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domenica 19 giugno 2016

DA 32 A 29 LE DELEGHE DELLA NUOVA GIUNTA MARZI: CONTINUITA’ E MAGGIOR SOBRIETA’ NELLO STILE DEL NEO SINDACO

MuggiaDopo la politica del cuore e delle emozioni a cui ci ha abituati il neo sindaco Laura Marzi dall’analisi delle deleghe attribuite nei giorni scorsi alla giunta ci pare di poter riconoscerle anche un nuovo stile unito a una certa sobrietà.
Rispetto alle 32 deleghe che l’ex sindaco Nerio Nesladek attribuì alla sua giunta all’inizio del secondo mandato con la Marzi siamo scesi a 29 e, anche se rimangono alcune deleghe che paiono solo enunciazioni di principio, come avvenne 5 anni orsono, lo stile di Laura Marzi pare comunque più sobrio.
Il neo vice sindaco Francesco Bussani
Per quanto riguarda le deleghe che il sindaco ha conservato per se siamo in sostanziale continuità con Nesladek. Avrei preferito che la Marzi legasse a se i referati che impattano sull’economia, unendo ai “rapporti Istituzionali, internazionali e transfrontalieri”, che sono di rito prerogativa del sindaco, quelli su “Porto, Ex Ezit e sviluppo economico”. Ma immagino che l’esigenza di mantenere certi equilibri l’ha portata a questa soluzione.
Comunque sia ritengo che gli incarichi, le deleghe in questo caso, non valgono in quanto tali, ma per quanto un assessore è capace di valorizzarle rispetto all’interesse della comunità. E quindi li vedremo all’opera.
Qualcuno, probabilmente, prima o poi, lamenterà la mancanza di una delega alla “sicurezza” che ovviamente, per quanto di competenza, sta già nella “polizia locale” di Decolle. Per tutto il resto ci sono i Carabinieri e la Polizia e, se serve la Guardia di Finanza.
Nella nuova giunta ci sono 5 su 7 new entry. A preoccuparmi in particolare però sono le deleghe al “bilancio e tributi” e quella all’ ”ambiente”. Sono tematiche importantissime e molto tecniche che in assenza assoluta di esperienza amministrativa potrebbero costituire un problema.
Alcune curiosità
Sparisce la delega cara a Nesladek ai “rapporti con l’Alpe Adria” che gli era valsa soltanto l’attribuzione dell’ironico titolo di “ministro degli esteri”. Vista la crisi sparisce anche la delega al “commercio” che giustamente è ricompresa nelle “attività produttive” ma sarebbe stato ancora meglio se fosse stata denominata “sviluppo economico”
Sparisce, fortunatamente, l’assurda delega alle “politiche del lavoro”, affidata a Stefano Decolle, che 5 anni fa erano per altro ancora di competenza della Provincia e da quasi un anno sono tornate in Regione.
Stefano Decolle
Non è chiaro il perché di una delega al “paesaggio” affidata a Francesco Bussani, quando è sempre stata parte dell’ ”urbanistica”.
Un’altra delega a cui Nesladek era affezionato era quella dell’ ”avvocatura civica” che la Marzi l’ha fatta più appropriatamente rientrare negli “affari generali” di Decolle.
Spariscono i “grandi eventi”, forse anche perché di questi tempi sarà difficile realizzarne.
Se da un lato l’istituzione di una delega all’ “igiene urbana” abbinata all’ “ambiente” affidata alla moglie dell’ex sindaco Laura Littieri può sembrare opportuna nel contempo rischia di confermare l’esigenza di un maggior impegno nella pulizia della cittadina, specie in periferia, e nel prevenire l’incuria del territorio. 
Ritorna, ma cambia nome, la “democrazia partecipata” già nelle mani dell’ex assessore Fabio  Longo, nell’altrettanto retorica “cittadinanza attiva” affidata ancora alla Littieri.  
Viene riproposta per Mirna Viola la “borghi e frazioni” che nei 5 anni trascorsi è parsa più che altro un’enunciazione di principio e temo che rimarrà tale.
Comunque sia questo potrebbe non essere l’assetto definitivo della giunta per quanto riguarda le deleghe. Potrebbero essere necessari dei cambiamenti se dovesse realizzarsi l’UTI - Unione Territoriale Comunale Giuliana. Ma questo è un altro tema anche se ritornerà a breve nell’agenda del sindaco e del consiglio comunale di Muggia.

Claudio Grizon
Consigliere della Provincia di Trieste PDL


LA GIUNTA DEL SINDACO LAURA MARZI

Sindaco

Laura Marzi
Rapporti Istituzionali, Rapporti Internazionali e Transfrontalieri, Progetti europei, Porto, Comunicazione e Smart City

Vice Sindaco

Francesco Bussani – Partito Democratico
Lavori Pubblici e Reti, Urbanistica e Viabilità, Paesaggio, SUAP e Attività Produttive

Assessori

Stefano Decolle - Partito Democratico
Affari Generali, Risorse Umane, Polizia locale, Valorizzazione e Manutenzione Patrimonio, Turismo e Promozione della Città, Carnevale

Laura Littieri - Partito Democratico
Ambiente e Igiene Urbana, Verde Pubblico e Orti Urbani, Pari Opportunità, Cittadinanza Attiva

Mirna Viola – Partito Democratico
Bilancio e Tributi, Associazionismo, Borghi e Frazioni, Rapporti con la Comunità Slovena

Tullio Bellen – Cittadini per Muggia
Sport, Cultura, Protezione Civile

Luca Gandini - SEL
Politiche sociali, Politiche giovanili, Istruzione e Scuole

giovedì 9 giugno 2016

PRIMO CONSIGLIO COMUNALE: DA VERIFICARE LE INCOMPATIBILITA’ DEGLI ELETTI


Non c’è tempo da perdere. L’agenda politica e gli adempimenti che il sindaco Laura Marzi ha da affrontare sono pesanti e non consentono distrazioni.
Il nuovo consiglio, infatti, dovrà essere convocato a brevissimo, entro dieci giorni dalla proclamazione degli eletti per svolgersi poi entro i successivi dieci: all’ordine del giorno gli adempimenti di rito legati all’insediamento e in quello successivo l’approvazione della relazione programmatica del neo sindaco Laura Marzi.
Al primo punto quindi la verifica dell’eleggibilità dei consiglieri a cui farà seguito il giuramento del sindaco, l’elezione della commissione elettorale comunale e la comunicazione della composizione della giunta da parte del sindaco Marzi.
Sarà da verificare l’assenza di reclami su cause ostative all’esercizio dell’elettorato passivo dei suoi componenti e, qualora venissero contestate cause di ineleggibilità sopravvenute dopo l’elezione o cause di incompatibilità, dovrà essere avviata la procedura durante la quale gli interessati potranno eliminare tali condizioni, pena la decadenza.
Stando alle notizie comparse sulla stampa andrebbe probabilmente verificata la compatibilità di alcuni eletti con i loro ruoli professionali.
Il consigliere dei Cittadini Roberto Rosca è infatti <Azienda Sanitaria
>> e parrebbe che la stessa gli abbia attribuito un ruolo di rappresentanza per i rapporti con il Comune di Muggia anche per il progetto “Verde Muggia”.
Per Sel invece è stato eletto Antonino Ferraro, noto <>, dipendente della stessa cooperativa incaricata dei servizi di gestione.
Stefano Norbedo, consigliere Forza Italia – Lista Dipiazza invece è <> che notoriamente è incaricata di pubblici servizi per il Comune.
Recentemente in Comune ho posto in evidenza la decadenza da presidente della Consulta dello Sport dell’ex consigliere Igor Donadel che dopo la mia interrogazione è stata riconosciuta. Ora spero che il nuovo consiglio vorrà fare chiarezza fin da subito sulle eventuali incompatibilità che il legislatore ha normato.

