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lunedì 20 giugno 2016

LA STRADA PER SAN FLORIANO DIMENTICATA DALLA PROVINCIA E DAL COMUNE DI MUGGIA

Da Il Piccolo del 20 giugno 2016 - Pagina Provincia

La strada per San Floriano dimenticata dalla Provincia
Nel 1972 il Comune di Muggia decise di passarla a palazzo Galatti, ma le varie
amministrazioni che si succedettero negli anni non completarono l’iter


di Riccardo Tosques

MUGGIA «La verità sulla “strada di nessuno”? Il Comune di Muggia decise di cederla alla Provincia nel 1969, ma il passaggio non è mai stato formalizzato». Claudio Grizon, consigliere provinciale del Pdl, svela i retroscena sulla querelle della strada per San Floriano. E rispunta anche una vecchia petizione firmata da oltre 90 muggesani che chiedono al Comune: manutenzione. 
La strada che da San Floriano scende verso il Lazzaretto è una delle più deteriorate del territorio provinciale, invasa sui bordi da rami, alberi ed erba che compromettono visibilità e sicurezza. Una “strada di nessuno”, fuori dai piani provinciali delle asfaltature così come dai piani neve e da quelli per la pulizia del verde lungo i cigli stradali
«Io stesso ho sempre ritenuto che la strada fosse provinciale, e invano mi sono battuto in Consiglio provinciale per la sua manutenzione, finché ho deciso di far luce sulla vicenda, anche a seguito di una petizione con un centinaio di firme recapitata al Comune e alla Provincia nell’ottobre 2014, alla quale mai è stata data risposta», racconta Grizon. 
Consultando gli archivi della Provincia, le vecchie delibere, la corrispondenza tra il Comune di Muggia e la Provincia, le vecchie mappe, i contratti per i lavori realizzati dalla Provincia per conto del Comune, con fondi del Commissariato del Governo, è emerso che il 12 novembre 1969, con deliberazione n.113, la commissione straordinaria per l’amministrazione provvisoria della Provincia decise di chiedere all’allora Ministero dei Lavori pubblici la “provincializzazione” della strada comunale. 
Due anni dopo, il 30 ottobre 1971, in seguito ai lavori di rettifica della strada, vennero scorporate parti di alcuni terreni adiacenti alla strada, con un piano di frazionamento. «Furono previste permute di terreno, per cui non si era potuto procedere alla liquidazione degli importi d’indennizzo in quanto i “relitti” stradali da permutare erano ancora proprietà del Comune di Muggia», racconta Grizon. 
Ma il Comune, pochi mesi dopo, il 24 aprile 1972, con la delibera consiliare n.73, decise di cedere la strada all’amministrazione provinciale, anche nell’intento di far sdemanializzare poi i tratti interessati alle permute. «Da quel momento in poi, e fino all’autunno del 1978, c’è traccia negli archivi di un fitto carteggio, con varie richieste tra Provincia, Comune e gli interessati agli espropri, tesi a dirimere tutte le questioni irrisolte». 
Comunque sia, ad oggi non esiste alcun atto della Provincia in merito alla conclusione dell’iter della provincializzazione della strada, così come non esiste alcun verbale di passaggio di consegne tra Comune e Provincia. Dunque la strada di San Floriano non è mai stata inserita nella cartografia della viabilità provinciale.
«In quasi cinquant'anni si sono avvicendati numerosi presidenti, giunte e consigli provinciali, e pare davvero impossibile che questa strada sia stata dimenticata divenendo davvero una terra di nessuno», osserva Grizon. 
Nel 1972 il Comune decise che la strada non era più sua e stabilì di passarla alla Provincia che, pur avendo già chiesto al Ministero nel 1969 l’autorizzazione a prenderla in carico, non aveva mai completato l’iter. 
«Dopo aver posto il problema all’assessore provinciale alla viabilità Vittorio Zollia, ho atteso sperando che prima della chiusura dell’ente si potesse risolvere la questione, quantomeno per dare una risposta a quella petizione dei cittadini, che è una vera e propria richiesta di aiuto - conclude Grizon -. Alla fine ho intuito che, secondo Zollia, questa vecchia vicenda sulla titolarità della strada si risolverà con il nuovo assetto che avranno le competenze sulla viabilità, anche a causa del superamento della Provincia». Insomma, la strada tornerà ad essere comunale. Prima, o poi...

sabato 28 maggio 2016

"SAN FLORIANO - LAZZARETTO, UNA STRADA DIMENTICATA DA 50 ANNI"

I documenti della Provincia sulla strada di San Floriano
Grizon (Pdl): “il Comune decise di cederla alla Provincia nel 1969 ma il passaggio non si è mai formalizzato, da allora nessuno ha voluto fare manutenzione e giustamente i cittadini non ne possono più: un impegno per la nuova amministrazione”
 
