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lunedì 1 febbraio 2016

VINCE LA “POLITICA DEL CUORE” DI LAURA MARZI SULLA CANDIDATA “FORTE” RENZIANA VALENTINA PARAPAT

Laura Marzi sarà il candidato sindaco per il centro sinistra muggesano. E’ stata bocciata ‪Valentina Parapat, la candidata renziana, sostenuta dal sindaco uscente e segretario provinciale PD ‪Nerio Nesladek, dal PD muggesano e dall'on. Ettore Rosato, capo gruppo del PD alla Camera.
A dir il vero supponevo che potesse finire cosi: mi sa che questa volta i veti interni al partito, che hanno tagliato la strada per la seconda volta (era già successo nel 2006 quando gli era stato preferito Nesladek) a Stefano Decolle, si sono ritorti contro alla candidata Parapat.
Finisce così in modo inglorioso l'era di‪ ‎Nesladek che, pur nella duplice veste di sindaco e segretario provinciale PD, non è riuscito a lanciare da subito un candidato unitario e vincente. Stando ai voti di differenza è probabile che nel PD muggesano i mal di pancia erano numerosi: oltre a Decolle, alla minoranza interna e alla vecchia guardia.
Ieri, appresa la notizia in tarda serata, ho espresso con un sms (vista l’ora) le mie congratulazioni a‪ Laura Marzi, vicesindaco uscente per SEL: persona affabile, gentile con la quale sia sul piano personale che su quello politico è facile confrontarsi pur avendo opinioni diverse. Non è solo una questione di stile.
La candidatura della Marzi è possibile a questo punto che ricompatti e allarghi il centrosinistra fino a‪ Rifondazione Comunista, che ha lanciato da tempo la candidatura in solitaria con il dott. Marino Andolina. Il centro sinistra quindi rischia di presentarsi unito e con una candidatura di tutto rispetto.
Poi, per da quanto annunciato sui media, il 12 giugno ci saranno Andolina con Rifondazione Comunista (se non si apparenta alla Marzi), Emanuele Romano per il Movimento 5 Stelle, la lista civica Obiettivo in Comune con Roberta Vlahov, ‪Meio Muja con Roberta Tarlao e l’area che si rifà al centro destra con un mix di 7 sigle di partiti e liste civiche, FI, FdI, Lega Nord, Muggia Rinascerà (con Loris Dilena già candidato sindaco annunciato per la sua lista), Lista Cigui, Rivolta l'Italia e Un'Altra Muggia. A questo punto servirebbe un candidato, un candidato forte, conosciuto e con esperienza ma al momento non c’è n’è traccia.

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia PDL

giovedì 3 gennaio 2013

"LA SINISTRA FA SOLO DEMAGOGIA SUGLI STRANIERI"

Da Il Piccolo di giovedì 3 gennaio 2013 - Pagina 29 - Cronaca Trieste 

Muggia 
«La sinistra fa solo demagogia sugli stranieri» 
La Lega Nord attacca la maggioranza. Fedriga: «Non spetta loro certificare i buoni cattolici» 

MUGGIA «La sinistra muggesana ha dimostrato ancora una volta il suo scarso senso civico e democratico, criticando gli interventi espressi nelle sedi e nei momenti opportuni di chi la pensa diversamente». Claudio Di Toro, capogruppo della Lega Nord al Consiglio comunale di Muggia, reagisce così dinanzi alle critiche mosse dalla consigliere comunale Francesca Riosa. 
L'esponente del Pd aveva stigmatizzato il comportamento di Di Toro e di alcuni consiglieri del centrodestra, in particolare il pidiellino Claudio Grizon, dilungatisi per poi votare contrariamente alla mozione inerente la concessione (simbolica) della cittadinanza onoraria ai figli nati a Muggia da genitori stranieri. 
«Rimango sbigottito quando si afferma che sono stati “sprecati” 80 minuti nell’aula del Consiglio Comunale per permettere agli esponenti dell’opposizione di esprimere le proprie idee», spiega Di Toro. «Durante la seduta ho dovuto chiedere più volte al presidente del Consiglio Comunale di impedire a certi consiglieri di maggioranza di disturbare durante i miei interventi, azioni di disturbo che avevano la chiara intenzione di impedirmi di esporre le motivazioni mie e dell’elettorato che rappresento». 
«D’altra parte è risaputo che l’attuale amministrazione a più riprese – aggiunge Di Toro - ha negato la normale trasparenza alla cittadinanza ed ai consiglieri di opposizione dimostrando scarso senso civico e carenza nell’applicare le più elementari norme alla base della democrazia». 
Sulla vicenda è intervenuto anche il parlamentare leghista Massimiliano Fedriga: «Il Partito democratico pecca ancora una volta di superbia: non più soltanto paladini della giustizia, della legalità e della moralità, ora i suoi esponenti si sentono addirittura in diritto di certificare i buoni cattolici e di condannare quelli a loro dire meno virtuosi. Il nostro capogruppo Di Toro e il suo omologo del Pdl Grizon hanno fatto bene ad opporsi alla mozione del Pd - continua Fedriga -: un’iniziativa demagogica che nulla ha a che vedere con i principi di solidarietà e integrazione cui noi per primi siamo molto attenti. Una cosa è tuttavia sostenere politiche volte a un graduale e corretto inserimento degli stranieri nella nostra comunità – conclude Fedriga - altro è voler mettere mano al nostro ordinamento introducendo lo Ius soli e regalando così la cittadinanza a chiunque nasca nel nostro Paese»
Riccardo Tosques

venerdì 2 novembre 2012

“NESLADEK & CO. CI HANNO USURPATO UN REVISORE”