Claudio Grizon

lunedì 6 giugno 2016

DIPIAZZA HA PERSO MUGGIA, LAURA MARZI E’ IL NUOVO SINDACO

Come avevo previsto sulla mia pagina facebook, prima dell’inizio dello spoglio dei voti, Laura Marzi, ha vinto la competizione elettorale e sarà sindaco di Muggia per i prossimi cinque anni.
Questa non è stata la mia campagna elettorale, lo si sapeva, ma purtroppo devo notare che Roberto Dipiazza ha fatto perdere al centrodestra, diviso, l'opportunità di tornare alla guida della cittadina. 
Le divisioni scaturite, infatti, nell’area moderata dopo l’imposizione del suo “candidato “garantito”, pur dopo un testa a testa dovuto a voti mancanti nelle file del Pd, hanno dato modo a Laura Marzi di vincere comunque.
Devo riconoscere che la vittoria di Laura Marzi non era per nulla scontata. Dopo aver superato le primarie di coalizione contro il sindaco “designato” Valentina Parapat del Pd ho intuito che la campagna elettorale non sarebbe stata per lei una passeggiata. Credo che dalla lettura dei voti si possa intuire che c’è ancora qualche mal di pancia nelle file del Pd.
Scontata mi parrebbe a questo punto l’investitura di Stefano Decolle a vice sindaco.
Sono state elezioni che comunque sia andata lasceranno il segno su vari fronti. L’area ex Pdl ha perso il 10% dei voti, il Pd il 12% e qualcosa anche la Lega Nord che avrei dato in ascesa. 
Da uomo di centro destra non posso certo dire di essere felice di quanto successo, anche se in qualche modo poso dire di averlo immaginato alla luce dei fatti. 

Claudio Grizon
Consigliere Comunale di Muggia uscente per il PDL

martedì 17 maggio 2016

GRIZON (PDL) AVEVA RAGIONE, IL COMUNE CONFERMA: “IL PRESIDENTE DONADEL E’ DECADUTO, VERRA’ REGOLARIZZATA LA SITUAZIONE”

CONSULTA DELLO SPORT

“Come asserivo nella mia interrogazione un mese fa il consigliere del PD Igor Donadel, non avrebbe potuto rappresentare il Muggia Calcio e presiedere la Consulta dello Sport fin dal 31 luglio 2015, ovvero da quando la sua squadra non ha più rinnovato l’iscrizione al campionato dopo la nota crisi della società”.
Commenta così Claudio Grizon, consigliere comunale muggesano per il Pdl, la risposta ricevuta dall’assessore allo sport Laura Marzi, a seguito delle verifiche degli uffici comunali.
In sostanza, secondo l’esponente del centro destra, “l’errore formale sulla mancata verifica dei requisiti sembra attribuito agli uffici comunali ma in realtà il Muggia Calcio e Donadel non potevano non sapere di non possedere più i requisiti e di essersi posti al di fuori dei regolamenti”.
“Il vero problema è che il Comune – ricorda Grizon - per troppo tempo ha tollerato da parte del Muggia Calcio una gestione dello stadio poco trasparente collassata poi per i debiti con Equitalia dove la sua dirigenza, in cui hanno spesso operato esponenti di primo piano del Pd, ora rappresentato sia Donadel e il capo gruppo PD Riccardo Bensi, sembrava quasi sopra ad ogni cosa”.
“Ringrazio il vice sindaco Laura Marzi – conclude il consigliere - per l’onesta e la determinazione con cui ha voluto fare chiarezza su questa vicenda che, pur non essendo gravissima, evidenzia uno stile ed un modo di governare che non ci appartiene”. 

martedì 19 aprile 2016

CONSULTA DELLO SPORT, PRESIDENZA SOTTO TIRO

Da Il Piccolo del 19 aprile 2016 - Pagina Provincia

Consulta dello sport, presidenza sotto tiro

Il Pdl: «Discutibili i criteri sulle incompatibilità in Consiglio». Ma Marzi non ci sta: «Il caso non esiste»

di Riccardo Tosques

MUGGIA - Chi rappresenta in seno alla Consulta dello sport di Muggia il suo presidente Igor Donadel, consigliere comunale del Partito democratico? È il quesito posto da Claudio Grizon, consigliere comunale del Pdl, in un’interrogazione scritta, a seguito della recente approvazione del nuovo regolamento della Consulta da parte del Consiglio comunale. 
«Donadel - riferisce il consigliere - è stato eletto presidente della Consulta il 17 giugno 2015, a maggioranza, con dieci voti su sedici, a seguito delle dimissioni del presidente Fulvio Strain quale rappresentante del Muggia Calcio. Considerato che la stessa associazione non esiste più, mi chiedo per quale motivo non ne è stata dichiarata la decadenza. Da quanto ci risulta, il Muggia Calcio - aggiunge Grizon - dopo l’infelice gestione dello stadio comunale e i debiti cumulati con Equitalia, ha chiuso ogni attività: infatti l’ultimo post sulla sua pagina Facebook risale al 28 agosto 2014, il sito Internet non risulta più visibile e non pare più aderente ad alcuna Federazione. Mi chiedo pertanto per quale motivo - ironizza Grizon - nel centrosinistra si usano criteri diversi sulle incompatibilità: per quella presunta della consigliera Marina Busan, quale presidente di un’associazione di genitori, sono state sollecitate le dimissioni mentre la decadenza dall’incarico di Donadel non è mai stata sottolineata dal Pd né dal vicesindaco Laura Marzi e neppure dagli uffici comunali ai quali è demandata per regolamento la vigilanza in materia anche sulla base delle disposizioni del nuovo regolamento». 
Pronta la replica del Comune. «Il Muggia Calcio non esiste più? Assolutamente falso. Semplicemente ha scelto di non iscriversi al campionato in corso, ma ciò non comporta la perdita dei suoi requisiti tra cui l’affiliazione alla Figc», spiega l'assessore allo Sport Laura Marzi che replica alle accuse di Grizon. 
«La Consulta dello sport non ha una convenzione con il Comune, non produce atti né riceve finanziamenti. La ludoteca Fantamondo sì: per questo la consigliera Marina Busan, quale presidente di quell’associazione di genitori, si è trovata in una situazione di certa - non presunta - incompatibilità». 
Marzi infine ha evidenziato che «pur non essendo assolutamente necessario, per eccesso di zelo ed etica personale, il consigliere Donadel aveva presentato le proprie dimissioni alla Consulta dello sport». Dimissioni che non sono state accettate dai membri dell’organo. A chiudere la vicenda è lo stesso consigliere comunale del Partito democratico, Igor Donadel. «Quando sono subentrato nell’agosto 2015 in Consiglio comunale, una delle prime cose che ho fatto è chiedere al segretario comunale Terranova se il mio ruolo di presidente della Consulta fosse incompatibile come il nuovo ruolo di consigliere comunale. Ho ricevuto risposta negativa. Per correttezza ulteriore ho rassegnato le mie dimissioni alla Consulta che all’unanimità le ha respinte».

domenica 10 aprile 2016

CONSULTA DELLO SPORT, GRIZON (PDL): “IL PRESIDENTE DONADEL E’ DECADUTO MA IL PD FA FINTA DI NULLA”