La strada che da San Floriano di Muggia scende verso il Lazzaretto è probabilmente una delle strade più deteriorate del territorio provinciale, invasa sui bordi stradali da rami, alberi ed erba che compromettono la visibilità e sicurezza. Una “strada di nessuno”, fuori dai piani provinciali delle asfaltature così come dai piani neve e da quelli per la pulizia del verde lungo i cigli stradali.
E’ incredibile ma è proprio così. Io stesso ho sempre ritenuto che la strada fosse provinciale ed invano mi son battuto in consiglio provinciale per la sua manutenzione finché ho deciso di far luce sulla vicenda, anche a seguito di una petizione con un centinaio di firme recapitata al Comune di Muggia e alla Provincia nell’ottobre 2014, alla quale mai è stata data risposta, di cui purtroppo ho avuto notizia solo la scorsa estate
Ho trascorso ore ad approfondire questo caso: ho consultato gli archivi della Provincia, le vecchie delibere, la corrispondenza tra il Comune di Muggia e la Provincia, le vecchie mappe, i contratti per i lavori realizzati dalla Provincia per conto del Comune con fondi del Commissario del Governo. Pacchi di carte dimenticati ormai da quasi cinquant’anni.
Tutto ebbe inizio nell’ottobre del 1967 quando la Provincia allestì un progetto per i lavori di rettifica plano-altimetrica e di bitumazione della strada, allora comunale, di San Floriano per un importo complessivo di 45 milioni di lire messi a disposizione dal Commissariato di Governo il 24 aprile 1968.
Di seguito, anche in ragione di questi lavori e dell’assenso del Comune, il 12 novembre del 1969, con deliberazione n.113 la Commissione straordinaria per l’Amministrazione provvisoria della Provincia decise di chiedere all’allora Ministero dei Lavori Pubblici la provincializzazione della strada comunale.
Due anni dopo, il 30 ottobre del 1971, in seguito ai lavori di rettifica della strada, vennero scorporate alcune frazioni di terreni adiacenti alla strada con un piano di frazionamento. Furono previste delle permute di terreno per cui non si era potuto procedere alla liquidazione degli importi d’indennizzo dovuti in quanto i relitti stradali da permutare erano ancora proprietà del Comune di Muggia.
Da parte sua però il Comune pochi mesi dopo, il 24 aprile 1972, con delibera consiliare n.73, decise autonomamente di cedere la strada all’Amministrazione Provinciale anche nell’intento di far sdemanializzare poi i tratti interessati alle permute.   
Da quel momento in poi, e fino all’autunno del 1978, c’è traccia negli archivi di un fitto carteggio con varie richieste tra Provincia, Comune e gli interessati agli espropri tesi a dirimere tutte le questioni irrisolte.
Comunque sia, ad oggi, non esiste alcun atto della Provincia in merito alla conclusione dell’iter della provincializzazione della strada, così come non esiste alcun verbale di passaggio di consegne tra Comune e Provincia e ovviamente la strada si San Floriano non è mai stata inserita nella cartografia storica della viabilità provinciale.
In quasi cinquant’anni si sono avvicendati numerosi presidenti, giunte e consigli provinciali e pare davvero impossibile che questa strada sia stata dimenticata divenendo davvero una “terra di nessuno”: il Comune nel 1972 decise, con un atto di dubbia efficacia (infatti ancora oggi può dirsi comunale) che non era più sua e di passarla alla Provincia che, pur avendo già chiesto nel 1969 al Ministero l’autorizzazione a prendersela in carico, non ha mai completato l’iter amministrativo.
Dopo aver posto il problema all’assessore provinciale alla viabilità Vittorio Zollia, a lui in qualche modo abbastanza chiaro, ho atteso sperando che prima della chiusura dell’ente si potesse risolvere la questione quantomeno per dare una risposta a quella petizione dei cittadini, che è una vera e propria richiesta di aiuto. Ma alla fine ho intuito che secondo Zollia questa vecchia vicenda sulla titolarità della strada si risolverà con il nuovo assetto che avranno le competenze sulla viabilità anche a causa del superamento della Provincia.
Ho incontrato alcuni di quei cittadini che hanno promosso la petizione la scorsa estate e, conoscendo bene la zona ed i disagi che sopportano, ritengo che la prossima amministrazione comunale debba porsi l’obiettivo di sanare il deterioramento dell’asfalto, della segnaletica e degli scarichi stradali, nonché il degrado derivante dagli arbusti e gli alberi infestanti che anno dopo anno avanzano sulla carreggiata e ai bordi della strada e di alcuni contenziosi sorti per l’”autogestione” da parte di alcuni residenti.
Il problema della titolarità della strada a questo punto sarà superato e risolto anche in considerazione del passaggio di tutta la viabilità provinciale alla Regione a partire dal prossimo 1 luglio. Dopo un breve periodo di gestione diretta è previsto che la Regione valuti quali tratti della ex viabilità provinciale trattenere sotto la sua gestione e quali dovranno passare ai Comuni e alle UTI dove costituite.
In tale contesto è ovvio che quel tratto di strada già comunale dovrà passare di fatto e di diritto sotto la competenza del Comune di Muggia assieme a tutta la vecchia viabilità provinciale. Con tutto quanto ne consegue per i costi di manutenzione conseguenti: e lì, come ho già fatto notare nell’ultimo consiglio comunale, inizieranno i dolori con buona pace di chi sarà sindaco dopo il 5 giugno.  

Claudio Grizon
Consigliere del Comune di Muggia PDL
Consigliere della Provincia di Trieste - Capo Gruppo PDL 


sabato 19 settembre 2015

EX CASERMA DI MUGGIA CENTRO DI ACCOGLIENZA

Da Il Piccolo di sabato 19 settembre 2015

Fvg, scatta l’allerta
Ex caserma di Muggia centro di accoglienza

Riunione in Prefettura a Trieste. Garufi: polizia di frontiera allertata, l’incremento di arrivi potrebbe essere notevole

di Riccardo Tosques

TRIESTE - Il Friuli Venezia Giulia sta vigilando, con attenzione crescente nel passare delle ore, sulla magmatica situazione dei profughi provenienti dalla rotta balcanica. Ieri sono state adottate le prime decisioni ufficiali per affrontare l'emergenza. Ma la tensione rimane alta. 
La situazione. Dopo quasi tre ore di meeting nella Prefettura di Trieste, presenti i sindaci della provincia e l'assessore regionale alla Solidarietà Gianni Torrenti, il prefetto di Trieste Adelaide Garufi ha lanciato chiaramente il monito: «Il flusso costante di arrivi giornalieri - dice una nota della Prefettura - potrebbe subire un incremento anche notevole in dipendenza del mutato scenario internazionale. Pertanto si fa sempre più pressante la necessità di individuare ulteriori siti di accoglienza». 
Garufi ha poi evidenziato come «la Polizia di frontiera sia stata già allertata sulla situazione che a oggi sta producendo un continuo stillicidio di arrivi, che sommandosi ci stanno ingolfando»
Anche la Questura di Udine ha spostato parte delle forze disponibili della Polfrontiera nella fascia nord del confine italo-sloveno, dove gli agenti operano con finanzieri e carabinieri. Sulla caotica situazione alle porte oramai del territorio regionale, molto più prudente l'assessore Torrenti: «La Regione sta monitorando la situazione profughi provenienti dai Balcani ma, allo stato attuale, non si ravvisano criticità imminenti». Lo stesso pensiero che ha espresso ieri stesso la presidente della Regione Debora Serracchiani. 
Accoglienza: il centro. Dopo una intera estate a discutere sulle strategie da utilizzare per affrontare l'emergenza, l'incontro in Prefettura di ieri ha sancito ufficialmente la nuova location per ospitare i profughi in arrivo: l'ex caserma della Polizia di Muggia. «Esaminate tutte le opportunità in funzione di un'accoglienza diffusa in strutture demaniali - ha affermato Torrenti - è stato deciso di optare per l'ex caserma della Polizia in località Lazzaretto, a Muggia, dove potranno essere ospitate temporaneamente alcune decine di profughi non appena saranno completati i necessari lavori di ripristino. Non sarà un hub», cioè un centro di prima accoglienza, ha precisato Torrenti. «È una buona soluzione, tutti se ne renderanno conto in poco tempo. E non creerà alcun problema», ha aggiunto l’assessore.
Sempre in tema di accoglienza diffusa, Torrenti ha riferito che vi sarà «un alleggerimento delle presenze nel capoluogo del Fvg, con lo spostamento di un certo numero di profughi nel Pordenonese». Il capoluogo dunque non ospiterà altri profughi, conferma l'assessore Laura Famulari: «Come annunciato, a Valmaura ospiteremo le persone che prima alloggiavano al Silos. Altri arrivi a Trieste non sono previsti. Almeno per ora»
Parzialmente soddisfatto il sindaco di Muggia Nerio Nesladek: «Finalmente abbiamo ricevuto la comunicazione ufficiale dalla Prefettura sul nostro ruolo. Avremmo preferito una location diversa, ma la Prefettura ha spiegato che non c'erano altri luoghi tecnicamente validi. Detto questo il prefetto si è pubblicamente impegnato, una volta terminata l'emergenza, a riconsegnare alla cittadinanza la struttura ora proprietà del Demanio». L'ex caserma ospiterà tra le 40 e le 50 persone richiedenti asilo a partire probabilmente già dall'inizio di questo inverno. Non ancora ufficializzati i costi dell'operazione.

