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lunedì 4 luglio 2016

#PROVINCIA DI #TRIESTE, AL VIA LA NUOVA #GIUNTA A QUATTRO PER I PROSSIMI 5 MESI

La presidente Bassa Poropat con la governatrice Serracchiani madrina della legge
"affossa Provovince": alla presidente della provincia di Trieste l'onore di chiudere l'Ente
Alla Presidente Maria Teresa Bassa Poropat rimangono le deleghe alle "varie ed eventuali"

Con un decreto dello scorso 30 giugno, ad oggetto "Deleghe assessorili ­ ricognizione", la presidente Bassa Poropat, dopo aver recepito le dimissioni degli assessori Adele Pino e Roberta Tarlao, ormai rimaste senza competenze, ha nominato la "nuova" giunta provinciale che porterà l'Ente al commissariamento che decorerà dal prossimo 1 dicembre, salvo ulteriori colpi di scena.
Riconfermato come Vice Presidente Igor Dolenc che si occuperà ancora di Valorizzazione del Territorio e Politiche per il Carso e Rapporti Transfrontalieri; l'assessore Mariella Magistri in De Francesco a Bilancio e Finanze, Patrimonio, Personale e Edilizia scolastica aggiunge anche la Programmazione finora in capo alla Pino.
Resta al suo posto Vittorio Zollia che proseguirà il suo lavoro con la Pianificazione Territoriale, l'Ambiente e l'Energia.
Alla presidente rimarranno le competenze residuali non delegate, sostanzialmente gli atti di rappresentanza e quelli propedeutici alla chiusura dell'Ente.

Claudio Grizon
Capo Gruppo PDL

domenica 27 dicembre 2015

SALVATAGGIO IN CORNER PER LE API "TRIESTINE"

Da Il Piccolo del 27 dicembre 2015 - Pagina Regione

NOTA
Va precisato che il comunicato è stato diffuso del gruppo del Pdl di Palazzo Galatti lo scorso 25 ottobre per cui la notizia è in parte sorpassata in quanto, dopo le assicurazioni del vice presidente Dolenc tese a verificare lo stato del settore, ci è stato detto che il settore non ha bisogno di sostegno e che il Consorzio degli Apicoltori non chiede contributi. A questo punto sul tema chiederemo una Commissione Trasparenza.

Salvataggio in corner per le api “triestine”
La Regione ha tagliato i finanziamenti al settore. Ma il Pdl ha chiesto e ottenuto l’aiuto della Provincia

TRIESTE - La Regione taglia i fondi agli apicoltori e la Provincia è costretta a correre ai ripari per salvare il settore. Sono due anni che da piazza Oberdan non si vede un centesimo per il comparto, certamente non di punta a Trieste, non almeno ai livelli del resto del Friuli Venezia Giulia. La giunta Serracchiani, fanno sapere dagli uffici di Palazzo Galatti, ha deciso di dirottare altrove le poche migliaia di euro assegnate in passato (si parla di circa 6-7 mila euro annui distribuiti tra il consorzio e singoli). Colpa del numero esiguo degli allevatori esistenti nel territorio, oltre alle difficoltà burocratiche riscontrate nelle operazioni di rendiconto dei fondi ricevuti gli anni scorsi. Ma stavolta la Provincia ha deciso di stanziare un finanziamento ad hoc pari a circa 5mila euro. La somma sarà utilizzata a favore delle attività promozionali del consorzio e degli investimenti degli apicoltori per acquistare arnie, attrezzi e famiglie di api in modo da potenziare la produzione complessiva. 
È stato Claudio Grizon, capogruppo Pdl in Provincia, a sollevare la questione nelle scorse settimane invitando la presidente Maria Teresa Bassa Poropat a farsi carico del problema. «Fino allo scorso anno – spiega Grizon citando una nota degli uffici – gestivamo sempre risorse a valere su trasferimenti regionali che sono stati puntualmente erogati e sono in corso le relative rendicontazioni. Gli importi sono sempre stati comunque molto bassi. Ma questi soldi, quest’anno, sono venuti meno e non sono stati ovviamente integrati o sostituiti con fondi nostri. Ho chiesto evidenza della situazione – rivela il consigliere provinciale – anche al dirigente dell’area finanze che mi ha confermato il medesimo quadro manifestando però anche una disponibilità tecnica a coprire le esigenze del settore con le prossime variazioni di bilancio qualora la giunta e il consiglio ne ravvisassero l’opportunità»
E così in effetti sarà, secondo quanto promesso dall’assessorato che fa capo al vice-presidente Igor Dolenc, competente per la materia. «Una legge regionale ci attribuisce la responsabilità di sostenere gli apicoltori – puntualizza ancora Grizon – e in particolare l’acquisto di alveari, famiglie di api e le attrezzature apistiche ma la Regione, dando per superata la Provincia, ha togliendo da due anni i pochi finanziamenti che ci trasferiva lasciando il settore nel guado in quanto la legge è comunque ancora in vigore. Dolenc – conferma il capogruppo – ha dato la sua disponibilità a verificare la situazione ma a questo punto serve intervenire concretamente. Il vicepresidente ha ricordato infatti che, oltre alla produzione del miele, l’azione delle api è indispensabile nell’impollinazione dei fiori e quindi nel ciclo della natura». (g.s.)