"Chi rappresenta in seno alla Consulta dello Sport di Muggia il suo presidente Igor Donadel, consigliere comunale del PD?"
Se lo chiede Claudio Grizon, consigliere comunale del Pdl, a seguito della recente approvazione del nuovo regolamento della consulta da parte del consiglio comunale.
"Donadel – riferisce il consigliere Grizon – è stato eletto presidente della Consulta il 17 giugno 2015, a maggioranza, con dieci voti su sedici, a seguito delle dimissioni del presidente Fulvio Strain, quale rappresentante dell’ASD Muggia Calcio ma, considerato che la stessa associazione non esiste più, mi chiedo per quale motivo non ne è stata dichiarata la decadenza?" 
"Il regolamento – spiega l’esponente del centro destra - prevede che per far parte della Consulta è necessario che l’associazione sia “ufficialmente riconosciuta e affiliata alla rispettiva Federazione” e oltretutto che “l’aggiornamento costante della sua composizione avviene con atto del Responsabile del Servizio”: non mi risulta che ciò sia stato fatto".
"Da quanto ci risulta il Muggia Calcio – aggiunge Grizon - dopo l’infelice gestione dello stadio comunale, ed i debiti cumulati con Equitalia, ha chiuso ogni attività: infatti l’ultimo post sulla sua pagina Facebook risale al 28 agosto 2014, il sito internet non risulta più visibile e non pare più aderente ad alcuna Federazione".
"Mi chiedo pertanto per quale motivo – ironizza Grizon – nel centro sinistra ci usano criteri diversi sulle incompatibilità: per quella presunta della consigliera Marina Busan, quale presidente di una associazione di genitori (la ludoteca “Fantamondo” è un centro bambini-genitori che opera su base volontaria in collaborazione con il Comune) sono state sollecitate le dimissioni mentre la decadenza dell’incarico di Donadel non è mai stata sottolineata dal Pd ne dal vicesindaco Laura Marzi e neppure dagli uffici comunali ai quali è demandata per regolamento la vigilanza in materia anche sulla base delle disposizioni del nuovo regolamento?".
"Nulla di personale nei confronti del collega Donadel, sia chiaro, ma a questo punto – conclude Grizon – chiedo all’amministrazione chiarezza e trasparenza e se corrisponde al vero che il Muggia Calcio ha cessato attività e rinunciato all’adesione alle Federazione Calcio? In caso affermativo, come è ovvio che sia, mi aspetto l’atto di revoca dell’incarico a Donadel e la dichiarazione di nullità di ogni eventuale atto da lui sottoscritto da quando il Muggia Calcio ha cessato le attività: ma dal mio punto di vista Donadel potrebbe elegantemente risolvere la questione con le sue dimissioni”.

venerdì 11 marzo 2016

IL PORNO TEO-KOLOSSAL DI PASOLINI A MUGGIA TRA UTOPIE, BLASFEMIE ED EROTISMO

La Regione sponsor dello spettacolo con il Patrocinio del Comune
Grizon (Pdl): “un evento che celebra una “cultura” che non ci appartiene e che ci disgusta profondamente”

Lo spettacolo Porno-Teo-Kolossal, tratto da un testo di Pier Paolo Pasolini, che ha debuttato il 26 febbraio scorso al Teatro Verdi di Muggia, in prima regionale, nell’ambito della stagione di Muggia Teatro Cabaret, come si legge sul sito www.pierpaolopasolini.eu, è una sceneggiatura per “un film sull'ideologia” che doveva rappresentare tre diversi tipi di utopia, legati a un passato paleoindustriale, a un presente neocapitalistico e a un futuro tecnocratico, inesorabilmente destinati a fallire attraverso catastrofi apocalittiche che avrebbero condotto alla fine anche dell'ultima utopia: quella della Fede.

L’evento, proposto dalla Golden Show di Alessandro Gilleri e realizzato dall'Associazione Culturale Tinaos, godeva del patrocinio del Comune di Muggia oltre che del contributo della Regione FVG targata Pd-Serracchiani.

Il testo, si legge, “sviluppa attraverso un viaggio fantastico e allucinato (…) che si dirige verso il luogo dove è nato il Messia. La ragione del pellegrinaggio della coppia servo-padrone riposa dunque su una speranza di carattere religioso (l'avvento del Salvatore) e non più su una delusione di natura politica (la fine del marxismo), tanto che il "viaggio" attraverso tre città metafora con una destinazione finale in Oriente si trasforma nella presa di coscienza di una "realtà" che coincide con la fine di ogni utopia”.

Sono rimasto sconcertato nell’apprendere, sempre dalle “Pagine Corsare” dallo stesso sito,  che “ciò che risulta più significativo, comunque, è il fatto che per raccontare una storia di forte impianto ideologico-simbolico, in cui vengono contaminati generi diversi (la fiaba magica, il racconto picaresco, il racconto erotico, l'apologo biblico), Pasolini adotta quasi esclusivamente il linguaggio del corpo, sviluppandone tutti gli aspetti relativi alla sessualità: dal ciclo divietotrasgressione- punizione al rapporto tra permessività e comprensione o tra intolleranza e repressione, dalla scoperta dell'erotismo omofilo o eterofilo alla correzione esemplare oppure all'esecuzione capitale, dallo scandalo per la violazione del divieto alla più efferata violenza fallocratica.

Questa è la sinistra! Per loro questo è spettacolo, cultura ed intrattenimento adatto a tutte le generazioni. Il tutto anche a spese dei cittadini. Una vera vergogna! Mi chiedo come abbia potuto la Regione sostenere spettacoli che si presentano con questi profili e come abbia potuto il sindaco Nesladek con la sua giunta patrocinare un’iniziativa di questo tipo. Ne risponderanno a tutti i cittadini.

Nella scheda pervenutami con l’invito a partecipare all’iniziativa, che non sono andato a vedere, i promotori ovviamente si sono ben guardati dal sottolineare le derive blasfeme, pornografiche ed erotiche della sceneggiatura di Pasolini contando forse in tal modo sulla partecipazione di un pubblico più ampio. Un evento, questo, che celebrava una “cultura” che non ci appartiene e che ci disgusta profondamente.

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia PDL

lunedì 1 febbraio 2016

VINCE LA “POLITICA DEL CUORE” DI LAURA MARZI SULLA CANDIDATA “FORTE” RENZIANA VALENTINA PARAPAT

Laura Marzi sarà il candidato sindaco per il centro sinistra muggesano. E’ stata bocciata ‪Valentina Parapat, la candidata renziana, sostenuta dal sindaco uscente e segretario provinciale PD ‪Nerio Nesladek, dal PD muggesano e dall'on. Ettore Rosato, capo gruppo del PD alla Camera.
A dir il vero supponevo che potesse finire cosi: mi sa che questa volta i veti interni al partito, che hanno tagliato la strada per la seconda volta (era già successo nel 2006 quando gli era stato preferito Nesladek) a Stefano Decolle, si sono ritorti contro alla candidata Parapat.
Finisce così in modo inglorioso l'era di‪ ‎Nesladek che, pur nella duplice veste di sindaco e segretario provinciale PD, non è riuscito a lanciare da subito un candidato unitario e vincente. Stando ai voti di differenza è probabile che nel PD muggesano i mal di pancia erano numerosi: oltre a Decolle, alla minoranza interna e alla vecchia guardia.
Ieri, appresa la notizia in tarda serata, ho espresso con un sms (vista l’ora) le mie congratulazioni a‪ Laura Marzi, vicesindaco uscente per SEL: persona affabile, gentile con la quale sia sul piano personale che su quello politico è facile confrontarsi pur avendo opinioni diverse. Non è solo una questione di stile.
La candidatura della Marzi è possibile a questo punto che ricompatti e allarghi il centrosinistra fino a‪ Rifondazione Comunista, che ha lanciato da tempo la candidatura in solitaria con il dott. Marino Andolina. Il centro sinistra quindi rischia di presentarsi unito e con una candidatura di tutto rispetto.
Poi, per da quanto annunciato sui media, il 12 giugno ci saranno Andolina con Rifondazione Comunista (se non si apparenta alla Marzi), Emanuele Romano per il Movimento 5 Stelle, la lista civica Obiettivo in Comune con Roberta Vlahov, ‪Meio Muja con Roberta Tarlao e l’area che si rifà al centro destra con un mix di 7 sigle di partiti e liste civiche, FI, FdI, Lega Nord, Muggia Rinascerà (con Loris Dilena già candidato sindaco annunciato per la sua lista), Lista Cigui, Rivolta l'Italia e Un'Altra Muggia. A questo punto servirebbe un candidato, un candidato forte, conosciuto e con esperienza ma al momento non c’è n’è traccia.