Grizon e Gretti (Pdl): il revisori dei conti non sono una commissione o un organo di partito della sinistra, sfregiati i diritti dell’opposizione

“L’arroganza istituzionale di Nesladek & Co. è prevaricata sul diritto e sulla consuetudine che riservano all’opposizione in tutte le assemblee elettive d’Italia l’espressione di un componente del collegio dei revisori dei conti”.
E’ inevitabilmente dura e ferma la replica dei consiglieri del Pdl Claudio Grizon, Christian Gretti e Dario Grison all’esito delle elezioni per il rinnovo del Collegio dei Revisori dei Conti tenutesi nel corso dell’ultima seduta del consiglio.
La sinistra muggesana – sottolineano Grizon e Gretti - forse non si è resa conto che i revisori dei conti non sono un organo o una commissione interna ai partiti di maggioranza ma bensì, come previsto dalla legge, uno strumento istituzionale di controllo sugli atti di bilancio del Comune e di consulenza sia per la giunta che il consiglio”.
E’ consuetudine infatti – spiegano i consiglieri del Pdl -, come lo è stato negli scorsi tre anni, che uno dei componenti del collegio sia espressione dell’opposizione anche a garanzia della stessa maggioranza, in quanto un collegio di parte, pur composto da qualificati tecnici, potrebbe non avere quell’imparzialità e quel distacco necessario”.
Completamente fuori luogo e inconsistenti – aggiunge Grizon - le allusioni del capogruppo del PD Riccardo Bensi, rispetto ad una mancata concordanza di vedute nel gruppo Pdl in quanto il ritardo del consigliere Dario Grison è stato motivato esclusivamente da un precedente ed improrogabile impegno professionale: d’altro canto è brutta consuetudine del sindaco convocare arbitrariamente il consiglio all’ultimo momento utile, e quindi anche solo tre giorni prima, strafregandosene degli impegni personali e di lavoro dei consiglieri”.
La mia assenza dall’aula per l’elezione del collegio – precisa infatti Dario Grison - non è stata dovuta sicuramente a presunti dissidi all’interno del PDL ma solo ed esclusivamente, ed aggiungo fortunatamente,  a mie impegni lavorativi, di cui il mio gruppo consiliare era a conoscenza ed inoltre la mia assenza non ha causato alcun danno alla nostra cittadina né ha impedito l’elezione del dott. Galluccio, che avrei indicato come convenuto con il mio gruppo”.
Chiara invece la posizione del Bensi – prosegue Grison - quando si dice addirittura “entusiasta” della solidità della maggioranza sull’elezione del collegio. Non avevamo dubbi che quando si tratta di lottizzare nomine ed incarichi retribuiti la maggioranza attuale trova l’unità di intenti, peccato che lo stesso non si possa dire quando si votano provvedimenti che interessano direttamente i cittadini dove assistiamo ad uscite dall’aula o astensioni mai casuali”.
Per quanto riguarda l’assenza del consigliere Claudio Di Toro della Lega Nord - precisa ancora Gretti - com’è noto anche alla maggioranza, ha giustificato la sua assenza nella conferenza dei capi gruppo, prima dell’inizio del consiglio, in ragione di una concomitante manifestazione provinciale del suo movimento”.
La foga, l’arroganza politica e la smania di potere – sottolinea Grizon – ancora una volta hanno mal consigliato la maggioranza che, con un’astuzia meschina, ha precluso la possibilità all’opposizione di riconfermare con i sei voti su otto dei consiglieri presenti il dott. Giampaolo Galluccio quale componente del collegio”.
“Ma come si sa il “pesce puzza sempre dalla testa” e quindi - concludono Grizon e Gretti – sappiamo bene che la regia di questo ennesimo sfregio all’opposizione è da attribuire a Nesladek e non certo a Bensi che evidentemente, preso dall’esigenza di nascondere le tensioni interne alla maggioranza, è costretto ad ostentare un risibile ottimismo”. 
   

martedì 31 gennaio 2012

PROVINCIA, L'OPPOSIZIONE DISERTA IL CONSIGLIO

Da Il Piccolo di martedì 31 gennaio Pagina 23 - Cronaca Trieste

Provincia, l’opposizione diserta il Consiglio

Assente per protesta alla seduta contro l’abolizione dell’ente: «Bassa Poropat si comporta da padrona»