mercoledì 14 ottobre 2015

LA REGIONE DA DUE ANNI HA TAGLIATO I FONDI PER GLI APICOLTORI

Grizon (Pdl): “la Provincia sostenga gli apicoltori, oltre che per la produzione del miele le api sono indispensabili per l’impollinazione dei fiori”

“Per l'anno corrente non c'è alcuna disponibilità né di fondi regionali né di fondi provinciali”.
E’ questa la risposta che Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl in Provincia di Trieste, ha ricevuto nei giorni scorsi dopo aver richiesto loro di verificare lo stato dei finanziamenti per il settore.
“Fino allo scorso anno – prosegue una nota ricevuta da Grizon da parte degli uffici - gestivamo sempre risorse a valere su trasferimenti regionali che sono stati puntualmente erogati e sono in corso le relative rendicontazioni. Gli importi sono sempre stati comunque molto esigui, nell'ordine di 3/4 mila € /anno”.
“Detti contributi – scrive il dirigente competente - quest'anno sono venuti meno e non sono stati ovviamente integrati o sostituiti con fondi nostri, cassando quindi per ora la richiesta fatta dagli uffici in sede di predisposizione di bilancio preventivo. Se ne potrebbe discutere in sede di prossima variazione”.
“Ho chiesto evidenza della situazione – rivela Grizon – anche al dirigente dell’area finanze che mi ha confermato il medesimo quadro manifestando però anche una disponibilità tecnica a coprire le esigenze del settore con le prossime variazioni di bilancio qualora la giunta e il consiglio ne ravvisassero l’opportunità”.
“La LR. 6/2010 ci attribuisce la responsabilità di sostenere gli apicoltori - spiega Grizon – ed in particolare l’acquisto di alveari e famiglie di api e le attrezzature apistiche ma la Regione, dando per superata la Provincia, ha tagliato da due anni i pochi fondi che ci trasferiva lasciando il settore nel guado in quanto la legge è comunque ancora in vigore”.
“In una recente riunione dei capi gruppo – ricorda l’esponente del Pdl – ho chiesto all’assessore competente Igor Dolenc di verificare la situazione e di attivarsi per stanziare con la prossima variazione di bilancio almeno i 4 mila euro necessari per colmare il disinteresse della Regione i cui ultimi stanziamenti risalgono infatti al decreto n.1514 del 3 ottobre 2013”.
“Lo stesso Dolenc in commissione – conclude Grizon – ha dato la sua disponibilità a verificare la situazione  ma a questo punto serve intervenire concretamente. Dolenc ha ricordato infatti che, oltre alla produzione del miele, l’azione delle api è indispensabile nell’impollinazione dei fiori e quindi nel ciclo della natura e le difficoltà del settore, a partire dai danneggiamenti degli alveari da parte degli orsi e dei cinghiali, alle malattie che causano la moria delle api per finire con il maltempo che anche lo scorso anno ha causato la perdita di intere famiglie di api”.