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia PDL

lunedì 21 settembre 2015

MUGGIA PREMIA "SUPERVASCO"

Da Il Piccolo del 20 settembre 2015

Muggia premia “superVasco”
La giunta accoglie la proposta Pdl: il velista riceverà un riconoscimento ufficiale

di Riccardo Tosques

MUGGIA - Vasco Vascotto, velista muggesano che lo scorso 18 luglio ha vinto su “Azzurra” il suo venticinquesimo titolo mondiale, riceverà un pubblico riconoscimento dal Comune di Muggia. 
L’amministrazione Nesladek ha infatti accolto l’interpellanza del consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon che aveva chiesto per il velista classe 1969 la consegna del Sigillo d’argento. «Quella di Vascotto è una carriera costellata da successi che da muggesani ci rendono orgogliosi» spiega Grizon. Il consigliere del Pdl ha avanzato la sua proposta subito dopo il trionfo di Vascotto al campionato mondiale della classe Tp52 disputatosi a Puerto Portals invitando il sindaco Nerio Nesladek «a rendersi interprete dell’orgoglio muggesano per i successi di Vascotto e a invitarlo quanto prima in Consiglio per consegnargli il riconoscimento a nome di tutta la comunità». Non solo: «Le “nozze d’argento” di Vasco con la vela mondiale - aggiunge lo stesso Grizon - assumono un valore simbolico notevole e coronano un percorso frutto di passione, impegno e tenacia che l’atleta muggesano ha iniziato proprio al Circolo della Vela e che auspico possa essere celebrato anche nella “sua” Muggia». La proposta è stata accolta «con grande favore» durante l’ultima seduta dal vicesindaco e assessore allo Sport Laura Marzi: «Sarà nostra cura organizzare un evento per dare un riconoscimento all’atleta muggesano più conosciuto a livello internazionale. Giusto conferirgli un premio che però non sarà il Sigillo visto che non è previsto a Muggia». La consegna in una delle prossime sedute d’aula.

domenica 30 agosto 2015

IMMIGRATI, A MUGGIA IL CENTRO DESTRA DETTA L'AGENDA ALLA GIUNTA

Da Il Piccolo di domenica 30 agosto 2015

IL CASO
E a Muggia il centrodestra vuole un referendum sull’ospitalità ai richiedenti asilo


Un Consiglio comunale straordinario per chiedere pubblicamente un referendum popolare sul gradimento dei muggesani riguardo il previsto hub per i profughi. Il centrodestra rivierasco spezza il silenzio delle ultime settimane e chiede chiarezza e soprattutto il coinvolgimento della cittadinanza sulla questione immigrati. 
«Entro il 9 settembre il sindaco Nerio Nesladek dovrà convocare un Consiglio comunale straordinario sui temi dell’immigrazione: i muggesani sono stufi», spiega il consigliere comunale del Pdl Claudio Grizon
A Muggia nonostante l'estate stia terminando il clima politico rimane rovente. Il tema dei profughi rimane uno dei nodi da sciogliere. All’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale è stata posta la mozione, proposta da Grizon con l’adesione di tutto il centrodestra, sul permesso temporaneo di libera circolazione in Europa, il diniego all’accoglienza in strutture pubbliche e la creazione di un fondo per i rimpatri degli immigrati
A questa si sono aggiunte ulteriori due mozioni sottoscritte da Daniele Mosetti (Fratelli d'Italia) che propongono una consultazione popolare riguardo l’istituzione di un hub - cioè un centro di prima accoglienza - nel comune di Muggia e il rispetto dei Patti bilaterali con la Slovenia sul respingimento degli immigrati clandestini. 
«Fare un Consiglio comunale straordinario esclusivamente su alcune mozioni sarebbe una cosa grave perché imputa un costo pubblico sui cittadini, e comunque ci sono argomenti più importanti ancora da affrontare». Laura Marzi, vicesindaco di Muggia, affronta con asprezza la proposta giunta dai banchi del centrodestra. «Fermo restando che attualmente il Consiglio non può ancora riunirsi perché devono essere approvate le surroghe dei consiglieri comunali, c'è ancora il riequilibrio del bilancio fermo al palo», puntualizza Marzi. Sulle mozioni, il vicesindaco in quota Sel preferisce non sbilanciarsi: «La mia posizione a riguardo? Ne parlerò nella sede più opportuna, ossia in Consiglio». (r.t.)

mercoledì 24 giugno 2015

CENTRODESTRA COMPATTO: “IL FALLIMENTO SUL PIANO REGOLATORE E’ TUTTA COLPA DEL SINDACO NESLADEK”

Nel fallito tentativo, di quello che rimane del centro sinistra, di approvare il nuovo piano regolatore abbiamo visto cose che i cittadini non possono neanche immaginare, a partire dalle riunioni di commissione fino all’inevitabile rinvio “a data da destinarsi” dopo aver preso atto di non avere una maggioranza per approvarlo.
Il consigliere Giorgio Coslovich (Rifondazione Comunista) che esce dall’ex maggioranza e non partecipa ai lavori. L’assessore Fabio Longo che attacca con veemenza le scelte della giunta di cui fa parte e la sua maggioranza. L’assessore Laura Marzi e la consigliera Francesca Riosa (Pd) che lanciano strali contro Longo il quale le risponde per le rime ribadendo le sue ragioni per poi andare in ferie. Forti perplessità su alcuni aspetti del piano da parte della consigliera Marina Busan (Meio Muja), una delle quali si traduce in emendamento. Continue lamentele e borbottamenti del consigliere Danilo Savron (Unione Slovena).
E poi ancora.
L’assessore Stefano Decolle (Pd) che esce dall’aula in quanto una serie di osservazioni lo riguardano professionalmente. Il padre dell’assessore Valentina Parapat (Pd) che ritira all’ultimo momento un’osservazione che il consiglio si apprestava a votare assieme ai curiosi emendamenti dell’ultim’ora del consigliere Riccardo Bensi (capo Gruppo Pd). 
Ed infine il consigliere Geremia Liguori (Indipendente) che, come altri, avendo perplessità sulla destinazione turistica di un’area per la quale la Sovrintendenza ha reiteratamente espresso pareri contrari ad ogni tipo di edificazione, esce coerentemente dall’aula assieme all’opposizione anche per non assumersi responsabilità che potrebbero gravare sull’amministrazione in futuro.
Pertanto il goffo e risibile tentativo di attribuire al responsabilità della mancanza del numero legale all’opposizione, che non ha fatto altro che prendere atto del fallimento della giunta Nesladek, lo rinviamo al mittente sottolineando che il centro sinistra dopo nove anni conferma, come avvenne ai tempi dell’ex sindaco Sergio Milo, di non essere in grado di varare un nuovo strumento urbanistico.
Di cattivo gusto infine il maldestro tentativo di Nesladek & soci di attribuire all’opposizione presunte responsabilità per i ritardi a cui andrebbero incontro ad esempio i lavori sulla costa e la sede della protezione civile. Progetti sui quali mai hanno ritenuto di coinvolgerci. Eppure secondo il segretario provinciale del Pd avremmo dovuto assicurargli i numeri dopo che per nove anni, ad ogni occasione utile, ci ha sempre accusato d’ogni nefandezza.
Evidentemente dalle parti del Pd & Co., bersaniano o renziano che sia, non c’è limite alla decenza ed al buon gusto. Per quanto ci riguarda se Nerio Nesladek non ha i voti si dimetta e vada a casa, non sarà mai troppo tardi.