mercoledì 16 aprile 2014

PROGETTO "BLULAB": "IL COMUNE SPRECA SETTEMILA EURO"

Da Il Piccolo di mercoledì 16 aprile 2014 - Trieste provincia pag. 29

INTERROGAZIONE DI CLAUDIO GRIZON
Progetto “Blulab”: «Il Comune spreca settemila euro»

MUGGIA «Il sindaco parla di recessione del contratto, l'assessore Rossi di canone impegnato fino al 2017: machi comanda in Comune?» È il quesito del consigliere comunale del Pdl-Ncd Claudio Grizon in merito all'affitto pagato al Demanio dal Comune di Muggia per la baracca posta sul confine di Lazzaretto per il progetto Blulab.
Un progetto fallito, tanto che la struttura è completamente inutilizzata e abbandonata a se stessa. Il contratto è stato stipulato il primo febbraio 2011. Dopo un anno di inattività Grizon aveva chiesto delucidazioni se il contratto d'affitto – 1.700 euro annui - fosse ancora in vigore. Il sindaco aveva replicato come gli uffici si stessero “già occupando per la recessione del contratto” stesso.
Grizon è tornato sull'argomento presentando una interrogazione in Consiglio per fare luce sulla vicenda. E la risposta giunta dall' assessore Loredana Rossi è stata spiazzante: «Il canone annuo è stato impegnato sino alla naturale scadenza della concessione prevista nel 2017».
«È chiaro che in Comune – commenta Grizon - ci sono idee confuse se ci si ostina, nell’attuale situazione finanziaria, a spendere soldi senza alcun beneficio per l’Ente. La loro ostinazione su questo progetto – conclude Grizon - è pari solo alla loro incapacità a rendere concreto un impegno nel campo dell’educazione ambientale che avrebbe potuto realizzarsi almeno con un sostegno all’iniziativa dell’istituto Bergamas che da anni, tra mille difficoltà, porta avanti l’Aula Blu a scopi didattici con un forte impatto sul turismo scolastico il cui futuro pare oggi a forte rischio per la nota carenza di risorse e a costi e complicanze burocratiche». A conti fatti, secondo le stime di Grizon, per la baracca fantasma di Lazzaretto sono stati spesi circa 7mila euro. (ri. to.)

martedì 18 febbraio 2014

"BLULAB'", PROGETTO FALLITO MA SI PAGA L'AFFITTO PER LA SEDE DELL'EX VALICO DI LAZZARETTO

Dal 2011 a oggi la giunta Nesladek ha sprecato quasi 7000 euro per l'affitto della struttura abbandonata dell'ex valico di Lazzaretto che avrebbe dovuto ospitare le attività didattiche dell'ormai fallito progetto "Blulab" per il quale erano state presentate alla Regione ben due richieste di finanziamento per accedere a fondi europei che non sono andate a buon fine. 
L'ultimo impegno di spesa di 1.765,60 euro è stato effettuato nei giorni scorsi con una determina del responsabile del servizio contratti del Comune. Una spesa assunta in tutta fretta alla vigilia della campagna elettorale del 2011, siglando un contratto di sei anni con l'Agenzia del Demanio di Udine, in quanto per presentare la domanda alla Regione per il progetto bisognava avere la disponibilità della struttura che mai in questi anni è stata utilizzata ne per quel progetto ne per altre attività. 
Se quelle risorse fossero state messe a disposizione dell'Istituto Bergamas e dei docenti che da anni con la loro imbarcazione attrezzata promuovono attività didattiche in campo ambientale nel nostro golfo, dedicate a tutte le scuole della provincia, della regione e spesso di altre città italiane, si potevano raggiungere risultati importanti sia nella formazione degli studenti che nel settore del turismo scolastico. 
Si è preferito invece spenderli per un edificio abbandonato e a quanto pare inutile. A questo punto chiedo al sindaco Nesladek perché prosegue con queste spese inutili, se intende chiedere al Demanio la risoluzione del contratto e se intende impegnare quelle risorse in modo più utile ed efficacie a favore dell'educazione ambientale dei ragazzi che frequentano le scuole muggesane. 
Si sono sprecati così quasi 7 mila euro ma poi l'assessore Laura Marzi si lamenta che non ha che pochi euro da erogare alle associazioni culturali e sportive come avvenuto pochi giorni fa. Siamo davvero all'assurdo: questa è la sinistra muggesana!

Claudio Grizon
Consigliere Comunale di Muggia PDL-NCD

giovedì 19 luglio 2012

CITTADINI CONTRO NESLADEK PER IL DEGRADO E LE MANUTENZIONI CON IL FIL DI FERRO

Ricevo da un gruppo di cittadini muggesani questa segnalazione su cui non servono commenti. Una cosa è chiarissima: dell'amministrazione Nesladek la gente non ne può proprio più!!!