mercoledì 17 settembre 2014

PROVINCIA, INDENNIZZATO PER DANNI DA FAUNA SELVATICA QUATTRO ANNI DOPO

Gli uffici del vice presidente della Provincia di Trieste Igor Dolenc hanno indennizzato un cittadino con 1.846,32 euro per danni da fauna selvatica dopo quattro anni dalla domanda.
Lo rivela in una nota, incredulo ed amareggiato, Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti.  
“Sembrerà incredibile – commenta Grizon - ma è successo davvero”. Il beneficiario di questo importo presentò domanda di indennizzo, probabilmente per l’eterna irrisolta questione dei cinghiali, il 9 settembre del  2010, assieme ad altri tre richiedenti le cui istanze sono state dichiarate non ammissibili, mentre la determina per l’assegnazione del rimborso porta la data del 4 settembre scorso ”.
“Oltre ai danni – aggiunge il consigliere – ci si è messa di mezzo anche la burocrazia ed il destino: due istanze infatti sono state rigettate per mancata integrazione dei documenti mentre una, purtroppo, è stata resa vana per il decesso del richiedente”.
“Com’è possibile che l’assessore Dolenc non si sia accorto di questi ritardi?” “E’ mai possibile – si chiede ancora l’esponente del Pdl  – che così poche richieste vengano evase con tempi che ritroviamo forse solo nei ministeri e nelle cause civili?” “Su questa vicenda -  conclude Grizon – chiederò che il presidente della commissione trasparenza Andrea Sinico convochi alla
prima occasione utile un incontro per verificare le procedure e scongiurare il ripetersi di situazioni simili”.

venerdì 4 aprile 2014

POLIZIA AMBIENTALE PROVINCIALE, IL COMANDANTE SARA' IL PIU' ANZIANO NEL GRADO O DI ETA'

Grizon (Pdl): troppo poco un "Corpo" con solo cinque guardie per fronteggiare i controlli ambientali e l'invasione dei cinghiali  
"La nomina del nuovo comandante della polizia provinciale è imminente ma per la sua individuazione non ci sono criteri di merito o la comprovata professionalità ma complessi meccanismi burocratici".
"Dalla risposta all'interrogazione avuta in consiglio provinciale sembrerebbe che la scelta ricadrà sul maresciallo Ilario Zupani in quanto più anziano di un altro collega con medesimo grado e anzianità ma al nuovo comandante non sarà attribuita la posizione organizzativa, il che significa che non potrà fare impegni di spesa nell'ambito delle sue attività".   
Infatti, a parità di grado, si deve tener o conto dell'anzianità di nomina, dell'ordine di graduatoria al temine del corso di formazione o qualificazione, dell'anzianità anagrafica, dell'anzianità di servizio nel grado inferiore ed infine dell'anzianità di servizio nella polizia locale. 
"Purtroppo quello dei guardiacaccia non è un vero e proprio Corpo di polizia ma, visto che sono solo in cinque, costituiscono solo un Servizio provinciale, seppur indispensabile che meriterebbe di essere potenziato viste le molteplici competenze se non ci fosse il blocco delle assunzioni".
"Mi fa piacere che il vice presidente Igor Dolenc abbia condiviso le mie considerazioni rispetto ai criteri che dovrebbero essere considerati per la nomina ma devo purtroppo constatare che con solo cinque guardie non si può far fronte in modo serio ai controlli ambientali e all'invasione di cinghiali. Spero che Dolenc si impegni con la regione per ottenere provvedimenti che consentano ai cacciatori di far fronte a questo dilagante fenomeno in ausilio ai guardiacaccia".
"L'amico Dolenc ci ha parlato più volte della sua idea di realizzare un macello per la lavorazione e la conservazione delle carni di cinghiale ma dopo tre anni non ne sappiamo più nulla: poteva essere una soluzione seria ed utile anche sul piano del ritorno economico, speriamo che qualcosa si sblocchi perchè i danni provocati dai cinghiali crescono ogni anno e quelle poche risorse che la Provincia riceve dalla Regione per rimborsarli sono davvero una goccia nell'oceano".

mercoledì 22 gennaio 2014

IL TRENO DA LUBIANA PER OLTRE UN MESE SENZA COINCIDENZE CON I BUS













Grizon (Pdl-Ncd): nella città del "non se pol" prima i festeggiamenti e le cerimonie poi con calma i fatti