Stamane snobberanno la seduta straordinaria del Consiglio provinciale convocata al Miela per rispondere alla proposta di abolire le Province. L’opposizione a palazzo Galatti - con i capigruppo di Pdl, Claudio Grizon, lista Dipiazza, Giorgio Rossi, Lega Nord, Paolo Polidori e Un’altra Trieste, Francesco Cervesi - ha spiegato così questa scelta presa per protesta: «La presidente Maria Teresa Bassa Poropat si sta atteggiando come fosse lei la padrona dell’ente. All’improvviso ci siamo trovati davanti alla presenza, quale relatore, del docente della nostra Università, Pier Giorgio Gabassi». Grizon ha affermato che «mentre a livello nazionale tra enti si cerca di collaborare trasversalmente, Bassa Poropat continua a fare da sola. Ci è stato imposto un relatore – ha aggiunto il capogruppo del Pdl - che non è super partes, e la presidente l’ha convocato perché ha svolto alcuni corsi per il personale di palazzo Galatti. Tutto questo è inaccettabile». Grizon ha poi ricordato che «la Regione, che ha potestà in materia, ha presentato ricorso contro la proposta Monti, mentre un sondaggio realizzato dall’Ipsos afferma che i cittadini hanno fiducia nelle Province più che nelle Regioni». Così Rossi: «C'erano accordi già presi. Denunciamo perciò il comportamento della presidente, che ha la sindrome della Merkel, e l'accentramento dei poteri che non ci trova d'accordo. L'ente provinciale va rivisitato – ha concluso il capogruppo della lista Dipiazza – per esempio la Provincia di Trieste ha il 20% dei dipendenti in part time: non può funzionare così. È un ente che, se gestito in qeusto modo, non dimostra di essere utile». Secondo Polidori «Bassa Poropat vuole apparire ancora una volta al centro di tutto. La maggioranza con noi è stata corretta – ha osservato il capogruppo della Lega - la presidente no». Cervesi ha spiegato che «Un'altra Trieste ha una ragione in più per disertare il Consiglio. Se si vuole dare vita alla discussione bisogna trovare un metodo e una sede appropriati, una pubblica assemblea, non un Consiglio straordinario divenuto una vetrina per Bassa Poropat». Immediata la replica della presidente: «L’Unione province italiane, che ha promosso l’iniziativa, ha dato l’input di garantire nell’occasione il massimo coinvolgimento possibile. Ecco il perché dell’invito a Gabassi – ha proseguito Bassa Poropat – che, come docente, è di assoluta competenza in materia. Il fatto che molti anni fa sia stato candidato nelle file del centrosinistra oggi è del tutto ininfluente. Fra l’altro Gabassi è stato formatore di quel personale dell’amministrazione provinciale che è messo in discussione dalla proposta di abolizione delle Province, perciò chi meglio di lui? Le ragioni avanzate dal centrodestra per non essere presente – ha concluso Bassa Poropat – mi sembrano di basso profilo e strumentali». Ugo Salvini
(nella foto d'archivio da sinistra Cervesi, Grizon, Rossi, Polidori e de Gioia)

giovedì 29 settembre 2011

MUGGIA:LEGA NORD E UN’ALTRA MUGGIA SOSTENGONO NESLADEK E IL CENTROSINISTRA

“Il centro sinistra guidato da Nerio Nesladek può contare da oggi su una maggioranza allargata alla Lega Nord e ad Un’Altra Muggia”
“Dopo il voto favorevole alla delibera sulla ricognizione e sull’attuazione dei programmi e sulle variazioni di bilancio dei consiglieri Italo Tracogna e Ferdinando Parlato – annunciano Claudio Grizon, Christian Gretti e Paolo Prodan, rispettivamente  coordinatore, vice coordinatore e capogruppo del PDL muggesano - uno dei tre appuntamenti politici principali che annualmente il consiglio comunale deve affrontare (assieme al bilancio di previsione e a quello consuntivo), comprendiamo le ragioni dell’atteggiamento provocatorio e non costruttivo avuto nei confronti del PDL nei momenti in cui si cercava di costruire un’alleanza che potesse rappresentare un’alternativa vincente per rimandare Nesladek a casa”.
“Dopo aver assistito nei mesi scorsi a qualche sospetta astensione, o a qualche assenza al momento del voto su atti importanti della maggioranza – proseguono i tre esponenti del PDL - ora si è formalizzato un sostegno politico che per ora non ha comportato una modificazione della giunta, che non può essere sottaciuto o nascosto ai cittadini”.
“Il PDL invece – aggiungono - in questi mesi ha ritenuto di svolgere un’opposizione costruttiva sui problemi quotidiani della gente che si è evidenziata su delibere significative come quella sulle antenne di Chiampore, sui finanziamenti per i progetti di Acquario, sul regolamento per i servizi e le forniture in economia fino a quella sul parere di VIA sulla centrale termoelettrica della Lucchini legata alla questione della Ferriera, ma sempre nel rispetto dei ruoli che l’elettorato ci ha affidato”.
“Non siamo certi che il voto favorevole alla delibera in questione sia stato veramente consapevole – commenta il coordinatore Grizon - in quanto vorrebbe dire che (dopo aver fatto campagna elettorale contro questa coalizione) i due consiglieri approvano e condividono ciò che l’amministrazione Nesladek ha fatto da gennaio ad oggi”. “Ma d’altra parte – prosegue Gretti - almeno per quanto riguarda Un’Altra Muggia l’uscita di oggi è in linea con le assenze al momento del voto di Un’Altra Trieste a Palazzo Cheba”.
“In questi primi cento giorni – prosegue Gretti - è stato comunque evidente il ruolo attivo dei consiglieri del nostro partito e al tempo stesso sconcertante il silenzio e l’assoluta mancanza di pro positività di Parlato e Tracogna rispetto ai temi di attualità e all’attività consiliare”.
“A ciò si è aggiunta l’estemporaneità di qualche recente sparata sulla stampa – ricorda Grizon - che ha confermato la mancanza di conoscenze dei problemi del territorio di qualche esponente locale della Lega Nord che non possiamo assolutamente condividere ne nei modi ne nei contenuti. Anziché proporre soluzioni a sostegno dei ristoratori e degli esercenti si è preferito fare accuse che finora non ci risultano provate”.
“Comunque auguri – concludono all’unisono Grizon, Gretti e Prodan, alla nuova “maggioranza anomala” di Muggia: ora almeno sappiamo chiaramente chi  rappresenta il centro destra e l’alternativa a questo centro sinistra”.