Caro Claudio,
il signor sindaco parla di convivenza fra popoli vicini, ma lui non è capace di convivere nemmeno con i suoi concittadini.
Ci fa venire in mente una conoscente che per far bella figura con le amiche spendeva cifre esorbitanti per far regali a destra e sinistra e le sue due figliole tenute a stecchetto con cibo e medicine finirono in preventorio.
Se il signor sindaco vuole fare la fognatura per Crevatini (Ex YU) deve prima provvedere a Via Pisciolon, Rio Storto e zona Darsella di San Bartolomeo e inoltre deve bloccare ogni licenza edilizia in queste zone. Altrimenti vada a fare il sindaco oltre confine.
La gente pensa che col sistema di gestione di Nesladek a breve le periferie di Muggia diventeranno periferie del comune di Capodistria.
Pensavamo che solo le periferie fossero abbandonate a se stesse, senza sfalcio dell’erba e degli alberi sulla strada e controllo griglie e scarichi delle acque meteoriche, ma passeggiando per le vie cittadine (zone limitrofe Stazione autocorriere, Viale XXV aprile e Viale D’Annunzio) la situazione non è migliore.
Muggia finisce in via Roma e Riva Nazario Sauro.
I ciclisti a Muggia hanno raggiunto un grado di arroganza e inosservanza del codice della strada non più sopportabile.
Sfrecciano per le calli e le zone pedonali fregandosene dell’incolumità dei pedoni. Inoltre girano per il centro contromano anche con uno o due figlioletti al seguito anche loro in bici. Se osi redarguirli o ti guardano con occhi bovini come se fossi scemo o ti aggrediscono in malo modo.
In zona pedonale tra macchine di non residenti che fanno quello che vogliono e ciclisti che sfrecciano fregandosene dei pedoni è a rischio l’incolumità delle persone.
Inoltre molti automobilisti autoctoni e stranieri (specialmente giovani mamme) in via Roma giocano a “caccia al pedone”, in certi momenti l’attraversamento sulle strisce pedonali è a tuo rischio e pericolo.
Il valico di Lazzaretto come sempre nel degrado e al buio completo, la strada che da San Floriano porta a Lazzaretto è a rischio di incidenti frontali (vedi foto) e nel degrado totale in quanto non hanno tagliato l’erba.
Dove sono i vigili? Hanno gli occhi foderati di prosciutto? 
Gran parte della gente comincia ad avere le p ... piene, specialmente la base di rifondazione comunista maledice l’ora in cui l’hanno votato.
Altra cosa problema accattonaggio, al giovedì zingari in trasferta e durante la settimana ci sono due elementi che in maniera arrogante e insistente assillano persone anziane e donne, i vigili ignorano il problema e la gente si sente a disagio.
Alla gente da molto fastidio il fatto che in centro gira gente in abbigliamento succinto a torso nudo o signore in calzoncini e reggiseno del costume da bagno (cosa non permessa nemmeno a Lignano).
Quando hanno scavato per mettere il gas su Darsella San Bartolomeo hanno rovinato tutte le griglie per far defluire l'acqua dalla strada
Su segnalazione del Comune è venuta sempre la ditta che lavorava per l’Italgas a fare una pseudo riparazione lasciando la stessa otturata dal ghiaino e materiale vari usati durante lo scavo e posizionamento tubo
Nei giorni scorsi sono passati gli operai del Comune e come al solito col fil di ferro e hanno rimesso i cartelli abbandonati da un paio d’anni e che non c’entrano nulla e non vengono nemmeno rispettati. La griglia esce di continuo perché hanno deformato il supporto e la saldatura è saltata e quindi la griglia dondola.
Nel piazzale li vicino qualche d.... ha vuotato qualche litro di olio da cucina nel bidone del vetro. E c’è una bella macchia di qualche m2 che invade la carreggiata. A rischio motorini e automobili.

Saluti ... da Muggia!!!

lunedì 27 giugno 2011

"NO A LAZZARETTO A SENSO UNICO"

Da Il Piccolo del 27 giugno 2011 - Pagina 17 - Cronaca Trieste

«No a Lazzaretto a senso unico»
Grizon (Pdl) punta il dito contro le idee di sindaco e presidente della Provincia


MUGGIA «Per lo sviluppo della costa servono servizi e spazi per la balneazione e una viabilità che ne agevoli l’accesso. Anziché ristringerla la Provincia dovrebbe allargarla e sistemare il manto stradale ed i muretti». Lo ha detto Claudio Grizon, capogruppo del Pdl in Provincia riferendosi all’ipotesi secondo la quale il presidente Bassa Poropat e il sindaco Nesladek vogliono realizzare un senso unico «per riprendersi la costa». E nell’occasione ha annunciato un’ordine del giorno «in cui impegneremo la presidente Bassa Poropat a sistemare integralmente il manto stradale della provinciale per Lazzaretto, ed i muretti laterali laddove necessario, confermando il doppio senso lungo tutta la strada e la titolarità della Provincia sulla stessa». Per Grizon è qualcosa di più di un sospetto. Pochi giorni fa il presidente Bassa Poropat aveva annunciato che «sarà impostato il percorso Muggia – Lazzaretto – Confine». Ed è questo, secondo l’esponente del Pdl il segnale in cui ha aperto di fatto le porte alla vecchia idea del sindaco Nesladek di istituire un senso unico da Muggia verso Lazzaretto. «Questa apparentemente innocua frasetta era inserita nel “Programma di sviluppo della provincia di Trieste 2011-2016”, approvato a maggioranza con il voto contrario di Pdl e Lega Nord». Ricorda Grizon: «L’ex assessore alla viabilità Mauro Tommasini, che avevamo interrogato sulla vicenda già oltre un anno fa, aveva nettamente smentito tale ipotesi che invece, con questa frase sibillina inserita negli indirizzi di governo, ha ripreso pericolosamente corpo. Purtroppo la nostra preoccupazione sembra fondata in quanto anche l’assessore Fabio Longo, che ho sentito in merito ha confermato che sarà effettuato uno studio specifico in occasione della rivisitazione del piano regolatore». Insomma una vera e propria beffa per l’esponente del Partito della libertà che incalza: «Ora invece, a rielezione avvenuta e senza il problema di doversi ricandidare nel 2016, il sindaco Nelsladek sembra voglia ritornare sui suoi passi, in accordo con la Provincia».

sabato 25 giugno 2011

BASSA POROPAT E NESLADEK PREPARANO IL SENSO UNICO VERSO LAZZARETTO PER “RIPRENDERSI LA COSTA”