Anziché organizzarsi per tempo entro la data d’inaugurazione c’è voluto oltre un mese ma alla fine Provincia e Trieste Trasporti hanno risolto il problema. 
Celebrato pomposamente lo scorso 15 dicembre, con una parata di autorità schierate per l’occasione, il treno del desiderio, istituito dalle ferrovie slovene sulla tratta Lubiana-Trieste Opicina è parso come una sorta di regalo di Natale. 
Di questi tempi, infatti, un regalo ti scalda il cuore ed è oltremodo gradito. Un treno sull’ormai abbandonata stazione di Villa Opicina per molti è sembrato un segno insperato e di buon auspicio per il nuovo anno che si avvicinava. E dobbiamo dire che, al di la dei retorici auspici dei partecipanti all’incontro con i vertici delle ferrovie slovene, accompagnate addirittura da due parlamentari (uno dei quali ex ministro), abbiamo trovato l’iniziativa buona, anche se le corse sono limitate e non favoriscono gite domenicali nella capitale slovena. 
Per oltre un mese dall’inaugurazione però, nonostante che il quotidiano Primorske Novice a fine dicembre l’avesse sottolineato, alle coincidenze tra il treno ed i bus di Trieste Trasporti nessuno aveva provveduto. 
Non è bastata a tal fine all’incontro la presenza del vice presidente della Provincia Igor Dolenc, immortalato nelle foto di rito inguainato con la fascia azzurra di rappresentanza, in quanto evidentemente era stato preso dal compito di cerimoniere e interprete per il vice sindaco Fabiana Martini. 
Eppure alla vituperata Provincia competono, allo stato delle cose, le autorizzazioni e le modifiche alle linee ed agli orari dei bus nell’ambito del contratto di servizio con Trieste Trasporti che, dalla lettura degli orari ufficiali al 20 gennaio, pare che non si sia posta il problema. 
Si parla tanto dell’incentivazione del trasporto pubblico e della vocazione turistica della città ma nessuno sembra si sia reso conto che agli ospiti sloveni o ai turisti che volessero cogliere l’occasione dei due collegamenti quotidiani con Trieste andrebbe assicurato un collegamento puntuale con il centro città. 
In realtà la linea 39, stando agli orari ufficiali di Trieste Trasporti, alcune tappe a Opicina Stazione le assicurava ma andavano riviste e integrate in alcuni orari. 
A dir il vero a poco più di cinquecento metri di distanza ci sarebbe il capolinea del tram e della linea bus sostitutiva che avrebbe potuto anche prevedere eventualmente qualche deviazione. 
Fino alla pubblicazione del nuovo orario sul sito di Trieste Trasporti però, avvenuta pare solo il 21
gennaio, per salire dal centro città alla stazione di Opicina, in tempo per prendere il treno che parte per Lubiana alle 10.29, bisognava partire dal capolinea davanti alla stazione centrale di Trieste alle 9.15 per giungere a Villa Opicina alle 9.53 (36 minuti prima della partenza). 
Chi voleva partire per Lubiana nel pomeriggio, con il treno delle 17.24, non aveva invece coincidenze utili, anche se c’era una corsa della linea 39 che partiva dalla Stazione Centrale alle 15.55 che però aveva una corsa limitata a Villa Carsia (arrivo alle 17.30). 
Per il turista sloveno che fosse giunto alla Stazione di Opicina alle 10.15 esisteva una corsa che partiva proprio alla stessa ora, quindi impossibile da usare, che arrivava alla Stazione Centrale alle 11.13. In alternativa c’era una corsa che partiva per il centro alle 11.45 (1 ora e 45 minuti dopo) e che arrivava alla Stazione alle 12.23. 
Nel pomeriggio invece ancora peggio in quanto il treno arriva da Lubiana alle 16.37 mentre la corsa della linea 39 per il centro città parte proprio due minuti prima. Quindi a chi ne avesse avuto bisogno non restava che attendere fino alle 17.55 (1 ora e 18 minuti) per arrivare poi in centro alle 18.36. 
E’ quindi evidente che dopo le cerimonie del 15 dicembre scorso le istituzioni se la sono presa comoda per sistemare queste incongruenze che dopo tutto non erano certo insormontabili e costose. 
Solo adesso quindi si potrà fare una buona promozione a questo collegamento ferroviario che se da un lato pare un’opportunità dall’altro sembrava una beffa che però a Trieste, la città del “non se pol”, non sorprende poi molto. 
Ma se il vice presidente della Provincia Dolenc non si sa perché non abbia provveduto per tempo a far cambiare gli orari altrettanto possiamo dire per il vice sindaco Martini e l’assessore comunale Kraus (il Comune oltretutto detiene la maggioranza di Trieste Trasporti) che si era affrettato a compiacersi dicendo “siamo riusciti a riaprire un collegamento che era ormai chiuso da anni, e che è di notevole significato anche simbolico per i rapporti fra le due città”. Ma Kraus si era spinto anche oltre assicurando che “sono intanto in corso opportuni contatti con la Provincia e con la Trieste Trasporti per collegare meglio la stazione ferroviaria di Villa Opician con il centro città”. 
Bene ma se l’inaugurazione si è svolta il 15 dicembre non era forse il caso di pensarci prima e di prevedere le coincidenze già da quella data? Chissà in quanti sono rimasti appiedati in questo periodo o costretti a camminare fino ad Opicina o a chiamare un taxi? 