martedì 28 giugno 2011

"GIUNTA BASSA POROPAT, PROGRAMMA GENERICO E INCERTO"

Da Il Piccolo del 28 giugno 2011 - Pagina 19 - Cronaca Trieste

OPPOSIZIONI COMPATTE NELLA CRITICA
«Giunta Bassa Poropat, programma generico e incerto»


Uniti e compatti «per vigilare sull’operato della giunta guidata da Bassa Poropat, che ha già palesato fin dalle sue prime uscite una genericità di programmi e un’incertezza progettuale che fanno preoccupare». I rappresentanti dei cinque gruppi di opposizione in Consiglio provinciale si sono presentati assieme ieri per manifestare la loro comunità d’intenti nell’evidenziare «carenze e mancanza di chiarezza nel programma presentato dalla presidente». Claudio Grizon, esponente del Pdl, ha detto che «nel voto sul programma della maggioranza di centrosinistra Pdl e Lega Nord si sono espressi con il no, la lista Dipiazza e Giorgio Ret si sono astenuti. Avremmo potuto astenerci anche noi – ha precisato - se fossero arrivati segnali di disponibilità, per esempio sulla scelta del vicepresidente, come facemmo noi a suo tempo. Ma l’eccessiva vaghezza e la marcata visione ideologica – ha sottolineato – ci hanno impedito di farlo». Giorgio Rossi, della Lista Dipiazza, ha definito il programma del centrosinistra «un tema scolastico, appena sufficiente. Bassa Poropat resta troppo spesso nascosta sotto una sfera di cristallo, eppure riesce a ottenere voti pur sottraendosi alla disamina delle tematiche concrete. Il fatto è che prendere decisioni significa rischiare, esporsi al giudizio, allora meglio restare vaghi». Secondo Paolo Polidori, della Lega Nord, «è un segnale positivo il fatto che ci presentiamo tutti assieme come opposizione e così sarà per l’intero mandato di questa giunta, che setacceremo nel dettaglio. Il ruolo della Provincia deve essere chiarito e presto. La maggioranza deve affrontare i problema reali, per esempio indicando come vorrebbero fare la Tav». Francesco Cervesi, di Un’altra Trieste, ha ricordato che «è fondamentale partire tutti assieme come opposizione. Cercheremo di proporre sempre qualcosa, di certo il controllo sul modo di lavorare di questa maggioranza sarà inflessibile. La genericità del programma di Bassa Poropat – ha affermato – è forse voluta, per cercare di impedire che si possano formulare critiche molto specifiche. Mancano indirizzi precisi. Questo è un programma a rischio zero, ma significa anche non lavorare per la città». Giorgio Ret ha spiegato che «l'unità che abbiamo trovato nell'opposizione é dettata da una situazione contingente di difficoltà diffusa, di crisi economica. Questo significa anche che servono interventi concreti. Non basta formulare, com'è stato fatto, un programma di bei pensieri: serve anche indicare come si faranno le cose, come si affronteranno i principali temi sul tappeto, in sostanza un crono programma». Ugo Salvini

giovedì 7 aprile 2011

LA LEGA LASCIA SOLO IL PDL E LANCIA ITALO TRACOGNA

Da Il Piccolo del 7 aprile 2011 - Pagina 34 - Cronaca Trieste










La Lega lascia solo il Pdl e lancia Italo Tracogna

Il candidato triestino: «Ho lavorato sul territorio. Possiamo prendere il 15%»
Il centrodestra spaccato. Grizon: «Una scelta sciagurata quella del Carroccio»