Grizon (PDL): per lo sviluppo della costa servono servizi e spazi per la balneazione e una viabilità che ne agevoli l’accesso: anziché ristringerla la Provincia dovrebbe allargarla e sistemare il manto stradale ed i muretti


“Sarà impostato il percorso Muggia – Lazzaretto – Confine”. Parola di Maria Teresa Bassa Poropat, muggesana e presidente della Provincia di Trieste. 
Con una apparentemente innocua frasetta inserita nel “Programma di sviluppo della provincia di Trieste 2011-2016”, approvato a maggioranza con il voto contrario di PDL e Lega Nord giovedì scorso, la presidente Bassa Poropat ha aperto di fatto le porte alla vecchia idea del sindaco Nesladek di istituire un senso unico da Muggia verso Lazzaretto. Altrimenti a cos’altro potrebbe alludere quella frase?
L’ex assessore alla viabilità Mauro Tommasini, che avevamo interrogato sulla vicenda già oltre un anno fa, aveva nettamente smentito tale ipotesi che invece, con questa frase sibillina inserita negli indirizzi di governo, ha ripreso pericolosamente corpo.
Purtroppo la nostra preoccupazione sembra fondata in quanto anche l’assessore Fabio Longo, che ho sentito in merito, non mi ha smentito tale ipotesi ma anzi mi ha confermato che “sarà effettuato uno studio specifico in occasione della rivisitazione del piano regolatore”.
Quando il sindaco Nesladek annunciò la sua intenzione di mettere il senso unico verso Lazzaretto per poter realizzare sul lato della strada una pista ciclabile ci giunsero decine e decine di telefonate e preoccupatissime lamentele di tanti muggesani che poi si tranquillizzarono quando Nesladek, evidentemente anche per ragioni elettorali, glissò e smentì i suoi propositi.
Per quanto ci riguarda riteniamo che lo sviluppo della costa non possa prescindere da servizi e spazi per la balneazione, non solo quelli dell’ex area di Acquario, che si possono trovare solo verso il mare, e di una viabilità che ne agevoli l’accesso: anziché restringerla con una seppur utile pista ciclabile la Provincia ed il Comune la strada per Lazzaretto dovrebbero allargarla sistemando il manto stradale ed i muretti.
Ora invece, a rielezione avvenuta e senza il problema di doversi ricandidare nel 2016, sembra voglia ritornare sui suoi passi, questa volta però in accordo con la Provincia.
Da parte nostra presenteremo su questa vicenda uno specifico ordine del giorno con il quale invece impegneremo la presidente Bassa Poropat a “sistemare integralmente il manto stradale della provinciale per Lazzaretto, ed i muretti laterali laddove necessario, confermando il doppio senso lungo tutta la strada e la titolarità della Provincia sulla stessa” ed a completare inoltre “l’asfaltatura delle altre strade provinciali muggesane, specie dove maggiormente deteriorate”.


Claudio Grizon
Capo Gruppo PDL in Provincia di Trieste

sabato 19 febbraio 2011

LA RABBIA DEI CITTADINI SU SICUREZZA, FURTI ED ILLUMINAZIONE PUBBLICA


Ho ricevuto nei giorni scorsi da alcuni cittadini questo commento a proposito dei furti che si susseguono sul territorio comunale.


Caro Claudio,
inutile che ora che la vacca è scappata il sindaco pontifichi su riunioni e ca… varie. Pensiamo che le forze dell’ordine con il personale che hanno a disposizione, sia in divisa che in borghese, a tutte le ore il loro dovere lo stanno facendo. Piuttosto il sindaco potrebbe chiedere un rinforzo sul territorio di agenti investigativi in borghese e fare una riunione col sindaco di Capodistria obbligandolo a aumentare i controlli sulle aree confinarie del suo territorio. Capiamo che è comodo che i loro delinquenti vengano a delinquere qui da noi lasciando tranquilli i loro cittadini.
Qui si sottovaluta il problema aspettando che il furto in casa prima o poi si trasformi in qualcosa di tragico, sia per le vittime che per i ladri, perché le reazioni saranno incontrollabili in quanto la gente è stufa, e i ladri a quanto pare sono stupidi visto che tornano nella stessa zona di furti precedenti.
Il sindaco pensa che il comune di Muggia sia solo nel centro storico.
I cittadini si sarebbero aspettati un comunicato del sindaco in cui invitava la popolazione a vigilare e a stare in guardia da ladri e falsi venditori di contratti e instaurare sinergie tra vicini, cose che in certi posti stanno già facendo.
È una vergogna che un paese così civile e tranquillo sia arrivato in pochi mesi a questo punto. Stiamo diventando come certe zone del veneto.
Certi valichi confinari (tra cui Lazzaretto) sono al buio 250 giorni all’anno, inoltre le nuove illuminazioni a led oltre che abbagliare non sono tanto valide e in caso di nebbia fanno un pericoloso muro, rendono inutile l’effetto degli antinebbia mascherando anche il manto stradale (hanno preso la roba più c… e a più buon prezzo che era sul mercato e che nessuno voleva acquistare?).
Le luci Acegas, in qualsiasi condizione climatica (neve, nebbia o pioggia intensa) fanno egregiamente il loro servizio dando un senso di sicurezza anche agli abitanti. Le luci a led delle nuove lampade Enel danno un’unica sensazione… sembra di essere in un cimitero e illuminano un campo restrintissimo dando poca sicurezza ai cittadini, specialmente in periferia.

Buon lavoro
Cordiali saluti

venerdì 11 febbraio 2011

TENTA DI ENTRARE IN CASA, LADRO MESSO IN FUGA

LA NOTA
Ancora una volta ci abbiamo dovuto pensare noi, segnalando i fatti a Il Piccolo, alle preoccupazioni della gente per i furti e le intrusioni nelle case di Muggia . Il sindaco e la sua maggioranza forse pensano già alla campagna elettorale e  ancora una volta non si rendono conto dei veri problemi dei cittadini.