Claudio Grizon 
Consigliere Provinciale del PDL - NCD

venerdì 20 dicembre 2013

IN PROVINCIA LA BASSA POROPAT ORA TAGLI ANCHE GLI ASSESSORI DOLENC E TARLAO

In Provincia azzerati i fondi per sociale, associazioni, sport, giovani, Overnight, turismo e sviluppo economico: ora potremmo fare a meno del vice presidente Dolenc e dell’assessore Tarlao 

Grizon (Pdl): non ci possiamo più permettere i posti auto in Piazza Vittorio Veneto, vendiamoli e recuperiamo 200 mila euro


“Si poteva fare molto di più con il bilancio 2014 della Provincia ma le scelte ideologiche della sinistra condizionano la capacità di spesa nonostante i continui tagli della Regione per cui abbiamo votato contro. Anziché 5 di milioni se ne potevano trovare 6 e forse 7 con scelte più attente”.
E’ questo il commento del capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti Claudio Grizon e del suo vice Massimo Romita e delle consigliere Viviana Carboni e Daniela Pallotta all’indomani del voto sul documento contabile lacrime e sangue per il 2014. 
Da quando nel 2008 la crisi ha costretto il presidente Tondo ad un taglio di 500 milioni di euro
rispetto all’ultimo bilancio firmato da Illy – ricorda Grizon - la Regione ha ridotto annualmente i suoi trasferimenti in quanto le sue entrate basate sulla compartecipazione al gettito IRPEF che continua a calare”.
“Per giunta – ironizza sconfortato il consigliere - il teatrino della politichetta regionale pensa di risolvere i problemi trasformando le Provincie in enti di secondo livello per poi eliminarle a seguito della modifica della Costituzione. Sa bene la zarina Serracchiani di fare atti incostituzionali ma se ne frega in quanto la sua immagine conta più di ogni cosa ed il suo obiettivo è fare il ministro con Renzi”.
La consigliera Pallotta e il vice capo gruppo Romita
“Nel frattempo – proseguono Grizon e Romita - chi è stato eletto democraticamente a governare le Provincie, dove i costi della politica sono pari ad un caffè all’anno per ogni cittadino, deve fare i conti con le sue bizze che stanno portando le Provincie regionali a tagliare con l’accetta servizi spesso essenziali”.
“D’altra parte – sottolinea Grizon, ex assessore della giunta Scoccimarro - nonostante i tagli che hanno portato il bilancio provinciale dai 130 milioni di euro della nostra ultima amministrazione ai 92 milioni del 2014, è sempre più evidente quanto siano negative per una gestione efficace e pragmatica dell’ente le scelte della sinistra”. 
“Ho letto e riletto il bilancio e la relazione – spiega Grizon – e posso dire senza timore di esser smentito che facendo scelte diverse si potrebbe individuare almeno 1 milione di euro, e forse anche più, per le finalità dell’ente”. 
“A esempio ci chiediamo – sottolineano Massimo Romita e Daniela Pallotta - se sia compito e se sia opportuno che la Provincia di questi tempi gestisca il teatro dell’ex Opp e la sala mostre di Corso Cavour che complessivamente solo per affitti e spese di gestione ci costano 200 mila euro”
“Ci chiediamo poi – aggiungono Grizon e la collega Carboni - se sia opportuno o meno spendere quasi 350 mila euro per l’affitto e la gestione della sede della Motorizzazione in un lussuoso palazzo delle Generali di via Mazzini quando la si poteva trasferire nell’ex Casa del Lavoratore Portuale”. 
“Ma era opportuno – ricorda ancora Grizon - spendere oltre 4 milioni di euro di fondi pubblici per la Casa del Cinema accendendo a mutui ventennali che ci costano centinaia di migliaia di euro di interessi?, e poi ancora ha avuto senso rinunciare finora ad almeno 150 mila euro di affitti dei fori commerciali al piano terra della Provincia che ci avrebbero assicurato almeno 30 mila euro all’anno?”
“Vista la carenza di risorse – suggerisce il capo gruppo del Pdl - si potrebbero poi vendere alcuni dei 5 posti auto nel posteggio interrato di Piazza Vittorio Veneto, che di questi tempi sanno molto di casta, dove posteggiano comodamente la presidente Bassa Poropat, il vice Dolenc ed un dirigente che potrebbero utilizzare gli spazi sotto al palazzo o quelli della sede di via S. Anastasio oppure quelli del Molo IV, recuperando almeno altri 200 mila euro”
“Ci chiediamo – proseguono i consiglieri del Pdl - che senso abbia mantenere nel patrimonio l’ex Campo Profughi di Padriciano dove è fallito il progetto che doveva essere un fiore all’occhiello del secondo mandato della Bassa Poropat stimato oltre 7 milioni di euro: si dovrebbe trovare il modo di venderlo e di reinvestire le risorse su scuole e strade”. 
Fa bene la Bassa Poropat a nascondersi per la vergogna
visto il bilancio che ha presentato per il 2014
“Questa sinistra – sottolinea Romita - ci propone poi progetti faraonici come quello della ristrutturazione dell’ex Gregoretti all’ex OPP per una spesa presunta di partenza di almeno 12 milioni di euro: ma ci rendiamo conto? 12 milioni di euro con questo patto di stabilità, con queste misere risorse e con questa Serracchiani che imperversa!” 
Da un lato la maggioranza guidata dalla Bassa Poropat spreca e dall’altro taglia – commenta infine Grizon - : ha azzerato i fondi per il sociale, per lo sport, per le associazioni, per i giovani, per Overnight, lo sport, il turismo e lo sviluppo economico ma per i progetti cari alla presidente i soldi non mancano mai”. 
“A questo punto la presidente potrebbe fare a meno di due assessori che ora ci costeranno per le loro indennità ben più di quanto potranno spendere nel 2014. Mi riferisco in particolare al vice presidente Igor Dolenc, che ci pare sempre più emarginato nella giunta visto che si deve accontentare di 1000 euro, e all’assessore Roberta Tarlao che ha dovuto strepitare non poco per farsi dare almeno 10 mila euro sui suoi capitoli che non siano vincolati per legge”.