Claudio Grizon     Paolo Prodan         Christian Gretti            Nicola Delconte
Pdl                          Pdl                            Pdl                                  Pdl

Dario Grison         Daniele Mosetti      Ferdinando Parlato      Claudio Di Toro
Pdl                          Fratelli d’Italia AN  Un’Altra Muggia            Indipendente

domenica 21 giugno 2015

A MUGGIA ASSESSORE IN FERIE E PIANO REGOLATORE A RISCHIO

Da Il Piccolo di domenica 21 giugno 2015 - Pagina Provincia

A Muggia assessore in ferie e Piano regolatore a rischio
Da domani la delibera sarà all’esame del Consiglio comunale per quattro sedute
Ma l’assenza di Fabio Longo potrebbe causare problemi di numeri a Nesladek

di Riccardo Tosques
TENSIONIIl vicesindaco Laura Marzi: «Se non passa, presento le dimissioni»
L’assessore Longo, dice Laura Marzi vicesindaco di Sel, sapeva che entro il 30 giugno avremmo chiuso il Prgc, quindi avrebbee avuto la possibilità di spostare le ferie. «Se il Prgc non passa - dice la Marzi - mi dimetto»
Fabio Longo, assessore indipendente all’Ambiente, in precedenza Idv, risponde: «Avevo avvisato ben tre mesi fa che sarei stato assente a fine giugno. Casualmente il Prgc è discusso proprio in questa settimana»
«Potrebbe riconfermarsi la tradizionale incapacità della sinistra di approvare un piano regolatore a Muggia, così come accadde al sindaco Millo»: è il commento caustico del cansigliere del Pdl, Claudio Grizon
A rischio l'approvazione del Piano regolatore generale comunale (Prgc) di Muggia. A partire da domani in quattro distinte sedute (lunedì, martedì, giovedì e sabato, sempre a partire dalle 18.30), la giunta Nesladek dovrà cercare di far passare ben 163 punti per delineare la Muggia del domani. In queste ore però è scoccato l'ultimo pesante campanellino d'allarme in seguito al voto contrario dell'assessore all'Ambiente Fabio Longo (indipendente, ex Idv) sulla Vas, il documento che di fatto anticipa l’analisi delle osservazioni ed il voto del nuovo Prgc. 
Se poi si scopre che l'assessore Longo, durante i quattro giorni più caldi dell'epopea Nesladek non parteciperà al voto in quanto in ferie, ecco che il quadro si fa politicamente ancora più intrigante. 
Perentoria la vicesindaco Laura Marzi: «Se non passa il Prgc, mi dimetto». 
«E' vero, durante l'analisi delle osservazioni ed il voto del nuovo Prgc non sarò presente, ma avevo avvisato ben tre mesi fa che sarei stato assente a fine giugno: casualmente è stato deciso di affrontare il Piano regolatore proprio in questa settimana, ma ho la coscienza a posto, spesso l’impegno lavorativo mi occupa 16-18 ore al giorno, ritengo assolutamente legittimo salvaguardare anche il mio diritto alla salute». 
Longo, l'ambientalista di ferro della seconda giunta Nesladek, mette a tacere le malelingue che davano per strategica la sua assenza. Al recente voto negativo sulla Vas, però, Longo preferisce trincerarsi dietro un “no comment” che evidentemente nasconde forti contrarietà a un Prgc non condiviso. 
Un'altra grana sul voto del Prgc riguarda il “conflitto di interessi” che coinvolgerà l'assessore Stefano Decolle. Il geometra, esponente di spicco del Pd rivierasco, sarà infatti costretto ad uscire dall'aula: «Ci sono una quindicina di punti del piano in cui sono responsabile di pratiche edilizie, quindi non parteciperò al voto». 
Sulle difficoltà nell'affrontare il Prgc Decolle non si nasconde: «Qualcuno ha preferito andare in ferie proprio ora, pur volendo rimanere dentro la maggioranza, ovvio che qualche grattacapo sul numero legale ci sarà». 
“Buone” notizie per Nesladek arrivano invece dal comunista Maurizio Coslovich. «Sarò presente alle riunioni del Consiglio comunale che affronteranno il nuovo Prgc», preannuncia a sorpresa il capogruppo della Federazione della Sinistra. 
Le vere incognite riguardano i “liberi pensatori” della maggioranza. Danilo Savron, anima critica del Pd, è perplesso: «La situazione è difficile perché non si sono volute accettare delle piccolezze dimostrando insensibilità nei confronti delle esigenze dei nostri concittadini. Siamo sempre stati contro le speculazioni, però questa volta c'è stata troppa rigidità e poi l'Ezit ci ha imposto i suoi dettami». 
Roberta Tarlao, referente della lista civica Meio Muja, garantisce fedeltà e indica l'orientamento che verrà seguito dal consigliere Marina Busan: «Non siamo dei tecnici urbanisti, ad ogni modo ci sono accordi condivisi già dalla prima legislatura con il sindaco Nesladek, quindi seguiremo le indicazioni in linea di massima promosse dalla maggioranza. Marina Busan sarà presente in aula: non volteremo le spalle alla maggioranza». 
A questo punto Geremia Liguori (indipendente, ex Sel) potrebbe fungere da ago della bilancia. 
Questa complicata situazione viene analizzata da Claudio Grizon, consigliere del Pdl: «Se, oltre che sulla contrarietà all’unione con il Comune di Trieste, l’asse tra i consiglieri Liguori e Savron dovesse rinsaldarsi ancora, potrebbe riconfermarsi la tradizione dell’incapacità da parte della sinistra di approvare un piano regolatore, come era già accaduto nel 1993 quando il sindaco Sergio Milo venne sfiduciato. Secondo me, con l’autonomia di Liguori e le evidenti insoddisfazioni di Savron, il voto finale pare davvero a rischio». 
Sempre a giudizio di Laura Marzi, «l'assessore Longo sapeva che entro il 30 giugno avremmo chiuso il Prgc, quindi c'era ampia possibilità di spostare le proprie ferie. Comunque sono fiduciosa che il Prgc verrà votato: attendo coerenza per le scelte sin qui intraprese». 

mercoledì 3 giugno 2015

PALCO DEL VERDI NON A NORMA, SCATTA LA MESSA IN SICUREZZA

Da Il Piccolo del 3 giugno 2015 - Pagina Provincia

Accertata l’irregolarità tecnica della struttura del teatro comunale di Muggia
L’assessore Marzi: «Ma l’agibilità resta». L’adeguamento costerà 29mila euro