 
Da Il Piccolo dell'11 febbraio 2011 - Pagina 20 - Trieste

MUGGIA
I PROPRIETARI HANNO PRESENTATO UN ESPOSTO IN COMMISSARIATO
Tenta di entrare in casa, ladro messo in fuga
Spavento per una coppia di 60enni che si è trovata il malvivente in giardino


MUGGIA - Ha tentato di entrare in casa, spinto da intenzioni tutt’altro che lecite. Non si è accorto che qualcuno stava osservando i suoi movimenti furtivi da dietro una finestra. E così, quando si è trovato davanti ai proprietari della villetta, non ha potuto fare altro che fuggire a gambe legate.
Stavolta è andata male al ladro che martedì pomeriggio, a Darsella di San Bartolomeo, la frazione a un tiro di schioppo dall’ex confine, ha tentato di mettere a segno un colpo ai danni di due ingnari coniugi sessantenni. E sebbene il fatto non abbia avuto (per fortuna) serie conseguenze ha allarmato non poco i residenti. Anche perchè meno di dieci giorni fa, nella vicina Chiampore, un’anziana è stata derubata nel sonno da alcuni malfattori. E proprio un mese e mezzo fa, a 50 metri dalla casa che è stata teatro del tentato furto, i soliti ignoti avevano compiuto un raid. Non solo: nelle ultime settimane i raid si sono intensificati tra Lazzaretto e la zona industriale, contribuendo a far sentire poco sicure le persone.
«Poco prima delle 15.30 - riferisce Alberto Campos - mia moglie Silva si stava preparando a uscire quando si è trovata davanti il ladro, un uomo alto 1 metro e ottanta, castano, con una giacca sportiva grigia e l’accento slavo. Io, spaventato a morte nel vedere un estraneo attraversare il nostro giardino dopo aver scavalcato la recizione, sono subito accorso. Ho gridato e, lì per lì, l’uomo si è fatto furbo e ha simulato una sbronza, per coprire la violazione di proprietà privata. Ha iniziato a strascicare le parole, fingendosi ubriaco, ma io, temendo il peggio, ho aperto il cancello automatico per allontanarlo e lui ne ha approfittato per fuggire via». La coppia si è precipitata al commissariato di Polizia e ha fatto un esposto. Ha inoltre fornito ai vigili urbani una descrizione dell’individuo. «Ma con tutta probabilità era già oltre confine - prosegue Campos - putroppo da quando non ci sono più i valici questa non è più una zona tranquilla». Ci sono famiglie, come viene riferito, che fanno i turni per non lasciare le abitazioni incustodite, temendo la visita dei ladri.
«Pochi giorni prima di questo episodio - conclude Campos - abbiamo ricevuto diverse telefonate mute verso le 15-15.30: eravamo sicuramente controllati e queste chiamate erano tese a verificare la nostra presenza in casa. Non ho dubbi che quell’uomo, penetrato attraverso le vigne di un confinante agriturismo, fosse un palo e qualche complice fosse in attesa di entrare in azione: queste persone sanno essere rapidissime. Bastano 10 minuti e ti portano via tutto». (ti.ca.)

giovedì 10 febbraio 2011

ANCORA FURTI TRA CHIAMPORE E LAZZARETTO

Ricevo e pubblico volentieri questa segnalazione che ho ricevuto ieri a proposito di nuovi furti e tantativi di furto tra Chiampore e Lazzaretto. Siamo davvero in una situazione di emergenza. Confidiamo sul buon lavoro delle forze dell'ordine per riportare tranquillità tra la gente.


Ieri pomeriggio, attorno alle 15.30 i nostri vicini hanno avuto una brutta sorpresa. La vicina mentre era in cortile voltandosi si è trovata di fronte un estraneo, il quale aveva appena scavalcato la recinzione dal lato delle campagne .... Impietrita dalla paura ha chiamato il marito che era in casa, il tizio ha iniziato a far finta di essere ubriaco ammettendo di aver scavalcato la recinzione. Presi dal panico e non sapendo la reazione che avrebbe potuto avere questo tizio, e non sapendo se noi eravamo in casa, hanno aperto il cancello automatico lasciandolo andare e chiamando subito la polizia. Sembra che dopo si sia incamminato su per la salita e poi è andato a destra inoltrandosi per i campi verso la Slovenia. Secondo loro dal modo di parlare era uno slavo.
Abbiamo inoltre saputo che oltre ai furti del circondario e in zona industriale avvengono furti di giorno anche in centro a Muggia ad opere di gente proveniente dal sud Italia. Sembra che ci sia quindi più di una banda.
Non sarebbe il caso che l’Amministrazione comunale assieme al commissariato e la questura facesse un comunicato a tutta la popolazione chiamando tutti a vigilare e a riferire ogni comportamento sospetto?
Pensiamo che sarebbe già un buon deterrente verso questi malviventi.
Sembra che la signora che hanno rapinato di primo mattino in Chiampore si è trovata in casa quattro incappucciati che l’hanno anche legata… e la casa è attaccata all’ex caserma dei Carabinieri. Con questi furti ne noi ne i nostri conoscenti sono tranquilli, diventa un problema uscire di casa.

martedì 5 ottobre 2010

FINALMENTE LA PROVINCIA ASFALTA LE STRADE TRA L’OSPO, CHIAMPORE, LAZZARETTO E ZINDIS

Grizon (FI-PDL): l’amministrazione avrebbe provinciale avrebbe potuto fare di più ma apprezziamo la buona volontà


Sarà stata l’usura ed il grave deterioramento del fondo stradale, sarà stata la petizione che abbiamo fatto due anni orsono, saranno state le lamentele dei cittadini, le nostre continue segnalazioni in consiglio provinciale, il conseguente indispensabile, seppur ovvio, parere dei tecnici ma alla fine, dopo quasi cinque anni, la Provincia ha deciso di asfaltare alcuni tratti di strada particolarmente bisognosi.
“Dopo anni in cui le attenzioni della presidente Bassa Poropat – sottolinea Claudio Grizon, capo gruppo di FI-PDL a Palazzo Galatti – si sono concentrate prioritariamente sulle strade del Carso, sono lieto di constatare che, forse visto anche l’approssimarsi della prossima campagna elettorale, abbia ritenuto di sistemare alcuni tratti stradali muggesani che versavano in situazioni molto critiche”.
Con i 250 mila euro stanziati da una delibera giuntale dello scorso 28 settembre sarà sistemato l’ingresso a Muggia, tra l’incrocio sull’Ospo della n.14 con la strada per Fernei, fino all’area ove fra un anno sorgerà il nuovo distributore, la provinciale n.17 nel tratto che da Porto S.Rocco sale verso Chiampore fino alla località Fontanella e che da Lazzaretto sale verso Darsella San Bartolomeo e ed un tratto della provinciale n.35 “di Opicina”.
L’intervento di asfaltatura interesserà complessivamente 3 chilometri e 30 metri, dei quali 2 chilometri e 380 metri si trovano sul territorio muggesano.
“Volendo l’amministrazione provinciale avrebbe potuto fare molto di più – evidenzia il capo gruppo Grizon - considerate le risorse a disposizione della Provincia e certe spese inutili o che vediamo, ma apprezziamo la buona volontà sperando che la prossima amministrazione possa completare i lavori che sarebbero indispensabili”.

lunedì 30 agosto 2010

LA PULIZIA DEL VERDE A CHIAMPORE E SAN BARTOLOMEO E' UNA PRESA IN GIRO PER I CITTADINI

Ho ricevuto da un cittadino una lunga e-mail su vari problemi di Muggia. Vi propongo questo frammento per le vostre considerazionei in merito all'operato della Provincia di Trieste che sullo stesso tema è stata più volte da me sollecitata a risolvere il problema. Vi rimando ai post del ..... 