lunedì 4 luglio 2011

BASSA POROPAT FA SPOIL SYSTEM IN MAGGIORANZA, DOLENC AL POSTO DI GODINA IN PROMOTRIESTE

“La presidente della Provincia Bassa Poropat ha nominato Igor Dolenc rappresentante della Provincia nel consiglio direttivo del Consorzio Promotrieste”.
Lo rivela il capogruppo del PDL a Palazzo Galatti Claudio Grizon, precisando che la nomina risale allo scorso 24 giugno quando la professoressa Maria Teresa Bassa Poropat con il proprio decreto ha sancito la fine dell’era di Walter Godina anche in seno al Consorzio turistico, ove statutariamente la Provincia ha diritto ad un proprio rappresentante nell’organo di amministrazione.
“Certo è che il cambio tra Godina e Dolenc, neo vice presidente della Provincia – evidenzia il consigliere Grizon - è un chiaro e curioso atto di spoil system in seno al PD e al centro sinistra che mette in evidenza tensioni non ancora sopite dopo la rielezione della Bassa Poropat”.
Quella che l’ex senatore comunista Stojan Spetic sul Facebook ha definito “madame arroganza” ha colpito ancora. Infatti, non paga di aver nominato tre suoi assessori in giunta, sembra stia utilizzando il sistema caro all’ex governatore Illy anche nell’ambito delle poche nomine che spettano al presidente della Provincia”.
“A questo punto – ironizza Grizon - ci chiediamo se il PD per pareggiare il conto chiederà anche la testa del rappresentante della Provincia all’EZIT Mario Cappelli, noto esponente illyano e dei Cittadini?”
“Immagino il commento della Bassa Poropat – conclude Grizon – la quale si affretterà a precisare che si è trattato di un semplice avvicendamento tra i due vice presidenti sulle medesime competenze. Ma vista la situazione il dubbio ci rimarrà comunque”.