attraverso l’evidenziazione delle clausole contrattuali inidonee alla tutela degli interessi dei cittadini) tenta invece qualche aggiustamento in corso d'opera, assolutamente non consentito dalla legge. Quello che abbiamo definito come tentativo strisciante di modifica del contratto in essere trova esecuzione nel cambio della tipologia di cassonetti per l'umido. Questo era l'elemento centraledel metodo elaborato dal nostro comune , se si vuole il fiore all'occhiello dei nostri amministratori. Anche per chi conosce meno l'argomento, è estremamente significativo. Il bando per il servizio rifiuti aveva al centro il “cassonetto di prossimità a conferimento controllato”, un cassonetto dotato di chiave per la raccolta della frazione umida. La chiave (da qui il nome di cassonetto di prossimità) doveva essere la stessa per condomini, caseggiati, piccoli agglomerati, ecc. Questi cassonetti dovevano essere posizionati entro 12 mesi dall'inizio del servizio (quindi scadenza Aprile 2011, 6 mesi fa) e sembra che non verranno distribuiti, e non sappiamo quanto tacitamente ( e, in questo caso, illecitamente) questa scelta del Gestore sia condivisa dal Comune. L'umido per intanto si conferisce in tradizionali cassonetti stradali marrone e i dati della raccolta (non ancora avviata in tutte le frazioni, ma quasi) sono che a fronte di una produzione giornaliera di umido di 6.000- 6.500 Kg, di Kg ne raccogliamo 400, meno di un quindicesimo della frazione. Un disastro.
Tentano di dare la colpa alla maleducazione dei cittadini.
Il disastro per l’ambiente e per le nostre tasche è accompagnato da due cose gravissime. La prima è che la tendenza degli uffici è quella di scaricare la responsabilità dei risultati negativi sulla maleducazione dei cittadini. La qual cosa è assolutamente inaccettabile. Lo dimostra un dato semplicissimo: Negli ultimi 10 anni, per restare nella nostra Regione, nelle provincie di UD, GO e PN il servizio da portato la R.D. Dal 20 al 50-60%. Nella provincia di Trieste la R.D. È rimasta sotto il 20%. Tutti i maleducati vivono nella nostra provincia? O le responsabilità vanno ricercate nel nostro apparato politico/amministrativo, che non ha fatto gli interessi dei cittadini, per incapacità, e non solo, visto che gli interessi in gioco sono rilevantissimi?
I cittadini sono lasciati soli.
La seconda è che i cittadini sono stati praticamente lasciati soli nel momento in cui si è introdotta la differenziazione dell'umido. Questo è un momento difficile, e la gente deve essere aiutata, indirizzata , educata al come si fa. L'aiuto deve venire dai servizi comunali, dagli addetti alla raccolta e da ogni altro possibile ausilio. Invece c'è stata la sola distribuzione impersonale dei sacchetti e nessuna presenza di supporto. La pubblicità, con il ranocchio Mugy costatoci 18.000 euro, è stata fatta un anno prima. Il Comune è assente, non ha nemmeno cercato di trasmettere un qualche incoraggiamento. Emblematico è il sito internet del Comune di Muggia: l'ultimo aggiornamento della pagina dei rifiuti è una foto di 13 mesi fa.
I danni irreversibili.
Questo atteggiamento ha provocato molti danni. Chi scrive di rifiuti sostiene che introdurre male una raccolta differenziata è più dannoso che non farla, perchè approssimazione e sciatteria scoraggiano quelli che la raccolta differenziata la vogliono fare e danno fiato a quelli cui non interessa. Ed è probabilmente quello che sta avvenendo a Muggia.
La Class Action è necessaria.
Gli avvenimenti di questi mesi ci confermano pertanto la necessità di proseguire l'azione legale di Class Action, per la cui concretizzazione cerchiamo l'appoggio dei nostri concittadini muggesani.

domenica 7 agosto 2011

RIFIUTI, AVVIO A TAPPE DELL'UMIDO

LA NOTA
Sia chiaro, sulla raccolta differenziata e dell'umido sono perfettamente d'accordo con l'amministrazione comunale che incoraggio a proseguire nel lavoro intrapreso. Ma d'altra parte l'organizzazione ha qualche problema: a partire dalla consegna a domicilio, dove posso smentire il sindaco perché nei casi che mi sono stati riferiti la ditta incaricata non ha consegnato il kit ai vicini - forse anche perché è richiesta la firma per ricevuta - per finire con gli orari del centro di Vignano, non adeguati, e la mancata previsione di una consegna a domicilio per gli anziani impossibilitati a muoversi.


Da Il Piccolo del 7 agosto 2011 - Pagina 52 - Cronaca Trieste



Il sindaco di Muggia: «Nessuna falsa partenza, solo consegne scaglionate. Obiettivo raggiunto l’80»

di Vanessa Maggi 

MUGGIA «Nessuna falsa partenza, semmai una consegna scaglionata», precisa il sindaco di Muggia Nerio Nesladek in risposta alle osservazioni del consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon, concernenti l’avvio della distribuzione ai cittadini muggesani dei kit per la raccolta differenziata dei rifiuti umidi (composti ciascuno da un secchiello e un pacchetto con 50 sacchetti biodegradabili), a suo avviso gestito malamente da parte del Comune. Infatti, secondo quanto riportato da Grizon, la consegna dei kit è avvenuta soltanto parzialmente e costringendo chi non è stato trovato in casa al momento del passaggio degli operatori incaricati ad andare a ritirare il materiale presso il centro di raccolta comunale di Vignano. Descrive una situazione critica Grizon, condotta in maniera confusionale, senza dare comunicazione alle famiglie interessate circa l’orario di consegna e, cosa ancor più grave, senza un numero sufficiente di kit disponibili: pare che molti cittadini, giunti a Vignano, si siano sentiti rispondere che i kit erano finiti. Ma il sindaco chiarisce le circostanze: «Il Comune ha effettivamente avviato una capillare distribuzione “porta a porta” del kit, composto da un secchiello, una prima fornitura di sacchetti biodegradabili e una lettera con la presentazione dell’importante iniziativa, per un deciso aumento della frazione differenziata. L’orario di distribuzione è coinciso con quello di apertura degli uffici comunali e ai residenti che non potevano essere presenti, è stata data la possibilità di indicare un vicino di casa delegato al ritiro del loro kit». La distribuzione, a detta di Nesladek, ha raggiunto subito più dell’80% degli interessati, mentre la scelta di utilizzare il centro di raccolta per il ritiro dei kit non consegnati, senza dubbio in posizione decentrata, spiega, è stata determinata da ragioni organizzative, essendo il centro di Vignano presidiato, con una buona disponibilità di orari e presentando gli spazi necessari allo stoccaggio. È stata tuttavia assicurata la disponibilità del servizio ambiente a risolvere quei casi in cui alla scarsa mobilità personale si sia associata anche l’assenza al momento della distribuzione (riferendosi agli anziani e soprattutto a quelli privi di mezzi di trasporto). «Il temporaneo esaurimento dei kit si è verificato a causa di uno slittamento dei termini di consegna da parte del fornitore, situazione assolutamente momentanea e già ristabilita», spiega ancora Nesladek, che non dimentica di rispondere alla provocatoria domanda del consigliere Grizon, («Finiti i 50 sacchetti biodegradabili i cittadini dovranno comprarseli?»): «Come scritto nella lettera recapitata a ciascun interessato insieme al kit, una volta finiti i 50 sacchetti i cittadini non dovranno comprarseli, come accade in ogni altro posto, bensì andare a ritirare il resto della fornitura presso il centro di raccolta».