Caro Claudio,
nei giorni scorsi, penso la Provincia, ha inviato un camion munito di braccio meccanico con testa rotante a pulire i bordi strada in Strada per Chiampore e da Loc. San Floriano verso Valico S. Bartolomeo. Erano presenti in zona un paio di giorni ed hanno lavorato forse in tutto 6 o 7 ore. Il risultato è stato deludente. Il bordo strada è stato pulito per circa 50 cm in maniera approssimata e non continuata con zone ancora incolte e sfalcio abbandonato a terra. Le frasche debordanti non sono state toccate.
La volta della foresta pluviale in zona campeggio (vedi foto del 5 giugno scorso) è ancora intatta, tra l’altro manca nuovamente l’illuminazione al valico. In compenso la strada privata che va dalla casa dell’ex Sindaco Milo alla pensione Brioni è stata pulita col suddetto camion che ha tra l’altro danneggiato i cartelli segnaletici a San Floriano. I residenti si sentono presi per il c...o. Inutile che la Bassa Poropat si elogi via tv e stampa.

venerdì 13 agosto 2010

ACQUARIO, IDROCARBURI CANCEROGENI OLTRE I LIMITI

LA NOTA
Dopo aver preso atto di questi preoccupanti dati elaborati dall'ARPA sulla base delle analisi del CIGRA, su cui a breve ritorneremo, attendiamo fiduciosi le prossime e, siamo certi tempestive, promesse del sindaco Nesladek che s'affretterà probabilmente a dire che risolverà tutto lui.
Nei mesi scorsi infatti l'uomo ci ha abituati, complice Il Piccolo, ad una serie di annunci spot, proclami e promesse che, alla luce di questi dati, sembrano esser stati un malaugurio per il recupero e il rilancio della costa muggesana.
D'ora in poi spereremmo che tacesse ma temiamo invece che non sarà così: potrebbe anche negare l'evidenza e dire che per la prossima estate sull'area ex Aquario andremo tutti al mare, tra giardini e palme e su spiaggie bianchissime come nelle isole del Pacifico e ci ristoreremo all'ombra di ombrelloni di paglia sorseggiando bibite freschissime. Ma abbiamo imparato a non credere più alle promesse di Nesladek e alle sue sparate senza costrutto e con noi speriamo anche gran parte dei muggesani che, dopo quattro anni e mezzo, hanno ormai capito che da questa amministrazione non hanno nulla da sperare.

Da Il Piccolo del 13 agosto 2010 - Pagina 17 - Trieste

MUGGIA LE CONTROANALISI AI PRELIEVI FATTI NEL TERRAPIENO LUNGO LA COSTIERA

Acquario, idrocarburi cancerogeni oltre i limiti

Dalle verifiche dell’Arpa i massimi di legge risultano superati anche di decine di volte
A pochi centimetri sotto la superficie quantità pericolose di ferro, manganese, mercurio e arsenico

di GIUSEPPE PALLADINI

TRIESTE - Idrocarburi cancerogeni e metalli ben oltre i limiti di legge sono presenti nel terrapieno Acquario, sulla costiera muggesana, la cui bonifica è al centro della conferenza dei servizi insediata di recente dalla Regione.
I dati sulla reale consistenza dell’inquinamento della vasta area fra Punta Olmi e Punta Sottile emergono dalle verifiche che l’Arpa ha effettuato sui campionamenti svolti a suo tempo dal Cigra per conto del Comune di Muggia.
Scorrendo le tabelle prodotte dall’Arpa si scopre, ad esempio, che in un campione di terreno prelevato a una profondità fra 0,6 e 1,5 metri lo zinco è piuttosto elevato (1097 milligrammi per chilogrammo) anche se non supera il limite (1500), ma è soprattutto una serie di idrocarburi a sfondare, anche di decine di volte, il massimo di legge.
E’ il caso del benzoantracene, con 92 milligrammi per chilogrammo (il limite è di 10), del benzoapirene (97 con lo stesso limite), del benzofluorantene (68), del benzoperilene (74). Nel caso dell’indenopirene lo sforamento è di oltre 14 volte: 72 milligrammi per chilogrammo a fronte di un limite di 5. Di tre volte superiore (156 contro un massimo di 50) è risultato infine il pirene.
Anche in un altro punto di prelievo, nel primo metro sotto la superficie, gli idrocarburi già citati sono abbondantemente sopra i limiti di legge. La concentrazione di benzoantracene è di 39 milligrammi per chilogrammo (sempre con un limite di 10), quella del benzoapirene è di 99, il benzofluorantene è a 66, il benzoperilene a 52, l’indenopirene a 75 (il massimo è 5) e il pirene a 169 (con un limite di 50).
In un altro punto del terrapieno sono i metalli, invece, ad essere presenti in misura rilevante. In particolare il ferro (384 microgrammi per litro rispetto a un limite di 200) e il manganese (424 microgrammi per litro a fronte di un massimo di legge fissato a 50).
Sempre con riguardi ai metalli, in un punto diverso, nei primi 80 centimentri sotto la superficie, sono risultati superati i limiti del mercurio (oltre 10 milligrammi per chilogrammo rispetto al limite di 5) e l’arsenico (90 milligrammi per chilogrammo, con un massimo di legge a 50).
Tornando agli idrocarburi, dalle verifiche effettuate dall’Arpa, sempre sui campioni prelevati dal Cigra, risulta che anche le acque sottostanti il terrapieno sono risultate inquinate, anche se in misura di molto inferiore ai massimi fissati dalla legge. In uno di questi punti, ad esempio, la concentrazione degli idrocarburi totali è risultata di 25 milligrammi per litro rispetto a un massimo di 350.
Fin qui i dati, che sono all’esame della conferenza dei servizi. Proprio in quella sede gli enti coinvolti – Regione, Provincia, Comune di Muggia, Azienda sanitaria, Arpa, Autorità portuale e Capitaneria di porto – devono ora decidere il metodo più adatto per il disinquinamento del terrapieno. Un progetto di bonifica per la cui elaborazione è previsto un massimo di sei mesi, come ha precisato qualche giorno fa il sindaco di Muggia Nerio Nesladek.
Prima di mettere mano al progetto, però, la conferenza dei servizi ha chiesto alcune integrazioni sulle caratterizzazioni del terreno, che, sempre stando a quanto dichiarato dal sindaco, saranno soddisfatte entro settembre.