Palco del Verdi non a norma 
Scatta la messa in sicurezza

di Riccardo Tosques

MUGGIA Il palcoscenico del Teatro comunale “Giuseppe Verdi” non è a norma. La notizia è stata data dall'assessore alla Cultura Laura Marzi: «Dobbiamo provvedere con urgenza alla realizzazione di interventi per la messa in sicurezza del palcoscenico teatrale, ma la struttura rimane agibile»
Proteste dal Pdl: «Il teatro è irregolare da quattro anni». Complessivamente è di 28mila 900 euro la somma che il Comune dovrà sborsare per riqualificare il palco del Verdi. Un intervento necessario per rispettare i requisiti di sicurezza previsti dalla circolare ministeriale 1689 del primo aprile 2011. Aspra la critica del consigliere comunale del Pdl Christian Gretti: «Sapendo che esisteva una circolare risalente a quattro anni fa, mi chiedo come si sia potuto continuare a fare spettacoli sino ad oggi. E se nel mentre fosse successo qualche incidente? Direi che la situazione è grave, ma speriamo che venga sanata il prima possibile». 
Critico anche un altro consigliere del Pdl, Claudio Grizon. «Il Verdi necessiterebbe di un adeguamento complessivo in quanto sono sempre più evidenti le sue carenze strutturali e funzionali. Con l’accoglimento della mia mozione di qualche mese fa - aggiunge - l’assessore alla Cultura Laura Marzi aveva condiviso la priorità della conservazione del patrimonio che rimane a mio avviso la priorità». 
Grizon lancia poi una stilettata alla giunta Serracchiani: «La Regione deve rendersi conto che non si possono far decadere le strutture dei Comuni. So per certo che l’attenzione della Regione per i teatri friulani non è venuta mai meno». 
L’annunciata “urgenza” degli interventi è emersa in seguito a un sopralluogo effettuato dal responsabile del Servizio di prevenzione e protezione Paolo De Tullio, in presenza della responsabile del Servizio Cultura Barbara Negrisin, del membro dell'Ufficio tecnico dell’Ente regionale teatrale Giovanni Cozzi e del direttore tecnico dell’En.Ar.Plan srl Unipersonale di Udine Renato Candotti, che ha rilasciato per conto dell’Ente regionale teatrale le certificazioni tecniche a seguito degli interventi di messa in sicurezza della struttura, eseguiti dallo stesso al Verdi nel 2010. 
A spiegare il ritardo dei lavori di messa in sicurezza è l’assessore alla Cultura Laura Marzi: «Quasi immediatamente dopo i lavori del 2010 sono uscite le nuove direttive a cui fa cenno la delibera, per le quali le medesime strutture, se pur funzionali, come dichiarato in seguito dal responsabile della sicurezza del Comune, non erano certificate né certificabili in base alla nuova normativa: inoltre il Comune non aveva ancora un responsabile interno della sicurezza, che è stato creato, come figura, solo nel 2013». 
Quando al nuovo responsabile della sicurezza è stato chiesto di verificare tutta una serie di strutture, e dopo aver compreso che sia le “americane” che il prolungamento del palco, una parte realizzata negli anni Ottanta a copertura di alcuni gradini di accesso dalla platea, non erano certificati, è stato ricontattato l'Ert per verificare la possibilità di un intervento sulla struttura. 
«Solo a marzo 2015 - aggiunge Marzi - il presidente dell'Ert Malcangi è venuto, assieme al suo ingegnere strutturista, a fare un sopralluogo al teatro Verdi, e ha chiesto l’appoggio del Comune per inserire l’intervento al teatro in una richiesta di finanziamento dell’Ert alla Regione, a copertura di interventi simili da fare su una serie di teatri regionali che hanno gli stessi, identici problemi nostri». 
Dunque in questi quattro anni il Verdi è stata una struttura fuori norma? “Il teatro non è né pericoloso né inagibile, altrimenti il nostro responsabile tecnico stesso avrebbe provveduto a far chiudere la struttura – puntualizza Marzi -. Il nostro intervento è dettato soprattutto da una logica di prevenzione a garanzia della sicurezza, che è evidente in molti interventi operati da questa amministrazione nell’adeguamento di strutture pubbliche».

martedì 26 maggio 2015

A #MUGGIA CARENZE STRUTTURALI AL TEATRO VERDI, #CLAUDIOGRIZON (#PDL): "PRIORITA' ALLA CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO, LA SERRACCHIANI NON GUARDI SOLO I TEATRI DEL FRIULI"

(Dichiarazioni rilasciate a Il Piccolo il 26 maggio 2015)

Dato lo stato del teatro Verdi servirebbe un adeguamento complessivo in quanto sono sempre più evidenti le sue carenze strutturali e funzionali. Con l’accoglimento della mia mozione l’assessore Marzi aveva condiviso la priorità della conservazione del patrimonio che rimane a mio avviso la priorità. Che il palco non fosse a norma era noto per cui, anche da ex assessore provinciale alla cultura, ricordo bene che la messa a norma e gli investimenti sui teatri sono di competenza dell’assessore regionale alla cultura e che in alcune realtà gli interventi sulle sale teatrali vengono svolti anche all’Ente Regionale Teatrale se la struttura rientra tra quelle che gli sono state affidate in gestione.
Il fatto è la gestione di un teatro costa molto, specie in realtà piccole come la nostra, che per altro non è in grado di acquisire delle entrate significative attraverso l’affitto della sala. Il Verdi non è inserito in circuiti di un certo livello e l’amministrazione lo usa prevalentemente per le attività locali e per ospitare repliche di spettacoli delle compagnie del teatro dialettale.
La sinistra per anni, come un mantra, enfatizzava il ruolo del Comune a livello nazionale nel campo del teatro ragazzi e non lesinava investimenti per rassegne festival e spettacoli vari. Quei tempi, iniziati con Bordon e proseguiti fino alla metà degli anni ‘90 sono finiti ma non si è stati capaci di realizzare un progetto culturale per legare la nostra cittadina al tessuto regionale con percorsi di teatro e musica
Chi vuole vedere uno spettacolo di prestigio o d’attualità va al Rossetti, al Bobbio o al Verdi non si sogna neanche di venire al Verdi di Muggia. I risultati del cartellone allestito recentemente da un soggetto privato, pur di valore, sono stati deludenti. Bisogna pensare ad altro, io qualche idea ce l’ho, anche per la mia lunga esperienza nella gestione di spettacoli.

Intanto però la Regione deve rendersi conto che non si possono far decadere le strutture dei Comuni. E so per certo che l’attenzione della Regione per i teatri friulani non è venuta mai meno.
Temo però, visto che la Regione per quest’anno non ha dato al Comune alcuna possibilità di spesa per interventi sul proprio patrimonio o per opere pubbliche, che per la presidente Serracchiani Muggia sia molto forse troppo lontana da Udine e da Roma.

Claudio Grizon
Consigliere del COmune di Muggia PDL

giovedì 12 febbraio 2015

MUGGIA, CACCIA A 30 MILA EURO PER IL "VERDI"

Da Il Piccolo di giovedì 12 febbraio 2015 - Pagina Provincia

Muggia, caccia a 30mila euro per il “Verdi”Accolta la mozione di Grizon: la giunta s’impegna a trovare i fondi per le facciate. Aiuti dalla Regione
MUGGIA - Un ampliamento del numero degli spettatori e la ricerca di fondi per ristrutturare la facciata. Buone notizie in arrivo per il Teatro comunale Giuseppe Verdi di Muggia. Nell'ultima riunione del Consiglio comunale la struttura di proprietà del Municipio è stata al centro di una mozione presentata dal consigliere del Pdl Claudio Grizon che chiedeva l'interessamento dell'amministrazione Nesladek per reperire finanziamenti per riqualificare la parte esterna dell’edificio.
«Da subito ho personalmente condiviso il documento del consigliere Grizon, posizione che ho ribadito in Commissione e poi in Consiglio» racconta l'assessore alla Cultura di Muggia Laura Marzi. Di fatto la mozione è stata fatta propria dalla giunta del sindaco Nerio Nesladek
«Ci impegnamo formalmente a procedere reperire i fondi per riqualificare gli esterni del “Verdi”, prima che il tempo non renda ancor più rilevanti e costosi i danni – aggiunge Marzi -. Il Teatro è un grande valore per Muggia, per cui cercheremo di sensibilizzare chi di dovere per realizzare questi piccoli lavori». La stima del rifacimento delle facciate si aggira sui 30mila euro. 
«Sono lieto che il vice sindaco Marzi abbia condiviso l’esigenza d’impegnare l’amministrazione per ristrutturare la parte esterna del Teatro, essendo un bene prezioso nel patrimonio del Comune, acquistato dal sindaco Dipiazza con 500mila euro di spesa», commenta il consigliere Grizon. A breve quindi verranno presi i contatti con l’assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti al fine d’individuare le risorse necessarie che, per ora, non dovrebbero essere particolarmente rilevanti. Durante la discussione in Consiglio è emerso un altro fatto. «Sempre secondo l’assessore Marzi, la giunta intenderebbe metter mano anche a una razionalizzazione della fruibilità interna del teatro secondo un progetto offerto gratuitamente al Comune dall’Ente regionale teatrale, istituito dalla Regione per la circuitazione degli spettacoli teatrali (a cui aderisce anche il Comune di Muggia, ndr). Tra i suoi compiti ha anche l’adeguamento dei teatri che gestisce o con cui collabora», spiega Grizon. 
Marzi conferma: «L'Ert ci ha proposto un progetto molto curato per aumentare il numero di posti a sedere disponibili in galleria. Ora gli spettatori in galleria devono rimanere in piedi. Sarebbe quindi un’ottima occasione per agevolare al meglio anche quell'area del teatro»
Ma quali sono le tempistiche previste per concretizzare il progetto dell'Ert? «Spero presto, anche se pare che il progetto abbia un certo costo. Di sicuro intanto noi ci attiveremo con la Regione per reperire i finanziamenti volti a ripristinare la facciata dell'edifico – conclude l'assessore alla Cultura di Muggia – poi vedremo». Riccardo Tosques