di Riccardo Tosques

MUGGIA - Centrodestra compatto goodbye. Dopo la scissione di Un'altra Muggia ecco l'annuncio di una nuova (già minacciata più volte) spaccatura firmata Lega Nord. E mentre il Pdl brancola nel buio, senza un candidato né un programma, con il cellulare attaccato all'orecchio per capire i segnali che giungono dai palazzi romani, ora anche altri pezzi importanti rischiano di perdersi... Italo Tracogna, classe 1954, nato a Cormons ma residente a Trieste, sarà il candidato sindaco muggesano della Lega Nord. Imprenditore presso la srl Colorando, sposato e padre di due figli maschi, Tracogna, già consigliere nel direttivo degli Artigiani triestini della provincia e in quello della Piccola e Media Impresa, è entrato a far parte del Cda dell'Ezit "soffiando" il posto a Paolo Rovis. «Devo ricordare che ho lavorato per undici anni a Muggia e quindi conosco bene il territorio», spiega Tracogna, entrato a far parte del Carroccio meno di cinque anni or sono. Per ora il suo progetto è simile a quello proposto dal segretario comunale della Lega, Tullio Pantaleo: «La Lega Nord a Muggia può prendere anche il 15%, abbiamo un programma che sta per essere ultimato molto interessante, anche perché estremamente vicino ai bisogni del popolo». Sulla rottura con il Pdl Tracogna è sereno: «Noi combatteremo e faremo la nostra parte, sul resto posso dire che sono solo chiacchiere». E mentre il Carroccio se ne va, dal Pdl partono già le prime invettive. «Dopo averci attaccato per mesi, dandoci ultimatum per presentare il nostro candidato, dopo averci "consigliato" i suoi candidati preferiti, dopo un balletto di veti e di atteggiamenti discutibili che sanno molto della peggiore partitocrazia, che a parole dice di avversare, la Lega Nord correrà da sola con candidato sindaco il triestino Italo Tracogna», commenta il coordinatore del Pdl rivierasco Claudio Grizon. L'ex esponente della Democrazia cristiana ha rimarcata come questa sia una «decisione sciagurata in quanto a Muggia non c'è il doppio turno per cui non è possibile ricomporre la coalizione per il ballottaggio: a questo punto siano gli elettori a giudicare l'operato della Lega Nord». Grizon ha poi fatto un'analisi sul futuro dei padani a Muggia: «Per quanto mi riguarda credo che un voto alla Lega Nord a Muggia sia un voto sprecato in quanto con il suo modesto consenso non è in grado di superare il quorum per poter eleggere un consigliere che in questo caso potrebbe essere solo il candidato sindaco Tracogna».

mercoledì 6 aprile 2011

LA LEGA NORD ROMPE LA COALIZIONE DI CENTRO DESTRA E CANDIDA IL TRIESTINO TRACOGNA

La Lega Nord ieri pomeriggio ha rotto la coalizione di centro destra a Muggia e rischia di compromettere la possibilità di rimandare Nesladek a casa. Dopo averci attaccato per mesi sulla stampa, dandoci ultimatum per presentare il nostro candidato, dopo averci "consigliato" i suoi candidati preferiti, dopo un balletto di veti e di atteggiamenti discutibili che sanno molto della peggiore partitocrazia, che a parole dice di avversare, la Lega Nord correrà da sola con candidato sindaco il triestino Italo Tracogna, recentemente nominato nel cda dell'EZIT in quota "carroccio". Decisione sciagurata in quanto a Muggia non c'è il doppio turno per cui non è possibile ricomporre la coalizione per il ballottaggio. A questo punto siano gli elettori a giudicare l'operato della Lega Nord. Per quanto mi riguarda credo che un voto alla Lega Nord a Muggia sia un voto sprecato in quanto con il suo modesto consenso non è in grado di superare il quorum per poter eleggere un consigliere che in questo caso potrebbe essere solo il candidato sindaco Tracogna. 

mercoledì 30 marzo 2011

GRIZON ATTACCA LA LEGA: "PANTALEO AL BATTESIMO DELLA SEDE DEL PD"

Da Il Piccolo del 30 marzo 2011 - Pagina 46 - Cronaca Trieste

Grizon attacca la Lega: «Pantaleo al battesimo della sede del Pd»
E lui replica: «Per forza, è mia»

MUGGIA - Pdl e Lega Nord sono oramai ai ferri corti. Lo scontro frontale tra le due realtà del centrodestra rivierasco sta prendendo forme sempre più consistenti in seguito alla divisione tra il coordinatore pidiellino Claudio Grizon ed il segretario comunale del Carroccio Tullio Pantaleo. L'ultima polemica è stata innescata da Grizon, il quale ha denunciato la presenza del dirigente padano all'inaugurazione della nuova sede del Pd in calle Tiepolo. «Cosa abbia fatto Tullio Pantaleo in questi cinque anni in cui il centro destra è stato impegnato nell'opposizione alla maggioranza guidata da Nerio Nesladek non ci è ben chiaro - tuona Grizon -. Rarissime le sue dichiarazioni rilasciate alla stampa e, a dir il vero, alquanto sconclusionate e "fuori dal coro" rispetto alle posizioni delle forze politiche di centro destra con le quali la Lega condivide responsabilità nel governo nazionale e regionale». Il consigliere in quota a Forza Italia ha poi evidenziato come «non poca sorpresa e perplessità ha assunto oltretutto la recente "promozione" di Pantaleo da responsabile della segreteria della Lega Nord triestina a vice presidente dell'Ater di Trieste, al punto che alcuni hanno considerato questa nomina come un modo di precludergli altre candidature a Muggia». Secca la replica di Pantaleo: «Il signor Grizon è solito contraddistinguersi per un'arroganza politica non solo verso gli avversari, ma anche verso i suoi possibili alleati. Anche per questo motivo la Lega non l'ha voluto come candidato sindaco e spero che chi di dovere si ravveda dall'affidargli ruoli importanti all'interno della Provincia. Ad ogni modo - prosegue Pantaleo - per quanto riguarda la mia presenza all'inaugurazione della sede del Partito Democratico questa non aveva alcun connotato politico: essendo io proprietario dell'immobile nel quale il Pd si è insediato mi è parso corretto prendere parte alla festa d'inaugurazione». Riccardo Tosques

lunedì 28 marzo 2011

LA LEGA NORD LODA L'OPERATO DI NESLADEK: "PERSONA VALIDA"