mercoledì 16 giugno 2010

ERBA ALTA E RAMAGLIE SULLE PROVINCIALI DI MUGGIA, PROVINCIA IN RITARDO SUI LAVORI CHE PARTIRANNO APPENA DOPO IL 15 LUGLIO

E’ incredibile il ritardo della Provincia dell’avvio dei lavori per il taglio dell’erba e degli alberi sulle strade provincialicommenta Claudio Grizon capo gruppo di Forza Italia – PDL in Provincia l’erba sulle aiuole e ai bordi delle strade provinciali di Muggia arrivano ormai al metro e mezzo e costituiscono un problema per la visibilità e la sicurezza”.
“Stando a Tommasini – prosegue Grizon – i lavori della gara europea per il taglio dell’erba e la potatura degli alberi è stata aggiudicata appena lo scorso 7 giugno e la ditta non potrà operare prima della firma del contratto che è prevista per il mese 15 luglio. Mi vergogno per l’immagine che il nostro Comune darà in questo periodo ai turisti che, giunti in Slovenia, potranno invece apprezzare l’erba tagliata e la pulizia lungo le strade”.
Spero che gli uffici – prosegue il consigliere che mentre Tommasini assicura che “stanno predisponendo le priorità di intervento consapevoli che la situazione sul territorio che richiede un intervento corposo” tengano conto dei veri bisogni e non delle indicazioni politiche della giunta Bassa Poropat che, in oltre quattro anni, ha sempre privilegiato la viabilità del Carso con un sostanziale silenzio o disinteresse del sindaco Nesladek che non è riuscito, nonostante l’affinità politica delle due amministrazioni, ad avere per il nostro Comune l’attenzione che merita”.
Sono queste le risposte che l’assessore provinciale ai lavori pubblici Mauro Tommasini ha dato a Claudio Grizon, capo gruppo di Forza Italia – PDL a Palazzo Galatti che lo scorso 28 maggio ha presentato un’interrogazione urgente, corredata da ben 17 fotografie, dalle quali si potevano evincere lo stato di abbandono, l’erba alta, la sporcizia, la mancanza di manutenzione, la pericolosità per la circolazione che interessa la parte terminale della provinciale per Lazzaretto, l’area dell’ex valico di San Bartolomeo e la provinciale che da la sale verso Chiampore.
Nell’interrogazione Grizon ricordava che l’amministrazione provinciale ha più volte annunciato interventi di sistemazione sui valichi dismessi con l’entrata della Slovenia nell’UE supportati a tal fine da una relativa disponibilità finanziaria pari a 100 mila euro e che persistono, in particolare all’ex valico di Rabuiese, notevoli problemi sull’intersezione del traffico della grande viabilità e quello transfrontaliero sulla viabilità secondaria precedentemente utilizzata e quelli sulla segnaletica.
Inoltre il consigliere evidenziava come lo scorso anno, dopo un’elaborazione biennale, è stato annunciato un piano di intervento sulle strade provinciali che si concretizzerebbe con due interventi all’anno di decespugliamento, pulizia del verde e delle ramaglie.
In merito al degrado al valico di San Bartolomeo nella risposta alla mia interrogazione – aggiunge Grizon – Tommasini ricorda inoltre “che la Prefettura ha appaltato i lavori di rimozione delle tettoie e altri piccoli interventi, tra i quali la ridefinizione delle isole – spartitraffico che, nonostante le ripetute segnalazioni anche di questa Provincia, la ditta incaricata dalla Prefettura non ha ancora eseguito”.
Nell’interrogazione il capo gruppo Grizon sottolineava che non risultano effettuati interventi sul territorio del comune di Muggia e che negli anni scorsi si sono lesinati e ritardati portando varie zone della viabilità provinciale muggesana nel totale degrado e in uno squalificante abbandono.

venerdì 11 giugno 2010

LA PROVINCIA BOCCIA IL SENSO UNICO VOLUTO DA NESLADEK A LAZZARETTO


“Al momento attuale non esiste depositata alcuna richiesta da parte del Comune per istituire un senso unico sulla provinciale per Lazzaretto” e “non sta nei programmi della Provincia, in assenza di alternative valide e di studi di fattibilità, l’ipotesi di istituzione di un senso unico sulla viabilità predetta”.

Con queste parole l’assessore alla viabilità della Provincia Mauro Tommasini, rispondendo a una recente interrogazione di Claudio Grizon, capo gruppo di Forza Italia – PDL in consiglio provinciale, ha bloccato ogni prospettiva all’idea del sindaco Nesladek di istituire già da questa estate un senso unico verso San Bartolomeo a partire dall’inizio del terrapieno di Acquario.
“La proposta del sindaco rilanciata più volte sulla stampa – prosegue il consigliere Grizon – prevedeva sempre da quest’estate anche una sperimentazione sul medesimo tratto stradale di una pista ciclabile che evidentemente a questo punto ci pare difficile che possa essere realizzata”.
“Molti cittadini residenti nella zona – aggiunge Grizon assieme alla collega consigliera Viviana Carbonidopo gli annunci di Nesladek ci avevano telefonato preoccupati per questa sua strampalata idea manifestando l’intenzione di avviare una petizione tesa a scongiurare l’iniziativa del sindaco”.
“A questo punto – concludono Grizon e Carboni – a prescindere dalle volontà di Nesladek, che da qualche tempo sembra abbia forse accantonato l’idea dopo aver percepito il malcontento dei cittadini, ci sentiamo di poterli tranquillizzare sulla base delle assicurazioni dell’assessore Tommasini ben più serie e razionali rispetto all’ennesima inconcludente butade di Nesladek”.