martedì 10 febbraio 2015

TEATRO VERDI DI MUGGIA, ACCOLTA LA MOZIONE DI GRIZON PER LA RISTRUTTURAZIONE ESTERNA

Sono lieto che il vice sindaco Laura Marzi abbia condiviso l’esigenza di impegnare l’amministrazione al fine di poter ristrutturare, prima che il tempo non renda ancor più rilevanti e costosi i danni, le parti esterne del Teatro Verdi.
Il teatro è un bene prezioso nel patrimonio del Comune, acquistato dal sindaco Dipiazza con una spesa di 500 mila euro, e pertanto va messo in sicurezza affinché non si deteriori.
L’assessore Marzi ha annunciato che verranno presi i contatti con l’assessore regionale alla cultura Gianni Torrenti al fine di individuare le risorse necessarie che, per ora, non dovrebbero essere particolarmente rilevanti.
Inoltre, sempre secondo l’assessore, la giunta intenderebbe metter mano anche ad una razionalizzazione della fruibilità interna del teatro secondo un progetto offerto gratuitamente al Comune dall’Ente Regionale Teatrale, istituito dalla Regione per la circuitazione degli spettacoli teatrali (a cui aderisce anche il Comune di Muggia) che tra i suoi compiti ha anche l’adeguamento dei teatri che gestisce o con cui collabora.
In questi tempi in cui è sempre più difficile trovare risorse pubbliche ed avere la possibilità di spenderle è bene che gli amministratori comunali si concentrino con gli interventi indispensabili e prioritari tesi a salvaguardare i proprio patrimonio piuttosto che intraprendere opere inutili e non prioritarie.

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia PDL

martedì 19 agosto 2014

MUGGIA CALCIO, BAR ABUSIVO

Da Il Piccolo di martedì 19 agosto 2014 - Trieste Provincia pag.24









Muggia calcio, bar abusivo 
Si rimedia con i gazebo 
Il container è già stato rimosso ma il verbale dei vigili è arrivato in Procura 
Opposizioni critiche verso la società. Grizon: «Come mai nessun incasso in bilancio?»

di Riccardo Tosques

MUGGIA - Il bar sociale del Muggia calcio è ospitato in un container abusivo. La notizia è emersa attraverso una segnalazione da parte della Polizia locale di Muggia nei rapporti comunicati dagli ufficiali e agenti di Polizia giudiziaria riguardanti opere o lottizzanti realizzate abusivamente. 
"Installazione di una struttura prefabbricata in assenza di permesso di costruire ai sensi dell'art. 45 della Lr. 19/2009 a art.44 del Dpr 380/2001", è la nota indicante il bar sociale situato all'interno dello Stadio comunale "Zaccaria". Bar che intanto è stato smantellato per evitare di incorrere in sanzioni. «Sapevamo che la struttura aveva l'autorizzazione scaduta e che dunque andava rimossa», spiega Laura Marzi, assessore allo Sport. «La nota della Polizia è un atto dovuto. Ora comunque stiamo avviando un percorso condiviso assieme al Muggia calcio per creare una nuova struttura mobile, per ora senza fondamenta, in attesa di un progetto definitivo». 
Per l'inizio della stagione calcistica il sodalizio presieduto da Dario Prodan potrà usufruire di alcuni gazebo. La vicenda però pare non essere terminata qui. Claudio Grizon, consigliere comunale del Pdl-Ncd, evidenziando come "per l'ennesima volta il Muggia Calcio abbia messo in imbarazzo il Comune di Muggia e tutti i suoi amministratori, dopo i pignoramenti di Equitalia sui contributi del Comune per la gestione, e le interrogazioni e le perplessità sulla conduzione dello stadio comunale", ha ribadito "la preoccupazione sulla capacità del concessionario di assicurare la continuità di una efficace gestione degli impianti che gli sono stati affidati". Da qui il nuovo invito all'assessore Marzi, "che riconosco come persona seria e responsabile, a considerare la possibilità di cambiare le modalità di gestione dello stadio sollevando l'associazione Muggia calcio da tali incombenze, evidentemente al di sopra delle loro capacità". 
Ma alla luce di questo fatto Grizon ha posti alcuni interrogativi sui bilanci consuntivi della società sportiva degli anni 2006-2011, "che ho chiesto tempo fa assieme ai rendiconti della gestione dello stadio".
Tra le entrate non compare infatti alcuna voce riconducibile a proventi da attività commerciale legata alla gestione del bar sociale. «A questo punto mi chiedo, ma il bar esiste o no? Dai bilanci sembrerebbe di no - puntualizza Grizon - a meno che non ne sia stata affidata la gestione ad altri soggetti. Ma considerato che il bar era attivo, quanto utile realizza nel corso di un anno? E poi da quanti anni esiste un bar sociale? È sempre stato allocato in questo container? Ma oltre alla mancata autorizzazione per l'installazione del container, per altro nell'ambito di una struttura pubblica, ci sono altre autorizzazioni che manca-no?» 
Ora rimane da capire come si evolverà il caso visto che come ricorda Grizon "il verbale dei vigili urbani è stato portato alla segnalazione del fatto alla Procura della Repubblica, alla Regione e alla Prefettura". Molto scettico infine anche Christian Gretti, consigliere comunale del Pdl-Ncd: «Purtroppo la vicenda del bar abusivo si inserisce in una serie di problematiche legate alla gestione dello stadio da parte del Muggia calcio. La speranza, ovvia-mente, è che prima o poi queste continue beghe terminino. Anche se forse non avevamo tutti i torti quando avevamo espresso qualche dubbio su questa gestione societaria».

giovedì 14 agosto 2014

FURTI DI RAME IN CIMITERO. PROFANATE DIECI TOMBE.