LA NOTA
Cosa abbia fatto Tullio Pantaleo, segretario e candidato sindaco della Lega Nord, in questi cinque anni in cui il centro destra è stato impegnato nell'opposizione alla maggioranza guidata da Nerio Nesladek, non ci è ben chiaro. Rarissime le sue dichiarazioni rilasciate alla stampa e, a dir il vero, alquanto sconclusionate e "fuori dal coro" rispetto alle posizioni delle forze politiche di centro destra con le quali la Lega condivide responsabilità nel governo nazionale e regionale.
Non poca sorpresa e perplessità ha assunto oltretutto la recente "promozione" di Pantaleo da responsabile della segreteria della Lega Nord triestina a vice presidente dell'ATER di Trieste, al punto che alcuni hanno considerato questa nomina come un modo di precludergli altre candidature a Muggia. Invece "il nostro", non pago della vice presidenza dell'ATER, sembra che abbia posto con forza la sua candidatura a sindaco di Muggia dopo aver alimentato per mesi inutili e squalificanti polemiche con il PDL muggesano.
Pertanto vista la sua candidatura ormai data per certa riteniamo utile ricordare ai muggesani e agli alleati alcune chicche di cui si è reso protagonista Pantaleo in questi anni. 
Nel luglio del 2006, dopo 100 giorni di amministrazione Nesladek, dalle colonne del Piccolo sbaloridiva tutti dichiarando che "il sindaco è una persona validissima, una figura cordiale, che piace a noi muggesani. È sempre presente, impegnato a risolvere i problemi dei cittadini", nel luglio 2008 invece giudicava positivamente i posteggi gratuiti voluti da Nesladek dicendo che certamente i cittadini non boccheggiavano di nostalgia per le scelte della precedente amministrazione. Nel novembre 2009 invece Pantaleo (unico esponente di opposizione) si faceva notare per la sua lungimirante scelta di entrare a far parte di un Comitato voluto da Rifondazione Comunista  e dalla maggioranza contro i progetti per i rigassificatori di GNL che non si sa bene cosa abbia fatto.
L'ultima "perla" di Pantaleo è stata la partecipazione all'inaugurazione della sede del PD di Muggia, riteniamo in rappresentanza della Lega, dove certamente si sarà amabilmente intrattenuto con il Nesladel con qualche "caliceto", il sindaco "sempre presente, impegnato a risolvere i problemi dei muggesani".  
A questo punto ci chiediamo se Pantaleo voglia candidarsi per far perdere il centro destra o per far vincere Nesladek?

Claudio Grizon
   

Da Il Piccolo del 27 luglio 2006 — Pagina 24

La Lega Nord loda l’operato di Nesladek: «Persona valida»

MUGGIA - La sezione muggesana della Lega Nord critica i colleghi della Casa delle libertà, «litigiosi e alla ricerca della visibilità personale» anche ora che non sono al governo della cittadina. E giudica positivamente la nuova amministrazione. Una posizione alquanto singolare, ma in nome della «coerenza tipica della Lega», il responsabile cittadino del Carroccio, Tullio Pantaleo, in una nota, afferma: «Se dovessi dare un giudizio sui primi cento giorni della nuova giunta, non sarei polemico e di parte. Il sindaco è una persona validissima, una figura cordiale, che piace a noi muggesani. È sempre presente, impegnato a risolvere i problemi dei cittadini, pronto a dare una risposta a chiunque lo interpelli. Sono sicuro che Muggia è in buone mani per i prossimi quattro anni». E dedica buone parole anche alla sua squadra: «Ci sono anche delle donne in giunta, che hanno grinta e voglia di fare». Pantaleo, in questa inaspettata lode alla amministrazione avversaria, fa esempi concreti: «I parcheggi gratuiti a Caliterna sono una decisione che condivido, a favore dei residenti in centro. Sono un inizio benaugurante per questa amministrazione. Così come il ritorno dei chioschi nella loro primitiva collocazione.
Consiglierei a questa giunta – aggiunge Pantaleo – di dare più attenzione ai cittadini ultracinquantenni disoccupati, di creare per loro delle possibilità di lavoro». La Lega, alle elezioni di aprile, si era schierata con una lista autonoma accanto al candidato Lorenzo Gasperini, anche se in un primo periodo sembrava volesse distanziarsi dall’ex sindaco. Per il Carroccio, quasi il tre per cento dei consensi, per i quali Pantaleo ringrazia gli elettori. Ma critica i colleghi: «Per noi, pur se siamo alleati leali, non c’è mai stato posto».
s.re.

Da Il Piccolo dell'8 luglio 2008 — Pagina 23

La Lega muggesana: «Ok i parcheggi gratis»

MUGGIA - La Sezione di Muggia del partito della Lega Nord interviene dopo la conferenza stampa dell’opposizione critica sul Bilancio e altre azioni della giunta Nesladek. «Abbiamo certamente notato un certo disorientamento della giunta, dovuto a inesperienza di una parte dei suoi componenti - afferma il coordinatore Tullio Pantaleo - che si riflette sulla conduzione della politica locale. Per il Piano parcheggi, giudicato dal coordinatore forzista Grizon ”in ritardo”, invece, pensiamo che i cittadini di Muggia ringrazino di avere beneficiato di posteggi gratis in questi due anni. Pare che non stiano boccheggiando di nostalgia per le gestioni di un recente passato caratterizzato da strisce blu e distributori di tichet».