Da Il Piccolo di giovedì 14 agosto 2014 - Trieste Provincia

Furti di rame in cimitero. Profanate dieci tombe. 
Ladri in azione a Muggia. Il camposanto non è protetto da videocamere 
L’anno scorso erano state prese di mira le grondaie di numerose villette 

di Riccardo Tosques

MUGGIA - Furti di rame nel cimitero comunale di Muggia. Almeno una decina di casi, per ora, sono emersi in seguito alle denunce avanzate dai proprietari di altrettante tombe di famiglia site nel campo santo di via di Santa Barbara. Ma gli episodi potrebbero essere anche di più. 
«Trovo che i furti in cimitero sia da un punto visto etico offensivi e paragonabili al furto avvenuto qualche giorno fa all'interno della Casa di riposo» spiega il vicesindaco di Muggia, Laura Marzi. «iamo di fronte a una mancanza di rispetto, in cui si fa finta di non capire che il valore è ben al di sopra del valore materiale-economico». Le denunce sono state avanzate da diversi muggesani che una volta recatisi alla tomba della propria famiglia hanno notato l'assenza sia dei vasi che delle rifiniture in rame utilizzate per le tombe. Un episodio che a Muggia ha un'analogia con diversi casi di furti di grondaie, sempre in rame, occorsi lo scorso anno in alcune casette di Chiampore e Santa Barbara. «In effetti a Muggia questi delinquenti non erano mai arrivati a rubare in cimitero – conferma Marzi -. Certo, il cimitero è di nostra competenza, ma credo che tutti debbano fare la propria parte. Bisogna vigilare in modo serio e costante». Il camposanto muggesano conta circa 800 tombe. Ed è probabile che altri manufatti siano stati derubati. Essendo agosto infatti il cimitero non è molto frequentato e quindi è possibile che più di qualche muggesano, magari al rientro dalle ferie, al momento di recarsi dai propri cari defunti finirà con l'imbattersi in una brutta sorpresa. Ricordando che il cimitero è aperto dalle 7 alle 19 e che non vi sono telecamere di videosorveglianza nella zona, il vicesindaco Marzi esprime il proprio parere su un possibile intervento preventivo: «Installare delle videocamere per monitorare l'area? Per me è una soluzione improbabile che però potremmo valutare e che nel caso riscontrasse l'adesione da parte dell'amministrazione verrebbe sicuramente realizzata». 
Quasi incredulo dell'accaduto Claudio Grizon, consigliere comunale del Pdl-Ncd: «Violare la sacralità del camposanto con vandalismi e furti di questo tipo rende i fatti ancor più deplorevoli e vili. Rimango sgomento nell'apprendere che si possa arrivare a tanto»
Grizon ha stigmatizzato il fatto che “evidentemente non bastava più rubare il rame nei quadri e dagli impianti elettrici di aziende abbandonate o prelevare le grondaie di rame dalle abitazioni, ora questi delinquenti privi di qualsiasi moralità scalfiscono i nostri sentimenti più cari profanando il riposo dei nostri cari».

MUGGIA CALCIO SEGNALATA ALLA PROCURA PER IL BAR SOCIALE IN UN CONTAINER ABUSIVO

Appena ho saputo di questa ennesima bravata dell’Associazione Muggia calcio ho esclamato: ohibò, ne hanno combinata un’altra! Poi mi son chiesto, quale sarà questa struttura prefabbricata in assenza di permesso di costruire, considerato che tutti i lavori comunali sono bloccati a causa del patto di stabilità e della Regione? Poi ho saputo che si trattava di un container adattato a bar sociale. 
Per l’ennesima volta quindi la società mette in imbarazzo il Comune di Muggia e tutti i suoi amministratori. Non son bastati i pignoramenti di Equitalia sui contributi del Comune per la gestione, non son bastate le interrogazioni e le perplessità sulla conduzione dello stadio: qui si prosegue nell’improvvisazione ed in un andazzo che lascia intendere che qualcuno considera lo stadio comunale un po come casa sua e quindi fa un po’ quello che vuole
Ribadisco la preoccupazione sulla capacità del concessionario di assicurare la continuità di una efficace gestione degli impianti che gli sono stati affidati e invito ancora una volta l’assessore Laura Marzi, che riconosco come persona seria e responsabile, a considerare la possibilità di cambiare le modalità di gestione dello stadio sollevando l’associazione Muggia calcio da tali incombenze, evidentemente al di sopra delle loro capacità. 
Ma alla luce di questo fatto ciò che più mi incuriosisce e preoccupa è che sui bilanci consuntivi della società sportiva degli anni 2006-2011, che ho chiesto tempo fa assieme ai rendiconti della gestione dello stadio, tra le entrate non compare alcuna voce riconducibile a proventi da attività commerciale legata alla gestione del bar sociale
A questo punto mi chiedo, ma il bar esiste o no? Dai bilanci sembrerebbe di no, a meno che non ne sia stata affidata la gestione ad altri soggetti. Ma considerato che il bar era attivo quanto utile realizza nel corso di un anno? E poi da quanti anni esiste un bar sociale? E’ sempre stato allocato in questo container? Ma oltre alla mancata autorizzazione per l’installazione del container, per altro nell’ambito di una struttura pubblica, ci sono altre autorizzazioni che mancano? Ed ancora: ma se nei bilanci non compaiono le entrate del bar è ancora congruo il contributo dato dal Comune per la gestione? Dopo il verbale dei vigili urbani che ha portato poi alla segnalazione del fatto alla Procura della Repubblica, alla Regione e alla Prefettura, come si evolverà il caso?
Non posso esimermi a questo punto dal presentare un’interrogazione su questi fatti sperando che l’amministrazione non banalizzi tutto come se nulla o quasi sia successo. 

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia PDL-NCD

venerdì 31 gennaio 2014

ARRIVA IL PARTITO DEI POVERI A CHIEDERE SOLDI ED ABITI USATI

Da Il Piccolo di venerdì 31 gennaio 2014 - Pagina 28 - Cronaca Trieste

CRITICHE DALLA MAGGIORANZA E DALL’OPPOSIZIONE 
Arriva il partito dei poveri a chiedere soldi e abiti usati 

MUGGIA - Indumenti, biancheria, scarpe, borse, cinture, ma anche piccoli aiuti economici. Questa la raccolta promossa nella giornata di ieri da parte del Partito dei Poveri, sedicente formazione politica fondata nel 2009 a Olgiate Comasco (Como) dall'ex immobiliarista Giuseppe Trevisiol e dall'ex imprenditore edile Giancarlo Aragona, i due “ex ricchi” che con tanto di programma elettorale - pensione minima a 1.200 euro, obbligo per le banche di fare prestiti alle aziende in difficoltà, tetto agli stipendi dei dirigenti pubblici – sono sbarcati a Muggia. 
In questi giorni infatti in varie parti del territorio erano stati affissi dei manifestini che invitavano i muggesani ad esporre i sacchi con gli oggetti elencati sopra dalle 8.30 di oggi in poi. 
«Siamo un gruppo di persone, operai e imprenditori che hanno provato cosa significa essere in difficoltà economiche, magari con famiglia a carico, senza nessun ente, luogo, persona o partito dove rivolgersi per chiedere aiuto», recita il testo stampato sul volantino. Invitando le persone a visitare il sito internet - www.partitodeipoveri.it - per leggere il programma elettorale, il Partito dei poveri annuncia anche di «cercare un locale gratis per far incontrare chi offre e chi cerca aiuto». 
Molto scettica su questa iniziativa è il vicesindaco di Muggia, Laura Marzi: «L'iniziativa apparsa con questi volantini non ha coinvolto in alcun modo l'amministrazione. Esprimiamo la nostra preoccupazione per la salvaguardia dei cittadini perché vorremmo capire chi sono realmente queste persone, quali i loro fini e soprattutto dove finiscono i sacchi di materiali donati dalla gente». Marzi ha quindi invitato i cittadini alla “prudenza” fermo restando «il nostro obbligo di verifica. 
Scettico anche il consigliere del Pdl-Nuovo centrodestra Claudio Grizon: «Chi ha fatto distribuire questo volantino potrebbe celare azioni meno nobili di quelle che va propagandando. Che un partito si metta a raccogliere scarpe ed abiti usati è infatti alquanto insolito. Oltretutto non è chiaro per quali scopi lo faccia. Insomma la cosa non mi è parsa chiara. Ho informato il commissario della Ps Vecchiet che mi ha assicurato che avrebbe fatto verifiche per capire chi sta dietro a questa organizzazione e quali sono i loro intenti”. 
Nonostante Marzi e Grizon abbiano inviato alla “prudenza” ieri decine di famiglie muggesane hanno esposto fuori dalle loro abitazioni i sacchi colmi di indumenti e altre materiale richiesto dal Partito dei Poveri». (ri.to.)