Da Il Piccolo del 22 novembre 2009 — Pagina 20
Muggia, la Lega entra nel comitato per il no

MUGGIA - Inedita ”alleanza” a Muggia contro il rigassificatore. La sezione della Lega Nord, ignorando il monito di Isidoro Gottardo, secondo il quale opporsi al rigassificatore equivarrebbe a mettersi in contrasto con il Pdl, entra nel comitato impegnato nella raccolta di firme per dire no all'impianto di rigassificazione, comitato del quale, a livello politico, facevano parte finora solo forze della maggioranza.
La lotta al rigassificatore, almeno a Muggia, si fa quindi trasversale, con il comitato promotore, costituito dalle segreterie dei partiti del centrosinistra, che si apre anche a un partito d'opposizione.
Il segretario della sezione comunale della Lega Nord, Tullio Pantaleo, precisa: «Ci uniamo non solo alle forze politiche ma a tutte le associazioni che, per i motivi noti e descritti nella petizione, si schierano contro l'impianto». Nessuna apertura, ma «un atto di semplice coerenza. Ricordiamo che più volte, e in tempi precedenti alle parole di Gottardo, l'intero Consiglio comunale muggesano - e quindi anche le forze dell'opposizione - aveva votato compatto contro l'impianto di rigassificazione di Zaule».
Di fatto, comunque, la posizione leghista a Muggia si scontra con quella regionale. Pantaleo non intende rispondere direttamente a Gottardo, ma ribadisce che «la sezione muggesana della Lega proseguirà per la sua strada, informando i cittadini sulla pericolosità dell'impianto di Zaule e raccogliendo altre firme». Il gazebo per la raccolta sarà allestito in piazza della Repubblica ogni giovedì dalle 9 alle 13.
«La sezione locale della Lega aveva attivato autonomamente un banchetto di raccolta – commenta il portavoce del comitato, Maurizio Coslovich – e ci ha chiesto di unire le firme. Nell'interesse comune il suo ingresso è stata accettato. Auspichiamo la partecipazione anche di altre realtà politiche, sociali, sportive ed economiche».
Gianfranco Terzoli


venerdì 25 marzo 2011

GRIZON BOCCIA CIGUI: "IL CANDIDATO IDEALE E' L'EX AN PRODAN

LA NOTA
Grizon non boccia nessuno. Tantomeno Paolo Cigui che è una risorsa importante per la coalizione. Le mie sono solo proposte personali al di fuori dal ruolo di coordinatore del PDL. Sto lavorando assieme agli amici Savino, Tononi, Gretti e al coordinamento per la sintesi finale. 

Da Il Piccolo di venerdì 25 marzo 2011 - Pagina 36 - Cronaca Trieste

IL COORDINATORE DEL PDL

Grizon boccia Cigui: «Il candidato ideale è l'ex An Prodan»

di Riccardo Tosques

MUGGIA - Ha deciso di ritirare una sua possibile candidatura a sindaco di Muggia ma rimane strettamente ancorato al suo ruolo di coordinatore comunale del Pdl. Claudio Grizon racconta il delicato momento del suo partito non allineandosi sulla proposta di candidare Paolo Cigui. Grizon, se avesse il potere di decidere in maniera autonoma, chi investirebbe come antiNesladek alle prossime elezioni? Innanzitutto se fosse dipeso da me, in una situazione politica più serena, avrei scelto il nome per tempo, coinvolgendo la coalizione, guardando alle capacità, all'impegno dimostrato ed in generale alle caratteristiche di merito. Premettendo che noi non siamo "anti" nessuno ma "per Muggia" nel Pdl muggesano sceglierei l'amico Paolo Prodan: è quello che ha maggior attitudine ed esperienza. Fuori dai partiti, in particolare per il suo entusiasmo, per le sue caratteristiche umane e per l'amicizia che ci lega, sceglierei invece Massimo Santorelli, presidente dell'Associazione delle Compagnie del Carnevale e consigliere uscente indipendente del gruppo FI. Per questioni affettive invece avrei scelto il caro amico Paolo Volsi che purtroppo non è più con noi. Paolo sarebbe stato un ottimo sindaco. Vi sono margini di stabilire una condivisione di vedute con Un'altra Muggia e Lega Nord? La Lega Nord è il nostro principale alleato. Ci aspettiamo che sappia dimostrare anche a Muggia cultura di governo e senso di responsabilità per unire la coalizione attorno al candidato sindaco. che proporremo. La presenza di Un'altra Muggia purtroppo è conseguenza solo di logiche legate alla politica triestina, e non certo dei rapporti nell'ambito del centro destra muggesano: da questa dipende e ad essa va ricondotta. Auspichiamo comunque che il centro destra possa presentarsi compatto anche con la loro presenza. Come giudica il cecchinaggio avvenuto nei suoi confronti da parte di esponenti del centrodestra, molti dei quali della sua coalizione? Sono molto sereno perché da tempo ho imparato a distinguere nella mia attività politica ed amministrativa quali sono i miei alleati e quali invece sono gli esponenti politici da avversare. Altri evidentemente confondono ancora i due ruoli ed i loro veri protagonisti. Ma sono ottimista per il futuro. D'altra parte che credibilità può avere chi non ha fatto quasi nulla in consiglio comunale ed ha intrapreso un percorso autonomo che lo porta fuori dal partito, chi pensa di risolvere i problemi di lavoro candidandosi a sindaco, chi si fa travolgere dalla propria ambizione o chi ha messo veti su tutti? E' vero che ha deciso di abbandonare la corsa alla poltrona di sindaco perché ci sono dei progetti futuri in Provincia? Dopo tre mandati in Provincia, assieme a pochi altri amici, credo di aver maturato memoria storica ed una conoscenza dell'Ente che potrebbe rivelarsi ancora utile. Se vinceremo le elezioni provinciali, come auspico, e se Giorgio Ret ed il partito lo riterranno io sarò a loro disposizione. Non spetta comunque a me definire ipotesi per il futuro che oggi sono oltretutto premature. Per ora riconfermo la mia disponibilità a sostenere il candidato sindaco che sarà scelto, eventualmente come capo lista del Pdl affinché nessuno pensi ad un mio disimpegno, e a candidarmi in Provincia per sostenere con entusiasmo l'amico Giorgio Ret.

venerdì 11 febbraio 2011

PARLATO CANDIDATO SINDACO? NON SE NE PARLA

Da Il Piccolo dell' 11 febbraio 2011 - Pagina 20 - Trieste

Parlato candidato sindaco? Non se ne parla
Lega, Udc e Lista per Muggia negano l’assist all’esponente bandelliano

MUGGIA «Tutti noi abbiamo espresso la nostra assoluta perplessità sulla candidatura di Parlato, non ritenendolo persona adatta a catalizzare il consenso dei muggesani». Inattesa smentita da parte di tre dei partecipanti alla riunione indetta un paio di giorni fa da Un'altra Muggia per cercare di creare coesione attorno al centrodestra in vista delle prossime elezioni. Al vertice indetto dai bandelliani avevano preso parte anche Italo Santoro (UdC), Tullio Pantaleo (Lega Nord), Roberta Vlahov e Italico Stener (Lista per Muggia) che evidentemente non hanno gradito il resoconto fornito da Un'altra Muggia che aveva evidenziato il sostegno di tutti i presenti al candidato sindaco Ferdinando Parlato.
«Spiace constatare che le impressioni raccolte da Un'altra Muggia sulla riunione di qualche sera fa, non siano affatto quelle del resto dei convenuti all’incontro», spiegano i quattro esponenti del centrodestra. «Noi abbiamo partecipato per sentire quali sarebbero state le proposte, i programmi e i progetti da cui partire, per un eventuale accordo e sempre avendo ben chiaro il concetto secondo cui se non si esprime un unico candidato non si può vincere, visto il turno unico elettorale e viste le dichiarazioni di Parlato sul voler correre da soli qualora non ci si conformi alla sua persona: dobbiamo dolerci del fatto che un’altra Muggia, così facendo, può riconsegnare la nostra cittadina al centrosinistra e di ciò dovrà rispondere ai muggesani».
La scelta del candidato sindaco, spiegano Santoro, Pantaleo, Vlahov e Stener, deve essere «frutto di condivisione e confronto tra tutte le parti che compongono uno schieramento, di destra o di sinistra che sia, non un’imposizione a cui sottostare senza possibilità di esprimere anche quanto chiesto dalla gente, ovvero da chi metterà la propria scheda nell’urna». Alla riunione ha partecipato anche, in rappresentanza della Lista per Muggia, Italico Stener, che sottolinea come il resoconto dei bandelliani «travisi totalmente la realtà dei fatti: la riunione di martedì scorso avrebbe dovuto avere lo scopo di compattare tutte le forze del centro destra, partendo da posizioni paritetiche, ma l’esito è stato inconcludente per la pervicace decisione di Un’Altra Muggia di esigere Parlato come unico candidato».
Aspre critiche sono poi giunte anche dal Pdl. «Il continuo attacco, in questi mesi, al partito che rappresenta la maggioranza all’interno del centro destra è sintomo di assoluta mancanza d’idee e proposte alternative - spiega il coordinamento del Pdl muggesano - Prendiamo atto, con estremo rammarico, che gran parte dell’incontro voluto e organizzato da Un’altra Muggia è stato utilizzato solo per screditare il nostro partito». All’incontro erano presenti Daniele Mosetti e Rita Rapotez, «non a titolo personale, ma a pieno titolo di rappresentanza, del Coordinamento locale proprio in dimostrazione dell’apertura fatta dal Pdl nei confronti di un movimento poco radicato sul nostro territorio, che deve attingere da Trieste il proprio capolista, Salvatore Porro, candidato anche a Trieste con il solo intento di prendere in giro gli elettori essendo incompatibile l’eventuale elezione in due consigli comunali». (ri.to.)

lunedì 25 ottobre 2010

BASOVIZZA, IL VESSILLO COL SOLE PADANO SVENTOLA AL POSTO DEL TRICOLORE

LA NOTA
Riteniamo che il fatto riportato da Il Piccolo oggi sia inqualificabile, uno sfregio al valore della bandiera italiana e a quanti sono morti per difenderla.


BLITZ LEGHISTA
Basovizza, il vessillo col Sole padano sventola al posto del Tricolore

Blitz "targato" Lega al confine italo-sloveno, alle spalle di Trieste. Rimosso il Tricolore dall'asta della bandiera del valico di frontiera, alcuni attivisti hanno issato il vessillo bianco e verde col Sole delle Alpi, simbolo padano che ha contrassegnato per 700 volte la scuola pubblica di Adro. La bandiera italiana è stata poi rimessa a posto dai carabinieri.